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di
David W.
Cloud 1

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Sopra: poster per il concerto di
Marilyn Manson e degli Slayer
tenutosi il 27 luglio 2007 al Ford Amphitheatre, a Tampa (in
Florida). Su di esso, un demonio si spara alla testa, mentre porta in grembo un bambino con tanto di aureola che si punta anch'egli una
pistola alla testa. |
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In questi ultimi anni, la Walt Disney
Co. ha prodotto diversi film o serial televisivi che hanno
per protagonisti degli adolescenti la cui massima ambizione è diventare
delle rockstar.
Parliamo, ad esempio, del telefilm Hannah Montana. Il
telefilm (andato in onda in Italia dal 24 settembre 2007) racconta di
una ragazza (Miley Stewart), che va a
scuola,
si diverte con gli amici e fà tutte le altre cose che fanno le sue
coetanee. Ma nasconde un grande segreto: di notte si trasforma in Hannah
Montana, una famosa pop star con milioni di fan. Gli unici
a conoscere il suo segreto sono suo padre, Robbie Ray Stewart, che è
anche il suo manager (ma che bravo papà!). C'è poi High
School Musical, un film musicale del 2006 giunto al suo terzo
episodio, che parla di un gruppo di liceali che si apprestano ad entrare
all'Università con le solite problematiche adolescenziali e con il sogno
nel cassetto di divenire stelle del rock. Ma la realtà non è poi
così lontana dalla finzione. Ad otto anni,
Britney Spears fu
scelta nelle audizioni per The Mickey Mouse Club, per conto della
rete televisiva Disney Channel, e venne finalmente accettata ed
entrò a far parte del cast della trasmissione dal 1993 al 1994
insieme a
Justin Timberlake e a
Christina Aguilera.
Tutti e tre sono divenuti famosi realizzando così il sogno di milioni di
teenager (e di genitori incoscienti): fama, denaro e successo
tramite la musica. Inoltre, la Disney ha prodotto anche
Camp Rock (2008),
un'altra pellicola che mette in scena quattro adolescenti che aspirano a
diventare stelle del firmamento musicale. Hannah Montana, High
School Musical e Camp Rock sono tre famosi esempi di
fiction televisiva o cinematografica che presentano la figura della
rockstar come quella di uno status symbol alla portata di
tutti (l'inguaribile «sogno americano»...). Lo scritto che presentiamo
ci presenta la realtà vista da un'altra prospettiva troppo spesso
ignorata o taciuta della vita dei rockers, che con una rapida
carrellata, quasi telegrafica, ci conduce
direttamente dalle luci sgargianti del palcoscenico alle fredde stanze
dei manicomi e sui gelidi tavoli di marmo degli obitori. Spesso, troppo
spesso, il sogno può tramutarsi in un terribile incubo. Senza cercare
necessariamente un rapporto di causa ed effetto tra la musica, la follia
e il suicidio, l'Autore dimostra con fatti alla mano come molti artisti
giunti all'apice della loro carriera, sono lentamente scivolati nel
baratro della pazzia o hanno messo fine alla loro fragile esistenza.
Certamente, la droga e l'alcol sono sovente gli ingredienti di un
tragico epilogo, ma la vita stessa delle stelle del rock (ma
anche del soul, del funk, del jazz, ecc...), fatta
di lusso sfrenato, di eccessi e di delirio di onnipotenza, può sfociare
in stati di depressione e di angoscia tali da condurre anche in giovane
età in manicomio o al cimitero. I recenti problemi psichiatrici di
Britney Spears (che dopo aver tentato per due volte il suicidio se n'è
andata in giro per la clinica dov'era ricoverata dicendo di essere
l'Anticristo) dovrebbero aprire gli occhi a tanti adolescenti.
Concludiamo questa breve introduzione con una schietta affermazione di
Lita Ford, cantante del gruppo heavy metal
Runaways, che dovrebbe far
riflettere chi vorrebbe calcare le orme del proprio idolo musicale: «Ascoltami:
il rock non è la chiesa.
è
uno sporco affare. E anche tu puoi diventare sporco. Se sei una persona
per bene, veramente per bene, non puoi né cantarlo né
suonarlo» (cfr. Los Angeles Times, del 7 agosto 1988). |
Ciò che segue è solo una succinta rassegna di
alcuni dei numerosi casi di alienazione mentale, di semi-infermità
mentale e di
suicidio collegati al mondo del rock (e non solo). Il cantante hardcore
punk
G.G. Allin (1956-1993) fu arrestato più di cinquanta
volte per tentato omicidio, per aggressione, per atti osceni in luogo
pubblico, per incitazione alla rissa, per pubblico oltraggio
al pudore, per aver messo in pericolo delle vite ecc...
2.
Egli intrattenne il suo pubblico con la nudità, con la violenza, con la
defecazione, con la minzione,
con atti sessuali con animali morti, ingoiando le proprie feci, colpendosi
violentemente i
denti, mangiando la propria carne, rompendosi
le ossa,
dandosi fuoco, tagliandosi con cocci di bottiglia, picchiandosi fino a
perdere conoscenza e con altre follie del genere. Quando Allin morì nel giugno
del 1993 all'età
di trentasei anni per overdose di eroina, suo
fratello,
Merle,
disse che G.G non voleva morire così in quanto aveva progettato di
morire sul palcoscenico e nel contempo di uccidere molte persone del pubblico.
Brian Wilson, dei Beach
Boys, che scrisse molte delle loro
canzoni più popolari, fu pesantemente coinvolto nell'uso di droghe psichedeliche
e di altre sostanze stupefacenti, nell'alcolismo, e divenne uno psicotico
che visse completamente isolato per molti
anni, terrorizzato anche dall'oceano che aveva esaltato nelle sue
canzoni. L'uomo che aveva cantato le glorie dell'automobile (Shut
Down, Little Deuce Coupe, Car Crazy Cutie, ecc...) non guidò
un'automobile per anni. Egli aveva avuto un completo crollo psichico nel 1964 e
non andò mai più in tournée con i
Beach Boys. Giravano voci
che le sue continue cure psichiatriche costassero 50.000
dollari al mese 3.
Durante la sua permanenza con i
Black Sabbath, il rocker Ozzy Osbourne si comportò
da selvaggio, da pazzo e da drogato. Durante la maggior parte dei sui
concerti, Ozzy si vestiva da donna e si
spogliava on stage. Una
volta prese un'ascia e abbatté tutte le porte di casa sua
4. Lui e la sua prima moglie,
Thelma,
avevano dei polli, ma un giorno Ozzy li uccise tutti con un fucile da caccia.
Più di una volta Ozzy ha trascinato la moglie per i capelli. Nel 1982, gli fu proibito di
tenere concerti a San
Antonio, nel Texas, perché aveva urinato su Fort Alamo mentre vestiva gli
abiti della moglie. Egli ha guardato il film L'Esorcista per ben
ventisei volte 5. Nel 1979, Osbourne era così
farneticante a causa dell'abuso di droga e di alcol da non potersi più
esibire in pubblico, per cui gli venne chiesto di
lasciare il gruppo. I tre mesi successivi li passò chiuso in una camera
d'albergo. Per anni aveva assunto quotidianamente LSD e spendeva
circa 1.000 dollari al giorno per procurarsi gli acidi.
Venne salvato dall'autodistruzione dalla manager Sharon Arden
che gli fece visita, gli parlò e lo convinse a tornare con sé in Inghilterra,
dove lo avviò ad una carriera solista di successo. Più tardi, sposò la
Arden, ma il secondo matrimonio non cambiò il suo carattere stravagante.
Nel 1981, nel corso di una riunione esecutiva tenuta presso la sede
della casa discografica CBS, Osbourne staccò con un morso la
testa di una colomba viva e la sputò sulla tavola. Nel 1982, durante il
tour di lancio del suo album
Diary of a Madman
(«Diario di un pazzo»; Jet/Epic 1981), Osbourne staccò con un morso la testa di
un pipistrello vivo e dovette sottoporsi ad una serie di vaccinazioni
antirabiche. Nel 1989, egli venne accusato per aver minacciato di
uccidere la moglie durante un momento di follia dovuto alla droga. Oggi,
per sua stessa ammissione, riesce a mantenere un certo equilibrio
psichico grazie all'assunzione continua di Prozac.
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Da sinistra:
G.G. Allin, Brian Wilson e Ozzy
Osbourne. |
James Booker (1939-1983), un
influente pianista blues che registrò per Chess e per
Ace, morì nel 1983 all'età di quarantaquattro anni stroncato da un attacco cardiaco
dovuto all'abuso prolungato di droga. Prima della morte, il suo
comportamento era divenuto psicotico. A metà degli anni '70, David Bowie divenne un recluso
con segni di squilibrio mentale. A quel tempo, la
sua vita fu descritta nei termini seguenti: «Amici che
visitarono Bowie a Los Angeles raccontarono che viveva in una
stanza con le tende permanentemente chiuse e una grossa ciotola di
cocaina esposta sulla tavola del caffè. Sul pavimento era disseminati libri
sull'occultismo e sul misticismo. Sui muri Bowie aveva
scarabocchiato pentacoli magici come protezione contro le maledizioni
che credeva fossero state scagliate contro di lui. Era così convinto che
alcuni maghi neri stessero progettando di distruggerlo che
assunse una strega bianca per compiere un esorcismo che comportava l'uso
di candele bianche e blu, e lo spargimento di sale»
6. Il soul man James Brown (1933-2006) ha passato molti anni
immerso in uno stato di rabbia furibonda dovuta all'abuso di droga. Ad
esempio, negli anni Ottanta, gettò la pelliccia della sua terza moglie (Adrienne
Rodriguez)
su di un prato e la colpì con un fucile da caccia 7. Nel 1988,
Brown venne arrestato e accusato di aggressione e tentato omicidio verso
la moglie Adrienne, sebbene
in seguito essa ritirò la denuncia. Nel settembre di quello stesso anno,
Brown minacciò un gruppo di persone con un
fucile da caccia, venne inseguito e fermato dalla polizia mentre guidava
ad alta velocità con la sua macchina su una strada
interstatale, e venne condannato a sei anni di
reclusione. Nel 1991, venne rilasciato sulla parola dopo aver trascorso due anni dietro
le
sbarre. Nel gennaio del 1998, Brown venne ricoverato in ospedale e
disintossicato per dipendenza da analgesici 8.
Brown è stato arrestato otto volte, condannato tre volte, e ha passato
in
carcere cinque anni della sua vita.
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Da sinistra:
James Booker, David Bowie e James Brown. |
Il batterista Jim Gordon (un membro
dei Derek and the Dominos e
uno dei session drummer più famosi) assassinò la madre
settantaduenne nel giugno del 1983 colpendola con un martello e
finendola a colpi di pugnale. Gordon era ormai assuefatto all'uso di eroina,
di cocaina e di alcol,
e sentiva voci da anni. Egli disse che la voce della madre lo tormentava
giorno e notte, e che aveva già minacciato di ucciderla. Gordon era già
stato ricoverato in ospedale quattordici volte per esami psichiatrici e
per cercare aiuto. Egli affermò di avere assassinato la madre spinto da voci che
nella sua testa gli
avevano detto come farla tacere. Nel 1984, venne
ritenuto colpevole di omicidio di secondo grado e condannato a sedici anni
di carcere. Anche in prigione continuò a suonare la batteria. Nel 1977,
Alice Cooper (vero nome Vince Furnier) si sottopose a
diverse sedute di trattamento psichiatrico per liberarsi dall'alcolismo.
Lui che durante i suoi concerti aveva cantato brani che parlavano
dell'alienazione mentale e aveva composto canzoni che avevano per
oggetto dei pazzi, finì in manicomio, incapace persino di scrivere il
proprio nome. Dopo tre mesi di terapia gli fu diagnosticato che doveva
mettere da parte il personaggio Alice Cooper. Ecco come Furnier stesso
descrive la sua trasformazione nel demente Alice Cooper prima dei suoi
concerti: «Indosso tutto il mio travestimento femminile da Alice, e
poi non passa meno di un'ora prima che io salga sul palcoscenico. Ecco
cosa faccio quando mi trasformo in Alice. Nessuno sa da dove venga, ma
si presenta ogni notte nella mio camerino»
9. In seguito, Cooper ha affermato: «Quando presi quel
personaggio non avevo alcuna idea di quello che stavo facendo, perché
non ero io». Il suo tour solista del 1976 fu chiamato
Welcome to My Nightmare («Benvenuto nel mio incubo»). Ecco un
estratto dal testo del brano omonimo: «Welcome to my nightmare/ I
think you're gonna like it/ [...] Welcome to my breakdown»
(«Benvenuto nel mio incubo/ Penso che ti piacerà/ [...] Benvenuto nel
mio crollo psicologico»). Dice una delle canzoni di Alice Cooper:
«Just a little insane/ A couple of shots/ I can't feel no pain»
(«Solo un po' pazzo/ Un paio di colpi/ Non posso sentire alcun dolore»).
Il batterista dei Def Leppard
Rick Allen venne arrestato per aver preso la moglie per il collo
e trascinata durante un'ubriacatura violenta. Nel corso di un'intervista
a VH1's Behind the Music, Allen ha affermato di doversi tenere
occupato in quei giorni (1998), altrimenti sente delle voci che gli
dicono di fare cose malvage. Nel 1989, il chitarrista dei
Def Leppard Steve Clark
(1960-1991) venne trovato in stato comatoso in una strada e ricoverato
in un ospedale psichiatrico 10.
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Da sinistra:
Jim Gordon, Alice Cooper e Rick Allen. |
Due membri dei
Depeche Mode hanno subito
un trattamento psichiatrico.
Andrew Fletcher ha avuto un crollo
nervoso nel 1993, e, nel 1995, il cantante Dave Gahan ha
tentato il suicidio ed è stato ricoverato per una settimana in un
ospedale psichiatrico. Leggendo il racconto della vita di Jim
Morrison (1943-1971), come musicista rock, si scopre che egli
fu un drogato maniacale, in stato perenne di ubriachezza e di nudità
pubblica, un'esistenza fatta di trip da acido quotidiani, di
distruzione della proprietà privata, di condotta pubblica dissoluta, di
violenza sulle sue ragazze, di comportamento aggressivo nei confronti
della gente, di furto ai danni persino dei suoi amici, di bestemmia, di
turpiloquio, di menzogne
e di vandalismo. Egli fu arrestato per
comportamento dissoluto e linguaggio osceno durante un concerto a Miami,
in Florida. Una volta, Morrison superò in macchina ad alta velocità (180
km/h) quattro semafori rossi sul Sunset Boulevard
11. Su insistenza della sua ragazza, Morrison
vide uno psichiatra almeno due volte 12.
La follia più totale ha perseguito anche i chitarristi del gruppo
Fleetwood Mac. Nel 1977,
Peter Green (vero nome Peter Allen Greenbaum) «assunse
l'LSD e fece un "viaggio" di venticinque anni. Venne ricoverato in un
ospedale psichiatrico dopo avere aggredito il suo manager con una
pistola. Gli venne diagnosticata la schizofrenia e passò dieci anni
sotto trattamento psichiatrico. Green indossava tuniche bianche e
cercava di dare in beneficenza tutto il denaro della band»
13. Alla fine degli anni '80, «i giornali
riportarono che l'ex chitarrista divino stava dormendo senza un tetto
sulla testa» 14. Egli visse anche con i
suoi genitori e «dormiva venti ore al giorno»
15. Nel 1990, Green ha ricominciato a suonare in uno stile
molto più moderato. Nel 1972, il chitarrista dei
Fleetwood Mac
Danny
Kirwan è stato internato in un istituto psichiatrico dopo aver
colpito violentemente la testa contro il muro, aver fracassato la sua
chitarra e non essere più stato capace di suonare la sua musica. A
partire dal 1984, «lunghi periodi di profonda depressione e pensieri
di suicidio tormentarono Marvin Gaye per il resto della sua vita»
16. Ad un certo punto egli si chiuse nel suo
appartamento con una pistola carica e minacciò di uccidersi o di sparare
a chiunque fosse entrato nella stanza. Gaye aveva dissipato tutta la sua
fortuna e fuggì alle Hawaii, dove «visse per un periodo di tempo
guidando un autocarro per la rivendita del pane»
17. Finalmente, Gaye si riprese dal crollo psichico e si trasferì a casa di sua madre.
«Egli stava nel letto
ogni giorno, in preda alla paura, aspettando il diavolo. Voleva
che sua
madre dormisse al suo fianco ogni notte. Gente strana andava e veniva
senza sosta, vendendogli droga e diversi tipi di pistole. Marvin passò ore sedendo contro il muro con
una pistola in mano [...]. Sua
madre, Alberta, disse a David Ritz che Marvin aveva malmenato un paio di
donne che erano venute a visitarlo pagando [...]. Con le tende sempre
abbassate, Marvin beveva Coca-Cola e guardava materiale pornografico»
18. Marvin Gaye morì il 1º aprile 1984 all'età
di quarantaquattro anni. Venne ferito a morte durante una lite con suo padre, con
cui litigava fin dagli anni della sua adolescenza.
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Da sinistra:
Dave Gahan, Jim
Morrison e Marvin Gaye. |
Due membri del gruppo gangsta rap
The Geto Goys hanno avuto problemi
psichiatrici.
Scarface (vero nome Brad Jordon) è «un
individuo incline al suicidio e un
maniaco-depressivo che ha passato due anni della sua adolescenza in un
ospedale psichiatrico». Nel maggio del 1991,
Bushwick Bill (vero nome
Richard
Shaw) disse alla sua ragazza diciassettenne di sparargli,
minacciandola che avrebbe ucciso il loro bambino se non lo avesse fatto.
Essa gli sparò
e lo colpì in un
occhio (che Bushwick perse).
Nel 1991, Axl Rose, dei
Guns n' Roses, si sottopose a sedute di psicoterapia e affermò
di aver scoperto di essere stato molestato sessualmente a due anni dal
padre. Durante la seconda metà degli anni Novanta, Rose ha vissuto una
vita reclusa e si è visto raramente in pubblico. Woody Guthrie
(1912-1967), pioniere del folk-rock, venne rinchiuso in un
istituto psichiatrico dal 1952 alla sua morte, avvenuta nel 1967 all'età di
cinquantacinque
anni. Nina Hagen è un cantante rock tedesca che canta
parlando «di Dio e dei dischi volanti in uno stile punk operistico».
Essa ha affermato di aver visto la prima
strega seduta sotto la tavola all'età di tre anni. «A diciassette
anni ha avuto la sua prima esperienza extracorporea durante un trip da
acido, e in quel momento (essa afferma) che un rappresentante di
Dio di nome "Micky" prese in prestito il corpo dell'amico che stava
accanto a lei. Nina e Dio parlarono tra loro. A partire da quel
momento, gli album della Hagen e la sua vita sono stati colmati dalla
sua visione (della divinità)» 19. Gli
album del cantante pionieristico rock Bill Haley
(1925-1981) vendettero 60.000.000 di copie durante la sua vita, ma il
denaro e la fama non lo salvarono dall'alienazione mentale. Col passare
degli anni egli divenne in modo crescente paranoico, depresso e
psicotico. «La polizia lo trovò spesso dopo il crepuscolo mentre
vagava senza mèta, smarrito su di una strada di un paese sperduto,
delirante, incoerente e sofferente di amnesia». Haley andò a vivere
nel garage, dipinse le finestre di nero e installò alcuni riflettori
esterni per difendersi da nemici immaginari. Anche ai suoi figli
raccontò storie strane secondo cui egli era stato un marine o un
vice-sceriffo, sebbene non lo fosse mai stato. Prima della sua morte,
Haley entrava nei ristoranti e mostrava alle cameriere e ai
vari clienti la sua patente dicendo loro che era
Bill Haley. «Egli morì totalmente pazzo a Harlingen, nel Texas, il 9
febbraio 1981» 20. Aveva
cinquantacinque
anni. A metà degli anni '70, il punk rocker
Iggy Pop venne
ricoverato in un ospedale
psichiatrico. La musica orribile di Iggy parla dell'ira e del nichilismo,
e della presunta insignificanza della vita. Egli stesso ha confessato:
«Sono totalmente corrotto» 21. Nel corso degli anni, la sua notorietà
è cresciuta con l'aumentare di certi atti come il «minacciare e
offendere il pubblico, il tagliarsi con
cocci di bottiglia, il versarsi cera calda addosso, il fracassarsi
intenzionalmente i denti o il vomitare e urinare sul
pubblico» 22.
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Da sinistra:
Woody Guthrie, Nina Hagen e Bill Haley. |
A causa delle sue stranezze, Michael Jackson
(1958-2009) merita certamente un posto d'onore nella classifica
dell'aspetto
psicotico del rock. Egli ha vissuto per anni in un ranch
in California del valore di 28.000.000 di dollari e dell'estensione di 2.700
acri, «completo di ruota panoramica, di uno zoo esotico, di cinema e
di uno staff di sicurezza composto da quaranta persone»
23. Per un periodo, Jackson ha avuto nella sua stanza sei
manichini;
ognuno di essi aveva un nome, e Jackson
conversava con loro. Nel corso
degli anni, egli
ha cambiato le sue sembianze facciali per mezzo di interventi di chirurgia
estetica per darsi un aspetto
sessualmente ambiguo. Jackson «si è sottoposto ad almeno sei
interventi al setto nasale, diversi lifting facciali, liposuzione alle
guance, innesti ossei agli zigomi, un lifting alla fronte per alzare le
sue sopracciglia, e numerosi interventi agli occhi»
24. Nel 1993, è stato accusato di molestie
sessuali a carico di minori, e il caso è stato risolto dalla corte
dietro
il pagamento di una grossa cauzione.
Jackson ha sempre protestato la sua innocenza, ma sua sorella ha
raccontato che Michael
passava la notte con ragazzini nella sua stanza 25.
Alexander «Skip» Spence (1946-1999), batterista originale
dei Jefferson Airplane, ha
fatto centinaia di viaggi con l'LSD e alla fine divenne pazzo.
Egli tentò di colpire con un'ascia un suo collega e venne rinchiuso in
un manicomio per un certo periodo di tempo. «Oggi, la distorta ex
rockstar vive a San Jose, dove spende il suo assegno statale di sette
dollari giornalieri. Di notte, quando non si chiude nell'ospedale
psichiatrico di San Jose, Spence sta da solo in un'oscura stanza del
Maas Hotel. Qualche volta parla a
Giovanna d'Arco. Una volta ha ricevuto una visita da parte di Clark Kent
che Spence ha definito "cortese, decoroso e un genio". Durante
un'intensa notte d'estate a San Jose, Spence ha incontrato il suo
"maestro", chi si materializza facendogli rivelazioni sorprendenti. Dice Spence
nella sua autobiografia: "Sono un derelitto. Sono un redentore del
mondo. Sono un tossico. Sono il rock"» 26.
è morto nell'aprile del 1999 all'età di cinquantadue anni. Alla fine
degli anni Sessanta, dopo aver suonato nel gruppo
Attila, Billy Joel
tentò il suicidio e venne ricoverato in un ospedale psichiatrico per tre
settimane. Daniel Johnson, che è una sorta di personaggio-culto
in certi ambienti rock, ha sofferto di forme gravi di depressione
ed è stato tormentato «dai demoni della malattia mentale» fin
dagli anni del liceo. Johnson iniziò a scrivere canzoni mentre era
all'Università. Nel 1986, decise di seguire le orme dei suoi eroi, i
Beatles, e cominciò ad
assumere una droga allucinogena e potente: l'LSD. Egli venne
colto da un completo crollo mentale e dovette ritornare a casa dai suoi genitori.
Nel 1990, Johnson credeva che la sua missione fosse quella di salvare il
mondo. «Egli divenne aggressivo nei confronti dei suoi discografici e
farneticante durante i concerti» entrando nel frattempo più volte in un ospedale
psichiatrico.
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Da sinistra:
Michael Jackson, Alexander «Skip» Spence
e Billy Joel. |
Nel 1979, il musicista country
George Jones passò alcune settimane in un ospedale
psichiatrico dell'Alabama, e questa non fu la sua ultima visita a tale
genere di
istituzioni. Jack Kerouac (1922-1969) non fu un rocker, ma il
leader della
beat generation che ha fortemente contribuito alla crescita e
allo sviluppo del rock. Egli visse rifiutando ogni regola o
restrizione, vivendo secondo il proprio gusto e i proprî dettami.
Kerouac
viaggiò in lungo e in largo facendo l'autostop,
oziando con gli amici e conducendo una vita immorale, che
incluse anche relazioni omosessuali. A partire dagli anni Sessanta,
Kerouac tornò a
casa da sua madre, sempre più chiuso e isolato nella sua
stanza, ubriacandosi fino alla morte avvenuta prematuramente all'età di
quarantasette anni. Il pioniere del rock Jerry Lee Lewis ha esibito un modo di
vivere semi-alienato nel corso della sua lunga carriera. Egli sposò la
cugina tredicenne
Myra Gale Brown mentre era ancora sposato con un'altra
donna,
sparò per sbaglio colpendo al torace un membro della sua band, e
venne spesso rinchiuso in ospedali psichiatrici per aver estratto la
pistola quando era ubriaco,
per avere aggredito i suoi fans e per aver fracassato macchine costose.
Richey James (1967-1995), chitarrista del gruppo punk
inglese Manic Street Preachers,
scomparve nel febbraio del 1995 all'età di ventisei anni e si presume sia
morto. «L'alcolizzato e anoressico James mantenne la parola e svanì,
forse colpito dal suicidio di Kurt Cobain» 27.
è
probabile che si sia buttato dal ponte di Severn e sia stato inghiottito
dalle terribili correnti che si formano in quel punto. La sua macchina
venne trovata non lontana dal ponte. Una delle
ultime canzoni di James parla di un fotografo che si suicida. James era stato
per molto tempo gravemente ammalato. Spesso si mutilava con coltelli.
«Mentre la maggior parte della gente passa il proprio tempo guardando la
TV, osservando il tempo o leggendo un libro, Richey incideva distrattamente
il suo braccio con un coltello» 28. Durante un'intervista nel maggio
del 1991, James intagliò
la parola «4REAL» sul suo braccio con una lametta da barba (vedi
foto a lato). Egli
era solito spegnersi le sigarette sulla pelle. Nell'estate del 1994,
venne ricoverato all'Ospedale di Cardiff perché si temeva che stesse per
diventare pazzo. Come molti musicisti jazz-blues, il sassofonista
Milton
Mezzrow (1899-1972) aveva molti problemi psicologici ed emotivi, e
alla fine soffrì per un crollo nervoso. Quando si trasferì da Chicago a
New York, Mezzrow iniziò ad assumere oppio, e dal 1931 al 1935 «spese
gran parte del suo patrimonio in un piccolo appartamentino ricavato da
una carbonaia a fumare oppio» 29.
Nel 1974, la cantautrice canadese Joni Mitchell parlò alla stampa
di un spirito maschile che l'aiuta a scrivere la musica. «Joni
Mitchell asserisce che i suoi poteri creativi sono dovuti ad una "musa
maschile" che essa identifica come "Art". Quest'ultimo ha preso a tal
punto il controllo non solo della sua capacità creativa musicale, ma
della sua stessa vita, che essa si sente la sua sposa, e spesso cammina
nuda con lui nel suo appezzamento di terreno di quaranta acri. La presa
dello spirito sulla cantante è così forte che essa abbandona le feste o
lascia i suoi amanti ogniqualvolta lui la chiama»
30. Il già citato Skip Spence, in origine chitarrista dei
Moby Grape, divenne pazzo.
Dopo un cattivo trip da acido a New York City, egli si recò all'Albert
Hotel con un'ascia in cerca del batterista Don Stevenson,
sostenendo che le «voci» gli avevano detto che Stevenson era posseduto
dal diavolo. Spence venne rinchiuso per sei mesi nel famoso istituto
mentale di New York Bellevue Hospital. «Nel 1969, Spence
scomparve nei meandri del sistema di igiene mentale della California»
31. Nel 1994, Spence viveva in una struttura
psichiatrica «diagnosticato come psicotico, schizofrenico, paranoico
e tossicodipendente, e diceva di sentire delle voci che gli parlavano»
32. All'inizio degli anni '90,
Bob Mosley, un altro
componente dei
Moby Grape, venne trovato da
Peter Lewis (a quei
tempi
chitarrista dei
Moby Grape) «mentre
vagava senza un tetto ai bordi dell'autostrada di San Diego»
33.
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Da sinistra:
Jack Kerouac, Jerry Lee Lewis
e Joni Mitchell. |
Durante gli anni Sessanta, di quando in
quando,
Phineas Newborn Jr. (1931-1989), il noto bluesman
di Beale Street che influenzò
Elvis Presley (1935-1977), venne ricoverato in diversi ospedali psichiatrici.
Nel 1986,
Kurt Struebing, leader della black metal band N.M.E.,
assassinò brutalmente la madre adottiva con un'accetta e un paio di forbici.
è probabile che egli
l'abbia anche violentata. Nella sua casa, la polizia trovò
libri sulla stregoneria e fotografie di Kurt Struebing in «pose di morte inscenate»
34. Struebing disse di sentirsi come un robot e
di avere ucciso la madre per
vedere se anche lei era un automa. Struebing venne condannato per
omicidio e
stupro. Egli venne riconosciuto colpevole di omicidio di secondo grado e fu
condannato a dodici anni di detenzione in un reparto per
malati mentali di un
riformatorio. Più tardi, la condanna venne ridotta a otto anni, e infine
venne rilasciato nell'aprile del 1994. Straordinariamente, egli riuscì a
riformare gli N.M.E. con la maggior parte dei membri iniziali e cominciò
di nuovo a suonare nei club. Morì l'anno successivo in un
incidente stradale. Nel 1993, la cantante rock irlandese
Sinead O'Connor ebbe un crollo nervoso e tentò il suicidio,
dopo di che si sottopose a terapia psichiatrica. L'anno precedente, nel
1992, aveva
strappato una foto di Giovanni Paolo II in diretta dicendo
che era il «vero nemico». Anche la jazzwoman
Anita O'Day
(1919-2006) aveva avuto nel 1945 un forte esaurimento nervoso.
Charlie Parker (1920-1955), il popolare sassofonista jazz,
venne rinchiuso in un manicomio nel 1946. Richard Freeman, lo
psichiatra che curò Parker, disse che a parte la sua musica, Parker era
solo uno dei tanti malati mentali rinchiusi in un ospedale
35. Nel 1979, il produttore e musicista reggae
giamaicano
Lee
«Scratch» Perry ha
avuto un apparente crollo psichico. «I suoi visitatori ricordano di
averlo visto mentre
camminava all'indietro, mangiava soldi e pregava le banane».
Inoltre, egli bruciò completamente il suo
studio di incisione chiamato Black Art («magia nera»). Syd Barrett
(1946-2006), fondatore dei Pink Floyd,
assunse dosi sempre più pesanti di LSD fino a trasformarsi in un vegetale. Durante i suoi
ultimi giorni con il gruppo, Barrett venne descritto come una persona
«totalmente cambiata, tanto che guardandolo sembrava che non ci fosse nessuno
in casa» 36. Durante i concerti se ne
stava in piedi sul
palcoscenico in uno stato catatonico, «suonando qualche nota o non
suonando affatto». Dopo di che venne ricoverato in un ospedale
psichiatrico e passò il resto della sua vita come un recluso. Tra le
tante stramberie, Syd colpì la sua ragazza con un mandolino e la tenne
segregata in una stanza per tre giorni. Sid Vicious (vero nome
John Simon; 1957-1979), bassista dei
Sex Pistols, ricevette
quel nomignolo (vicious, ossia «brutale» o «feroce») «per via
delle sue improvvise aggressioni con catene nei confronti del pubblico»
37. Spesso egli si automutilava, era coinvolto
in risse furibonde e viveva nella maniera più degradante che si possa concepire. Al
momento della sua morte a ventun'anni per overdose di eroina,
Vicious era fuori su cauzione per aver pugnalato a morte la sua ragazza,
Nancy Spungen
(1958-1978), nella camera di un albergo. Nancy era stata ricoverata in
diversi istituti psichiatrici fin dall'età di undici anni. A quindici, aveva tentato due
volte il suicidio e si faceva di eroina. Essa incontrò la sua anima
gemella quando iniziò a collaborare con i
Sex Pistols. Spesso,
Sid era violento con lei. Durante una delle loro liti, le
staccò un orecchio. In un'altra occasione simile, Vicious la lasciò
penzolare fuori da una finestra situata al settimo piano di un palazzo. Dopo essere stato rilasciato
su cauzione (30.000 dollari), Vicious passò a trovare nel suo
appartamento una nuova amica di nome Michelle. Fu lì che si iniettò una
dose eccessiva di eroina e morì. La droga proveniva dalla borsa o dalla
tasca di sua madre. Quest'ultima si suicidò nel settembre
del 1996.
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Da sinistra: Sinead O'Connor,
Syd Barrett e
Sid Vicious. |
Del Shannon (1934-1990), che nel
1961 aveva raggiunto il successo con il brano Runaway («Evaso»), divenne estremamente
depresso e iniziò ad assumere Prozac. Nel febbraio del 1990, Shannon si sparò
alla testa con una pistola calibro 22. Aveva cinquant'anni. La
cantautrice
Carly Simon «soffre di claustrofobia, di agorafobia e
di attacchi di panico, e
si reca da uno psicoterapeuta ogni settimana» 38.
Prima della morte, causata da overdose di eroina all'età di
trentun'anni nel 1995,
Dwayne Goettel, del gruppo industrial
canadese Skinny Puppy, era
diventato «eccentrico e autodistruttivo, tagliandosi talvolta col
filo spinato o drogandosi pesantemente» 39.
Nel 1969,
Rocky Erickson, chitarrista e fondatore dei
13th Floor Elevators,
venne rinchiuso all'età di ventidue anni nel Rusk State Hospital
(nel Texas) per comportamento criminale e squilibrato. In questo
istituto, Erickson passò tre anni della sua vita. «Alcuni anni più
tardi, intervistato alla radio, Erickson affermò di essere interessato
unicamente all'onore e al diavolo, e negò di essere mai stato nei 13th
Floor Elevators» 40. Nel 1982, egli
dichiarò di essere posseduto da un marziano, sebbene più tardi disse di
essere stato frainteso. Nel 1984, Erickson cessò di comporre musica.
«Non era riuscito a morire, ma la sua mente, a giudicare dalle
apparenze, era fritta» 41. Lou Reed,
il padrino del rock, ai tempi del liceo era soggetto a variazioni
di umore così profonde che i suoi genitori lo sottoposero a terapia
psichiatrica e all'elettrochoc. Egli venne cacciato
dall'accademia militare per aver puntato una pistola scarica alla testa
di un suo superiore 42. «Lou Reed è il
personaggio che ha dato dignità, poesia e musica all'eroina, alle
anfetamine, all'omosessualità, al sadomasochismo, all'omicidio, alla
misoginia, al rimbambimento passivo e al suicidio»
43. Alla fine degli anni Sessanta, la vita del
pioniere del rock
Gene Vincent (1935-1971) era un
disastro. La rivista Rolling Stone descrisse la sua esistenza
come quella di «un alcolizzato dall'umore mutevole e dal
comportamento eccentrico». Morì a trentasei anni.
Jaco Pastorius
(1951-1987), leggendario bassista dei
Weather Report, venne
rinchiuso almeno una volta nella struttura psichiatrica Bellevue
Hospital, a New York. L'alcolismo e la tossicodipendenza
accentuarono il suo squilibrio mentale, che successivamente fu
diagnosticato come disturbo bipolare; le sue relazioni con i
responsabili dell'industria discografica e i gestori dei locali
peggiorarono al punto da non trovare più nessuno disposto ad ingaggiarlo per
un concerto. Morì pestato a morte da un buttafuori a Fort Laudale
all'età di trentasei anni. Nel 1970,
Vivian Stanshall
(1943-1995), cantante dei The
Bonzo Dog Band, ebbe un crollo nervoso e venne rinchiuso in un
ospedale psichiatrico per sette settimane. Nell'ultima parte della sua
vita, il popolare batterista rock inglese Vince Taylor,
che morì nel 1991 all'età di cinquantadue anni per cause ignote, divenne
pazzo e venne spesso confinato in celle di prigione o in ospedali
psichiatrici proclamandosi Gesù Cristo. All'inizio degli anni Settanta,
il famoso chitarrista e cantante statunitense rock/blues
Johnny Winter soffrì di una forma di depressione suicida.
Keith Moon (1946-1978), batterista dei
The Who, fu un'altra
strana rockstar. Una volta finì con la sua Lincoln Continental
in una piscina. Egli distrusse diverse camere d'albergo, facendole a
pezzi con un'ascia, distruggendo il letto, le sedie, la televisione, il
cassettone, le porte, tutto. Prima della sua morte avvenuta nel 1978
all'età di trentun'anni per overdose di droghe e diversi farmaci,
Moon era divenuto così strano e imprevedibile che venne ricoverato in un
ospedale per una valutazione psichiatrica. Durante un volo, egli si
precipitò nella cabina di comando, prese a pugni il tavolo
dell'ingegnere di volo e malmenò un'hostess.
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Da sinistra: Lou Reed,
Keith Moon e
Johnny Winter. |
Durante un tour con i
Beastie Boys nel
1994,
Paul
«H.R.»
Hudson dei
Bad Brains «mostrò segnali
d'instabilità mentale dovuti probabilmente all'ansia, alle droghe, o alla sua
grave condizione psichica» 44. Nel corso
di un concerto nel Kansas, Hudson fracassò la base di un microfono d'acciaio
sulla testa di un fan. Il giovane subì gravi danni al cranio e per
poco non morì. Per questo atto insensato, Hudson
passò un mese in carcere.
Glen Buxton, originariamente chitarrista e
tastierista di
Alice Cooper, tentò il suicidio negli anni Ottanta e alla fine morì
nel 1997 all'età di quarantanove anni per problemi legati all'abuso di
droghe. Nel 1972, il chitarrista
Randy California (vero nome Randolph Wolfe;
1951-1997), che ricevette quel nome
quando suonava nel gruppo di
Jimi Hendrix (1942-1970), ebbe un
crollo n ervoso 45 e tentò di suicidarsi
buttandosi dal Ponte di Waterloo a Londra 46.
Bruce Cloud, dei Billy
Ward and the Dominoes, si tolse la vita nel 1968
all'età di trentasei anni. Nel 1969,
Don Drummond, trombettista e
leader del gruppo di ska giamaicano
The Skatalites,
si suicidò a soli ventisei anni in un ospedale
psichiatrico. Egli era stato rinchiuso nel 1965 per aver assassinato la
sua convivente. Nel 1995,
Sims Ellison, bassista del gruppo hard rock
Pariah, si suicidò
sparandosi all'età di ventotto anni.
Matthew Fletcher, batterista
della pop band inglese
Heavenly, si è suicidato nel 1996 all'età di venticinque anni.
Dickie Goodman, che
incise
con più di trenta case discografiche, si suicidò nel
1989 all'età di cinquantacinque anni sparandosi in casa di suo figlio.
Donny Hathaway, cantante, compositore e tastierista soul,
si è tolto la vita nel 1979 a trentatre anni buttandosi dalla sua stanza
d'albergo situata al quindicesimo piano. Negli ultimi tempi, Hathaway era
depresso e si comportava in modo strano, e il
coroner stabilì che la morte era avvenuta per suicidio. Nel 1963,
Michael Holiday (vero nome Michael Miller), che scrisse
molti brani successo tra cui Stairway of Love («Scala d'amore»),
si suicidò a trentaquattro anni mediante overdose.
Doug Hopkins,
chitarrista dei Gin Blossoms,
si uccise con una calibro 38 nel dicembre del 1993
all'età di trentadue anni. Johnny Will Hunter, degli
Hombres, che aveva avuto
successo con il brano Let It Out (Let It All Hang Out), si è
sparato nel 1976 all'età di trentaquattro anni. La cantante soul
Phyllis Hyman si è suicidata nel
1995 all'età di quarantacinque anni per mezzo di un'overdose. Hubert Johnson, del
gruppo soul Contours, si
è sparato nel 1981 all'età di quarant'anni. Il chitarrista
Billy
Jones,
degli Outlaws, si è
suicidato nel 1995 all'età di quarantaquattro anni.
Helmut Köllen, del
gruppo rock tedesco Triumvirat,
si è tolto la vita nel 1977 all'età di ventisette anni. Ronald Koal,
dei Trillionaires, si è sparato
alla testa nel 1993 all'età di trentatre anni. Il cantante soul
inglese
Ephraim
Lewis si è ucciso nel 1994 all'età di ventisei anni saltando dal balcone di un
appartamento a Los Angeles.
Richard Manuel, pianista del gruppo di riserva
di
Bob Dylan, si è tolto la vita impiccandosi nel
1986 all'età di quarant'anni. Rob Pilatus, del duo
Milli Vanilli, tentò il suicidio nel
1991 e morì nel 1998 all'età di trentadue anni per overdose di
alcol e pillole.
Screaming Lord Sutch (vero nome
David Edward Sutch), dei
Monster Raving Loony Party, si
è impiccato nel 1999 all'età di cinquantotto anni.
Ray Smith, che
aveva conosciuto il successo nel gennaio del 1960 con Rockin' Little
Angel, si è tolto la vita con un colpo di pistola nel
1979 all'età di quarantacinque anni.
John Spence, membro fondatore del
gruppo rock No Doubt,
si è ucciso nel dicembre del 1987 all'età di diciotto anni.
Doug Stegmeyer,
leader e bassista della band di Billy Joel, si è suicidato
con un colpo alla testa nel 1995 all'età di quarantatre anni. Nel 1994,
Bob Stinson, dei The
Replacements (che salivano sul palcoscenico a volte vestiti e a
volte in mutande), venne diagnosticato come maniaco-depressivo.
Egli morì l'anno successivo per overdose. Nel 1997, Nick Traina, del
gruppo punk Link 80
e figlio della famosa scrittrice di romanzi
Danielle Steel, si è
tolto la vita mediante overdose
di morfina all'età di diciotto anni.
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Da sinistra:
Phyllis Hyman, Rob Pilatus e Nick Traina. |
Larry Troutman, del gruppo
funk Zapp, si è
tolto la vita nel 1999 all'età di cinquantanove anni, dopo aver
colpito a morte il
fratello
Roger. Janet Vogel, del gruppo rhythm and
blues Skyliners,
si è uccisa nel febbraio del 1980 all'età di trentasette anni.
Chuck
Wagon, del gruppo punk
The Dickies, si è
suicidato nel 1981 all'età
di ventiquattro anni.
Jeff Ward, batterista anche dei
Nine Inch Nails, si è
ucciso nel 1993 all'età trent'anni mediante avvelenamento da monossido
di carbonio. Al momento della sua morte, Ward suonava con i
Low Pop Suicide. Rozz Williams,
cantante della gothic band
Christian Death («Morte
del cristiano»), si è
impiccato nel 1998 a trentanove anni. Ben due membri del gruppo
rock britannico Badfinger
si sono tolti la vita.
Pete Ham, leader e compositore
principale della band, si è impiccato nel 1975, appena
quattro giorni prima del suo ventottesimo compleanno. Il chitarrista
dei Badfinger
Tom
Evans si impiccò nel 1983 all'età di trentasei anni. Il
tastierista Graham Bond, uno dei pionieri del jazz-rock
inglese, era assuefatto alle droghe e all'alcol, ed era profondamente
coinvolto nell'occulto. Spesso egli era «insolente,
crudele e autolesionista» 47. Bond
era convinto di essere figlio del famoso satanista
Aleister Crowley
(1875-1947).
Insieme alla sua prima moglie, Diane Stewart, egli formò un
gruppo
chiamato Holy Magick,
ossia la magia praticata da Crowley. Bond fu anche internato per un
breve periodo in un ospedale psichiatrico. Una biografia di Harry Shapiro,
The Mighty Shadow («L'Ombra possente»), descrive Bond nel
periodo di poco precedente la sua morte come caratterizzato da
grandi cambiamenti di umore e ossessionato dall'occultismo. Inoltre,
egli aveva abusato sessualmente della sua figliastra. Nel maggio del 1974,
Bond si tolse la vita gettandosi sotto le ruote della metropolitana
di Londra alla Finsbury Park Station. Aveva trentasette anni.
Bobby Bloom, che nel 1970 aveva raggiunto il successo con il
brano Montego Bay, si uccise nel 1974 all'età di ventotto
anni sparandosi alla testa. Sia
Eric Faulkner che
Derek
Logmuir, dei Bay City
Rollers, hanno tentato il suicidio.
Billy MacKenzie,
cantante degli Associates,
si è suicidato nel gennaio
1997 all'età di trentanove anni mediante overdose. Gary Glitter (vero nome
Paul Gadd) che aveva scritto diverse canzoni di successo negli anni
Settanta vendendo
18.000.000 di dischi all'apice della sua carriera, ha tentato il
suicidio per ben due volte 48.
Rory Storm, degli
Hurricanes, il gruppo
in cui Ringo Starr suonava prima di raggiungere i
Beatles, è morto nel
1974 per overdose da sonniferi. «è stato trovato morto
nella sua casa con la testa infilata nel forno, il risultato di un patto
suicida stretto con sua madre, il cui corpo fu scoperto poco
distante dal suo» 49. Il gruppo
punk Hüsker Dü
sbandò dopo che il loro
leader, David Savoy, si uccise nel 1987 a soli
ventisette anni. Michael Hutchence, cantante degli INXS, si è
tolto la vita impiccandosi nel 1997. Il tastierista
Vincent Crane,
degli
Atomic Rooster, si è suicidato nel febbraio
del 1989 a quarantacinque anni mediante overdose di
barbiturici.
Nick Drake, compositore e artista influente le cui canzoni sono
state cantate da
Elton John e da molte altre
rockstars, soffrì di una forma grave di depressione per gran
parte della sua vita. Dopo la pubblicazione del suo terzo album
nel 1972, Drake divenne molto riservato ed entrò per un periodo in
una clinica psichiatrica. Nel 1973, egli iniziò ad assumere antidepressivi, e
nel novembre del 1974 si suicidò mediante overdose di psicofarmaci.
Ian Curtis,
cantante dei Joy Division,
è morto nel 1980 all'età di venticinque anni impiccandosi. Tommy Keiser,
bassista dell'heavy metal band
Krokus, si è tolto la
vita nel 1986 a soli trentun'anni. Il produttore
Joe Meek,
definito da The All Music Guide to Rock «una figura
inimitabile del primo rock britannico», sparò prima alla sua padrona
di casa e quindi volse il fucile da caccia contro di lui nel febbraio
del 1966 all'età di trentatre anni. Sebbene la canzone del 1962 Telstar
gli avesse fruttato una fortuna, Meek morì squattrinato
50. L'omicidio-suicidio ebbe luogo poco dopo che polizia
aveva interrogato Meek circa il ritrovamento di un corpo smembrato di una
noto omosessuale
che era stato trovato impacchettato in due valigie e nascosto in una
siepe. Anche Meek
era gay, ed era stato arrestato più volte per atti osceni in un
bagno pubblico. «Sua madre, che avrebbe tanto desiderato avere
una bambina, gli diede
bambole per giocare e vestiti femminili da indossare»
51. «I capricci di Meek sono leggendari.
Dangerfield
lo ricorda mentre scagliava i telefoni contro i musicisti che gli
avevano procurato dei dispiaceri, e Lorenz rammenta che quando
andava in crisi si
chiudeva a chiave nel suo studio per una settimana intera»
52.
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Da sinistra:
Rozz Williams,
Gary Glitter e Michael Hutchence. |
Il cantante statunitense Thomas
Wayne Perkins morì nel 1971 a trentun'anni. Mentre guidava la
sua automobile su una strada a quattro corsie, si mise al centro
della strada
e si scontrò con una macchina che stava arrivando. Molti sono
dell'avviso che
si sia trattato di
suicidio. «Nel corso degli anni, il suo comportamento era
divenuto più eccentrico». Prima della morte aveva confessato ad un amico
che aveva tentato almeno una volta il suicidio
parcheggiando di notte la sua
macchina mettendola di traverso su una
strada interstatale a luci spente. Il primo a giungere fu un poliziotto
della stradale che lo arrestò e ordinò che si sottoponesse ad un
controllo psichiatrico 53. Wendy O.
Williams, cantante del gruppo punk
The Plasmatics, si è
tolta la vita nell'aprile del 1998 a quarantotto anni puntando
contro di sè un fucile da caccia.
Peter Bellamy, del
gruppo folk britannico
Young Tradition, si è
suicidato nel 1991 a quarantasette anni. Pete Meaden,
manager della famosa band inglese
The Who, è morto nel 1978
per overdose di barbiturici. La morte venne classificata come
suicidio. Danny Rapp, cantante del gruppo
Danny and the Juniors, che
nel 1958 scrissero la famosa canzone At the Hop, si è ucciso con una pistola nel 1983 all'età di
quarantun'anni. Paul Williams, vocalist dei
Temptations, è morto nel 1973 a
trentaquattro anni a causa di una ferita mortale da arma da fuoco
che si è inflitto da sé. Nell'ottobre del 1996, all'età
di trent'anni,
Christopher Acland,
batterista dei Lush,
si è impiccato nel granaio dei suoi genitori. Nell'aprile del 1994,
a soli ventisette anni,
Kurt Cobain,
leader dei Nirvana, si
è fatto saltare le cervella con un fucile da
caccia in una stanza posta al di sopra del suo garage. Il suo corpo fu
rinvenuto tre giorni dopo. Cobain, il cui primo gruppo erano stati i
Fecal Matter («Materia
fecale»), aveva
decorato il suo appartamento con bambole insanguinate appese per il
collo e aveva scritto sui muri del suo quartiere frasi del tipo «Abort
Christ» («Abortisci Cristo»), «God is gay» («Dio
è omosessuale»), ed «Homo sex rules» («Potere ai gay»).
La sua casa di Seattle era ricolma di immondizia e di cibo avariato.
«Quando la famiglia Cobains tentò di assumere del personale per
la pulizia della casa, la domestica entrò nella loro abitazione, e
subito ne corse fuori
gridando: "Satana vive qui"»! 54.
Phil Ochs, noto cantante e cantautore folk-rock, e amico
di
Bob Dylan, si è
impiccato nell'aprile del 1976 a trentacinque anni. Egli era
afflitto da molto tempo da gravi problemi psicologici.
Jason Thirsk,
bassista del gruppo punk californiano
Pennywise, si è
suicidato con un colpo alla testa nell'agosto del 1996. Aveva appena
ventisette anni.
Yogi Horton,
session drummer dei
Rolling Stones, di
John Lennon e di altri,
si è ucciso nel 1987 a trentasette anni gettandosi dal suo
appartamento situato al diciassettesimo piano di un albergo di New York
City.
Jim
Ellison, del gruppo pop
Material Issue, si è
tolto la vita nel 1996 a soli trentadue anni inalando monossido di carbonio
chiuso in un
garage.
Tommy Boyce, uno dei compositori
rock più in vista degli
anni Sessanta, che fu co-autore della colonna sonora di The Monkees,
così come il brano di successo Last Train to Clarksville, si
è sparato
nel 1997 all'età di cinquantadue anni.
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Da sinistra:
Wendy
O. Williams, Kurt Cobain e Phil Ochs. |

Note
1
Traduzione dall'originale inglese Rok Music and Insanity/Suicide
a cura di Paolo Baroni.
Estratto dall'opera Rock Music Vs. the God Of Bible, Way of
Life Literature, Oak Harbor, 2000, pagg. 223-236.
2
Cfr. P. Des Barres,
Rock Bottom: Dark Moments in Music Babylon («Il fondo del rock:
momenti bui nella Babilonia musicale), St. Martin's Press, New York
1996, pag. 293.
3 Cfr. D.-S.
Peters, Why Knock
Rock? («Perché il rock pulsa»), Bethany House, Minneapolis
1984, pag. 97.
4
Cfr. People, del 1º settembre 1981.
5
Cfr. Circus, del 31 ottobre 1975.
6
Cfr. S. Turner,
Hungry for Heaven: Rock and Roll and the Search for Redemption
(«Affamati di paradiso: il rock e la ricerca di redenzione»), W.H.
Allen & Kingsway, Londra 1988, pag. 93.
7
Cfr. M. Moser-B. Crawford,
Rock Stars do the Dumbest Things («Le stelle del rock fanno
cose sciocche»), Renaissance Books, Los Angeles 1998, pag. 33.
8
Cfr. Whatever Happened to («Cosa è successo a»), pag. 38.
9
Cfr. Concert Shots, novembre 1987, pag. 10.
10
L'8 gennaio 1991, Clark fu trovato morto sul proprio divano da Janie
Dean, la sua ragazza dell'epoca. L'autopsia motivò il decesso con
una mistura di antidepressivi, antidolorifici e alcol. Non vi sono
prove che si sia potuto trattare di suicidio.
11
Cfr. P. Des Barres,
op. cit., pag. 200.
12
Ibid., pag. 195.
13
Cfr. M. Moser-B. Crawford,
op. cit., pag. 74.
14
Cfr. R. Unterberger,
Unknown Legends of Rock 'n' Roll («Leggende sconosciute del
rock»), Miller Freeman Books, San Francisco 1998, pag. 121.
15
Cfr. Whatever Happened to, pag. 76.
16
Cfr. R. Dimery-B. Macdonald,
Rock & Roll Heaven: A Fascinating Guide To Musical Icons Who Have
Joined The Great Gig In The Sky («Il paradiso del rock: una
guida affascinante alle icone musicali che hanno raggiunto il grande
calesse nel cielo»), Barron's Educational Series, 2007, pag. 57.
17
Cfr. Stairway to Heaven, pag. 105.
18
Cfr. P. Des Barres,
op. cit., pag. 116.
19
Cfr. Creem, agosto 1984, pag. 15.
20
Cfr. N. Tosches,
Unsung Heroes of Rock 'n' Roll («Eroi non famosi del rock»), Da
Capo Press, New York 1999, pag. 108.
21
Cfr. Cretin, novembre 1979, pag. 27.
22
Cfr. The Rock Who's Who, 1982, pag. 576.
23
Cfr. E. Barger,
From Rock to Rock: the Music of Darkness Exposed («Dal rock alla
roccia: la ), Huntington House, Lafayette 1990, pag. 16.
24
Cfr. M. Moser-B. Crawford,
op. cit., pag. 94.
25
Cfr. Rolling Stone Encyclopedia, pag. 486.
26
Cfr. D. Szatmary, A
Time to Rock: A Social History of Rock'n'Roll («Un tempo per il
rock: una storia sociale del rock»), Schirmer Books, New York 1996,
pag. 180.
27
Cfr. Penguin Encyclopedia of Popular Music.
28
Cfr. A. Cross, Over the Edge:
the Revolution and Evolution of New Rock («Sul filo del rasoio:
la rivoluzione ed evoluzione del nuovo rock»), Prentice Hall Canada,
Scarborough 1997, pag. 232.
29
Cfr. Waiting for the Man, pag. 37.
30
Cfr. Time, del 16 dicembre 1974, pag. 39.
31
Cfr. R. Unterberger,
op. cit., pag. 149.
32
Ibid., pag. 153.
33
Ibid., pag. 154.
34
Cfr. P. Des Barres,
op. cit., pag. 288.
35
Cfr. Waiting for the Man, pag. 69.
36
Cfr. R. Unterberger,
op. cit., pag. 111.
37
Cfr. P. Des Barres,
op. cit., pag. 266.
38
Cfr. Whatever Happened to, pag. 189.
39
Cfr. A. Cross, op.
cit., pag. 158.
40
Cfr. Waiting for the Man, pag. 143.
41
Cfr. R. Unterberger,
op. cit., pag. 124.
42
Cfr. M. Gilmore,
Night Beat: A Shadow History of Roch & Roll («Battito notturno:
una storia oscura del rock»), Bantam Doubleday/DEll Publishing
Group, New York 1998 , pag. 105.
43
Cfr. L. Bangs, in
Screem.
44
Cfr. R. Sarig, The
Secret History of Rock, Billboard Books, New York 1998, pag.
250.
45
Cfr. Whatever Happened to, pag. 221.
46
Cfr. N. Talevski,
Encyclopedia of Rock Obituaries («Enciclopedia dei necrologi del
rock»), Omnibus Press, Londra 1999.
47
Cfr. R. Unterberger,
op. cit., pag. 28.
48
Glitter è stato condannato più volte per pedofilia. Nel 1999 ha
scontato quattro mesi di prigione in Gran Bretagna per detenzione di
materiale pedopornografico. In seguito è stato espulso dalla
Cambogia nel 2002 e nel 2008 è uscito dalle carceri vietnamite dopo
aver scontato tre anni di detenzione per aver tentato di molestare
due bambine. In previsione della sua scarcerazione, le Filippine lo
hanno dichiarato persona non gradita impedendogli perpetuamente di
entrare nel Paese.
49 Cfr. D.-S.
Peters, op. cit.,
pag. 130.
50
Cfr. One Hit Wonders, pag. 144.
51
Cfr. Penguin Encyclopedia of Popular Music.
52
Cfr. R. Unterberger,
op. cit., pag. 148.
53
Cfr. S. Moore,
That's Alright, Elvis: The Untold Story of Elvis's First Guitarist
an Manager («Tutto bene, Elvis: la storia inedita del primo
chitarrista e manager di Elvis»), Schirmer Books, New York 1997,
pag. 219.
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Cfr. M. Moser-B. Crawford,
op. cit., pag. 43.
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