

I
Beatles furono il
primo gruppo rock ad utilizzare le cover dei dischi
non solo come un mezzo per attirare l'attenzione degli acquirenti,
ma soprattutto per trasmettere in maniera visiva la loro filosofia e
il loro stile di vita. La copertina di Sergeant Pepper's
Lonely Heart Club Band (Parlophone 1967) rappresenta alla perfezione questo nuovo
concetto di reclamizzare la propria immagine. Ogni tentativo di
spiegare questa novità non può nemmeno lontanamente descrivere
l'impatto che questo tipo di comunicazione ha avuto sul mondo della
pubblicità e su quello dell'industria discografica. Come in ogni
altro progetto di questa natura, ispirato dall'inferno, c'è più di
quanto l'occhio possa vedere. Dietro la facciata sgargiante e
psichedelica dell'album, c'è tutta una serie di «indizi» subliminali
che sono apparsi anche sugli altri album che i
Beatles hanno
pubblicato fino al loro scioglimento avvenuto nel 1970. Alla fine
degli anni Sessanta, il disc jockey di una stazione
radiofonica sparse la voce secondo cui il bassista Paul McCartney
era morto, ucciso in un incidente automobilistico in Inghilterra. Si
diffuse la diceria che il McCartney che appariva sulle fotografie
fosse un sosia. Anche se negò fermamente qualsiasi partecipazione
attiva in questa beffa crudele ai danni di milioni di adolescenti in
tutto il mondo, il leader dei
Beatles John Lennon
non riuscì mai a fornire chiarimenti plausibili su come questa
frottola fosse cominciata. Egli diceva di non aveva idea del perché ogni
copertina dei Beatles
contenesse un nuovo indizio sulla «morte» di Paul. In realtà, tutta
la faccenda porta il marchio del senso dell'umorismo cinico e
sarcastico di Lennon. Tra Lennon e McCartney c'è sempre stata una
forte rivalità
musicale: l'arguto sarcasmo sociale di Lennon contro
le canzoni melodiche e sdolcinate di Paul. Infatti, John Lennon
odiava così tanto il suo status di semidio dovuto alla
popolarità e al successo, da distruggere questa sua immagine fenomenale e
innocente nei
primi anni Settanta attraverso una lunga serie di bed-in, di
«bagismo» e di «proteste in favore della pace». Inoltre, egli è
sempre stato un «subliminal media man»,
che inseriva i suoi «indizi» e i suoi «trucchi» vocali quasi
impercettibili in numerose canzoni per prendersi gioco dei critici e
dei fans!
Lennon stesso ha affermato: «Intendo dire che ci siamo fatti
qualche risata inserendo questo, quello o
quest'altro in un modo divertente. Alcuni intellettuali hanno
interpretato questo atteggiamento come se si trattasse unicamente
del modo di percepire le cose di una generazione giovanile simbolica,
ma noi abbiamo preso sul serio alcune parti di questo
ruolo» 2. Ecco le ragioni di
quello che è potuto divenire uno scherzo crudele, favorito da un pubblico
ingenuo e adorante, messo in atto da un
gruppo il cui successo mondiale stava tramontando dopo quasi cinque anni
ininterrotti di popolarità. A partire dal 1968, Lennon iniziò ad odiare
la sua notorietà e il suo falso status sociale, e iniziò a
provare un'intensa antipatia per la dimensione unica di Paul
McCartney, che serviva a perpetuare il mito dei
Beatles
3. Cosa - dal punto di vista di Lennon - poteva
esserci di meglio dell'«uccisione» simbolica di Paul, che avrebbe
simultaneamente sepolto i
Beatles e rastrellato milioni di dollari da fans
affranti? Se tale piano è esistito, si può dire che è riuscito alla
perfezione. Poiché stavano iniziando a scivolare dal piedistallo
della popolarità globale, la diceria della «morte» di Paul conferì
agli ex ragazzini di Liverpool uno sprone indispensabile. I fans
si lanciarono sui negozi di dischi per poter acquistare l'ultimo
album dei Beatles; i
giornalisti, in tutte le più famose riviste musicali e anche nella
stampa normale, scrissero pagine e pagine sulla farsa che stava
frodando migliaia di adolescenti addolorati. Ancora una volta i
Beatles erano sulla
cresta dell'onda. Nell'indagare sulla vita di John Lennon, ho
trovato numerose e grosse discordanze tra quello che diceva e
insegnava in pubblico e quello che leggeva e pensava in privato. Il
misticismo metafisico pagano era la sua particolare ossessione
privata. Alcune diavolerie occulte come la Numerologia, i
Tarocchi, la Meditazione Trascendentale, lo spiritismo
e la divinazione dominarono ogni sua ora di veglia. Tutto il
suo tempo, quotidiano, mensile e annuale, era regolato da
superstizioni pagane.
Yoko Ono contribuì in maniera
strumentale allo sviluppo di questo fascino interiore per l'occulto,
sebbene la responsabilità finale sia da attribuire unicamente a
Lennon. Dopo qualche tentennamento iniziale, egli si immerse
precipitosamente nella ricerca della sperimentazione psichica
all'interno del piano astrale. Non dimentichiamo che per
molti anni, l'ex beatle fece consumo dell'LSD più
potente sul mercato. Ma nell'ultima parte della sua vita il palato
Lennon per gli allucinogeni era più che pronto per un'altra enorme
(e alla fine fatale) dose di dottrina demoniaca. Ciò nonostante, il
John Lennon pubblico era totalmente un'altra cosa: pace, amore,
moglie, famiglia ed energica fede nella fratellanza universale
dell'uomo, il quale siede comodamente nelle mani di un generoso
Creatore. Questo era l'immagine di John Lennon che il mondo ha
percepito attraverso i media, il tutto condito con una
sfumatura e un tocco di stravaganza sul modello del comico
Harpo Marx
(1888-1964). Tuttavia, Lennon pagò un prezzo molto alto per il suo
status di divo mondiale. Egli fu ferito a morte l'8 dicembre 1980,
di fronte alla suo lussuoso appartamento situato nel sontuoso
Palazzo
Dakota,
per mano di un ex fan dei
Beatles mentalmente
disturbato di nome Mark David Chapman.
|
 |
 |
|
A sinistra: John Lennon firma
un autografo al suo fan-carnefice Mark David Chapman
il 7 dicembre 1980, il giorno prima del suo assassinio. A
destra: Mark David Chapman in carcere. |
In una valutazione psichiatrica di
Chapman che apparve sul numero di ottobre della rivista Rolling
Stone, lo psichiatria Daniel Schwartz e lo scrittore
Murray Kempton hanno riportato questi commenti rivelatori:
|
«(Chapman) mi ha detto che
può sentire la presenza dei demoni di Satana intorno a
lui [...]. "Posso sentire i loro pensieri. Sento i loro pensieri.
Posso sentirli parlare, non dal di fuori, ma dall'interno"»
4. «(Chapman) mi ha anche
confidato che sono stati i demoni di Satana che gli hanno
dato la forza e l'opportunità di compiere quel gesto»
(l'omicidio di Lennon) 5. |
La polizia descrisse il grassoccio assassino
venticinquenne durante il suo arresto come se fosse ipnotizzato.
Non vi sembra tutto troppo ovvio? La causa remota della morte
orribile di John Lennon è abbastanza chiara, mi sembra. Come lui
stesso aveva
ammesso, nel corso della sua gioventù Lennon era un violento, un antisociale,
un ladro di strada e un teppista con gravi disturbi di carattere emotivo
e grossi squilibri. Questi problemi furono in parte causati dall'abbandono del padre
Freddie e dalla morte accidentale della madre
Julia quando John era
ancora un adolescente. Lennon camminava per le strade di Liverpool
con i capelli impomatati alla Elvis
e con un giubbotto di cuoio nero, imprecando contro i passanti e
vomitando commenti brutali e sarcastici contro gli storpi e gli invalidi
costretti sulle sedie a rotelle. Egli maltrattò le sue ragazze, trangugiò
pillole e bevve liquore fino a sbronzarsi;
e tutto questo prima di aver compiuto i vent'anni! Quando la carriera dei
Beatles salì alle stelle, Lennon
poté abbandonarsi alla depravazione e agli appetiti
più egoisti. Orge, prostitute, marijuana, LSD, cocaina, eroina
e meditazione trascendentale.
Nel volgere di breve tempo, Lennon
fece dell'autodistruzione una modo di essere «in». Più tardi, il suo
lucido agnosticismo gli permise di pronunciare discorsi filocomunisti, interviste e canzoni,
e più velatamente di manifestare il proprio disprezzo per ogni forma
di
patriottismo e per la fede cristiana. A questo punto della sua vita
- approssimativamente nel 1969 - John Lennon era già divenuto un vile e disgustoso
strumento di
Satana. All'inizio degli anni Settanta, Lennon e
sua moglie Yoko Ono ebbero un bambino,
Sean. Sull'ex
beatle calarono i riflettori e per cinque anni non produsse
alcun disco. Nel 1980, lui e la Ono produssero in collaborazione
Double Fantasy (Geffen Records), un album che decanta con devozione
appassionata la moglie e la famiglia. Poi i demoni spinsero Mark David Chapman
ad assassinare John Lennon, che morì orrendamente e
in modo patetico. La sua esistenza fenomenale fu annullata in un attimo.
Lo stile di vita depravato che Lennon aveva
coltivato in gioventù si ritorse contro di lui. I demoni con cui
aveva flirtato per molti anni si rivoltarono contro di lui e lo
fecero a pezzi quando tentò di sfuggirgli. Questo è il modo
in cui Satana tratta i suoi discepoli. Semplicemente il diavolo non permise
che ciò accadesse! Lennon non era più utile come schiavo del diavolo, e cessò
di esistere.
Sebbene Lennon abbia spesso parlato di Gesù Cristo paragonandolo ad un grande filosofo,
non si ha notizia che egli si sia mai avvicinato alla religione. I frutti
della sua vita, sebbene onorassero gli standard del mondo, non erano
certo quelli
di un buon cristiano. La vita di quest'uomo penoso dovrebbe essere una lezione per
tutti noi.
Solo recentemente, alcuni squarci di quell'oscuro periodo di
semi-ritiro che ha preceduto la sua morte, avvenuta nel 1980, hanno
iniziato ad affiorare, e il ritratto che dipingono certo dei più edificanti. Nell'opera Dakota Days, scritta da
John Green, Lennon viene descritto com'era al naturale, lontano
dai riflettori.
Green era il lettore personale dei Tarocchi di Yoko e John.
Specialmente Yoko ricorreva quotidianamente ai suoi apprezzati
consigli per ogni questione, banale o importante, della sua vita.
Per anni, Green è stato alle dipendenze dei Lennon, dormendo al loro
seguito in una cuccetta situata nella suite del Dakota per
essere
prontamente disponibile in ogni orario per un consulto divinatorio. Yoko
si rifiutava di prendere la più piccola decisione senza prima aver
«chiesto alle carte». Inizialmente Lennon era più scettico, ma dopo avere
constatato l'abilità di Green e i successi ottenuti nelle previsioni, abbracciò
anch'egli la divinazione. La pratica moderna dei Tarocchi deve
tantissimo al mago nero inglese Aleister Crowley (1875-1947),
un personaggio inquietante il cui nome spunta in continuazione
quando si parla dei rapporti tra rock e satanismo. Crowley
spese gran parte della sua vita indagando e redefinendo gli antichi
Tarocchi.
|
 |
 |
 |
|
Da sinistra: la cover
dell'album Double Fantasy, il libro Dakota Days
di John Green e il Mago Nero Aleister Crowley, padre del
satanismo moderno. |
Nelle pagine di Dakota Days si
legge di un viaggio di Green e Yoko in Sud America per consultare
una bruja (una strega). Yoko diede alla bruja
60.000 dollari in cambio di un intero set di incantesimi
riguardanti la carriera e la salute. Alla fine del loro viaggio, la strega sacrificò una colomba su di un altare e chiese a
Yoko di firmare col sangue una sorta di patto satanico.
Terrificata, la moglie di Lennon implorò Green di compiere quel
gesto al suo posto; e così, Green firmò con il nome di Yoko. Secondo
John Green, il quadretto romantico di John Lennon «marito e padre di
famiglia», ripresentato con insistenza dai media, era
fondamentalmente falso. Sebbene inizialmente si sia preso cura
del piccolo Sean, Lennon si stancò rapidamente della routine
e scaricò le proprie responsabilità. Green riporta che l'ex beatle
diede un calcio al bambino in un momento di rabbia, e di aver spesso
sottoposto la moglie alle crudeltà più incredibili e ad umiliazioni
pubbliche, servendosi della sua intelligenza, della sua «acida
arguzia» e della sua lingua sarcastica per offenderla. La vera
ragione del suo ritiro a vita privata fu l'incapacità di scrivere
nuove canzoni e l'impossibilità di porre un rimedio a questo
problema. Per sua stessa ammissione, Lennon era diventato una
creatura umana incredibilmente complessa che aveva raggiunto una
posizione in cui pochi uomini erano giunti, per tutti gli anni Sessanta.
Lennon fu adorato come una divinità. Dall'inizio degli anni Settanta
fino alla sua morte, egli fu rispettato come il più saggio dei
filosofi, meglio di quanto potesse offrire la stessa Bibbia. Ciò
avvenne in un momento storico in cui il nostro mondo era come
affamato di saggezza. John Lennon realmente era un saggio? Gli
uomini veramente saggi non permettono che ogni aspetto della loro
vita sia regolato e dominato da un misero numero, come invece accadde a
Lennon! Volete alcuni esempi? Eccoli. Per l'ex beatle,
il numero 9 possedeva un significato incredibilmente potente e
mistico sugli eventi futuri. Lennon nacque il 9 ottobre 1940.
Anche suo figlio Sean è nato il 9 ottobre. Dopo la sua nascita in
un'Inghilterra lacerata dalla guerra, il piccolo John e sua madre
Julia si trasferirono in un'abitazione situata al nº 9 di Newcastle Road.
I Beatles iniziarono
la loro corsa alla celebrità mondiale iniziando a suonare a
Liverpool al Cavern Club, nel 1961. 9 anni dopo, nel 1970,
essi si divisero. Lennon sposò Yoko Ono nel 1969. L'aveva incontrata
il 9 novembre 1966. Essi si trasferirono dall'Inghilterra a New York
nel 1971. John visse in quella città per 9 anni, fino alla sua morte
nel 1980. L'ultimo album dei
Beatles -
Abbey Road (EMI) - venne registrato
nel 1969. Sopra il suo letto nella suite al Dakota,
Lennon aveva appeso al muro un numero 9. Nel 1969, egli cambiò
ufficialmente il suo nome da John Winston Lennon in John Ono Lennon.
Yoko l'aveva spinto a compiere questo passo in modo che il significato numerologico delle lettere
del suo nome divenisse il 9. Egli si vantava spesso del fatto che tra lui e Yoko Ono
ci fossero 9 anni di differenza d'età. Lennon disse di aver
avvistato un UFO
mentre si trovava sul tetto del Dakota alle 9 del mattino. John e il
lettore personale di Tarocchi di Yoko celebrarono una cerimonia
nuziale pagana nel 1975 per commemorare il loro 6º anniversario di
matrimonio. Essi insistettero sul fatto che la cerimonia doveva
iniziare alle 9 di sera. John Lennon scrisse molte canzoni
incentrate sul numero 9, come One After 909, #9 Dream
e la famosa Revolution 9. Contenuto nel White Album,
questo brano di otto minuti e quindici secondi è composto da rumori
elettronici mescolati a frammenti confusi di dialogo parlato e
musica campionati dalla radio inglese, il tutto messo insieme da una
voce che con accento britannico ripete più volte la stessa frase: «Number 9, number 9, number 9....» («Numero 9,
numero 9, numero 9...»). Se questa sezione viene rovesciata è
possibile sentire un'altra frase: «Turn me on dead man, turn me
on dead man, turn me on dead man» («Eccitami uomo morto,
eccitami uomo morto, eccitami uomo morto...»). Fu
ascoltando questa frase che un dj - basandosi anche su altri
indizi - mise in giro la voce secondo cui «Paul è morto». Da dove
proveniva questa enigmatica voce? Si trattava di una frase ripetuta
da un ingegnere del suono nello studio in cui Revolution 9
venne registrata, ossia l'Abbey Road Studio #9! Tutto
questo potrebbe essere avvenuto per pura coincidenza o potrebbe
trattarsi di un ennesimo esempio della follia di John Lennon, se non fosse
per Charles Manson. Il guru dotato di grande
magnetismo, capo sètta californiana detta The Family, diceva
spesso ai suoi adepti di aver captato «voci segrete» provenire dal White
Album che gli dicevano di fare a pezzi l'attrice Sharon Tate
(1943-1969) e i suoi amici. La carneficina ebbe luogo il 9 agosto
1969! La gente pensò che Charles Manson fosse semplicemente uno
psicopatico tossicodipendente quando disse di sentire voci giungere
da quel disco. Non sapevano che quell'album contiene realmente dei
messaggi! Manson era un ammiratore così sfegatato dei
Beatles da tracciare
dei paralleli tra la Bibbia e il potere dei suoi déi: i
Beatles. Egli leggeva
e citava
spesso ai suoi seguaci un passo preso dal Libro dell'Apocalisse. Eccolo:
«Queste cavallette avevano l'aspetto di cavalli pronti per la
guerra. Sulla testa avevano corone che sembravano d'oro e il loro
aspetto era come quello degli uomini. Avevano capelli,
come capelli di donne, ma i loro denti erano come quelli dei
leoni. Avevano il ventre simile a corazze di ferro e il rombo delle
loro ali come rombo di carri trainati da molti cavalli lanciati
all'assalto» (Ap 9, 7-9). Egli diceva che le facce di uomini
con capelli di donne erano ovvi riferimenti ai
Beatles, e che le
corazze di ferro e il rombo delle ali erano le chitarre elettriche
che portavano sui loro toraci, col rumore della loro musica che
urlava come carri lanciati in battaglia.
|
 |
 |
 |
|
Da sinistra: la cover
del White Album, Charles Manson e l'attrice Sharon Tate. |
Un demente?
é probabile. Una
persona sotto un'influenza demoniaca? Indubbiamente.
Una coincidenza? Stento a crederlo. C'è solo uno domanda cui non è
mai stata data una risposta soddisfacente: com'è possibile o anche
solo concepibile che Revolution 9 di John Lennon, scritta e
registrata in un altro continente, abbia parlato alla mente contorta
di un pazzo che era convinto che quel brano fosse una profezia adempiuta nei
Beatles? Revolution 9, Revolution 9...
Credo che in questa faccenda ci sia di mezzo la mano di Satana.
Nella Numerologia, il numero 9 è il numero finale, la
fine della linea, per così dire, l'ultimo numero di conteggio più
alto prima di ricominciare nuovamente con gli altri numeri. È anche
il 6 rovesciato, e il numero 6 rappresenta l'uomo.
La tragica fine e la raccapricciante ironia tra la vita sciupata di
John Lennon e il suo fascino occulto per il numero 9 si realizzò l'8
dicembre 1980, quando venne ucciso a colpi di pistola a New York da
Mark David Chapman. In Inghilterra, la patria di John, era già il 9
dicembre! Ecco una rassegna degli indizi, album dopo album, connessi
alla diceria secondo cui Paul McCartney era morto.

Da notare che il tipo calvo in alto,
il secondo da sinistra, è il Mago Nero Aleister Crowley! Parlando di
questa cover, Ringo Starr ebbe a dire: «Abbiamo
pensato di raggruppare le persone che ci piacciono e ammiriamo»
6. Sul retro della stessa copertina, al
contrario degli altri beatles, McCartney dà la schiena alla
macchina fotografica.

In una fotografia stampata all'interno
della cover appaiono i Fab Four; McCartney ha una
toppa cucita sul braccio sinistro della sgargiante uniforme in cui
appare la sigla OPD, che in inglese starebbe per
Officially Pronounced Dead («Dichiarato Ufficialmente
Morto»).


Sulla
retro della stessa copertina, tutti i membri del gruppo indossano uno
smoking bianco. Tutti hanno un garofano rosso all'occhiello,
tranne McCartney che ne ha uno nero.

-
Nel White Album, gli indizi sono
nei testi, e precisamente in tre canzoni di John Lennon:
Glass Onion, Revolution #9 e I'm So Tired.
Glass Onion contiene queste parole: «Here's another
clue for you all/ The walrus was Paul» («Ecco un altro indizio
per tutti voi/ Il tricheco era Paul»). Revolution #9" contiene una
voce misteriosa e disincarnata che
ripete al contrario la frase «Turn me on dead man»
(«Eccitami uomo morto»). Se ascoltata a rovescio, una frase
incomprensibile alla fine di I'm So Tired dice: «Paul
is a dead man. Miss him, miss him» («Paul è un
uomo morto. Ci manca, ci manca»).
-
Abbey Road: sulla cover di questo LP,
i Beatles se ne
vanno a zonzo per un quartiere inglese attraversando un
passaggio pedonale. John Lennon è vestito completamente in
bianco; Paul, che indossa un abito scuro, non è al passo con gli
altri beatles. Inoltre, egli è a piedi nudi (il
simbolo del cadavere nella mitologia induista). Sulla targa di
una Wolkswagen parcheggiata nella strada è scritto 28IF,
che vorrebbe dire che se McCartney fosse stato ancora vivo
avrebbe avuto ventotto anni.

In questo modo è iniziata l'era del
concept (o communication) album. Da una serie di bravate
pubblicitarie inscenate dal gruppo più famoso gruppo del mondo - i
Beatles - tutta una
nuova generazione di gruppi rock avrebbe raccolto i frutti di
questo ingannevole modo di comunicare. L'attenzione del consumatore
inconsapevole era stata intensamente spostata sulle cover rock,
e non solo sulla musica contenuta nel disco. A partire da quel
momento, le tematiche illustrate si sono lentamente evolute fino ad
arrivare all'occultismo o al satanismo più integrale, riflesso sulle
luccicanti copertine rock. Questo fenomeno orribile crebbe in
maniera esponenziale a metà degli anni Settanta, con l'avvento di
band come i Black sabbath
e i Kiss.

Note
1 Traduzione di un
estratto (pagg. 83-95) dall'originale inglese The Devil's
Disciples («I disceopoli del diavolo»; Chick Publications, Chino
1985), a cura di Paolo Baroni.
2
Cfr. J. Wenner,
Lennon Remembers («Lennon ricorda»), Straight Arrow Books, 1971,
pag. 97.
3
Dopo la morte per overdose del loro impresario Brian Epstein,
avvenuta nel 1967, McCartney divenne il leader dei
Beatles,
sovraintendendo le prove, la produzione di film e di album, e la
conduzione generale di quella straordinaria macchina da soldi che
erano i Beatles. Fino
a quella tempo, John Lennon era stato il leader indiscusso
del gruppo.
4
Cfr. Rolling Stone, del 15 ottobre 1981, nº 354, pag. 15.
5
Ibid.
6
Cfr. Hit Parader, ottobre 1976, pag. 14.
|