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Introduzione I Beatles sono la più popolare e autorevole rock band di tutti i tempi. Essi, nei fatti, sono sinonimo di rock'n'roll. La loro musica è stata rimasterizzata e ridistribuita nel 1987 in versione CD-ROM, continua a vendere bene, e viene continuamente mandata in onda dalle vecchie stazioni radio. La loro influenza impregna la società occidentale e si fà sentire in tutto il mondo. Perfino i musicisti cristiani contemporanei 1 sono fans dei Beatles. Ad esempio, il rocker cristiano Phil Keaggy ha tributato il suo omaggio ai Beatles nel suo album del 1993 Crimson and Blue (Myrrh). Anche gli heavy metal texani Galactic Cowboys ammettono di essere stati fortemente influenzati dal famoso quartetto. I cristiani Caedmon's Call suonano spesso la musica dei fab four. I Dc Talk aprono i loro concerti Jesus freak con la canzone Help dei Beatles. Gli Jars of Clay hanno dichiarato che la loro ispirazione viene da Jimy Hendrix (1942-1970) e dai Beatles... Il loro chitarrista ha dichiarato di essere un «fanatico dei Beatles». Il produttore musicale Sid Bernstein ha osservato: «Solo Hitler ha superato il potere che avevano i Beatles davanti alle folle [...]. Quando i Beatles parlano di droga, della guerra nel Vietnam, di religione, milioni di persone ascoltano; è questa la nuova situazione della musica pop mondiale» 2. Il critico rock Vern Stefanic ha notato che «Lennon fu più di un musicista» perché promosse «l'anticristianesimo, l'antiamericanismo e una presa di posizione rivoluzionaria» 3.
I
Beatles sono stati
anche i pionieri del look dei capelli lunghi. «In effetti,
il maggior impulso androgino del rock negli anni '60 aveva origini
straniere: […] i Beatles […]. Il taglio di capelli era
così rivoluzionario rispetto agli standard di quegli anni che erano
visti come un segno di incipiente travestitismo»
4. Paul McCartney ha ammesso il ruolo
dei Beatles nella
distruzione delle convenzioni tradizionali: «In America, il
concetto era che chi aveva i capelli corti era un uomo e chi li
aveva lunghi era una donna. Bene, noi abbiamo fatto in modo che si
sbarazzassero di quella piccola convenzione. E anche di un altro
paio di cose» 5. l La storia dei Beatles
Definiti i fab four (i «favolosi quattro»), i Beatles erano composti da John Lennon (1940-1980), Paul McCartney, George Harrison (1943-2001) e Ringo Starr (nato Richard Starkey). McCartney ed Harrison avevano madri cattoliche, ma i loro padri non erano religiosi. Il padre di Paul McCartney, Jim, si considerava un agnostico 6. La madre e il padre di Ringo si separarono quando questi era molto giovane e in seguito divorziarono. La madre di Ringo lavorò come barista per qualche tempo. La madre e il padre (Fred) di Lennon si sposarono senza il consenso dei loro genitori, e Fred lasciò la sua piccola famiglia seguendo la marina mercantile quando John era ancora molto piccolo. In seguito, la madre di John visse con un altro uomo ed ebbe due figlie, nonostante non avesse mai divorziato da Fred. John venne cresciuto per lo più dalla sorella di sua madre, la zia Mimi. Essa lo mandò in una scuola domenicale anglicana, dove cantò nel coro. All'età di undici anni, John fu definitivamente allontanato dalla funzione domenicale perché «improvvisava ripetutamente strofe oscene sugli inni religiosi» 7. Lennon raccontò che nessuna delle sue esperienze in chiesa lo aveva mai toccato e che all'età di diciannove anni era «cinico a proposito della religione, e che non aveva mai considerato le vicende del cristianesimo». È triste che tutta l'esperienza di Lennon sulla corruzione del cristianesimo si fondasse sulla visione distorta dall'eresia anglicana. Nel 1964, Paul McCartney disse che nessuno di loro credeva in Dio e che quella religione «non era adatta alla mia vita». La loro esperienza con le droghe cambiò le loro convinzioni, ma il «dio» in cui iniziarono a credere non era il Dio cristiano. McCartney descrisse il suo «dio» come «una forza di cui noi tutti facciamo parte». Lennon disse: «Noi tutti siamo Dio». Lennon era il leader indiscusso dei Beatles. Verso la fine degli anni Cinquanta, egli era un irriverente e rissoso ragazzo di strada. Rubava nei negozi, maltrattava le ragazze, dipingeva quadri osceni e mentiva «su qualsiasi cosa», disprezzava le autorità, ed era il capobanda di un gruppo di teppisti. Il giovane Lennon era anche piuttosto crudele. Gli piaceva spaventare i vecchi e prendersi gioco di chi era storpio o deforme. La nuova musica chiamata rock'n'roll si adattava al suo dissoluto modo di vivere 8.
Anche gli altri Beatles erano giovani teppisti, anche se non del tutto delinquenti. Anche se ancora un adolescente, McCartney «divenne un ragazzo più precoce sessualmente della sua età». Anche Paul rubava e faceva disegni osceni. Essi si ribellarono contro i loro padri e le altre autorità. Il primo lavoro di Ringo fu quello di barista su di un traghetto. Anche lui, durante la sua giovinezza, rubò e marinò la scuola. Persino George Harrison, «l'unico che avesse un background familiare normale», si ribellò contro il padre per il modo in cui voleva che lui si comportasse e vestisse. Più avanti disse: «Vestirsi in modo diverso, o almeno provare ad essere un po' diverso [...] era parte della ribellione. Non mi sono mai preoccupato delle autorità» 9. A scuola, Harrison era spesso nei guai. Quando iniziarono a suonare insieme nelle band negli anni della loro gioventù, suonarono in postacci come gli strip joint 10. Dissero poi di «essersi ubriacati molte volte» e «di aver avuto un sacco di ragazze» 11. I Beatles furono fortemente influenzati dai bluesmen americani e da Elvis Presley (1935-1997), e a metà degli anni Cinquanta formarono una rock band chiamata The Quarrymen. Lennon disse: «Niente mi faceva davvero effetto come Elvis». E McCartney aggiunse: «(Elvis) era davvero il meglio. Ogni volta che mi sentivo giù bastava che lo ascoltassi per sentirmi alla grande, davvero bello». Ringo disse: «Elvis cambiò la mia vita». Dopo il 1957, la band includeva Lennon, Harrison, McCartney e altri giovani ragazzi al basso e alla batteria. Si pettinavano e si vestivano come Elvis e suonavano rhythm & blues e la musica di Chuck Berry, di Little Richard ed Elvis. Nel 1960, il gruppo cambiò nome in Silver Beetles, poi semplicemente in Bealtes, riferito al beat (al ritmo) della loro musica. «John Lennon cambiò il nome in "Beatles" per accentuare cosa guidava la loro musica: il beat» 12. Il batterista Ringo Starr si unì al gruppo nel 1962, poco prima della registrazione del loro primo singolo. Quell'anno suonarono con Little Richard in un club di Liverpool, in Inghilterra. Little Richard disse di loro: «Erano piccoli, ragazzi dall'aspetto strano; ognuno di loro aveva la sua frangia di capelli sulla fronte» 13. Nel 1963, la beatlemania invase in tutta Inghilterra, e nel 1964 i Beatles raggiunsero la loro fama internazionale quando il loro brano I Want to Hold Your Hand salì in cima alle classifiche negli Stati Uniti, e fecero la loro apparizione all'Ed Sullivan Show. Nell'aprile del 1964, i Beatles avevano i cinque singoli più venduti in America. I Beatles alzarono il tono della musica rock e della cultura giovanile hippie negli anni Sessanta fino a quando la band non si sciolse nel 1969.
Essi guidarono una generazione ribelle dalla marijuana all'acido, al «sesso libero», alle religioni orientali, alla rivoluzione, alla politica liberale e all'attivismo sociale. David Noebel osserva: «I Beatles indicavano la direzione, e i loro fans li seguivano. Essi erano l'avanguardia di un'intera generazione che portava i capelli lunghi, fumava marijuana, sniffava cocaina, prendeva acidi e viveva per il rock'n'roll. Erano la "cool" generation» 14.
l
I
Beatles e l'immoralità
Ringo racconta: «Ci ubriacavamo di
continuo. Non potevi farci nulla. Avevamo un sacco di ragazze.
Capimmo presto come era facile conquistarle»
15. McCartney disse: «Nessuno di noi aveva preso la
musica come un lavoro! A dire il vero, la usavamo per evitare di
lavorare e per avere un mucchio di ragazze». Il party per
il ventunesimo compleanno di John Lennon fu «una gigantesca orgia
di ubriachi casinisti» 16. Lennon
definì il matrimonio una stupida farsa e «un mero pezzo di
carta». Egli frequentò prostitute fin dagli anni della sua
adolescenza, visse nell'immoralità prima di sposarsi, ed ebbe poi
relazioni extraconiugali durante i suoi due matrimoni. La sua prima
moglie, Cynthia era in attesa di un bambino quando finalmente
la sposò con una cerimonia clandestina nell'agosto del
George Harrison promise ai giornalisti che i Beatles non avrebbero avuto paura di usare parolacce nelle loro canzoni. In effetti, le oscenità erano davvero comuni nelle loro composizioni 21. Il manager dei Beatles, Brian Epstein (1934-1967), era omosessuale. Dopo aver sentito i Beatles in un pub di Londra, Epstein divenne ossessionato dall'idea di diventare l'amante di John Lennon. Due anni dopo il successo selvaggio del tour americano dei Beatles del 1964, Lennon accompagnò Epstein a Barcellona, in Spagna, per un weekend che probabilmente incluse attività omosessuali 22. Ci furono probabilmente altri episodi omosessuali nella vita di Lennon. Il biografo Geoffrey Giuliano, che ebbe accesso ai diari di Lennon, concluse che c'era «una pronunciata omosessualità nel trucco di Lennon» 23. Nei suoi ultimi giorni di vita, «Epstein era in un costante stato di profonda depressione, viveva di pillole, infuriandosi con il suo staff e con i suoi amici più vicini per cose di poca importanza» 24. Era anche coinvolto in estreme e sordide unioni omosessuali. Prima di diventare il manager dei Beatles, Epstein era stato arrestato per adescamento in un bagno pubblico o in un parcheggio. Morì nel 1967 a trentasette anni per overdose. La morte, dovuta ad un effetto cumulativo di bromuro e di Carbitral, fu riconosciuta come accidentale; ma nei fatti aveva già tentato il suicidio un'altra volta. Altri due tipi di droghe vennero trovate nel suo corpo. Quando morì, i Beatles erano in Galles, seduti ad ascoltare gli insegnamenti del guru induista Maharishi Mahesh Yogi (1918-2008). La Gran Bretagna depenalizzò le pratiche omosessuali un mese prima della morte di Epstein.
l I Beatles e la droga
Testimoniando davanti all'House
Select Committee on Crime, il popolare intrattenitore televisivo
Art Linkletter, che ha perso una figlia a causa della droga,
ha chiamato in causa i
Beatles come i «principali missionari della società
dell'acido» 25. Il
ricercatore
Wilson Bryan Key ha osservato: «I Beatles
divennero i più grandi profeti della cultura della droga di
tutti i tempi» 26. Il giornale
studentesco dell'Università del Wisconsin scrisse che i
Beatles
«predicarono l'uso delle droghe così sottilmente che le parole e i
concetti che usavano erano comuni solo a quelli che facevano uso di
droghe e ai ragazzini musicomani» 27.
I Beatles
Lennon ammise davanti
all'intervistatore della rivista Rolling Stone che c'era «un sacco
di LSD nella musica, era ovvio». E continuò: «Dio non è in una
pillola, ma l'LSD spiegava i misteri della vita. Era un'esperienza
religiosa». In un intervista concessa a Playboy nel 1981, Lennon
disse che i Beatles fumavano marijuana a colazione, e che erano così
fatti che «avevamo tutti gli occhi vitrei». Nel giugno del 1967, i
Beatles acquistarono un'intera pagina del
Times di Londra per
chiedere la legalizzazione della marijuana. Nel 1969, Lennon
affermò: «Se la gente non riesce ad affrontare il fatto che altra
gente si spoglia o fuma erba, allora non andremo da nessuna parte»
36. Paul McCartney raccontò alla rivista Life che
«stava pensando
che l'LSD potesse essere una cura universale per tutto».
l I Beatles e la rivoluzione
I
Beatles incoraggiarono la rivoluzione, il rovesciamento delle
autorità e il comunismo in canzoni come Revolution No. 9, Working
Class Hero, Back in the USSR, Power to the People,
Sometime in New
York City, Give Peace a Chance, Bloody Sunday (che definiva la
polizia britannica anglo pigs, «maiali inglesi»), Attica State («now's
the time for revolution», «adesso è l'ora della rivoluzione»),
Angela (che glorificava la comunista
Angela Davis) e
Piggies. Lennon
partecipò alle
l I Beatles, l'induismo e l'occulto
Nell'estate del 1967, i quattro Beatles e altre rockstar, inclusi Brian Jones (1942-1969) e Mick Jagger dei Rolling Stones, visitarono il guru Maharishi Mahesh Yogi durante il suo viaggio nel Galles del Nord, e ascoltarono i suoi insegnamenti che chiamava «Movimento di Rigenerazione Spirituale». Questo falso maestro dichiarava di iniziare ad un sentiero al di là del quale si rinasceva oltre la fede in Gesù Cristo. In seguito, i Beatles, insieme a Donovan, a Mia Farrow, a Mike Love dei Beach Boys, e ad altri personaggi, visitarono l'ashram di Maharishi sulle rive del fiume Gange in India per studiare la Meditazione Trascendentale (TM). I Beatles ruppero presto con Maharishi. Una ragione della rottura fu il suo suggerimento secondo cui avrebbero dovuto versargli il 25% dei loro profitti a beneficio della sua opera. Un'altra ragione fu quella che beccarono il guru a mangiare carne - cosa non concessa ai suoi discepoli - intrattenedosi in atti immorali con le sue discepole. Lennon compose poi una canzone su Maharishi intitolata Sexy Sadie. Sebbene avesse rinnegato Maharishi, Lennon continuò a credere nello yoga fino alla fine della sua vita.
«Se il livello di energia e
delle ambizioni di John erano al massimo, mezz'ora o più di yoga
erano nella sua agenda [...]. A parte il camminare, lo yoga fu
l'unico esercizio che lui abbia mai fatto. Ma più che ragioni
spirituali, c'erano ragioni fisiche che lo motivarono a continuare
la meditazione [...]. Egli credeva che lo yoga avrebbe potuto
aiutarlo a raggiungere la sua più grande ambizione, che era uno
stato di perfezione spirituale per seguire la Via dei Maestri: Gesù,
Buddha,
Come tutti
sanno, John Lennon e Yoko Ono erano pesantemente coinvolti
nell'occultismo verso la fine della vita di Lennon. Quest'ultimo
«era fortemente influenzato da Van Gogh e da Marcel Duchamp
48;
questi uomini erano il libro di testo degli insegnanti di Lennon
quando frequentava la Liverpool Art School. Sia John che Yoko erano
coinvolti nell'arte d'avanguardia, e la loro musica lo rivelava
inequivocabilmente» 49. Nel 1965, gli chiesero:
«Cosa farai quando
la beatlemania finirà»? E lui replicò: «Credo di non pensare troppo
al futuro. Non me ne importa niente. Adesso che ce l'abbiamo fatta,
sarebbe davvero un peccato essere bombardati. È egoistico, ma non me
ne importa nulla dell'umanità: fuggo dalla realtà. Chiunque
strombazza sempre a proposito del suo futuro, ma non lascio che ciò
interferisca con le mie risate, se capisci cosa voglio dire»
50.
Lennon e Yoko Ono erano affascinati dall'occultismo. Avevano
comprato intere sezioni di letteratura occulta in diversi librerie
specializzate 51. L'occultista John Green venne assunto da Yoko Ono
nel 1974 per essere il suo cartomante. «Con il tempo divenne il
consigliere, il confidente e l'amico di Lennon. Fino all'ottobre del
1980, egli lavorò al loro fianco. Facevano tutto in accordo con "le
carte". Li consigliava su tutte le loro transazioni e investimenti,
persino su come Lennon doveva affrontare i problemi che aveva con la
Apple, la l La violenza e la mancanza d'amore di John Lennon
L'uomo che cantava l'amore («all you need is love») e la pace («give
peace a chance») era tutt'altro che compassionevole; egli era
estremista e violento. Il suo biografo parlò dell'«ignominioso
temperamento di Lennon». Aveva frequenti scatti d'ira, urlava,
fracassava oggetti e colpiva le persone. Egli ammise: «Ero come un
pugile. Non riuscivo ad esprimermi e attaccavo. Litigavo con gli
uomini e picchiavo le donne» 66. Durante un
weekend trascorso in
compagnia della sua «segretaria», May Pang, Lennon «la accusò di
ingannarlo, e diventò rabbioso, distruggendo la stanza e
calpestandole gli occhiali» 67. Egli stesso ammise:
«Ero
l
La follia di Lennon
Ci furono molti segni della pazzia di Lennon negli ultimi anni della
sua vita. Nei primi anni Settanta, Lennon e Yoko si sottoposero ad
una terapia psicologica al Primal Institute in California. Il
Dr.
Arthur Janov testimoniò: «Semplicemente John non funzionava. Aveva davvero
bisogno d'aiuto» 77. La terapia consisteva nel provocare esplosioni
isteriche d'ira per tentare di purificare la psiche. Lennon urlava e
si lamentava, piangeva, e si rotolava sul pavimento. «Infine, John
confessò apertamente i suoi oscuri impulsi sessuali: voleva
essere sculacciato o frustato, ed era attratto dall'idea
di farsi penetrare dal tacco di uno stivale a punta [...]. Più avanti, nel corso della
sua vita, John mise insieme una collezione di manichini, che nascose
nelle viscere del Dakota. Questi manichini, adornati di fruste e
catene, avevano anche mani e piedi ammanettati. I violenti impulsi
sessuali di John davano grossi problemi a Yoko»
78. Lennon era
tormentato da incubi dai quali si svegliava terrorizzato
79. Sebbene
non fosse mai stato sovrappeso, Lennon era ossessionato dal suo
peso, e quando si accorgeva di aver l I Beatles erano anticristi e blasfemi
Questa è una blasfema
negazione di Dio Onnipotente e il rifiuto del suo dominio sul mondo.
Nella sua canzone I Found Out, Lennon esclama: «There ain't no Jesus
gonna come from the sky/ Now that I found out I know I can cry»
(«Non c'è nessun Gesù che arriva dal cielo/ Adesso che l'ho scoperto
e che lo so posso piangere»). Nella sua canzone del 1970 God, dal
suo album
Plastic Ono Band (Apple/EMI 1970), Lennon dichiarò che non
credeva in Dio, nella Bibbia, in Gesù Cristo, e neanche nei
Beatles.
«I just believe in me/ Yoko and me/ And that's reality» («Credo solo
in me/ In Yoko e in me/ E questa è la realtà»). Lennon disse che non
credeva nella dottrina cristiana secondo cui Dio «è qualcos'altro
fuori da noi stessi» 90. Da parte sua, nel 1979 George Harrison
finanziò il film turpe e blasfemo dei Monty Python
Life of Brian,
che persino il Newsweek descrisse come «irreverente». Il Time lo
definì un «intenso assalto alla religione» 91. Paul McCartney
descrisse sé stesso e gli altri
Beatles come «quattro iconoclasti,
sfacciati, post-cristiani, pragmatici e realisti»
92. La foto del
mago nero inglese e padre del satanismo moderno
Aleister Crowley
(1875-1947) appare sulla copertina dell'album Sergent Pepper's. I
Beatles dissero che i personaggi che apparivano sulla copertina
dell'album erano i loro «eroi». John Lennon spiegò a Playboy :
«L'intero pensiero dei Beatles era riassunto in "do what thou wilt"
("fà ciò che vuoi"), purché non fai del male a qualcuno»
93, che era esattamente - parola per parola - quello che insegnava Crowley.
Lennon dichiarò che i Beatles sapevano esattamente cosa volevano:
«Sappiamo cosa siamo perché sappiamo cosa facciamo. Ci sono state
alcune cose che sono successe ai Beatles che non era il caso di
chiedersi se farle o non farle» 94.
l
Il breve flirt di John Lennon con il
cristianesimo Nel 1977, Lennon fece una dichiarazione di fede in Cristo che ebbe vita breve, mentre seguiva una trasmissione mandata in onda da un'emittente evangelica 95. Lennon cominciò ad usare espressioni come «Praise the Lord» («Loda il Signore») e «Thank you, Jesus» («Grazie, Gesù»); frequentò le funzioni religiose; scrisse una canzone mai pubblicata dal titolo You Saved My Soul («Hai salvato la mia anima»); portò suo figlio Sean ad una rappresentazione teatrale cristiana; chiamò The 700 Club e chiese aiuto in forma di preghiera per il suo sgangherato matrimonio; provò a far interessare Yoko Ono al cristianesimo 96. Ma anche quando professò per quel breve periodo la sua fede in Cristo, Lennon non si allontanò dall'occultismo. Egli continuò a praticare riti magici, a consultare oroscopi e maghi, e a celebrare il compleanno di Buddha 97. La professione cristiana di Lennon durò solo qualche settimana. Quando due missionari si confrontarono con Lennon sulle verità fondamentali della Bibbia, come la divinità di Cristo, la caduta degli angeli e dell'uomo, egli le rifiutò 98. Nel 1979, Lennon scrisse una canzone intitolata Serve Yourself («Servi te stesso»), nella quale istruiva gli ascoltatori con queste parole:
Anche negli ultimi giorni della sua vita, Lennon continuò
a guidare i suoi seguaci all'eterna dannazione. In un'intervista
concessa nel dicembre del 1980, poco prima della sua morte, si
descrisse come «uno zen cristiano, uno zen pagano, uno zen marxista»
o niente di tutto questo 99. Disse che non aveva mai incontrato un
cristiano che non fosse un ipocrita bigotto 100. l La morte di John Lennon
Note
(*) Traduzione dall'originale inglese The Beatles, a cura di Francesco Santia D'Apice. Estratto dall'opera Rock Music Vs. the God of the Bible (pagg. 110-121). 1 La Contemporary Christian Music, conosciuta più volgarmente come «rock cristiano», è un fenomeno quasi esclusivamente nordamericano e protestante, e quindi - fortunatamente - quasi sconosciuto in Europa. Si tratta di un patetico quanto pericoloso tentativo di «battezzare» il rock usandolo per cantare le lodi del Signore pur imitandone grottescamente lo stile ribelle e sensuale (N.d.R). 2 Cfr. Time, del 22 settembre 1967, pag. 60. Bernstein è il padre della british invasion che negli anni '60 travolse gli Stati Uniti. 3 Cfr. Tulsa World, del 12 dicembre 1980, pag. 20. 4 Cfr. S. Simels, Gender Chamaleons: Androgyny in Rock'n'Roll («Camaleonti sessuali: l'androginia nel rock»), pagg. 29, 30, 32. 5 Cfr. B. Ehrenreich, Beatlemania: Girls Just Wanted to Have Fun («Beatlemania: le ragazze vogliono solo divertirsi»); cit. in L. Lewis, The Adoring Audience: Fan Culture and Popular Media («Il pubblico adorante: la cultura del fan e i mezzi di comunicazione popolari»), pag. 102. 6 Quando Jim McCartney morì nel 1976, Paul non presenziò nemmeno al funerale. 7 Cfr. T. White, Rock Lives: Profiles and Interviews («Vite rock: profili e interviste»), Henry Holt & Co, New York 1990, pag. 114. La seconda moglie di suo padre, Pauline, testimoniò di avere sentito John «scaricare un attacco verbale contro di lei (sua madre), nel linguaggio più osceno che avessi mai sentito» (cfr. G. Giuliano, Lennon in America, Cooper Square Press, 2000, pag 17). 8 Più tardi, Lennon descrisse sé stesso come «uno strambo psicotico ragazzino che copriva la sua insicurezza con un atteggiamento da macho» (cfr. G. Giuliano, op. cit., pag. 2). 9 Cfr. H. Davies, The Beatles, W. W. Norton & Co, New York 1976, pag. 39. 10 L'equivalente dei nostri night club (N.d.T.). 11 Cfr. H. Davies, op. cit., pag. 77. 12 Cfr. H. T. Spence, Confronting Contemporary Christian Music («Affrontando la musica cristiana contemporanea»), Forwarding the Faith Publications, Dunn 1997, pag. 78. 13 Cfr. Dallas Times Herald, del 29 ottobre 1978. 14 Cfr. D. Noebel, The Legacy of John Lennon («L'eredità di John Lennon»), Thomas Nelson, Nashville 1982, pag. 43. 15 Cfr. TV Guide, del 29 luglio 1978, pag. 21. 16 Cfr. H. Davies, op. cit., pag. 177. 17 L'album non aveva canzoni, ma era composto di effetti sonori e voci campionate. 18 Cfr. H. Davies, op. cit., pag. 132. 19 Cfr. G. Giuliano, op. cit., pag. 107. 20 Cfr. Noebel, The Marxist Minstrels («I ministrelli marxisti»), American Christian College Press, Tulsa 1974, pag. 92. 21 Ibid., pagg. 104, 92. 22 Cfr. H. Davies, op. cit., introduzione all'edizione del 1985. 23 Cfr. G. Giuliano, op. cit., pag. 13. 24 H. Davies, op. cit., introduzione all’'edizione del 1985. 25 Cfr. Crime in America: Illicit and Dangerous Drugs («Il crimine in America: droghe illecite e pericolose»), ottobre 1969. 26 Cfr. B. W. Key, Media Sexploitation («Lo sfruttamento del sesso fatto dai media»), 1976, pag. 136. 27 Cfr. Daily Cardinal, del 3 dicembre 1968, pag. 5; cit. in D. Noebel, The Legacy of John Lennon, pag. 63. 28 Cfr. Waiting for the Man («Aspettando l'uomo»), pag. 107. 29 I Beatles stessi ammisero che queste erano canzoni sulla droga. 30 Cfr. «Approbation on Drug Usage in Rock and Roll Music» («L'approvazione dell'uso di droga nella musica rock»), in U.N. Bulletin on Narcotics, ottobre-dicembre 1969, pag. 35; D. Noebel, The Legacy of John Lennon, pagg. 56,58. 31 Cfr. Time, del 22 settembre 1967, pag. 62. 32 Cfr. Waiting for the Man, pag. 145. 33 Cfr. J. Miller, Flowers in the Dustbin: The Rise of Rock and Roll, 1947-1977 («Fiori nel bidone della spazzatura: l'ascesa del rock, 1947-1977»), Fireside 2000, pag. 253. 34 Cfr. Rolling Stone, del 7 gennaio 1971, pag 39; cit. in J. Wenner, Lennon Remembers («Lennon ricorda»), pag. 76. 35 Cfr. D. Noebel, The Marxist Minstrels, pag. 111. 36 Cfr. Penthouse, ottobre 1969, pag. 29; cit. in D. Noebel, The Legacy of John Lennon, pag. 66. 37 Cfr. Life, del 16 giugno 1967, pag. 105. 38 Cfr. J. Wenner, op. cit., pag. 86. 39 Cfr. Newsweek, del 29 settembre 1980, pag. 77. 40 Cfr. D. Noebel, The Legacy of John Lennon, pag. 78. 41 Cfr. H. Davies, op. cit., pag. 94. 42 Ibid., pag 184. 43 Cfr. R. Rosen, Nowhere Man: The Final Days of John Lennon («L'uomo inesistente: gli ultimi giorni di John Lennon»), Quick American Archives, 2002, pag. 18. 44 Cfr. Rolling Stone, del 5-10 novembre 1987, pag. 48. 45 Cfr. M. Spaulding, The Heartbeat of the Dragon: Occult Roots of Rock and Roll («Il battito cardiaco del dragone: le radici occulte del rock»), Light Warrior Press, Sterling Heights 1992, pag. 75. 46 Cfr. People, del 19 ottobre 1987, pag. 64. 47 Cfr. Stairway to Heaven, pag. 140. 48 Artisti depravati e filosofi che insegnavano che la vita non ha alcun senso. 49 Cfr. H. T. Spence, op. cit., pag. 41. 50 Cfr. Stairway to Heaven, pag. 128. 51 Cfr. G. Patterson, Hellhounds on Their Trail («Segugi infernali sulle loro orme»), Dowling Press, Nashville 1998, pag. 181. 52 Cfr. Song Magazine, febbraio 1984, pag. 16. 53 Cfr. R. Rosen, op. cit. , pag. 38. 54 Ibid., pag. 62. 55 Cfr. G. Giuliano, op. cit., pag. 119. 56 Ibid., pag. 208. 57 Cfr. G. Giuliano, op. cit., pag. 81. 58 Ibid., pag. 157. 59 Cfr. G. Patterson, op. cit., pag. 183. 60 Cfr. G. Giuliano, op. cit., pag. 101. 61 Ibid., pag. 88. 62 Ibid., pag. 108. 63 Ibid., pag. 144. 64 Ibid., pag. 192. 65 Cfr. USA Today, del 15 ottobre 1999, pag. 8E. 66 Cfr. G. Giuliano, op. cit., pag. 20. 67 Ibid., pag. 16. 68 Ibid. 69 Ibid., pag. 8. 70 Ibid., pag. 57. 71 Ibid., pag. 59. 72 Ibid., pag. 20. 73 Ibid., pagg. 111, 138. 74 Ibid., pag. 179. 75 Ibid., pag. 147. 76 Ibid., pag. 220. 77 Ibid., pag. 18. 78 Ibid., pag. 19. 79 Ibid., pagg. 83, 137, 142. 80 Ibid., pag. 92. 81 Ibid., pagg. 84, 97, 105. 82 Ibid., pag. 129. 83 Ibid., pag. 122. 84 Ibid., pag. 142. 85 Ibid., pagg. 173, 174. 86 Ibid., pag. 177. 87 Ibid., pag. 130. 88 Cfr. Saturday Evening Post, dell'8-15 agosto 1964, pag. 25. 89 Cfr. Newsweek, del 21 marzo 1966. 90 Cfr. Spin, febbraio 1987, pag. 46. 91 Cfr. Time, del 17 settembre 1979, pag. 101. 92 Cfr. Time, del 5 settembre 1968, pag. 60. 93 Cfr. D. Sheff, The Playboy Interviews with John Lennon and Yoko Ono («Le interviste di Playboy a John Lennon e Yoko Ono»), pag. 61. 94 Cfr. Rolling Stone, del 12 febbraio 1976, pag. 92. 95 Questa informazione è stata recentemente resa nota da due libri: quello R. Rosen, Nowhere Man: The Final Days of John Lennon, e quello di G. Giuliano, Lennon in America. 96 Nel 1970, il suo primo marito, Anthony Cox, era diventato cristiano, ma lei non ne aveva voluto sapere. 97 Cfr. G. Giuliano, op. cit., pag. 133. 98 Ibid., pag. 134. 99 Cfr. S. Turner, «The Ballad of John and Jesus» («La ballata di John e Gesù»), in Christianity Today, del 12 giugno 2000, pag. 86. 100 Cfr. G. Giuliano, op. cit., pag. 134. 101 Intervista concessa a Richard Ciarrocca, e pubblicata su Observations, dicembre 1990. 102 Cfr. J. Godwin, What's Wrong with Christian Rock? («Cosa c'è di sbagliato nel rock cristiano»?), The Rock Ministries, Bloomington, pag. 144. 103 Cfr. J. Muncy, The Role of Rock («Il ruolo del rock»), Daring Publishing Group, Canton 1989, pag. 364. 104 Cfr. D. Noebel, The Legacy of John Lennon, pag. 15.
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