titolo bob dyaln e il patto al crocevia

ultima modifica: 12 dicembre 2013

 

 

No Direction Home: Bob Dylan è un documentario su due DVD realizzato nel 2005 da Martin Scorsese che ripercorre la vita di Bob Dylan (alias Robert Allen Zimmerman) fino all'incidente motociclistico occorsogli nel 1966 e il suo impatto sulla musica e sulla cultura americana. Il film si concentra soprattutto sul periodo tra l'arrivo di Dylan a New York nel gennaio del 1961 e il suo temporaneo ritiro dalle scene nel 1966. Questo periodo racchiude l'ascesa al successo di Dylan come cantautore folk e le polemiche generate dal suo passaggio alla musica rock. Il titolo è tratto da un verso della canzone Like a Rolling Stone, contenuta nell'album Highway 61 Revisited.

 

no direction home

martin scorsese

No Direction Home: Bob Dylan e Martin Scorsese.

 

Le convinzioni religiose di Dylan sono state sempre abbastanza incostanti. Nato in una famiglia ebraica, Dylan (il cui vero nome è Zushe ben Avraham), nel 1970, divenne un cristiano rinato. Dal gennaio all'aprile del 1979, Dylan frequentò una classe di biblistica alla Vineyard School of Discipleship a Reseda, nel sud della California. Il pastore Kenn Gulliksen dichiarò:

 

«Larry Myers e Paul Edmond andarono nella casa di Dylan e gli amministrarono i sacramenti. Rispose dicendo "sì"; lui in effetti vuole Cristo nella sua vita. E pregò quel giorno e ricevette il Signore».

 

Nel 1980, Dylan pubblicò un album evangelico, Saved. Ma negli anni '80 si riavvicinò al giudaismo e probabilmente ha supportato il potente movimento ultra ortodosso Chabad Lubavitch e ha partecipato a molti rituali ebraici. Più recentemente è venuto alla luce il fatto che Dylan ha prestato servizio in alcune sinagoghe Chabad in varie ricorrenze importanti. Era presente a Woodbury, in una sinagoga di New York nel 2005, e ha servito per la Congregazione Beth Tafillah ad Atlanta, in Georgia, il 22 settembre 2007 (durante lo Yom Kippur), dove è stato chiamato a leggere la Toràh per la sesta aliyah 1.

 

dylan cristiano

dylan giudeo

Da sinistra: Dylan con un crocifisso; la stessa persona con i tipici paramenti ebraici durante una cerimonia religiosa in sinagoga.

 

Tutti, d'altronde, ricorderanno come, in occasione del 23º Congresso Eucaristico Nazionale, tenutosi a Bologna, il 27 settembre 1997 Dylan si esibì davanti a Giovanni Paolo II (1920-2005) e a 300.000 persone. Questo fatto provocò la reazione di alcuni prelati e di qualche giornalista cattolico che ritenevano inopportuna l'esibizione di Dylan, soprattutto all'interno di un Congresso Eucaristico, evento in cui un'icona della controcultura e della protesta come Dylan stonava con la sacralità dell'evento (vedi a questo proposito l'articolo Uomini di chiesa e rock satanico). A dire, la religiosità di Dylan è sempre stata ambigua. Nel corso di un'intervista Dylan ha dichiarato:

 

«Chi dice che sono cristiano? Come Gandhi, io sono cristiano, sono ebreo, sono un musulmano, sono un indù. Sono un umanista» 2.

 

bob dylan e giovanni paolo II

Sopra: Bob Dylan incontra Giovanni Paolo II.

 

Ma la religiosità di Bob Dylan non sembra essersi esaurita nel contesto del protestantesimo o del giudaismo. Intono al 54' minuto del primo DVD, Dylan parla del suo desiderio di raggiungere il talento dei migliori bluesman del suo tempo. Suonava la chitarra e cantava in maniera mediocre. Ma ecco il racconto fatto da Tony Glover, un suo amico cantautore:

 

«Suonò a una festa, sembrava un altro. Come in quella storia di "bluesmen" che a un crocevia incontrano il diavolo e assumono poteri magici. Come nelle canzoni di Robert Johnson e Tommy Johnson. Quando è tornato suonava Woody, Van Ronk, faceva il "fingerpicking" e suonava l'armonica, tutto in soli due mesi, non in un anno».

 

 

Prosegue Bob Dylan:

 

«Ero andato al crocevia e avevo fatto il grande patto, tutto in una sola notte. Quando tornai a Minneapolis si chiedevano: "Ma dove è stato"? "Sei stato al crocevia"»?

 

dylan al crocevia

 

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Nelle comunità afro-americane del Sud, la storia dell'incrocio dove poter vendere l'anima al diavolo era già diffusa da tempo. Lo stesso bluesman Tommy Johnson (1896-1956) cantava in una delle sue canzoni: «Vai dove [...] c'è un incrocio [...]. Un grande uomo nero arriverà e prenderà la tua chitarra e l'accorderà. Quando Satana ti ridarà la chitarra, tu potrai suonarla meglio di chiunque altro, e Satana possederà la tua anima lasciandoti esausto in ginocchio». Questa tradizione risale al folklore africano: si credeva che il dio Esu fosse il guardiano dell'incrocio, il punto di contatto con gli dèi, e che lì comunicasse le decisioni di questi ultimi agli umani. Quando i neri conobbero il cristianesimo, gli dèi pagani divennero il diavolo. Da qui la convinzione secondo cui all'incrocio, a mezzanotte, è possibile incontrare il demonio, stipulare un patto con lui e in cambio dell'anima ottenere successo. Lo stesso si diceva dell'altro grande bluesman Robert Johnson (1911-1938), considerato da molti il «nonno del rock». Il suo fraseggio vocale, le sue canzoni originali e il suo stile chitarristico hanno influenzato una larga serie di musicisti, come Muddy Waters, Bob Dylan, Jimi Hendrix, i Led Zeppelin, i Rolling Stones, ed Eric Clapton, che ha definito Johnson «il più importante cantante blues che sia mai vissuto» 3.

 

tommy johnson

robert johnson

Da sinistra: Tommy Johnson e Robert Johnson.

 

Bisogna stupirsi di queste affermazioni? Non dimentichiamo che quest'uomo, divenuto oggetto di un documentario come se si trattasse di una grande personalità, ha iniziato i Beatles alla marijuana 4. Negli anni 1964-195, Dylan si immerse profondamente nell'uso di sostanze stupefacenti facendo propria la formula del poeta francese decadentista Charles Baudelaire (1821-1867) per raggiungere l'immortalità: «Un poeta diventa un veggente attraverso un vasto e ampio meditato sconvolgimento di tutti i sensi».

 

Diversi suoi brani inneggiano la droga, come Lay Down Your Weary Tune, Subterranean Homesick Blues e Mr. Tambourine Man. Il gruppo di riserva di Dylan, Ronnie Hawkins and the Hawks, era conosciuto per i suoi eccessi con droghe, prostitute e risse 5. Sul retro della cover dell'album Desire (1976) Dylan appare mentre fuma marijuana insieme a tre carte per la divinazione (i Tarocchi) e ad un enorme Buddha. Di fianco alla statua è scritto: «Ho un fratello o due e un intero karma da bruciare […]. Iside e la Luna splendono su di me» 6.

 

retro cover desire di bob dylan

 

In un'altra versione, sul retro della cover di questo album, è ancor più visibile il Tarocco dell'Imperatrice (in inglese The Empress), il III degli Arcani Maggiori.

 

retro cover dylan desire - tarocco dell'imperatrice

 

Secondo un'interpretazione assai diffusa nel mondo elitario dell'esoterismo, la donna che appare su questo Tarocco è associabile a diverse antiche divinità, tra cui anche Iside 7, la consorte del dio egizio Osiride (nonché sua sorella) e la madre di Horus, il cui Eone era atteso dal satanista Aleister Crowley (1875-1947). Guarda caso uno dei brani contenuti in questo LP è intitolato Isis («Iside» in inglese), e il suo testo è ricco di allusioni a questa dea dell'antico Egitto. Ciò conferma il fatto che Dylan ha una certa conoscenza dell'occulto...  

 

Bob Dylan ha divorziato nel 1977. Anche durante il periodo della sua «conversione» al cristianesimo, il noto cantautore non ha mai smesso di ubriacarsi e di andare a prostitute 8. Ecco dunque il vero volto dell'iconoclasta Bob Dylan, acclamato da molti come un mito: un personaggio squallido, un drogato, un alcolista, un violento, un puttaniere... un disgraziato che ha venduto la propria anima al diavolo 9.

 

logo bob dylan - occhio onniveggente

Sopra, il logo utilizzato da Bob Dylan in questi ultimi anni:

un occhio molto simile all'Occhio onniveggente di Horus.

 

 

 

Come se non bastasse questa prima ammissione, il 5 dicembre 2004, nel corso di un'intervista concessa al giornalista Ed Bradley (1941-2006), andata in onda durante il programma 60 Minutes (CBS News), Bob Dylan è tornato sull'argomento riaffermando di avere venduto l'anima al diavolo. Ecco un estratto dell'intervista:

 

- Ed Bradley: «Voglio dire che sei ancora in giro, ancora a cantare queste canzoni... sei ancora in tour».

- Bob Dylan: «è vero, ma non la considero una cosa scontata».

- Ed Bradley: «Perché ancora lo fai? Perché sei ancora in giro»?

- Bob Dylan: «Beh, torniamo al discorso del destino. Ho fatto una specie di patto di ferro con lui... sai, un sacco di tempo fa. Sto cercando di ritardare la fine».

- Ed Bradley: «E qual'era il tuo patto»?

- Bob Dylan: «Arrivare... dove sono adesso».

- Ed Bradley: «O forse dovrei chiedere con chi hai fatto il patto»?

- Bob Dylan: «Con... con... con il capo, il comandante in capo»!

- Ed Bradley: «Su questa terra»?

- Bob Dylan: «Su questa terra... e nel mondo che non possiamo vedere» 10.

 

intervista ed bradley bob dylan

 

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A farla breve, un Dylan abbastanza sommesso e balbettante ha ammesso candidamente - per la seconda volta - di avere venduto mediante un patto l'anima al diavolo in cambio della fama e del successo, e di essere in attesa che Satana venga a riscuotere ciò che ha pattuito con lui. Nel corso della stessa intervista, il cantante americano ha anche confessato di aver scritto le sue più celebri canzoni in pochi minuti, «magicamente», senza conoscere la fonte segreta della sua ispirazione, e di non essere più in grado di comporre brani di successo.

 

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Note

 

1 http://it.wikipedia.org/wiki/Bob_Dylan

2 Cfr. San Luis Obispo, del 16 marzo 1983.

3 Cfr. «The 100 Greatest Guitarists of All Time», in Rolling Stone, del 27 settembre.         

4 Cfr. P. Brown, The Love You Make: An Insider’s Story of the Beatles.

5 Cfr. R. Palmer, Rock & Roll an Unruly History, pag. 3.

6 Cfr. Muncy, The Role of Rock, pag. 167.

7 http://en.wikipedia.org/wiki/The_Empress_(Tarot_card)

8 Cfr. Turner, «Watered Down Love», in Christianity Today, del 21 maggio 2001.

9 Questo passaggio del DVD ci è stato segnalato da Francesco D'Apice, che ringraziamo.

10 Questo breve segmento di intervista è visibile alla pagina web

http://www.youtube.com/watch?v=IqvvOD4bdRs

 

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