di R. C.
All'inizio degli anni '70 il regista, attore e scrittore Alejandro Jodorowsky covò il sogno di realizzare un film liberamente ispirato ai romanzi fantascientifici del ciclo di Dune, di Frank Herbert. L'idea era di creare un'opera fuori dal comune (oltre dieci ore!), un'esperienza psichedelica rivoluzionaria che avrebbe cambiato le giovani menti di tutto il mondo, coinvolgendo nel cast personaggi di prim'ordine come Orson Welles (1915-1985), David Carradine (1936-2009), Charlotte Rampling, Mick Jagger, Salvador Dalì (1904-1989), e affidando la colonna sonora ai Pink Floyd (con i quali aveva preso accordi) e ai Magma.
Per la fase preparatoria il regista cileno si era affidato a più disegnatori, alcuni dei quali negli anni successivi sarebbero diventati celeberrimi: su tutti lo svizzero Hans Ruedi Giger (1940-2014), il padre di Alien, il britannico Chris Foss e il francese Moebius 1. Quel progetto faraonico non si concretizzò mai, soprattutto perché nessun produttore se la sentì di finanziarlo, ma Jodorowsky pensò comunque di riutilizzare parte del lavoro svolto proponendo a Moebius di realizzare un fumetto.
Fu così che nacque una delle pietre miliari del genere, L’Incal, una storia suddivisa in una serie di graphic novels che uscirono tra il 1981 e il 1988 sulla rivista francese Métal Hurlant. Con la collaborazione di altri artisti, nel corso degli anni seguirono ulteriori volumi con ambientazioni e personaggi collegati in qualche modo alla storia originaria (Avant l'Incal, Final Incal, La Caste des Méta-Barons, Les Technopères, Megalex). In questa sede vorremmo discutere de L'Incal originario, non certo per mettere in discussione l'indubbio talento pittorico di Moebius, quanto per mostrare come non si tratti solo di un'opera di pura fantasia. Il simbolismo delle immagini e i testi di Jodorowsky rimandano infatti ad tutta una serie di dottrine esoteriche piuttosto inquietanti. È stato lo stesso Jodorowsky ad ammettere che le sue storie possono essere interpretate secondo diversi piani di lettura:
Sopra: Jodorowsky e Moebius in compagnia di un personaggio di Dune (un «Sardaukar»)
Ma andiamo con ordine, presentando brevemente i due autori. Per chi non lo conoscesse, Alejandro Jodorowsky, attore, regista e scrittore, naturalizzato francese, ma nato in Cile nel 1929, iniziò la sua carriera artistica in ambito teatrale. Fu allievo e collaboratore del famoso mimo Marcel Marceau (1923-2007) e fu tra i promotori del movimento teatrale surrealista «Panic». Passato al cinema, fece scalpore con El Topo (1971), e soprattutto con La Montagna Sacra (1973), finanziato con l’aiuto di John Lennon (1940-1980) e Yoko Ono.
L'impronta dell'occultismo è presente in tutti i suoi lavori. Nell'ambiente musicale ha avuto molti altri ammiratori: da Peter Gabriel (con il quale aveva in progetto la realizzazione di un film tratto dall'album dei Genesis The Lamb Lies Down On Broadway), Erykah Badu, The Mars Volta, i Kasabian, i Timoria, i Death SS, Franco Battiato, per il quale ha recitato in due film di taglio esoterico: Musikanten (2006), come protagonista nel ruolo di Beethoven, e Niente è come sembra (2007). Nel 2005, vestito come l'alchimista del suo film La montagna sacra, ha «celebrato» il matrimonio tra Marilyn Manson e la spogliarellista Dita Von Teese.
Sopra: da sinistra, la locandina de La montagna sacra, una scena del film e il «matrimonio» di Marilyn Manson con Dita von Teese.
Il celebre francese Jean Giraud (1938-2012), meglio conosciuto come Moebius, è considerato uno dei massimi autori nel campo del fumetto. Spaziò tra vari generi: dal western al fantascienza, senza disdegnare l'erotico. Fu tra i fondatori della rivista di fumetti fantascientifici per adulti Métal Hurlant, che iniziò le sue pubblicazioni nel 1975 e che ebbe un suo omologo negli Stati Uniti, Heavy Metal. Ebbe vari contatti col mondo del cinema, ma solo alcune collaborazioni andarono in porto: ricordiamo soprattutto The Abyss (1989), di James Cameron e Il Quinto Elemento (1997), di Luc Besson 3.
Sopra: alcune copertine di Métal Hurlant e di Heavy Metal (la seconda e la terza con un disegno di H. R. Giger raffigurante il Baphomet).
Sopra: Moebius e alcune copertine di Métal Hurlant riguardanti la saga de L'Incal.
La trama de L'incal è piuttosto intricata, per cui la racconteremo solo a grandi linee, seguendo solo il filone principale. La vicenda, ambientata nel futuro, vede protagonista un «detective privato di classe R» di nome John Difool, che a causa di una missione finita male è costretto a rifugiarsi nelle fogne della città. Qui si imbatte in un mutante in fuga dai nemici, che in realtà si rivelerà essere un appartenente alla razza aliena dei Berg (una specie di strani uccelli) e che prima di morire gli affiderà un piccolo oggetto misterioso, l'Incal luce 4.
L'Incal non è affatto un semplice cristallo inanimato, bensì un essere vivo e senziente, che emana un enorme forza, risponde alle domande di John Difool, lo aiuta a superare i pericoli e lo guida a poco a poco ad una profonda trasformazione interiore. L'Incal ha un effetto benefico anche su Deepo, l’uccello di John Difool, che acquista la parola e aiuta il padrone nella sua missione.
Proprio a causa del suo potere, nel mondo distopico in cui vive John Difool sono in tanti a cercare l'Incal: gli uccelli alieni Berg; il presidente del pianeta, capace di assumere varie forme robotiche da combattimento; Tanatah, la regina di un gruppo di ribelli, l'Amok; il Tecno-Papa e i suoi adepti tecnocrati, già in possesso di un Incal nero, che mirano ad inondare di oscurità l'intero Universo.
Vero motore della storia, l'Incal indirizza John Difool in compagnia del fido uccello Deepo verso una serie di incontri che gli consentiranno di trovare preziosi alleati per contrastare l'azione dei tecno: Tanatah, regina dell'Amok; il suo vice Kill Testa-di-Cane; la sorella di lei Animah, regina del mondo sotterraneo dei ratti; il Meta-Barone, un leggendario ex killer mercenario e suo figlio Solune. Altri temi secondari sono presenti nella storia, dall'immenso potere dei mass media che rincretiniscono le masse degli spettatori, al rapporto tra l'uomo ed una tecnologia sempre più disumanizzante, ma li tralasceremo poiché esulano dall’argomento della nostra analisi.
Sopra: ll Tecno-Papa.
Il primo riferimento all'occulto lo troviamo già nel nome del protagonista: John Difool è stato scelto per la sua assonanza con The Fool, ossia la carta del Matto dei Tarocchi 5.
Fin dagli anni '50, infatti, i Tarocchi sono una delle grandi passioni di Jodorowsky 6, che li utilizza per la disciplina da lui inventata, la psicomagia e che poi si è ulteriormente sviluppata nella psicogenealogia e nello studio delle cosiddette «costellazioni familiari». In questo ambito, le carte servono al regista non tanto a scopo divinatorio, quanto per tracciare una specie di profilo psicologico del «paziente» e dei suoi problemi personali che, a suo dire, sarebbero causati dai legami familiari. Come spiegato nella sua autobiografia, Jodorowsky ha raccontato che questa disciplina è nata proprio durante la collaborazione con Moebius:
A scanso di equivoci, va chiarito subito che la psicomagia è una semplice tecnica che mescola magia e psicanalisi e che questo approccio non è assolutamente scientifico. Come lui stesso ha ammesso «non è possibile ingabbiarlo nella razionalità» 8. Ne abbiamo la controprova nel fatto che durante le sue «sedute» Jodorowsky agisce in stato di trance:
Ma in che cosa consistono questi atti psicomagici? Eccone alcuni esempi, che parlano da soli, raccontati nella sua autobiografia…
Sopra: Jodorowsky con un mazzo di Tarocchi.
Jodorowsky ha dedicato vari libri a questi temi. Addirittura si è servito dei Tarocchi anche per dare una sua particolare interpretazione al «mito cristiano» (sic). Il risultato è raccontato nel suo libro I Vangeli per guarire, in cui si discute persino di una possibile vita sessuale di Gesù Cristo !!! 12.
Sopra: tre libri di Jodorowsky: Psicomagia, La via dei tarocchi, I Vangeli per guarire.
Nell'ambito di queste tecniche «psicosciamaniche», riguardanti i problemi collegati all'albero genealogico, Jodorowsky ha applicato quello che lui stesso ha definito «massaggio iniziatico» pure a Jean Giraud:
Vedremo in seguito come questa esperienza sia stata trasferita nell'Incal. Ad un certo punto della storia, il gruppo di John Difool, per cercare di fuggire dal presidente (che nel corso della storia si trasforma in disco volante, in robot umanoide, in carro armato robot), si rifugia negli abissi sotterranei del pianeta, dove a prima vista sembrerebbero esserci solamente laghi di acido, enormi distese di immondizia e topi di fogna giganteschi. Qui incontrano Animah, la regina degli psicoratti (il nome è un richiamo a Jung), che riesce a condurli fino al Sole interno del pianeta, dove vivono dei saggi guardiani millenari, gli Arhat (termine ripreso dal buddhismo). Animah è la madre di Solune e la sorella di Tanatah.
Animah, la regina degli psico-ratti.
Come abbiamo detto in precedenza, nell'Incal abbondano le
influenze esoteriche. Abbiamo ad esempio la presenza di concetti
ripresi dall'alchimia, disciplina che non era una semplice
antenata della chimica, ma una vera e propria materia occultistica,
nell'ambito della quale veniva utilizzato un linguaggio criptico e
simbolico per mantenerne la segretezza. Secondo l'alchimia (e pure
nella
Kabbalah)
l'essere umano originario (Rebis) sarebbe stato
contemporaneamente maschile e femminile ed avrebbe incarnato la
perfezione, l'unione degli opposti. Scriveva inoltre lo studioso
Elémire Zolla (1926-2002):
Non è quindi un caso che l' Universo del romanzo sia retto dall'Imperoratrix, il «sacro androgino», che vive all'interno di una specie di uovo trasparente (in alchimia anche l'uovo è il simbolo dell'origine primordiale del mondo).
Sopra: una rappresentazione del Rebis alchemico e un paio di vignette con l'Imperoratrix.
Ma vi è anche un altro androgino che avrà un ruolo fondamentale nello svolgersi degli eventi: il giovane Solune, figlio di Animah, affidato fin da piccolo al Meta-Barone, che ne diventerà il padre adottivo.
Sopra: il Meta-Barone racconta di quando Animah gli affidò suo figlio Solune.
Altri particolari da notare sono il nome di Solune, ossia «Sole» e «Luna» in francese («soleil» e «lune») e la maglietta da lui indossata, in cui è presente una sizigia, ossia il simbolo dell'unione degli opposti Sole e Luna.
Sopra: Solune, assieme al Meta-Barone, a Kill Testa-di-Cane e a Tanatah, mentre cerca il vuoto mentale. A destra, la rappresentazione di una sizigia.
Nell'intento di raggiungere il cuore del Sole sotterraneo, il gruppo giunge ad una foresta di cristallo, al centro della quale vi è una torre a spirale sulla cui sommità vi è un'apertura a forma di Stella a sei punte.
Sul fondo della torre vi è la «porta della trasfigurazione», le cui sette chiavi che l'apriranno sono proprio i sette personaggi del gruppo di Animah e John Difool.
Siamo in una fase cruciale della storia: i sette danno vita ad «un'entità energetica transdimensionale» e creano una astronave a forma di stella, prodotta dall'unione dell'Incal luce con l'Incal nero (che John Difool era riuscito a sottrarre ai tecno).
Jodorowsky ha raccontato che questa scena, nata durante un sogno, è
quella che ha dato origine all'Incal:
Solune, il mutante androgino, si è smaterializzato, prendendo poi la forma di una coppia di piramidi sovrapposte e divenendo la coscienza vivente della nave stella.
Sopra: la nave stella dopo il completamento della trasfigurazione
Non è un casuale che la forma del passaggio nella torre fosse una Stella a sei punte, come non è casuale il fatto che la nave stella abbia la forma di una coppia di piramidi contrapposte e compenetrate tra loro, a formare l'equivalente tridimensionale di una Stella a sei punte.
La Stella a sei punte, infatti, è un chiaro riferimento al Sigillo di Salomone, un simbolo presente nella Kabbalah e nell'ermetismo ed è la rappresentazione del principio dualistico «ciò che è in basso è come ciò che è in alto» («As Above so Below»). Questo concetto si trova espresso nella Tavola di Smeraldo, un antico testo esoterico attribuito al leggendario mago egizio Ermete Trismegisto. Lo conferma il fatto che il terzo capitolo dell'Incal si intitola proprio «Ciò che è in basso». È questa la fase in cui i protagonisti passano nel mondo sotterraneo in mezzo all'immondizia, per poi passare alla trasfigurazione.
Sopra: la Tavola di Smeraldo e il fantomatico mago egizio Ermete Trismegisto.
In molte tradizioni esoteriche infatti poter aspirare alla rinascita spirituale, occorre prima attraversare ad una morte simbolica o ad una fase di massima degradazione. Il quarto capitolo di conseguenza non poteva quindi che intitolarsi «Ciò che è in alto». Qui si passa allo spazio profondo, con la lotta alla tenebra, grazie all'aiuto di gigantesche meduse mutanti, che dovranno distruggere le diecimila uova d'ombra, costruite dai tecno per oscurare tutte le stelle. Questo però non basta, perché John Difool deve sobbarcarsi pure l'onere di fecondare la protoregina aliena degli uccelli Berg, per dare inizio ad una stirpe che, secondo una profezia, avrebbe portato una nuova età dell'oro. Le cose però si complicheranno nei due capitoli successivi. L'Imperoratix viene sopraffatto dalla tenebra, ma viene ugualmente sconfitto da Solune, che diviene la nuova somma autorità galattica.
Sopra: la tenebra e l'Imperoratrix. Durante il combattimento contro l'Imperoratrix Solune si scinde in maschio e femmina.
Sopra: questo sarebbe «il modo androgino di affrontare la tenebra».
Ma è da Kill Testa-di-Cane che avevamo ricevuto una rivelazione fondamentale:
Attenzione però a non farsi confondere, perché il concetto di dio di Jodorowsky è opposto a quello cristiano. Qui siamo nel campo della Kabbalah e dello gnosticismo, dottrine esoteriche dove troviamo, appunto, le «emanazioni del divino». Nella Kabbalah le dieci emanazioni del divino si chiamano Sephiroth, e vengono rappresentate dall'Albero della Vita.
Sopra: l'Albero della Vita della Kabbalah.
Dalla Kabbalah allo gnosticismo il passo è breve (e inevitabile, dato il sincretismo esoterico di Jodorowsky). Per la gnosi solo pochi eletti hanno una vera e propria anima. Più precisamente avrebbero dentro di sé una scintilla divina. Ed è al dio originario a cui desiderano ricongiungersi una volta liberati dalla schiavitù della materia. Questo dio non coincide affatto con il Dio del cristianesimo, chiamato anche il Demiurgo, che invece viene visto negativamente, perché responsabile della creazione del mondo materiale, in cui l'uomo sarebbe prigioniero. Nella Bibbia invece la materia non è malvagia: la creazione è «cosa buona», seppur corrotta dal peccato.
A seconda delle varie scuole il dio gnostico viene chiamato l'Uno, il Tutto, oppure Abraxas o Lucifero, e comprende in sé i principi opposti del bene e del male, visti come due facce complementari della stessa moneta. Per per comprendere a cosa possa portare questa concezione, ricordiamo che il celebre psicanalista Carl Gustav Jung (1875-1961), il cui pensiero fu assai influenzato dall'esoterismo, nel suo Psicologia e Religione aveva richiamato l'attualità dello gnostico Carpocrate (II sec. d.C.), il quale sosteneva che
Sopra: Carl Gustav Jung e il suo libro Psicologia e Religione.
In un programma trasmesso nel 2004 dal canale satellitare Rai Doc,
intitolato Bitte, Keine Réklame, concernente temi di
esoterismo (Franco
Battiato ne era autore e conduttore), Jodorowsky
spiegava:
L'idea gnostica la troviamo esplicitata proprio nel finale, quando i protagonisti, su suggerimento dell'Incal, in un'unione psichica con tutti gli abitanti dell' Universo, per sconfiggere definitivamente la tenebra, ricorrono al sogno profondo («sogno theta»). Gli appartenenti al gruppo di John Difool si immergono anch'essi nel sogno theta e poi nell'ancora più profondo «sogno daath». Subito dopo si «sacrificano» ad uno ad uno perdendo la propria individualità, per fondersi con l'Incal, che abbiamo visto essere proprio l'emanazione del divino.
John Difool però non accetta di annullarsi, essendo ancora prigioniero di se stesso: non ha ancora ottenuto la sua liberazione.
E a questo punto arriva l'ultima rivelazione.
Sopra: John Difool sta per ricevere l'illuminazione.
A John Difool si rivela Orh, l'antica luce, l'entità incaricata della creazione del tempo e dello spazio, che ricorda moltissimo il dio degli gnostici. Nella vignetta successiva infatti Orh spiega che la tenebra: «era la forza negativa accumulata nel cuore umano, una forza che mi velava, ma la tenebra è parte di me quanto la luce»! E poi ancora, rivolto all'Incal: «Prendi il mio posto! Divieni il creatore del nuovo Universo»! La parte finale è inevitabilmente legata anche all'esperienza del «massaggio iniziatico» riportato in precedenza, praticato per ridare energia ad un Moebius piuttosto scarico. Scrive infatti Jodorowsky:
Infine viene rivelata la missione finale di John Difool, che ora finalmente vede la verità e che d'ora in poi dovrà ricordare tutto quanto è avvenuto: «Tu sei il testimone eterno! La goccia che non si fonde mai con l'oceano»! Il finale riprende la scena iniziale, con John Difool che precipita nel vuoto, dando vita così ad un racconto dalla struttura circolare, forse per avvertire che per alcuni la ricerca verso l'illuminazione richiede vari cicli di reincarnazione.
In conclusione, pur comprendendo come sia facile perdersi nelle intricate vicende del L'Incal, complice il fascino delle illustrazioni di Moebius, vorremmo mettere in guardia il lettore sul messaggio che rivela la storia ideata da Jodorowsky, riprendendo proprio le parole rivelatrici di Orh: «La tenebra è parte di me quanto la luce»! È un richiamo ad una cosiddetta forma alternativa di «spiritualità», che attinge ad un substrato comune a molte dottrine esoteriche. Sebbene queste visioni del mondo abbiano influenzato implicitamente una certa parte della cultura moderna, la loro pericolosità non sempre viene compresa, specialmente da chi ne è al di fuori. Per chiarirne il significato ricorriamo al finale di un brillante articolo del filosofo Massimo Borghesi, intitolato Il patto con il Serpente, di cui consigliamo vivamente la lettura 19:
L'idea di fondo è che la redenzione passa attraverso la degradazione, la grazia tramite il peccato, la vita attraverso la morte, il piacere mediante il dolore, l'estasi per opera della perversione, il divino mediante il diabolico. Il fascino che il negativo - metafora del demoniaco - esercita sulla cultura contemporanea dipende da questa singolare idea: che le vie del paradiso passino attraverso l'inferno, che «discesa all'Ade e resurrezione» siano uno 22. Consegnarsi al demonio, in una singolare trasposizione gnostica dell'idea per cui perdersi è ritrovarsi, è aprirsi a Dio.
In questo «sacro» connubio Satana e Dio si uniscono nell'uomo. È l'«identità di de Sade e dei mistici» 23 auspicata dal marxista Georges Bataille (1897-1962). Per essa la via all'ingiù coincide con la via all'insù. Faust, ora, non può più pentirsi, nemmeno in punto di morte. L'Avversario è diventato complice, «parte» di Dio. È la via per divenire dio.
Il brivido del nulla, della discesa agli inferi, accompagna la scoperta dell'Essere, di Abraxas, il pleroma senza volto che permane, immobile, nel divenire del mondo.
Sopra: Abraxas, una delle divinità degli antichi gnostici.
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