di R. C.

 

postato: 9 dicembre 2019

 

 

 

 

«Lo yoga è un metodo sperimentale per realizzare l'uomo-Dio».

 

- Mircea Eliade (1897-1986), storico delle religioni

(cfr. Tecniche dello Yoga, Boringhieri, 2013, pag. 204).

 

Da qualche anno lo yoga si sta sempre più diffondendo in Occidente, tanto che ormai anche nei piccoli centri della nostra penisola vi sono palestre in cui si pratica questa disciplina. Secondo siti web di tendenza e riviste patinate, questa che viene presentata come una semplice tecnica di rilassamento, porterebbe una miriade di benefici: dalla riduzione dello stress al miglioramento dell'equilibrio interiore, dal potenziamento del tono muscolare all'aumento della capacità di concentrazione, e chi più ne ha più ne metta.

 

yoga in palestra

 

A diffondere quella che ormai è diventata indubbiamente una moda hanno contribuito anche numerose star del mondo dello spettacolo che con sempre maggior frequenza pubblicano foto in cui assumono le posture tipiche di questa tecnica. E se su Internet si fa una semplice ricerca per immagini digitando la parola «yoga», difficilmente salteranno fuori foto di vecchi guru indiani con le barbe lunghe e i capelli unti. Compariranno invece quasi esclusivamente foto di belle ragazze, giovani e snelle, dietro alle quali spesso si intravvedono scenari naturali mozzafiato, specialmente al tramonto o all'alba.

 

Ma è davvero tutto oro quel che luccica? Siamo sicuri che lo yoga sia solo un metodo di rilassamento? Siamo davvero certi che non ci sia alcuna controindicazione? Lo yoga può comportare problemi a livello spirituale? E cosa dire della meditazione trascendentale, che in molti casi ad esso viene associata?

 

sting - yoga

Anche Sting pratica da anni lo yoga. A destra, una immagine tipica di quelle

presenti nelle pagine web che trattano di questo argomento.

 

Partiamo innanzitutto da un fatto incontestabile, anche se non sempre pienamente compreso: lo yoga è prima di tutto un'antica pratica religiosa orientale, non una forma di ginnastica. Si tratta di una tecnica finalizzata all'annullamento di sé, ad allontanarsi dal mondo, visto come mera illusione e fonte di sola sofferenza.

 

«Le pratiche dello yoga potrebbero risalire alla civiltà di Mohenjo-daro, cioè al mondo proto-dravidico che gli ariani incontrarono quando invasero l'India, circa quattromila anni fa. Questo yoga arcaico, che cerca una salvezza individuale nella solitudine, ha pochi punti in comune con la tradizione del veda importato dagli ariani. Nonostante ciò lo yoga riuscirà non solo a perdurare, ma saràguru yoga pienamente integrato nellinduismo. Benché non sia essenziale nel buddismo, vi mantiene un posto importante in quanto disciplina raccomandabile. Gli scritti sparsi riguardanti la disciplina dello yoga furono raccolti per iscritto nei primi secoli della nostra era sotto forma di sutra [aforismi], tradizionalmente attribuiti a Patanjali [...]. Lo yoga si afferma come un'arte rigorosa di liberazione individuale spirituale in grado di condurre al godimento dell'Assoluto nell'esperienza del samadhi [unione del praticante con l’oggetto su cui medita]. Si radica in una concezione antropologica secondo la quale la dimensione spirituale del nostro essere, il purusha, è prigioniera del mondo dell'esperienza empirica, prakriti, mondo volubile, instabile e alla fine deludente. Così la confusione di questi due livelli sarà la causa di tutte le nostre sofferenze. Lo yoga ha quindi come mira essenziale quella di liberare in noi l'essere spirituale dagli elementi di natura materiale e di restituirlo, così, al suo isolamento e alla sua purezza originali. Diretto dal suo guru – l’indispensabile maestro spirituale che gli insegnerà come purusha è innestato in prakriti – l'adepto avanza sul cammino degli otto anga, cioè delle otto tappe che egli deve integrare in modo progressivo al fine di arrivare all'illuminazione. Si tratta quindi di un'autoliberazione sotto la guida di un maestro esperto. I due primi anga: lo yama e il niyama presentano le prescrizioni morali, le regole di igiene e di ascesi indispensabili alla padronanza dei desideri. I due seguenti consistono in esercizi fisici e psicofisiologici: le asana che, come abbiamo detto, sono un insieme di posture che devono condurre ad un perfetto dominio del corpo; il pranayama, o controllo del respiro, che mira ad approfondire la respirazione e a rallentare progressivamente il suo ritmo, fino a sospenderlo più o meno a lungo, poiché il samadhi non si raggiunge se non in stato di quasi inattività respiratoria. Le ultime quattro fasi sono quelle del fissare i pensieri della meditazione e, infine, i due livelli della contemplazione identificante [...]. La prima tappa di questa terza parte consiste nel pratyahara o raccoglimento. Lo spirito si ritira da ciò che è oggetto dei sensi, rifiuta di ricevere qualunque cosa delle realtà sensibili. L'attività mentale è, anch'essa, sospesa persino nella sua funzione di astrazione di giudizio. Più nessuna idea, più nessun giudizio, il mondo sembra una tavola fredda e muta, senza significato. Questa retrazione dei sensi e dello psichismo saranno favoriti e prolungati nel dharana o concentrazione.

 

L'adepto fissa la sua attenzione su un oggetto reale qualunque o su un oggetto fittizio (un'immagine evocata in spirito). Può, inoltre, ripetere un mantra ricevuto dal suo guru, mantra che egli ripete fino all’infinito fino a che l'attenzione focalizzata giunge a produrre l'arresto delle onde mentali. L'adepto giunge alla meditazione continua o dhyana che, in giapponese si tradurrà con zen. Infine, quando lo spirito si perde nel suo oggetto, colui che medita raggiunge il samadhi o "totale fissazione dello spirito sull’oggetto". Questo è stato considerato il coronamento di tutti gli sforzi dell’asceta» 1.

 

Queste spiegazioni sono tratte dal libro-intervista Da Cristo al Guru andata e ritorno (a cui rimandiamo per un esame più approfondito della materia), scritto da Padre Joseph-Marie Verlinde, un sacerdote di origine belga, dottore in Filosofia e Teologia, oggi Priore della Comunità Monastica della Famiglia di San Giuseppe in Francia, di cui è il fondatore.

 

Giovane ricercatore in chimica nucleare, nel 1968 Jacques Verlinde all'età di vent'anni, iniziò ad avvicinarsi alle pratiche ascetiche orientali, la meditazione trascendentale e lo yoga. Divenne prima discepolo e poi segretario personale di Maharishi Mahesh Yogi (1918-2008), il famoso guru dei Beatles che aveva introdotto in Occidente la meditazione trascendentale. Con Maharishi girò il mondo e passò con lui quattro anni negli Ashrams dell'Himalaya, dove approfondì sia l'induismo che il buddhismo.

 

padre joseph-marie verlinde

Padre Joseph-Marie Verlinde e il suo libro Da Cristo al Guru andata e ritorno.

 

Maharishi Mahesh Yogi (al centro), John Lennon e Paul McCartney (a sinistra),

George Harrison, l'attrice Mia Farrow e il cantautore Donovan (a destra).

 

Ad un certo punto Jacques Verlinde entrò in crisi e sentì il desiderio di ritrovare Gesù Cristo. Nel 1974 tornò a Bruxelles, dove iniziò a frequentare un gruppo di persone che sembrava potessero dare delle risposte ai suoi dubbi. In realtà, dopo un po' di tempo costoro si rivelarono seguaci di dottrine esoteriche:

 

yoga - entità demoniache«Sembravano al corrente di alcune concezioni propagate dall'induismo, facendo riferimento ai Vangeli. Così mi sono fidato di questo gruppo che si dichiarava cristiano. Era molto interessante perché mi parlavano del cristianesimo... d'altronde... quante chiacchiere mi hanno detto sul Vangelo! A bizzeffe! Poi mi parlavano anche di energia (questo mi ricordava l'India), di reincarnazione. Senza saperlo ero entrato in una scuola esoterica, una scuola cristica, ma per niente cristiana. Così abbiamo cominciato con queste dottrine esoteriche, con molta prudenza, per non mostrarmi le incompatibilità con il cristianesimo. Poi abbiamo deviato nell'occultismo. Al giovane convertito viene detto che il Signore gli aveva dato dei doni straordinari e che doveva, nel nome dell'obbedienza al Vangelo, metterli al servizio del prossimo. Ed eccomi imbarcato nelle pratiche occulte, nell'ambito che oggi chiameremo le "energoterapie", cioè manipolare le energie occulte per ottenere delle guarigioni. Ho fatto amicizia con un naturopata e al suo contatto scoprii che le tecniche orientali avevano sviluppato in me una forte medianità, che mi invitava a sfruttare utilizzando le forze occulte, con le quali potevo mettermi in comunicazione senza difficoltà. Avevo ripreso un'attività professionale, ma le sedute di guarigione prendevano la maggior parte del mio tempo libero. Vedevo delle cose spettacolari, operavamo anche a distanza, sbloccavamo delle occlusioni nasali senza toccare nulla, solo con il lavoro occulto. Le persone sono guarite da questo tipo di pratiche? No, c'è uno spostamento dei sintomi, ma anche questo l'ho scoperto molto dopo. Quante volte vediamo che una persona riceve una guarigione occulta: il sintomo sparisce, ma dopo quindici giorni c'è un altro sintomo.

 

E così ritorna alla seduta e il sintomo sparisce di nuovo, e così via. Invece di riflettere usando il buon senso: "Ma guarda, è strano... Se devo ritornare dal mio medico ogni quindici giorni, c'è qualcosa che non va! E di solito cambio medico! Invece no, progressivamente c’è un'alienazione della libertà, c'è un legame che si instaura. L'uomo non avrebbe nessun potere sulle cose occulte, senza la collaborazione con le entità che governano la cosa occulta sulla quale lavora. Entità viene dal latino entitas, che vuol dire "qualcosa che esiste". Noi nelle nostre tradizioni parleremo di demoni» 2.

 

Abbiamo riportato questo estratto da una sua videointervista poiché la sua testimonianza è particolarmente preziosa, visto che ha avuto modo di sperimentare gli errori e i pericoli comuni sia alle dottrine orientali che all'esoterismo, abbandonandoli definitivamente con l'aiuto di un esorcista e comprendendo alla fine che l'unica verità risiede solamente in Gesù Cristo e nella fede cattolica. Non sono pochi infatti quelli che iniziano con lo yoga e la meditazione, ma poi un po' alla volta, quasi senza rendersene conto, finiscono per entrare nel mondo dell'occultismo.

 

Come racconta Padre Verlinde e come del resto confermano molti «maestri» orientali, queste tecniche possono portare a sviluppare particolari poteri medianici, specie dopo l'apertura dei chakra (ipotetici punti energetici situati lungo la spina dorsale) e l'attivazione di una particolare energia, la kundalini, spesso simboleggiata da un serpente avvolto alla base della colonna vertebrale.

 

Di solito, molte persone si approcciano allo yoga e alla meditazione per curiosità ma anche con molta leggerezza. Quando poi si tira in ballo la possibilità di migliorare l'efficienza della pratica sessuale tramite il risveglio della kundalini, per molti l'attrazione diventa irresistibile. E a chi inizia a praticare yoga raramente vengano raccontati gli inquietanti risvolti negativi.

 

chakra - kundalini

I chakra e la kundalini.

 

 

- «Si tratta di magia?

 

- In una certa maniera. Gli indù conoscono quelli che potremmo chiamare poteri occulti, siddhis in sanscrito, che l'adepto acquisisce spontaneamente a mano a mano che la kundalini, salendo, attiva i chakra. Patanjali censisce trentacinque siddhis che suddivide in nove grandi siddhis superiori, otto poteri mediani e diciotto poteri minori. Tra i maggiori si cita il potere, in una forma minima, di diventare leggeri come una piuma (levitazione) o di accrescere a volontà il proprio peso, di essere presenti in qualunque luogo (bilocazione), di diventare invisibili, di entrare nel corpo di un altro, di materializzare oggetti. Ciascuno di questi siddhis è da mettere in rapporto ad un chakra particolare. Così il potere di levitazione è legato all’apertura del chakra del coccige, la capacità di camminare sui carboni ardenti implica l'apertura del centro solare, la lettura del pensiero degli altri e l’agire a distanza sono legati all’attività del chakra cardiaco; la conoscenza del passato e del futuro al centro laringeo, la chiaroveggenza al centro frontale, ecc....

 

chakra

 

- Parecchi dei poteri che lei ha elencato si ritrovano nel contesto dello sciamanismo…

 

- Sicuro! Avremo l’occasione di ritornarci, ma diciamo semplicemente che tutti i poteri occulti, non importa quale sia la loro origine, implicano una facoltà medianica da parte di colui che li esercita, cioè l’apertura di un certo livello di energia, la cui padronanza condiziona il potere.

Gli sciamani sovente utilizzano piante allucinogene che favoriscono la paralisi momentanea della coscienza oggettiva inducendo a stati di trance medianica. Anche Patanjali menziona – ma non raccomanda – la possibilità di utilizzare tali piante per svegliare i chakra.

 

- A che livello si situerebbe l'azione dei siddhis?

 

- Certamente non a livello del corpo fisico. Per lo yoga tantrico, l’uomo è fornito di "veicoli" (koshas) o, se si preferisce la terminologia esoterica, di corpi più "sottili" del corpo fisico. L'apertura di un chakra significherebbe l'accesso a uno di quei corpi sottili, una specie di "copie energetiche" del corpo fisico. Ci sarebbe, quindi, un certo numero di corpi – all'inizio sette, ma il numero cambia secondo le tradizioni – di energia sempre più sottile, dal corpo fisico fino al livello più elevato, ultima differenziazione in seno all'"energia primordiale" divina. I siddhis si otterrebbero con la padronanza dell'agire a livello di questi involucri. Tuttavia, siccome a ogni piano corrisponde uno stato di coscienza che mantiene colui che esercita i siddhis nell'illusione dell’io personale, i veri maestri spirituali mettono severamente in guardia i loro discepoli contro l'esercizio di questi poteri che costituiscono temibili ostacoli nel cammino verso la "liberazione". Ramakrishna invitava a evitare i siddhis come si evita il fango perché colui che fissa in essi il suo spirito vi affonderà come nelle sabbie mobili. E Swami Vivekenanda diceva (cito a memoria): "Non giocate allapprendista stregone: libererete forze che non potrete più controllare"»!

 

swami vivekenanda

Sopra: Swami Vivekenanda.

 

- Che genere di forze?

 

- Innanzitutto le forze o energie occulte stesse. Per il tantrismo, la kundalini è, prima di tutto, l'energia sessuale. Cerchi di capire: l'energia occulta responsabile del dinamismo vitale della genitalità. La funzione dei chakra consisterebbe nel far circolare questa energia tra i differenti corpi sottili. Ma questa dinamica sessuale ha dei pericoli; può essere praticata solo sotto la guida di un maestro e dagli yogi che abbiano perfettamente integrato le prime due tappe del percorso, yama e niyama e che abbiano, dunque, raggiunto un perfetto dominio di sé e purezza di cuore. Una brutale risalita della kundalini, provocata da una pratica non controllata delle tecniche dello yoga, può comportare problemi psicologici gravi o turbe mentali talvolta irreversibili. Tutti gli insegnamenti tradizionali insistono sul pericolo per la salute fisica e mentale dell'apertura indebita dei chakra.

 

kundalini

Il serpente della kundalini.

 

Ma bisogno aggiungere un altro avvertimento che viene dai maestri, che turba di più ed è senza dubbio più inquietante: la possibilità, per lavventuriero presuntuoso, di essere "infestato" da "entità spirituali" inferiori che approfitterebbero dello stato di medianità indotto dallapertura dei chakra, per agire sui corpi sottili risvegliati in modo incontrollato. Senza approfondire oltre questo problema, notiamo semplicemente che, nell'induismo, queste "entità" sono nominate nel contesto di un severo avvertimento contro l'uso dei poteri che sviano l'adepto dalla finalità del cammino che ha intrapreso» 3.

 

Non si pensi che queste siano delle semplici esagerazioni di un fanatico cattolico. Si tratta di pericoli reali. A comprova di ciò dovrebbe far riflettere il fatto che lo yoga venne introdotto in Occidente dagli occultisti. Tanto per fare un nome, Alesteir Crowley (1875-1947), il famoso mago nero che evocava demoni, suggeriva di praticare sacrifici di bambini e che nel corso degli anni divenne un punto di riferimento per moltissime star del mondo della musica, scrisse un libro dedicato allo yoga, Eight Lectures on Yoga, che venne pubblicato nel 1939. Crowley era stato iniziato allo yoga a Ceylon dall'amico Allan Bennett (1872-1923) - come lui ex membro della sètta Golden Dawn - che a sua volta l'aveva appreso da un membro di una sètta shivaita, Sri Parananda Ramanathan (1851-1930) 4.

 

crowley - yoga - bennett

Aleister Crowley, il suo libro Eight Lectures on Yoga ed Allan Bennett.

 

Diversi esponenti della Teosofia, dottrina occultistica secondo la quale il vero dio sarebbe Lucifero, nei loro testi hanno preso seriamente in considerazione lo yoga, da Helena Petrovna Blavatksy (1831-1891) ad Alice Bailey (1880-1941), fino al pittore russo Nicholaj Roerich (1874-1947) fondatore dell'Agni Yoga. Anche il filosofo ed esoterista Julius Evola (1898-1974) scrisse un libro, Lo Yoga della potenza, dedicato al tantrismo, una delle dottrine orientali più nefaste.

 

yoga - occultisti

Da sinistra: Helena P. Blavatsky, Alice Bailey, Nicholaj Roerich e Julius Evola.

 

Il famoso storico delle religioni Mircea Eliade (1907-1986) definì lo yoga «un metodo sperimentale per realizzare l'uomo-Dio» 5. E probabilmente è proprio questo aspetto ad aver attratto Crowley e gli occultisti in genere. Le pratiche esoteriche mirano tutte all'auto-divinizzazione dell'uomo. Sono pervase dall'idea gnostica che alcuni individui abbiano una scintilla divina o che siano parte di un tutto universale coincidente con Dio. Il principio alla fin fine è il medesimo delle varie forme di satanismo: «Tu sei il dio di te stesso»!

 

mircea eliade

Sopra: Mircea Eliade.

 

Una conferma la si può trovare nella formula di saluto che di solito si fa all'inizio delle sessioni di yoga, ossia «Namastè», che si può tradurre con «Mi inchino al divino in te». E infatti, secondo quanto riportato in un video per HM Television da Maria Rosa Ramirez, ex-maestra di yoga e massaggiatrice messicana, «arriva un punto in cui pensi di essere un dio». La stessa Ramirez ha rivelato che le stesse posture hanno dei significati ben precisi, in quanto costituiscono un linguaggio del corpo rivolto a false divinità, che altro non sono che demoni. Ad esempio la posizione del fiore di loto sarebbe di fatto un'adorazione a Shiva 6.

 

yoga - yogi

Ma lo yoga sarebbe così di moda se negli articoli in cui se ne parla, al posto di foto

di leggiadre fanciulle, ci venissero presentati anziani santoni indù con le barbe unte?

 

Ci sono stati in passato e ci sono tutt'ora sacerdoti che hanno cercato di coniugare yoga e meditazione con il cattolicesimo. Ci sono cristiani che ritengono che lo yoga non sia incompatibile con Cristo e che sono convinti di praticare lo yoga solo come esercizio fisico. Cosa dire loro? Semplicemente che stanno commettendo un grosso errore! Lo yoga non è mai una semplice ginnastica!

 

prete yoga

Sopra: Padre Thomas Ryan, un religioso paolino americano, che dal 1991

è istruttore di Kripalu Yoga, insegna i suoi parrocchiani a praticare lo yoga.

 

Ancora Padre Verlinde, ribadendo tra l'altro che «non esiste uno yoga cristiano, ma che ci sono cristiani che praticano lo yoga» 7, ha rivelato che lo stesso Maharishi irrideva gli occidentali che si illudevano di utilizzare lo yoga solo come un semplice esercizio di rilassamento, in quanto questo atteggiamento non avrebbe impedito allo yoga di produrre il suo effetto:

 

- «Lei sembra affermare che non si possono separare le tecniche dello yoga dall'orizzonte induista al quale esse appartengono.

 

- È esatto. Ricordo il sorriso divertito del guru davanti alle motivazioni addotte dagli occidentali per praticare lo yoga: rilassamento, distensione, dominio, ecc. In sostanza, egli rispondeva: "Siete sorprendenti: voi praticate queste tecniche sacre per degli effetti periferici ai quali noi non diamo alcuna importanza e non ponete la minima attenzione alle trasformazioni profonde che esse inducono in voi"! E faceva spallucce con laria di dire: "Che sciocchezza! La vostra ignoranza o la vostra mancanza di interesse per quegli effetti profondi non impediscono alle tecniche di produrre in voi quello per il quale esse sono concepite...» 8.

 

maharishi

Sopra: Maharishi attorniato dai suoi discepoli occidentali.

 

Padre Verlinde ribadisce l'incompatibilità tra yoga, meditazione e fede cattolica:

 

«Il contesto religioso nel quale queste tecniche sono usate è francamente incompatibile con un'autentica adesione alla persona di Cristo. Come potrebbe un cristiano accettare di prostrarsi davanti al simulacro di maestri di una tradizione che non è la sua per adorarli e, in seguito, ripetere un mantra che, nella maggior parte dei casi, non è altro che il nome di una divinità? Come potrebbe accettare di partecipare a tale liturgia che è un culto idolatrico rivolto a creature divinizzate»? 9.

 

Per fortuna, almeno gli esorcisti solitamente diffidano dal praticare yoga. Nel 2011 ad esempio Padre Gabriele Amorth (1925-2016) fece scalpore con una sua dichiarazione:

 

«Pratiche orientali apparentemente innocue come lo yoga sono subdole e pericolose. Pensi di farle per scopi distensivi, ma portano allinduismo. Tutte le religioni orientali sono basate sulla falsa credenza della reincarnazione» 10.

 

padre gabriele amorth

Sopra: Padre Gabriele Amorth.

 

Significativa anche la testimonianza dell'ex attrice Claudia Koll, arrivata a sperimentare sulla propria pelle l'attacco del demonio, dopo aver praticato la meditazione trascendentale 11.

 

«La meditazione trascendentale era per me il modo di rilassarmi, di trovare la pace, per concentrarmi prima di lavorare... ma era una ricerca dell'io, molto egoistica».

 

Durante la meditazione cominciò ad avere dei fenomeni paranormali: il tappetino utilizzato per la meditazione mandava delle scintille; una fotografia da sola si spostava da terra fin sul tavolo. Ad un certo punto, iniziò a sentire la voce di una famosa attrice defunta. Un giorno, dopo una accesa discussione telefonica con la sua agente, sentì la stessa voce che la rimproverava di non aver odiato l'interlocutrice.

 

yogi

 

«Questo è stato un punto di svolta della mia esistenza. Prima cosa: ho sentito repulsione, ho sentito di non appartenere e di respingere questa forza che quasi mi obbligava ad odiare. Seconda cosa: ho affermato l’amore. E le ho detto: io sono fatta per amare [...]. Nel momento in cui ho affermato l'amore, il maligno si è arrabbiato, questa voce ha detto che era la morte, che era venuta per uccidermi e mi ha aggredito fisicamente. In quel momento mi sono trovata a combattere con una forza che non vedevo, che non conoscevo. Non era un film, non era una cosa finta, perché io sentivo salire sulle gambe unedera che strisciava, che mi faceva male perché mi stritolava [...]. Ho cominciato a camminare su e giù per la stanza per cercare di fermarla, perché comunque mi fermava avvolgendomi. Ho cominciato a pregare il Padre Nostro. Perché? Non lo so, penso che abbia agito con me il sacramento del Battesimo, l'infanzia con mia nonna, però in quel momento è stata la grazia di Dio che ha operato, ne sono sicura. Quando ho pregato il Padre Nostro ho stretto tra le mani un crocifisso che non avevo appeso al muro [...] me lo avevano regalato, ma io l'avevo appoggiato sul comò. In quel momento l'ho afferrato perché mi ricordavo di un film che avevo visto negli anni '70 da ragazzina e che andava di moda, "L'esorcista". Mi sono ricordata che il sacerdote aveva fra le mani il crocifisso. Con quelle poche nozioni, perché non ero più una cristiana praticante, mi sono aggrappata al crocifisso, pregando il Padre Nostro. Quando la preghiera è diventata un grido dell'anima, il Signore mi ha liberata immediatamente. Ho sentito proprio una liberazione. Non c'è stata solamente un'assenza di male, perché altrimenti non avrei percepito la presenza di Dio. La presenza di Dio l'ho percepita con una grande pace che mi ha avvolta, nella quale ho riposato, perché ero tutta spaventata».

 

Claudia Koll.

 

Tra le riflessioni proposte dalla Koll, molto importante il ricordare che ad aumentare la pericolosità di queste pratiche vi è soprattutto la lontananza da una vita cristiana e dalla preghiera.

 

«C'è un grande rischio in queste contaminazioni quando si incrociano le culture. Noi siamo cristiani però a volte andiamo all'istituto di bellezza e ci parlano dell'agopuntura, ci parlano quindi di un altro modo di vedere le cose, ci parlano dell'hata yoga per distendere i muscoli. E quindi io piano piano mi sono fatta tutto questo percorso dall'hata yoga alla meditazione trascendentale per trovare la pace e la serenità e soprattutto la concentrazione per lavorare. Quindi non pregavo, non andavo in chiesa, non facevo adorazione eucaristica, che sono in realtà gli strumenti che il Signore ha dato a noi cristiani per incontrarLo e avere come dono la pace. E invece cercavo la mia pace attraverso un paradiso artificiale, la musica, la meditazione... me le ero fatte tutte, ero arrivata fino al reiki, il flauto giapponese, le campane di ghiaccio, mi sono fatta tutto il repertorio della New Age».

 

adorazione eucaristica

 

Alla luce di quanto rivelato finora, vorremmo perciò mettere in guardia chi fosse interessato a praticare yoga o meditazione trascendentale. Alla maggior parte dei nuovi adepti di solito viene spiegato che non ci sono incompatibilità con la propria fede, che si può tranquillamente continuare ad essere cattolici e che ci si può dedicare semplicemente alle sole posture e agli esercizi di respirazione e concentrazione.

 

In realtà, abbiamo visto che non è possibile scindere queste tecniche dal contesto religioso in cui sono nate e dagli scopi per cui vengono in realtà utilizzate, anche perché le stesse posizioni e i mantra hanno significati ben precisi. Dalle testimonianze riportate è emerso inoltre che l'adesione a queste pratiche, soprattutto se condotta ai livelli più avanzati, può comportare gravi pericoli spirituali, come la perdita della propria fede o l'esposizione ad entità maligne.

 

La potenziale acquisizione di facoltà medianiche può inoltre costituire una forte tentazione a seguire la via dell'occultismo o delle religioni orientali, con il risultato di dover ricorrere all'aiuto di un esorcista quando inevitabilmente arriveranno i problemi. A tutti coloro che pensano di trovare benefici nello yoga e nella meditazione trascendentale vorremmo piuttosto suggerire un'alternativa: l'adorazione eucaristica (specialmente se fatta in silenzio).

 

È un modo straordinariamente efficace per ritrovare la serenità nell'animo, che può portare ristoro anche a chi è lontano dalla fede o non ama seguire le cerimonie religiose. Questa forma di devozione verso il Santissimo Sacramento è l'esatto opposto dello yoga: qui abbiamo l'incontro con una Persona, ossia Gesù Cristo presente nell'Eucarestia, mentre nello yoga ci si indirizza solamente dentro se stessi con lo scopo di annullarsi. Con l'adorazione eucaristica invece possiamo rivolgerci direttamente al Signore, esponendogli i nostri dubbi e le nostre angosce. E ritrovare la tanto agognata pace interiore e l'amore di Dio.

 

santissimo sacramento

 

«Io sono la via, la verità e la vita.

Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me» (Gv 14, 6).

 

 

 


banner centro culturale san giorgio

 

Note

 

1 Cfr. P. J.-M. Verlinde, Da Cristo al Guru andata e ritorno. L'esperienza di un cercatore di Dio, Edizioni Paoline, 2011, pagg. 47-49.

2 Tratto dal video Dal guru a Gesù Padre Joseph-Marie Verlinde. Realizzato da Chemin Neuf - Net for God.

https://www.youtube.com/watch?v=yCFnai0kqgE

3 Cfr. P. J.-M. Verlinde, op. cit., pagg. 59-62.

4 Cfr. M. Pasi, Lo yoga in Aleister Crowley, 1995-2000.

http://www.gianfrancobertagni.it/materiali/meditazione/pasi.htm

5 Cfr. M. Eliade, Tecniche dello Yoga, Boringhieri, 2013, pag. 204.

6 Cfr. El yoga es sólo un deporte? Exmaestra responde

https://www.aciprensa.com/noticias/el-yoga-es-solo-un-deporte-exmaestra-responde-68764

El Yoga, el gran engaño

https://www.youtube.com/watch?time_continue=38&v=xDQrk-7lhUg

7 Tratto dal video Dal guru a Gesù Padre Joseph-Marie Verlinde. Realizzato da Chemin Neuf - Net for God.

https://www.youtube.com/watch?v=yCFnai0kqgE

8 Cfr. P. J.-M. Verlinde, op. cit., pag. 134.

9 Ibid., pag. 132.

10 Cfr. A. BECCARIA-d. turrini, «L'esorcista Padre Amorth: "Fare yoga è satanico. Porta al male come Harry Potter"», in Il Fatto Quotidiano, del 24 novembre 2011

https://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/24/lesorcista-padre-amorth-fare-yoga-satanico-porta-male-come-harry/172928/

11 Tutte le citazioni di Claudia Koll sono riprese dal video Chieti - Claudia Koll testimonianza di una conversione Chiesa San Francesco Caracciolo, 2 febbraio 2018

https://www.youtube.com/watch?v=iJXf5KTwgXc

 

home page