Le diaboliche perversioni dei Coil

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I Foo Fighters e il film «Studio 666»

titolo rock & vudù

di David W. Cloud 1

 

postato: 28 marzo 2023

 

screamin' jay hawkins

Sopra: Screamin' Jay Hawkins, cantante statunitense, famoso soprattutto per la sua potente voce e per le esibizioni live selvaggiamente teatrali, accompagnate da macabri oggetti di scena sul palco (teschi, costumi gotici e simboli vudù).

 

 

  Premessa

 

Fin dalla sua nascita, il rock è stato oggetto - soprattutto negli Stati Uniti - di infinite polemiche tra i suoi sostenitori e chi invece ne sottolineava i gravi pericoli per la moralità della gioventù. Col passare degli anni, tale controversia si è lentamente spostata sul contenuto dei testi, sui discutibili costumi delle rockstar o sui messaggi segreti celati in certe canzoni, trascurando così uno degli aspetti più importanti di questo genere musicale: il cordone ombelicale che lo lega indissolubilmente al blues e, in ultima analisi, alle religioni afro-americane importate dagli schiavi nei secoli passati.

 

Tra queste, la più importante e certamente la più sulfurea è il vudù, un culto incentrato sull'adorazione di «dèi» (i loa), «divinità» che nel corso di lunghe cerimonie, accompagnate dall'incessante rullio dei tamburi, prendono possesso di alcuni astanti, che diventano così canali tra i loa (gli spiriti) e gli uomini. L'Autore di questo scritto dimostra in modo incontrovertibile come tale eredità religiosa e musicale sia sopravvissuta passando per il blues fino al rock dei nostri giorni e come l'odierno uso delle percussioni sia finalizzato, come nel vudù, al raggiungimento di uno stato di trance e, in definitiva, al congiungimento con le antiche divinità afro-americane.

 

voodoo - loa

Sopra: una donna posseduta da un loa

nel corso di un rituale vudù.

 

In tal modo, la magia haitiana è andata a sovrapporsi all'occultismo occidentale e al misticismo orientale dando luogo ad un intruglio di cui oggi traboccano il rock, il pop, il rap, l'hip hop, ecc...

 

  Paolo Baroni

 

 

 

C'è un collegamento tra rock e vudù? 2

 

Solitamente, i difensori del cosiddetto rock cristiano 3 negano che ci sia una connessione tra il vudù, gli stregoni africani e la musica rock. Lo scrittore Steve Lawhead, nel suo libro Rock Reconsidered («Il rock riconsiderato»), cita il regista e scrittore britannico Tony Palmer, secondo cui l'idea che

 

«il rock e il suo "ritmo maligno" avrebbero origine dagli schiavi africani è un concetto razzista che non sta in piedi» 4.

 

steve lawhead - rock reconsidered

Sopra: Steve Lawhead, e il

suo libro Rock Reconsidered.

 

 

Autori come i fratelli Dan e Steve Peters presentano lo stesso nonsenso a pagina 187 del loro libro What about Christian Rock? («E allora il rock cristiano»?). Tale negazione denota un'assoluta cecità spirituale.

 

dan e steve peters - what about christian rock?

Sopra: Dan e Steve Peters e il loro

libro What about Christian Rock?

 

Il Dr. William Sargent (1907-1988), Direttore del Dipartimento di Psicologia al St. Thomas Hospital di Londra, ha affermato che «i Beatles e gli stregoni africani praticano un tipo di lavaggio del cervello molto simile» 5.

 

william sargent

 

Vudù e percussioni

 

Leonard J. Seidel, un pianista da concerto ed un insigne docente universitario di musica, ha condotto ricerche su questo argomento e ha smascherato la menzogna secondo cui non ci sarebbe un nesso tra il vudù e la musica rock:

 

«Gli incessanti ritmi politecnici battuti dalle percussioni cilindriche (delle tribù africane) sono i catalizzatori del rhythm and blues, del rock & roll e dell'heavy metal di oggi. È stupefacente constatare come le reazioni che si vedono ai concerti rock odierni siano la copia esatta di quello che succedeva nelle celebrazioni di Pinkster (festival nero di New York) o al Place Congo (le danze degli schiavi neri a New Orleans) durante il periodo anteguerra. Ogni analisi che neghi questo fatto impedisce alla cristiani di comprendere il legame che c'è tra l'Africa e il movimento rock del XX secolo».

 

leonard j. seidel

 

Nel libro Stairway to Heaven: the Spiritual Roots of Rock'n'Roll, Davin Seay cita il cantante inglese Robert Palmer (1949-2003), un'autorità in materia 6:

 

«Nel suo vero senso, il rock era implicito nella musica che i primi africani avevano portato con sé nel Nord America. Era anche implicito che nella loro musica ci fossero accumulati secoli di riti, di cerimonie e di fervore religioso. La musica di questi primi schiavi brutalizzati e confusi, intontiti da culture antiche come le piramidi, questi canti antichi e queste musiche sincopate non evocavano semplicemente gli spiriti e gli dèi della foresta; essi li animavano e li immortalavano» 7.

 

davin seay - stairway to heaven: the spiritual roots of rock'n'roll

Sopra: il libro di Davin Seay Stairway to Heaven:

the Spiritual Roots of Rock'n'Roll.

 

Tali implicazioni devono guidarci verso una più profonda analisi cercando di focalizzare il nostro interesse sugli schiavi che vennero deportati nelle isole caraibiche. Uno dei libri più significativi che sia mai stato pubblicato a riguardo è lo studio della regista ucraina Maya Deren (1917-1961) per la Fondazione Guggenheim del 1953, che narra la storia delle origini delle tribù africane, dei demoni, degli dèi e dei riti vudù ad Haiti.

 

maya deren

 

Il libro della Deren The Divine Horseman: The Living Gods of Haiti («Il divino cavaliere: gli dèi viventi di Haiti»), racconta della deportazione degli schiavi dalle coste occidentali dell'Africa alle isole caraibiche. Questi schiavi furono deportati dalle stesse tribù degli schiavi delle colonie. Senegalesi, bambarasi, arades, congolesi, kangasesi, fons e fulas.

 

maya deren - the divine horseman: the living gods of haiti

 

Quando il primo schiavo sbarcò ad Haiti correva l'anno 1510. Insieme alle colonie di schiavi, essi portarono con sé il loro culto degli dèi, le loro danze e il loro battere incessante di tamburi. La musicologa e scrittrice statunitense Eileen Southern (1920-2002) afferma nel suo libro The Music of Black Americans:

 

«È fuor di dubbio che Haiti fosse il punto centrale in cui le religioni africane tradizionali [...] si fondevano con le credenze cattoliche e con le pratiche vudù [...]. Le cerimonie erano incentrate sull'adorazione del dio serpente Damballa attraverso canti, danze e la possessione spiritica» 8.

 

eileen southern - the music of black americans

Sopra: Eileen Southern e il suo libro

The Music of Black Americans.

 

Il loro culto religioso era basato sulle percussioni e sulle danze, e quando adoravano un dio o un demone, il loro vero scopo era che quell'essere gli entrasse nel corpo per possederli. I rituali erano grossolanamente basati sul sesso e di natura sadica. Stabilmente collocata nelle isole caraibiche, la pratica prese la via verso le rive degli Stati Uniti, soprattutto verso la città di New Orleans.

 

Storicamente, gli schiavi furono deportati verso gli Stati Uniti durante la rivoluzione haitiana del 1804, ma probabilmente il vudù esisteva da prima, in quanto lo Stato della Louisiana aveva deportato schiavi dalle Indie Occidentali nel 1716, e questa pratica venne importata anche nel Missouri, nella Georgia e in Florida. I nomi delle danze di New Orleans vennero dai riti di adorazione degli dèi del vudù.

 

voodoo

 

Il samba era dedicato al dio Simbi, divinità della seduzione e della fertilità. Il conga derivava dal demone africano Congo. Il mamba derivava dalla sacerdotessa vudù che offriva sacrifici ai demoni durante i rituali. Lo scrittore e poeta americano Selden Rodman (1909-2002), autore di Haiti, the Black Republic, («Haiti, la repubblica nera»), descrive queste danze e le ricollega a quelle di oggi.

 

selden rodman - haiti, the black republic

Sopra: Selden Rodman e il suo libro

Haiti, the Black Republic.

 

È interessante notare che nell'album del 1981 My life in the Bush of Ghosts («La mia vita nel cespuglio dei fantasmi»), di Brian Eno e David Byrne, dei Talking Heads, ci sia un collegamento tra gli spiriti africani e il passato oscuro del rock stesso. La più precisa osservazione di Maya Deren riguarda il percussionista, i ritmi e il beat (il «battito»):

 

«Tutte le caratteristiche sono collegate alle attività rituali del percussionista, il cui ruolo sembra quasi analogo a quello di un virtuoso individuale [...]. I riti haitiani richiedono un'esplicita abilità, preparazione e pratica superiore ad ogni altra attività rituale» 9.

 

brian eno - david byrne

brina eno - david byrne - my life in the bush of ghosts

Sopra: la cover di My life in the Bush of Ghosts.

 

Essa osserva come i danzatori siano obbligati a salutare i percussionisti prima di entrare in qualsiasi parte della cerimonia. È ovvio che senza il percussionista, il rituale non può procedere. C'è un impressionante parallelo con le moderne rock band. Il batterista è sempre situato al centro del palco, di solito più in alto, dietro il cantante. Senza la batteria (o in molti casi senza il basso) la rock band cesserebbe di esistere. Più avanti, Maya Deren scrive che è

 

«il percussionista che induce i partecipanti ad integrarsi collettivamente. È il rullare dei tamburi che fonde cinquanta o più individui in un unico corpo, facendoli muovere come uno solo, come se tutti questi singoli corpi venissero collegati alle fila di una singola pulsazione, una pulsazione che batte [...] portando il corpo ad un lento movimento ondulatorio, simile a quello del serpente che comincia dalle spalle, per poi passare alla spina dorsale, alle gambe fino alle anche» 10.

 

voodoo drummer

 

Pearl Primus (1919-1994), una nota esperta di danze vudù, ha affermato:

 

«I percussionisti insistono con il loro tremendo battito e il loro ritmo, i quali facilitano realmente agli adoratori il possesso della sensibilità. Alcuni osservatori hanno raccontato che le percussioni riescono a trasportare una persona ad un punto in cui la divinità (il "loa") prende possesso dei loro corpi. La persona è priva di difese mentre viene schiaffeggiata da ogni colpo del percussionista che batte il ritmo del loa (il dio) nella sua testa. Essa si fa sempre più piccola ad ogni singolo battito come se la percussione la colpisse come una mazza abbattendosi sul suo cranio fino a rimbalzarle ciecamente sul resto del corpo» 11.

 

pearl primus

 

Non si può negare che ci sia una forte relazione tra quello che abbiamo scoperto nelle danze demoniache vudù e nella loro copia nella città di New Orleans e nelle altre città del Sud. Non si può neanche negare che il movimento moderno del rock'n'roll si sia parzialmente evoluto partendo dalle danze precedentemente descritte procedendo attraverso diversi stili: la rumba, il rhythm and blues, il rock'n'roll, la disco music, l'heavy metal e il punk rock. Ci sono, naturalmente anche altri elementi che hanno portato la musica rock ad evolversi; a questo riguardo non ci sono dubbi. Circa la disco music, la Southern scrive:

 

«L'insistente pulsare ritmico della musica da discoteca spinge le armonie e melodie convenzionali verso posizioni subordinate [...] in una maniera che ricorda molto da vicino le descrizioni delle recite juba che accompagnavano le danze nelle piantagioni del diciannovesimo secolo» 12.

 

voodoo trance

 

Vudù e jazz

 

Nella loro opera Literature and Music, Ruth Tooze e Beatrice Perham Krone (1902-2000) riferiscono che

 

«lo stesso istinto dei ritmi pulsanti che è presente nelle canzoni dei neri è stato trasposto nell'uso dei loro strumenti [...]. Nelle piantagioni e più tardi nelle città, i banjio vennero adattati alla tromba, al clarinetto e al trombone. Con il loro innato talento per l'improvvisazione essi crearono un nuovo genere musicale. Noi lo chiamiamo "jazz 13.

 

literature and music

Sopra: il libro Literature and Music.

 

È inconfutabile che parte delle origini del rock'n'roll provengano dalle tribù dell'Africa. Ogni analisi scritta su questo argomento porta a conoscenza del fatto che il rock affonda le proprie radici nel jazz e nel rhythm and blues. A causa della relazione tra la musica nera americana e quella africana, è stato coniato un termine oggi assai in voga: «musica afroamericana» 14. Joseph Machlis (1906-1998), docente di musica al Queens College, scrive nel suo voluminoso libro The Enjoyment of Music («Il divertimento della musica»):

 

«"Jazz", è un termine rozzo che proviene dall'idioma musicale afroamericano. Esso fa uso di elementi ritmici, melodici e armonici dell'Africa, e di melodie e armonie dalla tradizione musicale europea. L'influenza del jazz e dell'associato idioma afroamericano sono stati così persuasivi, che ora gran parte della nostra musica popolare è in lingua afroamericana, e persino elementi del jazz sono penetrati nella nostra musica da concerto» 15.

 

joseph machlis - the enjoyment of music

Sopra: Joseph Machlis e il suo

libro The Enjoyment of Music.

 

Dedurre da tutto ciò che queste sono le uniche radici della musica rock porterebbe fuori strada. Un attento studio del rock ci porta a capire che la realtà è molto più complessa; tuttavia, negare che ci sia un collegamento tra i ritmi africani e quelli del moderno rock sarebbe disonesto. La dichiarazione secondo cui un certo ritmo o beat sia «maligno» non può essere totalmente provata.

 

La cosa più importante è che è storicamente certo che l'attività demoniaca è stata osservata in collegamento a riti in cui le percussioni e il beat ritmico fungevano da catalizzatore. Se questa possibilità fosse reale occorrerebbe mettere in guardia i cristiani, dato che Satana può e userà qualsiasi mezzo in suo potere per «portare l'umanità ad adorarlo come se fosse Dio stesso, portando così a compimento il suo proposito più malvagio: essere glorificato dall'uomo» 16.

 

demonio

 

Le rockstar e il vudù

 

Il collegamento tra il rock'n'roll e il vudù è stato ammesso persino da musicisti rock e ricercatori. Un percussionista britannico da studio di registrazione britannico, Rocki - Kwasi Dzidzornu - o Dijon - (1932-1993), che ha suonato con molti gruppi e musicisti famosi come i Rolling Stones, gli Spooki Thooth e Peter «Ginger» Baker (batterista dei Cream), aveva capito che la musica di Jimi Hendrix (1942-1970) era simile alla musica vudù. Ecco una stupefacente dichiarazione estratta dalla biografia di Hendrix:

 

voodoo drums«Jimi aveva avuto la possibilità di vedere Rocki e altri musicisti africani sulla scena londinese. Egli aveva provato piacere a suonare i suoi ritmi sui loro poliritmi. Sarebbero poi andati completamente fuori, in un altro tipo di spazio, cosa che prima era accaduta abbastanza raramente [...]. Il padre di Rocki era un sacerdote vudù e il capo percussionista di un villaggio del Ghana, nell'Ovest dell'Africa, e il vero nome di Rocki era Kwasi Dzidzornu. Una delle prime cose che Rocki chiese a Jimi era da dove avesse preso quei ritmi vudù. Quando Jimi sollevò i suoi dubbi a riguardo, Rocki spiegò nel suo inglese haitiano che molti riff ritmici che Jimi suonava con la chitarra erano spesso gli stessi che suo padre suonava nelle cerimonie vudù. Il modo in cui Jimi danzava sui ritmi delle proprie note ricordava a Rocki i ritmi nelle danze cerimoniali che suo padre suonava ad Oxun, il dio del tuono e del fulmine. La cerimonia veniva chiamata "vudushi". Da bambino, nel villaggio Rocki intagliava statuette di legno che rappresentavano gli dèi, e anche i suoi antenati. Quelle erano le divinità che il suo popolo adorava. Essi suonavano improvvisando parecchio in casa di Jimi. Una volta, mentre stavano suonando, Jimi si fermò e chiese a bruciapelo a Rocki: "Stai comunicando con Dio, vero"?, e Rocki rispose: ", sto comunicando con Dio 17.

 

rocki - kwasi dzidzornu o dijon

 

Come abbiamo notato, ci sono sostenitori del «rock cristiano» che hanno un idea «razzista». Tuttavia, nella biografia di Hendrix, (che non è stata scritta da un cristiano), vediamo che il figlio di un sacerdote vudù vede un collegamento diretto tra la musica del chitarrista Jimi Hendrix e l'idolatria vudù.

 

Secondo voi il percussionista rock di colore Rocki Dzidzornu può essere accusato di razzismo per aver fatto una tale affermazione? Le sue osservazioni non possono essere convenientemente respinte come le farneticanti affermazioni di un fondamentalista cristiano. Anche il Newsweek ha evidenziato il legame che c'è tra la musica vudù africana e la disco music:

 

«Essa (la "disco music") ha preso dalla musica latina le percussioni filtrate e i suoi ritmi sensuali e palpitanti, mentre della musica afrocubana ha ripreso la ripetizione di semplici strofe come succede nei canti vudù» 18.

 

voodoo - possession

 

Artisti noti come l'ex Genesis Peter Gabriel non hanno dubbi sul fatto che ci sia un collegamento diretto tra l'Africa e il rock:

 

«Ci sono cose come il ritmo di Bo Diddley che ho sentito battito per battito nei modelli congolesi. Quella che noi consideriamo parte della nostra eredità musicale ha origini africane. Punto» 19.

 

peter gabriel

 

Il già citato Robert Palmer, noto critico e storico, collega la musica rock direttamente al blues, il quale a sua volta è collegato direttamente all'Africa. Egli afferma nell'opera Deep Blues: A Musical and Cultural History, From the Mississippi Delta to Chicago's South Side:

 

«La musica africana, dalla quale il blues fondamentalmente deriva, venne importata negli Stati Uniti del Sud dai primi schiavi africani» 20.

 

robert palmer - deep blues: a musical and cultural history, from the mississippi delta to chicago's south side

Sopra: Robert Palmer e il suo libro  Deep Blues: A Musical and Cultural History, From the Mississippi Delta to Chicago's South Side.

 

Palmer ha osservato che l'influente chitarrista Robert Johnson (1911-1938) usava le ritmiche come espediente che

 

«erano una copia esatta del rullare dei tamburi dell’Africa dell'Ovest, e le usava nella maniera africana, accatastando in ordine ritmi l'uno sopra l'altro per costruire una densa e stratificata complessità ritmica» 21.

 

robert johnson

 

Nel suo libro Rock & Roll: an Unruly History («Il rock: una storia sregolata»), Robert Palmer è ancora più esplicito a proposito della connessione diretta che c'è tra il vudù e la musica rock:

 

voodoo drummer«L'idea che certi ritmi siano i modelli o le sequenze usati come canali per veicolare energie spirituali e per collegare la coscienza umana dell'individuo agli dèi, è fondamentale per le religioni della tradizione africana e per i derivati degli stessi culti in tutte le Americhe. E sia che stiamo parlando storicamente o musicalmente, il motivo ripetuto, i passaggi veloci, le figure del basso e le ritmiche della batteria fanno in modo che il rock può essere ricondotto alla musica africana, soprattutto alla sua natura spirituale o a quella rituale. In un certo senso, il rock è una sorta di "vudù" radicato in una forte tradizione di natura celebrante (quella che la Bibbia definisce "la carne") e uno spirito lontano dai sobri valori patriarcali che è stato adottato da coloro che si sono autonominati guardiani della cultura occidentale» 22.

 

robert palmer - rock & roll: an unruly history

Sopra: il libro di Robert Palmer

Rock & Roll: an Unruly History.

 

Nel 1982, intervistando uno dei padri del rock, Jerry Lee Lewis (1935-2022), lo studioso Steve Turner chiese a Jerry Lee quale potere lo possedesse mentre suonava. Lewis replicò: «Il potere del vudù» 23.

 

jerry lee lewis

 

Little Richard (1932-2020), un altro dei padri del rock, ha proferito queste parole:

 

«Ciò che credo veramente a proposito del rock - e ci sono state molte frasi attribuite a me in tutti questi anni - può essere così riassunto: questo genere musicale è demoniaco [...]. Molti ritmi della musica contemporanea sono stati copiati dal vudù, dai tamburi vudù. Se studi i ritmi musicali, come ho fatto io, capirai che questa è la verità [...]. Sono convinto che questa musica allontani le persone da Cristo, e la cosa è contagiosa» 24.

 

little richard

 

Potrebbe essere semplice, suppongo, per un sostenitore del rock cristiano sminuire la testimonianza di Little Richard, probabilmente a causa della sua strana personalità e di altro ancora a suo riguardo, soprattutto per via dei suoi strani rapporti con il cristianesimo. Rispondete a questo, però: può un difensore del rock cristiano sapere davvero di più a riguardo del carattere del rock di Little Richard, che ne è stato uno dei creatori?

 

I Rolling Stones e altri gruppi rock hanno registrato cerimonie occulte in cui venivano usati i tamburi e le hanno introdotte nella loro musica. L'album Goat's Head Soup («Zuppa di testa di capra»; Rolling Stones 1973) degli Stones contiene presumibilmente tali registrazioni, inclusi il vizioso tambureggiare e le grida dei seguaci delle sètte vudù posseduti dal loa o da altri spiriti maligni.

 

rolling stones - goat's head soup

Sopra: nel booklet dell'album Goat's Head Soup appare l'immagine di una testa di capra all'interno di un calderone. Nel mondo dell'occulto, la capra rappresenta il demonio, mentre il calderone è un richiamo alla stregoneria. Questo LP contiene un brano intitolato Dancing with Mr. D, ossia «Ballando con il Sig. D», dove la lettera «D» sta per Devil («Diavolo»).

 

John Lennon (1940-1980) diceva che il rock entra direttamente nelle persone a causa del suo ritmo vudù:

 

«Questa musica è abbastanza primitiva e non ha balle, davvero; è la cosa migliore: ti penetra con il suo battito, va nella giungla, dove loro hanno il ritmo, ed esso si diffonderà in tutto il mondo. La cosa è molto semplice» 25.

 

john lennon

 

Il fotografo inglese Tony Sanchez († 2000), che ha viaggiato con gli Stones per tanti anni e ha scritto un libro su di loro, ha descritto la musica suonata durante il loro infame concerto di Altamont, durante il quale molte persone vennero ferite e uccise, come un «battere di tamburi vudù e di urla primitive» 26. Egli ha anche descritto la musica della canzone dei Rolling Stones Gimme Shelter («Dammi un rifugio») come «ritmo vudù ipnotico» 27.

 

tony sanchez

 

Anche Malcolm McLaren (1946-2010), che è stato il manager di gruppi discutibili come i Rolling Stones, i Sex Pistols e Adam and the Ant, ha incluso musica tribale zulu nel suo album del 1983 Duck Rock (Charisma Records 1983).

 

malcolm mcLaren - duck rock

Sopra: Malcolm McLaren e il suo album Duck Rock.

 

Il musicologo John Miller Chernoff, autore del libro African Rhythm and African Sensibility, ha studiato le percussioni in Africa e ha anche partecipato a sacrifici animali e ad altre cerimonie pagane per propiziarsi gli spiriti dei tamburi. Dopo aver suonato nel corso di queste cerimonie demoniache, egli ha affermato che le sue braccia non erano per nulla affaticate e che «gli sembrava di non aver mai fatto alcun errore». Chernoff ha inoltre evidenziato lo stretto legame che c'è tra il tipo di culto tambureggiante del vudù africano e il rock:

 

«Grandi percussionisti, aficionados e studiosi possono collegare i ritmi dei palazzi di New York e dei culti cubani e brasiliani con quelli dell'Africa occidentale. Ad Haiti, ho constatato di persona che per alcuni percussionisti i nomi di diversi ritmi di culti Yeve (africani) erano abbastanza familiari a quelli haitiani» 28.

 

john miller chernoff - african rhythm and african sensibility

Sopra: John Miller Chernoff e il suo album

African Rhythm and African Sensibility.

 

Il succitato David Byrne ha girato un documentario intitolato Ilé Aiyé (The House of Life) («Ile Aiye - La casa della vita»; 1981), sui rituali con tamburi e sui canti della religione africana candomblè che si è radicata in Brasile, durante i quali i partecipanti vengono posseduti dai loro dèi:

 

«Se si ripercorre la storia della musica popolare americana è possibile trovare certi elementi della cultura yoruba (vudù) che l'hanno influenzata. Ci sono gli stessi ritmi [...]. C'è persino Little Richard. Se tu cresci con quelle cose, ne hai già avuto un assaggio. Così, quando vedi il candomblè, dici a te stesso: "Ehi, questa è una parte da dove è venuto il tutto"» 29.

 

david byrne - ilé aiyé

Sopra: Ilé Aiyé (The House of Life),

il documentario di David Byrne.

 

Prima della sua morte, Brian Jones (1942-1969) dei Rolling Stones andò in Africa a registrare la musica trance delle confraternite marocchine dei dervisci

 

«che avevano la reputazione di guarire malattie e di lenire disagi mentali con il battere ipnotico dei tamburi, con il canto monotono e con il tetro suonare dei liuti» 30.

 

brian jones

 

Brian Jones

 

«viaggiò su carri trainati dai buoi verso le colline a Sud di Tangeri per catturare l'antica musica offerta alla divinità caprina Pan, e per diversi mesi fu impegnato nella produzione di quello che alla fine sarebbe poi diventato il disco postumo "Brian Jones Presents the Pipes of Pan at Joujouka 31.

 

brian jones presents the pipes of pan at joujouka

Sopra: la cover dell'album Brian Jones

Presents the Pipes of Pan at Joujouka.

 

Il libro di David P. Szatmary intitolato A Time to Rock'n'Roll: A Social History of Rock'n'Roll («Il tempo per il rock: una storia sociale del rock») paragona il rock ai ritmi africani. Nel paragrafo intitolato «The Birth of the Blues» («La nascita del blues») questo storico laico del rock scrive:

 

«Il blues è stato una creazione indigena degli schiavi neri che adattarono la loro eredità musicale all'ambiente americano. Pur prendendo diverse forme e passando attraverso diverse mutazioni nel corso degli anni, il blues ha formato la base del rock [...]. Il fatto più rilevante è che gli schiavi, abituati a danzare e a cantare al suono dei tamburi, hanno accentuato il ritmo anteponendolo all'armonia» 32.

 

david p. szatmary - a time to rock'n'roll: a social history of rock'n'roll

 

Mickey Hart, batterista dei Grateful Dead, ha studiato il collegamento che c'è tra la musica rock e la religiosità africana. Nel libro Drumming at the Edge of Magic: A Journey into the Spirit of Percussion, egli ha affermato che il rock è «l'ultima estensione del backbeat africano» 33. Hart ha anche detto che «il ritmo madre dell'Africa occidentale ha subito una mutazione diventando il rock» 34, e ha tracciato una connessione diretta tra il rock e i ritmi degli stregoni e di chi pratica il vudù:

 

voodoo percussioni«Quando le navi negriere cominciarono a solcare le acque che separano l'Africa dal Nuovo Mondo, tutti pensarono che trasportavano solo corpi robusti e sacrificabili, mentre in realtà ne stavano importando la loro cultura personale - e forse anche la cultura della divinità madre - preservata nella forma del ritmo dei tamburi che può essere chiamata dai loro tempi ai nostri "Orisha". Nei Caraibi e in Sud America, agli schiavi venne permesso di tenere le loro percussioni, e così preservarono il loro vitale collegamento con l'Orisha, sebbene l'improvviso mescolarsi di così tante diverse tribù produsse nuove variazioni come il candomblè, la santeria e il vudù [...], e da questi nacquero il jazz, il blues, il backbeat, il rhythm & blues e il rock'n'roll, parte dei ritmi più potenti del pianeta [...]. È difficile individuare l'esatto momento in cui capii che la mia tradizione - il rock - aveva un aspetto spirituale, e che c'era stato un ramo della famiglia che aveva mantenuto l'antico rapporto tra il tamburo e gli dèi» 35.

 

mickey hart - drumming at the edge of magic: a journey into the spirit of percussion

Sopra: Mickey Hart e il suo libro Drumming at the Edge

of Magic: A Journey into the Spirit of Percussion.

 

L'album del cantante di colore statunitense Michael D'Angelo Archer, del 1999, è intitolato Voodoo. Egli asserisce di averlo chiamato così in quanto

 

«a causa delle miriadi di influenze reperibili in questo disco, è possibile tracciare un percorso che va dal blues, indietro nella storia, fino alle canzoni cantate [...] nelle cerimonie religiose (vudù)» 36.

 

michael d'angelo archer - voodoo

michael d'angelo archer - voodoo

Sopra: all'interno della cover di questo album di Michael D'Angelo Archer appare una sacerdotessa vudù mentre sacrifica una gallina al suono dei tamburi.

 

In questo modo, Archer ha ammesso apertamente l'intimo legame che c'è tra le religioni pagane dell'Africa e la musica rock contemporanea. La musica non è neutrale. Esiste una musica che incoraggia l'attività demoniaca, e c'è una musica che eleva l'uomo. Esiste una musica che esalta il lato sensuale dell'uomo, ed esiste una musica che glorifica l'aspetto spirituale dell'uomo. La musica rock è sempre stata associata al lato carnale e demoniaco. Non c'è posto per lei nella vita cristiana. Afferma infatti San Paolo:

 

«Ora, io non voglio che voi entriate in comunione con i demoni; non potete bere il calice del Signore e il calice dei demoni; non potete partecipare alla mensa del Signore e alla mensa dei demoni. O vogliamo provocare la gelosia del Signore? Siamo forse più forti di lui»? (1 Cor 10, 21-22).

 

«La carne infatti ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; queste cose si oppongono a vicenda, sicché voi non fate quello che vorreste» (Gal 5, 17-18).

 

musica demoniaca

 

 

APPENDICE I
LE ROCKSTAR COME MEDIUM

 

Fonte

 

Se dunque il rock ha come antenati il blues e, in ultima analisi, il vudù, essendo quest'ultimo una forma di religione incentrata sulla possessione dell'adepto da parte di entità spirituali (i loa), non è poi così strano che le stelle del rock possano diventare dei canali medianici tra il nostro mondo e quello preternaturale (infero), sia per quel che riguarda le loro composizioni musicali che la stesura dei loro testi. Questa Appendice lo conferma appieno.

 

Nelle dichiarazioni che seguono, i musicisti testimoniano il potere esterno che si è impadronito di loro mentre scrivevano e suonavano musica rock. Molti di loro hanno identificato questo potere con la forza demoniaca. Fayne Pridgeon (1940-2021), la ragazza di Jimi Hendrix, ha dichiarato:

 

«Jimi parlava sempre di qualche diavolo o qualcosa del genere che era dentro di lui. Non sapeva cosa lo faceva comportare in un certo modo e chi gli faceva dire le cose che diceva, e le canzoni e altre cose come quelle [...]. L'unica cosa che sapeva era che uscivano da lui. A me sembrava che fosse così tormentato e lacerato, ed era come se fosse davvero ossessionato da qualcosa di realmente malvagio» 37.

 

fayne pridgeon - jimy hendrix

Sopra: Fayne Pridgeon e Jimy Hendrix.

 

Come ha detto Bruce Springsteen, «alla fine guardi la canzone e non sai esattamente da dove sia venuta» 38.

 

bruce springsteen

 

Robert Plant e Jimmy Page, rispettivamente cantante e chitarrista dei Led Zeppelin, hanno entrambi dichiarato che non sanno chi abbia scritto il testo della loro canzone occulta Starway to Heaven. Plant ha affermato:

 

«Pagey aveva scritto gli accordi e li aveva suonati per me. Io tenevo in mano la carta e la penna, e per qualche ragione ero davvero di cattivo umore. Poi, improvvisamente, la mia mano scrisse le parole [...]. Io ero seduto là e quando guardai le parole per poco non saltai dalla sedia» 39.

 

jimmy page - robert plant

Sopra: Jimmy Page e Robert Plant.

 

Da parte sua, Bill Ward, batterista dei Black Sabbath, ha dichiarato:

 

«Ho sempre pensato che ci fosse un modo in cui eravamo in grado di incanalare l'energia, e che quell'energia potesse provenire da un'altra fonte, se vuoi, come un altro potere o qualcosa del genere, che stava effettivamente facendo il lavoro. Ho spesso pensato a noi come a creature terrestri che suonavano la musica perché era soprannaturale. Parte della musica che usciva era davvero soprannaturale» 40.

 

bill ward

 

Dal canto suo, Stevie Nicks, dei Fleetwood Mac, che aveva fama di essere una strega, ha dichiarato:

 

«È stupefacente, perché qualche volta, mentre eravamo sul palco, sentivo che qualcuno stava muovendo le pedine [...] e io andavo. "Oh Dio, non possiamo controllarlo". E questa è magia» 41.

 

stevie nicks

 

Angus Young, prima chitarra degli AC/DC, soprannominato «il chitarrista diavolo», ha ammesso che qualcosa prende il controllo della band durante i loro concerti:

 

«È come se andassi con il pilota automatico. Quando siamo a metà del primo pezzo, qualcun altro incomincia a manovrarmi, e io sono solo insieme a lui nel viaggio. Quando salgo sul palco vengo posseduto» 42.

 

angus young

 

Ecco invece un'affermazione di Keith Richards, chitarrista dei Rolling Stones:

 

«Riceviamo le nostre canzoni tramite ispirazione, come in una seduta spiritica» 43.

 

keith richards

 

Ecco come si è espresso Little Richard:

 

«Ero guidato e controllato da un altro potere: il potere delle tenebre. Colui che tante persone non credono che esista: il potere del diavolo, Satana» 44.

 

little richard

 

Marc Storace, cantante maltese della band heavy metal svizzera Krokus, ha detto:

 

«È una cosa indescrivibile (suonare musica rock). Posso solo dire che è come se una misteriosa energia arrivasse da un piano metafisico ed entrasse nel mio corpo. È quasi come essere un medium» 45.

 

marc storace

 

Ecco quanto asserito da Yoko Ono, la vedova di John Lennon, anche lei in odore di stregoneria:

 

«I Beatles erano come medium. In realtà non erano coscienti di tutto quello che dicevano; era qualcosa che arrivava attraverso di loro» 46.

 

yoko ono

 

Della sua musica Lennon disse:

 

«È come essere posseduti: una specie di telepatia o di medianità 47 [...]. Mi sento come un tempio vuoto riempito da tanti spiriti: ognuno passa attraverso di me, resta per un po' e se ne va per essere rimpiazzato da un altro» 48.

 

Dal canto suo, Michael Jackson (1958-2009) ha dichiarato:

 

«Mi risveglio da qualche sogno e parto: "Wow, mettilo su carta". L'intera cosa è strana. Senti le parole, è proprio tutto lì di fronte a te. Sento che la cosa è stata fatta in qualche luogo e io sono solo un corriere che la trasporta in questo mondo» 49.

 

«Quando arrivo sul palco tutto all'improvviso una sorta di "magia" arriva da qualche parte e lo spirito mi colpisce, e io perdo il controllo di me stesso» 50.

 

«Succede subliminalmente. È la musica che mi costringe a farlo. Non ci pensi, succede. Sono schiavo del ritmo» 51.

 

michael jackson

 

Ray Manzarek (19139-2013), tastierista dei Doors, ha dichiarato:

 

«Quando lo sciamano siberiano è pronto ad andare in trance, tutti gli abitanti del villaggio si radunano [...] e suonano qualsiasi strumento che hanno per mandarlo fuori (in trance e possessione) [...]. Era lo stesso metodo che usavamo quando suonavamo durante i concerti [...]. Penso che la nostra esperienza con le droghe ci abbia portato lì [...] (nello stato di trance) più velocemente [...].

 

sciamano siberiano

Sopra: sciamano siberiano.

 

Era come se Jim (Morrison) fosse lo sciamano elettrico e noi la band dello sciamano elettrico, che lo spingeva da dietro. Qualche volta non riusciva ad entrare in quello stato, ma la band continuava a spingerlo, e a poco a poco riusciva a portarlo su. Dio! Potevo inviargli shock elettrici attraverso l'organo. John poteva farlo con i suoi colpi di batteria» 52.

 

ray manzarek

 

 

 

Così si è espresso Robert Fripp, chitarrista e leader dei King Crimson:

 

«Quella specie di sentimento che mi avvolgeva era spesso lo stesso che provavo con i primi King Crimson. Sarebbero successe cose stupefacenti: telepatia, intendo un tipo di energia, cose che non avevo mai provato prima di suonare [...]. Non riesci a dire se è la musica a suonare il musicista o il musicista a suonare la musica» 53.

 

robert fripp

 

Jim Kerr, dei Simple Minds, ha detto:

 

«Credo che l'ispirazione mi arrivi per attraversarmi e che io ne sia un canalizzatore» 54.

 

jim kerr

 

John McLaughlin, leader della Mahavishnu Orchestra, ha affermato:

 

«Una notte stavamo suonando e all'improvviso lo spirito entrò dentro di me, e io stavo suonando, ma in realtà non ero più io a farlo» 55.

 

john mclaughlin

 

Glen Tipton, chitarrista dei Judas Priest, ha raccontato:

 

«Divento pazzo quando salgo sul palco [...]. È come se qualcun altro prendesse possesso del mio corpo» 56.

 

glen tipton

 

Nel 1974, la cantautrice canadese Joni Mitchell raccontò alla stampa dello spirito femmina che la aiuta a scrivere la sua musica:

 

«Joni Mitchell attribuisce la sua creatività ad una "musa femminile" che lei identifica con il nome di "Arte". Essa non ha preso solo il controllo della sua musica, ma anche della sua vita. Essa si sente sposata a questa energia, e spesso vaga nuda con questa entità nel suo podere di quaranta acri. Questa energia ha così potere su di lei che la porta a scusarsi per i party ai quali partecipa e ad abbandonare gli amanti ogni volta che le viene "ordinato 57.

 

joni mitchell

 

Ginger Baker (1939-2019), batterista dei Cream, ha affermato:

 

«Succede abbastanza spesso: mi sento come se non fossi io a suonare il mio strumento. È qualcun altro a suonarlo, e allo stesso tempo sta anche suonando tutti e tre i nostri strumenti. È questo ciò che intendo quando dico che a volte la cosa mi impaurisce. Forse stiamo tutti suonando la stessa frase che esce dal nulla. E ci succede davvero spesso» 58.

 

ginger baker

 

 Negli anni '70, Baker volle studiare da vicino la musica africana e i suoi ritmi, e si recò in Nigeria e in altri Paesi africani. Il cantante britannico Joe Cocker, che si contorce grottescamente durante le sue performance, ha dichiarato che qualcosa si «impadronisce» di lui quando canta 59.

 

joe cocker

 

Nel corso di un'intervista con Timothy White, il cantante e tastierista statunitense Daryl Hall, del duo Hall and Oates, ha affermato:

 

«Quando sto cantando e sono in contatto con l'energia che sto generando non ho nessuna consapevolezza di dove sono. L'ego scompare, e io e ciò che mi circonda con esso [...]. È questa la ragione per cui sono nel mondo musicale: per raggiungere quella sensazione» 60.

 

daryl hall

 

La registrazione originale di I Put a Spell on You («Ti lancio un incantesimo») fu fatta dopo che Screamin' Jay Hawkins (1929-2000) e i membri della sua band si erano ubriacati, e «una sorta di presenza si era impossessata di lui». Cominciò a

 

«grugnire, a ringhiare, ad urlare, a gorgogliare in strani linguaggi sconosciuti, e a danzare selvaggiamente nello studio di registrazione» 61.

 

screamin' jay hawkins - i put a spell on you

Sopra: la cover del 45 giri I Put a Spell on You,

di Screamin' Jay Hawkins

 

Hawkins era famoso soprattutto per la sua potente voce e per le esibizioni live selvaggiamente teatrali, accompagnate da macabri oggetti di scena sul palco (teschi, costumi gotici e simboli vudù). Così si espresse David Bowie (1947-2016) nel corso di un'intervista:

 

«Il rock è sempre stata la musica del diavolo, non puoi convincermi del contrario. Onestamente, credo in tutto quello che ho detto: credo che il rock sia pericoloso [...]. Sento che siamo solo dei messaggeri di qualcosa che è persino più oscuro di noi stessi» 62.

 

david bowie

 

Concludiamo con questa dichiarazione del celebre rocker Ozzy Osbourne concessa alla rivista Hit Parader:

 

«Vorrei davvero sapere perché ho fatto certe cose in questi anni. Non so se sono un medium di qualche fonte esterna. Comunque sia, francamente, spero che non sia quello che penso: Satana» 63.

 

ozzy osbourne

 

 

APPENDICE II
IL RITMO DEL ROCK

 

A cura del Centro Culturale San Giorgio

 

 

Scritti laici sul rock si riferiscono continuamente al ritmo di questa musica definendolo «osceno», «sexy», «volgare», «sensuale», «violento», «impulsivo», ecc... Questo ci fa ricordare che la musica non è neutrale. Persino senza parole, la musica riesce a parlare. Molti hanno notato l'effetto della musica sui bambini

 

 Quando la nostra figlia più grande era molto piccola ed eravamo a casa di qualche amico, essa ascoltò una canzone rock per la prima volta e cominciò a ballare anche se non ne aveva mai ascoltata prima di allora e non era stata condizionata in alcun modo. Oltre tutto, essa non capiva le parole. Il ritmo della musica stessa faceva effetto su di lei fisicamente. Le dichiarazioni che seguono di musicisti rock e di ricercatori confermano questo fatto. Eccone una di Hendrix:

 

«Le atmosfere arrivano attraverso la musica, perché la musica in se stessa è una cosa spirituale [...]. È possibile ipnotizzare la gente e riportarla indietro al loro stato naturale che è puro e positivo [...]. E quando li hai portati al loro punto più debole, puoi predicare al loro subconsciente qualsiasi cosa gli vuoi dire [...]. Ai nostri giorni, le persone vogliono percorrere qualsiasi tipo di strada. L'idea è di farlo nella forma più appropriata. Si sentono come se entrassero in un altro mondo, un mondo più chiaro. La musica fluisce nell'aria; è per questo che mi metto in contatto con uno spirito; e quando arrivano a questo sballo naturale, vedono meglio, sentono cose diverse» 64.

 

jimy hendrix

 

Timothy Leary (1920-1996), guru del New Age e grande promotore dell'LSD (acido lisergico), e convinto di essere la reincarnazione del mago nero Aleister Crowley, ha affermato:

 

«Non ascoltare le parole; è la musica ad avere un proprio messaggio [...]. La musica mi ha mandato in sballo molte volte» 65.

 

tymothy leary

 

Il vescovo anglicano Graham Cray, ex presidente del Comitato Greenbelt, ha a sua volta dichiarato:

 

«In tutta la musica pop, le parole sono secondarie. La musica pop è sentimento, e parla principalmente al corpo e solo secondariamente all'intelletto» 66.

 

graham cray

 

Il socio-musicologo britannico Simon Frith, professore di Sociologia all'Università di Warwick, in Inghilterra, ha scritto nel suo libro Sound Effects:

 

«La maggior parte dei dischi rock ha un impatto soprattutto musicale. Le parole, se sono in qualche modo notate, sono assorbite dopo che la musica ha impresso il suo marchio» 67.

 

simon frith - sound effects

Sopra: Simon Frith e il

suo libro Sound Effects.

 

Il musicista New Age Steven Halpern, dello Spectrum Research Institute, ha a sua volta dichiarato nella sua opera Tuning the Human Instrument:

 

«Nel migliore dei casi, le parole sono al massimo secondarie, oppure monotone e stupide. Ma il punto è che esse non hanno alcuna importanza. Ciò che ti fa danzare è il beat, il basso e la batteria. E con questo mix e con il volume, il ritmo non solo viene percepito, ma addirittura diventa palpabile. Sotto questo aspetto, è tutta la sezione ritmica a prendere il sopravvento sulla melodia e sull'armonia» 68.

 

steven halpern - tuning the human instrument

Sopra: Steven Halpern e il suo

Tuning the Human Instrument.

 

Aggiunge Simon Frith:

 

«Siamo sensibili alla materialità del suono del rock, e l'esperienza di questa musica è essenzialmente erotica» 69.

 

Il Dr. David Elkind, Presidente del Dipartimento degli Studi sui Minori all'Università di Tuffs, nel Massachusetts, ha asserito nel suo libro The Hurried Child:

 

«C'è una gran quantità di energia, benché subliminale, che stimola sessualmente sia nel ritmo che nelle parole della musica rock» 70.

 

david elkind - the hurried child: growing up too fast too soon

Sopra: David Elkind e la sua opera

The Hurried Child: Growing Up Too Fast Too Soon.

 

Ecco il parere del compositore Tom McSloy:

 

«Il rock è viscerale, ti colpisce all'interno del corpo. A dispetto della tua volontà, ti fa eccitare, muovere al ritmo della musica [...]. Per entrare nel rock devi arrenderti ad esso, entrarci dentro, fluttuare con lui, fino al punto in cui ti consuma, e tutto quello che puoi sentire, ascoltare o pensare è la musica [...] così apertamente sensuale» 71.

 

Sopra: durante un concerto all'O2 Arena di Londra, il 22 dicembre 2011, la popostar Rihanna ha mimato la masturbazione davanti al pubblico mentre si esibiva.

 

Il già citato William Sargent non ha in proposito alcun dubbio:

 

«Adolph Hitler, gli antichi oratori greci, i Beatles e gli stregoni africani praticavano un tipo somigliante di lavaggio del cervello [...]. Alle persone può essere praticato il lavaggio del cervello per farle credere a ciò che è sensato o a ciò che non lo è [...]. Il ritmo e i balli sono modi di arrivare al sistema nervoso. Alcuni film dimostrano come i ritmi primitivi dell'età della pietra delle tribù del Kenia e un'orchestra da ballo londinese conducano ad uno stato emozionale molto simile allo stato di trance» 72.

 

trance music

 

Lo studioso olandese Hendrik «Hans» Roelof Rookmaaker (1922-1977) ha constatato nel suo libro Modern Art and the Death of a Culture:

 

«È emersa una nuova musica, ancora una volta completamente non intellettuale, con un ritmo battente e voci urlanti, piena di odio e di insulti verso tutti i valori occidentali [...]. La protesta è nella musica stessa oltre che nelle parole, e parlando a tutti quelli che pensano che tutto questo sia una cosa di poco conto e nient'altro che puro intrattenimento, voglio dir loro che non hanno mai prestato la necessaria attenzione a certe cose» 73.

 

hendrik roelof rookmaaker - modern art and the death of a culture

Sopra: Hendrik Roelof Rookmaaker e il suo

libro Modern Art and the Death of a Culture.

 

Così si è espresso il marxista statunitense Irwin Silber (1925-2010):

 

«La grande energia della menzogna del rock sta nel suo beat [...]. Essa è una musica fondamentalmente sessuale, priva di morale [...] e una minaccia contro modelli e valori» 74.

 

irwin silber

 

Scrive Jon Stebbins nel suo libro Dennis Wilson: The Real Beach Boy:

 

«Descrivendo la canzone di successo dei Beach Boys dei primi anni '60 intitolata "Surfin' USA" e la sua influenza, il biografo del batterista Dennis Wilson ha osservato: "La voce del solista aveva lo stesso suono che avrebbe avuto quella di un teppistello trattenuto per punizione nella locale High School. Quello che ammiravo maggiormente della canzone era il suo ritmo primitivo [...], quel beat. Semplici ed eccitanti, le percussioni portavano con sé il linguaggio della libertà, una danza di liberazione [...]. Era Dennis Wilson a presentarsi con il suo atteggiamento (ribelle) al mondo"» 75.

 

jon stebbins - dennis wilson: the real beach boy

Sopra: Jon Stebbins e il suo libro

Dennis Wilson: The Real Beach Boy.

 

Ecco il parere in proposito del critico musicale Larry Nager nel suo libro Memphis Beat:

 

«Per la Memphis bianca, i piaceri proibiti di Beale Street erano sempre stati nascosti nei ritmi pulsanti del blues [...]. Il rock'n'roll di Elvis offriva questi piaceri, da tanto tempo familiari al pubblico di Memphis, ad un nuovo pubblico» 76.

 

larry nager - memphis beat

Sopra: Larry Nager e il

suo libro Memphis Beat.

 

Il già citato Robert Palmer ha affermato:

 

«Credo nel potere trasformativo del rock [...]. Questo potere non è molto inerente alle parole delle canzoni o agli atteggiamenti delle star, ma nella musica stessa, nel suono e soprattutto nel beat» 77.

 

«Le origini (del rock) sono fondamentalmente africane e afroamericane [...]. Il ritmo è spiritualizzato e la spiritualità ha un beat sul quale puoi danzare» 78.

 

«Certi ritmi e le loro graduali accelerazioni giocano un ruolo importante (nel gozzovigliante stile di vita dei seguaci degli dèi della dissolutezza, Shiva, Pan e Dioniso) [...]. Un alto livello di suono è usato per indurre in uno stato di trance [...]. Le danze e il rumore delle percussioni avrebbero l'effetto di creare una zona di sicurezza e di allontanare la sfortuna» 79.

 

pan shiva e dioniso

Sopra: da sinistra, il dio Pan, l'indù Shiva e Dioniso. Pur provenienti da culture diverse e lontane tra loro, essi rappresentavano per le popolazioni pagane le divinità dell'orgia e dell'ebbrezza, accompagnate da una musica ripetitiva atta a scatenare i sensi. Non a caso, a Pan i Led Zeppelin fanno un riferimento in Stairway to Heaven, mentre Jim Morrison si identificava con Dioniso.

 

  Scrive il musicologo John Chernoff:

 

«Nella musica tradizionale africana, è il ritmo stesso il principale argomento» 80. Una sacerdotessa della macumba brasiliana ha asserito: «Il ritmo è più importante del significato delle parole. I nostri dèi rispondono innanzi tutto al ritmo» 81. Quando molti protestarono per il comportamento erotico sul palco di Jimi Hendrix, egli replicò: «Forse (il mio rock) è sexy [...]. Ma quale musica con un grande beat non lo è» 82? Il bluesman Robert Johnson disse:

 

«Questo sound (il blues) faceva effetto sulla maggior parte delle donne in un modo che non sono mai riuscito a capire» 83.

 

danza voodoo

 

Professor Longhair (1918-1980), il famoso pianista di boogie-woogie, è stato descritto come un «collezionista di ritmi». Egli aveva combinato

 

«una folle jambalaya di jump blues, boogie-woogie, jazz, calipso, rumba, samba, e una propria peculiare danza ritmica» 84.

 

professor longhair

 

Questi particolari ritmi causavano nelle donne «sussulti e contorcimenti» 85. Il già citato Mickey Hart, batterista dei Grateful Dead, osservava:

 

«Ovunque guardi nel pianeta, le persone usano le percussioni per alterare la coscienza [...]. Ho scoperto, insieme a molti altri, lo straordinario potere della musica, particolarmente delle percussioni che influenzano la mente e il corpo dell'uomo [...]. Ci sono state molte occasioni in cui mi sono sentito come se la batteria mi avesse trasportato ad una porta che si apriva verso un altro mondo» 86.

 

voodoo trance

 

Ancora il musicologo John Chernoff:

 

«Il vocabolo "estatico", che alcune persone applicano alla musica africana, ha origini greche e significa letteralmente "ritornare allo stato nel quale si era". Tale termine non potrebbe essere maggiormente inappropriato per descrivere la musica africana in generale» 87.

 

Alla fine del XIX secolo, il ragtime (musica da pianoforte) suonato nelle case di tolleranza in alcune città come New Orleans, St. Louis e Memphis, era descritto come un «suono sincopato e sensuale». Scrive il già citato critico musicale Larry Nager:

 

«Come nei postriboli a New Orleans e St. Louis, le case "gayoso" provvedevano a dare un impiego ai primi pianisti ragtime di Memphis [...]. I bordelli "gayoso" diedero a molti abitanti bianchi di Memphis la loro prima dose di sincopatura e di blues, a confronto delle pallide ballate e delle sentimentali "canzoni d'amore" che l'era vittoriana aveva offerto, quella "musica da casino" sarebbe stata eccitante in qualsiasi situazione. Essa dava un sapore piccante al frutto proibito, rompeva tabù sociali e morali. Quel suono sincopato e sensuale si dimostrò irresistibile» 88.

 

voodoo dance

 

Anche da adolescente il celebre chitarrista B. B. King (1925-2015) osservò che i ritmi del boogie-woogie nei bar con i juke-box aveva un effetto sessuale sulle donne. Così egli descrive la prima notte in cui suonò dal vivo in un blues club:

 

«Quella notte non riuscivo a dormire per le immagini che correvano nella mia testa. Le donne erano in quelle immagini, certo. Le vedevo vestite e svestite [...]. La mia mente viveva al suono della mia stessa musica e alla maniera in cui le donne avevano reagito alla mia voce. I loro corpi fluivano al ritmo che usciva fuori dalla mia chitarra» 89.

 

b. b. king

 

Questa franca descrizione dei pensieri di un bluesman (che per motivi di decenza non abbiamo potuto trascrivere per intero), distrugge il mito secondo cui il blues/rock sarebbe una musica innocente che può essere suonata anche in chiesa. Essa non è né innocente, né salutare. Essa è sensuale, materiale e demoniaca.

 

 

 

APPENDICE III
UN PO
' DI TESTI

 

A cura di Francesco Santia D'Apice

 

 

Riportiamo di seguito alcuni testi o stralci di liriche che hanno a che fare con l'argomento trattato: il legame tra rock e vudù.

 

Carlos Santana; brano Black Magic Woman/Gypsy Queen («Donna della magia nera/Regina gitana»), dall'album Abraxas 90 (Columbia 1970):

 

Black Magic Woman

Donna della magia nera

«I got a black magic woman

I got a black magic woman

Yes, I got a black magic woman

She's got me so blind

I can't see

But she’s a black magic woman and she's trying to make a devil out of me Don't turn your back on me, baby

Don’t turn your back on me, baby

Yes, don't turn your back on me, baby

Don't mess around with your tricks

Don't turn your back on me, baby

'Cause you might just wake up my magic sticks

You got your spell on me, baby

You got your spell on me, baby

Yes, you got your spell on me, baby

Turnin' my heart into stone

I need you so bad

Magic woman I can't leave you alone».

Ho una donna della magia nera

Ho una donna della magia nera

Sì, ho una donna della magia nera

Mi ha fatto diventare così cieco che non riesco a vedere

Ma lei è una donna della magia nera e sta cercando di farmi diventare un diavolo

Non voltarmi le spalle, bambina

Non voltarmi le spalle, bambina

Sì, non voltarmi le spalle, bambina

Non fare la furba con i tuoi trucchi

Non voltarmi le spalle, bambina

Perché avresti appena potuto risvegliare le mie bacchette magiche

Mi tieni sotto incantesimo, bambina

Mi tieni sotto incantesimo, bambina

Sì, mi tieni sotto incantesimo, bambina Hai fatto diventare il mio cuore pietra Ho un tremendo bisogno di te

Donna della magia non ti posso lasciare.

 

carlos santana - abraxas

Sopra: Carlos Santana e l'ellepì Abraxas.

 

Eagles; brano Wichty Woman («La donna della stregoneria»), dall'album The Eagles (Asylum 1972):

 

Wichty Woman

Donna della stregoneria

«Raven hair and ruby lips

Sparks fly from her finger tips

Echoed voices in the night

She's a restless spirit on an endless flight

Wooo hooo witchy woman, see how

high she flies
Woo hoo witchy woman she got

The moon in her eye

She held me spellbound in the night

Dancing shadows and firelight

Crazy laughter in another

Room and she drove herself to madness

With a silver spoon

Woo hoo witchy woman see how high she flies

Woo hoo witchy woman she got the
moon in her eye

Well I know you want a lover

Let me tell your brother, she's been sleeping

In the Devil's bed

And there's some rumors going round

Someone's underground

She can rock you in the nighttime

'Til your skin turns red

Woo hoo witchy woman

See how high she flies

Woo hoo witchy woman

She got the moon in her eye».

Capelli corvini e labbra vermiglie

Scintille volano dalle sue dita appuntite Voci echeggiavano nella notte

Lei è uno spirito senza riposo in un volo senza fine

Woo hoo donna della stregoneria, guarda come vola in alto

Woo hoo donna della stregoneria lei ha La luna negli occhi

Lei mi ha tenuto sotto incantesimo nella notte

Danzando tra le ombre e la luce del
fuoco

Pazze risate nell'altra stanza

E lei conduce se stessa alla follia

Con un altro mestolo

Woo hoo donna della stregoneria guarda come vola in alto

Woo hoo donna della stregoneria lei ha la luna nell'occhio
Bene lo so che vuoi un amante

Lascia che ti dica fratello, lei sta dormendo

Nel letto del diavolo

E ci sono rumori qui attorno
Qualcuno è sottoterra

Lei può farti tremare di notte

Fino a quando la tua pelle diventerà rossa

Woo hoo donna della stregoneria

Guarda come vola in alto

Woo hoo donna della stregoneria

Lei ha la luna nell'occhio.

 

Sopra: gli Eagles e il singolo Witchy Woman.

 

Screamin' Jay Hawkins; brano I Put a Spell on You («Ti faccio un incantesimo»):

 

I Put a Spell on You

Ti faccio un incantesimo

«I put a spell on you

Because you're mine

You better stop

The things you're doin'

I said "Watch out"!

I ain't lyin', yeah!

I ain't gonna take none of your

Foolin' around

I ain't gonna take none of your

Puttin' me down

I put a spell on you

Because you're mine

All right»!

Ti faccio un incantesimo

Perché sei mia

È meglio che la smetti

Con le cose che stai facendo

Ho detto "attenta"!

Non sto mentendo, sì!

Non accetterò nessuna delle tue

Prese in giro

Non accetterò nessuno dei tuoi modi

Per buttarmi giù

Ti faccio un incantesimo

Perché sei mia

Va bene!

 

screamin' jay hawkins - i put a spell on you

 

Rolling Stones; brano Brown Sugar («Zucchero di canna» 91), dall'album Sticky Fingers (Rolling Stones 1971):

 

Brown Sugar

Zucchero di canna

«Gold coast slave ship bound for cotton fields

Sold in a market down in New Orleans Scarred old slaver know he's doin' alright

Hear him whip the women just around
midnight

Ah brown sugar how come you taste so good

(A-ha) brown sugar, just like a young girl should a-huh

Drums beating, cold english blood runs hot

Lady of the house wond'rin where it's gonna stop

House boy knows that he's doin' alright You should a heard him just around
midnight

Ah brown sugar how come you taste so good

(A-ha) brown sugar, just like a black girl should A-huh

I bet your mama was a tent show queen, and all her

Boy friends were sixteen

I’m no schoolboy but I know what I like You should have heard me just around midnight

Ah brown sugar how come you taste so good

(A-ha) brown sugar, just like a young girl should

I said yeah, I said yeah, I said yeah, I said

Oh just like a black girl should».

La nave di schiavi della costa d'oro è diretta per i campi di cotone

E gli schiavi saranno venduti in un mercato giù a New Orleans

Il vecchio schiavista sfregiato sta bene Sentitelo frustare le donne verso mezzanotte

Ah zucchero di canna com'è che è così
buono il tuo gusto?

Ah zucchero di canna, solo come una ragazzina dovrebbe

I tamburi battono, il freddo sangue inglese scorre caldo

La signora della casa si chiede dove
si fermerà

Il ragazzo di casa sa che sta bene

Lo puoi sentire verso mezzanotte

Ah zucchero di canna com'è che è così buono il tuo gusto?

(A-ha) zucchero di canna, solo come una ragazza nera dovrebbe

A-huh Scommetto che tua mamma era la reginetta del circo

E tutti i suoi amici erano dolci sedicenni Non sono uno scolaretto, ma so cosa mi piace

Dovresti avermi sentito verso mezzanotte

Ah zucchero di canna com'è che è così buono il tuo gusto?

(A-ha) zucchero di canna, solo come una ragazzina dovrebbe

Ho detto sì, ho detto sì, ho detto sì, ho detto

Oh proprio come una, proprio come una ragazza nera dovrebbe

Ho detto sì, ho detto sì, ho detto sì, ho detto
Oh proprio come, proprio come una ragazza nera dovrebbe.

 

rolling stones - sticky fingers

Sopra: i Rolling Stones e l'album Sticky Fingers.

rolling stones - symphathy for the devil 2006 brasile

Sopra: quando nel 2006 in durante il loro tour in Brasile, i Rolling Stones hanno cantato Sympathy fot the Devil («Comprensione per il diavolo»), sul maxi-schermo alle loro spalle sono apparsi simboli apertamente satanici (la testa del diavolo, il Pentacolo rovesciato, la Croce del Leviatano, ecc...), ma anche fregi in stile tipicamente vudù.

 

Del resto, se si ascolta la versione ufficiale di questo brano, oltre al suono della batteria è possibile sentire anche il rullare ossessivo dei congas:

 

 

 

The Jimi Hendrix Experience; brano Voodoo Chile («Bambino vudù»), dall'album Electric Ladyland (Reprise 1968):

 

Voodoo Chile

Bambino vudù

«Well I'm a vooodoo chile

Lord I'm a voodoo chile

Yeah well the night i was born

Lord I sware the moon turned a fire red The night I was born/ I sware the. moon turned a fire red

Well, my poor mother cryin' out

"Oh Lord the gypsy was right"

And I seen her fell down right dead

Have mercy

Well, mountain lions found me there waitin'

And set me on a eagles back

Well, mountain lions found me there

And set me on the eagles wing

It's the eagles wing baby, what can i say?

He took my past the outskirts of infinity

And when he brought me back

He gave me Venus witch's ring

Hey! And he said "fly on"

Fly on because i'm a voodoo chile, baby

Voodoo chile, hey

Yeah!

Well i'll make love to you

And Lord knows you'll feel no pain

I said I make love to you in your sleep And Lord knows you felt no pain, have mercy

Because i'm a million miles away

And at the same time

I'm right here in your picture frame

Yeah! what did i say now

Beacause i said I'm a voodoo chile

Lord knows I'm a voodoo chile».

Bene, sono un bambino vudù

Signore sono un bambino vudù

Bene, la notte che sono nato

Signore giuro che la luna era diventata rosso fuoco

Bene, la mia povera madre gridò

"Oh Signore, la zingara aveva ragione"!Ed io la vidi cadere morta
Abbi pietà

Bene, i leoni di montagna mi trovarono in attesa

E mi misero sul dorso delle aquile

Bene, i leoni di montagna mi trovarono E mi misero sulle ali delle aquile
È l'ala dell'aquila bambina, cosa posso dire?
E mi portò indietro ai confini dell'infinito

E quando mi riportò indietro

Mi diede l'anello di una strega di Venere
Hey! E disse "Vola"

Vola perché sono un bambino vudù, bambino

Bambino vudù, hey

Bene, faccio l'amore con te

E il Signore sa che non sentirai dolore Dico, faccio l'amore con te mentre dormi

E il Signore sa che non hai sentito dolore, abbi pietà

Perché lontano milioni di miglia

E allo stesso tempo sono qui nella cornice del tuo quadro
Sì! Cosa ho detto adesso?

Perché sono un bambino vudù

Il Signore sa che sono un bambino vudù.

 

jimy hendrix - electric ladyland

Sopra: Jimy Hendrix e l'album Electric Ladyland.

voodoo chile

 

Robert Johnson; brano Me and the Devil Blues («Io e il diavolo blu»):

 

Me and the Devil Blues

Io e il diavolo blu

«Early this mornin' when you knocked upon my door

Early this mornin' when you knocked upon my door

And I said "Hello, Satan, I believe it's time to go"

Me and the Devil was walkin' side by side

Me and the Devil, ooo, was walkin' side by side

I'm goin' to beat my woman until I get satisfied

She say you don't see why that I will dog her 'round

(Spoken: "Now, baby, you know you ain't doin' me right, now"

She say you don't see why, oo, that I will dog her 'round

It must-a be that old evil spirit so deep down in the ground

You may bury my body down by the highway side

(Spoken: "Baby, I don't care where you bury my body when I'm dead and gone"

You may bury my body, ooo, down by the highway side

So my old evil spirit can get a Greyhound bus and ride».

 

Questa mattina presto, quando hai bussato alla mia porta

Questa mattina presto, ooh, quando hai bussato alla mia porta

E io ho detto: "Salve Satana, credo che sia ora di andare"

Io e il diavolo, stavamo camminando fianco a fianco

Io e il diavolo, ooh stavamo camminando fianco a fianco

Vado a picchiare la mia donna, fino a quando non sarò soddisfatto

Lei dice che tu non capisci perché io la manderò brutta in giro

(Parlato: "Ora, bambina tu sai che non potrai farmi stare bene, ora")

Lei dice che tu non capisci perché io la manderò brutta in giro

Deve essere stato il mio spirito maligno, dal profondo del suolo

Puoi seppellire il mio corpo, al margine dell'autostrada

(Parlato: "Bambina non mi interessa dove seppellirai il mio corpo quando sarò morto e andato")

Puoi seppellire il mio corpo, ooh, al margine dell'autostrada

Così il mio vecchio spirito maligno, potrà
prendere un autobus Greyhound
92 e viaggiare.

 

robert johnson - me and the devil blues

 

Raf; brano Il Battito Animale, dall'album Cannibali (1993). Il testo insiste sull'importanza del beat, come qualcosa di connaturato all'uomo:

 

Il Battito Animale

Credo abbiam perso la testa

O soltanto perso di vista le cose più vere nel mare in tempesta e forse non basta

Ti confesso di avere paura e non mi era ancora successo

Paura del mondo, di te e a volte di me stesso

No no non passa

Abbiamo un battito che batte come un martello pneumatico in noi, ma se lo controlli col senno di poi

Non batterà mai

Abbiamo un battito sano che ci prende la mano come una moto che va che va controvento in velocità

È un rischio si sa

Se questo mondo non è mai come lo volevi tu se ti vien voglia di gridare e non fermarti più

È il battito animale batte come non ce n'è e c'ha un tiro micidiale

Che ti prende, che ti porta via con sé no che non smette di picchiare fino a quando non sarà

Il tuo battito normale

Quell'istinto naturale che c'e in te, dentro te

Batte ogni volta che suono con la mia band
Batte più forte, batte fino alla morte a volte batte nella musica pop e va controtempo è la parte di te più vera che c'è

E allora prova a lasciarti andare che ti sale su va dritto al centro del tuo cuore e non si ferma più

È il battito animale

Batte come non ce n'è e c’ha un tiro micidiale che ti prende, e che ti porta via con sé

No che non smette di picchiare fino a quando non sarà

Il tuo battito normale

Quell'istinto naturale che c'è in te

Dentro te

Batte e ribatte che sa di tribale

È il nostro essere naturale che batte batte batte e si ribella a questa nostra vita

E al mondo che ci ha cambiati molto sì, ma non fino in fondo no no non passa

A allora batte, batte, batte interminatamente

È il battito animale che è nella gente e se lo vuoi ascoltare ti dirà; no no non passa.

 

raf - cannibali

Sopra: Raf e l'album Cannibali.

 

Sopra: tre esempi di album dedicati al tema del vudù. Da sinistra, Voodoo Lounge (Virgin Records 1994), dei Rolling Stones; Voodoo People (XL Recording 1994), dei Prodigy; Voodoo (Norman Recording 1998), del satanista dichiarato King Diamond.

 

 

Sopra: il video del brano di Zucchero Baila (2001) contiene molti elementi che richiamano il vudù.

 

 

 

APPENDICE IV

LO SPIRITISMO AFRO-SUDAMERICANO 93

 

A cura del Centro Culturale San Giorgio

 

 

Una forma di spiritismo diffusissima nel Sud America, dove è diventata una vera e propria religione basata sul culto degli spiriti, è quella dei riti macumba e vudù, caratterizzati dall'«incorporazione provocata». Così li descrive Silvana Radoani 94:

 

«La macumba importata in Sud America dagli schiavi africani si è sviluppata in due branche principali: l'umbanda e il candomblè, intorno alle quali attualmente soprattutto in Brasile si sono costituite molte sètte che contano più di quattro milioni di seguaci. Caratteristica principale e comune dei riti umbanda e candomblè è farsi possedere da uno spirito che nel rito umbanda si manifesta nel corpo del sacerdote-medium che l'ha chiamato durante una trance, mentre nel rito candomblè si incorpora anche in una o più persone che partecipano al rito (e che vengono al momento della possessione chiamati "cavalli").

 

umbanda

Sopra: sacerdotessa del'umbanda.

 

Al termine della possessione durante la quale lo spirito avrà comunicato con i fedeli, la persona non ricorderà nulla di quanto gli è accaduto. Poiché lo spirito che è stato inviato si pensa che abbia poteri che l'uomo non ha, i sacerdoti-medium mentre sono posseduti da essi emettono responsi e fanno veri e proprî riti magici o con finalità malefiche o con finalità benefiche. Nel culto dell'umbanda, gli spiriti che si presentano sono chiamati "orixa" e sono creduti divinità della natura e delle sue forze (in origine in Africa erano considerati antenati che venivano divinizzati perché in vita avevano stabilito vincoli che gli garantivano il controllo delle forze della natura).

 

candomblé

Sopra: culto candomblé.

 

In un ibrido sincretismo con il cattolicesimo e per dargli una connotazione benefica, questi spiriti sono identificati anche con i Santi della Chiesa cattolica che durante tali riti opererebbero presunti prodigi e guarigioni. Nel culto candomblè, invece, sono considerati semplicemente "spiriti della luce". Altri riti simili, provenienti da etnie africane, sono quelli del santo daime, della santeria, del palo mayombe e il vudù che presentano qualche differenza rispetto al candomblè sul piano del culto, differenza che però è solo esteriore, ma non sostanziale.

 

santeria

Sopra: rituale della santeria.

 

Santeria e palo mayombe rappresentano i culti più sanguinari e negativi che vi siano, e non disdegnano grande spargimento di sangue di animali e anche di uomini (ricordiamo la famosa carneficina di Matamoros, una cittadina messicana al confine con gli Stati Uniti, dove nel 1989 furono immolate ventiquattro persone al culto del palo mayombe, per ingraziarsi l'esportazione degli stupefacenti).

 

adolfo de jesús constanzo

Sopra: l'americano di origini cubane Adolfo de Jesús Constanzo (1962-1989), El Padrino de Matamoros, a metà degli anni '80 seminò il panico e l'orrore nel Messico del Nord con il suo culto del palo mayombe. Constanzo ha compiuto una serie di atrocità supportato dai suoi seguaci e da La Madrina (Sara Aldrete), la donna al suo fianco durante i sacrifici rituali del culto, effettuati per ottenere dagli dèi la protezione dei narcotrafficanti e per diventare sempre più ricco e potente. Ma la sua sete di sangue, che lo portò a torturare e ad uccidere uno studente e un numero imprecisato di persone (forse sette, forse più), segnò la fine.

 

Al vudù (praticato moltissimo nell'isola di Haiti, dove recentemente si è giunti all'aberrante decisione di farne religione ufficiale, e a Cuba, nelle Antille e in Brasile), dobbiamo tutti quei segni stranissimi e arzigogolanti chiamati "vévé" che a volte vediamo sui giornali esoterici o in ritrovamenti presso cimiteri. In questo rito si crede all'esistenza dei loa, spiriti animistici della natura, che possono essere buoni o cattivi: quelli cattivi indicati con l'appellativo di "diabs" ("diavoli") richiedono offerte in superalcolici, ma anche in animali e sacrifici umani (molte volte in America sia del Sud che del Nord sono stati ritrovati resti umani con intorno disegni vévé). I vuduisti si riuniscono anche per invocare i diabs (diavoli) contro qualcuno. Sono dei veri e proprî malefici molto temuti in Sud America anche da chi non è in contatto con gli ambienti dello spiritismo».

 

silvana radoani

 

 

 

APPENDICE V

CHE COS'È IL VUDÙ? 95

 

A cura del Centro Culturale San Giorgio

 

 

È un culto sincretistico diffuso soprattutto ad Haiti e praticato in massima parte dalla popolazione nera discendente dagli schiavi deportati dall'Africa. Il nome «vudù» deriva da una parola dei dialetti della tribù Ewe (Togo Orientale, Dahomey) che significa «nume», «genio», «spirito protettore». Con questo termine vengono definite le divinità o le entità spirituali; la supposta origine della parola da un ipotetico veau d'or (in francese «vitello d'oro»), attorno al quale si celebrano danze sacre, non sembra fondata.

 

In altre isole dei Caraibi, il vudù è diffuso con il nome di santeria o naniguismo. Il culto contamina elementi delle religioni africane occidentali con concezioni e riti del cristianesimo; un missionario cristiano ha osservato che «i quasi cinque milioni di haitiani sono cattolici per l'83% e per il 100% vuduisti». Il vudù è una delle nuove religioni dell'America Latina. Haiti, la più grande delle isole Antille dopo Cuba, venne scoperta nel 1492 da Cristoforo Colombo. In sostituzione della popolazione india, vennero deportati schiavi dall'Africa perché considerati più resistenti alla fatica.

 

 

Rispettivamente nel 1697 e nel 1795, le parti occidentale e orientale dell'isola passarono sotto il dominio francese. I riti religiosi africani erano stati rigorosamente vietati dal Codice per i negri del 1685; il vudù venne allora praticato segretamente in luoghi nascosti, sulle montagne. Questa forma religiosa rappresentava l'ultimo legame rimasto agli schiavi con le proprie radici africane e costituiva una forma di autocoscienza politica. Nella notte del 14 agosto 1791, il culto si manifestò infatti come potente fattore rivoluzionario.

 

Lo schiavo e sacerdote vudù Dutty Boukman († 1791) diede il segnale della rivolta durante una cerimonia vudù: la fede nelle divinità della patria africana e nel potere del culto dette ai neri haitiani, la forza di cominciare una guerra di liberazione contro le truppe coloniali francesi, dodici anni più tardi, nel 1803, venne finalmente raggiunta l'indipendenza dopo una lotta sanguinosa.

 

dutty boukman

 

La rivolta degli schiavi del 1791 viene oggi celebrata come festa nazionale dei vuduisti. Il culto, tuttavia, tornò ad essere considerato illegale poco dopo la vittoria degli schiavi: parte della classe dirigente di colore, infatti, accettò i modelli cultuali francesi e ripudiò le tradizioni di origine africana. Nel 1957, venne eletto Presidente il medico François Duvalier (1907-1971), sostenitore del culto. Il leader nazionalista, chiamato «papa Doc» dai seguaci del vudù, si proclamò presidente a vita e, nel 1964, mobilitò le masse dei poveri per una nuova rivoluzione contro l'oligarchia mulatta. Ne conseguì una vera e propria guerra razziale fra neri e mulatti.

 

françois duvalier - papa doc

 

Duvalier, considerando il culto vudù come «religione della liberazione», elevò diversi riti al rango della religione nazionale, sebbene il cattolicesimo restasse ufficialmente la religione di Stato; per questo motivo il presidente Duvalier venne scomunicato dal Vaticano. Nel 1971, Jean-Claude Duvalier (1951-2014), detto «baby Doc», successe al padre come Presidente a vita; è sua la massima «Piti tig cé tig» (in creolo «il piccolo di tigre è anch'esso una tigre»). Il 7 febbraio 1986, Duvalier venne destituito e, insieme alla sua famiglia, fu costretto alla fuga, dopo gravi disordini durati parecchi mesi.

 

jean-claude duvalier

 

Le divinità vudù di origine africana, spesso assimilate a figure sacre del cristianesimo, sono dette loa od orisea, e talvolta anges (dal francese «angeli»), o saints («santi»). A capo di esse sta il Bon Dieu («buon dio»). Agwe è la divinità dei mari e di tutto ciò che vive dentro o sopra di essi: pesci, vegetazione marina, imbarcazioni e così via; è il protettore dei pescatori e dei marinai e suo simbolo e strumento di culto è il corno di conchiglia, con il quale il marinaio invoca il vento favorevole. Il corno era usato anche per richiamare a raccolta i militanti neri durante le rivolte degli schiavi.

 

Azak-Tonnerre è la divinità del lampo e del tuono, protettrice degli agricoltori; il suo simbolo è il cesto di vimini. Ayida-Weddo è la signora del Serpente celeste, ovvero dell'Arcobaleno, ed è sposa di Damballah. Quest'ultimo (detto anche Damballa) è la divinità della fertilità che vive sugli alberi posti nelle vicinanze delle sorgenti. Poiché questa divinità è rappresentata da un Serpente, i vuduisti venivano anche chiamati «adoratori di serpenti».

 

agwe, ayida-weddo damballah

Sopra: da sinistra, Agwe, Ayida-Weddo e da Damballah.

 

Erzulie (o Ezili) è la dea dell'abbondanza, della ricchezza e dell'amore. I Guede (o Ghede) formano una famiglia di circa trenta divinità della morte. Ne fanno parte Baron Samedi (samedi, in francese «sabato»), Baron La Croix (la croix, in francese «la croce») e Maman Brigitte. A capo di queste divinità c'è Baron Cimetière. Vengono tutte rappresentate come becchini che indossano cilindro, soprabito nero e occhiali scuri. Durante la festa dei defunti viene danzata la banda, un ballo a forti tinte erotiche.

 

erzulie, baron la croix e maman brigitte

Sopra: da sinistra, Erzulie, Baron La Croix e Maman Brigitte.

 

Il loa invocato per primo durante le cerimonie è Legba (o Papa Legba); egli traduce le preghiere umane nella lingua delle divinità e svolge quindi un ruolo di mediatore tra i loa e gli uomini. Suo compito è anche sorvegliare la barriera che divide il mondo dei loa da quello degli uomini, così che nessuna forza divina possa raggiungere i fedeli senza il suo assenso e viceversa. Il suo simbolo è la croce di Legba in cui la trave verticale rappresenta il tramite fra mondo superiore celeste e mondo terreno, come pure il cammino delle divinità verso la terra.

 

papa legba

Sopra: Papa Legba, la sua croce e un altro

simbolo vudù legato a questa divinità.

 

Il punto iniziale del tragitto è situato immaginariamente in Africa. La trave orizzontale, invece, simboleggia la vita terrena. Il punto di intersezione della croce rappresenta l'incontro tra la sfera divina e quella umana: compito di Legba è quindi di vigilare su questo luogo di comunicazione tra loa e uomini. Legba viene invocato così:

 

«Atibon Legba, solleva la barriera per me. Papa Legba, solleva la barriera affinché io possa entrare. Quando ritornerò saluterò i loas. Voodoo Legba, solleva la barriera per me affinché io possa ritornare. Quando ritornerò ringrazierò i loa».

 

baron samedi

Sopra: Baron Samedi, un'altra divinità

importante nel pantheon vuduista.

 

Loco, la divinità della medicina e del mondo vegetale, viene venerato sotto forma di albero; Ogun Ferraille è il dio del ferro e del fuoco; Ogun Badagri è la divinità della guerra; Zaka viene venerato come nume pacifico dei lavoratori della terra e come protettore dell'agricoltura. Gli elementi essenziali del variegato rituale sono di origine africana occidentale.

 

ogun badagri

Sopra: Ogun Badagri.

 

Per le offerte sacrificali vengono uccisi galli, maiali o tori, dopo aver chiesto loro il «consenso»; se, infatti, l'animale accetta il cibo offertogli prima del sacrificio, significa che manifesta il consenso alla sua uccisione. Se invece il cibo viene rifiutato, l'animale è immediatamente sostituito con un altro. Un ruolo centrale nel culto è svolto dalle danze rituali, necessarie a stabilire uno stretto legame tra uomini e divinità.

 

voodoo - sacrificio animali

 

In genere, il sacerdote da il segnale di inizio della danza con un sonaglio di zucca; i tamburi e i canti, poi, spingono al parossismo la frenesia dei danzatori, i quali vengono «afferrati» dalle divinità e «cavalcati» secondo il movimento ritenuto tipico di ciascun nume celeste; ad esempio, il danzatore afferrato da Damballa striscia contorcendosi come un serpente, mentre quello cavalcato da Agwe imita il movimento del rematore.

 

Il clero è suddiviso gerarchicamente secondo le funzioni specifiche; donne e uomini hanno pari diritto sacerdotale. Se uomo, il sacerdote prende nome oungan, se donna, mambo. II ministro del culto di rango più elevato ha nome papaloa o, se donna, mamaloa.

 

 

Il responsabile delle danze rituali è detto la place. Le cerimonie vengono celebrate in luoghi di culto detti ounfo, edifici che solo in piccola parte si differenziano nell'aspetto dalle grandi case haitiane degli agricoltori.

 

Sopra: i simboli delle principali

divinità evocate nel culto vudù.

 

 

Le diaboliche perversioni dei Coil

TOP

I Foo Fighters e il film «Studio 666»

 

banner centro culturale san giorgio

 

Note

 

1 Traduzione di un estratto (pagg. 206-222) dall'originale inglese Rock Music vs. the God of the Bible, a cura di Francesco Santia D'Apice.

2 Se volete essere sicuri che quello che state leggendo non è frutto di fantasie dell'Autore, vi invitiamo a guardare il film di Alan Parker, Angel Heart - Ascensore per l'inferno (1987), con Mickey Rourke nella parte di Harry Angel - Johnny Favorite, dove Robert De Niro, nella parte di Louis Cypher (Lucifer), esibisce un bastone molto simile a quello del signor Fornaciari nel summenzionato videoclip, e nel quale Lisa Bonet e un gruppo di adepti di scratch praticano un rito molto simile. Oppure il film di Wes Craven Il Serpente e l'Arcobaleno (The Serpent and the Rainbow, 1987), ambientato ad Haiti durante la sanguinaria dittatura della famiglia Duvalier, dove Bill Pullman, nella parte di un antropologo di Harvard, viene mandato a Port Au Prince per trovare una misteriosa polvere «zombizzante», e nel quale Cathy Tyson viene posseduta da Erzulie (considerata la dea dell'amore nel vudù).

3 Se il fenomeno della CCM (Contemporary Christian Music) o rock cristiano è quasi sconosciuto in Italia (ci hanno provato certi «cantautori di Dio» come don Giosy Cento, don Stefano Varnavà, don Mimmo Iervolino, don Paolo Auricchio, don Stefano Mazzilli, l'ex suor Cristina Damonte, Fra Leonardo Civitavecchia, Mario Migliarese, Padre «Nike», Padre Gottardo Gherardi, Fra Micheal Daniels, don Paolo Spoladore, don Gaetano Borgo, don Carlo Cavallin, Suor Piera Cori, Roberto Bignoli, Aurelio Pitino, Marcello Marrocchi, Michele Paulicelli, Claudio Chieffo, ecc...), oltre Oceano l'infelice tentativo di «battezzare» e sdoganare il rock ha raggiunto un certo successo (15% del mercato musicale). Gruppi come gli Stryper, i Petra, i DC Talk, i Deliverance, i White Heart, o cantanti come Amy Grant, Michael Card, Sandi Patti, Michael English, Carman, Michael W. Smith, Steve Taylor, cantano le lodi del Signore al suono del beat, lanciando Bibbie dal palco, ma scimmiottando in modo patetico le rockstar del momento (N.d.R.).

4 Cfr. S. Lawhead, Rock Reconsidered: A Christian Looks at Contemporary Music, Intervarsity Press, Downers Grove 1981, pagg. 55-60.

5 Cfr. Wichita Beacon, del 17 febbraio 1965, pag. 11A.

6 Cfr. Rolling Stone Illustrated History of Rock 'n' Roll («La storia illustrata del rock'n'roll»).

7 Cfr. D. Seay, Stairway to Heaven («La scala per il cielo»), Ballantine Books, New York 1986, pag. 11.

8 Cfr. E. Southern, The Music of Black Americans («La musica dei neri americani»), Norton & C., New York 1983, pag. 139.

9 Cfr. M. Deren, Divine Horseman: the Living Gods of Haiti, McPherson & Co., New Paltz 1953, pag. 233.

10 Ibid., pagg. 244, 246.

11 Cfr. P. Primus, Lecture («Lezione universitaria»), Mount Holyoke, Mary E. Wooley Hall, 1953.

12 Cfr. E. Southern, op. cit., pag. 507.

13 Cfr. R. Tooze-B. P. Krone, Literature and Music («Letteratura e musica»), Prentice Hall, Engelwood Cliffs 1955, pag. 105.

14 Ibid., pag. 102.

15 Cfr. J. Machlis, The Enjoyment of Music, W. W. Norton, New York 1963, pag. 597.

16 Cfr. L. J. Seidel, Face the Music: Contemporary Church Music on Trial («Di fronte alla musica: la musica contemporanea da chiesa sotto accusa»), 1988, pagg. 34-42.

17 Cfr. D. Henderson, Scuse Me While I Kiss the Sky: the Life of Jimi Hendrix («Scusami mentre bacio il cielo: la vita di Jimi Hendrix»), pagg. 250, 251.

18 Cfr. Newsweek, del 2 aprile 1979, pagg. 58-59.

19 Cfr. T. White, Rock Lives: Profiles and Interviews («Vite rock: profili ed interviste»), Henry Holt & Co, New York 1990, pag. 720.

20 Cfr. R. Palmer, Deep Blues: A Musical and Cultural History, From the Mississippi Delta to Chicago's South Side («Profondo blues: una storia musicale e culturale, dal delta delle Mississippi alla zona meridionale di Chicago»), Penguin Books, New York 1981, pagg. 25-26.

21 Ibid., pag. 64.

22 Cfr. R. Palmer, Rock and Roll: an Unruly History, Harmony Books, New York 1995.

23 Cfr. S. Turner, Hungry for Heaven: Rock'n'Roll and the Search for Redemption («Assetato di paradiso: il rock e la ricerca di redenzione»), W. H. Allen & Kingsway, Londra 1988, pag. 26.

24 Cfr. C. White, The Life and Times of Little Richard: the Quasar of Rock («La vita e i tempi di Little Richard: la quasar del rock»), Pocket Books, New York 1994, pag. 197.

25 Cfr. Rolling Stone, del 12 febbraio 1976, pag. 100.

26 Cfr. T. Sanchez-J. Blake, Up and Down with the Rolling Stones («Su e giù con i Rolling Stones»), Blake, Londra 1991, pag. 184.

27 Ibid., pag. 175.

28 Cfr. J. M. Chernoff, African Rhythm and African Sensibility («Ritmi e sensibilità africana»), University of Chicago Press, Chicago 1973, pag. 29.

29 Cfr. Rolling Stone, del 13-27 luglio 1989, pag. 78.

30 Cfr. D. Seay, op. cit., pag. 178.

31 Ibid.

32 Ibid., pag. 2.

33 Cfr. M. Hart, Drumming at the Edge of Magic: A Journey into the Spirit of Percussion («Tambureggiando ai confini della magia: un viaggio nello spirito della percussione»), Grateful Dead Books, Petaluma 1990, pag. 64.

34 Ibid., pag. 91.

35 Ibid., pagg. 209,210 e 212.

36 Cfr. USA Today, del 25 gennaio 2000, pag. D2.

37 Estratto dalla colonna sonora del film Jimi Hendrix, intervista con Fayne Pridgon, lato 4; cit. in M. Spaulding, Heartbeat of the Dragon: the Occult Roots of Rock'n'Roll («Il battito del cuore del dragone: le radici occulte del rock»), Light Warriors Press, 1992, pag. 50.

38 Cfr. Dateline, del 14 dicembre 1998.

39 Cfr. D. Seay, op. cit., pag. 249. In ambiente medianico, questo genere di fenomeni viene identificato con il termine di «scrittura automatica», vale a dire sotto dettatura di uno spirito (N.d.R.).

40 Cfr. M. Stark, Black Sabbath: An Oral History («Black Sabbath: una storia orale»), Avon Books, New York 1998, pag. 7.

41 Cfr. Circus, del 14 aprile 1971.

42 Cfr. Hit Parader, luglio 1985, pag. 60.

43 Cfr. Rolling Stone, del 5 maggio 1977, pag. 55.

44 Cfr. C. White, op. cit., 206.

45 Cfr. Circus, del 31 gennaio 1984, pag. 70.

46 Cfr. The Playboy Interviews with Jonh Lennon and Yoko Ono («Le Interviste di Playboy a John Lennon e Yoko Ono»), Berkeley, 1982, pag. 106.

47 Ibid., pag. 203.

48 Cfr. People, del 22 agosto 1988, pag. 70.

49 Cfr. Rolling Stone, del 17 febbraio 1983.

50 Cfr. M. Jackson, Teen Beat: A Tribute to Michael Jackson («Il ritmo dell'adolescente: un tributo a Michael Jackson»), Estate 1984, pag. 27.

51 Michael Jackson ha fatto questa affermazione per spiegare la ragione dei suoi atteggiamenti indecenti durante i suoi concerti (cfr. «Ophrah Winfrey Interview», in The Evening Star, dell'11 febbraio 1993, pag. A10.

52 Cfr. J. Hopkins-D. Sugerman, No One Here Gets Out Alive («Nessuno uscirà vivo di qui»), pag. 158-160.

53 Cfr. Down Beat, giugno 1985, pag. 61.

54 Cfr. S. Turner, op. cit., pag. 147.

55 Cfr. F. A. Brothers, Rock Reports («Rapporti sul rock»), Starburst Publishing, Lancaster 1987, pag. 58.

56 Cfr. Hit Parader, Autunno 1984, pag. 6.

57 Cfr. Time, del 6 dicembre 1974, pag. 39.

58 Cfr. B. Larson, Rock and the Church («Il rock e la Chiesa»), pag 66.

59 Ibid.

60 Cfr. T. White, op. cit., pag. 592.

61 Cfr. M. Spaulding, op. cit., pag. 40.

62 Cfr. Rolling Stone, del 12 febbraio 1976, pag. 83.

63 Cfr. Hit Parader, febbraio 1978, pag. 24.

64 Cfr. Life, del 3 ottobre 1969, pag. 74.

65 Cfr. T. Leary, Politics of Ecstasy («Opportunità dell'estasi»).

66 Cfr. G. Cray, Greenbelt Christian Rock Concerts.

67 Cfr. S. Frith, Sound Effects («Gli effetti del suono»), Pantheon Books, New York 1981, pag. 14.

68 Cfr. S. Halpern, Tuning the Human Instrument («Accordando lo strumento umano»), Belmont 1978, pag. 14.

69 Cfr. S. Frith, op. cit., pag. 164.

70 Cfr. D. Elkind, The Hurried Child: Growing Up Too Fast Too Soon («Il bambino affrettato: crescere troppo in fretta e troppo presto»), Addison Wesley Publishing Co., 1981, pag. 89.

71 Cfr. T. McSloy, «Music to Jangle Your Insides» («Musica per irritarvi interiormente»), in National Review, del 30 giugno 1970, pag 681.

72 Cfr. Wichita Beacon, del 17 febbraio 1965, pag. 11A.

73 Cfr. H. R. Rookmaaker, Modern Art and the Death of a Culture («Arte moderna e morte di una cultura»), Intervarsity Press, 1971, pagg. 188-189.

74 Cfr. Sing Out, maggio 1965, pag. 63.

75 Cfr. J. Stebbins, Dennis Wilson: The Real Beach Boy, ECW Press, Toronto 2000, pag. 33.

76 Cfr. L. Nager, Memphis Beat («Il ritmo di Memphis»), pag. 154.

77 Cfr. R. Palmer, op. cit., pag. 12.

78 Ibid., pag. 77.

79 Cfr. A. Danielou, Shiva e Dionysus; cit. in R. Palmer, op. cit., pag. 149.

80 Cfr. J. Chernoff, op. cit., pag. 75.

81 Ibid., pag. 124.

82 Cfr. D. Henderson, op. cit., pag. 117.

83 Cfr. P. Guralnick, Searching for Robert Johnson («Cercando Robert Johnson»), Plume, New York 1998, pag. 59.

84 Cfr. T. White, op. cit., pag. 15.

85 Ibid., pag. 18.

86 Cfr. M. Hart, op. cit., pagg. 28, 30, 176.

87 Cfr. J. Chernoff, op. cit., pag. 141.

88 Cfr. L. Nager, op. cit., pag. 26.

89 Cfr. B. B. King, Blues All Around Me («Blues tutto intorno a me»), pag. 117.

90 Abraxas è il nome di un demone.

91 Con il termine «brown sugar», oltre ad identificare lo zucchero di canna, si intende anche una qualità di eroina piuttosto scarsa che viene venduta normalmente per strada dagli spacciatori (chiamata così per il suo colore molto simile allo zucchero di canna).

92 Il Greyhound - che letteralmente significa «levriero» - è un autobus di linea che attraversa tutti gli Stati dell'Unione americana.

93 Estratto dal libro di P. F. Bamonte, I danni dello spiritsmo, Ancora Editrice, pag. 65, 66 e 67.

94 Da molti anni, circa ventotto, Silvia Radoani studia i gruppi coercitivi, con particolare approfondimento della magia, del satanismo e di personaggi di frangia cattolica.

95 Estratto dall'opera di G. J. Bellinger, Enciclopedia delle religioni, Garzanti Editore, Milano 1989, pagg. 736-739.

 

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