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a cura di Paolo Baroni
Sicuramente, alla domanda con cui è intitolato questo articolo i fans più assidui degli Iron Maiden risponderanno negativamente. Del resto, anche i diretti interessati hanno sempre smentito qualsiasi rapporto con gli adoratori del diavolo. Non solo: alle accuse di satanismo, lanciate da uomini di chiesa appartenenti all'ambiente evangelico statunitense, soprattutto dopo la pubblicazione dell'album The Number of the Beast (EMI Records 1982), la band ha risposto con un messaggio al contrario beffardo inserito in Still Life, un brano incluso nell'LP successivo Piece of Mind (EMI Records 1983). Poiché per la composizione dei suoi testi, la band ha attinto a varie fonti come la letteratura classica inglese, la Bibbia, vari film e serie televisive, la mitologia e la Storia, potrebbe sembrare normale che vengano affrontate anche tematiche oscure. Ciò malgrado, come dimostreremo tra breve (soprattutto con l'ausilio delle immagini), la produzione di questa famosa formazione heavy metal britannica è talmente disseminata di riferimenti all'occultismo da far pensare che le accuse di cui è stata oggetto non siano affatto infondate.
l 666: il Numero della Bestia
Il pezzo The Number of the Beast, contenuto nell'album omonimo, è ispirato ad un incubo che il bassista Steve Harris ha avuto dopo aver visto il film horror sull'Anticristo La maledizione di Damien (1978). La canzone parla di un uomo che vaga in una sorta di «inferno sulla terra», con persone che svolgono riti e sacrifici satanici. Dapprima disgustato, l'uomo cade poi in uno stato di rapimento estatico e decide di unirsi agli altri 1. Nella parte finale del testo, Satana parla in prima persona e annuncia il suo ritorno. Eccone il testo 2:
Secondo i fans degli Iron Maiden, le parole «this can't go on I must inform the law» («questo non può succedere, devo informare la legge») indicherebbero che chi assiste al sabba demoniaco non lo approva, e che quindi non si tratterebbe di una canzone che celebra il satanismo. Sta di fatto che il numero 666 appare in continuazione su molte cover e sul palcoscenico durante i concerti di questa band. Ecco alcuni esempi. Sulla copertina del singolo The Trooper, un pezzo estratto da Piece of Mind, Eddie (la mascotte-zombie del gruppo) appare con una divisa ottocentesca da soldato inglese. Sulla sua spallina destra è visibile, anche se molto piccolo, il numero anticristico 666.
Anche il logo scelto per la serie di album e di singoli The First Ten Years, pubblicata tra il 24 febbraio e il 28 aprile 1990, per commemorare i primi dieci anni di attività discografica degli Iron Maiden, contiene - anche in questo caso in piccolo - lo stesso numero. Questo marchio è stato stampato su migliaia di dischi.
Sulla cover dell'album live A Real Dead One (EMI 1993), registrato durante il Fear of the Dark World Tour, sulla sinistra, dietro ad Eddie nei panni di un DJ, si vede ancora una volta il numero 666 (la frequenza FM) e la scritta Radio Hell («Radio Inferno»).
La stessa cifra è ben visibile anche sulla cover dell'album live Flight 666 (2009), un CD-ROM che riprende alcune delle canzoni suonate dalla band nel lungo tour mondiale di Somewhere Back in Time (What Records 2008), che è anche la colonna sonora dell'omonimo documentario.
E per concludere, ecco alcune fotografie scattate durante i concerti in cui il 666 appare nell'impianto scenografico.
Questo stesso numero è uno dei segni più utilizzati dagli adoratori di Satana ed è stato rinvenuto in forma di graffito aerografato su diversi edifici o chiese, o sul luogo in cui è stato celebrato un rito diabolico.
l 22 Acacia Avenue
Il già citato album Piece of Mind contiene una track intitolata 22 Acacia Avenue. A questo indirizzo, ci dice il testo, abita Charlotte the Harlot («Carlotta la mignotta»), una signorina dai costumi facili che si vende per il prezzo modico di quindici sterline. Ad un certo punto, Dickinson canta: «22 the avenue that's the place where we all go/ You will find it's warm inside the red light's burning bright tonight» («22 il posto dove tutti andiamo/ Vedrai dentro é caldo stanotte la luce rossa brilla»). Ora, Acacia Avenue è un cliché della cultura britannica, una metafora per indicare una strada cittadina della classe media. Ci sono almeno sessanta Acacia Avenues in Gran Bretagna, nove delle quali nell'area urbana di Londra. 3. Ma l'Acacia è anche un albero sacro della Massoneria. L'origine di questo simbolo è legata al mito di Hiram Abiff, l'architetto del Tempio di Gerusalemme. Dopo la sua morte, infatti, i suoi assassini ne nascosero il cadavere inumandolo, ma sulla sua tomba germogliò un ramo di acacia che ne rivelò la presenza, simboleggiandone al tempo stesso la rinascita a nuova vita 4. Sotto, fotografie che documentano il legame tra questo albero leggendario e la sètta massonica.
Forse che «il posto dove tutti andiamo», dove «la luce rossa brilla» è una Loggia massonica? Sembra essere un'ipotesi azzardata, ma lo sembrerà molto meno quando tra breve esamineremo il background culturale di Dickinson.
l Bruce Dickinson e Aleister Crowley
Come abbiamo ampiamente documentato in altri articoli, Crowley era massone, satanista e padre del satanismo moderno. Ebbene, come dimostreremo, come per Jimmy Page dei Led Zeppelin, Crowley è stata una delle maggiori fonti di ispirazione di Bruce Dickinson sia con gli Iron Maiden che nella sua carriera solista. Ecco un'affermazione in proposito del cantante che risale al 1984: «Ci siamo ispirati a cose come i Tarocchi e alle idee di persone come Aleister Crowley» 5. Dickinson si riferiva in particolare a Revelations, un pezzo scritto da lui contenuto nel 33 giri Piece of Mind 6. Nel 1988, è la volta di Moonchild, un brano incluso nell'album Seventh Son of a Seventh Son (EMI Records 1988). Per l'elaborazione di questo testo, una perla di esoterismo iniziatico, gli Iron Maiden si sono ispirati al Liber Samekh (chiamato anche The Barbarous Names of Evocation o Theurgia Goetia Summæ Congressus Cum Dæmone), un'opera di Crowley 7. In questa canzone, il diavolo visita i genitori del nascituro (l'Anticristo), specialmente la madre, avvertendoli che ogni resistenza è vana. Ecco un estratto del testo di questa canzone:
Il titolo del brano è anche quello di un altro libro scritto nel 1917 da Crowley (Moonchild, La figlia della Luna). Questo testo descrive un'operazione magica che prevede riti di natura autosessuale, omosessuale, l'accoppiamento di una donna con un angelo e la successiva nascita dell'incarnazione della Donna Scarlatta, Babalon, la madre dell'anarchia e delle abominazioni. Nel 1945, il discepolo di Crowley Jack Parsons (1914-1952) e Lafayette Ron Hubbard (1911-1986), fondatore di Scientology, tentarono di portare a termine questo rito. Dickinson è tornato a parlare di Crowley (anche se in modo non esplicito) nel suo album solista Accident of Birth (CMC International 1997), che contiene Man of Sorrows, un brano che tratta della gioventù di Aleister Crowley e di ciò che è diventato in seguito, e The Magician, un altro pezzo dedicato al mago inglese. Il titolo del primo brano è un chiaro riferimento a Gesù Cristo, detto appunto man of sorrows, ossia «uomo dei dolori» per via della profezia messianica contenuta nel Libro di Isaia (Is 53, 3) in cui il futuro Messia viene descritto come il Servo sofferente di Yahwéh che offrirà la propria vita in espiazione prendendo su di sé i peccati dell'umanità. Il paragone Crowley-Gesù Cristo ci dà un'idea della devozione di Dickinson per La Grande Bestia 666. Ecco un estratto dal testo di questo brano.
Per ben tre volte nel testo risuona il motto iniziatico di Aleister Crowley («Do what thou wilt»), che evidentemente Dickinson ritiene il proprio redentore ingiustamente perseguitato. Ma l'ossessione del rocker per la Grande Bestia 666 ha preso forma in un film horror-fantascienza realizzato nel 2008, The Chemical Wedding, una pellicola interamente dedicata al mago inglese di cui Dickinson ha scritto la sceneggiatura.
Eccone la trama: un gruppo di scienziati dell'Università della California stanno per svelare ai colleghi dell'Università di Cambridge lo stato dell'arte della realtà virtuale, cioè una tuta che permette di fare esperienze virtuali di stupefacente perfezione e realismo. La tuta viene controllata da un super computer, Z93, il cui programmatore principale, tale Victor Newman, è un grande studioso dell'opera di Crowley. Pare che Newman abbia codificato la magia crowleyana nei sistemi che controllano la tuta della realtà virtuale, e voglia fare un test dell'intero apparato prima dell'inaugurazione ufficiale. Riesce così a convincere il bonario professor Haddo a far da cavia, ed è qui che il film entra nel vivo: Haddo viene bombardato dai rituali codificati nel software, e questo comporta… che adesso un Crowley virtuale abbia preso possesso del suo corpo, e che voglia restarci a lungo! Per raggiungere questo obiettivo il Crowley rinato deve officiare il rito del Matrimonio Alchemico: evocare il demone Choronzon con l'aiuto di una Donna Scarlatta e rendere permanente il possesso del corpo del povero professor Haddo. Bisogna a questo punto trovare la giusta Donna Scarlatta, ma per fortuna siamo a Cambridge, e in un campus universitario di ragazze ce ne sono molte! L'occultista va avanti nella ricerca lasciandosi addietro una scia sempre più numerosa di omicidi, torture, magia sessuale e chi più ne ha più ne metta. Trova in Leah la candidata ideale, ma sarà lei stessa, assieme al professor Mathers, ad affrontare Crowley per rispedirlo da dov'è venuto 8. Il film contiene anche una scena di un'iniziazione girata all'interno di una Loggia massonica (ricordate 22 Acacia Avenue?)...
Uno dei sottotitoli del film suona molto familiare: «In three days, His resurrection will be complete...» («In tre giorni, la sua risurrezione sarà completa»). Non vi ricorda un fatto accaduto circa duemila anni fa?
Poco prima che il film fosse girato, il giornalista musicale inglese Dave Ling ha dichiarato: «Dickinson lavora da ben dodici anni su questo progetto e non sta più nella pelle all’idea di realizzarlo» 9. Crowley è stato interpretato dall'attore Simon Callow, mentre la regia è stata affidata a Julian Doyle, già alla ribalta per aver girato nel 1979 il film blasfemo di Monthy Python Brian di Nazareth (alla cui realizzazione ha contribuito finanziariamente anche il beatle George Harrison).
Facciamo notare che The Chemical Wedding (Sanctuary 1998) è anche il titolo di un album solista di Dickinson che parla di Alchimia e dei Rosacroce. Chemical Wedding of Christian Rosenkreutz (Chymische Hochzeit Christiani Rosencreutz), infatti, è anche il titolo di un'opera apparsa nel 1616 (il cosiddetto terzo manifesto rosicruciano) e attribuita al fondatore di questa sètta Johann Valentin Andreae (1586-1654). Siamo in pieno occultismo... 10.
l Gli Iron Maiden e l'Occhio di Horus
Nella teofania crowleyana, il dio egizio Horus occupa un ruolo centrale. Figlio dell'amore incestuoso tra Iside e Osiride (fratello e sorella), il dio con la testa di falco Horus è quell'Eone la cui venuta - secondo Crowley - inaugurerà sulla terra l'equinozio degli dèi e un'era di transizione dal cristianesimo alla Nuova Era di cui Crowley si riteneva il profeta autorizzato avendone ricevuto la rivelazione con il Liber al vel Legis (1904). Presso gli antichi egizi, il simbolo di questa divinità era il suo Occhio. La tradizione vuole che l'Occhio, o Udjat, fosse stato tolto a Horus da Seth durante una lotta tra i due. Una volta sconfitto, Seth dovette restituire l'occhio che, secondo un'altra versione del racconto, sarebbe invece ritornato da solo ad Horus. L'occhio venne poi guarito dal dio della magia Toth.
Questo simbolo, riconosciuto in ambiente occultistico come un potente amuleto, venne utilizzato in epoca molto più recente (racchiuso in un Triangolo) da molti gruppi dediti alla magia cerimoniale, tra cui l'Ordo Templi Orientis e la Golden Dawn, dove Crowley lo conobbe. Il mago inglese lo impiegò su alcune sue opere, e in particolare sulla copertina di Equinox, l'organo ufficiale dell'Argenteum Astrum (A\A\), l'Ordine da lui fondato nel 1907. La rivista, uscita per la prima volta nel 1909, venne poi raccolta in voluminosi tomi.
Crowley inserì l'Occhio di Horus, contornato da un Esagramma luminoso, anche nel suo copricapo da Magus.
Sia sul booklet del già citato album live degli Iron Maiden Flight 666 che su quello del relativo documentario in DVD l'Occhio di Horus nel Triangolo fà la sua comparsa diverse volte.
Lo stesso simbolo è stato tracciato al centro del pavimento del palcoscenico durante i concerti dal vivo e sulla batteria di Nicko McBrain...
...sulla maglietta del bassista e fondatore del gruppo Steve Harris...
...ed è stato stampato sui due CD-ROM che contengono le esibizioni dal vivo degli Iron Maiden.
Da notare che nell'impianto scenografico, come mostrano certe fotografie, a fianco di geroglifici fasulli, compaiono anche veri simboli che nulla hanno a che fare con l'antico Egitto ma con l'occulto come l'Occhio nel Triangolo massonico (non nella foggia egizia come quello di Horus) e l'Uroboro (il Serpente che si morde la coda).
In definitiva, anche la simbologia dal vivo, sui CD-ROM e sui DVD riconduce invariabilmente all'occulto e ad Aleister Crowley, di cui Dickinson è ben più di un semplice ammiratore.
l Alcuni testi e copertine varie
Prima di concludere, diamo uno sguardo ad alcuni, tra i tanti testi degli Iron Maiden che affrontano tematiche malvagie o sono di natura anticristiana. Iniziamo da un estratto di The Fallen Angel, un pezzo incluso nell'album Brave New World (EMI 2000).
L'angelo caduto sconfitto che tenta di risollevarsi contro Dio non può essere che Lucifero... Per la cronaca, negli scritti apocrifi ebraici Azazel viene descritto come un demone che fà parte dell'alta gerarchia satanica dalla forma caprina in grado di controllare la mente umana. Nel ritornello di No Lies, una canzone inclusa nel cofanetto contenente tre DVD intitolato Anthology (Sanctuary Visual 2006), Dickinson (da solista) canta: «No lies. No angels. No heaven. Oh, oh, oh, oh» («Niente bugie. Niente angeli. Niente paradiso. Oh, oh, oh, oh»). Per non parlare di brani come Machine Men (da The Chemical Wedding), in cui si parla di infanticidio (nelle sue opere, Crowley raccomanda l'omicidio rituale di bambini...); di The Tower (sempre da The Chemical Wedding), che parla dei Tarocchi; di Soul Intruders (da Tyranny of Souls; Sanctuary 2005), in cui Dickinson canta: «We tear ourselves down from your cross» («Noi ci buttiamo giù dalla tua croce»). E altre ancora come Children of the Damned («I figli del dannato»), Judas Be My Guide («Giuda sii la mia guida»), ecc... Concludiamo questa parte con alcune cover interessanti. Iniziamo da quella di Accident of Birth (versione uscita nel 2005), dove un giullare appare crocifisso.
O quella di The Best of Bruce Dickinson (Metal-Is 2001), in cui appare sovrapposto un bel Pentacolo magico molto somigliante al sigillo di un demone...
Sul retro del vinile (ora nel booklet del CD-ROM) di Piece of Mind è stato stampato un passo estratto dal Libro dell'Apocalisse di San Giovanni (Ap 21, 4): «E Dio asciugherà ogni lacrima dai loro occhi, e non ci sarà più la morte, né cordoglio né grido né fatica, perché le cose di prima son passate». Tuttavia, questo passo è stato alterato in modo da far passare tutti i cristiani che vanno in paradiso per malati mentali. Anziché «Neither shall there be any more pain» («Non ci sarà più affanno»), è stato scritto «Neither shall there be anymore brain» («Non ci sarà più cervello»).
E per finire ecco un particolare di cui pochi se ne sono accorti. Sul retro della copertina del doppio vinile (e ora nel booklet del CD-ROM) Live After Death (EMI Records 1985) si vede il cimitero che fà da sfondo alla risurrezione di Eddie. Tra le lapidi appaiono diverse croci, ma solo una ritrae Cristo crocifisso. Sulla croce (spezzata) che gli sta a fianco è attorcigliato un lungo serpente nero che sembra insidiare il Crocifisso con il suo morso, che infatti è inclinato dalla parte opposta come se stesse cadendo.
Si tratta certamente di una trovata di Derek Riggs, il disegnatore che ha illustrato tutte le copertine degli Iron Maiden fino al 1990 e il cui logo, come abbiamo dimostrato in un altro articolo, ha un significato esoterico tutt'altro che rassicurante.
l Conclusione
Note
1 http://it.wikipedia.org/wiki/The_Number_of_the_Beast_(brano_musicale) 2 Il brano è preceduto dalla lettura del passo del Libro dell'Apocalisse (Ap 13, 18) in cui si parla del fatidico numero della Bestia. Traduzione del testo inglese a cura di Francesco Santia D'Apice, che ringraziamo. 3 http://it.wikipedia.org/wiki/Acacia_Avenue 4 http://www.akhenaton.org/Pagine Web/ACACIA.html 5 Cfr. Circus, del 31 agosto 1984. 6 Cfr. P. Touchard, Bruce Dickinson interview, in Enfer Magazine, dicembre 1983. 7 http://stason.org/TULARC/music-bands/iron-maiden/19-Song-And-Name-Origins-Iron-Maiden.html 8 http://metalforce.forumfree.it/?t=37055102 9 http://www.cineblog.it/post/6262/un-film-su-aleister-crowley 10 Un'interessante intervista a Dickinson sul film Chemical Wedding è disponibile in lingua inglese (con sottotitoli francesi) alla pagina web http://www.youtube.com/watch?v=s9FRshq0q08 11 Cfr. P. Baroni, I prìncipi del tramonto, Il Cerchio, Rimini 1997, pag. 180.
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