titolo le rockstars sono responsabili

di Paolo Baroni

 

ultima modifica: 28 marzo 2015

 

lou reed si fa di eroina dal vivo

Sopra: Lou Reed si fà in vena di eroina davanti ai suoi fans

durante un concerto dal vivo dei Velvet Underground nel 1974.

 

 

Uno degli interrogativi che spesso ci viene posto da chi ci scrive è il seguente: «Non è esagerato ritenere anche solo parzialmente responsabile quel rocker o quel tal gruppo degli atteggiamenti negativi dei suoi fans? In fin dei conti, la musica rock è solo un divertimento e niente più! Se poi succede una tragedia la colpa non è di quel gruppo o di quella star, ma dei fans che non ragionano con la loro testa»! Quante volte, intervistate in seguito al suicidio o ad altre simili tragedie correlate in qualche modo all'ascolto della loro musica, le rockstars si sono lavate le mani affermando di non poter essere ritenute in nessun modo responsabili di quel gesto inconsulto?

 

Anche i critici e i giornalisti in queste circostanze hanno quasi sempre preso le difese di questi musicisti assolvendoli completamente da qualsiasi ombra di colpa e affermando che le cause di quel comportamento vanno ricercate altrove. In realtà, come dimostreremo tra breve, molti giornalisti - quegli stessi che in modo ipocrita si stracciano le vesti quando qualcuno osa anche solamente ipotizzare un possibile influsso nocivo di un certo tipo di musica - sono perfettamente consci dell'enorme potere di cui godono certi gruppi musicali e dell'atteggiamento emulativo dei loro fans, solo che preferiscono usare... due pesi e due misure. Ci riferiamo in particolare ad un articolo assai illuminante di Claudio Sorge e di Franco Berardi «Bifo» (grande sostenitore della cultura cyberpunk) apparso sulla rivista (diretta da Sorge) Rumore 1.

 

claudio sorge

franco berardi bifo

 Da sinistra: Claudio Sorge e Franco Berardi detto «Bifo».

 

Il pezzo, intitolato «Rock e destra», è un duro rimprovero alla tendenza di alcune bands ad esaltare nei loro brani personaggi storici appartenuti al nazismo o al fascismo, o a manifestare sentimenti nostalgici per questi passati regimi. In particolare, Sorge se la prende con il bassista e cantante Tom Araya e con il chitarrista Jeff Hanneman, del gruppo thrash metal americano Slayer, i quali hanno confessato in più occasioni di simpatizzare per il dittatore cileno Augusto Pinochet (1915-2006) e per il suo regime. In effetti, in Angel of Death («Angelo della morte») gli Slayer glorificano il famigerato Dr. Joseph Mengele (1911-1989), medico di Auschwitz, e War Support («Sostegno alla guerra») è un vero e proprio inno alla guerra che i marines cantavano durante l'operazione Desert Storm prima di ogni attacco.

 

SS-3 è invece dedicata al gerarca nazista Reinhard Heidrich (1904-1942) 2. Nella seconda parte dell'articolo, vengono segnalate pericolose affascinazioni per la destra e per il razzismo di rockstars come Boyd Rice, Axl Rose (che bistratta «immigrati e checche») e David Bowie, o di gruppi come i Joy Division o gli Spandau Ballet. Formazioni come i Death in June, i Sol Invictus e gli Ain Soph vengono invece accusati di avere come punto di riferimento culturale autori molto apprezzati a destra come Julius Evola (1898-1974) e Friedrich Nietzsche (1844-1900).

 

tom araya - slayer

jeff hanneman - slayer

 Da sinistra: Tom Araya e Jeff Hanneman degli Slayer.

 

 L'angustia di Sorge per il pericoloso espandersi di questo nuovo orientamento si respira fin dalle prime righe dell'articolo in questione: «In questo tipo di società massmedializzata è importante quel che si dice. [...] Prendiamo il nostro campo specifico di intervento: il rock. Quel che voglio dire è che se questa musica si è conquistata uno spazio grande nel mondo della comunicazione, allora gli attori di questo gioco hanno sulle spalle un'enorme responsabilità. E quello che dicono conta [...]. No, non è uno scherzo. Qui il tempo degli scherzi è finito da un pezzo».

 

aquila degli slayer

aquila nazionalsocialista

 Da sinistra: l'aquila degli Slayer e quella del Partito Nazionalsocialista.

 

Naturalmente, Sorge si guarda bene dal manifestare preoccupazione per gli eccessi dell'altra «sponda» (probabilmente perché è la sua); quelli, per intenderci, di quel red rock che canta le gesta di altri «eroi» non meno sanguinari del Dr. Goebbels, di Heinrich Himmler o di Alfred Rosemberg, come Lenin, Stalin, Fidel Castro, Ceasescu o Palmiro Togliatti.

 

Non una parola, ad esempio, sull'esaltazione dell'Unione Sovietica che i Beatles fecero nel brano Back in URSS (1968)... Boyd Rice è deprecabile perché è filonazista, non perché collabora attivamente con la Church of Satan! Gli Slayer sono «cattivi» perché simpatizzano per il nazifascismo, non perché cantano Kill Again Uccidi ancora») o Richard Hung HimselfRichard si è impiccato»). In definitiva, l'unico cruccio di Sorge è che una forma di espressione culturale tipicamente progressista come il rock vada ora anche appannaggio della reazione. Punto e basta.

 

power to people - john lennon

nation - sepultura

Da sinistra: John Lennon (1940-1980) saluta a pugno chiuso sulla cover del singolo Power to People («Potere alla gente»; Apple 1971); pugni chiusi anche su Nation (Roadrunner 2001), dei brasiliani Sepultura.

 

Ma allora ci chiediamo: che cos'ha di così tanto diverso questo sfogo di Sorge da quel «colpevolizzare» o «demonizzare» il rock e le sue stelle che tante volte ci viene duramente rimproverato? Quel che poi non si capisce è perché mai sia lecito, giusto, e anzi doveroso, lanciare un grido d'allarme contro la minacciosa espansione del rock di destra e sia invece da bacchettoni reazionari e da topi di sacristia deplorare l'ininterrotto vilipendio della religione cattolica e l'esaltazione di atteggiamenti estremamente antisociali (e spesso contrari alla legge) come l'esaltazione della sopraffazione, del primato dell'ego, del darwinismo sociale (di un Marilyn Manson), del suicidio, della droga, dell'omicidio e di tutti i peggiori istinti dell'uomo fatti da un certo rock. Non ci pare proprio che la Satanic Bible di Anton Szandor LaVey (1930-1997) sia migliore o meno pericolosa del Mein Kampf! Forse che la libertà di espressione è un diritto unicamente di chi glorifica il sacrificio umano, il cannibalismo e i serial killer? O forse è solo una questione di colore! Qualcuno abbia la bontà di spiegarcelo.

 

banner centro culturale san giorgio ccsg

 

Note

 

1 Cfr. Rumore, nº 32, ottobre 1994, pagg. 46-47.

2 Gli Slayer, nel corso della loro attività, sono stati oggetto di accese discussioni per gli argomenti trattati e per il linguaggio utilizzato. Inoltre, è stata sempre posta in discussione la loro immagine, caratterizzata da citazioni e simbologie naziste. Il loro fanclub ufficiale si chiama Slaytanic Wehrmacht, ove Wehrmacht era il nome dell'esercito nazista dal 1935 fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale; inoltre, il loro logo raffigura l'Aquila Romana, stemma riscontrabile sugli elmi di questa milizia (usato spesso anche durante il fascismo) e la «S» di Slayer è stata accostata, da alcuni, al simbolo delle SS. Altri sospetti che gli Slayer siano seguaci di questa ideologia riguardano il chitarrista Jeff Hanneman, un grande appassionato della Seconda Guerra Mondiale, conosciuto per possedere una vasta collezione di memorabilia nazista. Ad ogni modo, la band si è sempre dichiarata solamente interessata ai contenuti storiografici e non alle sue ideologie.  Max Cavalera, ex leader dei Sepultura, li ha additati come una banda di neonazisti, accusandoli di attirare naziskin ai loro concerti per via della loro immagine e della loro musica.

 

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