di Russ Winter 1
In questo articolo l'Autore prende le difese di Carl Raschke e del suo libro sul satanismo Painted Black. Purtroppo l'aggressione verbale e scritta di cui è stato oggetto questo docente universitario non è un caso isolato. Ogniqualvolta uno studioso serio ha tentato di esporre in uno scritto il problema del demonismo in maniera scientifica portando a suffragio delle sue tesi dati inconfutabili relativi all'attuale decadenza veicolata dalla cultura popolare è stato brutalmente ingiuriato e accusato di essere un fanatico religioso.
I «sacerdoti» della religione laica non sopportano che qualcuno osi criticare i «valori» e le idee libertarie portate avanti da una banda di corruttori che propongono di esaltare la «bellezza» del male. Il risultato di questa campagna di indottrinamento è davanti agli occhi di tutti: la figura del diavolo e di tutto ciò che è malefico è diventata per così dire «di casa», come se si trattasse di una cosa normale. A questa operazione di desensibilizzazione e di assuefazione all'orrido hanno contribuito tutti i media, dalla musica al cinema, dalle serie televisive ai libri e ai fumetti.
Ciononostante, se qualcuno, come Raschke, si azzarda a segnalare che ogni giorno questo fenomeno demoniaco diventa sempre più evidente e pericoloso, subito viene sommerso da critiche e screditato dinanzi al mondo intero. Ẻ per questa precisa ragione che proponiamo questo articolo al pubblico italiano, per rompere questa cortina di silenzio che avvolge questa opera di dissoluzione e per risvegliare le coscienze sempre più assopite.
Carl A. Raschke è un filosofo e teologo statunitense, ex direttore e docente del Dipartimento di Studi Religiosi presso l'Università di Denver. Raschke è autore di Painted Black: From Drug Killings to Heavy Metal. The Alarming True Story of How Satanism Is Terrorizing Our Communities (HarperCollins, 1991), che descrive come gli occultisti abbiano sovvertito le credenze religiose e politiche della nostra società attraverso la cultura della droga, l'arte, i libri, la musica heavy metal, i film e i media.
Uno degli aspetti più notevoli del libro di Raschke è stata la controffensiva organizzata e la campagna diffamatoria orchestrata da un certo numero di giornalisti pervertiti e relativisti morali, i soliti noti. Basta fare una ricerca su Google per «Raschke Painted Black» per trovare pagine e pagine di confutazioni postmoderniste da parte delle medesime persone. Lo stesso materiale è reperibile anche sulla pagina Wikipedia di Raschke 2, che ripropone la stessa narrativa distorta più e più volte. La pagina Wikipedia è stata scritta da un certo Justin Knapp, responsabile di oltre un milione di modifiche e post online.
Knapp ha conseguito una laurea in filosofia e una in scienze politiche presso l'Università dell'Indiana. Si occupa principalmente di modifiche servili e di parte, tipiche della sinistra New Age, su politica, filosofia, religione e cultura popolare. Si può solo immaginare il veleno che ha diffuso nel tempo. La controffensiva contro il libro di Raschke è stata sofisticata, ben diversa dalle solite banalità prodotte da coloro che «non vedono, non sentono e non parlano del male» e si crogiolano nella finta innocenza. Fortunatamente, Internet ci offre la possibilità di esaminare chi fossero i cosiddetti studiosi critici di Painted Black e di analizzare i loro obiettivi e le loro narrazioni. Come ha affermato Knapp, il libro
Fedele al suo mantra, la «studiosa» Sarah M. Pike 3 ha descritto come in un servizio giornalistico durante il processo al caso dei West Memphis Three 4 «non abbia consultato esperti di Wicca e satanismo», ma abbia fatto riferimento al materiale di Raschke, che lei definisce un «esperto di satanismo ampiamente screditato». La professoressa Pike è direttamente coinvolta in questa vicenda. Ha scritto diversi articoli e capitoli di libri su temi quali il Burning Man 5, il neopaganesimo 6, i rituali 7, l'ambientalismo, la spiritualità giovanile, i Nuovi Movimenti Religiosi 8 e l'attivismo per i diritti degli animali 9. Il suo lavoro include anche pratiche rituali della Wicca relative alla sessualità, al poliamore 10 e al matrimonio.
Nel 2013, il cosiddetto studioso Robert Walser 11 ha affermato che «il terrorismo di Raschke e di critici simili si basa su due tattiche: aneddoti e insinuazioni». Walser è noto per opere come Running With the Devil: Power, Gender and Madness in Heavy Metal Music («Correre con il diavolo: potere, genere e follia nella musica heavy metal»), del 1993, e l'articolo Prince as Queer Poststructuralist («Prince come queer poststrutturalista»).
Sopra: Robert Walser e il suo libro Running With the Devil.
Lo studioso Arthur Versluis 12 ha utilizzato nella sua recensione del libro di Raschke tutti i termini neurolinguistici standard. Ha descritto Painted Black come un «tentativo di risvegliare un'inquisizione americana», e lo ha definito «sensazionalismo senza fiato». Versluis cita come esempio la descrizione che Raschke fa del gioco di ruolo Dungeons and Dragons come mezzo di iniziazione alla «magia nera», e ha affermato che «è quasi impossibile esagerare la natura isterica di questo libro, né il numero di errori in esso contenuti (sebbene alcuni abbiano almeno cercato di elencarli)». Versluis afferma che, fortunatamente, il libro di Raschke non ha avuto l'impatto che egli chiaramente desiderava: risvegliare pienamente lo spirito inquisitoriale.
Naturalmente, Versluis, in qualità di direttore del Journal for the Study of Radicalism («Rivista per lo studio del radicalismo») e fondatore di Studies in Esotericism («Studi di esoterismo»), ha già trattato questi argomenti. A sua volta, lo studioso Wouter J. Hanegraaff 12 ha scritto: «La smania di Raschke di includere tutto ciò che è "gnostico" in una "genealogia delle tenebre" (vedi Painted Black, pag. 133) è ispirato da una ricerca storica superficiale». Il punto di forza, il sistema di credenze e gli interessi di Hanegraaff consistono in analisi accademiche apologetiche del movimento New Age, dei suoi autori più importanti, dei temi e degli aspetti delle credenze acquariane, con uno sguardo al New Age nel contesto dell'esoterismo occidentale tradizionale.
Lo «studioso» Mattias Gardell 13 ha affermato: «Non ho trovato nulla che suffraghi le accuse allarmistiche di Raschke». Questo intellettuale postmoderno si autodefinisce pagano e «anarchico spirituale».
E lo studioso Jonathon S. Epstein, in una recensione del 1991, ha scritto: «"Painted Black" alimenta ulteriormente l'isterismo che circonda il satanismo in America». E ha aggiunto che «ciò che manca al libro è la rigorosa ricerca accademica, ma viene compensato da generalizzazioni superficiali e infondate», e che il libro «non può essere preso sul serio». Epstein è l'autore di un libro ossequioso e permissivo intitolato Youth Culture: Identity in a Postmodern World («Cultura giovanile: identità in un mondo postmoderno»).
Visto l'uso esclusivo di argomentazioni fallaci, è evidente che questi detrattori non si sono nemmeno presi la briga di leggere il libro. Raschke guarda con occhio molto critico gli apologeti del satanismo (e delle sètte in generale), paragonandoli a «cani da guardia ben addestrati, pronti a scattare e abbaiare all'avvicinarsi della verità». L'intellettuale americano medio, osserva Raschke, «fatica ad accettare che ci siano persone capaci di fare il male volontariamente per il gusto di farlo». Le argomentazioni tipiche degli apologeti del male sono:
Questo, ribatte Raschke, non è né giornalismo serio, né ricerca accademica, ma un appello al «libertinismo intellettuale». Riteniamo che Raschke sia fin troppo indulgente nei confronti delle motivazioni dei burloni liberal. Ma Raschke va al cuore della questione: il satanismo non è una «nuova religione», bensì «un sistema motivazionale sofisticato ed estremamente efficace per la diffusione della violenza e del terrorismo culturale». Il libro affronta il tema del sèttarismo distruttivo, delle sottoculture clandestine, e del loro impatto sulla società. Trent'anni dopo, questo impatto è ancora più evidente.
Una sètta organizzata è diversa da una sètta che sfrutta gli altri. Quest'ultima distorce le religioni consolidate, mentre altre affermano di offrire una «verità» più laica. Nell'analizzare il termine «sètta», dobbiamo essere molto cauti, poiché l'élite ama capovolgere l'etica e la morale per contaminare coloro che pensano fuori dagli schemi. Il termine «sètta» potrebbe essere applicato in modo improprio. Winter Watch definisce una «sètta» come un gruppo sociale con credenze e pratiche socialmente devianti 14.
Questa definizione è ulteriormente specificata come «malum in se», ovvero sbagliato o malvagio in se stesso. L'espressione si riferisce ad una condotta considerata peccaminosa o intrinsecamente sbagliata per sua natura, indipendentemente dalle norme che la regolano. Si distingue dal «malum prohibitum», che è sbagliato solo perché proibito. L'élite occulta sta spingendo con forza l'applicazione del «malum prohibitum» al pensiero sbagliato. Sètte, bande e organizzazioni criminali distruttive sono comunemente associate a dottrine occulte che forniscono un meccanismo attraverso il quale un individuo, o un piccolo gruppo, può controllare i pensieri e il comportamento di un gran numero di persone. L'identità dei membri può essere alterata e i membri possono essere trasformati in schiavi di fatto.
È possibile che questi tipi di gruppi vengano formati e controllati da individui e gruppi con intenti totalitari o criminali come mezzo per soggiogare subdolamente altri? La definizione di sètta va elaborata con attenzione. Il compianto Ted Gunderson (1928-2011), un ex agente dell'FBI, usava il termine «sètta satanica».
Tuttavia, queste sètte potrebbero essere anche più discordanti che puramente sataniche. Il tema dominante è il relativismo morale, ovvero il «do what thou wilt» («fa ciò che vuoi»). La sètta può formare gruppi per insinuare i proprî membri in una società segreta di affiliati. Questo modello di infiltrazione è molto più diffuso di quanto si creda. Ma Raschke dimostra che il «vero satanismo» è un miscuglio eclettico, non una tradizione coerente. Un esempio lampante di sottocultura clandestina è stato il massacro rituale di quindici persone, perpetrato nel 1989 da Adolfo Constanzo (1962-1989) e dalla sua banda di narcotrafficanti a Matamoros, in Messico. Il dibattito si concentrò sul «satanismo» come elemento centrale. Constanzo non era un personaggio oscuro appartenente a qualche sottocultura di nicchia. Era stato un «sensitivo delle star» a Città del Messico, e aveva influenzato celebrità e politici. Nel contesto del traffico di droga, la sua forma di magia nera brutalizzava e intimidiva gli avversari.
Raschke spiega che Costanzo e la sua banda credevano in un'aura soprannaturale che circondava gli atti di violenza e che per sfruttare quel potere demoniaco fosse necessario uccidere, torturare e mutilare. Il satanismo implica una fascinazione per il crimine brutale. Il marchese de Sade (1740-1814) lo definì obbedienza alla «natura». Esso nutre disprezzo per le leggi degli uomini e di Dio. Elementi importanti del satanismo moderno sono stati elaborati anche da intellettuali e artisti di spicco, come Charles Beaudelaire, Oscar Wilde, Jean-Jacques Rousseau e Friedrich Nietzsche. Passando al serial killer Israel Keyes (1978-2012), troviamo una manifestazione più attuale di questa mentalità. In lui era in gioco un complesso di onnipotenza demoniaca, un senso di grande superiorità e di totale disprezzo per il prosssimo.
Questi individui, apparentemente efficienti e capaci, non mancano di autostima, anzi, tutt'altro. Piuttosto, prevale un senso di grandiosità. Keyes, come altri del suo genere, affermò che il satanismo aveva esercitato un'influenza su di lui, soprattutto in termini di inversione. Un punto che Raschke sottolinea ripetutamente ed efficacemente è che i giornalisti e gli investigatori che si occupano di crimini satanici sono, nella maggior parte dei casi, professionisti - assistenti sociali, terapisti, avvocati, poliziotti e pubblici ministeri - e non fanatici religiosi. Eppure, i detrattori continuano ad attaccare la credibilità di questi investigatori.
E sì, crediamo che in molti casi ci sia una qualche forma di malizia e di tentativi insabbiamento. Raschke ha affermato che non esiste una cospirazione satanica mondiale, ma che il satanismo è il sistema di credenze preferito dai potenti cartelli della droga. Si tratta forse di un richiamo al sogno del mago nero Aleister Crowley (1875-1947) di dominare il mondo attraverso la droga e la forza di volontà? Ironicamente, la vera «rete satanica» su vasta scala probabilmente non ha nulla a che fare con la religione, ma potrebbe essere la stessa rete internazionale del narcotraffico. Raschke era troppo conservatore nel suo approccio del 1990, ma ora abbiamo altri tre decenni di ulteriori prove che indicano qualcosa di più globale e organizzato.
Raschke, nel suo capitolo sul «mondo occulto», fa risalire il satanismo al Medioevo. L'immagine popolare dei satanisti come sèttari incappucciati che adorano il diavolo, invertono il bene e il male e pervertono i rituali cristiani durante le orgiastiche «messe nere» è applicabile in alcuni casi, ma è troppo semplicistica per rappresentare accuratamente l'intero fenomeno. Gran parte dell'ideologia satanista affonda le sue radici nello gnosticismo, un'antica religione dualistica 15 basata sulla credenza in una lotta perpetua tra il Dio della Luce e il Dio delle Tenebre. Questa lotta si risolve solo attraverso l'iniziazione alla «Conoscenza superiore» («Gnosi»), secondo la quale sia le «tenebre» (il male) che la «luce» (il bene) sono entrambe necessarie per la salvezza.
Sopra: per il dualismo il bene e il male sono solo due aspetti della medesima realtà.
Questa estatica unione degli opposti (coincidentia oppositorum) ha lo scopo di connettere i partecipanti al «divino» (autodeificazione). Raschke la definisce come un'ideologia di distruzione e di decadenza, dai radicali della Francia del XVIII secolo fino ad Anton Szandor LaVey (1930-1997), fondatore della Church of Satan («chiesa di Satana»). In realtà, Raschke si spinge oltre il bersaglio, affermando che si tratta piuttosto di idee nascoste e di movimenti filosofici influenti che rimangono pressoché sconosciuti alla società in generale.
Un esempio è l'«illuminismo», un movimento sociopolitico laico e radicale del XVIII secolo che propugnava la violenza, l'egualitarismo e la supremazia degli «istinti» 16. La genealogia e le ambizioni di questo culto delle idee vengono applicate ad una società ignara. Raschke osserva che, mentre le forme più grezze di satanismo si limitano ad invertire la morale cristiana - definendo male tutto ciò che è bene e viceversa - forme più sofisticate, come il Temple di Set di Michael Aquino (1946-2019), sostituiscono gli standard oggettivi di bene e male con la «volontà» soggettiva. L'etica, in questo contesto, è strettamente relativista. Ciò che è «buono» per te può essere «cattivo» per me e viceversa. Tuttavia, una persona che si crede «al di là del bene e del male» è capace di quasi tutto. Nel capitolo sull'«estetica del terrore», il satanismo viene considerato come rivolta culturale e forma d'arte consapevole.
Raschke individua un'affinità tra occultismo, anarchismo e «terrorismo estetico», che definisce come
Nella visione satanista, ciò significa la riconciliazione degli opposti: «al di là del bene e del male», come diceva Nietzsche. Il «terrorismo estetico» si collega a questo concetto di potere, prevedendo la direzione del cambiamento dei valori nella società moderna. Osserva Raschke:
In diversi capitoli, Raschke affronta i legami tra satanismo, musica heavy metal, giochi di ruolo fantasy, droghe e comportamenti distruttivi. Nel terrorismo estetico, l'aggressività diventa «espressione». Questi «fattori psicosociali» possono distorcere la visione del mondo dell'adolescente, spogliandolo dei suoi sistemi di credenze e sostituendoli con i proprî. Da notare che questo libro è stato scritto prima della strage di Columbine 17. Raschke osserva che, mentre gli accademici continuano a negare che questo genere musicale influisca negativamente sugli adolescenti, i professionisti della salute che si occupano degli effetti clinici dell'heavy metal su ragazzi problematici hanno una visione meno benevola della questione.
L'American Academy of Pediatrics avverte che l'esposizione prolungata alla «morbosità» dell'heavy metal, combinata con altri «fattori psicosociali», può distorcere la visione del mondo di un ragazzo. L'heavy metal è «veleno» per gli adolescenti disturbati che non riescono a controllare i loro impulsi alla violenza e alla promiscuità. Se si aggiungono le droghe, la combinazione può essere letale. I testi heavy metal ostentano odio, potere, stupro e glorificazione della violenza con sfumature pseudo-religiose, un mix che si adatta perfettamente alla vita da tossicodipendente adolescente fatta di «arroganza, brutalità, furto e sesso».
Raschke sostiene che i promotori di questo genere stiano attuando una sorta di riforma del pensiero, spogliando le vittime dei loro sistemi di credenze e sostituendoli con i proprî. Raschke considera giochi videogiochi pericolosi perché non sono una sana fantasia, bensì psicodrammi ambientati in un mondo di caos, astuzia e magia nera, in cui l'iniziativa è equiparata ad aggressività e crimine. Il relativismo morale stile New Age de Il trono di spade funziona allo stesso modo. La moralità è ambigua e il bene e il male sono «ciò che funziona» all'interno della fantasia di potere.
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