titolo id2020: il tracciamento della popolazione mondiale

di Christian Verdier 1

 

postato: 12 settembre 2022

Ultima modifica: 23 settembre 2022

 

id2020 - identità digitale

 

 

Introduzione

 

Che la pandemia di COVID-19 sia stata uno spartiacque nella storia contemporanea lo si può affermare senza ombra di dubbio. E sempre più persone si stanno rendendo conto di come il virus sia stato uno strumento creato appositamente per dare l'avvio ad una trasformazione radicale della società. Forse siamo nella fase cruciale del tentativo di realizzare il famigerato Nuovo Ordine Mondiale. Con la paura indotta nella popolazione, i governi hanno via via imposto misure sempre più restrittive delle libertà individuali, infischiandosene dello stato di diritto e imponendo norme che mai sarebbero state accettate in condizioni normali.

 

Ma anche dove sembra che si stia quasi tornando alla normalità, c'è quasi l'impressione che non tutto quello che era stato attuato per la pandemia venga ora messo da parte. Solo per fare un esempio, l'infrastruttura necessaria a far funzionare il green pass potrebbe tornare utile per il nuovo portafoglio digitale annunciato dal governo italiano. Si tratta di un'innovazione utile o di un primo passo volto ad instaurare un sistema di credito sociale di tipo cinese?


Ebbene, la risposta sarà ovvia dopo aver letto l'articolo che segue, in cui ci viene mostrato come questi progetti non siano affatto sorti all'improvviso, ma siano stati elaborati dalle élite già da qualche anno, ovviamente con scopi ufficiali ben diversi dalla reale motivazione: il controllo totale delle masse.

 

  R. C.

 

 

 

Lo zampino di Bill Gates

 

Il programma ID2020 è un progetto congiunto lanciato nel 2016 da Bill Gates 2, il cui obiettivo dichiarato è promuovere l'accesso all'identità digitale ovunque nel mondo, ma il cui vero scopo sembra diverso...

 

membri fondatori id2020

Sopra: i membri fondatori di ID2020.

 

Gates sostiene che alcune persone nel mondo, in particolare in Africa e in Asia, come i senzatetto, i migranti, i rifugiati, ecc..., non avrebbero un documento di identità, e quindi non avrebbero accesso ai servizi sociali. Questa improvvisa compassione di Bill l'eugenista 3 per i suoi simili che vivono agli estremi lembi della Terra, ha qualcosa di toccante, ma soprattutto di sospetto e merita un'analisi approfondita.

 

bill gates eugenetica

Sopra: Bill Gates, l'eugenista «benefattore».

 

 

I

L'obiettivo: il controllo delle masse

 

Una falsa argomentazione

 

La presentazione di questo progetto, che beneficia di un sito web dedicato 4, è l'apice dell'ipocrisia, a cui i globalisti di ogni risma ci hanno già abituato 5.

 

Rivendicare un bisogno che non esiste

Il progetto, infatti, parte da un falso postulato, che poi permette ogni eccesso: «Ora serve un'identità digitale». Questa breve frase contiene già diversi errori: il soggetto non è «noi», perché Gates parla per sé e nessuno gli ha mai chiesto nulla. L'identità digitale è un concetto senza realtà. E non è nemmeno un «bisogno», perché l'uomo ne vive senza già da molto tempo.

 

L'Alliance e Gates stanno quindi orchestrando una propaganda menzognera all'unico scopo di trasformare ciò che attualmente è solo un concetto rischioso in un bisogno vitale per l'umanità, a partire dalla nota metodologia massonica: creare da zero un problema per poi fornire la soluzione.

 

digital identity

 

L'identità digitale (ID) non è mai stata definita

La propaganda di ID2020 continua nella stessa vena menzognera. Dal loro sito:

 

«L'identità è vitale in politica, nell'economia e nella vita sociale. Ma i sistemi di identificazione sono arcaici, insicuri, privi di un'adeguata protezione della privacy e, per oltre un miliardo di persone, inaccessibile. L'identità digitale sta per essere definita e ne abbiamo bisogno urgentemente».

 

identità digitale

 

Sì, l'identità è utile per la vita di tutti i giorni, ma i sistemi attuali (carta d'identità cartacea o in plastica) non sono affatto arcaici. Anzi, essi funzionano piuttosto bene, dal momento che sono usati da diversi miliardi di persone, anche se non sono infallibili. Ma si noterà soprattutto che l'Alliance riconosce che l'identità il digitale è un concetto che non è ancora stato ben definito... È una nozione di stato civile o di biometria? Questo particolare importante non viene specificato in nessuna parte del sito.

 

Di cosa stiamo parlando: di identità o di identificazione?

 

Il sito di ID2020 presenta soprattutto una pecca di ragionamento, perché confonde (deliberatamente) il fine e i mezzi dicendo che nel mondo un miliardo di persone è privo di un certificato di identità, e che quindi ha bisogno di un nuovo sistema di identificazione personale (basato in particolare sulla biometria).

 

Tuttavia non vediamo come una macchina potrebbe conferire un'identità ad una persona se i servizi di stato civile di un Paese non sono in grado di farlo. Quindi, l'Alliance confonde volontariamente l'identità e l'identificazione, che sono due cose diverse.

  • L'identità è il fine, cioè la necessità di posizionare una persona all'interno di una società specificandone la filiazione: da chi è nata? Quando? In quale famiglia vive? Si tratta di un concetto amministrativo e di stato civile.

  • L'identificazione è solo un mezzo che permette di caratterizzare una persona (in particolare attraverso la biometria: sesso, altezza, colore degli occhi, ecc...). Essa permette di associare una persona ad un gruppo (soprattutto etnico), ma in nessun modo può attribuirgli un'identità amministrativa.

identificazione digitale

Sopra: identificazione digitale tramite smartphone.

 

Pertanto, non vediamo come il progetto di Bill Gates possa aiutare il povero migrante africano facendogli avere un'identità, perché questo progetto non è quello dei mormoni, che si sforzano ricostituire la discendenza degli individui. Se leggiamo il «Manifesto» dell'Alliance, disponibile sul suddetto sito, vediamo che questa confusione viene costantemente mantenuta:

 

«Per alcuni, compresi i rifugiati, gli apolidi e altri gruppi emarginati, non è possibile "aggrapparsi" ai sistemi di identificazione dei cittadini [...]. Noi sosteniamo gli sforzi per espandere l'accesso a programmi di identità nazionali...» 6.

 

identità o identificazione

Identità o identificazione?

 

In realtà, l'intenzione di Bill Gates è  quella di un tracciamento globale

 

Il progetto ID2020 non è autorizzato a fornire un'identità alle persone del mondo intero, perché questo ruolo compete agli Stati e ai loro servizi di stato civile. In realtà, esso non consiste solo nel permettere l'identificazione della popolazione del mondo intero, il che è tecnicamente fattibile. Questa ambiguità nello scopo dell'operazione compare nella sigla stessa del progetto che non è mai stata ben definita.

 

Si ritiene che le lettere «ID» stiano per «identità», ma l'analisi del sito sembra piuttosto suggerire «identificazione». D'altronde, l'organizzazione globalista McKinsey parla di «identificazione digitale o di "ID digitale"» 7. Qual è il mezzo tecnico che l'Alliance propone per una buona identificazione?

 

Si tratta di poca cosa: creare una dossier virtuale che raggruppi alcuni elementi biometrici dei singoli individui (in particolare le impronte digitali e l'iride dell'occhio), che verranno archiviati nel cloud di Microsoft (applicazione Microsoft Azure) e a cui tutti avrebbero accesso attraverso una protezione personalizzata.

 

microsoft azure

 

A questo punto, diverse considerazioni si prestano all'ironia:

  • In primo luogo, occorre far notare che al povero africano nel deserto, che non ha mai visto un computer in vita sua, Bill Gates vuole sostituire un documento cartaceo più o meno inesistente con un sistema digitale accessibile tramite internet e relativa password. Andiamo bene!

  • Poi bisogna notare che pur affermando di voler difendere (con le lacrime agli occhi) la privacy, l'Alliance non fa che interferire nella vita privata altrui attribuendo a se stessa diritti di gestione delle banche dati personali, di cui non dispone legalmente 8;

  • Infine, se si considera la vulnerabilità del cloud e le falle di un sistema poroso e «hackerabile» che causano regolarmente la diffusione di elenchi di indirizzi, codici bancari e password, abbiamo motivo di essere preoccupati. Da questo punto di vista, la carta d'identità cartacea non sembra meno sicura della progetto di Bill Gates.

id2020

Sopra: identità digitale per tutti gli abitanti del pianeta...

 

In breve, a chi giova tutto questo? Non certo ai poveri migranti, oggetti della tenerezza di Bill, che sarà sempre priva di un'identità almeno ad oggi, ma ai server di Microsoft, che saranno in grado di elaborare dati redditizi al miglior prezzo! Il giornale francese Les Échos evita le ipocrite circonvoluzioni di ID2020 e va dritto al punto, sebbene incapace di distinguere tra «identità» e «identificazione».

 

Ma almeno il titolo del suo articolo (del 7 maggio 2019) è molto vicino alla realtà: «Bientôt un identifiant numérique pour tous»? («Ben presto un identificatore digitale per tutti»?). Dunque si tratta di un identificazione, e quindi di un tracciamento universale.

 

«Come posso dimostrare di essere me stesso, nella vita reale o su Internet? La risposta a questa domanda vale oggi diverse decine di miliardi di dollari, poiché l'identificazione è diventata indispensabile nel nostro mondo connesso [...]. Tale verifica dell'identità dei loro clienti è imposta nell'ambito della lotta alle fake news, all'evasione fiscale e al finanziamento del terrorismo 9. Da qui l'idea di alcuni Stati, organizzazioni o società internazionali di offrire un'identità digitale unica che consentirebbe a tutti di identificarsi ovunque. Il supporto di questa identità potrebbe essere elettronico [...] o puramente digitale (una serie di cifre). L'identificatore verrebbe convalidato utilizzando i dati biometrici, finanziari (il conto bancario) o un profilo Internet (come Facebook o Google). Esso fornirebbe l'accesso allo stato civile, alle informazioni sanitarie, finanziarie, ecc..., del suo proprietario» 10.

 

bill gates miliardario

 

Avete capito bene: Bill Gates non ha alcuna intenzione di aiutare i servizi di stato civile dei Paesi svantaggiati per poter ricostituire le origini dei loro elettori – il che sarebbe utile - ma di tracciarli con un marchiatore digitale universale – il che lo è meno, oltre ad essere pericoloso per le libertà individuali.

 

 

II

I mezzo: il vaccino

 

 

Un vaccino per curare o per controllare?

 

Per facilitare l'adozione dell'identità digitale, l'Alliance di Bill Gates ha ritenuto opportuno accoppiarlo con l'inoculazione dei vaccini che - felice coincidenza - è proprio la missione di GAVI, membro di ID2020...

 

«ID2020 e i suoi partner stanno lanciando un programma per fornire l'identità digitale insieme i vaccini. L'idea di utilizzare l'immunizzazione come opportunità per stabilire un ID è stata rivelata da ID2020 11. A2i e i suoi partner GAVI e ID2020 si sono impegnati insieme per tentare di implementare l'identificazione univoca per i bambini del Bangladesh attraverso la digitalizzazione dei processi di immunizzazione» 12.

 

gavi the alliance

Sopra: i membri di GAVI the Alliance.

 

Ci si può chiedere se l'obiettivo di Gates sia davvero di tipo umanitario quando veniamo a sapere che la sua campagna di vaccinazione contro la poliomielite in India ha provocato migliaia di casi di paralisi 13.

 

vaccino covid-19

 

Un chip sottocutaneo per tutta l'umanità?

 

Questa campagna per l'ID globale ha provocato una controversia riportata dal quotidiano Le Monde (non sospettabile di «complottismo») secondo cui

 

«a dicembre del 2019, c'è stato l'annuncio di un progetto di "fascicolo sanitario digitale" sostenuto dalla Fondazione. Basato su chip sottocutanei e "tatuaggi" invisibili, esso era inteso come risposta alla mancanza di monitoraggio delle campagne di vaccinazione nei Paesi più poveri, come ad esempio il Bangladesh o il Malawi. Si tratta di un progetto legato ad una questione locale, ancora nella fase di studio dell'accettabilità, ma che alimenterà la fantasia di una marchiatura generale dell'umanità» 14.

 

immunizzazione digitale

 

Il famoso quotidiano francese si riferiva qui ad un esperimento condotto al Massachusetts Institute of Technology (MIT), che ha permesso di iniettare sotto la pelle nano-particelle da utilizzare sia come vaccino contro alcune malattie che come marcatore per il tracciamento biometrico dell'individuo.

 

microchip

nano particelle

 

Tali particelle emetterebbero una luce fluorescente rilevabile da uno smartphone adatto allo scopo, e quindi si potrebbe sapere se l'individuo è stato vaccinato o meno 15. Questo esperimento è stato finanziato da Bill Gates, e non è stato annunciato che sia stato sospeso... Se si tratti di un chip o di un impianto è un gioco di parole; la realtà è la medesima.

 

tatuaggio

 

Il pass sanitario, una prefigurazione del futuro ID

 

Questa politica di controllo mondiale si è rapidamente concretizzata con l'attuazione in Francia nel 2021 del pass sanitario durante lo scoppio del COVID-19 16. Tuttavia, questo pass sanitario era destinato a certificare che il titolare fosse stato vaccinato contro questa nuova malattia 17. Quindi, c'è stata la concretizzazione del «fascicolo sanitario digitale» voluto da Gates, descritto nel paragrafo precedente. Nel maggio del 2020, lo stesso Gates ha dichiarato:

 

«La politica di monitoraggio della popolazione degli Stati Uniti non è ancora stata organizzata [...]. Nessun test è stato ancora collegato ad un sistema di sorveglianza nazionale. Se il test risultasse positivo, dovrebbe permettere di sapere dove è in atto la malattia e se dovremmo imporre il distanziamento sociale» 18.

 

green pass vaccinale

 

È stata anche la prima volta, almeno in Francia, che un dato relativo alla salute di una persona è stato collegato ad un'applicazione digitale 19. Quindi, la vaccinazione è stata il mezzo utilizzato per stabilire e applicare il concetto di identità digitale per tutti, in chiave globalizzata, con il pretesto della salute e della sicurezza. È tempo di diffidare di persone che agiscono per il nostro bene senza chiedere il nostro parere.

 

Dal green pass al marchio della Bestia?

 

La vaccinazione sottocutanea di Bill Gates e il green pass (che è un marchio sotto forma di QR-code), richiamano alla mente il marchio della Bestia di cui si parla nel Libro dell'Apocalisse 20.

 

identità digitale 666

 

Con il green pass sanitario potremmo essere ancora in grado di acquistare, ma il margine di libertà è notevolmente ridotta, perché durante il primo lockdown in Francia, sono stati tutti chiusi i negozi considerati «non essenziali». E in assenza di green pass non si potevano acquistare i biglietti dei treni non regionali, o prenotare i posti al ristorante o al cinema. Si è trattato quindi di un vero e proprio strumento politico di segregazione 21 che in futuro potrebbe ripresentarsi in maniera ancora più pesante.

 

 

III

Il quadro: il globalismo

 

 

Il controllo della popolazione ha senso solo se applicato a tutto il mondo poiché, grazie ai moderni mezzi di trasporto, chiunque può circolare in qualsiasi parte del pianeta, almeno nel mondo «di prima» 22, il che rende difficile qualsiasi controllo anche solo locale. Ecco perché il green pass sanitario è fiorito all'improvviso come una margherita in modo uniforme e globale. Ciò era tecnicamente impossibile, salvo essere stato previsto da tempo e programmato in modo globale. In effetti, possiamo notare che i globalisti stanno lavorando da parecchio tempo alla questione dell'identità digitale legata alla sanità.

 

Gates e la Microsoft

 

Nel 1975, Bill Gates ha fondato la società di computer Microsoft, che gli ha consentito di accumulare un capitale oggi stimato a più di 100 miliardi di dollari. Egli, quindi, ha investito la maggior parte di questa fortuna nella sua Bill and Melinda Gates Foundation, creata nel 2000, per ragioni ufficiali di filantropia, ma più prosaicamente per beneficiare delle esenzioni fiscali di cui può godere per statuto questo tipo di associazione.

 

bìill and melinda gates foundation

 

Vandana Shiva, un'ecologista indiana, ha affermato:

 

«Il filantro-capitalismo [...] non riguarda certo la carità o la donazione, ma piuttosto il profitto, il controllo e l'accaparramento. Si tratta di un modello economico di investimento e un modello politico di controllo che soffoca la diversità, la democrazia e le soluzioni alternative, e che, dietro agli aiuti finanziari, permette al miliardario di esercitare il dominio e mettere le mani su nuovi mercati e monopoli» 23.

 

vandana shiva

 

D'altronde, uno degli obiettivi principali di questa fondazione è la vaccinazione dell'intero pianeta almeno fin da quando Bill Gates ha dichiarato che prevedeva di applicare il suo progetto «a sette miliardi di persone» 24. La vicinanza tra Gates e i globalisti sul tema dell'identità digitale emerge infine con maggiore chiarezza quando si prende in considerazione la composizione del Consiglio dei direttori di ID2020:

  • Kim Gagné e Alex Simons (Microsoft);

  • John Edge e Blythe Masters (JP Morgan);

  • Seth Berkley (Rockefeller Foundation);

  • Dakota Gruener (GAVI).

direzione id2020

 

Ma non è finita! L'ex direttrice di GAVI (in carica fino al 2020), Ngozi Okonjo-Iweala, è diventata direttrice della World Trade Organization, («Organizzazione Mondiale del Commercio»). Un vero riciclaggio di globalisti puri!

 

ngozi okonjo-iweala

 

Uno strumento dell'ONU

 

Nel 2018, rappresentanti dell'ONU e della Banca Mondiale si sono incontrati con i leader africani presso la sede delle Nazioni Unite per accelerare lo sviluppo dell'identità digitale in Africa, in particolare grazie all'iniziativa ID4D («Identification for Development», ossia «identificazione per lo sviluppo) lanciata dalla Banca Mondiale.

 

identification for development

 

La Bill and Melinda Gates Foundation e il World Economic Forum hanno collaborato con questa iniziativa per lanciare l'iniziativa Mission Billion («Missione Miliardo»), con l'obiettivo di proporre soluzioni tecniche al problema dell'identità digitale. È quindi chiaro che Bill Gates sta utilizzando le strutture dell'ONU per sviluppare le sue soluzioni tecniche (e venderle), a partire dal continente africano, il più carente in materia di stato civile.

 

mission billion

«Idee per trasformare le vite di miliardi» (di persone).

 

Per fare ciò, egli si appoggia sulle sue massicce campagne di vaccinazione in questo continente e sull'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), di cui è diventato il più grande finanziatore privato, almeno da quando il presidente Donald Trump ha deciso di rimuovere i finanziamenti statunitensi 25. D'altronde, a settembre del 2021, Gates ha fornito all'OMS le sue raccomandazioni in materia di tracciabilità vaccinale, sulla base dei certificati di vaccinazione digitali che egli propone 26.

 

organizzazione mondiale della sanità - oms

 

Uno strumento per l'Unione Europea

 

Come tutte le organizzazioni globaliste, anche l'Unione Europea aderisce pienamente questo programma di controllo di massa:

 

«Il presidente della Commissione Europea (Ursula von der Leyen) ha intenzione di fornire tutti i cittadini europei di un'identità digitale che può essere utilizzata "ovunque in L'Europa per fare ciò che si vuole, dal pagamento delle tasse all'affitto della bicicletta"» 27.

 

«(Ursula von der Leyen) vuole applicare all'Europa ciò che ID2020, il World Economic Forum, la Banca Mondiale e il Dipartimento di sicurezza interna degli Stati Uniti promuovono a livello globale, ossia perfezionare la sorveglianza automatizzata della popolazione mondiale» 28.

 

«Oggi, la Commissione ha proposto un quadro europeo per un'identità digitale che sarà accessibile a tutti i cittadini, ai residenti e alle aziende dell'Unione Europea. I cittadini potranno dimostrare la propria identità e condividere i proprî documenti elettronici a partire dal loro portafoglio europeo di identità digitale cliccando un pulsante sul proprio smartphone» 29.

 

ursula von der leyen

 

Naturalmente, il fatto che sia stato il commissario Thierry Breton a presentare il giorno prima il suo portafoglio digitale (Digital Identity Wallet, dal nome del progetto presentato da  Thales) e che lui stesso è l'amministratore delegato di Atos, una società che ha collaborato con  Thales per la produzione di strumenti digitali, è solo una pura coincidenza...

 

thierry breton

atos - thales

 

Perché sollevare problemi di natura etica quando un luminoso futuro di tracciamento europeo è a portata di mano! E non è il momento clou dello spettacolo constatare che il presidente di GAVI dal 2021 sia... José Manuel Barroso, l'ex presidente della Commissione Europea! Ecco spiegato l'interesse dei globalisti europei per questo strano incrocio tra identificazione e vaccinazione!

 

josé manuel barroso

 

Uno strumento per il World Economic Forum (WEF)

 

Il World Economic Forum è un altro grande sostenitore della digitalizzazione mondiale, a partire dal suo presidente e fondatore Klaus Schwab, che ne ha fatto l'argomento centrale del suo libro del 2016 The Fourth Industrial Revolution («La quarta rivoluzione industriale»).

 

klaus schwab - the fourth industrial revolution

Sopra: Klaus Schwab e il suo libro The Fourth Industrial Revolution.

 

Egli ha ribadito il suo interesse per questo argomento nel suo del 2020 COVID-2019: the Great Reset:

 

«Vedremo come il tracciamento dei contatti ha capacità senza precedenti e un posto quasi essenziale nella lotta al COVID-19, nello stesso momento in cui è in procinto di diventare un attore principale nella sorveglianza di massa» 30.

 

«Un effetto importante del confinamento sarà l'espansione e la progressione del mondo digitale in maniera decisa e spesso permanente» 31.

 

klaus schwab - covid-2019: the great reset

 

In questo quadro, anche il World Economic Forum ha un forte interesse per l'identità digitale, un tema che è stato l'oggetto di uno dei suoi programmi, il Known Traveller Digital Identity (KTDI) 32.

 

«Il programma KTDI è un'iniziativa del World Economic Forum che mette in relazione globale individui, governi, autorità e industria dei mezzi di spostamento per rendere più sicuri i viaggi in tutto il mondo» 33.

 

«Il programma KTDI consente l'accesso ai partner del consorzio di richiedere dati verificabili sull'identità di un viaggiatore, al fine di pronunciarsi sulla loro credibilità, per ottimizzare il trattamento del passeggero e per ridurre il rischio» 34.

 

known traveller digital identity

 

Uno strumento per la Fondazione Rockefeller

 

La Fondazione Rockefeller non fa eccezione. Nel maggio del 2010 essa ha pubblicato un rapporto di previsione intitolato Scenarios for the Future of Technology and International Development 35, in cui si immaginano quattro evoluzioni possibili nel mondo. Una di esse, chiamata Lock Step (o «verso una società controllata» 36), immagina (nel 2010...) un mondo colpito da una grave pandemia che sta decimando il 20% della popolazione mondiale, distruggendo il turismo e i trasporti, e in cui solo la Cina riesce a controllarla mediante un severo confinamento della sua popolazione.

 

fondazione rockefeller - scenarios for the future of technology and international development

 

Successivamente, i governi intendono controllare in modo più rigoroso la diffusione del virus e gli spostamenti mediante l'imposizione alla popolazione mondiale di un'identità digitale basata su criteri biometrici. State tranquilli... si tratta solo di uno scenario... e qualsiasi somiglianza con un evento reale sarebbe una pura coincidenza! Possiamo quindi vedere che l'intera sfera globalista è fortemente interessata alla questione dell'identità digitale, ed è necessario vedere fin dove arriverà questo improvviso interesse.

 

 

IV

La forma: innanzi tutto IL digitale

 

 

Il nuovo credo di un mondo digitalizzato

 

La digitalizzazione del mondo moderno sembra essere diventata un nuovo credo di cui gli industriali e le amministrazioni si sono così impossessati senza dare troppo nell'occhio, senza tuttavia estendere il riflesso in campo filosofico o morale. A tale proposito, nell'ottobre del 2020, in Francia, il ministero dell'Interno ha pubblicato una relazione intitolata Blockchain et identification numérique in cui si discute proprio dell'argomento che stiamo trattando. Questo rapporto afferma che

 

«si tratta del risultato di una riflessione collegiale di un gruppo di lavoro [...] che si è riunito [...] da novembre del 2018 a febbraio del 2020» 37.

 

blockchain

 

È quindi ben da tempo e con una certa discrezione che le istituzioni lavorano a questo programma. Tuttavia, questo rapporto testimonia di una riflessione più elaborata di quella di ID2020, che è unicamente propaganda invertebrata:

  • Esso cerca di definire la base su cui deve basarsi l'identità e conserva: cognome, nome, luogo e data di nascita e nazionalità. Questo, secondo il rapporto, è il minimo necessario (che non è nemmeno specificato da ID2020);

  • Ci ricorda inoltre che l'identità digitale cara a Bill Gates non significa nulla:

«Questa espressione non è attestata nei testi giuridici; il regolamento europeo eIDAS preferisce il termine "identificazione elettronica", e il decreto del 1º agosto 2018, emanato per l'applicazione della legge informatica e della libertà, usa l'espressione "dati di identità digitale" [...]. Non c'è identità digitale, propriamente parlando, ma solo la capacità di trascrivere elementi di identità su di un supporto digitale, il che consente di risalire all'identità legale» 38.

digital identification

  • Inoltre, esso ricorda che è lo stato civile a conferire identità 39 e che sussistono «minacce ai diritti della persona collegate alla digitalizzazione dell'identità» 40. In questo caso, apprezziamo l'attenzione tipicamente latina per la precisione e la definizione dei concetti, una cosa che è singolarmente carente nel cervello anglosassone.

Il digitale permette il controllo

 

Da parte sua, anche il Senato francese, nel suo rapporto del 3 giugno 2021 intitolato «Sur les crises sanitaires et outils numériques: répondre avec efficacité pour retrouver nos libertés» («Sulle crisi sanitarie e sugli strumenti digitali: rispondere con efficacia nel riconquistare le nostre libertà»), si è interessato all'identità digitale, ma allargando il tema alla digitalizzazione del mondo, senza timore di apparire come una provocazione proprio in piena emergenza COVID, durante la quale dette libertà sono apparse come lontani ricordi...

 

In tal modo, esso ha proposto una riflessione più ampia sull'appropriazione da parte dello Stato di strumenti digitali (trovandovi peraltro molti più vantaggi che svantaggi 41), venendo presentato come un modo positivo per gestire meglio le crisi 42. Tuttavia, questo non può evitare due fastidiosi problemi, i cui effetti vengono regolarmente sottaciuti:

 

La geolocalizzazione: i senatori ricordano che il digitale è un metodo semplice di monitoraggio a distanza:

 

«I termini digitati nel motore di ricerca di Google, associati alla loro posizione geografica tramite l'indirizzo IP, costituiscono un indicatore abbastanza preciso dell'evoluzione dell'epidemia, e sono in grado di sopperire alle carenze dei sistemi pubblici di sorveglianza epidemiologica, i quali sono molto più problematici negli Stati Uniti che in Francia» 43.

 

«L'uso della tecnologia digitale consentirebbe di controllare con precisione e in tempo reale il rispetto delle misure sanitarie a livello individuale» 44.

 

geolocalizzazione

 

Inoltre, essi propongono beatamente un brillante futuro:

 

«Nel caso di un'epidemia che si diffonde rapidamente o in cui la mortalità è molto alta, le équipe mediche potrebbero così recarsi immediatamente presso le case delle persone vulnerabili (ovunque si trovino) per vaccinarle, curarle o salvarle» 45.

 

Sicurezza tra il filo spinato?

 

Il controllo a distanza: i sostenitori dei sistemi connessi esaltano il vantaggio del digitale, ma generalmente tacciono sul fatto che questi sistemi rimangano controllabili a distanza. Quindi, il contestato sistema Linky di ENEDIS consente l'interruzione a distanza dell'alimentazione di energia elettrica di un individuo 46. Lo stesso avverrà per i futuri strumenti digitali:

 

«Questo prodotto che ci riguarda tutti più intimamente (il portafoglio d'identità digitale) ha valso a  Thales il premio "Compagnia dell'Anno" 2019 da parte di Frost & Sullivan, che ne nota con apprezzamento una delle sue originalità: "In caso di sospensione del diritto di un individuo per qualsiasi motivo, il governo può invalidarlo in tempo reale sulla piattaforma". Possiamo quindi disattivare da remoto il bancomat, l'assistenza sanitaria o la patente di un cittadino» 47.

 

linky - enedis

Sopra: Linky, il contatore dell'elettricità di Enedis

che può essere controllato da remoto.

 

E i senatori citano tutti i tipi di impiego possibili:

  • «Il monitoraggio dello stato di salute tramite oggetti connessi il cui l'uso in questo caso diventerebbe obbligatorio»;

  • «Il controllo delle transazioni, consentendo, ad esempio, di imporre una sanzione automatica o di tracciare un acquisto di natura medica (rivelando una malattia non dichiarata)» 48.

A cui possiamo aggiungere:

  • La disattivazione dell'abbonamento della metro di un utente che vuole partecipare ad una manifestazione non autorizzata;

  • La limitazione dell'accesso al conto corrente bancario, in caso di mancato pagamento di oneri fiscali;

  • Il monitoraggio a distanza delle frequentazioni dei cittadini classificati politicamente all'opposizione;

  • Il controllo di veicoli dotati di chip;

  • La manipolazione del voto elettronico. Ecc...

nuovo ordine mondiale

 

Se dunque l'uso del digitale ha un indubbio vantaggio per lo Stato in termini di sorveglianza sociale e di controllo della popolazione, non sono sicuro che lo stesso valga per i cittadini, considerati come bestiame tracciabile a volontà. Insomma, è l'autostrada per il «credito sociale alla cinese», un sistema che garantisce certi diritti ai cittadini a seconda del loro grado di obbedienza e sottomissione al regime 49.

 

riconoscimento facciale

Sopra: riconoscimento facciale nella Repubblica Popolare cinese.

 

E i nostri senatori, grassocci e profumatamente pagati, ci dicono:

 

«Piuttosto che limitare drasticamente le libertà individuali di tutta la popolazione o di parte di essa, che potrebbe ritenere che ciò sia inaccettabile, il digitale potrebbe consentire di interiorizzare una frazione del costo collettivo corrispondente al comportamento di ciascun individuo o di ogni gruppo di persone».

 

riconoscimento facciale

Sopra: installazione di telecamere

per il riconoscimento facciale in Cina

 

In altre parole, «individualizzare» (piuttosto che «interiorizzare») ammende sociali che riteniamo vogliano applicare questi i senatori irrequieti. Un bellissimo mondo che in prospettiva ci ricorda più l'Unione Sovietica o il romanzo 1984 che il cantare il domani di un mondo libero!

 

Apartheid in arrivo?

 

La scelta di un mondo digitalizzato pone la questione dei principî, del consenso e dei mezzi. Negli Stati Uniti, è tradizione che ogni questione di principî e di consenso venga rapidamente accettata, e ID2020 ne è un altro esempio. È la questione dei mezzi che prevale, ed è attraverso di essa che nel mondo moderno si sono affermati Microsoft, Apple e altri gestori del web, indipendentemente da qualsiasi valutazione sull'uso dei loro strumenti. Eppure l'uso del digitale, già iniziato prima da Internet e in seguito dagli smartphone, solleva la questione dell'apartheid:

  • Un'apartheid tra anziani e giovani, visto che i primi hanno sempre più difficoltà a comunicare con un'amministrazione che impone loro computer, tablet, identificatori, password, padronanza del browser e dei motori di ricerca, senza preoccuparsi se queste persone possiedono questi mezzi o semplicemente se possono permetterseli;

  • Una discriminazione tra i titolari di un green pass, senza contare coloro che possiedono un cellulare antiquato;

  • Una discriminazione tra vaccinati e non vaccinati, i primi aventi diritto alla vita civile e civile, mentre gli altri sono considerati paria, non avendo il diritto di circolare o di avere una vita sociale, anche se primi sono ora riconosciuti come i maggiori contaminatori di virus ambientali rispetto ai secondi. Insomma, nel nostro Paese dei «diritti umani» dove nessuno può essere discriminato 50 (mi vien da ridere...), siamo forse diventati il ​​Paese della segregazione digitale, tanto quanto politica...? 51.

apartheid green pass

 

 

V

CONCLUSIONE

 

 

Cittadini schizofrenici?

 

È consuetudine nel nostro Paese mostrare insoddisfazione, ma sono forse schizofrenici coloro che protestano contro questi provvedimenti liberticidi, ma che a suo tempo hanno eletto chi li applica? Quelli che lottano contro l'orco delle tassazione, ma che applaudono alla detrazione alla fonte delle loro tasse? Coloro che protestano contro l'uso massiccio dei loro dati digitali, ma che li disperdono ovunque vadano?

 

In breve, è urgente adottare una coerenza comportamentale. Se la la digitalizzazione può portare vantaggi in molti casi (archiviazione, e-mail, ecc...), è necessario determinarne i limiti. E ciò inizia controllando la tecnica prima di essere controllati da essa 52, ovvero nel non lasciarsi travolgere o sopraffare dalla tecnologia, ma inquadrarla in un ambito ben definito. Ad esempio:

  • La trasmissione elettronica della corrispondenza è utile, ma essa si scontra con possibili casi di intercettazione;

  • La sorveglianza della delinquenza da parte delle telecamere è interessante, ma essa si scontra con la libertà di muoversi liberamente;

  • La diffusione di foto personali su Internet o sui social è possibile, ma queste immagini possono essere hackerate, così come la diffusione di notizie sui social network ha il vantaggio della velocità, ma può servire a diffondere una calunnia su larga scala.

video sorveglianza

 

Il cittadino saggio non deve quindi trasformarsi a causa delle nuove tecnologie in un consumatore compulsivo, ma in un filosofo capace di porre dei limiti all'uso dei suoi strumenti (come si farebbe per un'arma da guerra). In questo contesto, egli stesso deve evitare la digitalizzazione ad eccedenza, per non caderne vittima: usare i contanti piuttosto che il bancomat; preferire incontri fisici ai social network; prediligere il cartaceo alla smart card; inviare la propria dichiarazione dei redditi su carta piuttosto che da una piattaforma elettronica.

 

Così, egli impedirà all'amministrazione di diventare un Grande Fratello e di rimane solo un manager, qualunque sia il mezzo tecnico utilizzato. Il cittadino saggio deve limitare volontariamente e consapevolmente la digitalizzazione delle attività umane e riservarla solo alle applicazioni tecniche essenziali. Altrimenti, presto di lui non rimarrà che un numero o un avatar, come nella trilogia cinematografica di Matrix.

 

grande fratello

 

Ci stiamo realmente muovendo verso il progresso?

 

La natura si autoregola, perché è stata posta volontariamente da Dio in un sistema di equilibrio. Allo stesso modo, le nostre attività umane devono essere regolate: lo sforzo porta al successo, la comodità porta alla costrizione. Chi resta nel suo letto a vivere solo con il suo smartphone inizia ad avere problemi di salute.

 

Chi paga il pane e le sue piccole spese con la carta di credito non si rende più conto che nel frattempo il suo conto si svuota. Chi accetta la digitalizzazione della propria vita dovrà accettare di diventare unicamente un'identità digitale, trattata come tale dallo Stato, e dunque come una cosa. D'altronde, siamo già stati avvisati dal globalista Jacques Attali:

 

«Dovremo [...] stabilire una polizia mondiale, uno stoccaggio dei beni mondiale, e quindi una tassazione globale [...]. Giungeremo quindi [...] a gettare le basi di un vero governo mondiale» 53.

 

jacques attali

 

Aggiunge lo stesso rapporto del Senato Blockchain et identification numérique:

 

«Maggiore è la minaccia, più le società saranno disposte ad accettare tecnologie intrusive e restrizioni più forti alle loro libertà individuali» 54.

 

 

È quindi da temere il fatto che gli attuali poteri esecutivi, a cui i cittadini concedono fin troppa libertà a scapito delle proprie (per non parlare di abuso di potere...). Purtroppo la natura umana preferisce espandere sempre di più le restrizioni. E il caso della Cina è il tipico esempio di quale direzione i nostri Stati sempre più totalitari stanno prendendo.

 

Non combattendo, il cittadino moderno e digitalizzato contribuirà alla realizzazione da parte delle forze globaliste del loro sogno, vale a dire il controllo del mondo mediante un unico computer. Alcuni addirittura credono che questo computer sia solo la prefigurazione della Bestia dell'Apocalisse. In in che mondo vogliamo vivere? In quello di Bill Gates o in quello che ci ha dato Dio? Questa è la domanda che dobbiamo porci.

 

no al globalismo

 


banner centro culturale san giorgio

 

Note

 

1 Traduzione dall’originale francese ID 2020 et le fichage mondial de la population (Action Familiale et Scolaire, 2022, 1ª edizione), a cura di Paolo Baroni.

2 Stando a Wikipedia, «William Henry Gates III, noto come Bill Gates, nato il 28 ottobre 1955, è un miliardario americano diventato l'uomo più ricco del mondo nel 1996, fondatore di Microsoft e GAVI (Global Alliance for Vaccines and Immunization). Queste due organizzazioni formano la base del gruppo denominato The Alliance, che gestisce il programma ID2020, con altri tre membri: la Fondazione Rockefeller, Accenture ed Ideo.

3 «Fin dagli anni '90, Bill Gates finanza  le organizzazioni che controllano la crescita della popolazione mondiale, e soprattutto la pianificazione familiare e l'accesso alla contraccezione»

https://www.lemonde.fr/les-decodeurs/article/2020/06/23/oms-vaccins-pucesous-cutanee-ce-que-vous-avez-lu-sur-bill-gates-est-il-vrai_6043910_4355770.html

4 https://id2020.org

5 Vedi l'articolo in questa stessa sezione intitolato Il «Gran Reset»

6 Vedi il Manifesto, § 4.

7 Documento MGI-Digital-identification-In-brief, disponibile alla pagina https://www.mckinsey.com

8 Ma può contare sulla codardia dei nostri governanti che glielo forniranno.

9 Siamo lontani dalle preoccupazioni di Bill Gates relative all'integrazione sociale del povero migrante, ma più prossimi ad un processo di controllo globale.

10 https://www.lesechos.fr/idees-debats/sciences-prospective

11 Articolo del 20 settembre 2019

https://www.biometricupdate.com/201909/id2020-and-partners

12 Dal sito ID2020, documento RFI (§ 1.1). Dunque, il Bangladesh non corre più rischi...

13 Il tasso ha superato di dieci volte la cifra normale negli anni 2000, colpendo più di 600.000 bambini, ed è diminuito non appena è cessata la campagna vaccinale (cfr. «Le programme mondialiste de vaccination de Gates», del 27 ottobre 2020)

https://childrenshealthdefense.org

14 https://www.lemonde.fr/pixels/article/2020/05/23/comment-bill-gates-a-ete-propulse-stardes-theories-du-complot_6040498_4408996.html

15 Vedi Science Translational Medicine, dicembre 2019

https://stm.sciencemag.org/content/11/523/eaay7162

o l'articolo «Le Kenya et le Malawi, zones test pour un carnet de vaccination injecté sous la peau» («Il Kenya e il Malawi, zone in cui testare un fascicolo di vaccinazione iniettato sotto la pelle»)

https://www.lemonde.fr/afrique/article/2019/12/19/le-kenya-et-le-malawi

16 In Italia, il green pass obbligatorio è entrato in vigore il 16 maggio 2021 (N.d.T.).

17 In seguito, abbiamo saputo che la vaccinazione contro il COVID-19 è inutile, in quanto anche il vaccinato può prendere facilmente contagiato. Purtroppo, il vaccino contro la creduloneria non è stato ancora inventato...

18 Così Gates sul forum Reddit. Vedi anche

https://www.snopes.com/fact-check/bill-gates-id2020

sito di debunker destinato a sfatare le notizie «false» che circolano sul conto di Bill Gates e di tanti altri.

19 Il green pass è stato un primo tentativo, ma questo è solo un identificatore digitale che ti consente di collegarti unicamente al sistema sanitario nazionale. Esso non contiene ancora tutti i dati sanitari. D'altra parte, il Ministero della Salute ha appena annunciato (febbraio 2022) la creazione di uno spazio digitale personale che includa tutti i dati sanitari. Lungi dal rassicurare sulla loro sicurezza, questa iniziativa mira soprattutto a consentire allo Stato di controllare i dati sanitari privati, ma questo non è il suo vero e unico scopo.

20 «Faceva sì che tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi ricevessero un marchio sulla mano destra e sulla fronte; e che nessuno potesse comprare o vendere senza avere tale marchio, cioè il nome della bestia o il numero del suo nome» (Ap 13, 16-17). Ricordiamo comunque che l'interpretazione del Libro dell'Apocalisse è tuttora oggetto di controversie da parte di alcuni esegeti che non riconoscono il suo carattere profetico, ma ritengono che esso alluda alla fine della religione ebraica.

21 Con Conte e Draghi, la sanità è uscita dal campo medico per divenire uno strumento politico (N.d.T.).

22 Questa libertà sembra in via di estinzione..., il che conferma la nostra convinzione che l'obiettivo è di controllare la popolazione mondiale e non di salvarla!

23 https://basta.media/Vandana-Shiva-fondation-Bill-Gates-philanthropie-capitalisme-neocolonialisme-covid-Inde

24 Dichiarazione fatta da Gates durante la trasmissione tedesca Tagesthemen, il 12 aprile 2020, sul 1º canale (Das Erste).

25 Nel 2018, gli Stati Uniti hanno stanziato all'OMS 850 milioni di dollari, mentre Bill Gates ha donato 840 milioni di dollari, il 15% di un budget totale di 5,6 miliardi di dollari (fonte OMS).

26 https://norberthaering.de/en/?s=id2020

27 Discorso del 16 settembre 2020.

28 Cfr. «Ursula von der Leyen wants to push a unified digital identity on all EU-citizens» («Ursula von der Leyen vuole spingere per l'identità digitale unificata per tutti i cittadini europei» (27 settembre 2020); dalla pagina web

https://norberthaering.de/en/power-control/eu-digital-identity

29 Comunicato-stampa della Commissione Europea del 3 giugno 2021.

30 Cfr. K. Schwab, The Great Reset, pag. 116. Vedi l'articolo in questa stessa sezione intitolato Il «Gran Reset».

31 Ibid., pag. 117.

32 Identità digitale di viaggiatori conosciuti.

33 https://ktdi.org

34 Ibid.

35 Scenari per il futuro della tecnologia e dello sviluppo internazionale.

36 Cfr. Scenarios for the Future of Technology and International Development, pag. 18.

37 Cfr. Blockchain et identification numérique, pag. 9.

38 Ibid., pag. 16.

39 Ibid., pag. 29.

40 Ibid., pag. 38.

41 Il capitolo «Des menaces pour les libertés individuelles» («Delle minacce per le libertà individuali»), occupa solo tre pagine su 184...

42 In questo rapporto, i rispettivi ruoli dello Stato e degli individui sono più vicini alle concezioni comuniste dell'onnipotenza dello Stato rispetto alle concezioni liberali prevalse fino ad allora. Questo cambiamento ideologico testimonia ciò che è diventata la nomenklatura francese, ed è per noi motivo di grande preoccupazione! Il nostro sistema politico, che è democratico solo di nome (poiché il popolo non esercita alcun potere), tende a diventare un sistema in stile cinese dove il dittatore fa quello che vuole, anche se ciò comporta «combattere» contri i proprî connazionali. È ora di svegliarsi!

43 Cfr. Blockchain et identification numérique, pag. 45.

44 Ibid., pag. 51.

45 Ibid., pag. 53. Che mondo meraviglioso! A parte il totale mancanza di realismo di una simile suggestione in termini di privacy, è sorprendente vedere che i senatori non considerano il rischio di una deriva totalitaria che questi sistemi comportano, partendo dal presupposto che il governo voglia solo il nostro bene, mentre la crisi del COVID ha gettato seri dubbi su tale presupposto.

46 Senza apportargli alcun particolare vantaggio, se non creando possibili da remoto pericolosi sbalzi di tensione e incendi!

47 Dove sarebbe il vantaggio per il cittadino?

https://reporterre.net/Bientot-le-portefeuille-d-identitenumerique-un-cauchemar-totalitaire

48 Cfr. Blockchain et identification numérique, pag. 56.

49 Vedi a questo riguardo l'eccellente documentario realizzato da Arte «Tous surveillés, 7 milliards de suspects» («Tutti sorvegliati, 7 miliardi di sospetti»).

50 «Gli uomini nascono e restano liberi ed eguali nei diritti» (art. nº 1 della Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo e del Cittadino del 1789).

51 A seconda che tu sia un sostenitore di Macron, uno squalo o un massone, non avrai gli stessi diritti...

52 La serie di film Terminator degli anni '80 dà un'idea fantascientifica di cosa può diventare un mondo in cui l'uomo si è lasciato sopraffare dalla tecnica...

53 Cfr. J. Attali, «Avancer par peur» («Avanzare mediante la paura»), in L'Express, del 7 maggio 2009.

54 Cfr. Blockchain et identification numérique, pag. 59.

 

home page