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di Terry Watkins 1
Sopra: Thomas Silver, ex chitarrista degli svedesi Hardcore Superstar
No! Infatti, la musica ci influenza e ci manipola più di quanto noi stessi pensiamo. Quando parliamo di musica, ci riferiamo alla partitura e alla composizione, e non ai testi. La musica influisce sul corpo umano in modo subdolo e potente 2.
l Il potere terapeutico della musica
è stato chiaramente
dimostrato che la mente umana può essere controllata e alterata
dalla musica. Molti studi medici e scientifici hanno determinato i
fortissimi effetti della musica sulla fisiologia e sull'anatomia
umana. La musica può essere usata per abbassare la pressione del
sangue, per curare le malattie mentali, la depressione, i ritardi
mentali, l'insonnia e molte altre cose. Il musicologo Julius
Portnoy ha scoperto che la musica non solo «può modificare il
metabolismo, influire
l Il pericolo della musica
La musica può essere pericolosa per il
corpo. Il Dr. Adam Knieste, musicologo, che ha studiato gli
effetti della musica sull'uomo, scrive: «Si tratta davvero di
una potente droga. La musica ti può avvelenare, sollevare lo
spirito, oppure farti ammalare senza neanche che te ne renda conto»
6. La musica rock può letteralmente
uccidere. La concezione che intende la musica come sostanzialmente
neutrale o amorale si è comprovata falsa da estese ricerche condotte
sulla vita vegetale. La musica rock, con i suoi ritmi
ossessivi, suonata alle piante è in grado di ucciderle, mentre la
musica classica rilassante fà sì che la pianta cresca almeno due
volte più velocemente. «Per quanto paradossale possa sembrare,
l'effetto della musica sul più primitivo regno vegetale è uno dei
metodi più convincenti per accertare quanto la musica possa influire
sulla vita, inclusa quella umana. Gli esperimenti condotti con
esseri umani, e persino sugli animali, sono più sorprendenti a causa
della presenza del fattore mentale. Questo significa che, sebbene
possa essere dimostrato che esseri umani e animali possano subire
l'influenza dei toni, l'effetto potrebbe non essere stato diretto od
oggettivo. Al contrario, l'effetto sul corpo può essere stato
causato dalla reazione soggettiva della mente alla musica udita. Nel
caso della ricerca sulle piante, però, non si può dire certo che i
fattori psicologici siano stati presenti. Se è dimostrabile che la
La musica è neutrale? Assolutamente no! La musica, attraverso l'arrangiamento dei ritmi, dei toni, e delle armoniche, può avere un effetto mortale! David Tame scrive in The Secret Power of Music: «In conclusione, possiamo affermare che per quanto riguardi il corpo fisico, il concetto che la musica non influisca sull'uomo o che tutta la musica sia innocua, è assolutamente sbagliato» 9.
l La musica rock può letteralmente cuocere un uovo!
Una delle dimostrazioni più spaventose del terribile potere della musica sul cervello umano avvenne nel caso della conversione di Patty Hearst. Nel febbraio del 1974, Patty Hearst fu rapita dalla Simbionese Liberation Army. Poco dopo il rapimento, Patty aveva aiutato questa organizzazione a compiere una rapina in una banca. Come l'avevano convertita? Il Dr. William Sargant (1907-1988), il maggiore esperto britannico sul lavaggio del cervello, esaminò Patty Hearst. Ecco la sua allarmante conclusione presentata dalla stampa: «"Ella è stata vittima di una conversione forzata o di lavaggio del cervello". Secondo Sargant, una persona il cui sistema nervoso è sotto costante pressione, può inibire ed esibire un'attività cerebrale paradossale: il cattivo diventa buono, e viceversa». Inoltre, sostenne Sargant, «questo è precisamente ciò che è avvenuto a Patty [...]. Il suo sistema nervoso fu tenuto al livello massimo di stress dal continuo suono della musica rock» 12. Non si tratta quindi ancora del potere persuasivo dei testi delle canzoni, ma della «semplice» musica! «La musica viene usata dovunque per condizionare la mente umana. Essa può essere altrettanto pericolosa come le droghe e assai più pericolosa, perché nessuno prende molto seriamente il problema della manipolazione musicale» 13. «La musica è più che un linguaggio. Essa è il linguaggio dei linguaggi. Si può dire che fra tutte le arti non ce n'è un'altra che possa maggiormente e potentemente muovere e modificare la coscienza» 14. Il Dr. Howard Hanson (1896-1981), della famosa Eastman School of Music University of Rochester, una delle più grandi autorità in campo musicale, affermò: «La musica è un'arte curiosamente sottile, variando la connotazione emotiva. è fatta di molti ingredienti e a seconda della proporzione di queste componenti, può essere rilassante o eccitante, nobilitante o degradante, filosofica o orgiastica. Ha potere di spingere al male come pure di spingere a fare il bene» 15.
La musica non è forse solo note ed accordi, ecc...? Come possono essere queste cose buone o cattive? Tim Fisher, ex docente di musica e fondatore del Sacred Music Services, presenta questa eccellente analogia nel suo libro The Battle for Christian Music: «Forse qualcuno fra voi si chiederà: "Ma come può una nota musicale essere in sé stessa buona o cattiva? Le note non sono forse una variazione di tono, vibrazioni tonali, compressione e decompressione dell'aria"? Sono domande giuste, ma consideriamo la cosa più da vicino. Anni or sono ascoltai un nastro di un uomo che difendeva la neutralità della musica. Egli andò al pianoforte e suonò un accordo di Do maggiore. Chiese poi all'uditorio se quello era un Do maggiore buono o un Do maggiore cattivo. Dopo qualche risatina divertita del pubblico, disse: "Vedete, non esiste una musica buona e una musica cattiva, ma solo musica". A quel punto egli aveva fatto però un ovvio errore nel suo ragionamento: un accordo in Do maggiore non è musica! Si tratta solo di un "mattone" nella costruzione della musica, e qui sta tutta la differenza. Prendete ad esempio l'alfabeto. Se io scrivo: "la lettera 'O' è una lettera buona o una lettera cattiva?". No, la lettera 'O' non è né buona né cattiva. Come mattone per costruire una lingua essa è un'entità neutrale. Però, se io, come scrittore creativo, la metto in congiunzione con altre lettere e scrivo qualcosa come: "Sia lode al Signore!", oppure "Io odio Dio", in entrambi i casi abbiamo preso lettere neutrali e le abbiamo messe assieme per comunicare qualcosa. Quello che ho comunicato, però, non è assolutamente neutrale, e le mie intenzioni sono state chiaramente trasmesse» 16. Lowell Hart, nel suo libro Satan's Music Exposed, scrive del seguente esperimento: «Le "cavie" inconsapevoli furono un ragazzo ed una ragazza. Essi non si erano mai incontrati prima ed erano completamente all'oscuro di quello che sarebbe avvenuto. Sfortunatamente per loro, mentre erano seduti in una graziosa cameretta "privata" con della musica soft che suonava in sottofondo, le loro reazioni vennero osservate e registrate. Quando veniva suonata musica classica e ballate soft, essi parlavano e si dimostravano amichevoli, ma in qualche modo erano distaccati. Quando venne suonata musica pop e jazz, essi ben presto sviluppavano un atteggiamento molto più "amichevole" e cominciarono a tenersi per mano e a mettere un braccio attorno alle spalle dell'altro. Quando la musica cambiava e tornava ad essere classica e soft essi diventavano più formali e riservati. Se poi la musica tornava ad essere jazz e pop, la loro formalità diventava familiarità» 17.
l Musica come droga
Allan Bloom (1930-1992),
professore molto stimato di pensiero sociale all'università di
Chicago, che ha insegnato pure alle università di Yale, Parigi,
Toronto, Cornell, e molte altre scuole, scrive nel suo best
seller The Closing of the American Mind: «Nulla è più
singolare di questa generazione se non la sua dipendenza dalla
musica. è la loro
passione: nulla li eccita più della musica e non possono prendere
seriamente nulla che sia estraneo alla musica [...]. Sospetto
che la dipendenza dal rock, e particolarmente l'assenza di forti
attrazioni alternative, abbia su di loro un effetto simile a
quello della droga» 18.
Un'altra «prova»
l La musica non è neutrale!
Non dobbiamo avere alcun dubbio a riguardo: la musica non è neutrale, non mai è stata neutrale e non sarà mai neutrale. Chiunque affermi che la musica sia neutrale va contro tutte le discipline della scienza, della musicologia, dell'accademia, della medicina, della fisiologia. «Come la stessa natura umana, la musica non può in alcun modo essere neutrale nella sua direzione spirituale [...]. Alla fin fine, ogni uso che si faccia dei toni e delle liriche può essere classificato secondo la propria direzione spirituale, ascendente o discendente [...]. Per dirla chiaramente, la musica tende ad essere diretta o alle tenebre o alla luce» 23. Neil Postman (1931-2003), docente di arti e scienze comunicative all'Università di New York e rispettato critico, educatore, sociologo e teorico della comunicazione, che ha scritto più di quindici libri, affermava con chiarezza cristallina nel suo libro Amusig Ourselves to Death: «Sostenere che la tecnologia (la musica) sia neutrale [...] è stupidità bell'e buona» 24. Il Dr. Max Schoen scrive in The Psychology of Music: «La musica è fra gli stimolanti più potenti che vi siano per i nostri sensi. Le prove mediche, psichiatriche, e altre, in favore della non neutralità della musica, sono così schiaccianti che francamente mi sorprende chiunque seriamente voglia dire altrimenti».
l Inganniamo noi stessi
l La musica è neutrale?
è importante notare come lo psicologo David Tame, pur non dichiarandosi cristiano, faccia queste allarmanti affermazioni: «Più di qualsiasi altra forma di abuso del suono, è il rock quello con cui maggiormente oggi abbiamo a che fare. Si tratta di un fenomeno globale, un battito sempre più martellante che si ode dall'America all'Europa, dall'Europa all'Asia e all'Africa. L'effetto che produce sull'anima rende quasi impossibile il silenzio e la pace interiore necessaria alla contemplazione delle verità eterne [...]. Quant'è necessario, in quest'epoca, per alcuni avere il coraggio di essere "diversi" e separarsi dalla svendita della propria vita e personalità a questo suono [...]. Credo senza ombra di dubbio che il rock in tutte le sue forme sia un problema critico con il quale la nostra civiltà dovrà fare i conti [...] se vuole sopravvivere» 28. La musica rock è neutrale? Non secondo ogni seria ricerca scientifica, medica, psicologica e psichiatrica conosciuta. Non secondo ogni serio musicologo. Non secondo la morale cristiana.
Note
1 Traduzione dall'articolo originale inglese Is Music Neutral? («La musica è neutrale»?). Scritto reperibile alla pagina web http://www.av1611.org/neutral.html 2 Questo scritto non riassume che una piccola parte della quantità enorme di materiale che ho trovato - con un piccolo sforzo - sugli effetti della musica. Occorre anche aggiungere che la maggior parte dei testi citati non sono stati scritti da una prospettiva cristiana (N.d.A.). 3 Cfr. D. Tame, The Secret Power of Music («Il potere segreto della musica»), Destiny Books, 1984, pag. 138. 4 Cfr. «Music's Surprising Power to Heal» («Il sorprendente potere della musica di guarire»), in Reader's Digest, agosto 1992. 5 Cfr. D. Tame, op. cit., pag. 136. 6 Cfr. D. Chagall in Family Weekly, del 30 gennaio 1983, pag. 12. 7 Cfr. D. Tame, op. cit., pagg. 142-144. 8 Cfr, L. Hart, Satan's Music Exposed («La musica di Satana illustrata»), Salem Kirban Inc., 1980 pag. 20. 9 Cfr. D. Tame, op. cit., pag. 141. 10 Cfr. B. Larson, The Day Music Died («Il giorno in cui la musica è morta»), Creation House, 1972, pag. 116. 11 Ibid., pag. 124. 12 Cfr. Newsweek, del 16 febbraio 1976, pag. 24. 13 Cfr. D. Chagall in Family Weekly, del 30 gennaio 1983, pag. 15. 14 Cfr. D. Tame, op. cit., pag. 151. 15 Cfr. The American Journal of Psychiatry, vol. 99º, pag. 317. 16 Cfr. T. Fisher, The Battle for Christian Music («La battaglia per la musica cristiana»), Sacred Music Services, 1992, pagg. 60-61. 17 Cfr. L. Hart, op. cit., pag. 63. 18 Cfr. A. Bloom, Closing of the American Mind («La chiusura della mente americana»), Sound Ideas, 1987, pagg. 68, 81. 19 Cfr. J. Lanza, Elevator Music («Musica da ascensore»), University of Michigan Press, 2004, pag. 142. 20 Ibid., pag. 194. 21 Ibid., pag. 196. 22 Cfr. L. Hart, op. cit., pag. 101. 23 Cfr. D. Tame, op. cit., pag. 187. 24 Cfr. N. Postman, Amusing Ourselves to Death («Divertirsi fino a crepare»), Penguin, 1986, pag. 157. 25 Cfr. T. Fisher, op. cit., pagg. 52, 56. 26 Cfr. L. Hart, op. cit., prefazione. 27 Cfr. D. Tame, op. cit., pag. 189. 28 Ibid., pag. 204.
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