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Il retro della cover dell'album Station
to Station (RCA 1976), di David Bowie, reca un'immagine
estremamente interessante.

Il noto cantante britannico appare seduto
a terra mentre disegna con un carboncino una strana figura; un'altra
foto più allargata ci aiuterà a capire di che si tratta.

Bowie sta tracciando un
Albero della Vita, il noto diagramma cabalistico che illustra i vari
attributi divini.

Secondo la dottrina cabalistica, le virtù
divine, detti sephiroth, sono dieci: Kether («la Corona»),
Chokmah («la Sapienza»), Binah («la Conoscenza»),
Chesed («la Misericordia»), Geburah («la Gravità»),
Tiphareth («la Bellezza»), Netzach («la Vittoria»), Hod
(«lo Splendore»), Yesod («la Fondazione») e Malkuth («il
Regno»). Tali virtù sono poi collegate tra loro, creando così altri
sephiroth. La Cabala (dall'ebraico Kabbalàh, ossia
«tradizione») è il misticismo ebraico elaborato dai rabbini a partire
dai primi secoli dell'era cristiana fino circa al XIII secolo, con la
stesura dello Zohar («Splendore»), il trattato cabalistico più
importante. Allontanatisi dalla rivelazione biblica a causa di una
contaminazione
pagana
e gnostica, i rabbini concepirono una divinità non più increata ed
eterna (Yahwéh, «Colui che è»), ma un'entità proveniente dal
nulla (l'En Soph). Per i Savi ebrei, Dio non è separato dalla
creazione, ma immanente e ricco di emanazioni simili a sè (i
sephiroth), rinnegando di fatto il monoteismo. Essi privarono Dio di
qualsiasi attributo e volontà propria trasformandolo in un ammasso
informe dal quale, tramite la magia e l'evocazione angelica
(o demoniaca), è possibile attingere potere per deificare l'uomo.
Tale concezione iniziò a prendere piede anche presso i cristiani durante
l'Umanesimo, nel XV secolo, fino a divenire più tardi il nucleo
dottrinale centrale di ogni Società Segreta (Rosacroce e Massoneria
in primis). Ma torniamo a David Bowie. Nel brano di apertura che dà
il nome all'album, canta Bowie: «Here are we, one magical movement
from Kether to Malkuth/ There are you, drive like a demon from station
to station» («Siamo qui, un movimento magico/ da Kether a
Malkuth/ Eccoti lì, guidi come un demone da una stazione
all'altra»). Kether e Malkuth sono, come abbiamo visto le
due emanazioni divine (sephiroth) che stanno all'inizio e alla
fine dell'Albero della Vita 1. Il testo di
questo brando sta quindi ad indicare il percorso magico l'iniziato
compie per giungere all'autodeificazione, il traguardo che il Serpente
aveva promesso - mentendo - ad Adamo ed Eva: «Il
serpente era la più astuta di tutte le bestie selvatiche fatte dal
Signore Dio. Egli disse alla donna: "E` vero che Dio ha detto: Non
dovete mangiare di nessun albero del giardino?" Rispose
la donna al serpente: "Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo
mangiare, ma del frutto dell`albero che sta in mezzo
al giardino Dio ha detto: Non ne dovete mangiare e non lo dovete
toccare, altrimenti morirete".
Ma il serpente disse alla donna: "Non morirete
affatto! Anzi, Dio sa
che quando voi ne mangiaste, si aprirebbero i vostri occhi e
diventereste come Dio, conoscendo il bene e il male»
(Gn 3, 1-5). David Bowie passava i suoi giorni scarabocchiando
enormi Pentagrammi sulle pareti di casa, conservando la propria urina
nel frigo per proteggersi dai malefici, scolpendo enormi monoliti
davanti alla TV e ricercando messaggi in codice nelle copertine dei
dischi dei Rolling Stones.
La cosa più terrificante di tutte fu l'esorcismo della piscina, le cui
acque vennero agitate e portate all'ebollizione finchè una immagine del
diavolo non venne dissolta sul fondo della medesima. Durante le
sessions a Los Angeles per incidere Station to Station, Bowie
bruciò candele nere per allontanare «visitatori indesiderati» che
provenivano dall'aldilà 2. Ecco cosa succede
a chi è ossessionato dalla Cabala e dalla Magia Nera...
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