di Arnaud De Lassus 1
Se dovessimo chiedere all'uomo della
strada che cos'è la Massoneria, nella migliore delle ipotesi egli ci
risponderebbe che si tratta di una sorta di associazione segreta che
raggruppa persone molto influenti che condividono gli stessi affari.
Questa mancanza di conoscenza è dovuta il più delle volte all'omertà
e alla disinformazione di cui sono colpevoli i mass
media (quanti giornalisti hanno il grembiulino?), i quali si
limitano in buona parte a parlare della Fratellanza solamente nei
casi di collusione di alcuni massoni con certe cosche mafiose. Da qui la creazione del termine «Massoneria deviata» (quasi che esistesse anche una Massoneria «buona» e «onesta»). Altri, per evitare di pronunciare quel nome, si limitano a parlare di «poteri forti», senza tuttavia specificare quali poteri siano in ballo, e sempre e comunque all'interno di un contesto puramente economico o politico. E nonostante il fatto incontestabile la sètta massonica sia stata in più occasioni il fattore determinante nei più importanti avvenimenti della Storia non solo d'Italia, ma di tutto il mondo civilizzato, questa società segreta continua a rimanere per i più sconosciuta e, in fin dei conti, priva di reale importanza.
Leggendo questo articolo di Arnaud De Lassus (1921-2017), scoprirete che la verità è ben diversa dalla vulgata ufficiale che dipinge questa società come un ente umanitaristico (che si occupa per lo più di beneficienza, di patriottismo, ecc...). Da qui la necessità di conoscere, almeno per sommi capi, la storia, la natura e gli scopi perseguiti - quelli veri naturalmente - della Libera Muratoria.
Curioso fenomeno quello della Massoneria. In generale, la grande stampa non ne parla molto; e tuttavia, di tanto in tanto, appare un articolo che la presenta come una fattore-chiave della politica. Fattore di cui allora ci si può chiedere se sia tanto più efficace quanto più è nascosto... In un articolo intitolato «Franc-maçonnerie, la République des loges» («Massoneria, la Repubblica delle Logge»), la rivista L'Express, del 1º luglio 1983, insisteva sul ruolo dei massoni nel Governo Mauroy:
Cinque anni più tardi, lo stesso argomento è stato ripreso in un articolo de L'Express, del 7 ottobre 1988, intitolato «Francs-maçons: le retour en force» («Massoni: il ritorno in forza»):
Nel frattempo, è morto in un incidente aereo l'ex Gran Maestro del Grand'Oriente di Francia 2, Michel Baroin (1930-1987). Dopo avere ricordato la sua appartenenza massonica, Le Monde, del 7 febbraio 1987, lo presentava come una «mescolanza di ussaro della Repubblica, di businessman e di ministro senza portafoglio di grande influenza sotto governi sia di sinistra che di destra». Alcuni «Fratelli» occupano posti-chiave, certi massoni si identificano con lo Stato, un ministro massone di grande influenza... Siamo dunque in presenza di una potenza politica di cui non si può non tener conto.
CAPITOLO I
Si tratta di una conoscenza difficile per diversi motivi, così riassunti da Léon de Poncins (1897-1975) nel suo libro La Franc-maçonnerie contre la France 3 («La Massoneria contro la Francia»):
Sopra: Léon de Poncins e il suo libro La Franc-maçonnerie contre la France.
Léon de Poncins indica poi con quali mezzi può essere conosciuta la verità sulla Massoneria:
CAPITOLO II DEFINIZIONE DELLA MASSONERIA E SUE ORIGINI
Il Dizionario Le Robert definisce così la «Massoneria»: «Associazione internazionale in parte segreta, di carattere naturalista e filantropico i cui membri si riconoscono tra loro mediante certi segni o emblemi». Senza essere completa, questa definizione sottolinea quattro caratteristiche importanti della Massoneria:
Prima di andare oltre nell'analisi, esaminiamo le sue origini e a grandi linee la sua storia come la presentano i suoi storici.
Ogni società si rivela per le sue origini. È evidente che le società segrete si curano di nascondere le loro. Ne consegue che la questione delle origini della Massoneria è abbastanza ingarbugliata.
Tutti gli storici si accordano nel riconoscere che la Massoneria, come è attualmente organizzata, è nata a Londra il 24 giugno 1717 (giorno di San Giovanni), data in cui fu creata la Gran Loggia di Londra, per iniziativa, principalmente, di Jean Théophile Desaguliers 1683-1744() e di James Anderson (1684-1739) 6, entrambi ministri evangelici.
Che cos'è esattamente accaduto nel 1717? Qui gli storici non si trovano d’accordo tra loro. La tesi più verosimile è quella della fusione di due organismi preesistenti: un'antica corporazione di costruttori e la società occultista dei Rosacroce; fusione così descritta dal rabbino Elio Toaff (1915-2015):
Così si spiegherebbe la presenza in seno alla Massoneria di due correnti di ispirazione. Scrive il massone Marius Lepage (1902-1972):
Ed ecco La spiegazione storica riportata nel libro Les infiltrations maçonniques dans l'Église («Le infiltrazioni massoniche nella Chiesa»), di Padre Emmanuel Barbier (1851-1925) in cui presenta la stessa tesi arricchendola con altri dettagli:
Sopra: il gesuita Emmanuel Barbier e la sua opera Les infiltrations maçonniques dans l'Église (1910).
La spiegazione inizia con un'esposizione della corporazione inglese dei costruttori, che, a partire dal XIV secolo, assunse il nome di «Fratellanza dei liberi muratori», un'istituzione che perse la sua importanza nel XVII secolo e, che per sopravvivere, accettò come membri dei non-costruttori, da cui il suo nuovo nome di «Fratellanza dei muratori liberi e accettati». La spiegazione storica citata da Padre Emmanuel Barbier prosegue con queste parole:
Questa esposizione storica riportata da Padre Barbier è in armonia con ciò che spiegano autori come Marius Lepage e il rabbino Toaff; certi storici potrebbe discutere su alcuni punti dubbi, ad esempio sulle origini della società dei Rosacroce; ma nell'essenziale essa corrisponde a ciò che si può sapere della Massoneria. Per riassumere, ricordiamo:
● La fusione delle due società, i muratori liberi e accettati e i Rosacroce, che è all'origine dell’attuale Massoneria;
● La doppia tradizione e il doppio simbolismo che ne risulta;
● Una doppia ideologia: una esteriore (il liberalismo); l'altra segreta (la Gnosi);
● Un doppio scopo: uno confessato (la propaganda del liberalismo); l'altro segreto (la sostituzione del cattolicesimo con un cristianesimo gnostico).
La Massoneria nacque dunque nel 1717 in Inghilterra, nel momento in cui la vittoria del protestantesimo sul cattolicesimo in questo Paese sembrava rafforzata dall'eliminazione della dinastia degli Stuart, dalla presa di potere da parte della dinastia degli Hannover, dal riconoscimento di quest'ultima da parte della Francia e dal trattato di Utrecht del 1713.
Essa è stata creata principalmente da tre protestanti: dai già citati Jean-Théophile Desaguliers, James Anderson e da Andrew Michael Ramsay (1686-1743) 14. Le Costituzioni di Anderson del 1723 riflettono le idee del protestantesimo liberale, e in particolare: il moralismo senza dogma che costituiva «quella religione in cui tutti gli uomini sono d'accordo» 15.
Si comprende come il massone Albert Lantoine (1869-1949) abbia potuto definire l'istituzione massonica ai suoi esordi come «la succursale della bottega ugonotta» 16, e che Mons. Ernest Jouin (1844-1932), grande specialista di studi massonici 17, abbia potuto scrivere che «la Massoneria è figlia della Riforma» 18.
Sopra: Mons. Ernest Jouin, uno specialista di studi sulla Massoneria, che nel 1912 fondò la Revue Internationale des Sociétés Secrètes.
Ha scritto il noto massone americano Albert Pike (1809-1891): «La Gnosi è l'essenza e il midollo della Massoneria» 19. Ma questa dottrina resta segreta, mentre il liberalismo è manifesto. Poiché, sul piano delle idee e degli scopi perseguiti, la Massoneria si presenta fin dalle sue origini come uno gnosticismo camuffato dietro una facciata liberale, c'è un errore che si deve evitare a questo proposito: vedere solamente la facciata e dimenticare ciò che si nasconde dietro.
CAPITOLO III
Introdotta in Francia in 1721 con l'istituzione a Dunkerque della Loggia «Amitié et Fraternité» («Amicizia e Fratellanza»), la Massoneria si sviluppò assai rapidamente. Dopo la fondazione, nel 1772, del Grand'Oriente di Francia, che fu una concentrazione di truppe massoniche francesi fino a quel momento disperse, la Massoneria «iniziò a svilupparsi, tanto che nel 1789 contava ben 700 Logge in Francia e nelle colonie, senza contare un gran numero di Capitoli e di Areopaghi» 20.
Sottolineiamo in particolare l'importanza dello sviluppo delle Logge massoniche nell'esercito (che, a causa di questa infiltrazione, non intervenne per proteggere il potere monarchico). Scrive lo storico massonico Louis Blanc (1811-1882):
Quale sono i «principî della società civile» dell'Ancien Régime ai quali ha fatto allusione Louis Blanc? Essenzialmente i Comandamenti di Dio, o Decalogo. Quali sono i principî massonici «contrari a quelli della società civile»? Quelli che in seguito vennero definiti «i principî del 1789». Il 1º agosto 1871, il Gran Maestro Lèonide Babaud-Larivière (1819-1873) spiegò:
Come sappiamo, i principî della Rivoluzione sono stati codificati nella Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo e del Cittadino del 1789, della quale, logicamente, i massoni rivendicano la paternità:
Il passaggio dall'Ancien Régime al regime rivoluzionario del 1789 fu dunque ottenuto sostituendo il Decalogo con la Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo; per ben segnalare questa sostituzione, l'iconografia dell'epoca ha rappresentato i Diritti dell'Uomo incisi su due tavole, ad immagine dei Comandamenti di Dio che furono incisi su due tavole di pietra dal dito di Dio sul monte Sinai (Es 21, 18).
Sopra: le tavole dei Diritti (massonici) dell'Uomo sostituiscono quelle dei Comandamenti di Dio.
La Massoneria ha fornito non solo alla
Rivoluzione i suoi principî, ma anche i suoi metodi e i suoi uomini.
Quando lo storico massone Henri Martin (1810-1883) afferma
che «la Massoneria è stata il laboratorio della Rivoluzione»
25, è in senso allargato che bisogna
intendere la parola «laboratorio». Si comprende l'entusiasmo
massonico a proposito di questa impresa, entusiasmo che manifesta
questo testo del Consiglio dell'Ordine del Grand'Oriente:
A partire dal 1789, in Francia, tutte le leve del potere del Paese caddero nelle mani di massoni 27.
Simultaneamente, la Massoneria si rese invisibile. Ecco come il massone Renaudeau spiega la cosa:
Sopra: iniziazione massonica in una Loggia del Settecento.
La spiegazione che fornisce il massone Renaudeau è probabilmente incompleta. Ciò che venne a mancare, durante il periodo caldo della Rivoluzione, fu il ruolo intellettuale giocato dalla Massoneria, l'istituzione che ha proprio per missione di preparare i cervelli e di condizionare l'opinione pubblica.
Ma nella piramide delle società segrete che costituiscono la Massoneria, figurano certamente società di alto livello la cui missione non è più di ordine intellettuale, ma di combattimento e di insurrezione; e queste, evidentemente, non si sono messe in sonno nel 1789! Notiamo en passant che i regimi rivoluzionari che si sono succeduti in Francia dal 1789 al 1798 sono stati sanguinosi per i massoni.
La Massoneria si riorganizzò con vigore sotto il Primo Impero:
Attiva sotto la Restaurazione e la monarchia di luglio 32, la Massoneria si installò in forze sotto la seconda Repubblica: la maggior parte dei membri del Governo provvisorio del 1848 era composta da massoni 33 e la stessa situazione si mantenne sotto il secondo Impero, il cui capo, Napoleone III (1808-1873) era stato affiliato alla Carboneria 34.
Dopo la caduta del Secondo Impero e l'armistizio franco-tedesco che concluse la guerra del 1870, ci fu l'episodio della Comune. Un governo rivoluzionario installato a Parigi in seguito all'insurrezione del 18 marzo 1871, la Comune fu schiacciata dall'esercito agli ordini del Governo di unità nazionale con sede a Versailles e il cui capo era Adolphe Thiers (1797-1877) 35. La Massoneria giocò un ruolo determinante nello scatenamento della Comune, che fin da subito fu salutata come un trionfo massonico:
Non è privo di interesse il fatto che Thiers, primo responsabile della sanguinosa repressione della Comune (che provocò 25.000 morti) era stato affiliato alla Carboneria 37, e che il ministero che aveva formato contava, su nove ministri, tre massoni: Jules Favre (1809-1880), Jules Simon (1814-1896) ed Ernest Picard (1821-1877) 38.
Oggi, dopo più di duecentocinquant'anni di attività in Francia, la Massoneria si presenta come una componente naturale del nostro paesaggio politico. Il numero dei suoi effettivi - per quanto sia possibile conoscerlo - è rimasto abbastanza stabile dall’inizio del XX secolo: un totale di circa 70.000 unità si ripartiscono in una decina di obbedienze, di cui le più conosciute sono il Grand'Oriente di Francia (30.000 membri - 500 Logge), la Gran Loggia di Francia (19.000 membri - 470 Logge), la Gran Loggia Nazionale Francese (14.000 membri - 620 Logge), la Gran Loggia Femminile di Francia (7.200 membri - 205 Logge) 39.
Sopra: massoni francesi sfilano per le vie di Parigi ai nostri giorni.
In Inghilterra, la Massoneria si è sviluppata nel XVIII secolo in due obbedienze, di cui il massone Jean Corneloup spiega così la concorrenza e la successiva riunione (che chiama «Sacra Unione»):
«Triplice alleanza, non scritta, ma reale, della dinastia, della Chiesa anglicana e della Massoneria»: tale sarebbe, secondo Jean Corneloup, una delle chiavi della politica inglese dall'inizio del XIX secolo. La stessa idea è stata sviluppata dal già citato massone Albert Lantoine in un testo in cui si parla dei landmarks (i «confini») 41.
Questi landmarks sono stati creati per affermare la stretta alleanza della Massoneria inglese con la Chiesa anglicana. La loro comunione dura da due secoli e non è mai stata smentita... In Inghilterra, fin dalla sua nascita, la Massoneria è serva della Chiesa anglicana e dello Stato 42. E oggi? Nulla sembra essere cambiato se si crede a ciò che ha scritto il Sunday Express, del 23 marzo 1980:
Nulla è cambiato... salvo su un punto: il comportamento dell'attuale principe del Galles, il quale si è rifiutato di farsi iniziare alla Massoneria. La quadrettatura massonica della Gran Bretagna è paragonabile a quello degli Stati Uniti: più di 800.000 massoni in un Paese di 55.000.000 di abitanti, ossia quasi quindici massoni per ogni mille abitati (la Francia ne conto appena più di uno). Essendo i massoni, nei Paesi anglosassoni, dieci volte più numerosi che in Francia, a popolazioni uguali, certi ambienti possono essere così non solo diretti, ma impregnati dalla Massoneria 43.
Sopra: Fratelli .·. inglesi.
Il visitatore proveniente dall'Europa rimane colpito dal potere della Massoneria americana: simboli massonici sulle banconote, templi massonici ben visibili in tutte le città, piccole o grandi, distintivi massonici correntemente portati all'occhiello, ecc... La maggior parte dei «padri fondatori» della Repubblica americana e sedici presidenti della Repubblica (da Georges Washington a Georges Bush) appartennero all'Ordine massonico.
Le referenze massoniche di questi politici sono devotamente esposte alla venerazione del pubblico nel George Washington Masonic National Memorial di Alexandria, in Virginia, un tempio in granito costruito per la gloria del massone Washington 44. Ai nostri giorni, questo inquadramento massonico della politica americana, che risale alle origini stesse degli Stati Uniti, può fare affidamento su 2.600.000 massoni «classici», membri delle diverse Gran Logge, ai quali occorre aggiungere i membri della Massoneria esclusivamente ebraica del B'nai B'rith e quelli della Massoneria Prince Hall, composta da persone di colore.
Sopra:, al centro, il George Washington Masonic National Memorial di Alexandria. A fianco, una stampa di Washington con le insegne massoniche.
L'effettivo totale dei massoni negli Stati Uniti giunge così a più di tre milioni di unità. Una struttura politica uscita dal seno della Massoneria e che gli è rimasta sottomessa: tali si presentano gli Stati Uniti d'America. Si può approvare il giudizio del massone Harry L. Baum (1889-1967) che nel 1950 scriveva nella rivista The New Age 45:
Sopra: The New Age, la rivista statunitense del Rito Scozzese.
Fermiamoci qua, limitandoci ad alcuni richiami della storia della Massoneria in Francia, in Gran Bretagna e negli Stati Uniti. Abbiamo potuto constatare il suo potere, quello ieri e quello odierno. Ma non bisognerebbe concludere che essa sia onnipotente. Più avanti, vedremo infatti che, sebbene questa istituzione sia così potente, è sottomessa a gruppi superiori.
Sopra: ritratti dei presidenti americani massoni da Washington a Truman.
CAPITOLO IV
Ecco due testimonianze di massoni a questo riguardo:
«Dottrina stabile e permanente», «lo spirito massonico è uno»: come definire tali caratteristiche?
Nell'esposizione storica precedente abbiamo rievocato due elementi dell'ideologia massonica. Abbiamo mostrato l'origine massonica dei principî del 1789 che non fanno che applicare un'ideologia razionalista, liberale e soggettivista alla vita sociale e politica che conduce alla deificazione dell'uomo.
Abbiamo citato la testimonianza del rabbino Toaff sulla presenza nella Massoneria di una «dottrina segreta filosofica e religiosa introdotta dai Rosacroce gnostici all’epoca della loro fusione con i liberi muratori nel 1717»; dottrina che, spiega il rabbino, non è nient'altro che la Gnosi. Si constata così come l'ideologia comune a tutte le Massonerie si divide in due componenti, una apertamente propugnata, l'altra tenuta segreta, un binomio che può essere riassunto in due parole: razionalismo e occultismo.
Il
vocabolario varia a seconda degli autori. Anziché di occultismo, si
parlerà spesso di Gnosi, di «misticismo» o di illuminismo.
Al razionalismo si assoceranno idee liberali (di cui il razionalismo
fa parte), il soggettivismo, il culto dell'uomo,
ecc... Alcune citazioni permetteranno di mettere meglio in evidenza
la presenza simultanea del razionalismo e dell'occultismo come
elementi costitutivi dell'ideologia massonica:
Sopra: alla Luce dei Misteri massonici l'Uomo viene divinizzato.
CAPITOLO V DELL'IDEOLOGIA MASSONICA
Sopra: libertà di pensiero in nome della Scienza e della Ragione.
Uno stato d'animo secondo cui non ci sarebbe né alcun ordine stabile delle cose, indipendente dall'uomo, né una verità universale, né una morale immutabile... Esso corrisponde a ciò che in filosofia viene detto «nominalismo», ed è assai prossimo alla concezione protestante del libero esame 56; per tentare di dargli un carattere rispettabile, i razionalisti e i massoni lo chiamano «libertà di pensiero». Alcune recenti dichiarazioni di Gran Maestri del Grand'Oriente o della Gran Loggia di Francia ne danno un'idea precisa:
Se niente è assoluto, se «tutto è relativo», siamo in presenza di un «relativismo eretto a dogma» 62.
Che la libertà del motto massonico sia
prima di tutto e soprattutto la libertà di pensiero precedentemente
definita, è ciò che dimostrano innumerevoli testi massonici; eccone
un esempio:
Sopra: predica in piazza nel Settecento.
Poiché per i massoni non esiste alcuna verità universale, non c'è nemmeno una verità universale rivelata. Nelle Logge si può fare riferimento a diverse rivelazioni: alla Bibbia, al Corano, alle Upanisad... a patto di considerarle come scelte personali, materie facoltative e non verità universali che si impongono a tutti gli uomini.
In queste condizioni, la Massoneria non può accettare il vero ordine soprannaturale e rivelato cattolico (ossia universale): essa è dunque naturalista, essendo il naturalismo per definizione «un atteggiamento indipendente e repulsivo dell'ordine soprannaturale e rivelato» 64; la Massoneria è fondamentalmente anti-cattolica nel suo pensiero e nella sua azione. Illustriamo mediante alcuni testi recenti l’anti-cattolicesimo espresso dalle due principali obbedienze massoniche francesi.
Sopra: il crocifisso viene rimosso dalle aule scolastiche, un segno dell'avanzata del laicismo massonico.
Dal canto suo, la Gran Loggia di Francia manifesta un anti-cattolicesimo meno aggressivo, ma più radicale. L'ex Gran Maestro Pierre Simon (1925-2008) ne fa testimonianza nel suo libro De la vie avant toute chose («La vita innanzi tutto»). «La polemica intorno alla legge Veil è lo scontro tra due mondi» 67: mondo massonico contro mondo cattolico.
In questo scontro, Pierre Simon oppone «un nuovo concetto della vita» 68, «un nuovo codice etico» 69, una nuova idea di famiglia 70 alle concezioni cattoliche corrispondenti. Su ciascuno di questi punti, si tratta di un conflitto prettamente religioso: «Il conflitto tra la contraccezione e i valori religiosi del passato è inevitabile» 71.
Sopra: l'ex Gran Maestro Pierre Simon e il suo libro De la vie avant toute chose.
Per «morale tradizionale», bisogna certamente intendere la morale cattolica...
A partire dal naturalismo (il rifiuto dell'ordine soprannaturale e rivelato, che costituisce uno dei caratteri essenziali della Massoneria), due correnti massoniche si sono sviluppate: una deista e l'altra atea, o piuttosto agnostica. La Massoneria anglosassone e le obbedienze che la seguono sono in generale deiste; e poiché costituiscono la maggior parte dei battaglioni massonici 73, si può dire che i massoni, nella loro stragrande maggioranza, sono deisti 74.
In compenso, il Grand'Oriente di
Francia, dopo essere stato deista, a partire dal 1884 si è rifiutato
di prendere posizione circa l'esistenza di Dio 75.
Del resto, una simile distinzione è priva di grande importanza
pratica, essendo il «Grande Architetto dell'Universo»
dei massoni deisti una divinità persa dietro le sue nuvole che non
si occupa del mondo in cui viviamo. Come spiega il libro Vérités
sur la Franc-maçonnerie 76,
Sopra, il motto massonico «A gloria del Grande Architetto dell'Universo».
Si potrebbe confermare questo carattere
indefinito attraverso numerosi altri testi massonici, almeno nei
Gradi più bassi, del Grande Architetto dell'Universo:
Priva di dogmi, perché fondata sul libero esame
e sulla libertà di coscienza, riferendosi ad una «divinità»
indefinita, la «religione» massonica sarà dunque particolarmente
accomodante. Spiega l'ex massone Jean Marqués-Rivière
(1903-2000):
«Protestantesimo laico», umanesimo senza vera trascendenza, la religione massonica può condurre unicamente al culto dell'uomo e dell'umanità. Ecco tre testi che manifestano questa tendenza:
Sopra: Lucifero si ribella a Dio e precipita sulla Terra.
Si potrebbero moltiplicare i testi in cui la Massoneria afferma il primato dell'uomo sulla Rivelazione, e in cui si esaltano «i benefici di un pensiero liberato dal dogma da una giusta concezione dei poteri della ragione umana» 84, e in effetti viene proposta la deificazione dell'uomo 85. Notiamo en passant che nell'odierno movimento New Age si ritrova questa stessa idea di deificazione dell'uomo grazie allo sviluppo dei poteri della ragione umana.
«Mettere l’uomo sull'altare anziché metterci Dio», rifiutare non solo l'ordine soprannaturale e rivelato, ma anche l'ordine naturale: simili concezioni conducono i massoni a proporre nuovi modelli di società ai quali corrisponde un certo tipo di uomo nuovo.
Innumerevoli testi massonici presentano il tipo di massone ideale: libero da ogni regola, eccetto da quella della Loggia, che sviluppa la propria «autonomia», essendo egli stesso la sua legge, superiore a tutto.
Spiega la rivista del Grand'Oriente Humanisme (luglio 1975):
Sopra: la rivista massonica Humanisme.
La stessa idea emerge in questa presentazione dell'ideale rotariano di André Siegfried (1875-1959):
Se «l'uomo è il punto di partenza di ogni cosa e di ogni conoscenza; egli è la sua sorgente e il suo riferimento», se deve «lavorare per la propria salvezza, senza mettersi tra le mani di una gerarchia», è lui, dunque, che deve elaborare la propria morale. Si ritrova qui la concezione del filosofo tedesco Immauel Kant (1724-1804), per il quale la coscienza non deve nulla a nessuno: essa stessa è la sua regola, la sua legge, la sua sanzione, il suo tribunale supremo 88. Si finisce a ciò che i massoni chiamano la «morale pura» 89 e che presentano così:
Una morale di questo genere si esprimerà mediante una serie di paroloni con tanto di lettera maiuscola: Libertà, Uguaglianza, Fratellanza, Solidarietà, Progresso, Emancipazione delle Coscienze, ecc...
Nella pratica, a quale «morale» conduce la concezione dell'uomo liberato da ogni regola e superiore a tutto? Di questa «morale» abbiamo due esempi sorprendenti sotto gli occhi: la soppressione dei più deboli (per mezzo dell'aborto) e l'immoralità (mediante la libertà sessuale eretta a regola d'oro della nuova società). È nota la posizione dei massoni a riguardo dell'aborto, di cui sono stati degli infaticabili propugnatori. In un articolo, Le Point, dell'11 settembre 1978, riassumeva il loro ruolo in questi termini: «I lavori massonici sono spesso all'avanguardia del movimento delle idee. La pianificazione familiare, la contraccezione e l'aborto sono cosa loro».
Il lassismo in materia sessuale costituisce una delle norme del nuovo modello di società presentata dall'ex Gran Maestro della Gran Loggia di Francia Pierre Simon:
Questo lassismo sessuale non è nuovo per i massoni. Già negli anni '30, essi animavano in Francia i movimenti naturisti e nudisti 92. «La felicità senza Marx e senza Gesù»: in fondo, questo è l'ideale della nostra società liberale avanzata. Non è forse più massonica di quanto si creda?
A quelli che non si accontentano di una «felicità senza Marx e senza Gesù», viene offerta una prospettiva ancora più attraente: quella dell'evoluzione di un'élite mediante le proprie capacità e la sua volontà di potenza, in direzione del superuomo, di una superumanità. Tali obiettivi sono apertamente proposti da movimenti di chiara ispirazione massonica come la Nuova Destra francese e il movimento New Age. Basterà paragonare due testi:
Abbiamo già indicato che la filosofia politica della Massoneria è espressa nei «principî del 1789», e come li si trova nella Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo e del Cittadino del 1789.
Sui diciassette articoli della Dichiarazione, ne tratterremo tre che bastano a definire la filosofia soggiacente:
Che cosa troviamo in questi testi? Due idee essenziali.
● Prima idea: l'uomo è libero in ogni campo; egli dipende solamente da sé stesso È ciò che si desume dall'art. nº 4: la libertà consiste «nel poter fare tutto ciò che non nuoce ad altri». Ritroviamo, insite nell'art. nº 4, la libertà di pensiero e la «morale pura» generata della coscienza dell'uomo, e non fondata su di un ordine trascendente, nozioni massoniche che abbiamo già visto più sopra.
● Seconda idea: l'autorità e la legge emanano dall'uomo (considerato collettivamente) Se l'uomo dipende unicamente da sé stesso, il fondamento delle autorità sociali - qualunque esse siano - e quello della legge non potrà trovarsi che in lui. È ciò che precisano gli articoli nº 3 e nº 6. Nell'art. nº 3 si afferma la teoria della sovranità popolare. La formula cattolica «omnis potestas a Deo» («ogni potere viene da Dio») è sostituita da una formula equivalente a «omnis potestas a populo» («ogni potere viene dal popolo», dalla nazione, ossia dall'uomo considerato collettivamente).
Secondo l’art. nº 6 («La legge è l'espressione della volontà generale»), la legge positiva, quella che votano i parlamenti, anziché essere un prolungamento della legge naturale, non è nient'altro che un'invenzione dell'uomo collettivo, di quell'uomo la cui volontà verrà chiamata «volontà generale».
Sopra: allegoria della repubblica francese; sulla pergamena che tiene in mano è scritto «sovranità popolare».
Così, sul piano individuale come sul piano sociale e politico, tutto poggia sull'uomo, tutto è fondato sull'uomo. Egli non riconosce nessuna autorità che gli sia superiore, nessuna trascendenza. L'ateismo pratico più radicale impregna la filosofia politica dei massoni. Si comprende come essi non abbiano mai cessato di lottare per ottenere, in ogni Paese, la separazione della Chiesa dallo Stato. Così si presenta, dunque, il razionalismo massonico:
Nei quattro campi presi in considerazione (filosofico, religioso, morale e politico), l'opposizione tra le posizioni cattoliche e quelle del razionalismo massonico si rivela totale. Già all'inizio dell'800, Joseph de Maistre (1753-1821) aveva ben compreso ciò che stava accadendo:
CAPITOLO VI
In Francia, in Italia, in Spagna, in America Latina e in generale in tutti i Paesi cattolici o a maggioranza cattolica, la Massoneria si è applicata ad un'opera di demolizione religiosa e politica. L'opera massonica di irreligione è ben nota: i nomi di massoni come Voltaire, Robespierre, Jules Ferry, Emile Combes possono servire per illustrarla (nel caso della Francia). E l'odio anti-religioso appare come connaturato alla Massoneria.
Sul piano politico, l'azione massonica dopo più di duecenticinquant'anni si è manifestata mediante uno sforzo costante (e coronato da successo) per diminuire e distruggere (dall'interno e dall'esterno) le nazioni cattoliche appannaggio dell'egemonia protestante. L'eliminazione dei Borboni, la Rivoluzione Francese, la soppressione dell'impero cattolico austro-ungarico, la frammentazione dell'America Latina in una moltitudine di Stati rivali, spesso ridotti all'impotenza... Tutti fatti politici ai quali la Massoneria ha contribuito in modo decisivo e di cui si deve spesso l'iniziativa.
Nei Paesi protestanti le cose vanno diversamente. La Massoneria si mostra nazionalista e imperialista; essa intrattiene buone relazioni con le Chiese locali. In Inghilterra, essa sostiene il trono e l'anglicanesimo. Nell'800, il primo ministro britannico Lord Palmerston (1784-1865), che fu uno dei principali capi della Massoneria della sua epoca 97, contribuì a riplasmare l'Europa, conformemente agli interessi dei poteri protestanti.
Prima in Prussia, poi in Germania, la sètta appoggiò l'imperialismo degli Hohenzollern. Negli Stati Uniti, essa costituisce il cemento che unisce, in seno ad un unico Stato, i popoli più disparati. In breve, dal XVIII secolo fino ad un'epoca recente (fino alla Prima Guerra Mondiale), la sua azione ha consolidato sul piano politico i Paesi protestanti e ha contribuito considerevolmente all'egemonia che esercitano anche ai nostri giorni. Questa doppia constatazione può essere così riassunta:
Come spiegare la doppia azione massonica:
irreligiosa e rivoluzionaria nei Paesi cattolici, religiosa e
conservatrice nei Paesi protestanti? Ecco il punto di vista di un
massone:
l'alfabeto (la Ragione) sconfigge il prete (il clericalismo)
Si può dunque sostenere che, almeno fino alla prima metà del XX secolo, lo scopo essenziale della Massoneria è stato quello di distruggere il cattolicesimo, di «decattolicizzare il mondo» 100. E per «decattolicizzare il mondo», la manovra massonica, sul piano politico, consisterà nel rafforzare l'establishment protestante e utilizzarlo per distruggere o ridurre ogni forma di potere temporale dei cattolici.
Come notava all'inizio del XX secolo l'ex
massone Paul Copin-Albancelli (1851-1939),
« Il resto del compito»: con questa espressione bisogna intendere l'azione tenace per suscitare nuovi costumi e nuove leggi che contribuiscano a distruggere la morale naturale. Questo compito era stato intrapreso già nell'800 102; oggi, esso sembra costituire uno degli obiettivi prioritari della Massoneria, come ne manifestano le recenti azioni in cui le Logge massoniche e noti massoni (come Henri Caillavet e Pierre Simon) sono stati in prima linea nel combattimento: divorzio per consenso reciproco 103, maggiore età ai diciotto anni, educazione sessuale generalizzata, contraccezione 104, aborto, inseminazione artificiale 105, preparazione degli spiriti all'eutanasia, «abbandono dei testi discriminatori nei confronti degli omosessuali». Il già citato libro di Pierre Simon De la vie avant toute chose riporta a questo riguardo una testimonianza brutale e perentoria.
Sopra: «matrimonio» gay.
Il ruolo svolto nei Paesi protestanti supponeva che questi conservassero per un periodo di tempo la loro forza interna e la loro stabilità; a causa di questo fatto, la distruzione dell'ordine naturale è stata più tardiva che nei Paesi cattolici. Ecco come, nel 1913, il gesuita americano Padre Hermann Gruber (1851-1930) schematizzava il programma massonico come apparve in diverse riviste della sètta negli Stati Uniti:
Dopo avere visto questo programma, l'autore americano Paul A. Fisher (1921-2007), nel suo libro Behind the Lodge's Door, mostra come buona parte sia già stato realizzato negli Stati Uniti nei trent'anni che vanno dal 1940 al 1970. Egli sottolinea che, durante questo periodo, la Corte Suprema americana 107 ha subìto un dominio massonico particolarmente importante 108; in media, sei dei nove giudici della Corte Suprema erano massoni 109. Tutto sommato, l'obiettivo massonico di laicizzare la società è stato raggiunto negli Stati Uniti come in Francia, con un ritardo di qualche decina d'anni.
Sopra: Paul A. Fisher e la sua opera Behind the Lodge's Door.
La distruzione ha senso solo se poi si vogliono costruire altre cose.
Sopra: sulle braccia del Baphomet disegnato dall'occultista Eliphas Levi campeggia il motto alchemico Solve et Coagula.
Che cosa si tratta di distruggere? L'ordine naturale e soprannaturale. Che cosa si tratta di costruire? Una società totalmente laicizzata, erotizzata, una «felicità senza Marx e senza Gesù», un nuovo uomo massonico... In breve, un'utopia contro-natura. Tale sembra essere lo scopo al quale tende visibilmente la Massoneria. Diciamo visibilmente, perché un altro obiettivo, più nascosto, appare subito dopo.
Fin dalle sue origini, la Massoneria ha messo
nel novero dei suoi obiettivi l'avvento di una «Repubblica
Universale», di ciò che oggi si è soliti definire un «Governo
Mondiale».
Sopra: simbolo del Governo Mondiale.
Non stupirà, dunque, il fatto di vedere numerosi massoni contribuire alla dissoluzione delle nazioni 113 in un gran tutto mondialista e opporsi alle vere forme di rinascita nazionale 114. Non ci si stupirà nemmeno di vedere come il presidente americano Georges Bush sr. (1924-2018), massone del 33º Grado, presentarsi come un campione del «Nuovo Ordine Mondiale».
La «Società delle Nazioni» fu un'organizzazione internazionale nata dal Trattato di Versailles; fondata nel 1920, essa sparì ufficialmente nel 1946 per essere sostituita dall'ONU. La «Società delle Nazioni» costituì un primo abbozzo nella via che conduce al Governo Mondiale. Spiega Léon de Poncins nella sua opera Société des nations, super-état maçonnique:
Sopra: l'opera di Léon de Poncins Société des nations, super-état maçonnique.
Alla fine, la storia dei ventanni che hanno separato la guerra del 1914 da quella del 1939-1945 ha visto la realizzazione dell'auspicio espresso al Convento del 1923 della Gran Loggia di Francia:
Scrive Jacques Ploncard d'Assac (1910-2005) 118: «La costruzione di un spazio europeo non è, per i massoni, che "il precursore di uno spazio universale, di una Terra patria"» 119.
Il Gran Maestro della Gran Loggia di Francia Guy Piau conferma: «La ricerca di una comunità europea, e in seguito universale, rientra evidentemente nel campo delle nostre riflessioni e delle nostre azioni» 120. «Repubblica Universale», «comunità universale»... Da Ramsay a Guy Piau, il pensiero massonico non è variato su questo punto.
CAPITOLO VII
L'organizzazione massonica è difficile da conoscere, perché andiamo a tastare un terreno in cui il segreto gioca un ruolo determinante.
L'idea generale è la seguente: la Massoneria è costituita da una piramide di società segrete che si comandano le une le altre, senza che in una società si possano riconoscere come tali gli elementi che comandano dagli elementi comandati. Ci sono dunque al tempo stesso gerarchia e suddivisione. Ecco una spiegazione più dettagliata fornita da quel grande specialista della Massoneria che fu Léon de Poncins nel suo libro La Franc-maçonnerie contre la France, pubblicato nel 1941: «(Nella Massoneria) esiste una doppia organizzazione simultanea: l'organizzazione amministrativa visibile e l'organizzazione occulta, ignota talvolta ai massoni stessi».
Per illustrare questa esposizione di Léon de Poncins, ecco alcune testimonianze.
- L'ex massone Paul Copin-Albancelli Nel suo piccolo libro pubblicato nel 1905 e intitolato Comment je suis entré dans la Franc-maçonnerie et comment j'en suis sorti («Come sono entrato nella Massoneria e come ne sono uscito»), Copin-Albancelli racconta la sollecitazione di cui fu oggetto nel momento in cui pensava di disertare:
● Il membro dell'Alta
Vendita «Piccolo Tigre»
126
Spiega Léon de Poncins in un testo già citato: «(Nella Massoneria) le volontà si trasmettono generalmente per suggestione e non per ordine, senza rischiare di scoprire e compromettere la sorgente di ispirazione». Copin-Albancelli conferma questo punto con la sua esperienza:
Agire per suggestione, senza impartire direttamente degli ordini, è un procedimento che si presta poco ad un'azione politica diretta; al contrario, esso si adatta bene ad un'azione a lungo termine sull'opinione pubblica, un'operazione che costituisce - come vedremo - l'essenziale dell'azione della Massoneria di rango inferiore.
L'organizzazione massonica, caratterizzata dalla suddivisione orizzontale precedentemente spiegata 129 è fondata necessariamente sul segreto. Non ci si stupirà, dunque, di vedere numerosissimi testi massonici insistere sull'importanza del segreto:
E per finire, ecco una nota più poetica:
Torniamo alla formula del Gran Maestro Richard Dupuy (1914-1985): «La Massoneria è e non può unicamente che essere una società segreta». È evidente che i segreti in ballo appartengono a due categorie:
Osservazione preliminare: fin dalle sue origini, si constatano in seno alla Massoneria delle lotte, spesso violente, tra clan massonici 135. Questo fatto non è incompatibile con l'esistenza di un centro di direzione per l'insieme delle società segrete. Infatti, un tale centro, se esiste, potrebbe trarre profitto, per i suoi obiettivi a lungo termine, dalla situazione dialettica generata dalle lotte tra società massoniche inferiori. La questione sollevata è così suddivisa:
Ci limiteremo a citare l'opinione a questo proposito di tre autori anti-massonici e quella del grande uomo di Stato britannico Benjamin Disraeli (1804-1881).
Lo storico anti-massonico Claudio Jannet (1844-1894) fu incaricato di ripubblicare l'opera principale sulla Massoneria apparsa nel XIX secolo: Les sociétés secrètes et la société («Le società segrete e la società»), del gesuita Padre Nicolas Deschamps (1797-1873). Nell'importante prefazione alla riedizione del 1880, egli fornisce le seguenti spiegazioni:
Sopra: Lo storico anti-massonico Claudio Jannet e il libro Les sociétés secrètes et la société.
Dopo avere citato la testimonianza su tale questione di Benjamin Disraeli e di Henri Misley (1801-1863), un personaggio che fu in stretto contatto con gli ambienti massonici italiani, Claudio Jannet conclude:
La spiegazione di Léon de Poncins completa quella di Claudio Jannet e di Padre Emmanuel Barbier. Essi mostrano che le società segrete superiori come l'Illuminismo (gli Illuminati di Baviera) o l'Alta Vendita italiana, hanno potuto giocare un ruolo direttivo, ma in modo imperfetto. Secondo Léon de Poncins, il vero centro di direzione sarebbe da ricercarsi al di sopra della Massoneria.
É famosa la celebre osservazione che Lord Disraeli 141 fece nel 1852, in un discorso alla Camera dei Comuni, riferendosi agli avvenimenti rivoluzionari del 1848:
Ecco dove si trovano, secondo il grande uomo di
Stato britannico, i tre gradini fondamentali del potere politico.
Tenuto conto dell'esperienza acquisita in un secolo sull'azione
politica delle forze ebraiche, come dargli torto?
Si tratta di una questione raramente affrontata nei libri sulla Massoneria. Ecco le spiegazioni che si trovano nel già citato testo di Claudio Jannet; esse riassumono le ricerche fatte su questo argomento da Eduard Emil Eckert (morto nel 1866), avvocato di Dresda, uno dei più grandi specialisti della Massoneria del XIX secolo.
Accanto alle Logge (o Laboratori o Capitoli) che riuniscono i massoni per obbedienza e per Grado, esistono altri gruppi massonici chiamati «Fraternali»: in esse vi si trovano dei massoni di Gradi e di obbedienze diverse che hanno un'affinità comune (la stessa professione, lo stesso interesse culturale o sociale, l'appartenenza alla stessa società profana, allo stesso partito politico, ecc...). Strutture più agili delle Logge, le Fraternali permettono ai massoni di coordinare meglio e di moltiplicare la loro azione; eventualmente, esse sostengono il ruolo di gerarchie parallele nei gruppi o nelle società in cui operano.
Essi agiscono come gruppi e associazioni distinti dalla Massoneria, ma sono diretti o influenzati da essa.
Si tratta di associazioni create da massoni, o con il loro appoggio, che subiscono la direzione massonica talvolta senza che i membri ne siano al corrente. Un esempio: «La Ligue de l'enseignement» (un'associazione che si batteva per la scuola laica), fondata dal Maestro massone Jean Macé (1815-1894), un organismo che è stato definito una Massoneria esterna.
Altro esempio: il Rotary e il Lion's Club, entrambi fondati dai massoni americani Paul Harris (1868-1947) e Melvin Jones (1879-1961).
Nel suo nº 30 fuori serie del 1973 intitolato Les francs-maçons, e favorevole a questi ultimi, la rivista Historia precisava che questi club, a detta dei loro membri, non erano
Sopra: il nº 30 della rivista Historia, del 1º gennaio 1973.
Il resoconto del Congresso massonico di Amiens del 1894 indica com'è considerata questa penetrazione:
Oggi i metodi non sono cambiati. Nel settembre del 1979, il massone Michel Baroin dichiarava nella rivista ufficiale del Grand'Oriente:
CAPITOLO VIII
Passando in rassegna i diversi aspetti dell'organizzazione massonica come si può conoscerla, abbiamo visto la suddivisione del lavoro in:
Esamineremo ora più in dettaglio quest'ultimo metodo d'azione, com'è praticato nella Loggia e al di fuori da essa (l'unico al quale si dedicano i massoni dei Gradi inferiori).
Sopra: Gustavo Raffi, Gran Maestro del Grand'Oriente d'Italia dal 1999 al 2004.
Quando vuole spiegare il suo metodo d'azione, la Massoneria si definisce come una società di pensiero. A che cosa corrisponde questo tipo di società che si è diffusa nei Paesi occidentali, in seguito alla Massoneria, a partire dal XVIII secolo? 149. Si tratta, in effetti, o delle Logge massoniche stesse, o di gruppi che non appartengono organicamente alla Massoneria, ma che funzionano pressappoco come le Logge. Le società di pensiero si distinguono per una doppio attività:
Poiché i prototipi delle società di pensiero sono stati le Logge massoniche, è innanzi tutto in seno alla Massoneria che conviene vederle all'opera.
Sopra: lavori in Loggia...
Per il loro funzionamento interno e la loro azione esterna, le Logge massoniche applicano dei principî che riassumono il motto «libertà, uguaglianza, fratellanza». Tre parole-chiave che in questa sede occorre evidentemente comprendere nel senso che dà loro la Massoneria:
In seno ad ogni società che funziona secondo i principî di libertà, di uguaglianza e di fratellanza, così compresi, si svilupperà una doppia operazione:
Una società di pensiero che funzioni secondo i soli principî di libertà, di uguaglianza e di fratellanza giungerebbe logicamente ad un tipo di anarchia intellettuale e potrebbe operare solamente un'opera di dissoluzione. Ora, come abbiamo visto, la Massoneria pretende di dissolvere e in seguito di ricostruire, conformemente al suo motto alchemico «Solve et coagula» («Dissolvi e ricostruisci»).
Per ricostruire - e anche per dissolvere con una certa rapidità - una società ha bisogno di un orientamento generale, di una certa unità di direzione. L'orientamento e l'unità di direzione sono assicurati applicando un quarto principio: il principio di organizzazione, già descritto, di sottomissione incosciente a sobillatori sconosciuti 152. È per mezzo di questi quattro principi - libertà, uguaglianza, fratellanza e pilotaggio da parte di sobillatori sconosciuti - che si distingue il funzionamento di una Loggia massonica. Riassumiamo il loro ruolo:
Sopra: massoni del Grand'Oriente d'Italia.
Si immagini la terribile efficacia del meccanismo così concepito:
Spiega lo storico e sociologo francese Augustin Cochin (1876-1916):
Il modello di processo rivoluzionario analizzato si rivela qui ancora più pericoloso dell'ideologia rivoluzionaria; in generale è un fenomeno poco studiato a causa della tendenza che hanno le persone ad interessarsi troppo esclusivamente delle idee e a trascurare i processi.
In un articolo apparso sulla rivista Preuves 156, Fred Zeller (1912-2003), a quel tempo Gran Maestro del Grand'Oriente di Francia, definiva così l'obiettivo principale e il metodo d'azione esterna delle Logge:
Sopra: il massone Fred Zeller sulla copertina del suo libro di memorie Trois points c'est tout («Tre punti è tutto»).
In un'intervista concessa a Le Nouvel Observateur, Fred Zeller ha insistito nuovamente sullo stesso punto: «Innanzi tutto, la Massoneria, società di pensiero, non è un partito politico, un sindacato o una lega qualsiasi» 157. Si vede l'idea. «L'infiltrazione nell'apparato dello Stato», vale a dire che un'azione diretta sulla politica militante quotidiana non è il metodo d'azione normale della Massoneria (sebbene sia stato frequentemente utilizzato da essa (almeno in Francia).
Per i massoni, l'essenziale è di essere all'avanguardia del combattimento delle idee, di condurre un'azione a lungo termine sull'opinione pubblica. Parlando del Convento (assemblea generale) della sua obbedienza tenutosi nel 1978, Michel Baroin, Gran Maestro del Grand'Oriente di Francia, disse: «Si potranno vederne i risultati fra dieci anni» 158. E dunque, nella sua azione esterna, la Massoneria, in tempi normali, si comporta molto più come un organo di preparazione ideologica all'azione che come un organo di azione politica diretta. Ecco come Copin-Albancelli - che rimase affiliato alla Massoneria per sei anni - spiega la cosa:
Tale è la norma; essa è stata trasgredita abbastanza spesso. E tutte le volte che le società di pensiero massonico si sono trasformate in lega d'azione politica diretta, certi massoni altolocati hanno espresso discrete riserve 161.
Le Logge si sforzeranno di trasformare o di costituire in società di pensiero i diversi gruppi che le servono da intermediari. E di fatto possono essere considerate come società di pensiero gli innumerevoli gruppi (sia che si tratti di sindacati, di parlamenti, di consigli d'amministrazione, di gruppi d'Azione Cattolica 162, di consigli di classe... o di corsisti sottoposti alla «dinamica di gruppo») in cui sono applicate certe procedure qualificate come «liberali» (libertà di pensiero) e «democratiche» (membri uguali che si sottomettono tramite la fratellanza all'opinione comune). Basta che qualche persona teleguidata dai massoni appartenga a questi gruppi affinché sia messo in moto il quarto principio (pilotaggio da parte dei sobillatori sconosciuti) e che sia costituito un eccellente intermediario della Massoneria.
CAPITOLO IX DELL'IDEOLOGIA MASSONICA
L 'occultismo è già stato presentato come una delle due componenti dell'ideologia massonica (l'altra è il razionalismo); gli sono stati associati, nelle citazioni che lo concernono, la magia, il panteismo, la Kabbalah, l'esoterismo e l'ermetismo. Di che cosa si tratta? Tratteremo sommariamente prima dell’occultismo in generale e poi dell'occultismo massonico.
L'occultismo è definito dal Dizionario Le Robert come «l'insieme delle scienze occulte e delle pratiche annesse». Ci limiteremo al richiamo di alcuni punti fondamentali che costituiscono come i segni dell'occultismo e che permettono di captare facilmente la sua presenza nei movimenti che esso è riuscito ad influenzare. Lasciando da parte altri aspetti importanti del pensiero occultista (l'hypertheos, la manifestazione, la teoria dei cicli, l'illuminazione, l'Androgino Primitivo, ecc...), tratterremo in questa sede solamente i seguenti caratteri: panteismo, reincarnazione, sistema ternario e spiritismo.
Il panteismo è un sistema di spiegazione del mondo che confonde il Creatore con la sua creazione; ciò permette di eliminare il dogma della creazione e conduce alla deificazione dell'uomo. Nella categoria del panteismo adottato dall'occultismo («panteismo emanazionista»), il mondo è considerato come un'emanazione della divinità. A questo panteismo sono logicamente associati altri due errori: la preesistenza delle anime e la reincarnazione.
- La teoria:
Sopra: il ciclo delle reincarnazioni.
● La sua confutazione Questo «dogma» è incompatibile con la fede cattolica:
Sopra: morte del giusto e morte del peccatore.
● Le sue conseguenze
● La teoria: Esisterebbe un mondo intermedio localizzato tra il mondo fisico e il mondo spirituale:
● La sua confutazione La Chiesa insegna l'esistenza di due universi, spirituale e materiale (e non di tre): «Credo in unum Deum... factorem cæli et terræ, visibilium omnium et invisibilium...». Essa insegna che l'uomo è un composto di due principî, e non di tre, materia e forma, corpo fisico ed anima spirituale; dottrina così definita dal Concilio di Vienna:
● Definizione:
● Nocività fondamentale dello spiritismo
● L'insegnamento del Catechismo di San Pio X sullo spiritismo
Panteismo, reincarnazione, sistema ternario, spiritismo: tali sono i quattro «segni» dell'occultismo che ci sembrano al tempo stesso i più importanti e i più facili da riconoscere.
Gli adepti dell'occultismo designano spesso la loro «religione» con l'espressione «pensiero tradizionale». Di quale «tradizione» si tratta? Su questo argomento, rimandiamo alla lettura dell'opuscolo del saggista francese Jean Vaquié (1911-1992) intitolato Le brûlant problème de la Tradition («Il bruciante problema della Tradizione») 173, di cui riportiamo qualche passo.
La Tradizione primordiale (l'insieme delle rivelazioni che furono ricevute dai nostri progenitori e dai patriarchi loro successori), fu, fin dalle origini, la causa di una divisione che si manifestò mediante
Sopra: Jean Vaquié e il suo opuscolo Le brûlant problème de la Tradition.
Questa seconda corrente, che Jean Vaquié definisce «Tradizione inquinata», ha soffocato gli elementi della Tradizione primordiale «sotto l'esuberanza della vegetazione pagana con i suoi componenti umanitari, panteistici e politeisti» 176 e, potremmo aggiungere, demoniaci. È da là che provengono le tradizioni esoteriche d'Oriente e d'Occidente in cui si radica l'occultismo contemporaneo.
è risaputo che bisogna distinguere due religioni ebraiche: quella mosaica e quella talmudica. Il giudaismo mosaico era fondato sull'Antico Testamento, o almeno su una versione più o meno completa e talvolta modificata di quest'ultimo. Il giudaismo talmudico, pur facendo riferimento all'Antico Testamento, ha per principali libri sacri il Talmud (un codice morale), e quei libri che sono stati codificati nella Kabbalah, e che corrispondono a ciò che si potrebbe definire una filosofia e una teologia dogmatica 178.
Sopra: a sinistra, un trattato talmudico; a desta, lo Zohar, un trattato cabalistico.
Supporto dogmatico dell'ebraismo talmudico, la Kabbalah è essenzialmente un dottrina occultista alla quale si unisce anche una pratica occultista. Essa può essere considerata come «la tradizione esoterica degli ebrei» 179, la «tradizione occulta d'Israele» 180. Scrive l'occultista francese Papus (Gérard Encausse; 1865-1916): «Nella Kabbalah si trova l'esposizione delle regole teoriche e pratiche della Scienza occulta» 181. Si distinguono due tipi di Kabbalah:
Trasmessa soprattutto per via orale, la Kabbalah teorica è stata messa per iscritto principalmente in due libri: il Sefer Yetzirah, redatto verso il III-V secolo d.C., e lo Zohar, redatto da Moses de Léon (1250-1305) verso XIV secolo. Essa pretende di basarsi sulla tradizione mosaica, ma in realtà «è la tradizione di Mosé falsata, paganizzata e - si può dirlo - diabolicizzata dagli apporti caldei e persiani» 182.
Sopra: il cabalista Moses de Léon (noto come Moshe ben Shem-Tov) e a lato il trattato cabalistico Sefer Yetzirah.
Come mostrano i succitati libri di Papus e di Padre Emmanuel Barbier, i quattro «segni» dell'occultismo che abbiamo ritenuto opportuno trattare (panteismo, reincarnazione, sistema ternario e spiritismo) si ritrovano nella Kabbalah 184.
Ma la Kabbalah non è solo una forma di occultismo tra le altre. Papus la considera come «la tradizione segreta dell'Occidente» 185, ovvero come la sorgente e l'ispirazione delle tradizioni esoteriche occidentali. Padre Emmanuel Barbier è dello stesso parere. Parlando delle diverse forme occidentali di occultismo, egli scrive:
La Gnosi (o gnosticismo) è «l'effervescenza sincretista che turbò i primi secoli del cristianesimo» 187. «Il primo degli gnostici, il fondatore della scuola è, senza dubbio possibile, Simon Mago» 188, di cui parlano gli Atti degli Apostoli (At 8, 9-11). Durante i primi quattro secoli, diversi sistemi gnostici si costituirono sulla scia della Gnosi simoniana. Come caratterizzare questi generi diversi di Gnosi?
Sopra: Simon Mago in un antico bassorilievo medievale.
Tra di essi occorrerebbe segnalare principalmente:
Il manicheismo è anch'esso un fungo nato dal mycelium gnostico. Ma è storicamente distinto dallo gnosticismo se non fosse che per una vitalità particolarmente lunga, poiché esso si ritrova all'origine della dottrina catara nel Medioevo 190. Nel succitato libro di Padre Nicolas Deschamps s.j. Les sociétés secrètes et la société è presente un'esposizione delle caratteristiche generali di questi tre veicoli dell'occultismo.
Sopra: croce usata dagli eretici catari.
Se abbiamo insistito sulla Kabbalah è perché essa sembra costituire:
Riprendiamo alcuni testi già citati e
completiamoli con altre testimonianze:
● Rabbino Hirsch Geffen (1879-1977):
Sopra: la tomba di rabbi Hirsch Geffen. Notate l'insegna massonica.
● Bernard Lazare (1865-1903), scrittore ebreo francese:
● Albert Pike (1809-1891), massone statunitense del 33º Grado:Tra le personalità massoniche più conosciute del XIX secolo, l'americano Albert Pike può essere considerato come una delle più importanti. Egli appartenne allo «Scottish Rite of the Southern Jurisdiction», un'obbedienza alla quale furono affiliati numerosi presidenti della Repubblica degli Stati Uniti e membri del Congresso americano.
Il suo libro Moral and Dogma, apparso nel 1871, è considerato nella sua obbedienza come «la base della filosofia massonica» 194. Nelle pagine del suo già citato libro sulla Massoneria americana Behind the Lodge's Door, dedicato a Morals and Dogma, Paul A. Fisher mostra, citando Albert Pike, che la Massoneria è figlia della Kabbalah:
Sopra: l'alto dignitario massonico Albert Pike e il suo libro Morals and Dogma.
● Arthur Edward Waite (1857-1942), massone e occultista:
Nel suo libro Les sociétés secrètes et la société, probabilmente l'opera più completa sulla Massoneria del XIX secolo, Padre Nicholas Deschamps s.j. ne cita quattro: la Gnosi, il manicheismo, gli albigesi e i Templari. Si tratta di fonti e veicoli dell'occultismo interessanti e da conoscere visto che hanno ispirato certi rituali massonici. Ma l'essenziale si trova già nella Kabbalah.
Dire, con il massone Albert Pike che «la Gnosi è l'essenza e il midollo della Massoneria» 198, e considerare con lo stesso Pike che la Massoneria è figlia della Kabbalah, costituiscono affermazioni perfettamente compatibili se si ammette che la Kabbalah, «tradizione segreta dell'Occidente», è la sorgente principale da cui è stato generato l'occultismo occidentale.
Illustreremo l'esposizione sull'occultismo massonico che precede con la testimonianza dell'ex massone Jean Marqués-Rivière e quella del massone svizzero Oswald Wirth (1860-1943).
Abbiamo già citato questo ex massone che ruppe con le Logge nel 1931. Nel suo libro La trahison spirituelle de la Franc-maçonnerie, dopo avere descritto la pseudo-religione razionalista dei massoni, che egli qualifica come «protestantesimo laico», Marqués-Rivière affronta la seconda componente dell'ideologia massonica: l'occultismo.
Dopo avere ricordato l'esistenza di «esseri delle tenebre che si travestono in angeli di luce» 200, e che finiscono per incontrare gli adepti dell'occultismo, Jean Marqués-Rivière non esita ad affermare:
Da qui la conclusione:
Massone eminente, fondatore e direttore della
rivista Le symbolisme, Oswald Wirth fece nei suoi libri L'idéal
initiatique e Le livre du Compagnon alcune precisazioni
sull'iniziazione massonica 204:
Riassumiamo le seguenti caratteristiche dell'occultismo massonico:
CAPITOLO X
Spiega Léon de Poncins
210:
Passiamo in rassegna le principali di queste affinità.
Abbiamo appena visto che l'occultismo massonico è generato in maggiore parte dalla Kabbalah. Quanto al razionalismo massonico, sappiamo che esso si è espresso nella Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo del 1789, codificazione dell'ideologia rivoluzionaria. Quali sono i rapporti con l'ebraismo? Quelli che esprimeva in questi termini il Gran Rabbino di Francia Joseph Haïm Sitruk (1944-2016):
Scrive il Cardinale José María Caro
Rodríguez (1866-1958): «Il rituale massonico manifesta la sua
origine giudaica», e ne dà i seguenti esempi:
Durante i diciassette secoli che seguirono la distruzione di Gerusalemme e del suo Tempio per mano di Tito (nell'anno 70 d.C.), la nazione ebraica ha vissuto nella dispersione e nella persecuzione; essa ha dovuto nascondere i suoi organi di direzione e ha acquisito, per via di questo fatto, una certa padronanza per quel che riguarda gli apparati segreti.
Quando si è organizzata nelle sue strutture attuali, all'inizio del XVIII secolo, la Massoneria ha dato prova della stessa padronanza, che dà l'impressione di esserle connaturata. Ha forse preso in prestito dalla nazione ebraica questa tecnica così difficile? È la tesi che sostiene, con argomenti convincenti, l'ex massone Paul Copin-Albancelli nel suo libro Le drame maçonnique: la conjuration juive contre le monde chrétien.
Sopra: il libro di Copin-Albancelli.
Un stesso ideale messianico di felicità terrena, la stessa attesa di un impossibile millennio animano il giudaismo (talmudico) e la Massoneria. La stessa tendenza, nell'uno e nell'altra, a divinizzare l'umanità. Anche l'ostilità a riguardo della Chiesa cattolica. In definitiva, anche la tendenza a favorire i regimi rivoluzionari.
Numerosi autori ebrei hanno constatato queste affinità. Aggiungeremo alcune testimonianze, a quelle già citate del rabbino livornese Elia Benamozegh.
Sopra: il massone ed occultista Martinès de Pasqually e a lato il simbolo del Tempio degli Eletti Cohen, da lui fondato.
Nel suo libro L'âme juive («L'anima ebraica»), pubblicato in onore e in difesa degli israeliti, lo scrittore ebreo élie Faure (1873-1937) caratterizza così l'azione dello spirito ebraico sulla società contemporanea:
Sopra: lo scrittore israelita élie Faure e il suo libro L'âme juive.
«Un intelletto da sempre formato ad eliminare il soprannaturale dall'orizzonte dell'uomo»: questa formula caratterizza, secondo élie Faure, un certo spirito ebraico; essa designa anche l'ideologia massonica: da qui l'evidenza di una profonda parentela tra l'uno e l'altra.
CAPITOLO XI
è a partire dal 1717 che è stata messa in piedi l'organizzazione della Massoneria così come funziona ancora oggi. Vent'anni dopo, il 28 aprile 1738, Papa Clemente XII (1652-1740), con la Bolla In eminenti, mise in guardia i cattolici guardia contro «le società dette dei massoni o chiamate in altro modo», e vietò loro formalmente di affiliarsi a questa sètta. In seguito, numerosi documenti pontifici hanno confermato la posizione della Santa Sede.
Ecco l'elenco dei principali di essi:
● Benedetto XIV: Providas, del 16 marzo 1751;
● Clemente XIII: A quo die, del 14 settembre 1758; Ut Primum, del 3 settembre 1759; Christianæ republicæ salus, del 25 novembre 1766;
● Pio VI: Inscrutabile, del 25 dicembre 1775;
● Pio VII: Ecclesiam a Jesu Christo, del 14 settembre 1820;
● Leone XII: Quo Graviora, del 13 marzo 1826;
● Pio VIII: Traditi, del 21 maggio 1829;
● Gregorio XVI: Mirari Vos, del 15 agosto 1832;
● Pio IX: Qui pluribus, 9 settembre 1846; Quibus quantique, del 20 aprile 1849; Multiplices inter, del 25 settembre 1865;
● Leone XIII: Humanum genus, del 20 aprile 1884; Lettera all'Episcopato d'Italia, dell'8 dicembre 1892; Lettera al popolo italiano, dell'8 dicembre 1892; Vigesimo quinto anno, del 19 marzo 1902;
● Pio X: Vehementer, dell'11 febbraio 1906; Lettera alla Francia Une fois encore, del 6 gennaio 1907;
● Pio XI: Caritate Christi compulsi, del 3 maggio 1932; Divini Redemptoris, del 19 marzo 1937;
● Pio XII: Risposta della Sacra Congregazione del Sant'Uffizio alle domande poste dai Vescovi italiani (1946 e 20 aprile 1949).
Ecco alcuni brani estratti da questi testi:
Secondo certi ecclesiastici, le condanne della Chiesa riguarderebbero solamente la Massoneria atea e non quella che si dice deista. Questa affermazione è falsa. Nel documento pontificio più importante, l'Enciclica Humanum genus, Papa Leone XIII scrive:
Sopra: Papa Leone XIII e la sua Lettera Enciclica Humanum genus.
Pur riconoscendo il deismo della maggioranza dei massoni, il Papa rimane fermo nel mantenere la condanna. Quali sono i motivi di questo atteggiamento? Essi si riferiscono essenzialmente al carattere naturalista dell'ideologia massonica e al carattere segreto dell'organizzazione.
Ecco come si esprime Leone XIII nel paragrafo dell'Enciclica Humanum genus concernente gli errori massonici:
È il suo naturalismo dunque, ovvero il suo «atteggiamento indipendente e repulsivo a riguardo dell'ordine soprannaturale e rivelato», che costituisce, per la Massoneria, il primo e principale motivo di condanna. Se il naturalismo è condannato nel suo principio, sono condannate anche le tesi politiche che ne conseguono. Scrive nella stessa Enciclica Papa Leone XIII:
● La Bolla In eminenti La Bolla In eminenti di Papa Clemente XII (1652-1740), del 28 aprile 1738, il primo documento pontificio relativo alla Massoneria (di condanna), comincia con queste parole:
Sopra: candidato al primo Grado di Apprendista.
Altri testi pontifici insistono sul segreto. Menzioniamo in particolare:
● Benedetto XIV (1675-1758), Bolla Providas Romanorum:
● Leone XIII, Enciclica Humanum genus:
Nel suo libro Les infiltrations maçonniques
dans l'Église 220, Padre Emmanuel Barbier sviluppa il punto di
morale sociale evocata nei succitati testi pontifici:
Il libro L'Action («L'azione») di Jean Ousset (1914-1994), che cita il testo che abbiamo appena visto, lo commenta nel modo seguente:
Sopra: lo scrittore e filosofo francese Jean Ousset e il suo libro L'action (1972).
Quando si sono compresi i motivi della condanna 225, si vede fino a che punto sono illusori i tentativi di avvicinamento tra la Chiesa e la Massoneria considerata come un potere «spirituale» suscettibile di un'alleanza per opporsi vittoriosamente al materialismo. Tuttavia, è proprio tale illusione che, a più riprese, è stata propugnata in certi ambienti cattolici.
Si constatano tre atteggiamenti principali che sono stati adottati successivamente e spesso simultaneamente (il che rende possibile la diversità delle obbedienze massoniche):
La persecuzione cruenta Abbondano gli esempi di cattolici massacrati in odio alla fede da Stati retti da massoni. Basti ricordare:
Sopra: religiosi trucidati dai giacobini nel 1790.
● La persecuzione per via legislativa Segnaliamo, come esempio, quella che si sviluppò in Francia dal 1876 al 1914, sotto governi quasi interamente massonici:
● 1880: espulsione di trentotto congregazioni religiose maschili;
● 1882: laicizzazione dei programmi delle scuole primarie pubbliche;
● 1886: laicizzazione del personale dell'insegnamento primario pubblico, dove ancora insegnavano 3.403 religiosi e 14.958 suore 226;
● 1902: chiusura di 2.500 scuole tenute da religiosi 227;
● 1903: chiusura di 11.000 edifici scolastici e ospedalieri tenuti da religiosi 228;
● dal 1904 al 1911: chiusura di 1.843 edifici scolastici e di altri 974 istituti tenuti da religiosi. Contemporaneamente a queste chiusure, oltre 40.000 «congregazionisti» (ossia religiosi e religiose) furono messi sulla strada 229, la maggior parte dei quali espatriarono; i superstiti ritornarono in Francia solo dopo la Prima Guerra Mondiale;
● 1905: rottura del Concordato tra la Chiesa e lo Stato francese e successiva legge di separazione della Chiesa dallo Stato.
Sopra: religiose espulse dagli edifici ecclesiastici per effetto della legge del 1905.
● La penetrazione nascostaI metodi mediante i quali la Massoneria ha tentato di infiltrarsi nella Chiesa sono stati esposti nei documenti dell'Alta Vendita italiana caduti tra le mani di Papa Leone XII (1760-1829) e che abbracciano un periodo che va dal 1820 al 1846 230.
Sopra: riunione della Carboneria, di cui l'Alta Vendita non era che un'emanazione.
Questo testo, vecchio di più quasi due secoli, apporta senza dubbio una delle chiavi di lettura dell'attuale crisi nella Chiesa.
Si noterà l'obiettivo iniziale: far penetrare negli ambienti cattolici le «nostre dottrine», quelle che negli scritti dell'Alta Vendita vengono denominate «principi italiani e umanitari», vale a dire il liberalismo. Ecco una presentazione più recente dello stesso obiettivo contenuta nell'articolo «L'évolution de la Maçonnerie» («L’evoluzione della Massoneria») 237, articolo che lascia intendere che, almeno in Francia, l'infiltrazione nascosta avrebbe preso il posto della persecuzione diretta 238:
L'apologia del pluralismo dottrinale e della libertà di coscienza, in senso liberale, che figura in questo testo massonico del 1908 non si ritrova forse in molte pubblicazioni cattoliche odierne?
Nello stesso momento in cui si opera il degrado dell'intelligenza per mezzo del liberalismo, verrà attuata la corruzione dei costumi. Il programma corrispondente è così tracciato da Vindice, un membro dell'Alta Vendita italiana:
Con questo terzo atteggiamento i massoni cercano una collaborazione aperta con i cattolici. Ecco un'espressione recente:
Sopra: stretta di mano massonica.
La prima manifestazione di questo nuovo
orientamento massonico ebbe luogo nel 1937 con la pubblicazione,
redatta da un massone di alto Grado - Albert Lantoine
(1869-1949) - della sua Lettre ouverte au Souverain Pontife
(«Lettera aperta al Sommo Pontefice»). In essa si incontra lo stesso
pensiero del Gran Maestro italiano appena citato 242:
Sopra: il massone Albert Lantoine sul letto di morte. A lato la sua Lettre ouverte au Souverain Pontife.
Tentazione grossolana... anche se formulata in
termini patetici. È triste constatare che molti cattolici hanno
ceduto di fronte a queste lusinghe. L'esempio più sorprendente è
stato dato nel novembre del 1985, quando il Consiglio Permanente
dell'Episcopato Francese si è associato all'«appello comune alla
fratellanza» lanciato dagli organismi massonici o
para-massonici, tra cui il Grand'Oriente di Francia e la Gran Loggia
di Francia 246. Ecco un esempio più
recente: il 18 novembre 1991 l'agenzia France-Presse ha
annunciato che
Quando un Cardinale di santa romana Chiesa accetta un premio da una Loggia massonica, non bisogna forse concluderne che la politica della mano tesa - anche se temporaneamente - abbia avuto successo?
CAPITOLO XII
Fiera delle sue vittorie, oggi la Massoneria manifesta trionfalismo annunciando nuove conquiste. Nel marzo del 1991, il Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia dichiarava:
Questo trionfalismo si spiega se si tiene conto dei successi massonici ottenuti nel mondo intero:
La nostra società è caratterizzata dal razionalismo («dogma» della sovranità popolare; istituzioni e vita sociale laicizzati; rifiuto di sottomettersi all'ordine divino - naturale e soprannaturale - la politica, l'educazione, la cultura, l'economia...) e dall'occultismo, di cui il Movimento New Age manifesta il potere latente. Ora, razionalismo e occultismo costituiscono i due componenti dell'ideologia massonica.
Inizialmente sviluppata nelle Logge, la «morale» massonica in materia di contraccezione, di aborto, di eutanasia, di libertà sessuale, ecc..., è stata legalizzata quasi ovunque o lo sarà prossimamente.
Sopra: i frutti della Rivoluzione sessuale.
Dopo avere sperimentato i meccanismi nelle sue Logge, la Massoneria ha fatto adottare, in numerosi Paesi, un regime politico a sua immagine e a sua convenienza; un regime chiamato «democrazia» che lo storico francese François Furet (1927-1997) così caratterizza:
Il presidente degli Stati Uniti, Georges Bush Sr. è «Potentissimo Sovrano Commendatore del 33 Grado» della Massoneria americana 251. Il gabinetto ministeriale del primo ministro Édith Cresson conta numerosi massoni 252.
Insisteremo su tre aspetti della vittoria massonica che hanno segnato in profondità la società civile e religiosa.
Non si può negare che grazie al Concilio Vaticano II (1962-1965), le idee liberali abbiano accentuato la loro penetrazione nella Chiesa. Nel suo libro L'œcuménisme vu par un franc-maçon de tradition («L'ecumenismo visto da un massone di tradizione»), apparso nel 1964, il massone Yves Marsaudon (1899-1984) si rallegrava di questo fatto:
Sopra: il barone Yves Marsaudon e il suo libro, scritto mentre il Concilio Vaticano II era ancora in corso, L'œcuménisme vu par un franc-maçon de tradition.
In definitiva, nel 1964 Yves Marsaudon constatava la realizzazione parziale del piano massonico esposto dall'Alta Vendita italiana nel 1819. Si può immaginare una ferita più temibile portata alla religione fondata sulla Verità rivelata che quella che consiste nel distruggere dall'interno la nozione stessa di verità? Basta dare un'occhiata ai nostri «percorsi catechistici» per misurare l'ampiezza delle devastazioni causate da questa rivoluzione.
Questo «dogma» può essere così riassunto:
Conseguenza inevitabile: la laicità. Diceva il politico massone Ferdinand Buisson (1841-1932), fondatore e residente della Lega per i Diritti dell'Uomo : «La laicità è il corollario della sovranità popolare» 255. La diffusione di queste idee politiche e la loro messa in pratica universale è certamente opera delle Logge. In presenza di tali risultati si comprende come l'ex Gran Maestro del Grand'Oriente di Francia, Michel Baroin, abbia potuto dichiarare nel 1979: «L'ora della Massoneria è suonata».
CAPITOLO XIII
Ad esaminarla come abbiamo fatto fin qui, la Massoneria può dare l'impressione di essere un’organizzazione impeccabile, così potente da non avere alcuna fretta di vincere, oltre al fatto che due secoli di vittorie le conferiscono una specie di invincibilità. È dunque essenziale proseguire l'esame illustrando i punti deboli del dispositivo massonico.
«Le religioni dividono, la Massoneria unisce»: questo slogan massonico costituisce una vera falsità. Durante i suoi due secoli e mezzo di esistenza, la Massoneria si è divisa in numerose obbedienze tra le quali le liti sono state sempre vivaci e frequenti. Menzioniamo l'esempio delle due grandi obbedienze inglesi del XVIII secolo.
Sopra: da sinistra, il logo del Grand'Oriente d'Italia e quello della Gran Loggia, le due obbedienze massoniche italiane separate dalla questione del Grande Architetto dell'Universo.
Alle cause proprie dell'organizzazione massonica vengono ad aggiungersi altri motivi di litigio: quelli provocati dalla diversità delle opzioni politiche tra massoni. A questo titolo, l'esempio della Rivoluzione Francese è tipico. Prima di riconoscere che «le idee della Rivoluzione erano maturate nelle Logge» 257, e che «tra 1789 e 1793, la Massoneria fornì indiscutibilmente una parte dei suoi quadri alla Rivoluzione», il massone Jean-André Faucher (1921-1999) aveva sottolineato l'ecatombe di massoni avvenuta nello stesso periodo:
Come abbiamo mostrato, la Massoneria mira a far superare un modello di società utilizzando a questa fine tutte le opzioni politiche disponibili; il modello di società è l'essenziale; l'opzione politica, il mezzo. Ma la realtà è più complessa di questo schema. Gli uomini si attaccano alle opzioni politiche, la loro ambizione se ne nutre; da qui sorgono contrasti inspiegabili tra Fratelli massoni, purghe e guerre tra collettività umane dirette da massoni. A tale punto che un autore come Léon de Poncins ha potuto dire una boutade che contiene una larga parte di verità: «Le guerre moderne sono guerre civili della Rivoluzione».
Per via del fatto della suddivisione orizzontale propria di ogni apparato segreto, il massone non conosce la persona dei suoi superiori: si tratta di personaggi ignoti che si manifestano più per suggestione che mediante gli ordini, e con cui non è possibile intrattenere delle relazioni personali. Dunque, il massone è privato della relazione umana con un capo conosciuto, rispettato e amato, relazione che possiede di per sé una grande forza di mobilitazione.
Che cosa propongono infatti questi massoni che hanno sempre sulla bocca le parole «umanità», «progresso» e «solidarietà»? Una società in cui la famiglia non esisterà più, in cui saranno praticati nuovi costumi a base di contraccezione, di aborto, di eutanasia, di inseminazione artificiale, di libertà sessuale più totale... una visione del mondo laicizzata, senza Dio, né fine ultimo, e che conduce alla disperazione...
Nulla che elevi il cuore; solo fango e sangue. Fango e sangue che, malgrado il vocabolario umanitario utilizzato per camuffarli, appaiono alla luce del giorno, per poco che si voglia guardare. Le grandi purghe della Rivoluzione Francese, l'espulsione di decine di migliaia di religiosi all'inizio del XX secolo, le centinaia di migliaia di aborti all'anno: ecco l'opera della Massoneria.
Sopra: prete cattolico massacrato dai giacobini.
Accanto all'odioso appare il ridicolo che, se non uccide, scredita. Da qui l'interesse di conoscere gli aspetti ridicoli della Massoneria.
Ricordiamo i titoli del 31º 32º e 33º Grado della Massoneria degli alti Gradi: «Grande Ispettore Inquisitore Commendatore», «Sublime Principe del Real Segreto», «Sovrano Gran Ispettore Generale». Ecco la genesi del celebre 33º Grado:
Sopra: grembiuli massonici appartenenti ai Gradi più elevati.
Sopra: la struttura dei 33 Gradi del Rito Scozzese.
Il «Rito di Perfezione» così creato fu esportato negli Stati Uniti:
Sopra: simbolo del 33º Grado del Rito Scozzese.
Grembiuli di seta, pose ieratiche, interrogatori strampalati... Negli Stati Uniti, una delle obbedienze, il Mystic Shrine («Santuario Mistico»), organizza grandi parate dei suoi adepti in abiti egizi che assomigliano alle sfilate del circo.
Sopra: parata di shriners su ridicole mini-automobili negli Stati Uniti.
Come la visione idilliaca di un mondo futuro in cui il rapporto a tre diverrebbe la regola universale. Scrive il già citato ex Gran Maestro della Gran Loggia di Francia Pierre Simon:
È lo stesso Pierre Simon che, per descrivere il processo utilizzato per giungere alla legalizzazione della contraccezione e dell'aborto, ha parlato di «lunga marcia»:
Una lunga marcia che è durata trent'anni (dal 1950 al 1980). Per la Massoneria questa lentezza è al tempo stesso un vantaggio (perché permette un lavoro in profondità) e un inconveniente (perché dà agli avversari della Massoneria il tempo di reagire). Perché questa lentezza nell'azione? Perché il processo messo in opera (agire per mezzo di suggestione, per modificare l'opinione pubblica e creare nuovi consensi) esige del tempo.
«Non potendo impartire ordini, il Potere occulto, ha bisogno dei lunghi spazi di tempo per raggiungere i suoi scopi» 263, osserva l'ex massone Paul Copin-Albancelli che conclude: «Possiamo utilizzare questo tempo per organizzare la lotta» 264. Ciò è stato scritto nel 1909. Malgrado il tempo perso da allora, l'osservazione resta vera.
CAPITOLO XV
Perché, malgrado i punti deboli che abbiamo appena segnalato, la Massoneria è così potente? Il motivo sta nella nota osservazione di Papa San Pio X (1835-1914) che bisogna ripetere instancabilmente:
Mollezza nella preghiera, mollezza nello studio, mollezza nell'azione.
Il Vangelo ce lo insegna: certi demoni si scacciano solamente con il digiuno e la preghiera (Mc 9, 16). Da qui l'importanza della preghiera per lottare contro un organismo che incarna sulla terra il «non serviam» di Lucifero. Quale preghiera più particolarmente? Nella sua Enciclica Humanum genus Papa Leone XIII lo precisa:
Non dimentichiamo di pregare per la conversione dei massoni; Padre Massimiliano Kolbe (1894-1941), che dedicò una parte dei suoi sforzi alla lotta contro la Massoneria, attribuiva una grande importanza a questa intenzione di preghiera.
Constatiamolo: attorno a noi la Massoneria è poco conosciuta; rare sono le persone che si prendono la pena di studiarla; alle sue manifestazioni discrete di potere e di vittoria non si accorda che una condiscendenza divertita. Ignorarla fino a questo punto non equivale forse a fare il gioco dell'avversario? In un testo già citato, Paul Copin-Albancelli riferisce di una conversazione che ebbe con un massone di alto Grado:
Da qui la prima forma d'azione anti-massonica: conoscere l'organizzazione e gli scopi massonici: «Mostrare il vero volto della Massoneria, dopo averle strappato la maschera» 267. Oggi i massoni facilitano questo compito rivelando essi stessi nei loro libri alcune delle loro modalità d'azione, come nel caso de La vie avant toute chose di Pierre Simon, un'opera che meriterebbe di essere studiata con maggiore profondità.
Oltre alla preghiera «prima forma e prima forza d'azione» 268, oltre allo studio dell'ideologia, dell'organizzazione e dei metodi massonici, che cosa si deve fare?
Una riflessione di Padre de Clorivière s.j. ci servirà da guida:
Sopra: il dialogo con la Massoneria...
Libertinaggio degli spiriti, libertinaggio dei
costumi, inclinazione eccessiva per le mezze misure e per la
conciliazione: questi tre fattori hanno contribuito - e
contribuiscono ancora - al successo della Rivoluzione, ossia a
quello della Massoneria. Reagire contro queste tendenze costituisce
una prima linea d'azione.
L'espressione «libertinaggio degli spiriti» che utilizza Padre de Clorivière qualifica in maniera esatta il liberalismo intellettuale, universalmente propugnato dai massoni, una teoria secondo cui, in assenza di ogni verità universale, ciascuno si fa la propria verità. L'intelligenza è fatta per la verità; il liberalismo dissolve la nozione stessa di verità.
Diceva il massone Vindice: «Fate dei cuori viziosi e non avrete più cattolici». Da qui il programma di corruzione di cui tracciava le grandi linee e che in seguito è stato realizzato. Come potrebbero sperare i cattolici una certa efficacia della loro lotta anti-massonica se si lasciano contaminare dalla corruzione massonica e adottano più o meno i costumi massonici caratterizzati dall'infedeltà coniugale, dal mancato rispetto per la vita, dall'indecenza nell'abbigliamento e dalla perdita totale del senso di purezza?
Esempio di mezza misura: pur rifiutando ogni legame con la Massoneria, ci si affilierà, pensando di poter trarre profitto per la buona causa, ad una di quelle società di spirito massonico che proliferano in Europa, e di cui il Rotary ed il Lion's Club sono gli esempi più conosciuti.
Ecco come l'ex massone Paul Copin-Albancelli definiva la linea di condotta che gli sembrava la migliore per l'azione anti-massonica:
Capiamo bene ciò che propone Copin-Albancelli: non si tratta di copiare i metodi massonici; non si tratta nemmeno di lasciarci trascinare in un campo che non è il nostro. Che cosa fa la Massoneria? È sempre all'avanguardia del combattimento delle idee, formando continuamente degli uomini atti a questo combattimento.
È urgente bloccarla su questo campo, di opporre una dottrina di verità alla sua fumosa ideologia, di non più incorrere nel rimprovero che il politico socialista Jean Jaurès (1859-1914) fece nel 1905 ai deputati cattolici all'epoca della discussione sulla «Legge di separazione tra Stato e Chiesa»:
Una scuola di preparazione all'azione; e più precisamente una scuola di preparazione all'azione «ideologica» al servizio del diritto sociale cattolico: non è forse ciò che richiede in primo luogo la situazione dei Paesi cattolici d'Europa, condizionati - senza che se ne rendano conto - dalla Massoneria?
APPENDICE I vocabolario massonico 273
● Areopago: Loggia di Cavalieri Kadosch (30º Grado);
● Laboratorio: vedi la voce «Loggia»;
● Capitolo: Loggia di Rosacroce;
● Colonna Funeraria: vi si iscrivono i nomi dei Fratelli deceduti;
● Convento: Congresso massonico. Riunione generale e solenne dei delegati delle Logge massoniche che si tengono ogni anno nella sede di certe obbedienze o, in altre obbedienze, in occasioni determinate dalle circostanze;
● Esoterico: si dice di una dottrina segreta che certi filosofi comunicavano solamente ad un piccolo numero di discepoli (iniziati);
● Fratello: Nome egualitario che i massoni, chiunque siano, si danno tra loro;
● Gradi: Gradi della Massoneria. Il Rito Scozzese ne conta 33;
● Gradi Simbolici: I primi tre Gradi: Apprendista, Compagno e Maestro. Sono i soli che esistono in tutte le obbedienze;
● Gran Maestro: Titolare della grande maestranza o presidenza di un Grand'Oriente o di una Gran Loggia. Presidente di un Areopago di Kadosh;
● Grand'Oriente: Parlamento massonico formato dai deputati delle Logge simboliche. Potere regolatore dell'Ordine. Loggia centrale della Massoneria di tutta una contrada a capo della quale si trova un Gran Maestro o un Consiglio dell'Ordine;
● Iniziazione: Ammissione ai misteri della Massoneria o di un Grado massonico.
● Kadosch: Nome del 30º Grado Scozzese e del Fratello che lo possiede (in ebraico kadosch significa «santo»);
● Loggia: Raggruppamento di massoni. Assemblea della Massoneria; locale in cui i massoni si riuniscono (per certi Gradi si utilizzano i termini «Laboratorio», «Areopago» e «Capitolo»);
● Loggia Blu: Loggia simbolica, completa in tre Gradi;
● Luce: Verità, ragione. Conoscenze massoniche. Dicono i Fratelli: «Si riceve la Vera Luce diventando massoni»;
● Obbedienza: Giurisdizione massonica;
● Rosacroce: 18º Grado Scozzese. Sètta che, nel XVI e XVII secolo, pretendeva di possedere la pietra filosofale, di conoscere tutte le scienze e di rendere gli uomini immortali;
● Tempio: Luogo in cui si riuniscono i massoni. Lavorare alla costruzione del Tempio, ossia «lavorare al miglioramento e al perfezionamento dell'umanità»;
● Tenuta: Assemblea;
● Tenuta Bianca: Assemblea massonica alla quale assiste uno o diversi «profani»;
● Vedova (La): La Massoneria;
● Volta d'Acciaio: Cerimoniale con le spade, comune quando si rendono gli onori massonici.
Sopra: Volta d'Acciaio con le spade.
APPENDICE II
Uno degli interessi della simbologia massonica è di mettere in evidenza come la Massoneria sia impregnata di occultismo. Infatti, è impossibile spiegare il significato di molti simboli massonici senza fare riferimento alle scienze occulte, e in modo speciale alla Kabbalah. Per gli esempi che mostreremo, ci siamo principalmente rifatti al libro del massone Jules Boucher (1902-1955) intitolato La symbolique maçonnique («La simbologia massonica») 274, e quello dell'alto dignitario della Massoneria inglese Walter Leslie Wilmshurst (1867-1939), dal titolo The Masonic Initiation («L'iniziazione massonica»).
Sopra: Walter Leslie Wilmshurst, il suo libro The Masonic Initiation.
Il Triangolo e l'Occhio costituiscono indubbiamente i simboli massonici più conosciuti. Scrive Jules Boucher, che cita a questo proposito Mons. Xavier Barbier de Montault (1830-1901):
Prosegue il massone Jules Boucher:
Sopra: il tetragramma YHWH nel Triangolo.
Così, lo stesso simbolo ha potuto rappresentare la SS.ma Trinità per i cattolici e il sistema ternario per i massoni, che, come abbiamo visto, è uno dei grandi temi dell'occultismo.
Sopra: il rovescio della banconota da un dollaro statunitense.
Sulla banconota verde da un dollaro, emessa nel 1935 dalla Federal Reserve, figurano le due facce del Gran Sigillo dello Stato americano.
I simboli massonici abbondano su questa banconota, e in particolare: l'Occhio onniveggente, la Stella a cinque punte (Pentagramma, detto anche «Stella fiammeggiante» dai massoni, e la Stella a sei punte, o Sigillo di Salomone) 279. E dunque, la banconota da un dollaro può essere considerata la firma massonica dello Stato e dell'Alta Finanza statunitense.
Nelle Logge massoniche di Rito Scozzese si trovano due colonne, simili alle due colonne di bronzo del Tempio di Salomone descritte nella Bibbia (1 Re 7, 21) su cui sono iscritti i nomi «Jachin» e «Booz». Ecco due interpretazioni massoniche a questo riguardo:
In questo caso, l'occultismo è assai presente con riferimento al manicheismo nel primo caso, mentre, nel secondo, il riferimento è alle Sephirot della Kabbalah.
Questo celebre accessorio del vestiario è interpretato in diversi modi; ecco la spiegazione di Walter Leslie Wilmshurst:
Sopra: allegoria massonica della scala di Giacobbe, simbolo dell'illuminazione che si ottiene mediante l'iniziazione.
Dopo avere osservato che questo doppio movimento si osserva nell'uomo, Wilmshurst prosegue:
In questo testo troviamo:
Riprendiamo il testo di Walter Leslie Wilmshurst:
Sopra: il Tau che figura sul grembiule del Grado di Maestro.
Siamo in pieno culto fallico, anche se discretamente evocato.
Abbiamo appena parlato del culto fallico al quale si ricollega il Tau. Lo stesso significato hanno anche gli obelischi innalzati dai governi massonici - o massonizzanti - a Parigi (Obélisque de la Concorde, Torre Eiffel), a Washington, a Buenos Aires, ecc... Basterà qui citare il più alto di essi, la Torre Eiffel, costruita nel 1889 in occasione del primo centenario della Rivoluzione massonica del 1789 e che, da allora, sfigura uno di paesaggi più belli di Parigi. Così, due monumenti altamente simbolici dominano Parigi: la Torre Eiffel e la chiesa del Sacro Cuore di Montmartre. In seno stesso alla capitale, essi manifestano la lotta tra i due stendardi: quello di Satana e quello di Cristo Re 287.
APPENDICE III
Proponendosi di creare un nuovo modello di società, disconnesso dalla legge soprannaturale e dalla legge naturale, la Massoneria non può disinteressarsi della famiglia e della scuola. Esaminiamo qui sommariamente la sua azione in questo campo.
C'è una specie di incompatibilità tra la famiglia concepita secondo il piano divino e la Massoneria. Scrive Padre Nicolas Deschampes:
Per mostrare la continuità delle vedute anti-familiari della Massoneria, citiamo qui alcuni testi massonici di epoche diverse:
Nel 1822, un membro dell'Alta Vendita italiana dava questa consegna:
Nel suo libro De la propriété («Della proprietà»), il già citato Adolphe Thiers, celebre uomo di Stato... e massone 290, poneva in questi termini il (falso) principio «il mio corpo appartiene a me» che oggi serve a giustificare il lassismo sessuale e l'aborto:
Sopra: il massone Adolphe Thiers e il suo libro De la propriété.
Dagli anni 1820, 1840, 1880, fino all'epoca attuale; la volontà massonica di distruggere le basi della famiglia è stata espressa con la stessa intensità, come ne manifestano queste citazioni estratte dal libro De la vie avant toute chose di Pierre Simon, ex Gran Maestro della Gran Loggia di Francia e propagandista appassionato della contraccezione:
In un articolo che intitolato «La famille, une structure qui disparaît», la rivista Humanisme del Grand'Oriente di Francia inizia considerando come superata la famiglia tradizionale:
Ed ecco uno dei rimedi proposti:
Humanisme dimentica di precisare un particolare: se oggi le strutture familiari tradizionali non riescono più a «mantenere l'equilibrio sociale», è perché sono state metodicamente indebolite, addirittura distrutte da un'azione massonica che continua da duecento anni. Ecco alcuni aspetti:
● Divorzio Legalizzato in Francia dalla legge del 20 settembre 1792, votato dall'Assemblea Nazionale (la cui maggioranza dei membri era composta da massoni), il divorzio fu vietato nel 1816. Esso fu nuovamente reintrodotto dalla legge del 27 luglio 1884 alla quale è legato il nome di un senatore, il massone ebreo Alfred Naquet (1834-1916).
● Contraccezione Nel suo già citato libro De la vie avant toute chose, il dr. Pierre Simon, ex Gran Maestro della Gran Loggia di Francia, descrive il lavoro accanito intrapreso dalla Massoneria tra il 1950 e il 1967 per divulgare l'idea di contraccezione e far votare nel 1967 la Legge corrispondente (Legge Neuwirth).
● Aborto Nel suo articolo «Francs-maçons, le retour en force», L'Express indicava che «nel ministero di Simone Veil, il dr. Pierre Simon è stato uno degli artefici della legge sull'interruzione di gravidanza» 298. Del resto, i massoni riconoscono volentieri di aver giocato un ruolo trainante in questa vicenda. Scrive il massone Fred Zeller, ex Gran Maestro del Grand'Oriente:
● Eutanasia, divorzio consensuale e omosessualità... È nota l'azione in favore dell'eutanasia condotta dal massone Henri Caillavet (1914-2013), ex senatore del Lot-et-Garonne. Ma non si sono limitate a questo settore le iniziative di questo onorabile parlamentare:
Chiudiamo questo inventario certamente incompleto delle azioni anti-familiari della Massoneria. Essi bastano a mostrare quale odio nutra la Massoneria per la famiglia e perché ne persegue la distruzione metodica.
APPENDICE IV
Club internazionale fondato nel 1905 da un avvocato di Chicago, Paul Harris (1868-1947); esso riunisce uomini d'affari e rappresentanti delle libere professioni. Il suo programma si fonda su quattro punti principali:
Al 1º settembre 1988, c'erano 24.000 club nel mondo, di cui 735 in Francia e 1.060.000 Rotariani, di cui 28.000 in Francia.
La sigla Lion's sta per «Liberty Intelligence Our Nation Safety», ossia «Libertà e comprensione sono la salvaguardia delle nostre nazioni». Associazione di uomini scelti tra più rappresentativi di ciascuna delle professioni e responsabili di alto livello. Il Lion è un uomo che «coltiva l'amicizia ed è animato del desiderio di servire». Scopo: servizi alla comunità. Il primo club è stato creato a Chicago nel 1917 da Melvin Jones (1879-1961). Al 1º gennaio 1990, c'erano 39.500 club nel mondo, di cui 1.020 in Francia, e 1.355.000 membri, di cui 33.000 in Francia.
Rotariani e Lion da una parte, massoni dall'altra, sostengono che non ci sono legami organici tra le loro associazioni. In realtà, si può affermare che esiste una certa comunità di idee e numerose connessioni.
Note
1 Traduzione dell'originale francese Connaissance élémentaire de la franc-maçonnerie (Action Familiale et Scolaire), a cura di Paolo Baroni. Sito web Action Familiale et Scolaire: https://www.afs.ovh/ 2 Il Grand'Oriente è la principale organizzazione massonica francese. 3 éd. Beauchesne, 1941, pag. 2. 4 Circa una ventina di anni fa, alcuni ex Gran Maestri della Massoneria hanno abbandonato il loro atteggiamento riservato e hanno scritto diversi libri destinati al grande pubblico: Trois points, c'est tout, di Fred Zeller, ex Gran Maestro del Grand'Oriente, (pubblicato nel 1976); La politique des francs-maçons, di Jacques Mitterand, ex Gran Maestro del Grand'Oriente, (pubblicato nel 1973); De la vie avant toute chose, di Pierre Simon, ex Gran Maestro della Gran Loggia (pubblicato nel 1979). 5 Cfr. L. de Poncins, La Franc-maçonnerie contre la France, pag. 3. 6 Jean Théophile Desaguliers, figlio di un pastore protestante di La Rochelle, fu legato come cappellano alla persona del principe di Galles, il futuro Giorgio II. James Anderson, scozzese, era un ministro presbiteriano. 7 Cfr. É. Benamozegh, Israël et l'humanité («Israele e l’umanità»), nota degli Editori - il dr. Sami Modiano, presidente del Consiglio rappresentativo degli Israeliti in Francia, e il rabbin Toaff - presente nella riedizione di quest'opera del 1961; cit. in L. de Poncins, Christianisme et franc-maçonnerie («Cristianesimo e Massoneria»), L'Ordre Français, 1967 pag. 157. 8 Cfr. Le Symbolisme, n° 6, luglio 1956. Le Symbolisme di una rivista massonica. 9 Cfr. P. E. Barbier, Les infiltrations maçonniques dans l'Église, 1910, pag. 103. 10 Cfr. A. G. Mackey, Encyclopedia of Freemasonry, voce «The Mystic Tie» («Il legame mistico»), 1873-1878. 11 Ricordiamo che in questo caso Padre Emmanuel Barbier riporta una spiegazione storica abbastanza corrente nell'ambiente massonico, e che non è lui che parla. 12 Nota sui Rosacroce: «I membri della Rosacroce praticavano l'alchimia, e il loro ordine fu verosimilmente un'organizzazione regolare della Fratellanza internazionale assolutamente segreta degli alchimisti che, attraverso il Medioevo, rimontano fino all'antichità, e probabilmente furono i continuatori degli gnostici del primo periodo del cristianesimo [...]. Lo gnosticismo fu probabilmente l'estrinsecazione della dottrina segreta dei Misteri della Grecia più antica» (cfr. L'Acacia, maggio 1908). 13 Cfr. P. E. Barbier, op. cit., pagg. 105-107. Ciò che è detto dei simboli si verifica anche oggi. Quando si manifesta, la Massoneria utilizza al tempo stesso simboli architettonici (Squadra e Compasso), e simboli gnostici (la Stella fiammeggiante a cinque punte con la lettera «G» al centro). La descrizione delle origini della Massoneria che riporta Padre Barbier si ritrova pressappoco testualmente in un documento massonico italiano del 1945, riservato ai quadri delle Logge e parzialmente riprodotto da Léon di Poncins nel suo libro Christianisme et franc-maçonnerie (pagg. 161-162). 14 Avventuriero scozzese, nato e cresciuto in una famiglia protestante; egli visse per qualche anno nell'ambiente di Fénelon e di Madame Guyon, l'apostola del quietismo. Egli giocò un ruolo importante nell’introduzione della Massoneria in Francia (cfr. B. Fay, La franc-maçonnerie et la révolution intellectuelle du XVIIIe siècle, cap. IV, paragrafo VIII). 15 Costituzioni di Anderson. 16 Cfr. A. Lantoine, La Franc-maçonnerie chez elle («La Massoneria a casa sua»), èd Emile Nourry, Parigi 1925, pag. 342; cit. in J. Marqués-Rivière, La trahison spirituelle de la franc-maçonnerie («Il tradimento spirituale della Massoneria»), 1941, pag. 39. 17 Mons. Ernest Jouin fu curato della parrocchia Saint Augustin a Parigi dal 1899 fino alla sua morte; la Revue Internationale des Sociétés Secrètes, che egli fondò e diresse, apparve dal 1912 al 1939; a quell'epoca essa costituiva la miglior fonte di informazione sulla Massoneria. 18 Ciò non significa, sia ben chiaro, che la maggior parte dei protestanti siano favorevoli alla Massoneria. Alcuni gruppi protestanti sono stati fondati per combattere la Massoneria, come la statunitense «National Christian Association», creata nell'800 (cfr. C. Jaunet, La franc-maçonnerie au XIXème siècle, pag. 543). 19 Cfr. P. E. Barbier, op. cit., pag. 110. 20 Rapporto letto in riunione plenaria delle Logge «Paix et Union» e «La Libre Conscience», a Nantes, il 23 avril 1883; cit. in J. Ousset, Pour qu'Il règne, 1959, pag. 206. 21 Cfr. J. Ousset, op. cit., pag. 205. 22 Cfr. Bulletin du Grand Orient de France, XXVII, pag. 8; cit. in Mons. E. Jouin, Le péril judéo-maçonnique («Il pericolo giudaico-massonico»), II, I, pag. 11. 23 Si tratta dell'Assemblea Costituente che governò la Francia dal 9 luglio 1789 al 1º ottobre 1791. 24 Proposito di M. Bonnet, oratore al Convento del Grand'Oriente di Francia del 1904; cit. in L. de Poncins, La franc-maçonnerie d'après ses documents secrets («La Massoneria secondo i suoi documenti segreti»), DPF, pag. 99. Più recentemente, la rivista del Grand'Oriente Humanisme, di novembre del 1983, ha ricordato che «l'immortale “Dichiarazione dei "Diritti dell'uomo e del Cittadino" era stata elaborata nelle nostre Logge». 25 Cfr. Histoire de France, vol. XVI, pag. 535; cit. in J. Ousset, op. cit., pag. 205. 26 Dichiarazione di principî del Consiglio dell'Ordine del Grand'Oriente di Francia pubblicata nel 1936. Documento segreto trovato nel 1941 in una Loggia di provincia; cit. in L. de Poncins, La Franc-maçonnerie contre la France, pag. 7. 27 «Si sa che 477 deputati alla Costituente erano massoni, il che non significa che non ce ne fossero altri» (cfr. J. Ousset, op. cit., pag. 218). 28 Così Jean Bon, ex deputato della Senna, al Convento del Grand'Oriente del 1920; cit. in J. Marqués-Rivière, op. cit., pag. 95. 29 Parole di M. Renaudeau, relatore della commissione concernente il ruolo della Massoneria nell'evoluzione sociale attuale, Convento del Grand'Oriente, 1919; cit. in J. Marqués-Rivière, op. cit., pag. 52. 30 Cfr. J.-A. Faucher, «La Franc-maçonnerie face aux pouvoirs» («La Massoneria di fronte ai poteri»), in Spectacle du monde, settembre 1976. Faucher era cancelliere della Gran Loggia di Francia. 31 Ibid., pagg. 74-75. 32 Ibid. «La presenza di massoni come il duca di Richelieu, il duca Decazes e Guizot alla testa del governo tra il 1815 e il 1847...». 33 Cfr. J. Ousset, op. cit., pag. 237. 34 Cfr. N. Deschamps, Les sociétés secrètes et la Révolution («Le società segrete e la Rivoluzione»), vol. II, pag. 316. La Carboneria era una società segreta italiana molto attiva durante la prima metà del XIX secolo e che ebbe alcune ramificazioni in Francia. La si può considerare come «un prolungamento pratico dell'organizzazione massonica» (cfr. L. de Poncins, La Franc-maçonnerie d'après ses documents secrets, pagg. 83-84). 35 Fu la famosa «settimana sanguinosa», dal 22 al 28 maggio 1871. 36 Cfr. P. N. Deschamps, op. cit., vol. II, pag. 421. 37 Ibid., pag. 249. 38 Cfr. F. Brigneau, Jules l'imposteur («Jules l'impostore»), éd. du Présent, 1981, pag. 24. Sul ruolo dei massoni nella Comune, vedi anche la citazione del massone J.-A. Faucher, art. cit., pag. 118. 39 Cifre fornite dal Quid del 1991. 40 Cfr. J. Corneloup, Universalisme et franc-maçonnerie («Universalismo e Massoneria»), éditions Vitiano, 1963; cit. in L. de Poncins, Christianisme et Franc-maçonnerie, pag. 145. Corneloup è «Gran Commendatore del Gran Collegio dei Riti del Grand'Oriente di Francia». 41 Principî che limitano il campo morale della Massoneria. 42 Cfr. A. Lantoine, op. cit., pag. 46; cit. in J. Marqués-Rivière, op. cit., pag. 30. 43 É il caso, ad esempio, della polizia inglese. Vedi, a questo riguardo, il libro di Stephen Knight intitolato The Brotherhood («La Fratellanza»), Granada-Londra 1984. 44 L'opuscolo di Georges Virebeau Mais qui gouverne l'Amérique? («Ma chi governa l'America»?) contiene numerose precisazioni sulla presenza di massoni alla Vicepresidenza, al Senato (su cento senatori, ventitre erano massoni al tempo di Reagan, anche se lui non lo era), alla camera dei rappresentanti (nello stesso periodo, su 435 deputati, 66 erano massoni), tra i dirigenti del partiti repubblicane e democratico e tra i governatori. 45 New Age è la rivista mensile del Rito Scozzese, Giurisdizione del Sud («Scottish Rite of the Southem Jurisdiction»), obbedienza alla quale appartennero numerosi uomini politici americani, tra cui il presidente Franklin Delano Roosevelt (1882-1945). 46 Cfr. New Age, luglio 1950, pagg. 419-420; cit. in P. A. Fisher, Behind the Lodge's Door («Dietro le porte della Loggia»), Shield Publishing, Washington DC 1988, pag. 249. Quest'ultimo libro, scritto da un cattolico, ha come sottotitolo «La Chiesa e la Massoneria in America». Esso fornisce una buona analisi dell'azione massonica negli Stati Uniti. 47 Cfr. D. Béresniak, Juifs et francs-maçons («Ebrei e massoni»), Éditions Bibliophane, 1994, pag. 33. L'Autore è un israelita. 48 Cfr. G. Martin, Manuel d'histoire de la franc-maçonnerie («Manuale di Storia della Massoneria»); cit. in L. de Poncins, La franc-maçonnerie contre la France, pag. 12. Martin è massone. 49 Cfr. G. Vinatrel, Communisme et franc-maçonnerie («Comunismo e massoneria»); cit. in L. de Poncins, Christianisme et franc-maçonnerie, pag. 172. L'Autore è massone. 50 L'Autore viene dal parlare del ruolo delle scienze occulte nella Massoneria. 51 Cfr. J. Marqués-Rivière, op. cit., pag. 228. Jean Marqués-Rivière era un ex massone che nel 1931 ruppe con la Massoneria e da allora ne denunciò i pericoli. Secondo la testimonianza di Léon de Poncins (in Christianisme et franc-maçonnerie, pag. 52) egli «apportò informazioni preziose sulla vita e sull’attività delle Logge massoniche». 52 Secondo il Dizionario Le Robert, la teurgia è una «magia che fa ricorso alle divinità celesti e agli spiriti superiori di cui l'uomo utilizza i poteri». 53 Cfr. B. Lazare, L'antisémitisme, son histoire, ses causes («L'antisemitismo, la sua storia, le sue cause»), pag. 167. In questo libro, lo storico ebreo Bernard Lazare (1865-1903) riporta notizie precise sull'azione politica delle forze ebraiche, specialmente nel XVIII e XIX secolo. 54 Cfr. D. Béresniak, op. cit., pagg. 33-34. 55 Così Michel Baroin, ex Gran Maestro del Grand'Oriente di Francia. 56 In un articolo intitolato «La vraie nature du protestantisme» («La vera natura del protestantesimo»), pubblicato su Le Figaro, del 30 maggio 1974, il pastore Richard-Molard definì il protestantesimo come una religione «senza dogma fisso, senza morale immutabile e senza regola definitiva». 57 Così Georges Marcou, Gran Maestro della Gran Loggia di Francia, nella rivista confidenziale di questa obbedienza (1983, n° 48) ; cit. in J. Ploncard d'Assac, Lettres politiques, n° 87. 58 Così Jacques Mitterrand, ex Gran Maestro del Grand'Oriente, nel suo libro La politique des francs-maçons («La politica dei massoni»), 1973, pag. 134. 59 Così Richard Dupuy, ex Gran Maestro della Gran Loggia di Francia, al Convento annuale della sua obbedienza nel 1968. 60 Così Pierre Simon, ex Gran Maestro della Gran Loggia di Francia, in Le Monde, del 1º luglio 1970. 61 Così Michel Baroin, ex Gran Maestro del Grand'Oriente, durante una trasmissione su Radio-France, il 4 febbraio 1979, e riprodotta nel corriere settimanale di Pierre Debray, del 22 febbraio 1979. 62 Espressione utilizzata dal giornalista Henri Tincq per definire l'ideologia massonica (cfr. Le Monde, del 16 novembre 1985). 63 Parole pronunciate dal massone Jammy Schmidt, oratore al Convento del 1925 del Grand'Oriente; cit. in J. Marqués-Riviére, op. cit., pag. 170. 64 Vedi il capitolo intitolato «Le Naturalisme» del libro di J. Ousset Pour qu'Il règne. 65 65 Cfr. J. Mittérand, op. cit., pag. 19; cit. in L. de Poncins, Christianisme et franc-maçonnerie, pag. 15. Jacques Mittérand fu per due volte Gran Maestro del Grand'Oriente di Francia. Ecco il testo molto simile di un insegnamento dispensato il 23 settembre 1898 dal Grand'Oriente all'epoca del suo Convento annuale: «Per l'esattezza, non è il libero insegnamento che combattiamo. È l'insegnamento, la dottrina clericale. In una parola, ciò che combattiamo è l'eterno nemico [...]. Occorre restituire allo Stato, in nome della vera libertà, il monopolio dell’educazione» (cfr. J. Lemaître, La franc-maçonnerie, pag. 17). 66 Cfr. J. Mitterand, op. cit., pag. 142. 67 Cfr. P. Simon, De la vie avant toute chose, Mazarine, 1979, pag. 211. La Legge Veil ha liberalizzato l’aborto in Francia (N.d.T). 68 Ibid., pag. 255. 69 Ibid., pag. 199. 70 Ibid., pag. 222. 71 Ibid., pag. 145. 72 Ibid., pag. 233. 73 Ricordiamo che negli Stati Uniti ci sono contro più di 3 milioni di massoni, mentre in Francia ce ne sono circa 70.000. 74 Leone XIII constata il fatto nella sua Enciclica Humanum genus: «Sebbene, presa nel suo insieme, la sètta faccia professione di credere nell'esistenza di Dio...». 75 Fu nel 1884 che il Grand'Oriente di Francia modificò l’articolo nº 1 dei suoi Statuti, in modo da sopprimere ogni riferimento a Dio. Ecco come suonava l'antica redazione: «La Massoneria [...] ammette per principio l'esistenza di Dio, l'immortalità dell’anima e la solidarietà umana. Essa considera la libertà di coscienza come un diritto proprio di ogni uomo e non esclude nessuno a causa delle sue credenze». Ed ecco la nuova redazione: «La Massoneria, considerando le concezioni metafisiche come proprie del campo esclusivo del giudizio individuale dei suoi membri, si rifiuta di emettere qualsiasi affermazione dogmatica» (cfr. J. Lemaitre, op. cit., pag. 58). 76 Éd. R.I.S.S., 1935, pag. 86. 77 Cfr. O. Wirth, L'idéal initiatique, èd. Le Symbolisme, 1927, pag. 2. 78 Rapporto del Consiglio Federale della Gran Loggia (Bollettino ufficiale, n° 20, 1923); cit. in J. Marqués-Rivière, op. cit., pag. 213. 79 Così Claude Collin, Consigliere Generale della Gran Loggia di Francia per la regione Mediterranea; cit. in Le Méridional, del 12 settembre 1988. 80 Cfr. J. Marqués-Rivière, op. cit., pag. 226. 81 Testo del massone Marcel Cauwell al Convento della Gran Loggia nel 1924; cit. in J. Marqués-Rivière, op. cit., pagg. 209-210. 82 Testo del senatore Goblet d'Aviello, membro del Grand'Oriente del Belgio, parlando il 5 agosto 1877 alla Loggia «des Amis Philanthropiques» di Bruxelles; cit. in L. de Poncins, Christianisme et Franc-maçonnerie, pag. 120. 83 Cfr. J. Mitterand, op. cit., pag. 162. 84 Testo del massone Vasset al Convento della Gran Loggia di Francia del 1924; cit. in J. Marqués-Rivière, op. cit., pag. 21. 85 Vedi, a questo riguardo, J. Marqués-Rivière, op. cit., 3ª parte, cap. I. 86 Così Michel Baroin, ex Gran Maestro del Grand'Oriente di Francia, durante una trasmissione mandata in onda da Radio-France il 4 febbraio 1979. 87 Cfr. Le Figaro, del 25 maggio 1953; cit. in J. Ousset, op. cit., pag. 248. 88 Ecco, a questo proposito, un passo estratto dal libro di Mons E. Julien (1856-1930) intitolato Bossuet et les protestants (pag. 324): «Per dare un fondamento alla morale, Kant si è accontentato di trasporre nell'ordine pratico il soggettivismo soprannaturale del suo maestro Lutero. Tutto avviene all'interno dell'uomo, e benché tutto supponga l'intervento di un Dio giusto e buono, tutto accade come se Dio non esistesse e non avesse nulla da chiedere all'uomo. La coscienza non deve nulla a nessuno: essa stessa è la sua regola, la sua legge, la sua sanzione, il suo tribunale supremo». 89 «Lo scopo della Massoneria [...] ha per base essenziale la morale pura, la solidarietà e la libertà di coscienza». Brano estratto da un discorso tenuto alla Loggia «des Trois H» di Le Havre; cit. in J. Marqués-Rivière, op. cit., pag. 155. 90 Testo del Convento della Gran Loggia di Francia del 1925; cit. in J. Marqués-Rivière, op. cit., pag. 161. 91 Cfr. P. Simon, op. cit., pag. 243. 92 Cfr. Vérités sur la Franc-maçonnerie, éd. R.I.S.S., pag. 115. 93 Cfr. A. de Benoist, Nietzsche, morale et grande politique («Nietzsche, la morale e la grande politica»), GRECE, Parigi 1973, pag. 41. 94 Uno dei termini che designano il razionalismo massonico. 95 Cfr. J. du Perron, Droite et gauche, Tradition et Révolution («Destra e sinistra, tradizione e rivoluzione»), pag. 365. Facciamo notare che il de Maistre, in gioventù era stato membro dell'Ordine Martinista, un obbedienza massonica, e che non rinnegò mai tale appartenenza (N.d.T.). 96 Brano estratto dall'Istruzione Permanente dell’Alta Vendita, un testo redatto nel 1819 e riprodotto da Jacques Crétineau-Joly (1803-1875) nel suo libro L'Église romaine en face de la Révolution («La Chiesa romana di fronte alla Rivoluzione»; vol. II, pagg. 72-79). L'Alta Vendita era una società segreta italiana che, nel corso della prima metà del XIX secolo, sembra avere essere succeduta all'Illuminismo nella direzione generale delle società segrete. 97 Sul ruolo di Lord Palmerston, vedi il capitolo «Lord Palmerston» del libro di Mons. George Francis Dillon (1836-1893) intitolato Grand Orient Free-Masonry Unmasked («Il Grand'Oriente massonico smascherato»; 1884). 98 Cfr. P. G. de Nantes, «La Franc-maçonnerie anglo-protestante et satanique», in La contre-réforme catholique du XXème siècle, n° 152, aprile 1980, pag. 12 99 Testo del massone Conrard nella Bauhütte di Leipzig (1874); cit. in J. Ousset, op. cit., pag. 200. 100 Espressione utilizzata da Piccolo Tigre, agente ebreo dell'Alta Vendita, in una lettera del 18 gennaio 1822; cit. in J. Crétineau-Joly, op. cit., vol. II, pag. 107. 101 Cfr. P. Copin-Albancelli, Le drame maçonnique: la conjuration juive contre le monde chrétien («Il dramma massonico: la congiura ebraica contro il mondo cristiano»), 1909, pag. 61. 102 Vedi la legalizzazione del divorzio in Francia nel 1884 con la legge del massone Alfred Naquet. 103 Vedi l'articolo «Visa pour notre mort», apparso sul Nouvel Observateur, del 24 aprile 1978: «In materia di costumi, H. Caillavet ha indubbiamente contribuito a modificare il paesaggio sociologico della Francia. Anche se da altri, generalmente dello schieramento opposto, sono stati fatti passare in Parlamento diversi suoi progetti. La proposta di legge sul divorzio per consenso reciproco del 1968 è sua. Anche il primo testo liberale sull'aborto del 1971 è suo. Sua la paternità anche di quello relativo all'abbandono dei testi discriminatori a riguardo degli omosessuali di qualche settimana fa». 104 Ecco una dichiarazione di Fred Zeller, ex Gran Maestro del Grand'Oriente di Francia: «Credetemi, questi tempi ultimi, è soprattutto grazie ai nostri accordi (tra massoni) contro i conservatori inveterati e incorreggibili che sono potuti passare testi come quelli concernenti l'aborto o la pianificazione familiare» (cfr. Nouvel Observateur, del 24 maggio 1976, pag. 101). 105 Proposta di legge del 26 ottobre 1978, dei massoni H. Caillavet e J. Mazard. 106 Cfr. The Catholic Encyclopedia, Encyclopedia Press, New York 1913, pag. 783, voce «Freemasonry», a cura di Padre Hermann Gruber s.j.; cit. in P. A. Fisher, Behind the Lodge's Door, pag. 40. Inspiegabilmente, pochi anni dopo questo gesuita divenne un acceso sostenitore della riconciliazione tra Chiesa cattolica e sètta massonica (N.d.T.). 107 Organo che sta al vertice della gerarchia giudiziaria dello Stato americano. 108 Cfr. P. A. Fischer, op. cit., pagg. 40 e 266-267. 109 Notiamo che nello stesso periodo, tre su cinque presidenti della Repubblica (Roosevelt, Truman e Johnson) furono massoni. 110 Motto alchemico che venne adottato prima dai Rosacroce e in seguito dalla Massoneria. 111 Estratto da un articolo del massone Hiram, pubblicato nel 1910 sulla rivista massonica L'Acacia; cit. in L. de Poncins, Société des nations, super-État maçonnique («Società delle Nazioni, super-Stato massonico»), pag. 40. 112 Così Leray, Gran Maestro del Grand'Oriente di Francia, parlando al Convento del 1968 (cfr. Humanisme, di luglio 1969; cit. in J. Ploncard d'Assac, Lettres politiques, n° 232). 113 In particolare favorendo le politiche di immigrazione delle popolazioni islamiche in Europa. 114 Cfr. L. de Poncins, Société des nations, super-Etat maçonnique, pag. 29. 115 Ibid. 116 Ibid., pag. 30. 117 Cfr. A. G. Michel, La dictature de la Franc-maçonnerie sur la France («La dittatura della Massoneria sulla Francia»), pag. 60. 118 Cfr. Lettres politiques, n° 232. 119 Cfr. Points de vue initiatiques de la Grande Loge de France, n° 72, 1989. 120 Per mancanza di documenti idonei, non trattiamo in questa sede dei legami tra la Massoneria e certi organismi ben conosciuti che operano in favore del mondialismo: ONU, UNESCO, Council on Foreign Relations (CFR), Commissione Trilaterale, Bilderberg Club, ecc... 121 Cfr. L. de Poncins, La Franc-maçonnerie contre la France, pag. 21. 122 Le cifre fornite (30.000 membri del Grand'Oriente, in un totale di 50.000 massoni in Francia) corrispondono all'anno 1940; le cifre attuali sono di circa 30.000 per il Grand'Oriente e 70.000 per l'insieme delle altre obbedienze massoniche francesi. 123 Cfr. L. de Poncins, La Franc-maçonnerie contre la France, pagg. 21-25. 124 Sulla designazione stessa di queste società segrete superiori, il vocabolario varia a seconda degli autori; si vedono spesso utilizzate espressioni come «Alta Massoneria», «Logge direttrici», «Potere occulto», «Ordine interno» che dirige la Massoneria classica considerata come l'«Ordine esterno» (Claudio Jannet). 125 Cfr. P. Copin-Albancelli, op. cit., pagg. 71-72. 126 Pseudonimo di un agente ebreo dell'Alta Vendita. 127 Cfr. J. Cretineau-Joly, op. cit., vol. II, pag. 105. 128 Cfr. P. Copin-Albancelli, op. cit., pagg. 65-66. 129 Ricordiamo ciò che scriveva Léon de Poncins a questo riguardo: «Ogni Grado conosce l'esistenza e i segreti del suo gruppo e dei gruppi inferiori, ma ignora ciò che si trama e si decide nel gruppo immediatamente superiore». 130 Cfr. Convent du Grand Orient de 1929, pag. 200; cit. in H.-R. Petit, Le drame maçonnique («Il dramma massonico»), pag. 149. 131 Cfr. Convent du Grand Orient de 1929, pag. 81; cit. in L. de Poncins, Christianisme et Franc-maçonnerie, pag. 77. 132 Cfr. R. Dupuy, La foi d'un franc-maçon («La fede di un massone»), pag. 109; cit. in J. Ploncard d'Assac, Lettres politiques, n° 195. 133 Cfr. Points de vue initiatiques de la Grande Loge de France, n° 76 del 1990; cit. in J. Ploncard d'Assac, Lettres politiques, n° 232. 134 Cfr. L'abeille maçonnique, del 28 ottobre 1830; cit. in J. Ploncard d'Assac, Lettres politiques, n° 231. 135 «Le guerre moderne non sono che guerre civili della Rivoluzione...», ossia della Massoneria. 136 Si tratta della sètta degli «Illuminati di Baviera», fondata da Adam Weishaupt nel 1776. 137 Discorso di Fratel Malapert alla Loggia «Alsace-Lorraine», riportato in La Chaîne d'union, anno 1874, pagg. 88-89 (nota di Claudio Jannet). 138 Cfr. P. N. Deschamps s.j., Les sociétés secrètes et la société; introduzione di Claudio Jannet, vol. I, pagg. XII a XCIV, e pag. XCVII. 139 Cfr. P. E. Barbier, op. cit., pag. 3. 140 Cfr. L. de Poncins, La Franc-maçonnerie contre la France, pagg. 78-79. 141 Benjamin Disraeli fu un politico inglese, figlio di un critico letterario israelita. Dopo una carriera letteraria, Disraeli si buttò in politica dove passò dal radicalismo al conservatorismo. Egli ricoprì la carica di primo ministro negli anni 1867-1868, e negli anni 1874-1880, durante il periodo dell'apogeo dell'impero britannico. 142 Cfr. D. Reed, The Controversy of Zion («La controversia di Sion»), 1978, pag. 166. 143 Si tratta delle chiese protestanti. 144 Cfr. E. E. Eckert, Magazin der Beweisführung für Verurtheilung des Freimaurerordens, ais Ausgangspunkt aller Zerstorungthaetighet gegen jedes Kirchenthum, Stratenthum und Eigenthum, vol. I, Leipsig 1857, pagg. 29-38; tradotto da J. G. Gyr, La Franc-maçonnerie en elle-même et dans ses rapports avec les autres sociétés secrètes de l’Europe, Liegi 1859, pagg. 234 e ss.; passo citato da Claudio Jannet nella sua introduzione al già citato dibro di Padre Nicolas Deschamps s.j. (vol. I, pag. XCIII). 145 Cfr. P. Copin-Albancelli, op. cit., pag. 198. 146 Cfr. Lectures françaises, maggio 1980. 147 Cfr. A. Cochin, La Révolution et la Libre pensée («La Rivoluzione e il libero pensiero»), Plon, 1924. 148 Ciò che Eckert definiva «azione guerriera» e «azione pacifica». 149 Fu lo storico Augustin Cochin il primo ad intraprendere lo studio metodico delle società di pensiero. I suoi due principali libri, Les sociétés de pensée et la démocratie («Le società di pensiero e la democrazia») e La Révolution et la libre pensée («La Rivoluzione e il libero pensiero»), sono indispensabili per lo studio di questo fenomeno. Un ottimo riassunto del pensiero di Cochin è presente nell'ultimo capitolo intitolato «La théorie du jacobinisme», del libro di François Furet intitolato Penser la Révolution Française (Gallimard, 1978). 150 Cfr. «Augustin Cochin et la Révolution», in Spectacle du Monde, n° 206, pag. 113. 151 Ordine che codifica i Comandamenti di Dio, o Decalogo. 152 Si tratta di alcuni membri appartenenti ad una società superiore che partecipano - senza essere conosciuti come tali - ai lavori in Loggia concertandosi tra loro. 153 Secondo la formula di San Paolo «omis potestas a Deo», «ogni potere proviene da Dio» (Rm 13, 1). 154 Cfr. A. Loubier, La Franc-maçonnerie cette inconnue («La Massoneria questa sconosciuta»), pag. 25. Esempio di riduzione: il passaggio dal Dio della Rivelazione al Dio dei filosofi; poi da questo al Grande Architetto dell'Universo. Esempio di dottrina immaginata: l'evoluzionismo di Darwin e ciò che ha colmato il vuoto così creato. 155 Cfr. A. Cochin, La Révolution et la libre pensée; cit. in A. Loubier, op. cit., pag. 26. 156 Cfr. Preuves, n° 11, 3º trimestre 1972. 157 Cfr. Le Nouvel Observateur, del 24 maggio 1976. 158 Cfr. Le Point, dell'11 settembre 1978. 159 Con questa espressione, l'Autore designa le società segrete di livello superiore. 160 Cfr. P. Copin-Albancelli, op. cit., pag. 67. 161 Nel testo precitato, Fred Zeller ha osservato: «Oggi dobbiamo liberarcene» (sottinteso «della politica politicante»). 162 Vedi questa osservazione di Joseph Folliet, apparsa sulla Chronique sociale, del 30 settembre 1958: «In certi gruppi d'Azione Cattolica, in particolare sul piano locale, ho potuto verificare le osservazioni fatte da Augustin Cochin sulle società di pensiero che precedettero la Rivoluzione Francese - e particolarmente la tendenza alla chiusura del gruppo su sé stesso attorno ad un'ortodossia ideologica. Non parlo qui, beninteso, dell'ortodossia cattolica, ma di un'ortodossia di gruppo aggiunta, ispirata da un piccolo gruppo centrale i cui membri si trovano, gli uni rispetto agli altri, in uno stato di costante rilancio» (cfr. J. Madiran, Structures et techniques des sociétés de pensée dans le catholicisme, supplemento ad Itineraires, n° 79, gennaio 1964). 163 Testo del rabbino Elio Toaff; cit. in L. de Poncins, Christianisme et Franc-maçonnerie, pag. 157. 164 Cfr. J. Vaquié, Occultisme et foi catholique («Occultismo e fede cattolica»), A.F.S., Parigi 1990, pag. 28. 165 Ibid., pag. 29. 166 Cfr. P. E. Barbier, op. cit., pag. 50. 167 Cfr. J. Vaquié, op. cit., pag. 16. 168 Ibid., pag. 20. 169 Cfr. G. Dumeige, La foi catholique («La fede cattolica»), Orante, 1961, § 265. Il Concilio di Vienna (il 15º Concilio Ecumenico), si è tenuto tra il 1311 e il 1312. 170 Cfr. P. A. Boulenger, La doctrine catholique («La dottrina cattolica»), éd. Emmanuel Vitte, 1923, pag. 299. 171 Ibid., pag. 300. 172 Cfr. Grand catéchisme de Saint Pie X («Catechismo Maggiore di San Pio X), 3ª parte, cap. II, I. 173 Cfr. Lecture et Tradition, n° 167, gennaio 1991. 174 Cfr. J. Vaquié, op. cit., pag. 20. 175 Ibid., pag. 22. 176 Ibid., pag. 25. 177 Fonti utilizzate: il già citato libro di Padre Barbier, Les infiltrations maçonniques dans l'Église, e il libro La Cabbale: Tradition secrète de l'Occident (La Kabbalah: Tradizione segreta dell'Occidente»), di Papus (Gérard Encausse). L’occultista francese Papus fu il fondatore dell'Ordine Martinista. 178 Cfr. P. E. Barbier, op. cit., pag. 122. 179 Ibid., pag. 112. 180 Cfr. Papus, La Cabbale: Tradition secrète de l'Occident, Parigi 1903, 4ª di copertina. 181 Ibid., pag. 17. 182 Cfr. P. E. Barbier, op. cit., pag. 119. 183 Ibid., pag. 120. 184 Insieme agli altri temi caratteristici dell'occultismo. Menzioniamo in particolare questo: «L'introduzione dei sessi in Dio è uno dei tratti più notevoli della Kabbalah» (cfr. Papus, op. cit., pag. 31). 185 Questa frase è il sottotitolo del suo libro sulla Kabbalah. 186 Cfr. P. E. Barbier, op. cit., pag. 112. 187 Cfr. J. Vaquié, op. cit., pag. 1. 188 Ibid., pag. 2. 189 Vedi, a questo riguardo, l'articolo di Jean Vaquié intitolato Occultismo e fede cattolica nella sezione occultismo del nostro sito. 190 Cfr. J. Vaquié, «Le retour offensif de la Gnose» («Il ritorno offensivo della Gnosi»), in Lecture et Tradition, n° 110, novembre-dicembre 1984, pag. 15. 191 Cfr. E. Benamozegh, Israël et l'Humanité («Israele e l'umanità»); cit. in L. de Poncins, Christianisme et Franc-maçonnerie, pag. 107. 192 Cfr. New Age, maggio 1940, pag. 290; articolo del rabbino Hirsch Geffen intitolato «The Antiquity of Symbolism» («L'antichità del simbolismo»); cit. in P. A. Fisher, op. cit., pag. 241. New Age è la rivista mensile dello «Scottish Rite of Freemasonry of the Southern Jurisdiction» (un'obbedienza americana). 193 Cfr. B. Lazare, L'antisémitisme, son histoire, ses causes («L'antisemitismo, la sua storia, le sue cause»), éd. de la Vieille Taupe, pag. 167. 194 Cfr. New Age, gennaio 1950, pag. 27; cit. in P. A. Fisher, op. cit., pag. 41. 195 Cfr. P. A. Fisher, op. cit., pag. 44. 196 Ibid., pag. 47. 197 Cfr. P. N. Deschamps s.j., op. cit., vol. I, pagg. 283 a 317. 198 Cfr. P. A. Fisher, op. cit., pag. 42. 199 Cfr. J. Marqués-Rivière, op. cit., pagg. 226, 232, 233. 200 Ibid., pag. 236. 201 Ibid., pag. 238. 202 Ibid., pag. 242. 203 Ibid., pag. 252. 204 è chiamata qui «iniziazione» l'ammissione ai misteri della Massoneria ottenuta progressivamente quando l'adepto passa da un Grado al Grado superiore. 205 Cfr. O. Wirth, L'idéal initiatique, pagg. 8, 10, 36, 58; cit. in L. de Poncins, Christianisme et Franc-maçonnerie, pag. 122. 206 Cfr. O. Wirth, Le livre du compagnon; cit. in L. de Poncins, Christianisme et Franc-maçonnerie, pag. 123. 207 Cfr. S. S. Leone XIII, Lettera al popolo italiano, 1892. 208 Cfr. S. S. Leone XIII, Lettera Enciclica Humanum genus, del 20 aprile 1884. 209 Cfr. Vérité israélite, vol. V, 1861, pag. 74. 210 Cfr. L. de Poncins, Christianisme et Franc-maçonnerie, pag. 101. 211 Dichiarazione su France-Inter, del 21 dicembre 1988; riprodotta in Rivarol, del 23 dicembre 1988 (si tratta evidentemente del giudaismo talmudico e non di quello mosaico). 212 Cfr. Card. J. M. Caro Rodriguez, Le mystère de la Franc-maçonnerie dévoilé («Il mistero della Massoneria svelato»), 1925, § 130. Il Cardinale Caro Rodriguez fu Arcivescovo di Santiago del Cile. 213 Cfr. La Vérité Israélite, 1865, vol. V, pag. 74; cit. in L. de Poncins, La Franc-maçonnerie d'après ses documents secrets, pag. 265. 214 Così il rabbino Isaac Wise, in The Israelite of America, del 3 agosto 1866; cit. in J. Ousset, op. cit., pag. 250. 215 Cfr. The Jewish Tribune, del 28 ottobre 1927, New York; cit. in J. Ousset, op. cit., pag. 250. 216 Cfr. P. E. Barbier, op. cit., pag. 250. 217 Cfr. B. Lazare, op. cit., pag. 167. 218 Cfr. É. Faure, L'âme juive, 1934; cit. in J. Ousset, op. cit., pag. 255. 219 Cfr. S. S. Leone XIII, Lettera al popolo italiano, 1892. 220 Cfr. S.S. Leone XIII, Lettera all'Episcopato d'Italia, dell'8 dicembre 1892. 221 Cfr. S.S. Leone XIII, Lettera Apostolica Vigesimo quinto anno, del 19 marzo 1902. 222 La stesura di questa Dichiarazione sulla Massoneria, del 26 novembre 1983, fu dovuta al fatto che nel nuovo Codice di Diritto Canonico, promulgato il 25 gennaio dello stesso anno da Giovanni Paolo II (1920-2005), nel canone che riguardava la condanna della sètta (§ 2335) è stata tolta la parola «Massoneria» (che invece compariva in quello del 1917), e si dice unicamente che non ci si può affiliare ad una «associazione che complotta contro la Chiesa». Di fronte al tripudio dei massoni e alle perplessità di tanti cattolici, la Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede si è vista costretta a pubblicare questa Dichiarazione. Ma a parte questo intervento e una dichiarazione di inconciliabilità pubblicata nel 1980 dalla Conferenza Episcopale tedesca, sull'onda dello spirito ecumenico di dialogo e di apertura inaugurato dal Concilio Vaticano II (1962-1965), gli episodi di incontri e di collaborazioni tra massoni ed ecclesiastici (anche Vescovi e Cardinali) si sono moltiplicati. Si veda, in proposito, la recente lettera aperta del Cardinale Gianfranco Ravasi, ai «Cari Fratelli massoni», pubblicata su Il Sole 24Ore, del 14 febbraio 2016 (N.d.T.). 223 Cfr. P. E. Barbier, op. cit., pag. 250. 224 Cfr. J. Ousset, L'Action, Office, 1972, pag. 193. 225 Non sono i soli. Nell'Enciclica Humanum genus, Papa Leone XIII menziona come motivi supplementari di condanna: 1) la corruzione dei costumi che accompagna l'azione politica della Massoneria; 2) il fatto che la Massoneria apre la via al comunismo. 226 Cfr. P. E. Barbier, Histoire du catholicisme libéral et social («Storia del cattolicesimo liberale e sociale»), vol. V, pag. 231. 227 Cfr. J. Cornec, Laïcité («Laicità»), pag. 120. Jean Cornec fu presidente della FCPE (Fédération des conseils de parents d’élèves de l'enseignement public). 228 Ibid.; A. Rivet, Traité des congrégations religieuses («Trattato sulle congregazioni religiose»), pag. 38. 229 Cfr. P. E. Barbier, Histoire du catholicisme libéral et social, vol. V, pag. 488. 230 Documenti pubblicati per volontà di Gregorio XVI, e in seguito di Pio IX, da Jacques Crétineau-Joly nella sua opera L'Église romaine en face de la Révolution. 231 Testo del 1819. 232 Cfr. J. Crétineau-Joly, op. cit., vol. II (terza edizione), pag. 74 ; cit. in P. E. Barbier, op. cit., pag. 5. 233 Papa Clemente XIV, che nel 1773 decretò lo scioglimento della Compagnia di Gesù. 234 La frase tra virgolette è estratta dalle Istruzioni dell'Alta Vendita. 235 Cfr. P. E. Barbier, op. cit., pag. 5. 236 Cfr. J. Crétineau-Joly, op. cit., vol. II, pagg. 76-79. 237 Cfr. L'Acacia, marzo 1908. 238 Questo articolo preparava un «congresso spiritista» che ebbe luogo due mesi più tardi e a partire dal quale la Massoneria francese accentuò il suo orientamento «spiritista». 239 Cfr. P. E. Barbier, op. cit., pag. 156. 240 Lettera di Vindice a Nubius (pseudonimi di due membri israeliti altolocati dell'Alta Vendita), del 9 agosto 1838; cit. in J. Crétineau-Joly, op. cit., vol. II, pag. 128. 241 Così Giuliano Di Bernardo, a quel tempo Gran Maestro del Grand'Oriente d’Italia, in «Chiesa cattolica e Massoneria (utopia, realtà, suggestione)», in 30 Giorni, luglio-agosto 1991. 242 Queste tre citazioni di Albert Lantoine sono riprodotte nel capitolo «La Franc-maçonnerie et l'Église catholique» del libro di Léon de Porcins Christianisme et Franc-maçonnerie (D.P.F.). 243 Cfr. L. de Poncins, Christianisme et Franc-maçonnerie, pag. 58. 244 Ibid., pag. 18. 245 Ibid., pag. 44. 246 Vedi l'articolo di J. B. Castetis in Présent, del 20 novembre 1991. 247 Ibid. 248 Cfr. Convent du Grand'Orient 1922, pag. 362; cit. in L. de Poncins, Christianisme et Franc-maçonnerie, pag. 47. 249 Dichiarazione del Gran Maestro del Grand'Oriente d'Italia fatta in occasione di una conferenza stampa in occasione del Convento di questa obbedienza; essa è stata riprodotta da J. Ploncard d'Assac in Present, del 28 agosto 1991, e da Chiesa Viva, luglio-agosto 1991. 250 Cfr. F. Furet, Penser la Révolution Française («Pensare la Rivoluzione Francese»), Gallimard, Parigi 1978, pag. 241. 251 Cfr. La Stampa, del 23 marzo 1990. 252 Cfr. National Hebdo, del 13 giugno 1991. 253 Cfr. Y. Marsaudon, L'œcuménisme vu par un franc-maçon de tradition, éd. Vitiano, pagg. 120-121. Il libro di Yves Marsaudon è apparso nel 1964, quando il Concilio Vaticano II era ancora in corso. 254 Cfr. M. de la Bigne de Villeneuve, Satan dans la cité («Satana nella città»), pag. 109. 255 Ibid., pag. 163. 256 Cfr. L. de Poncins, Christianisme et Franc-maçonnerie, pag. 145. 257 Cfr. J.-A. Faucher, op. cit., pag. 74. 258 Ibid., pag. 71. 259 Cfr. La vérité sur la Franc-maçonnerie, éd. R.I.S.S., 1935, pag. 27. 260 Secondo il libro La vérité sur la Franc-maçonnerie, il numero 33 gli sarebbe stato suggerito dal grado di latitudine della città di Charleston. 261 Cfr. J. Marqués-Rivière, op. cit., pag. 105. Vedi anche J.-A. Faucher, Histoire de la Grande Loge de France («Storia della Gran Loggia di Francia»), éd. Albatros, pag. 35. 262 Cfr. P. Simon, op. cit., pag. 134. 263 Cfr. P. Copin-Albancelli, op. cit., pag. 85. 264 Ibid. 265 Testo di Padre Pierre-Joseph de Clorivière (1735-1820), riprodotto da Padre Terrien nella sua opera Histoire du père de Clorivière («Storia del Padre de Clorivière»), pag. 236; cit. in M. P. Biron, Les messes clandestines sous la Révolution («Le Messe clandestine sotto la Rivoluzione»), éd. N.E.L., pag. 29. Padre de Clorivière, gesuita, è stato uno dei migliori analisti della Rivoluzione Francese. Egli fu incaricato da Papa Pio VII di ristabilire in Francia la Compagnia di Gesù dopo la caduta di Napoleone I. 266 Cfr. P. Copin-Albancelli, op. cit.; cit. in Permanences, nº 96. 267 Cfr. S.S. Leone XIII, Lettera Enciclica Humanum genus. 268 Cfr. J. Ousset, L'action, pag. 271. 269 Cfr. P. Terrien, Histoire du Père de Clorivière, pag. 236. 270 Così Ernest Hello; cit. in J. Ousset, Pour qu'Il règne, pag. 2. 271 Cfr. P. Copin-Albancelli, op, cit., pag. 84. 272 Cfr. P. E. Barbier, Histoire du catholicisme libéral et social en France, vol. IV, pag. 39. 273 Questo vocabolario è stato estratto dal Petit dictionnaire maçonnique, ed è presente anche nel libro Les mystères des francs-maçons. 274 éd. Dervy, 1953. 275 Cfr. Mons. X. Barbier de Montault, Histoire théorique du symbolisme religieux («Storia teorica del simbolismo religioso»), vol. I, 1884, pag. 53; cit. in J. Boucher, La symbolique maçonnique, pag. 90. 276 Delta luminoso o Triangolo luminoso; la lettera greca «delta» ha la forma di un triangolo. 277 Cfr. J. Boucher, op. cit., pagg. 90-91. 278 A questo riguardo vedi l'articolo di Andrea di Nicola intitolato «La simbologia del dollaro» nella sezione «Mondialismo». 279 Cfr. J. Boucher, op. cit., pagg. 220 e ss. 280 François Timoléon Bègue Clavel, massone del Grand'Oriente di Francia, autore dell'opera Histoire pittoresque de la Franc-maçonnerie («Storia pittoresca della Massoneria»). 281 Jean-Marie Ragon, massone, autore del Cours philosophique et interprétatif («Corso filosofico e interpretativo»), da cui è stata estratta questa citazione. 282 Cfr. P. N. Deschamps, op. cit., vol. I, pag. 28. 283 Cfr. J. Boucher, op. cit., pag. 139. 284 Ibid., pag. 291. 285 Cfr. W. L. Wilmshurst, The Masonic Initiation; cit. in P. D. Fahey s.j., The Mystical Body of Christ in the Modem World («Il Corpo Mistico di Cristo nel mondo moderno»), pag. 347. 286 Cfr. W. L. Wilmshurst, op. cit.; cit. in P. D. Fahey s.j., op. cit., pag. 347. 287 Vedi Sant'Ignazio di Loyola, Esercizi spirituali, «Meditazione dei due stendardi». 288 Cfr. P. N. Deschamps, op. cit., vol. I, pag. 181. 289 Lettera del 18 gennaio 1822 di un membro dell'Alta Vendita (con lo pseudonimo «Piccolo Tigre») a uno dei suoi colleghi («Vindice»); cit. in J. Crétineau-Joly, op. cit., vol. II, pagg. 104-105. 290 Thiers fu affiliato alla Carboneria; vedi P. N. Deschamps s.j., op. cit., vol. II, pag. 249. 291 Cfr. P. N. Deschamps s.j., op. cit., vol. I, pag. 181. 292 Cfr. Le Journal de la Franc-maçonnerie belge, dell'8 febbraio 1880; cit. in P. N. Deschamps s.j., op. cit., vol. I, pag. 344. 293 Cfr. P. Simon, op. cit., pag. 211. Si tratta dello scontro tra il mondo cattolico e il mondo secolarizzato di ispirazione massonica. 294 Ibid., pag. 233. 295 Ibid., pag. 145. 296 Ibid., pag. 194. 297 Cfr. Humanisme, luglio 1987; cit. in J. Ploncard d'Assac, Lettres politiques, n° 210. 298 Cfr. L'Express, del 7 ottobre 1988. 299 Cfr. Le Nouvel Observateur, del 24 maggio 1976, pag. 101. 300 Cfr. «Visa pour notre mort», in Le Nouvel Observateur, del 24 aprile 1978.
301 Estratto dal Quid del 1991. |
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