titolo steve hackett e l'eremita dei tarocchi

a cura di Paolo Baroni e R. C.

 

ultima modifica: 23 marzo 2018

 

 

Voyage of the AcolyteIl viaggio dell'adepto»; Charisma Records 1975) è un album di Steve Hackett. Fu il primo pubblicato come solista dall'allora chitarrista dei Genesis. Considerato spesso come un album ufficioso di questa band inglese, per la presenza di Mike Rutherford e Phil Collins, esso è incentrato sul tema del viaggio dell'iniziato, concetto caratteristico dell'interpretazione esoterica dei Tarocchi. Il titolo venne suggerito dal manager della loro casa discografica, Tony Stratton Smith

 

«[Voyage of the Acolyte] era un titolo che mi fu suggerito dalla casa discografica, da Tony Stratton Smith [Charisma Records], mentre io avevo in mente un altro titolo che in seguito avrei usato per un box retrospettivo della Charisma, chiamato Premonitions, il titolo originale. L’etichetta non ne era molto entusiasta. Tony suggerì il titolo Voyage of the Acolyte perchè lo aveva avuto in mente per un altro potenziale progetto» 1.

 

I titoli dei brani rimandano infatti ai nomi di alcuni degli Arcani maggiori: rispettivamente la Papessa (Priestess), la Torre folgorata (Tower struck down), l'Eremita (The Hermit), la Stella (Star of Sirius), gli Amanti (Lovers) e Il Papa (Hierophant). Una prima versione Shadow of the Hierophant è stata scritta in coppia con Mike Rutherford nel periodo di Foxtrot (1972), anche se non è specificato se fosse solo la musica o anche il testo:
 

«Penso di aver sottostimato il mio effetto sulla band: ero un po' troppo modesto e non mi ero reso conto che il gruppo era piuttosto competitivo e che il fatto di non riuscire a passare un'idea non significava necessariamente che non fosse buona. Una di queste situazioni si presentò quando Mike scrisse la fine di "Shadow Of The Hierophant" [un brano poi ampliato e utilizzato da Hackett nel suo primo album solista "Voyage Of The Acolyte"]. La canzone aveva un sound fantastico, era come un mondo a sé, con un effetto di energia circolare in cui la band suonava come un'orchestra; e in più aveva anche la forza del rock. Venne provata dalla band, avrebbe potuto (e dovuto, penso) essere su Foxtrot e non potevo credere che l'avessimo scartata» 2.

 

steve hackett - voyage of the acolyte

Da sinistra: il chitarrista Steve Hackett e il suo album Voyage of Acolyte.

 

In un'intervista condotta da Leslie Michele Derrough a Steve Hackett leggiamo:

 

- «Derrough: Questo fu il tuo primo album solista. Che cosa ti spinse a scrivere un intero disco sui Tarocchi?

 

- Hackett: Quello che mi spinse a quel tempo? Mi stavo interessando ai Tarocchi, a cose spirituali e cosmiche, a quell’epoca, come ben sai, alla metà degli anni settanta, nel 1975, realizzai il mio primo album, prevalentemente strumentale. Mi diede qualcosa su cui focalizzarmi. Tutte le canzoni erano state scritte, e pensai che ciascuna potesse essere davvero una carta dal mazzo dei Tarocchi. Nel 1975 potevi fare quel tipo di cose, ma non credo che potresti farle oggi. Ho il sospetto che la gente probabilmente voglia che tu faccia qualcosa di più terreno» 3.

 

In un'altra occasione, lo stesso Hackett aveva dichiarato:

 

«Mi ricordo che all’epoca la gente tendeva a dire: "Oh, I Tarocchi, sì sono interessanti..." e io mi chiedevo cosa fossero i Tarocchi, perché in realtà non lo sapevo. Iniziai a chiedere informazioni a quelle persone e mi furono dati diversi mazzi di artisti differenti. Dal momento che gran parte della musica era strumentale, le immagini che quelle carte comunicavano sembravano essere proprio adatte a quello che stavo trovando in quel periodo. Certamente non avevo paura di essere gotico a quel tempo, quando non era considerato di sinistra» 4.

 

Tutti i brani sono estremamente interessanti, ma è nostra intenzione concentrare la nostra attenzione su The Hermit, dedicato al IX Tarocco, quello dell'Eremita, una figura molto significativa da un punto di vista dell'occultismo. Ecco il testo della canzone:

 

The Hermit 5

L'Eremita

«The mantle of attainment
Weighs heavy on his shoulders
Guided by a lantern
Flickering he grows older
A refuge found in exile
He shuffles on in blindness
You'll take his hand, he'll lose himself
Bewildered by your kindness
Enshrouded by darkness
A figure slowly forms
Through many years of banishment
No shelter from the storm
To find this slave of solitude
You'll know him by his star
Then take his hand, he'll lose himself
Knowing who you are»
.

Il mantello delle cognizioni

Un cammino pesante sulle sue spalle

Guidato da una lanterna

Invecchia tremolante

Un rifugio trovato in esilio

Si trascina nella sua cecità

Prenderai la sua mano, si perderà

Sconcertato dalla tua gentilezza

Avvolta dall'oscurità

Una figura prende forma lentamente

Attraverso molti anni di bando

Nessun riparo dalla tempesta

A trovare questo schiavo della solitudine

Lo riconoscerai dalla sua stella

Prenderai poi la sua mano, si perderà

Sapendo chi sei.

 

Per capire di chi stiamo parlando, ecco alcune versioni del celebre Tarocco.

 

esempi del tarocco dell'eremita

 

I Tarocchi sono un tipo di carte da gioco che trovano la maggiore diffusione in Europa, tra la fine del Medioevo e il Rinascimento. Nati anticamente come gioco di carte nelle corti signorili dell'Italia settentrionale, oggi sono utilizzati popolarmente a scopo divinatorio, ma in virtù del loro contenuto sapienziale sono un punto di riferimento fondamentale per gli studiosi di esoterismo che vedono nei ventidue Trionfi, o Arcani maggiori, le tappe di un percorso d'iniziazione.

 

Uno degli occultisti più autorevoli che si è interessato di Tarocchi è senz'altro lo svizzero Oswald Wirth (1860-1943), massone del 33º Grado, che creò un proprio mazzo basato sui Tarocchi di Marsiglia. Wirth ne creò una notevole elaborazione, soprattutto per quanto riguarda la correzione degli errori presenti in questo Tarocco, la giusta attribuzione dei colori e i singoli particolari delle figure.

 

Il risultato che ne ottenne fu quello di un Tarocco altamente significativo dal punto di vista esoterico e altrettanto valido per la pratica della cartomanzia. Su ciascun arcano maggiore è riportata l'attribuzione di una lettera ebraica, secondo lo schema ideato dall'altro grande esoterista Eliphas Levi (1810-1875). Secondo molti, Wirth ebbe il merito di saper recepire e sintetizzare il pensiero e i principî delle più importanti correnti iniziatiche massoniche. Se ne servì per l'interpretazione dei segreti della Grande Opera, dedicandosi allo studio dell’Alchimia, della Kabbalah e dei Tarocchi. Oswald Wirth scrisse quello che è considerato uno dei migliori testi sui Tarocchi in cui definisce l'arte della divinazione come una sorta di sacerdozio 6.

 

eliphas levi - i tarocchi

 Da sinistra: Oswald Wirth e il suo libro I Tarocchi.

 

Ecco cosa scrive Wirth del Tarocco dell'Eremita 7:

 

oswald wirth sul tarocco dell'eremita

 

Che in un linguaggio comprensibile anche ai non-iniziati significa: se il Mago incontra il Serpente - Satana - non lo allontana o lo schiaccia - come fà la Donna alata dell'Apocalisse - la Beata Sempre Vergine Maria - ma fà ricorso ai suoi poteri per realizzare i suoi sordidi scopi. Il mantello è il simbolo del segreto nel quale agisce l'Iniziato e la lanterna è figura della Conoscenza dei Misteri che lo guida sulla via dell'autodeificazione, mèta del vero satanismo.

 

tarocco dell'eremita IX di oswald wirth

Il Tarocco dell'Eremita rielaborato da Oswald Wirth.

 

Di questo Tarocco, scrive l'esperto di occultismo e Massoneria Manly Palmer Hall (1901-1990), nel suo libro The Secret Teachings of All Ages: An Encyclopedic Outline of Masonic, Hermetic, Qabbalistic and Rosicrucian Symbolical Philosophy («Gli insegnamenti segreti di tutte le epoche: un'enciclopedia abbozzata della filosofia simbolica massonica, ermetica, cabalistica e rosicruciana»):

 

«L'Eremita impersonifica in tal modo le organizzazioni segrete che per secoli innumerevoli hanno accuratamente nascosto la luce della saggezza antica al profano. La staffa dell'Eremita rappresenta la conoscenza, che è l'unico supporto duraturo dell'uomo. Nei Tarocchi pseudo-egiziani l'Eremita protegge la lampada dietro un mantello di forma rettangolare a sottolineare la verità filosofica che la saggezza, se esposta alla furia dell'ignoranza, verrebbe distrutta come la fiamma della candela esposta ai venti di una tempesta. I corpi dell'uomo formano un mantello attraverso il quale la sua natura divina è debolmente visibile come lo è la fiamma della lanterna coperta dal mantello. Attraverso la rinuncia – la vita ermetica - l'uomo raggiunge la profondità di carattere e la tranquillità dello spirito».

 

Ma c'è un altro album in cui questo Tarocco dai significati luciferini fà la sua comparsa: parliamo del IV album (Atlantic Records 1971) dei Led Zeppelin. Nell'interno aperto della versione su vinile c'è proprio l'Eremita dei Tarocchi!

 

eremita - led zeppelin

 

La presenza di questa figura ieratica in una cover dei padri dell'hard rock non è affatto casuale, visto che Jimmy Page, virtuoso chitarrista dei Led Zeppelin è un devoto seguace del Mago Nero inglese Aleister Crowley (1875-1947), anch'egli grande studioso dei Tarocchi. Ma di questo aspetto satanico del famoso quartetto britannico parleremo altrove...

 

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Note

 

1 Cfr. K. Barrie, A Conversation With ex-Genesis Guitarist Steve Hackett («Una conversazione con l'ex chitarrista dei Genesis Steve Hackett»), in Music Life Magazine, del 31 gennaio 2016

http://www.musiclifemagazine.net/a-conversation-with-ex-genesis-guitarist-steve-hackett/

2 Cfr. M. Giammetti, Genesis – Gli anni prog, Giunti, 2013, pag. 131.

3 Cfr. L. M. Derrough, Steve Hackett – An Interview with the Prog Pioneer («Steve Hackett - Un'intervista con il pioniere del Prog»), in Glide Magazine,  del 30 settembre 2013.

https://glidemagazine.com/40562/steve-hackett-an-interview-with-the-prog-pioneer/

4 Cfr. A. Hewitt, The Defector Speaks Out - Steve Hackett Talks at Length About His Solo Career («Il disertore si rivela: Steve Hackett parla a lungo della sua carriera solista»), intervista del 25 settembre 1993, presente sul sito The Waiting Room on line

http://www.twronline.net/issues/twr26/twr26_sh_interview.htm

5 Traduzione del testo a cura di Francesco D'Apice, che ringraziamo.

6 In Italia, questa opera è uscita per i tipi delle Edizioni Mediterranee, Roma 1990.

7 Cfr. O. Wirth, op. cit., pag. 172.

 

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