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Agli occhi di qualche scettico, la nostra
indagine sul rock satanico potrebbe sembrare esagerata. In fondo,
l'uso di immagini demoniache o blasfeme potrebbe servire a rendere più
accattivante o trasgressiva la coreografia di questo universo complesso
e in continua
trasformazione.
Si tratta di mode passeggere e innocue, forse di cattivo gusto, ma nulla
di più. La scelta della veste grafica di una cover può essere
voluta dal cantante o dal gruppo, oppure può essere imposta dal
discografico o proposta dallo studio grafico. Ma quando ad immagini
sacrileghe o sataniche vanno ad affiancarsi alfabeti magici o lingue
morte cadute in disuso da secoli, la tesi della moda o dell'elemento
decorativo non regge più. Non ci troviamo solo di fronte ad una
raffigurazione che potrebbe essere scaturita dalla mente morbosa di un
qualsiasi anticlericale o ateo militante, ma ad elementi che richiedono
una profonda conoscenza in materia di occultismo. Per quanto dotato di
una feconda immaginazione, è praticamente impossibile che lo staff
di uno studio grafico conosca lingue o alfabeti il cui utilizzo è
relegato quasi esclusivamente al mondo del'esoterismo e della magia
cerimoniale. Tutto ciò richiede studio approfondito, ricerche annali e
conoscenza non superficiale. In molti casi ci troviamo davanti ad
alfabeti utilizzati per la divinazione, derivanti per la maggior parte
dall'alfabeto israelitico, per via dell'enorme influenza esercitata
dalla Cabala ebraica sugli occultisti di ogni epoca. Lo stesso si
può dire per le Rune, usate in Astrologia, o per l'Enochiano, un
linguaggio magico rispolverato di recente anche da una rockstar
come Marilyn Manson. In definitiva, chi ha inserito questi elementi
nelle covers è senza dubbio un buon conoscitore della materia. La
stessa si può dire per i simboli satanici o massonici, che esaminiamo in
un'altra sezione. Se poi si mettono in conto i testi e i backmasking,
la questione si fà troppo complessa per poterla liquidare con due
parole, come fanno tanti qualunquisti. Occhi aperti, dunque, sulle belle
copertine dei vostri CD! Come dice il proverbio, il diavolo sta nei
particolari.
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