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di Russ Winter 1
Dopo un primo articolo sull'argomento, torniamo con un altro testo su Laurel Canyon e sulla genesi della musica pop. Come ho già detto più volte altrove, pochi sono gli opinionisti, gli autori o i giornalisti che hanno realmente compreso l'enorme portata degli anni '60 in termini di trasformazione sociale. Così come in pochi hanno capito che i problemi che oggi travagliano la nostra società non sono che l'effetto ritardato di quel decennio contrassegnato da drastiche trasformazioni del pensiero collettivo. Ancor meno sono coloro che hanno scoperto il vero ruolo di fenomeni come la «Summer of Love», il movimento hippie («flower power»), la contestazione giovanile, il movimento pacifista («peace & love»), la rivoluzione studentesca, la rivoluzione sessuale, la droga libera, ecc..., e soprattutto non sono riusciti a scorgere il volto dei veri creatori di questa sovversione.
Se si chiede all'uomo della strada cos'ha spinto tutti quei giovani ad accalcarsi ai vari Festival di Monterey, di Woodstock o ad Altamont per ascoltare per ore sotto l'effetto di acidi le musica di quei «pifferai magici» - veri e proprî araldi di una società utopistica - vi risponderà che è stato il desiderio di un mondo nuovo, senza odio e senza guerre, privo di qualsiasi discriminazione e libero da ogni forma di conformismo o convenzione imposta dalle vecchie generazioni. Leggendo questo breve ma significativo articolo ci si rende conto che in realtà si è trattata di un'enorme operazione di ingegneria sociale (psyop), organizzata dal medesimo sistema che gli hippie volevano abbattere.
Non è un caso, infatti, che la colonna sonora di questa mutazione sia stata scritta da personaggi provenienti in buona parte da famiglie legate a doppio filo ai servizi americani di intelligence o all'esercito. Non si tratta di illazioni. Lo dicono i fatti. Lo scopo non dichiarato di questa impresa da parte dell'élite dominante (le grandi dinastie bancarie che governano il pianeta e che si servono dei militari) è stata la creazione di un nuovo tipo umano, svuotato della sua memoria storica, sradicato e scristianizzato mediante l'inoculazione massiccia delle filosofie orientali, e reso facilmente manipolabile dall'assunzione massiccia di droghe allucinogene (lo stesso acido che infine spense la rivolta in atto). I risultati finali di questa opera di alterazione profonda dell'uomo occidentale oggi è davanti ai nostri occhi; basta guardare.
Sopra: uno dei motti degli hippies: «Sganciate l'acido, non le bombe». L'effetto finale è stato il medesimo.
Le informazioni contenute nell'articolo che segue sono tratte dal libro di Dave McGowan (1960-2015) intitolato Weird Scenes Inside the Canyon: Laurel Canyon, Covert Ops & the Dark Heart of the Hippie Dream («Scene bizzarre all'interno del canyon: Laurel Canyon, operazioni segrete e il cuore oscuro del sogno hippie»). Ho riassunto i punti salienti relativi alle iconiche rockstar della controcultura, emerse dal Laurel Canyon 2 di Los Angeles.
Sopra: Dave McGowan e la sua opera Weird Scenes Inside the Canyon: Laurel Canyon, Covert Ops & the Dark Heart of the Hippie Dream. .
Trascorsi almeno undici anni dalla mia presa di coscienza, sono finalmente arrivato a capire quale ricercatore di prim'ordine fosse Dave McGowan 3, morto nel 2015 a 55 anni, a causa di un «tumore al pancreas a crescita rapida». «La pedocrazia» è un termine coniato da lui: è il titolo del suo libro che parla della pedofilia come tratto caratteristico dell'élite e uno dei principali strumenti di controllo della cachistocrazia 4 imperante visibile, da parte della criminalità organizzata o di società segrete.
Egli indagò anche sugli immensi imbrogli dell'11 settembre 2001. Sebbene gran parte del lavoro e delle interviste di McGowan siano ormai cancellati da YouTube, si trovano ancora molti suoi libri; sua figlia gestisce un sito web dedicato ai suoi scritti 5. Mi sono messo a guardarli. In precedenza avevo scritto un articolo intitolato «The Use of Cultists and Serial Killers in Death Squad Hits» 6 («L'impiego di membri di sètte e di serial killer negli omicidi delle squadre della morte»), basato in parte sul libro di McGowan Programmed to Kill: The Politics of Serial Murder («Programmati per uccidere: la politica degli omicidi seriali»).
Segue l'intervista a McGowan su Laurel Canyon e il panorama hippie. Charles Manson (1934-2014) frequentava la cerchia di Laurel Canyon.
La mia opinione su Charlie Manson è nel mio articolo «Sherlock Says: Charlie Manson Story Doesn't Add Up» 7 («Sherlock afferma: la storia di Charlie Manson non quadra»).
Quella che segue è una versione sintetica ed abbreviata dei punti salienti del già citato libro di McGowan. In una comunità geograficamente e socialmente isolata, nota come Laurel Canyon - uno spicchio di Los Angeles ricoperto di boschi, rustico, tranquillo ma vagamente minaccioso, immerso tra le colline che separano la conca di Los Angeles dalla San Fernando Valley - musicisti, cantanti e cantautori iniziano improvvisamente a radunarsi come se vi fossero stati chiamati da un invisibile Pifferaio Magico.
In qualche mese, là nascerà il movimento «hippie/figli dei fiori», insieme col nuovo stile musicale che farà da colonna sonora alla tumultuosa seconda metà degli anni '60. Furono le grandi etichette discografiche, non quelle indipendenti emergenti, a mettere sotto contratto le band appena nate a Laurel Canyon; furono quelle importanti a dar loro strumenti e amplificatori; furono quelle famose a concedergli studi di registrazione e garantirgli musicisti session. All'inizio, le stesse band non disponevano di musicisti all'altezza ed erano assai «preconfezionate». Furono le major a registrare, mixare ed arrangiare i loro album, a pubblicarli e a promuoverli massicciamente.
E, per non essere da meno, i colossi aziendali di tutti e tre i settori dei principali media - stampa, radio e televisione - fecero la loro parte per aiutare quelli dell'industria discografica. Così, ancora una volta vediamo come tali movimenti non fossero spontanei. È un punto centrale della mia teoria della tartaruga sul palo della recinzione - secondo la quale... qualcuno ce l'avrà pur messa! Pur essendo una «minaccia» della controcultura, i membri di queste band non furono mai arrestati per lunghi periodi con accuse riguardanti la droga. Nessuno fu mai arruolato per la guerra in Vietnam. Le band erano per lo più indifferenti al movimento contro la guerra. In quest'ambito si verificarono un sacco di decessi anormali.
Nei primi anni del suo periodo d'oro, l'immagine di riferimento per Laurel Canyon fu quella piuttosto eccentrica di Frank Zappa (1940-1993). Sebbene né lui né le varie formazioni dei Mothers of Invention raggiunsero mai il successo commerciale di altre band, Zappa sarà una figura enormemente influente tra i suoi contemporanei. A 25 anni, chissà come, Zappa si insediò in una dimora detta Log Cabin («capanna di legno»), proprio nel cuore di Laurel Canyon, all'incrocio tra Laurel Canyon Boulevard e Lookout Mountain Avenue.
Zappa ospitò praticamente ogni musicista che passò da quelle parti tra la metà e la fine degli anni '60. La Log Cabin era una casa ampia e profonda su cinque livelli, con un soggiorno di oltre 185 metri quadri, con tre massicci lampadari e un gigantesco camino in pietra che andava dal pavimento al soffitto.
Sopra: la Log Cabin di Zappa.
Zappa scopri e ingaggiò numerosi artisti per le sue varie etichette discografiche con sede a Laurel Canyon, tra cui il rocker psichedelico e provocatorio Alice Cooper, poi divenuto celebre. Zappa non nascose mai di provare soltanto disprezzo per la cultura hippie che aveva contribuito a creare e della quale si era circondato. Secondo numerose testimonianze, era rigidamente autoritario e maniaco del controllo, e sosteneva le iniziative militari statunitensi nel Sud-Est asiatico. Da vero capobanda, sempre smanioso di controllare tutto, non fece mai uso di droghe.
Anche il padre di Zappa, Francis Zappa, non considerava un granché la cultura giovanile degli anni '60. Era uno specialista in guerra chimica di stanza all'Edgewood Arsenal, da tempo sede del programma statunitense di guerra chimica oltre che struttura spesso citata come fortemente coinvolta nelle attività MK-ULTRA. Ẻ curioso come Frank Zappa, letteralmente, sia cresciuto all'Edgewood Arsenal, avendo vissuto i suoi primi sette anni in alloggi militari all'interno di quegli edifici. In seguito, la sua famiglia si trasferì a Lancaster, in California, vicino alla base aerea di Edwards, dove Francis Zappa continuò a dedicarsi a lavori riservati per il complesso militare/di intelligence.
Suo figlio, intanto, si preparava a diventare un'icona del movimento «peace and love». Più avanti nel tempo, Zappa uscì dagli schemi parlando francamente del suo ruolo di attore in questa farsa e offrendo una panoramica su ciò che stava accadendo nel mondo reale. Come David McGowan, Zappa morì a 52 anni per una forma aggressiva di cancro. Il manager di Zappa era un enigmatico tizio ebreo di nome Herb Cohen (1932-2010), giunto a Los Angeles dal Bronx insieme col fratello Mutt poco prima che il mondo musicale e quello dei locali iniziassero a surriscaldarsi. Cohen, ex marine statunitense, aveva viaggiato alcuni anni in giro per il mondo prima di arrivare sulla scena di Laurel Canyon.
Sopra: Herb Cohen e Frank Zappa.
Quei viaggi, stranamente, lo avevano portato in Congo nel 1961, proprio nel periodo in cui il primo ministro di sinistra Patrice Lumumba (1925-1961) veniva torturato e ucciso dalla CIA. Niente paura, però: secondo uno dei biografi di Zappa, Cohen non si trovava in Congo per una sorta di perfida missione di spionaggio, no: che lo crediate o meno, era lì per fornire armi a Lumumba «sfidando la CIA». Perché, sapete, queste sono le cose che gli ex marine giramondo facevano a quei tempi. A completare l'altra metà della «Prima Famiglia» di Laurel Canyon c'è la moglie di Frank, Gail Zappa (1945-2015), già nota come Adelaide Sloatman, proveniente da una lunga stirpe di ufficiali di carriera della Marina, compreso suo padre, che dedicò una vita a ricerche segrete sulle armi nucleari per la Marina degli Usa. La stessa Gail, un tempo, aveva lavorato come segretaria per l’Ufficio di Ricerca e Sviluppo della Marina (una volta, ad un intervistatore, disse anche di aver «sentito delle voci per tutta la vita»).
Sopra: Frank Zappa con la moglie Gail.
Molti anni prima del loro arrivo quasi contemporaneo a Laurel Canyon, Gail aveva frequentato un asilo della Marina insieme col «Signor Mojo Risin'» in persona, Jim Morrison (1943-1971); pare che una volta, da bambini, Gail abbia colpito Jim al capo con un martello.
Più tardi, lo stesso Jim Morrison aveva frequentato ad Alexandria, in Virginia, la stessa scuola superiore di altri due futuri astri di Laurel Canyon: John Phillips (1935-2001) e Cass Elliott (1941-1974), pseudonimo di Ellen Naomi Cohen, entrambi membri fondatori del gruppo The Mamas & the Papas.
George Stephen Morrison (1919-2008), padre di Jim Morrison dei Doors, comandava (sotto falsa bandiera) la flotta durante l'incidente del Golfo del Tonchino, che causò un'escalation della guerra del Vietnam. A bordo della portaerei ammiraglia Bon Homme Richard, Morrison comandava le forze navali americane nel golfo quando, il 2 agosto 1964, il cacciatorpediniere Maddox affrontò tre motosiluranti nordvietnamite. Una schermaglia e resoconti confusi su un secondo scontro due giorni dopo indussero il presidente Lyndon B. Johnson (1908-1973) a ordinare attacchi aerei contro il Vietnam del Nord e a richiedere al Congresso quella che divenne nota come la Risoluzione del Golfo del Tonchino, che gli consentiva di «condurre ulteriori operazioni militari senza dichiarare guerra».
Sopra: il piccolo Jim Morrison con il padre George, Ammiraglio della Marina.
Jim Morrison non aveva alcun serio interesse per la musica e non suonava strumenti. I primi a pubblicare un album saranno i Byrds, dei quali David Crosby (1941-2023) dimostrerà di essere la stella più brillante.
Il loro disco d'esordio, Mr. Tambourine Man (Columbia Records 1965), uscì il giorno del solstizio d’estate del 1965. Seguirono velocemente le uscite dei The Mamas & the Papas, di John Phillips, dell'album If You Can Believe Your Eyes and Ears (Dunhill 1966), dei Love con Arthur Lee, con Love (Elektra Records 1966), di Frank Zappa e dei The Mothers of Invention con Freak Out! (Verve 1966), dei Buffalo Springfield, con Stephen Stills e Neil Young, dell'album Buffalo Springfield (Atco Records 1966), e dei Doors con l'album The Doors (Elektra Records 1967).
«Papa» John Phillips, forse più di ogni altro illustre abitante di Laurel Canyon, ebbe un ruolo di spicco nella diffusione della nascente «controcultura» giovanile in America. Il suo sarà un duplice contributo: dapprima co-organizzerà - con Terry Melcher (1942-2004), collaboratore di Charles Manson - il celebre Monterrey Pop Festival che, grazie ad una copertura mediatica senza precedenti, offrì all'America di tendenza il primo vero assaggio della musica e della moda del nascente movimento hippie.
In seguito, Phillips scrisse una canzone insulsa, nota come San Francisco - Be Sure to Wear Flowers in Your Hair («San Francisco - Non dimenticarti i fiori tra i capelli»), che salì rapidamente in vetta alle classifiche 8. Insieme col Monterrey Pop Festival, la canzone fu determinante nell'attirare a San Francisco gli emarginati (in maggioranza minorenni scappati da casa) per dar vita al fenomeno di Haight-Asbury 9 e alla famosa «Summer of Love» del 1967. In realtà, anche John Edmund Andrew Phillips era (rullo di tamburi...), l'ennesimo rampollo della rete militare-spionistica. Figlio del capitano dei marines statunitensi Claude Andrew Phillips (1887-1960) e di una madre che vantava poteri psichici e di telecinèsi, frequentò diverse scuole per corpi militari di élite nell'area di Washington D.C., per poi venire ammesso alla prestigiosa Accademia Navale degli Stati Uniti ad Annapolis.
Lasciata Annapolis, John sposò Susie Adams, discendente diretta del «Padre Fondatore» John Adams (1735-1826). Quest'ultimo era stato coinvolto in ciò che Susie descrisse come «affari di spionaggio con l'aviazione militare a Vienna», o ciò che a noi piace chiamare operazioni segrete di intelligence. Più tardi lei stessa trovò lavoro al Pentagono, insieme con la sorella maggiore di John Phillips, Rosie, che si presentò diligentemente al lavoro in tale struttura per trent'anni circa. Anche la madre di John, «Dene» Phillips, lavorò per la maggior parte della vita per il governo federale, con funzioni imprecisate. Prima di affermarsi nella carriera musicale, tuttavia, Phillips dava l'idea di ritrovarsi, ovviamente senza alcuna colpa, in luoghi piuttosto insoliti. Uno di questi era L'Avana, a Cuba, dove egli giunse proprio in piena Rivoluzione cubana.
Un'altra fra le prime e più brillanti stelle di Laurel Canyon: Stephen Stills. Egli si distinse come membro fondatore di due delle band più acclamate e amate di Laurel Canyon: i Buffalo Springfield e, inutile dirlo, i Crosby, Stills & Nash. Prima di arrivare a Laurel Canyon, Stephen Stills era il frutto di un'altra famiglia di militari di carriera. Cresciuto in parte in Texas, il giovane Stephen trascorse gran parte della sua infanzia in El Salvador, in Costa Rica, nella zona del Canale di Panama e in varie altre parti dell'America Centrale, al fianco di suo padre che, possiamo esserne abbastanza sicuri, contribuiva a diffondere la «democrazia» alle rozze popolazioni con quell'amabile stile tutto americano.
Analogamente al resto del nostro cast di personaggi, Stills studiò anzitutto in scuole presso basi militari e nelle accademie militari d'élite. Tra i suoi coetanei a Laurel Canyon era diffusamente descritto come un tipo dal carattere brusco e autoritario. Più tardi, Stephen avrebbe raccontato, a chiunque si fosse seduto ad ascoltarlo, di aver prestato servizio per lo Zio Sam nelle giungle del Vietnam. David Crosby, membro ideatore della fondamentale band di Laurel Canyon, i Byrds, nonché, ovviamente, dei Crosby, Stills & Nash. E, per un'altra coincidenza, era figlio di un laureato ad Annapolis e ufficiale dell'intelligence militare nella Seconda Guerra Mondiale, il Maggiore Floyd Delafield Crosby (1899-1985).
Sopra: David Crosby con il padre, il Maggiore Floyd Delafield Crosby.
Come altri in questa storia, Floyd Crosby, dopo il servizio militare, trascorse gran parte del tempo viaggiando per il mondo e partecipando anche all'occupazione di Haiti da parte dei marines statunitensi nel 1927. Sembra che David Van Cortlandt Crosby fosse un rampollo delle famiglie Van Cortlandt, Van Schuyler e Van Rensselaer, strettamente connesse tra di loro. Se cercate questi nomi su Wikipedia potete passare un bel po' di tempo a documentarvi sul potere esercitato da questo clan negli ultimi due secoli e mezzo circa. Basti dire che l'albero genealogico dei Crosby comprende un insieme davvero vorticoso di senatori e membri del Congresso degli Stati Uniti, senatori e deputati statali, governatori, sindaci, giudici, giudici della Corte Suprema, Generali della Rivoluzione e della Guerra Civile, firmatari della Dichiarazione d'Indipendenza e membri del Congresso Continentale.
Esso comprende anche, mi preme aggiungere - per chi di voi abbia un debole per queste cose - più di qualche massone di alto livello. Stephen Van Rensselaer III (1764-1839), ad esempio, secondo quanto riportato, ricoprì la carica di Gran Maestro della Massoneria di New York.
Ove tutto ciò non fosse abbastanza impressionante, secondo la New England Genealogical Society, David Van Cortlandt Crosby era anche un discendente diretto dei «Padri Fondatori» e degli autori dei Federalist Papers 10, Alexander Hamilton (1757-1804) e John Jay (1745-1829). Un'altra stella splendente sulla scena di Laurel Canyon, giusto pochi anni dopo, sarà il cantautore Jackson Browne, nato - per puro caso - da una famiglia di militari di carriera. Il padre di Browne fu assegnato ai lavori di «ricostruzione» postbellica in Germania, il che assai verosimilmente implica che egli fosse alle dipendenze dell'Office of Strategic Services (OSS), precursore della CIA.
Mike Nesmith (1942-2021), dei Monkees, e Cory Wells (1941-2015), dei Three Dog Night (altre due band di grande successo di Laurel Canyon), arrivarono entrambi a Los Angeles poco dopo aver prestato servizio nell'Aeronautica Militare degli Usa. Nesmith ereditò inoltre un patrimonio familiare stimato in 25 milioni di dollari.
Gram Parsons (1946-1973), che per un po' avrebbe sostituito David Crosby nei Byrds prima di diventare il frontman dei Flying Burrito Brothers, era figlio del Maggiore Cecil Ingram «Coon Dog» Connor II (1917-1959), ufficiale militare decorato e pilota di bombardieri reduce, a quanto pare, da oltre cinquanta missioni di guerra. Parsons era anche un erede, da parte di madre, dell'imponente fortuna della famiglia Snively. Considerata la più ricca dell'esclusiva enclave di Winter Haven, in Florida, la famiglia Snively era l'orgogliosa proprietaria della Snively Groves Inc., che risultava possedere fino ad un terzo degli agrumeti dello Stato della Florida.
APPENDICE a cura del Centro Culturale San Giorgio
Gli anni '60 non sono solo stati la decade della rivoluzione culturale, ma anche anni del risveglio dell'interesse per l'occulto. In ambiente anglosassone, tale revival è stato battezzato «occulture» («la cultura dell'occulto»), un periodo contrassegnato dalla riapparizione sulla scena di un personaggio morto circa vent'anni prima: il mago nero Aleister Crowley (1875-1947).
Dei diversi artisti citati più sopra, coinvolti nell'operazione psicologica messa in atto a Laurel Canyon vorremmo citarne un paio. Il primo è Frank Zappa. Nel suo libro Freak Out |