di Russ Winter 1
Proprio come il filosofo e giurista Jeremy Bentham (1748-1832), di cui abbiamo parlato in precedenza 2, Karl Marx (1818-1883) fu un altro attore pubblicizzato, affermato e di successo. Come Bentham, non c'è altro modo per analizzarlo se non la sua personalità, le sue azioni e la sua storia personale, che appare frankista, sabbatista e/o luciferina. La personalità di Marx era contorta, tortuosa e camaleontica, come se qualcuno avesse scritto una sceneggiatura e avesse cercato di nascondere qualsiasi aspetto non coerente con la narrazione artificiosa.
Incredibilmente, Marx è tenuto in una stima relativamente alta in tutto il mondo 3. Perché?
Il suo rivale ideologico socialista e anarchico, Michail Bakunin (1814-1876), colse appieno la visione d'insieme di Marx. Ancora una volta, assistiamo al consueto schema di un gruppo elitario che propone pseudo-filosofie progettate per schiavizzare la popolazione generale, in modo che possa essere dominata e saccheggiata da quelli che alcuni chiamano «oligarchi». Noi li chiamiamo «cleptocrati» o Sindacato del Crimine.
Prima della sua morte, avvenuta nel 1876, Michail Bakunin lanciò l'allarme in lungo e in largo circa la presa di potere del movimento rivoluzionario da parte dei plutocrati banchieri. Il Congresso dell'Aia del 1872 6 fu dominato da una lotta tra Marx e i suoi seguaci, che sostenevano l'uso dello Stato per realizzare il socialismo; e la fazione di Bakunin, che invece sosteneva la sostituzione dello Stato con federazioni di luoghi di lavoro e comuni autogestiti. Bakunin fu espulso e diffamato come «anarchico» ancora oggi. In netto contrasto con Marx, coloro che incontrarono e conobbero Bakunin al di fuori della sfera politica ebbero parole molto positive su di lui.
Quindi, il ruolo di Marx fu quello di usare i lavoratori come «utili idioti» e strumenti ciechi, che sperava di poter manipolare. Per portare avanti la sua cospirazione in nome della classe operaia, l'élite del denaro dovette coltivare e plasmare ogni sorta di utopia comunista e socialista. Marx sperava di sfruttare la gelosia dello stupido proletariato per instaurare un inferno sulla terra in cui avrebbero regnato sovrani la paura, la sofferenza, il terrore e il tradimento. Fin dall'inizio, il mito di Marx fu intriso di confusione.
Suo padre, Hirschel ha-Levi Marx - un giudice della Corte Suprema con legami con i Rothschild – si era convertito al cristianesimo nel 1816, in modo opportunistico. Che assurdo, considerando che il padre di Hirschel era un famoso rabbino-capo di Colonia. Anche suo suocero era un rabbino. Il 5 maggio 1818, nella città tedesca di Treviri, nacque Marx. Nonostante fosse presumibilmente cristiano, gli fu dato il nome mosaico Moses Mordechai Levi Marx. «Karl» fu usato come nome di copertura per la sua identità cristiana. Non fu battezzato fino all'età di sei anni. Sentitevi liberi di smentire questa teoria, ma c'è chi sostiene che fosse cugino di terzo grado di Lionel Nathan Rothschild (1808-1879), residente a Londra.
Poi, per pura coincidenza, il giovane Marx frequentò una scuola talmudica, dove apprese che gli ebrei dovevano governare il mondo. Bernard Lazare (1865-1903), nato Lazana, noto funzionario e pubblicista dell'ebraismo, confermò che Marx era stato influenzato dal talmudismo. Si sa poco dell'infanzia di Marx, ma al college emerse il suo lato sociopatico e scontroso. La morte del padre, nel maggio del 1838, potrebbe averlo segnato e amareggiato, poiché il reddito familiare si esaurì. Marx divenne ateo e si dedicò alla poesia, esprimendo un odio apocalittico per l'umanità.
Ad oggi sono state ritrovate quaranta poesie e il dramma in versi Oulanem 7, scritti da Marx. Nella sua canzoncina «Der Spielmann» («Il violinista»), egli ammise:
In un'altra poesia, Marx promise di «attirare
l'umanità con sé all'inferno in compagnia di Satana».
In Orgoglio umano 8, Marx disse
cosa pensava veramente e si rivelò un vero psicopatico. Come Bentham
e simili, a nessuno sembra importare nulla del pensiero più profondo
di questi mostri.
Marx fece questa tipica affermazione roboante il 14 aprile 1856: «La storia è il giudice, il proletariato il suo carnefice». Egli provava grande piacere nel parlare di terrore e di case contrassegnate da croci rosse, che indicavano che i loro abitanti dovevano essere uccisi. Queste parole ricordano le espressioni di Jakob Frank (1726-1791), il sabbatista. Esse dimostrano che Marx fu probabilmente influenzato dal frankismo. Il padre di Marx era entrato in contatto con il frankismo e aveva anche educato i suoi figli a questa ideologia. Treviri si trova a breve distanza dal centro frankista, vicino a Francoforte.
A ventiquattro anni, Marx, il «cristiano», lavorò per il rabbino Moses Hess (1812-1875), un focoso e rancoroso agitatore, e ne fu influenzato.
Hess presentò Marx al mezzo ebreo Frederick Engels (1820-1895). Hess sottolineò la necessità di aizzare le classi sociali l'una contro l'altra e, in questo modo, ostacolarne la cooperazione. Voleva realizzare una rivoluzione socialista con l'aiuto dell'ebraismo, del razzismo e della lotta di classe. Egli sottolineò che il socialismo era indissolubilmente legato all'internazionalismo, poiché i socialisti non hanno patria. Il vero socialista non può avere nulla a che fare con la propria nazionalità. Dichiarò anche: «Questo non vale per gli ebrei»! L'internazionalismo serviva gli interessi dell'ebraismo. Sottolineò che agli ebrei era stato assegnato il compito di trasformare l'umanità in un animale selvaggio, come descritto nel suo articolo «Sul sistema monetario» 9.
Lo stesso Marx ammise apertamente e con tono pacato (come sempre) la sua partecipazione al complotto: «Dietro ogni tiranno c'è sempre un ebreo». Nel novembre del 1847, Marx riorganizzò un gruppo di rivoluzionari, chiamato Lega dei Giusti, trasformandolo nel Partito Comunista. Insieme ad Engels, Marx riorganizzò (termine sovietico) la Lega prima della fine dell'anno. Hess, Marx, Engels, Wilhelm Weitling (1808-1871), Hermann Kriege (1820-1850), Joseph Weydemeyer (1818-1866), Ernst e Ferdinand Wolf (1795-1866) svolsero ruoli importanti. Ciò avvenne poco prima delle rivoluzioni del 1848 in tutta Europa.
All'epoca, si sosteneva che Marx ed Engels avessero artificiosamente rotto con Hess; ma in seguito, Marx ed Engels dichiararono apertamente che molte delle idee di Hess meritavano un ampio riconoscimento. Il Manifesto del Partito Comunista, pubblicato a Londra, fu probabilmente in gran parte scritto da ghostwriter.
Era un miscuglio di idee precedenti. Marx non fece altro che sviluppare ulteriormente le idee dei leader illuministi Adam Weishaupt (1748-1830), fondatore degli Illuminati di Baviera, e Clinton Roosevelt (1804-1898).
Egli copiò e incollò le parole del comunista utopista e illuminato François Noël Babeuf (1760-1797) per indicare la via verso la rivoluzione socialista (illuminista). Per la cronaca, credo che gli Illuminati fossero di fatto dei frankisti sabbisti. Sebbene il termine «Illuminati» sia utile, è un po' una deviazione.
Nel Manifesto, Marx trasse spunto dalle sue fantasie antisociali sul college:
Ne Il Capitale (1867), Marx sosteneva che fosse assolutamente necessario sottolineare la necessità della violenza nelle azioni socialiste. Scrisse: «La violenza è la levatrice che aiuta una nuova società ad uscire dal grembo di quella vecchia». Ciò che lo spirito di Marx voleva veramente era trattare i proprî sudditi con tale violenza da fargli perdere ogni sentimento di pietà e umanità verso i proprî simili. I marxisti si appropriarono anche di tutti i proventi del lavoro degli operai e li pagavano poco o niente per il loro lavoro. In questo modo, i marxisti svilupparono la schiavitù moderna, qualcosa su cui Bentham poté solo fantasticare.
L'estinzione di valori e creazioni culturali profondi era al centro dell'attenzione. La «dottrina» di Marx riguardava solo il modo in cui il lavoro fisico crea valore. Al contrario, non riconosceva il pensiero creativo. A differenza di Friedrich Hegel (1770-1831), che aveva pensato in termini idealisti, ponendo le idee in primo piano, Marx cercò di riscrivere la dialettica in termini materialistici 11, sostenendo il primato della materia sull'idea. Oggi, alcuni giuristi del marxismo cercano di affermare che coloro che sanno interpretare correttamente la dottrina non hanno ancora raggiunto il potere. Come è possibile che solo i marxisti che hanno interpretato male la dottrina siano arrivati al potere?
Pura sciocchezza? Non c'era certamente modo che Marx intendesse davvero che i suoi «insegnamenti» funzionassero. Le sue fantasie poetiche universitarie si erano concretizzate: «Attirare l'umanità con sé all'inferno in compagnia di Satana». Secondo il mito più famoso, Marx non aveva soldi ed era economicamente dipendente dal suo «amico» Engels. In realtà, era stato Nathan Rothschild a finanziarlo. Bakunin, nella sua Polemique contre les Juifs («Polemica contro gli ebrei»), riformulò nuovamente la questione, affermando che Marx e i suoi seguaci «avevano un piede in banca e l'altro nel movimento socialista».
Marx desiderava ardentemente i cibi più raffinati e il vino francese, tra le altre cose, tutti importati per i pasti in famiglia. La sua famiglia aveva un debole per le abitudini costose. Il bere incontrollato di Marx e le sue orge sfrenate e costose non fecero che aumentare la sua rabbia verso l'ambiente. Tutte le riunioni a Parigi dovevano tenersi a porte e finestre chiuse, in modo che le urla di Marx non si sentissero per strada. Poi ci sono i commenti dello stesso Engels su Marx:
Un famoso socialista, massone e compagno di Marx, Giuseppe Mazzini (1805-1872), che aveva conosciuto bene Marx, scrisse di lui: «Il suo cuore scoppia piuttosto di odio che di amore verso gli uomini», e aggiunse che Marx era «uno spirito distruttivo». Aveva l'abitudine di minacciare: «Ti annienterò»!
APPENDICE
KARL MARX: UNA BIOGRAFIA POLITICA 12
Note
1 Traduzione dall'originale inglese Portrait of Evil: Karl Marx, a Disciple of Hell on Earth, a cura di Paolo Baroni. Articolo reperibile alla pagina web https://www.winterwatch.net/2026/01/portrait-of-evil-karl-marx-a-disciple-of-hell-on-earth/ 2 Cfr. R. Winter, «Jeremy Bentham: British-Elitist Agent and Weird Pseudo-Intellectual Godfather of Utilitarianism and the Panopticon» («Jeremy Bentham: agente elitario britannico e strano pseudo-intellettuale, padrino dell'utilitarismo e del panopticon») 3 Cfr. Y. El-Gingihy, «Karl Marx 200th Anniversary: The World Is Finally Ready for Marxism as Capitalism Reaches the Tipping Point» («200° anniversario di Karl Marx: il mondo è finalmente pronto per il marxismo mentre il capitalismo raggiunge il punto di svolta») https://www.independent.co.uk/news/long_reads/karl-marx-anniversary-a8334241.html 4 Cfr. H. Makow, What is Communism? («Cos'è il comunismo») https://henrymakow.com/what_is_communism.html 5 Cfr. M. Bakunin, «Profession of faith of a Russian socialist democrat preceded by a study on German Jews» («Professione di fede di un socialista democratico russo preceduta da uno studio sugli ebrei tedeschi»), lettera al giornale Le Réveil, Parigi 1869. 6 https://en.wikipedia.org/wiki/Hague_Congress_(1872) 7 «Oulanem» non è nient'altro che un anagramma del nome «Manuelo», che nella Sacra Scrittura il profeta Isaia attribuisce al Messia: «Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele» (Is 7, 14). Invertire o anagrammare le parole è una pratica tipica della magia nera e del satanismo (N.d.R.). 8 Pubblicato nel libro World Revolution, di Nesta Webster, pag. 167. 9 Cfr. Rheinische Jahrbucher, vol. I, 1845. 10 Cfr. A. Kunzli, Karl Marx: Eine Psycho-graphie, Vienna, 1966. 11 https://it.wikipedia.org/wiki/Materialismo 12 Cfr. F. J. Raddatz, Karl Marx: Eine Politische Biographie («Karl Marx: una biografia politica»), Amburgo 1975. 13 Cfr. K. Heinzen, Erlebtes («Esperienze»), Boston, 1864. 14 Cfr. Viikkolehti, 11 febbraio 1992.
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