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di
Richard Wurmbrand

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Esperienza
veramente fuori del comune quella dell'autore di questo
libro, il pastore protestante Richard Wurmbrand (1909-2001).
Rumeno di nascita, ateo e marxista fino all'età di
trent'anni, convertito al cristianesimo, imprigionato per
vari anni, prima dai nazisti, poi dai comunisti, tra
maltrattamenti di ogni sorta, cacciato dalla patria perché
dissenziente irriducibile, si è trovato in prima fila nella
polemica contro il marxismo, tra il malcelato imbarazzo dei
benpensanti dell'uno e dell'altro schieramento. Convinto
anch'egli, come Lenin, che il comunismo si spiega
soprattutto col marxismo, ma che «neppure un marxista può
vantarsi di avere veramente capito Marx», si è messo a
indagare su alcuni aspetti meno noti della personalità non
solo di Marx, ma anche dei suoi amici Engels, Hess, e dei
suoi discepoli Lenin e Stalin. |
l
Gli scritti cristiani di Marx
Prima di diventare un economista e un
comunista di fama, Marx era un umanista. Oggi un terzo dell'umanità è
marxista. Il marxismo in una forma o in un'altra, è adottato anche da
molti nei paesi capitalisti. Marx, si dice, era profondamente umano. Era
dominato da una sola idea: come aiutare le masse sfruttate. Ciò che le
impoverisce, a quanto egli sosteneva, è il capitalismo. Una volta
rovesciato questo sistema corrotto, dopo un periodo transitorio di
dittatura del proletariato, emergerà una società in cui ognuno lavorerà
in ragione delle proprie capacità, in fabbriche e aziende agricole
appartenenti alla collettività, e sarà ricompensato in ragione delle
proprie necessità. Non vi sarà uno Stato che governi gli individui; non
vi saranno guerre, non rivoluzioni, ma soltanto una fratellanza eterna,
universale.
Affinché le masse conseguano la felicità, occorre qualche cosa di più
che la semplice distruzione del capitalismo. Marx scrive: «L'abolizione
della religione, come illusoria felicità dell'uomo,
è un requisito della loro reale felicità» 1.
Marx era antireligioso perché la religione impedisce l'adempimento
dell'ideale comunista, che egli considerava come la sola soluzione dei
problemi del mondo: così i marxisti spiegano la loro posizione. Nella
sua prima gioventù, Karl Marx si professava cristiano. La sua prima
opera scritta è intitolata L'unione dei fedeli con Cristo. In
essa leggiamo queste bellissime parole: «Attraverso l'amore di Cristo
volgiamo al tempo stesso i nostri cuori verso i nostri fratelli che sono
intimamente a noi legati e per i quali Egli dette se stesso in
sacrificio» 2. Così Marx conosceva un
modo perché gli uomini diventassero fratelli gli uni con gli altri: il
cristianesimo. Egli continua: «L'unione con Cristo potrebbe dare
un'intima elevazione, il conforto del dolore, una fiducia tranquilla e
un cuore suscettibile all'amore umano, ad ogni cosa che sia nobile e
grande, non per amore di ambizione e gloria, ma soltanto per amore di
Cristo» 3. Pressappoco nello stesso
tempo, Marx scrive nella sua tesi Considerazioni di un giovane sulla
scelta di una carriera: «La religione stessa ci insegna che l'Ideale
verso il quale tutti tendono, sacrificò Se stesso per l'umanità, e chi
mai oserà contestare questa aspirazione? Se abbiamo scelto la posizione
nella quale possiamo compiere quanto è più possibile per Lui, allora non
potremo mai essere schiacciati dal nostro fardello, perché sono soltanto
sacrifici fatti per il bene di tutti» 4.
Finanche in un libro astruso di economia politica come Il Capitale,
nel quale le considerazioni circa la religione sono ovviamente di scarsa
importanza, il maturo ed anti-religioso Marx scrive, completamente fuori
dal contesto: «Il cristianesimo è la forma più idonea di religione»
5.
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Oulanem vuole vendetta
Poco dopo che Marx ebbe ricevuto il
diploma, nella sua vita accadde qualche cosa: divenne profondamente,
appassionatamente anti-religioso. Incominciò a emergere un nuovo Marx.
Egli scrive in un poema: «Desidero vendicarmi contro quell'Uno che
regna lassù» 6. Così era convinto
che lassù ci fosse Uno che regna. Era in lite con Lui. Ma quell'Uno
lassù non gli aveva fatto nulla di male. Marx apparteneva a una famiglia
relativamente benestante, non aveva sofferto la fame nella propria
infanzia. Stava molto meglio di molti suoi compagni di scuola. Che cosa
aveva prodotto questo terribile odio contro Dio? A una età in cui ogni
giovanotto normale ha sogni di far del bene agli altri e di preparare
una bella carriera per se stesso, perché dovrebbe aver scritto questi
versi nel suo poema Invocazione d'un disperato?
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Su in
alto costruirò il mio trono,
Fredda e tremenda sarà la sua vetta.
Terrore superstizioso ne sarà il baluardo,
Suo ministro, l'angoscia più nera.
Chi lo guarderà con occhio sano
Distoglierà pallido e muto come morto lo sguardo,
Afferrato da forza di morte cieca e tremante.
Possa la buona sorte scavargli la tomba
7. |
Marx sognava di rovinare il mondo creato
da Dio. In un altro poema diceva:
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Potrò
allora marciare in trionfo,
Come un dio, fra le rovine del loro regno.
Ogni mia parola è fuoco e azione
Il mio petto è uguale a quello del Creatore
8. |
Le parole «Su in alto costruirò il mio
trono» e la confessione che da colui che siede su questo trono,
emaneranno soltanto terrore e angoscia, ci rammentano l'orgogliosa
vanteria di Lucifero: «Io salirò in cielo, eleverò il mio trono al
disopra delle stelle di Dio» (Is 14, 13). Ma perché Marx
desidera questo trono? La risposta si trova in un dramma poco conosciuto
che compose anche durante i suoi inni da studente. Si intitola
Oulanem. Per spiegare questo titolo bisogna fare una digressione.
Esiste una «chiesa satanica». Uno dei suoi riti è la messa
nera, che i satanisti recitano a mezzanotte. Nei candelieri sono
poste candele nere rovesciate. Il «sacerdote» dice tutto ciò che è
prescritto nel libro di preghiere, ma le legge dalla fine verso il
principio; i nomi della divinità vengono letti pronunciandoli alla
rovescia. Un crocifisso è fissato pure alla rovescia, oppure viene
calpestato. Durante la messa nera viene bruciata una Bibbia. Tutti i
presenti promettono di commettere ogni peccato, e di non fare mai nulla
di buono. Segue un'orgia. È caratteristico che Oulanem sia un'inversione
del nome biblico di Gesù (Emanuele) che in ebraico significa «Dio
con noi». Simili inversioni di nomi sono caratteristici della magia
nera; saremo capaci di capire il dramma Oulanem soltanto alla
luce di una strana confessione che Marx fece in un poema chiamato Il
giocatore 9, più tardi rappresentato da
lui stesso e dai suoi seguaci:
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Sorgono i vapori infernali e mi riempiono il cervello
Sin che impazzisco e mi si cambia il cuore.
Vedi tu questa spada?
Me l'ha venduta il prìncipe delle tenebre.
Per me batte l'ore e dà i segni.
Sempre più audacemente suono la danza della morte.
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Questi versi assumono uno speciale
significato, quando apprendiamo che nei riti della più alta iniziazione
nel culto satanista viene venduta al candidato una «spada incantata»
che garantisce il successo. Egli la paga firmando un patto col sangue
estratto dai suoi polsi, per cui la sua anima, dopo morte, apparterrà a
Satana. Cito ora dal dramma Oulanem:
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Ed essi son anche Oulanem,
Oulanem.
Il nome risuona ancora come
la morte,
Risuona ancora sino a spegnersi miseramente
10.
Ho però nelle mie giovani braccia,
Di che stringervi e schiacciarvi (l'umanità personificata)
Con la forza d'una tempesta,
Mentre per entrambi l'abisso si disserra nel buio.
Sprofonderai, ed io ti seguirò ridendo,
Sussurrandoti all'orecchio,
«Discendi,
Vieni con me, amico»! 11 |
Marx desidera trascinare tutta l'umanità
nell’abisso riservato per il diavolo e i suoi angeli (Ap 20, 3).
Chi parla attraverso Marx in questo dramma? È ragionevole attendersi che
un giovane studente mantenga come sogno della sua vita la visione
dell'umanità, mentre penetra nell'abisso delle tenebre eterne, mentre
egli stesso ride seguendo coloro che ha guidato verso l'incredulità? In
nessun luogo al mondo questo ideale è coltivato, eccetto che nei riti
iniziatici della chiesa satanista, ai suoi gradi più elevati. Viene il
momento della morte, per Oulanem. Le sue parole sono:
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Rovina,
rovina. Il mio tempo è trascorso.
L'orologio s'è fermato, la minuscola casa è crollata.
Presto stringerò al mio petto l'eternità
Presto ululerò colossali anatemi sull'umanità
12. |
Erano piaciute a Marx le parole di
Mefistofele nel Faust: «Tutto ciò che esiste, merita
d'essere distrutto». Tutto: compreso il proletariato e i
compagni. Marx citava queste parole in Il 18 Brumaio
13.
Stalin (1878-1953) si è fondato su
quelle, e ha distrutto la sua stessa famiglia. La sètta satanista non è
materialista: crede nella vita eterna. Oulanem, la persona in
nome della quale Marx parla, non contesta la vita eterna. Egli la
afferma, però come una vita d'odio esaltato all'estremo. Merita
osservare che eternità, per i demoni, significa «tormento». È lo stesso
per Marx:
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Ah!
L'eternità! È il nostro perpetuo dolore,
Un'indescrivibile, incommensurabile Morte
14. |
Incominciamo a capire che cosa sia
accaduto al giovane Marx. Era partito da convinzioni cristiane, ma non
aveva condotto una vita ad esse adeguata. La sua corrispondenza col
padre dà testimonianza del suo sperperare grandi somme di danaro in
divertimenti e del suo continuo contestare l'autorità paterna circa
questo ed altro. Allora verosimilmente può essere avvenuto il suo
indottrinamento nella chiesa altamente segreta di Satana, e che sia
stato iniziato ai suoi riti. Satana, che i suoi adoratori vedono nelle
loro orge allucinanti, parla per loro bocca. Così Marx ne è soltanto il
portavoce quando nel suo poema Invocazione d'un disperato
pronuncia le parole: «Io desidero vendicarmi contro quell'Uno che
regna lassù». Ed ecco la fine di Oulanem:
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Se vi è
qualcosa che possa distruggere,
Vi piomberò dentro, anche se porterò il mondo
Nella rovina.
Il mondo che sorge fra me e l'abisso,
Lo farò a pezzi, con le mie
Durevoli maledizioni.
Stringerò fra le mie braccia la sua dura realtà,
Abbracciandomi, il mondo perirà in silenzio,
E sprofonderà nell'estremo nulla.
Perire, senza esistenza: questo sarebbe
Realmente vivere 15.
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Marx è stato ispirato probabilmente dalle
parole del marchese
de Sade (1740-1814): «Aborro la natura
[...], vorrei spaccare il suo pianeta, ostacolare il suo
procedere, arrestare le orbite degli astri, rovesciare i
globi che galleggiano nello spazio, distruggere ciò che serve la
natura, proteggere ciò che le nuoce, in una parola
desidero insultarla nelle mie opere [...]. forse saremo
capaci di attaccare il Sole, privarne l'Universo o adoperarlo per dar
fuoco al mondo. Questi sarebbero veri delitti». Perché de
Sade e Marx volevano propagare cose tanto orribili? Il primo lo dice.
Egli loda gli scrittori che hanno come unico scopo, quando stampano i
loro spaventevoli sistemi, di estendere dopo la loro morte il numero dei
loro delitti. Non possono più commetterli, ma i loro scritti maledetti
fanno sì che gli uomini li compiano, e questa «dolce idea» li conforta
sul letto di morte. In Oulanem Marx segue l'obiettivo del
diavolo: consegnare alla dannazione l'intera razza umana. Oulanem
è probabilmente l'unico dramma al mondo in cui tutti i personaggi sono
consapevoli della loro corruzione, e la ostentano e la celebrano con
convinzione. In questo dramma non c'è bianco e nero, non vi esistono
Claudio e Ofelia, Jago e Desdemona. Qui tutti son neri e rivelano
aspetti mefistofelici. Tutti sono satanici, corrotti e dannati dal
destino.
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Strani riti nella famiglia di Marx
Quando scriveva queste cose Marx, un genio prematuro, aveva diciott'anni.
Il programma della sua vita era già stabilito. Non vi era accenno di
servire l'umanità, il proletariato o il socialismo. Desiderava portare
il mondo in rovina. Desiderava costruire per sé un trono la cui difesa
doveva essere il brivido di paura degli uomini. La seguente citazione è
tratta da un epigramma di Marx su
Georg Wilhelm Friedrich Hegel
(1770-1831) 16:
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Perché ho
scoperto il più alto,
E perché ho trovato il più profondo, con la meditazione,
Son grande come un Dio;
Come Lui, mi rivesto dell'oscurità
17. |
Nel suo poema La vergine pallida
18 Marx scrive:
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Così
ho perduto il cielo, Lo so ben io.
La mia anima, un tempo fedele a Dio,
È destinata all'inferno. |
Non c'è bisogno di commenti. All'inizio,
Marx aveva ambizioni artistiche. I suoi poemi e il dramma sono
importanti in quanto rivelano il suo stato d'animo; ma essendo privi di
valore letterario non ricevettero nessun riconoscimento. La mancanza di
successo nel dramma ci ha dato un
Joseph Goebbels (1897-1945), il
ministro nazionalsocialista della propaganda; l'insuccesso in filosofia,
ci ha dato un
Alfred Rosenberg (1893-1946), il filosofo del
razzismo tedesco; la mancanza di successo in pittura ed architettura ci
ha dato un
Adolf Hitler (1889-1945). Anche Hitler era poeta. Si
può star certi che non abbia mai letto le poesie di Marx, la somiglianza
però è sorprendente. Nei suoi poemi egli cita le stesse pratiche
sataniste. Ne cito una:
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Nelle notti tempestose vado talvolta
Alla quercia di Wotan nel silente giardino
Per stringere un patto con le forze oscure [...].
Il chiaro di luna fà apparire caratteri runici
Tutti coloro che erano straordinari durante il giorno
Diventano piccoli di fronte alla formula magica
19. |
Wotan è il dio principale della mitologia tedesca. I caratteri runici
erano i segni che a quei tempi si usavano per scrivere.
Hitler abbandonò ben presto la carriera poetica; così Marx, che la
cambiò per quella di un rivoluzionario in nome di Satana, contro una
società che non aveva apprezzato i suoi poemi. Questo, è in modo
persuasivo un motivo per la sua ribellione; un altro motivo, l'essere
disprezzato per le sue origini ebraiche.
Due anni dopo le preoccupazioni espresse da suo padre, nel 1839, il
giovane Marx scrisse «La differenza fra la filosofia della natura di
Democrito e quella di Epicuro», nella prefazione della quale si
allineava con Eschilo: «Nutro odio contro tutti gli dèi»
20. Egli
specificava dicendo di essere contro tutti gli dèi in terra e in cielo
che non riconoscono l'autoconsapevolezza umana come la divinità suprema. Marx era un nemico dichiarato di tutti gli dèi, un uomo che aveva
acquistato la sua spada dal principe delle tenebre, al prezzo della
propria anima. Aveva dichiarato che il proprio scopo era l'attirare
tutta l'umanità nell'abisso, e seguirla ridendo. Sua figlia Eleanor
(1855-1898) dice
che, quando erano bambine, Marx aveva raccontato molte storie a lei e
alle sue sorelle. Quella che le piaceva di più parlava di un certo Hans
Rockle. «Il racconto di quella storia durava mesi e mesi, perché era
una storia lunga, lunga, e non finiva mai. Hans Rockle era una strega
[...] che aveva un negozio con giocattoli e molti debiti [...] Benché fosse una
strega, era sempre in ristrettezze finanziarie. Perciò doveva vendere,
contrariamente alla propria volontà, tutte le sue cose belle, l'una dopo
l'altra, al diavolo [...]. Alcune di queste avventure erano orribili, e
facevano rizzare i capelli» 21.
È normale per un padre raccontare ai suoi bambini piccini storie
terrificanti circa il vendere al diavolo i proprî tesori più cari?
Robert Payne (1911-1983), nel suo libro
Marx (1968)
22, racconta anche lui di questo fatto
con ampi particolari, come riferiti da Eleanor. Come l'infelice Rockle,
la maga, vendesse i giocattoli con riluttanza. Tenendoseli stretti fino
all'ultimo momento. Ma dato che aveva fatto un patto col diavolo, non
c'era scampo.
Il biografo di Marx continua: «Scarsi dubbi possono esservi che quelle
storie interminabili fossero autobiografiche [...]. Egli aveva la visione
del mondo del diavolo, e la sua malignità. Talvolta sembrava sapesse che
stava compiendo opere di male» 23.
Quando Marx aveva finito Oulanem e gli altri suoi primi poemi in cui
scriveva di avere un patto col diavolo, non pensava al socialismo.
Addirittura lo combatteva. Era redattore di una rivista tedesca, la Rheinische Zeitung
24, che «non concede alle idee comuniste neppure
una validità teorica nell'attuale forma, tanto meno desidera la loro
realizzazione pratica, che ad ogni modo considera impossibile [...]. I
tentativi da parte delle masse di applicare le idee comuniste, possono
trovar risposta col cannone non appena diventino pericolosi».
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Marx incontra Hess e Bakunin
Dopo di aver raggiunto questa fase del suo pensiero, Marx conosce
l'ebreo Moses
Hess (1812-1875), l'uomo che rappresentò la parte più importante nella sua vita, e
che gli fece abbracciare l'ideale socialista.
Hess lo chiama «il dottor Marx, il mio idolo, che darà l'ultimo
calcio alla religione» 25. Ecco, dunque, il suo primo scopo era dare un calcio
alla religione, non era il socialismo. Georg Jung, altro amico di Marx in quell'epoca, nel 1841 scrive ancor
più chiaramente che Marx
di certo scaccerà Dio dal suo cielo e gli farà
addirittura causa.
Queste erano dunque le aspettative di coloro i quali iniziarono Marx
alle profondità del satanismo. Non era affatto vero che Marx albergasse
ideali sociali elevati al proposito di aiutare l'umanità, che la
religione fosse un ostacolo per l'adempimento di questo ideale, e che
per questa ragione Marx avesse abbracciato un atteggiamento
antireligioso. Marx già odiava ogni nozione di Dio, e in particolare il
cristianesimo. Era disposto ad essere l'uomo che avrebbe cacciato Dio.
Tutto ciò prima ancora che avesse aderito al socialismo. Il socialismo
era soltanto l'esca per indurre proletari e intellettuali ad abbracciare
questo diabolico ideale.
Quando i sovietici, ai primi tempi, adottarono lo slogan «scacciamo i
capitalisti dalla terra e Dio dal cielo», non facevano che adempiere il
retaggio di Karl Marx.
Una delle peculiarità della magia nera, come abbiamo già detto, sta
nell'inversione dei nomi. Le inversioni permeavano a tal punto tutto il
modo di pensare di Marx, che egli le adoperava dovunque. Rispose alla
Filosofia della miseria di Pierre-Joseph Proudhon
(1809-1865) con un altro volume intitolato La
miseria della Filosofia; scrisse anche «Dobbiamo usare anziché l'arma
della critica, la critica delle armi» 26, ecc...
Marx non parlava molto, pubblicamente, di metafisica, ma possiamo
dedurre il suo modo di vedere dalle persone con le quali si incontrava.
Uno dei suoi compagni nella Prima Internazionale era l'anarchico russo
Mikhail Bakunin (1814-1876), che scriveva: «Il maligno
rappresenta la ribellione satanica contro l'autorità divina,
ribellione nella quale vediamo il germe fecondo di tutte le
emancipazioni umane, la Rivoluzione. I socialisti si riconoscono l'un
l'altro con le parole: "Nel nome di Colui al quale è stata commessa una
grande ingiustizia". Satana è l'eterno ribelle, il primo libero
pensatore ed emancipatore dei mondi. Egli fà sì che l'uomo si vergogni
della sua bestiale ignoranza e obbedienza; lo emancipa, imprime sulla
sua fronte il suggello della libertà e dell'umanità, spronandolo a
disobbedire e a mangiare il frutto della conoscenza»
27.
Bakunin non si limita a lodare Lucifero; ha un programma concreto di
rivoluzione, ma non tale da liberare il povero dallo sfruttamento. Egli
scrive: «In questa rivoluzione dovremo risvegliare il diavolo nelle
persone, dovremo attizzare in loro le più basse passioni. La
nostra missione è distruggere, non edificare. La passione per la distruzione è
una passione creativa».
Karl Marx formò la Prima Internazionale insieme con Bakunin, e avallò
questo strano programma.
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Da sinistra: Moses
Hess, Pierre-Joseph Proudhon e Mikhail Bakunin. |
Marx e Friedrich Engels (1820-1895) dissero ne
Il Manifesto
del Partito Comunista che il proletario vede la legge, la moralità e la
religione, come «altrettanti pregiudizi borghesi, dietro i quali si
nascondono in agguato altrettanti interessi borghesi»
28.
Bakunin rivela che Proudhon, un altro dei principali pensatori
socialisti, che in quell'epoca era amico di Karl Marx, «adorava anche
lui Satana» 29. Hess aveva presentato Marx a Proudhon, che aveva
adottato per la sua capigliatura lo stesso stile tipico della sètta
satanica del XIX secolo di Joanna Southcott (1750-1814). Proudhon ne
La filosofia della miseria, dichiarava: «Vieni,
Satana - egli esclama - calunniato dai piccoli e dai re. Dio è stupidità e
codardia; Dio è ipocrisia e falsità; Dio è tirannia e povertà;
Dio è
malvagio [...]. Io giuro, Dio, con la mano distesa verso il cielo, che non
sei niente più che l'esecutore della mia ragione, lo scettro della mia
coscienza» 30. Simili pensieri non sono originali, sono il contenuto
usuale delle prediche nel culto satanista.
Più tardi Marx litigò con Proudhon, e scrisse un libro per contraddire
La filosofia della miseria. Ma Marx contraddiceva soltanto dottrine
economiche di minore importanza. Non aveva obiezioni alla ribellione
demoniaca di Proudhon. Heinrich Heine (1797-1856), il celebre poeta
ebreo tedesco, era un terzo amico intimo di Marx. Era anche lui un appassionato di Satana, che descriveva come
«delizioso e affascinante» 31.
Marx la pensava come queste persone del suo ambiente. Anatoly
Lunacharsky (1875-1933), un
filosofo eminente che era stato ministro dell'Educazione nell'Unione
Sovietica, scrisse in Socialismo e Religione che Marx aveva messo da
parte ogni contatto con Dio e aveva portato Satana alla testa delle
colonne in marcia del proletariato 32.
A questo punto è essenziale dichiarare fermamente che Marx e i suoi
compagni, sebbene «anti-Dio», non erano atei come si descrivono i
marxisti attuali. Infatti, sebbene inveissero apertamente contro Dio e
lo insultassero, essi odiavano un Dio nel quale credevano. Non è la sua
esistenza che viene contestata; ma la sua supremazia.
Quando la rivoluzione scoppiò in Parigi nel 1871, il comunardo Flourens
dichiarò: «Il nostro nemico è Dio. L'odio verso Dio
è il principio della saggezza».
Marx lodava altamente i comunardi, che proclamavano apertamente questo
fine. Ma che cosa ha a che fare tutto ciò con una più equa distribuzione
dei beni, o con migliori istituzioni sociali? Queste sono soltanto
bardature esteriori per nascondere lo scopo reale: lo sradicamento
totale di Dio e del suo culto. Le prove di ciò sono nei Paesi
come la Cina Rossa, l'Albania, la Corea del Nord, dove sono state chiuse
tutte le chiese.
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Da sinistra: Friedrich Engels, Heinrich Heine
e Anatoly
Lunacharsky. |
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Poesia diabolica
Nei poemi di Marx Invocazione di un disperato e
Orgoglio umano, la
suprema invocazione dell'uomo è per la propria grandezza. Se l'uomo è
condannato a perire attraverso la propria grandezza ribelle, sarà una
catastrofe cosmica, ma egli morirà come un essere divino, compianto dai
demoni. La ballata di Marx Il Giocatore registra le lamentele del
cantore contro Dio. Emerge dai tenebrosi abissi dell'inferno «che
tormenta la mente ed ammalia il cuore, e la sua danza è la danza della
morte» 33. Il menestrello sguaina la sua spada e la getta nell'anima del
poeta. L'arte che emerge dai tenebrosi abissi dell'inferno, e tormenta
la mente... Questo ci ricorda le parole del rivoluzionario ebreo americano
Jerry Rubin (1938-1994) in
Do It!: «Abbiamo combinato gioventù, musica, sesso, droga
e ribellione, col tradimento: e questa è una combinazione difficile da
battere» 34.
Nel suo poema Orgoglio umano Marx ammette che il suo scopo non è di
migliorare il mondo, riformarlo o rivoluzionarlo, ma semplicemente di
rovinarlo e godere al vederlo andare in rovina:
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Con sdegno lancerò il mio guanto
Sulla faccia del mondo, in pieno,
E vedrò il crollo di questo pigmeo gigante
La cui caduta non spegnerà il mio ardore
Andrò poi, come un dio vittorioso, alla ventura
Tra le rovine del mondo
E dando alle mie parole forza d’azione
Mi sentirò pari al Creatore 35.
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Le vite devastate di Marx e di Engels
Arnold Künzli (1832-1908), nel suo volume
Karl Marx: uno psicodramma 36 descrive
la vita di Marx, nella quale sono inclusi i suicidi di due figlie e di
un genero. Tre figli morirono di malnutrizione. Anche la figlia Laura
(1845-1911),
sposata col socialista Paul Lafargue (1842-1911), vide morire tre dei suoi figlioli.
Quindi lei e il
marito si uccisero insieme. Un'altra figlia, Eleonor,
decise di fare lo stesso col marito. Essa morì, lui si ritirò all'ultimo
momento.
Marx non sentì nessun obbligo di guadagnarsi di che mantenere la propria
famiglia, benché avesse potuto farlo facilmente data la sua vasta
conoscenza delle lingue. Visse accattando da Engels. Ebbe un figlio
illegittimo da una delle sue donne di servizio, e più tardi lo attribuì
a Engels, che accettò di prestarsi al gioco. Beveva forte.
David
Ryazanov (1870-1938),
Direttore dell'Istituto Marx-Engels di Mosca, ammette questo fatto nel
suo libro Karl Marx, uomo, pensatore e rivoluzionario
37.
Visto che abbiamo citato Engels, è opportuno dire qualche parola a suo
proposito. Engels era stato educato in una famiglia pietista, e nella
sua gioventù aveva composto bellissimi poemi cristiani.
Dopo che ebbe conosciuto Marx, scrisse di lui: «Chi si dà alla caccia
con ardore selvaggio? Un uomo tenebroso di Treviri» (luogo di nascita
di Marx); «Un notevole mostro. Non cammina né corre, balza sui talloni
e infierisce, pieno d'ira come se volesse afferrare la tenda ampia dei
cieli e gettarla sulla terra. Distende le braccia in alto nell'aria;
stringe i pugni minacciosi e infuria incessantemente, come se diecimila
diavoli lo trascinassero per i capelli» 38.
Engels cominciò ad allontanarsi dalla fede cristiana dopo aver letto il
libro dell’eretico Bruno Bauer (1802-1882), dopodiché si associò a colui che egli
stesso aveva definito «un mostro posseduto da diecimila diavoli»
39.
Bruno Bauer era un teologo liberale, creatore del «cristianesimo
materialistico», che affermava che Gesù era un uomo qualunque. Bauer
scriveva al suo amico Arnold Ruge (1802-1880), anche lui amico di Marx e di Engels,
il 16 dicembre 1841: «Qui all'Università tengo le mie lezioni dinanzi a un vasto pubblico.
Non riconosco me stesso quando pronuncio dalla cattedra le mie
bestemmie! Sono tanto grandi che questi ragazzi, che nessuno dovrebbe
offendere, alla fine hanno i capelli ritti [...]. Il mio spirito blasfemo
sarà soddisfatto soltanto se sarò autorizzato a predicare apertamente
come professore del sistema ateo» 40.
L'uomo che convinse Engels a diventare comunista fu lo stesso Moses Hess
che aveva già convinto Marx. Dopo aver conosciuto Engels a Colonia, Hess
scrive: «Si separò da me come un comunista ultrazelante. È così che
produco devastazioni» 41. Produrre devastazioni: era questo lo scopo
supremo di Hess nella vita? Rolv Heuer descrive la vita finanziaria sregolata di Marx, in
Genio e
ricchezze: «Mentre era studente a Berlino, il figlio di papà Marx
riceveva settecento talleri l'anno come assegno»
42. Questa era una somma
enorme perché a quell'epoca soltanto un 5% della
popolazione aveva un reddito annuo superiore ai trecento talleri. Durante il
corso della sua vita Marx ricevette da Engels circa sei milioni di
franchi francesi (cifre dell'Istituto Marx-Engels).
Egli bramava sempre qualche eredità. Mentre un suo zio era in agonia, Marx scrisse: «Se quel cane morisse, io sarei fuori dai guai»
43, al
che Engels rispondeva: «Mi congratulo con voi per la malattia di colui
che ostacola un'eredità, e spero che la catastrofe accada adesso»
44.
Quindi il «cane» morì. Marx scrive, in data 8 marzo 1855: «Un evento
molto lieto. Ieri ci è stato detto della morte dello zio novantenne di
mia moglie. Mia moglie riceverà circa cento lire sterline; anche di più, se il
vecchio cane non ha lasciato una parte del suo danaro alla signora che
amministrava la sua casa».
Non aveva sentimenti più gentili per coloro che gli erano molto più
vicini di quello zio. Non era in relazione con la propria madre. Nel
dicembre 1863 scrisse a Engels: «Due ore fa è arrivato un telegramma
per dirmi che mia madre è morta. Il Fato aveva bisogno di prendere un
membro della famiglia. Io avevo già un piede nella tomba. In queste
circostanze, sono più necessario io che la vecchia donna. Debbo andare a Treviri per l'eredità»
45. Questo è tutto ciò che
aveva da dire a proposito della scomparsa di sua madre.
Marx perdette molto denaro alla Borsa, dove lui, l'economista, sapeva
soltanto perdere.
Dato che la sètta satanista è strettamente segreta, esistono solo pochi
indizi sulla possibilità che Marx le fosse legato. Un altro anello della
catena di prove già considerate potrebbe trovarsi nella sua stessa vita
sregolata.
Marx era un intellettuale di grosso calibro, e così anche Engels. Ma la
loro corrispondenza è piena di oscenità, non comuni davvero in quella
classe sociale. Il turpiloquio vi abbonda, e non c'è una sola lettera
nella quale si senta un idealista che parla del suo sogno umanistico o
socialista.
Benché fosse ebreo, quanto a stirpe, Marx scrisse un libro
anti-ebraico intitolato La questione ebraica.
Nel 1856, scrisse sulla New York Tribune un articolo intitolato
«Il
prestito russo» nel quale leggiamo: «Sappiamo che dietro ogni tiranno
c'è un ebreo, come c'è un gesuita dietro ogni papa. Come l'esercito dei
gesuiti uccide ogni libero pensiero dal quale il desiderio degli
oppressi potrebbe avere possibilità di successo, così l'utilità delle
guerre promosse dai capitalisti cesserebbe, se non fosse per gli ebrei
che rubano i tesori dell'umanità [...]. Il fatto che gli ebrei siano
diventati tanto forti da mettere in pericolo la vita del mondo, ci
induce a svelare la loro organizzazione, i loro scopi, affinché il loro
lezzo possa risvegliare i lavoratori del mondo a combatterli e ad
eliminare un simile cancro» 46. Forse che Hitler diceva di peggio?
Molti altri comunisti ebrei imitarono Marx nel suo odio contro gli
israeliti.
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Da sinistra: Arnold Künzli, Laura
Marx e Paul Lafargue. |
L'ebrea
Ruth Fisher (1895-1961), ben nota dirigente comunista tedesca, membro del
Parlamento, disse: «Schiacciate i capitalisti ebrei, appiccateli alle
lanterne; calpestateli sotto i vostri piedi» 47.
Perché soltanto i capitalisti ebrei e non anche gli altri?
è una domanda
che rimane senza risposta. Marx odiava gli ebrei, ma anche i tedeschi.
Egli parlava dello «stupido popolo tedesco [...], la disgustosa
ristrettezza mentale nazionale dei tedeschi», e diceva che «tedeschi, cinesi ed ebrei debbono essere paragonati a venditori
ambulanti e piccoli commercianti» 48. I russi, li chiamava
«mangiacavoli» 49. I popoli slavi «rifiuti etnici»
50.
Nel suo riepilogo annuale del 1848, Marx scrive della «plebaglia slava», in cui sono compresi russi, cèchi e croati. Queste
«razze retrograde» non potevano attendersi nulla dal destino, all'infuori
«dell'immediato compito di perire nella tempesta rivoluzionaria del mondo. La futura guerra mondiale farà scomparire dalla faccia della
Terra
non solo le classi reazionarie e le dinastie, ma interi popoli
reazionari. E questo sarà il progresso. Il loro stesso nome
scomparirà» 51.
Engels scriveva seguendo lo stesso filone: «La prossima guerra
mondiale sarà causa della scomparsa di molti popoli reazionari. Anche
questo è progresso» 52.
Marx identificava la gente nera con l'espressione «idioti» e nella
corrispondenza privata faceva uso del termine nigger («negro»), che in America
è considerato offensivo.
Chiamava il suo rivale, Ferdinand Lassalle (1825-1864), «the jewish nigger», come chi
dicesse «quel negraccio giudaico», e precisava chiaramente che non lo
intendeva come epiteto di disprezzo per una sola persona. «Mi appare
ora assolutamente chiaro che, come dimostrano tanto la forma della sua
testa che la struttura dei suoi capelli, discende dai negri che presero
parte alla fuga di Mosè dall'Egitto (a meno che sua madre o sua nonna
dal lato paterno non abbiano avuto un'ibridazione con un negro) [...]. L'indiscrezione con la quale si fà avanti è anche tipicamente negresca».
Marx difendeva anche lo schiavismo nord-americano. Per questo litigò col
suo amico Proudhon. Quest'ultimo aveva preconizzato l'emancipazione
degli schiavi negli Stati Uniti. Marx aveva risposto: «Senza lo
schiavismo, l'America del Nord, il Paese dove è maggiore il progresso,
si trasformerebbe in un Paese patriarcale. Cancella l'America del Nord
dalla carta del mondo, e avrai l'anarchia: il completo decadimento del
commercio e della civiltà moderni. Abolisci la schiavitù ed avrai
cancellato l'America dalla carta delle nazioni»
53.
Marx scrisse anche To the devil the British («Al diavolo i britannici»)
54. Ralph Buultjen pubblicò un libro intitolato
Il segreto mortale di Karl Marx. In esso dimostrava che Marx aveva generato un figlio illegittimo
e occultò il fatto, conformandosi così alla morale vittoriana. Engels
accettò di far passare il bambino come suo, ma non se ne occupò mai;
cosicché crebbe in povertà. Ne Il Manifesto del Partito Comunista Marx aveva inveito contro i capitalisti,
«che avevano a loro disposizione le mogli e le figlie dei loro proletari». Marx aveva avuto questo bambino dalla sua donna di servizio
Helen Demuth (1820-1890).
La figlia preferita di Marx era Eleanor. La chiamava Tussy, e diceva
frequentemente «Tussy è come me». Essa fu sconvolta quando seppe di
quel fatto da Engels sul letto di morte. Si uccise più tardi, come fece
anche sua sorella Laura.
C'è anche una macchia ancor più oscura nella vita del grande
rivoluzionario Karl Marx. Il periodico tedesco Reichsruf, del 9
gennaio 1960, pubblicò la notizia che il Cancelliere austriaco Raabe
aveva regalato a Nikita Kruscev (1894-1971), allora dittatore dell'Unione
Sovietica, una lettera originale di Karl Marx. Kruscev non la gradì,
perché era una prova che Marx era stato un informatore prezzolato della
Polizia austriaca, che spiava sui rivoluzionari.
La lettera era stata trovata accidentalmente in un archivio segreto.
Dimostrava che Marx, informatore della polizia, forniva notizie contro i
suoi compagni durante il suo esilio a Londra. Per ogni notizia riceveva
venticinque dollari. Le sue comunicazioni riguardavano gli esuli rivoluzionari in
Londra, Parigi e nella Svizzera.
Uno di coloro contro i quali informava era Ruge, che si considerava un
amico intimo di Marx. Esistono ancora lettere fra Marx e Ruge improntate
a una relazione di cordiale amicizia.
Con l'approvazione di suo padre, Eleanor sposò Edward Aveling
(1849-1898), un amico della teosofa
Annie Besant (1847-1933); egli era una personalità spiccata nel satanismo. Faceva
conferenze su argomenti come La malvagità di Dio
55. Nelle sue
conferenze, egli tentava di dimostrare Dio è «un incoraggiatore della
poligamia e un istigatore del furto», e pretendeva il diritto a
bestemmiare 56.
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Da sinistra: Ferdinand Lassalle, Helen Demuth
ed Edward Aveling. |
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Lettere familiari
Un altro possibile indizio è contenuto in una lettera scritta a Marx dal
figlio
Edgar (1847-1855) il 31 marzo 1854. Incomincia con parole
stupefacenti: «Mio caro diavolo» 57. Chi ha mai visto un figlio rivolgersi così al
proprio padre? Tuttavia è così che un satanista apostrofa i suoi cari.
Non è meno significativo che la moglie di Marx
Jenny Westphalen
(18414-1881) si rivolga a lui come
segue: «La tua ultima lettera pastorale, o gran sacerdote e vescovo di
anime, ha di nuovo dato un tranquillo riposo alla tua povera pecorella». La lettera è del 31 marzo 1854
58.
Marx aveva espresso il suo desiderio, ne Il Manifesto del Partito Comunista, di
abolire tutte le religioni; il che dovrebbe implicare anche l'abolizione
del culto satanista. Tuttavia, sua moglie parla di lui come gran
sacerdote e vescovo. Di quale religione? La sola religione europea che
abbia gran sacerdoti, è la satanista. Quali «lettere pastorali» scriveva Marx, l'uomo creduto ateo? Dove sono? Questa è una parte della vita di
Marx sulla quale non si è indagato.
l
Testimonianze dei biografi
Alcuni biografi di Marx potrebbero aver avuto un'intuizione a proposito
della connessione fra il culto del diavolo e il soggetto del loro
volume, ma, non avendo la necessaria preparazione spirituale, non
avrebbero potuto capire i fatti che avevano dinanzi agli occhi. Tuttavia
la loro testimonianza è interessante.
Il marxista Franz Mehring (1846-1919) scriveva nel suo libro Karl Marx:
«Sebbene il
padre di Karl Marx fosse morto pochi giorni dopo il ventesimo compleanno
del figlio, sembra che abbia osservato con segreta apprensione il
demonio nel suo figlio favorito» 59.
«Henry Marx non pensava e non poteva
aver pensato che il ricco retaggio di cultura borghese che lasciava al
figlio, come preziosa eredità per la vita, sarebbe valso soltanto a
trasmettere il demone che temeva» 60.
Marx morì nella disperazione, come avviene per tutti i satanisti. Il 25
maggio 1883 scriveva ad Engels: «Come inutile e vuota è la vita, ma
quanto desiderabile»! 61.
Vi è un segreto dietro Marx, che solo pochi marxisti conoscono.
Lenin
(1870-1924) scrisse: «Dopo mezzo secolo, nessuno fra i marxisti ha compreso Marx»
62.
Vi è anche un segreto dietro la vita di Lenin. Egli scrive così sullo
Stato sovietico:
«Lo Stato non funziona come desideravamo. Come funziona? La macchina non
obbedisce. C'è un uomo al volante, e sembra che la guidi, ma la macchina
non si dirige nella direzione voluta. Si muove secondo i desideri di
un'altra forza» 63. Qual'è questa altra forza misteriosa che si
sostituisce finanche ai piani dei capi bolscevichi? Si sono essi venduti
a una forza che speravano di padroneggiare, ma che si è dimostrata più
potente di quanto essi prevedessero, e che li ha portati alla
disperazione?
In una lettera del 1921 Lenin scrive: «Spero che verremo impiccati con
una corda puzzolente. E non ho perduto la speranza che ciò accadesse,
perché non possiamo condannare questa sporca burocrazia. Se ciò accadrà,
sarà ben fatto» 64.
Questa era l'ultima speranza di Lenin dopo un'intera vita di lotta per
la causa comunista: essere giustamente impiccato su una corda
puzzolente. Questa speranza non si realizzò durante la sua vita, ma
quasi tutti i suoi collaboratori alla fine vennero giustiziati da
Stalin, dopo di aver confessato pubblicamente di aver servito altre
potenze piuttosto che il proletariato che avevano finto di aiutare.
Quale confessione da Lenin: «Spero che verremo impiccati con una corda
puzzolente»!
l
Lenin, Bukharin, Stalin,
Mao, Ceausescu...
A questo punto può essere interessante dare un'occhiata a qualche
marxista moderno. Nikolai
Bukharin (1888-1938), segretario generale dell'Internazionale comunista e uno dei
principali dottrinari marxisti di questo secolo, nella sua biografia
scrive che, sin dall'età di tredici anni, aspirava a diventare l'Anticristo. Rendendosi conto che l'Anticristo doveva essere figlio
dell'apocalittica grande meretrice, aveva insistito affinché sua madre
confessasse di essere stata una meretrice.
Bukharin si rese conto troppo tardi in quali mani fosse caduto. In una
lettera che fece imparare a memoria a sua moglie, poco prima del suo
arresto e della sua esecuzione, diceva: «Sto lasciando la vita. Sto
chinando la testa [...]. Avverto la mia impotenza di fronte a una
macchina
infernale» 65. Aveva
cooperato a far erigere una ghigliottina - lo
Stato sovietico - che aveva ucciso milioni di persone, soltanto per
venire a sapere alla fine che il suo progetto era stato fatto
nell'inferno. Aveva desiderato di essere l'Anticristo: ne era invece
diventato una vittima.
Quando in Cecoslovacchia, un comunista fu nominato capo del Consiglio di
Stato per gli affari religiosi, un'istituzione il cui scopo è di spiare
i credenti e perseguitarli, egli assunse il nome di Hruza, che in lingua
slovacca significa «orrore», un appellativo che si adopera per
«diavolo». Uno dei capi di un'organizzazione terrorista in Argentina,
assunse lo pseudonimo di «Satanowsky». Lazar Moiseevic
Kaganovic (1893-1991), cognato di Stalin e suo stretto collaboratore, scrive a
proposito di lui nel proprio diario: «Ho incominciato a capire come
Stalin sia riuscito a fare di sé un dio. Egli non aveva neppure una sola
caratteristica umana [...]. Anche quando
esibiva qualche emozione, nessuna di queste appariva appartenergli.
Erano false, come la bilancia sulla cima di un'armatura. E dietro questa
bilancia era lo stesso Stalin: un pezzo d'acciaio. Per una ragione o per
l'altra, ero convinto che sarebbe vissuto eternamente [...]. Non era affatto
umano». «Rosa (sua moglie) dice che le ordina di arrampicarsi su un albero, con
niente addosso tranne le calze. Ho la sensazione che non sia affatto
umano. È troppo insolito per essere un essere umano regolare, sebbene
abbia l'aspetto di un uomo comune. Quale enigma. Ma che cosa sto mai
scrivendo? Sono pazzo da legare anch'io»? Stalin descriveva così a Kaganovic i suoi
«esercizi spirituali»: «Quando
debbo salutare qualcuno, mi rappresento tale persona a quattro zampe, e
mi diventa disgustoso. Qualche volta mi sento affezionato a una persona
che dovrebbe essere rimossa per il bene della causa. Che cosa pensi che
io faccia? Immagino questa persona mentre sta defecando, emanando
fetore, flatulenze, vomitando [...]. Più presto cesserà di puzzare su questa
Terra, tanto meglio. E cancello questa persona dal mio cuore». Milovan Gilas
(1911-1995), eminente dirigente comunista iugoslavo, che personalmente
ben conosceva Stalin, scrisse: «Forse non è che il potere demoniaco e
l'energia di Stalin consistono in questo, che egli fece che il movimento
(comunista) e ogni suo componente arrivassero a uno stato di confusione
e di stordimento, creando e assicurandosi così il suo regno della
paura»? 66.
Egli dice anche, a proposito dell'intera classe dominante dell'Unione
Sovietica: «Fanno mostra di credere nell'ideale del socialismo, in una
futura società senza classi. In realtà, non credono in nulla se non nel
potere organizzato» 67.
Stalin, come giovane, aveva avuto la peggiore eredità, la peggiore
educazione e sviluppo possibili.
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Da sinistra: Nikolai
Bukharin, Lazar Moiseevic
Kaganovic e Yuri
Andropov. |
Diventò quello che indica il suo
pseudonimo: «Stalin» significa un «uomo d'acciaio», senza la minima
emozione umana o pietà. Yuri
Andropov (1914-1984) ha prodotto la stessa impressione di Stalin. Il
Ministro degli
Esteri francese
Claude Cheysson, che lo ha conosciuto, ha descritto
Andropov in Le Monde come «un uomo privo di calore dell'anima, che
lavora come un computer [...], non mostra emozioni [...], è estremamente
spassionato [...]. È accurato nelle parole e nei gesti come un computer».
Quando incominciò a scrivere da rivoluzionario, i primi pseudonimi di
cui fece uso furono «Demonoschwili» 68 che significa qualche cosa come «il demoniaco» in lingua georgiana, poi «Besoschwili»
69, «il diabolico». Troitskaja, la figlia del maresciallo sovietico
Mikhail Tukhachevsky (1893-1937), uno degli
uomini principali dell'Armata Rossa, fucilato poi da Stalin, scrisse che
suo padre aveva nell'angolo orientale della sua camera dove gli
ortodossi pongono generalmente le loro icone un'immagine raffigurante il
diavolo. Nicolae
Ceausescu (1918-1989), il dittatore comunista rumeno, è stato un altro personaggio
stalinista. È stato oggetto di culto della personalità, essendo stato
paragonato a Giulio Cesare, Alessandro il Grande, Pericle, Cromwell,
Napoleone, Pietro il Grande e Abraham Lincoln. Sembra però che non basti:
così è stato anche chiamato «il nostro dio laico»
70.
La Romania comunista, che non consentiva congressi religiosi
internazionali, nella primavera del 1979 in Curtea de Argesh ha
consentito un congresso di streghe. Anatole France (1844-1924) fu
il celebre scrittore comunista francese che portò al comunismo alcuni
dei più grandi intellettuali di Francia. A un'esibizione di arte
demoniaca a Parigi, uno dei pezzi esposti fu lo speciale seggio usato da
quello scrittore comunista per presiedere ai riti satanici: i
braccioli e le gambe del seggio, decorate con corna, erano ricoperte di
pelli di capra 71.
Il centro del satanismo britannico è il cimitero di Highgate a Londra,
dove è sepolto Karl Marx. Presso questa tomba vengono celebrati riti di
magia nera 72. Da questo luogo partì
l'ispirazione per il cosiddetto «vampiro di Highgate», che nel 1970
assaliva le ragazze 73. Ma anche Hua Kuo-Feng
(1921-2008), dittatore della Cina rossa, rese omaggio
a quella tomba.
Ulrike Meinhoff (1934-1976),
Gudrun Ensslin (1940-1977) e altri terroristi rossi tedeschi erano coinvolti
nell'occulto 74. A Vitebsk, nell'ex Unione Sovietica,
Zoia Titova, componente dell'organizzazione della Gioventù
sovietica, fu sorpresa mentre praticava riti di magia nera. Quando il suo processo fu portato di
fronte all'Assemblea della Gioventù comunista, questa rifiutò
all'unanimità di punirla, mentre i membri che decidono di venerare Iddio
vengono espulsi. I comunisti considerano erroneo il credere in Dio; per
tale «delitto» circa 10.000 bambini sono stati separati dalle loro
famiglie e sono mantenuti in speciali campi di concentramento, ma il
diavolo è considerato accettabile. Il suo culto è consentito
75.
Una delle più antiche sètte adoratrici del diavolo, gli yezidi di Siria,
è descritta in una rivista sovietica ateistica 76. Era la sola descrizione di una sètta religiosa che non
contenesse la benché minima espressione critica. Aleksandr
Solgenitsin (1918-2008) in Arcipelago Gulag
77, rivela che il divertimento dell'ebreo
Genrikh Yagoda (1891-1938),
Ministro degli Interni dell'Unione Sovietica, era di sparare alle
immagini di Cristo e dei Santi.
In quanto a Mao Tse-Tung (1893-1976), egli scrisse che dall'età di otto anni odiava
il suo dio: «Con tutto il mio cuore desideravo una cosa sola:
distruggerlo, proprio dalle fondamenta» 78.
È normale che un bambino, all'età di otto anni, desideri soltanto la
distruzione del proprio dio? Pensieri simili appartengono alle
personalità demoniache.
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Mao Tse-Tung |
Mikhail Tukhachevsky |
Nicolae
Ceausescu |
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Anatole France |
Hua Kuo-Feng |
Genrikh Yagoda |
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I «Piccoli Diavoli» nell'Unione
Sovietica
Secondo la dottrina marxista ufficiale che, come abbiamo dimostrato, non
è che un camuffamento, non esistono né Dio né il diavolo. Entrambi sono
fantasie. In base a questa dottrina, i cristiani sono perseguitati dai
comunisti. Ad ogni modo, il giornale sovietico Kommunisma Uzvara, dell'aprile 1974,
scrive che nella Lettonia rossa sono stati creati nelle scuole molti
circoli ateistici. Il nome che si dà ai bambini in questi circoli è,
dalla IV alla VI classe, «Piccoli Diavoli»; mentre quelli della VII
classe
sono chiamati «Servitori del Diavolo». In un'altra scuola, ragazzi dell'VIII
classe sono chiamati «Fedeli figli del Diavolo». Alle adunate i
bambini
vengono vestiti da diavoli, con corna e coda
79.
Cosicché è vietato adorare Iddio, ma è consentito ed anzi incoraggiato
fra i bambini di età scolare un pubblico culto del diavolo. Questo era
l'obiettivo celato dai comunisti quando si impadronirono del potere in
Russia.
Più ancora, i comunisti volevano trasformare i loro capi in pubblici
adoratori di Satana. Il prete russo-ortodosso
Platonov
(1899-1951), un agitatore
antisemita, passò ai comunisti quando assursero al potere in Russia. Lo
nominarono Vescovo, ed egli diventò un Giuda che denunciava i componenti
del suo gregge alla Polizia segreta, ben sapendo che sarebbero stati
perseguitati. Un giorno incontrò su un autobus la propria sorella
Alexandra. Era una badessa, che era stata arrestata più volte,
evidentemente cosa nota al fratello. Egli le chiese: «Perché non mi
parli? Forse che non riconosci tuo fratello»? Essa rispose: «E mi
domandi il perché? Nostro padre e nostra madre sussulterebbero nelle
loro tombe. Tu servi Satana». Sebbene fosse ufficialmente un Vescovo
ortodosso nell'Unione Sovietica, egli rispose: «Forse sono io stesso
Satana» 80. Non c'è il minimo dubbio
che egli fosse dominato dall'ideologia satanista. Come si spiegherebbe
altrimenti la seguente citazione da una sua lettera allo scrittore russo
Maxim Gorky (1868-1936), in data 13-14 novembre
1913: «Milioni di peccati, malignità, oppressioni ed epidemie fisiche sono più
facilmente scoperte dal popolo e perciò meno pericolose, che l'idea più
debole di un piccolo dio spirituale, anche se camuffato
nell'abbigliamento più decoroso» 81. La
rivista Pravoslavnaia Rus scrive: «La cattedrale ortodossa di Odessa, tanto
amata dagli odessiti, poco dopo l'assunzione del potere da parte dei
comunisti diventò il punto d'incontro dei satanisti [...]. Essi si riunivano
anche in Slobodka-Romano e nell'antica abitazione del conte Tolstoi».
Segue poi il resoconto particolareggiato delle messe sataniche dette dal
diacono Serghei Mihailov, della proditoria «chiesa vivente», un ramo
ortodosso stabilito in connivenza con i comunisti. Un astante descrive
la messa satanica come «una parodia della liturgia cristiana, in cui
per la comunione si fà uso di sangue umano». Queste messe si svolgevano
nella cattedrale, dinanzi all'altar maggiore. Anche ad Odessa, nel Museo degli Ateisti veniva esibita una statua di
Satana, che era chiamato Baphomet. La notte, i satanisti si riunivano nel
Museo per le loro preghiere e canti di fronte alla statua
82.
Finanche la figlia di Stalin, Svetlana Alliluyeva, che non aveva mai
saputo nulla delle profondità di Satana, scrisse: «Beria (il ministro
degli Interni sovietico) sembra abbia avuto un vincolo diabolico con
tutta la mia famiglia [...]. Beria era un demonio malvagio,
spaventoso [...]. Un
demone terribile aveva preso possesso dell'anima di mio padre». Svetlana ricorda inoltre che Stalin considerava la bontà e l'amore
misericordioso peggiori del più grande delitto 83.
Un simile clero satanico domina su più di metà dell'umanità, e ordina
atti di terrorismo per tutto il mondo.
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Da sinistra: Maxim Gorky, Svetlana Alliluyeva
e Lavrenti Beria. |
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Oscenità blasfeme
Si può capire che i comunisti arrestassero preti e pastori perché li
consideravano contro-rivoluzionari. Ma perché i preti venissero
costretti dai marxisti nella prigione romena di Piteshti a dir Messa
sullo sterco e l'urina? Perché venivano torturati cristiani col far loro
prendere la Comunione usando questi come elementi? Perché lo scherno
osceno della religione? E perché al prete romeno-ortodosso Roman Braga,
che conoscevo personalmente e allora era prigioniero dei comunisti -
attualmente risiede negli Stati Uniti - perché gli vennero schiantati i
denti ad uno ad uno con una verga di ferro, per renderlo blasfemo? I
comunisti avevano spiegato a lui e ad altri: «Se vi uccidiamo,
cristiani, andate in paradiso. Ma non vogliamo che vi diano la corona
del martirio. Dovrete prima bestemmiare Iddio, e poi andare
all'inferno».
Nella prigione di Piteshti i comunisti costringevano un prigioniero
molto religioso ad essere «battezzato» ogni giorno con l'immergergli il
capo nel «bugliolo» nel quale i prigionieri facevano i loro bisogni; e
frattanto obbligavano gli altri prigionieri a cantare le funzioni
battesimali.
Uno studente di teologia dovette rivestire lenzuoli bianchi (per imitare
le vesti di Cristo) e gli fu appeso al collo un'immagine blasfema di
Cristo. I cristiani venivano picchiati fino a farli impazzire per
costringerli a inginocchiarsi di fronte a quell’immagine. Dopo di averla
baciata, venivano costretti a recitare parte della liturgia
84. I prigionieri venivano costretti a togliersi
i calzoni e sedersi con i glutei nudi su Bibbie aperte
85.
Simili cose vennero perpetrate per almeno due anni con la piena
conoscenza delle gerarchie superiori del Partito.
Che cosa ha a che fare tutto ciò con il socialismo e col benessere del
proletariato? Non sono, queste indegnità, puri e semplici pretesti per
organizzare orge e blasfemi satanici?
Si suppone che i marxisti siano atei che non credono nel paradiso e
nell'inferno. In queste estreme circostanze il marxismo si è tolto la
maschera ateistica rivelando il proprio vero volto, che è il satanismo.
La persecuzione comunista della religione può avere una spiegazione
umana: la furia di questa persecuzione oltre ogni ragione, è satanica.
Così è accaduto anche nelle prigioni romene e nell'Unione Sovietica,
dove monache che non vollero rinnegare la loro fede furono sodomizzate,
e ragazze battiste furono violentate 86.
Molti morirono come martiri, ma ciò non soddisfaceva i comunisti.
Mediante la tecnica luciferina fecero che i martiri morissero blasfemi,
nel delirio provocato dal parossismo delle torture.
La dissacrazione satanista di chiese cattoliche si è avuta nel 1970 in
Upyna, Dotnuva, Zanaiciu, Kalvarija, Sede, ecc..., località della Lituania
sovietica. L'ultima di cui ci risulta è avvenuta in Alsedaai il 22
settembre 1980 87.
Nel 1923, c'erano stati nell'Unione Sovietica finti processi a Dio, alla
presenza di
Lev Trotsky (1879-1940) e di Lunacharskij
88. Ma queste non sono soltanto cose d'altri tempi.
Nel suo libro Psychiatric Hospital 14 Moscow, Georgi Fedorov
racconta della conversazione col suo psichiatra Dr. Vladimir Levitskij
a
proposito del cristiano Argentov che era detenuto in quell'ospedale. Il
medico disse: «Voi volete tirare il vostro amico Eduard verso Dio, e
noi verso il diavolo. Così io mi valgo dei miei diritti come psichiatra
di inibire a voi ed ai vostri amici l'accesso a lui». A Chiasso, nell'Angola comunista, i
marxisti macellarono animali nella
chiesa e ne posero le teste sull'altare e sul pulpito. Un manifesto
proclamava: «Questi sono gli dèi che voi adorate». Il pastore Aurelio Chicanha Saunge
fu ucciso insieme con centocinquanta suoi parrocchiani
89.
Il prete cattolico lituano Eugene Vosikevic è stato ucciso.
Evidentemente i comunisti avevano svolto un rito satanista, perché si
trovò che la sua bocca era stata riempita di pane 90.
Vetchennaia Moskva, un giornale comunista, ebbe un lapsus calami, un
errore involontario di penna; infatti, scrisse: «Noi non combattiamo
contro i credenti e neanche contro i preti.
Combattiamo contro Dio per
portargli via credenti» 91. La lotta contro Dio per portargli via i suoi credenti è la sola
spiegazione logica della lotta comunista contro il battesimo.
Le parole del giornale sovietico non ci stupiscono. Marx l'aveva già
detto nel suo libro Ideologia germanica, chiamando Dio «lo Spirito
Assoluto» come aveva fatto il suo maestro Hegel, e scrisse: «Ci troviamo
di fronte a una domanda altamente interessante: la decomposizione dello
Spirito Assoluto». Non era una lotta contro una falsa credenza in un Dio
inesistente ciò che lo preoccupava. Egli credeva nell'esistenza di Dio,
e desiderava di veder decomporsi questo Spirito Assoluto, come molti
prigionieri dei comunisti venivano fatti marcire nelle prigioni.
In Albania, il prete Stephan Kurti fu condannato a morte per aver
battezzato un solo bimbo. Il battesimo deve essere eseguito in segreto
nella Cina rossa e nella Corea del Nord.
Nell'Unione Sovietica, i battesimi possono essere officiati soltanto dopo
la registrazione. Persone che desiderano esser battezzate o che vengano
battezzati i loro figli, debbono presentare i loro documenti d'identità
al rappresentante del consiglio della chiesa, che a sua volta deve
riferirne alle autorità dello Stato. Ne risulta la persecuzione. I kolkhoznik (lavoratori nelle fattorie collettive) non hanno carta
d'identità, e perciò possono far battezzare i loro bambini solo
segretamente 92. Molti pastori protestanti hanno avuto condanne alla
prigione per aver battezzato persone.
La lotta comunista contro il battesimo presuppone che si creda nel suo
valore per un'anima. Stati come il Pakistan, fondati in relazione con
una determinata religione, si oppongono al battesimo cristiano, in nome
di un diverso punto di vista religioso. Ma per gli atei - quali i
comunisti dichiarano di essere - il battesimo non dovrebbe significare
proprio niente. Si deve supporre che non benefichi o non danneggi il
battezzato. Perché dunque questi comunisti combattono contro il
battesimo? È perché i comunisti combattono contro Dio per strappargli
credenti. La loro ideologia non è realmente ispirata dall'ateismo.
Qualche cosa di più sulle relazioni fra il marxismo e l'occultismo si
può trovare in Psychic Discoveries Behind the Iron Curtain
93, di Sheila Ostrander e Lynn Schroeder. È stupefacente scoprire che l'Oriente
comunista è molto più progredito dell'Occidente in fatto di ricerca
sulle forze oscure manipolate da Satana 94.
In Cecoslovacchia, Bulgaria, ecc..., il Partito Comunista spende somme
colossali per ricerche segrete in questo campo. Vi è una «Cortina di
Ferro» che impedisce all'Occidente di sapere ciò che accade nei venti
istituti parapsicologici situati nell'Unione Sovietica.
l
Marx e Darwin
Quale fu il contributo specifico di Marx al piano di Satana per
l'umanità? Fu importante.
La Bibbia insegna che Dio creò l'uomo (Gn 1, 26). Fino ai tempi di Marx, l'uomo continuò ad essere considerato come la corona della
creazione. Marx fu lo strumento prescelto da Satana perché facesse
perdere all'uomo la stima di sè stesso, la convinzione di discendere da
alti luoghi e di essere destinato a ritornare ad essi. Il marxismo è la
prima filosofia sistematica e particolareggiata che riduce bruscamente
la nozione dell'uomo. Secondo Marx, l'uomo è innanzitutto un intestino,
che deve essere riempito costantemente e ripetutamente. Gli interessi
prevalenti dell'uomo sono di natura economica. Egli produce per
sopperire alle proprie necessità. Per questo scopo egli entra in
relazioni sociali con altri uomini. Questa è la base della società,
quello che Marx chiama l'infrastruttura. Matrimonio, amore, arte,
scienza, religione, filosofia, tutto ciò che esula dalle necessità
dell'intestino, sono sovrastrutture, determinate in ultima analisi dallo
stato dell'intestino.
Nessuna meraviglia che Marx si sia molto rallegrato leggendo il libro di
Charles Darwin (1809-1882) sull'origine delle specie, un altro colpo da maestro per far
dimenticare agli uomini la loro natura spirituale e i loro fini divini.
Darwin diceva che l'uomo derivava dal mondo animale e non aveva altri
scopi all'infuori della mera sopravvivenza.
Il re della natura era stato detronizzato da quei due. Satana non poteva
detronizzare Dio, quindi svalutò l'uomo. Si era «dimostrato» che l'uomo
era un servo dell'intestino, ed era progenie di animali.
Marx scrisse a Ferdinand Lassalle il 16 gennaio 1861: «Il libro di
Darwin è molto importante e mi serve di base nelle scienze naturali per
la storica lotta di classe».
Il genero di Marx, Paul Lafargue, in Socialism and the Intellectuals
dice: «Quando Darwin pubblicò il suo volume "L'origine delle specie"
tolse a Dio la parte di creatore nel mondo organico come Franklin lo ha
spogliato del suo fulmine» 95.
Più tardi, l'ebreo Sigmund Freud (1856-1939) avrebbe completato l'opera di quei due giganti
satanici, riducendo l'uomo basilarmente a un impulso sessuale, volta a
volta sublimato nella politica, nell'arte o nella religione.
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Da sinistra: Charles Darwin, Fedor Sologub
e Valery Briusov. |
Fu lo
psicologo svizzero
Carl Gustav Jung (1875-1961) che ritornò alla dottrina biblica,
secondo la quale l'impulso religioso è quello fondamentale dell'uomo.
Il darwinismo appare come una teoria scientifica, che può essere giusta
o sbagliata, ma che non ha addentellati economici o politici. Molti
sarebbero disposti ad accettare che Dio abbia creato il mondo che
conosciamo attraverso un lungo processo di evoluzione.
I tempi di Marx furono tempi di esplosione satanista in molte sfere
della vita. Era il periodo in cui il poeta francese Charles Baudelaire
(1821-1867) scriveva Les Fleurs du Mal («I fiori del male»), proclamando apertamente di essere dalla
parte dell'immoralità. Il poeta russo Fedor Sologub (1863-1927) scrisse:
«Mio padre è il
diavolo»; un altro poeta russo, Valery Briusov
(1873-1924), scriveva: «Io glorifico
egualmente Dio e il diavolo».
Marx era un figlio dei tempi che ci dettero anche Friedrich Nietzsche
(1844-1900) - il
filosofo favorito di Hitler e di Benito Mussolini (1883-1945) -
Max Stirner (1806-1856), un anarchico
estremista, e
Oscar Wilde (1854-1900), il primo teorico della libertà per
l'omosessualità. La Russia venne preparata per la vittoria del marxismo.
Quelli della Rivoluzione furono tempi in cui amore, sentimenti buoni e
sani, erano considerati mediocri e retrogradi. Le fanciulle nascondevano
la loro innocenza, i mariti la loro fedeltà. La distruzione era lodata
come buon gusto, la nevrastenia come il segno di una mente raffinata.
Questo insegnavano nuovi scrittori improvvisamente comparsi dal nulla.
Gli uomini inventarono vizi e perversioni, prendendosi cura di non
lasciare l'impressione di essere morali. Come mai quindi Stalin diventò
rivoluzionario dopo aver letto Darwin? 96 Come studente nel seminario
ortodosso ebbe da Darwin l'impressione che non siamo creature di Dio, ma
il risultato di un'evoluzione in cui regna una concorrenza spietata.
Sopravvive il più forte e il più crudele. Imparò che i criteri morali e
religiosi non rappresentano una parte nella natura e che l'uomo è
altrettanto parte della natura quanto un pesce o una scimmia
antropomorfa. Quindi, evviva la spietatezza e la crudeltà.
Darwin aveva scritto un libro scientifico. Il suo risultato finale è
stato l'uccisione di decine di milioni di innocenti. È diventato il
padre spirituale dei più grandi assassinii di massa della Storia.
Più ancora fu l'influsso della Rivoluzione Francese, spiritualmente
molto simile a quella russa.
Durante lo svolgersi degli eventi in Francia,
Anacharsis Clootz
(1755-1794), uno dei
capi dei rivoluzionari e un Illuminato, si dichiarò «nemico personale
di Gesù Cristo». Di fronte alla Convenzione il 17 novembre 1792
affermò: «Il popolo è il sovrano e il Dio del mondo [...]. Soltanto gli
sciocchi credono in un qualsiasi altro Dio, in un Ente Supremo». Quindi
la Convenzione emise un decreto, proclamando «la nullificazione di
tutte le religioni».
l
Un anello di congiunzione tra comunismo e
satanismo
I comunisti hanno l'abitudine di crearsi organizzazioni di facciata.
Tutto ciò che abbiamo detto più sopra suggerisce la probabilità che i
movimenti comunisti siano a loro volta organizzazioni di facciata per un
satanismo occulto. Ciò verrebbe anche a spiegare perché tutte le armi
politiche, economiche, culturali e militari impiegate contro il
comunismo si siano dimostrate tanto inefficaci. I mezzi per combattere
il satanismo sono spirituali, non materiali; altrimenti, mentre
un'organizzazione di
facciata satanista, come il nazismo, viene
sconfitta, ne sorgerà un'altra per una vittoria più grande. Heinrich
Himmler (1900-1945), il Ministro degli Interni della Germania
nazionalsocialista, credeva di essere una reincarnazione dell'imperatore
Enrico l'Uccellatore (876-936); egli
pensava che fosse possibile imbrigliare i poteri occulti perché
servissero l'esercito nazista. Diversi capi nazionalsocialisti erano
coinvolti in riti di magia nera.
Un organismo colossale è stato creato dalla Polizia segreta sovietica
per distruggere le Chiese del mondo intero. Il loro primo obiettivo è di
eliminare o minimizzare l'ostilità delle religioni contro il comunismo.
In secondo luogo essi cercano alleati nell'interno della Chiese in modo
da potersi valere del prestigio del clero per portare la massa dei
credenti nel campo della rivoluzione. Il nome di questo dipartimento è
Orginform (pronuncia Orghinform). Esso ha cellule segrete in ogni
Paese, in ogni grande organizzazione religiosa. Certo è che il loro
principale bersaglio sono le organizzazioni e missioni anticomuniste che
operano dietro la Cortina di ferro. Agenti comunisti specializzati in
propaganda e provocazione si infiltrano nelle Chiese e nelle missioni
per preparare il disarmo ideologico dei fedeli.
Il suo primo direttore, Vassilij Gorelov, era precedentemente un prete
ortodosso, un apostolo diventato Giuda. Il quartier generale è a
Varsavia. Il capo attuale è Theodor Krasky.
L'organizzazione ha una scuola a Feodosia (in Crimea) per l'addestramento
degli agenti nei Paesi latini, ed una a Mosca per l'America
settentrionale. Gli agenti per la Gran Bretagna, l'Olanda, la
Scandinavia, ecc..., vengono addestrati a Siguel (in Lettonia) e quelli per i
Paesi musulmani a Constantza (in Romania).
Queste scuole preparano falsi preti, i quali
comprendono perfettamente le rispettive teologie. L'autore di L'Io
e la sua proprietà era uno degli amici di Marx. Egli scrisse: «Io sono
legittimamente autorizzato a fare ogni cosa di cui sono capace».
Solgenitsin in Arcipelago Gulag rivela alcuni degli orribili risultati
del comunismo nelle anime e nelle vite delle persone.
Ripeto che sono consapevole del fatto che le prove che io riporto qui
sono soltanto indiziarie. Ma ciò che ho scritto qui è sufficiente a
mostrare che quanto i marxisti dicono di Marx, è un mito. Egli non fu
indotto dalla povertà del proletariato per la quale la rivoluzione era
l'unica soluzione. Non amava i proletari. Li chiamava «zucconi»,
«stupidi», «asini», «furfanti» 97, e, sì, adoperava epiteti osceni
(corrispondenza con Engels) 98; Marx non amava i suoi compagni nella lotta
per il comunismo. Chiamava Ferdinand Failigrath (1810-1876) «il suino»
99, Lassalle «negraccio
giudeo» 100, Bakunin «uno zero
teorico» 101.
Un combattente della rivoluzione del 1848, il tenente Cecov, che
trascorse notti bevendo con Marx, commentò che il narcisismo di Marx
aveva divorato quanto di buono c'era stato in lui.
Marx non amava l'umanità.
Giuseppe Mazzini (1805-1872), che lo aveva conosciuto bene, scrisse:
«Aveva uno spirito distruttivo. Il suo cuore scoppia di
odio piuttosto che d'amore per gli uomini».
Giuseppe Mazzini fu carbonaro solo per brevissimo tempo, nella sua
giovinezza. Questa organizzazione era stata fondata nel 1815 da Antonio Maghella, un massone genovese, e dichiarava che il
«suo scopo finale era
quello di Voltaire e della Rivoluzione Francese: il completo
annientamento del cattolicesimo e infine, del cristianesimo». Era
incominciata come una operazione italiana ma in seguito ebbe un
orientamento europeo più ampio.
Benché Mazzini criticasse Marx, mantenne rapporti con lui.
L'Enciclopedia ebraica dice che Mazzini e Marx ebbero l'incarico di
preparare l'indirizzo e la costituzione della Prima Internazionale.
Non conosco testimonianze in contrario da parte di contemporanei di Marx.
Quest'ultimo, come filantropo è un mito costruito soltanto dopo la sua morte.
Marx non odiava la religione perché costituisse un ostacolo sulla via
della felicità dell'umanità. Al contrario, egli desiderava rendere
infelice l'umanità sia qui che attraverso l'eternità. Proclamava questo
come suo ideale. Il suo fine era la distruzione della religione. Il
socialismo, la preoccupazione per il proletariato, l'umanitarismo...
questi non erano che pretesti.
Dopo aver letto The Origin of Species di Charles Darwin, Marx scrisse a
Lassalle una lettera in cui esultava che a Dio - per lo meno nel campo
delle scienze naturali - fosse stato dato «un colpo mortale»
102. Quale
idea precedeva tutte le altre nella mente di Marx? Erano forse le tristi
condizioni del povero proletariato? In tal caso, quale possibile valore
aveva la teoria di Darwin? Oppure può darsi che lo scopo principale di
Marx fosse la distruzione della religione?
Il bene dei lavoratori era soltanto una finzione? Dove i proletari non
combattono per gli ideali socialisti, i marxisti sfrutteranno le
differenze razziali o il cosiddetto generation gap, il salto di
generazione. La cosa principale è che la religione dev'essere
distrutta.
l
Robin Goodfellow
Marx scrisse: «Nei segni che sconcertano la classe media, l'aristocrazia
e i profeti della regressione, riconosciamo il nostro valoroso amico,
Robin Goodfellow, la vecchia talpa che può operare così velocemente
nella Terra: la Rivoluzione» 103.
Chi ha letto questa frase evidentemente non ha indagato circa l'identità
di questo Robin Goodfellow, il valoroso amico di Marx, che lavora per la
Rivoluzione.
Nel XVI secolo usare il nome «Robin Goodfellow» per
indicare il diavolo 104.
William Shakespeare
(1564-1616), nel suo Sogno d'una notte di mezza
estate lo chiama «lo spirito maligno che fuorvia il viandante
notturno, e ride del suo danno» 105. Così, secondo Marx, considerato «il
padre del comunismo», un demonio era l'autore della rivoluzione comunista
ed era suo amico personale.
In Argentina gruppi di terroristi comunisti rapivano industriali e
ricavavano milioni con i riscatti. Questo danaro veniva moltiplicato in
banche capitaliste da un certo Graiver, il quale convinceva anche la
povera gente ad affidargli i loro risparmi. Con i profitti egli
finanziava i terroristi. Quindi andò in bancarotta rovinando i poveri.
Suoi complici erano ex-presidenti dell'Argentina e grandi giornalisti,
fra i quali un uomo che aveva preso il nome di Satanovsky.
Vale la pena ricordare qui che Stalin aveva incominciato a scrivere
sotto lo pseudonimo di «Figlio del diavolo» e «Figlio del demonio».
l
A tutti voi, marxisti
Mi rivolgo ai gregari del marxismo: voi non siete animati dallo spirito
che controllava Hess, Marx, Engels. In realtà, voi amate l'umanità, la
rispettate e intendete adoperarvi per il bene universale. Non è vostro
desiderio essere uno strumento di qualche sètta. Per voi questo libro
può essere utile.
Il marxismo satanico ha una filosofia materialista che acceca i suoi
seguaci alle realtà spirituali. Esiste qualche cosa di più della
materia. Esiste una realtà dello spirito, della verità, della bellezza,
e degli ideali.
Esiste anche un mondo di spiriti decaduti, il cui capo è Satana. Cadde
dal cielo per il suo orgoglio e trascinò giù con sé un'armata di angeli.
Dopo la caduta, il suo inganno è stato perpetuato e accresciuto
attraverso ogni concepibile congegno, finché oggi vediamo la bellissima
creazione di Dio devastata dalle guerre mondiali, dalle rivoluzioni e
controrivoluzioni, dalle dittatura, dallo sfruttamento, dal razzismo di
diversi tipi, dalle false religioni, e dall'agnosticismo e ateismo,
delitti e imbrogli, infedeltà in amore ed amicizia, matrimoni infranti,
figli ribelli.
L'umanità ha perduto la visione di Dio.
Ma che cosa ha preso il posto di questa visione? Forse qualche cosa di
meglio?
L'uomo deve e vuole avere qualche religione. Se rifiuta di volgersi a
Dio, avrà la religione di Satana e perseguiterà coloro che non adorano
Satana.
Soltanto pochi fra i grandi dirigenti del comunismo sono stati e sono
satanisti consapevolmente, ma esiste anche un satanismo inconscio. Uno
può essere satanista inconsapevolmente, senza neanche sapere che esista
un simile culto. Egli è tale se odia la nozione di Dio e il nome di
Cristo, se vive come se fosse soltanto materia, se nega i principî
spirituali e morali.
Sono nello stesso pericolo coloro i quali si dedicano all'occultismo.
A Francoforte, la domenica vanno più persone alle riunioni spiritiche,
nelle quali vengono evocati i defunti, che non alle funzioni di chiesa.
Vi sono chiese sataniste a Monaco e Dusseldorf 106. Ve ne sono anche molte in Francia, in Gran Bretagna, negli Stati
Uniti e in altri Paesi.
Gli esseri umani possono aver abbandonato Dio, ma Dio non ha mai
abbandonato le Sue creature. Egli ha inviato nel mondo il Suo Figlio
unigenito Gesù Cristo. Amore e grazia incarnati vissero sulla Terra la
vita di un povero bambino, poi la vita di un umile carpentiere, e
infine la vita di un Maestro di rettitudine. L'uomo oppresso non può
salvarsi, come non può trarsi dalle acque un uomo che annega. Così Gesù,
pieno di comprensione per i nostri intimi conflitti, prese su di Sé
tutti i nostri peccati, ivi compresi i peccati di persone come Marx e i
suoi seguaci, e sopportò Egli stesso la condanna per quello che abbiamo
fatto. Egli espiò i nostri peccati morendo su una croce sul Golgota,
dopo aver sofferto la più terribile umiliazione e dolore. Egli non rifiuta nessuno, quale che sia il suo passato.
Vale la pena osservare che due Premi Nobel sovietici,
Boris Pasternak
(1890-1960) e
Solgenitsin, entrambi ex comunisti, dopo aver descritto i parossismi di
delitto ai quali conduce il marxismo satanico, hanno posto la loro fede
in Cristo. Svetlana Alliluyeva Stalina, la figlia del peggiore assassino
di massa marxista, è diventata anche lei cristiana. Ricordiamo che
l'ideale di Marx era scendere negli abissi dell'inferno lui stesso, e
trascinarvi dentro con sé tutta l'umanità. Non seguiamolo su questo
sentiero vizioso, ma piuttosto volgiamoci a Cristo che ci ama e può
guidarci verso l'alto delle vette di luce, saggezza e amore, a un cielo
di ineffabile gloria.

Note
1
Cfr. K. Marx-F. Engels,
Zur Kritik der Hegelschen Rechtphilosophie, Einleitung
(«Critica della filosofia del diritto Hegeliana», Introduzione),
MEGA I, i (1), pagg. 607-608.
2
Cfr. R. Oestreicher,
Sermons from Great St. Mary's, Londra, Fontana, 1969,
278-280.
3
Cfr. K. Marx, Die
Vereinigung der Glàubigen mit Christo («L'unione dei fedeli con
Cristo»), MEW, supplemento, vol. I, pag. 600.
4
Cfr. K. Marx,
Betrachtung eines Jùnglings bei der Wahl eines Berufes
(«Considerazioni di un giovane sulla scelta di una carriera »), MEW,
supplemento, vol. I, pag. 594. Anche in
Payne, pag. 34.
5
Cfr. K. Marx, Das
Kapital («Il capitale»), New York, Cerf & Klopfer, The Modern
Library, 1906, pag. 91.
6
Cfr. K. Marx, Des
Werzweiflenden Gebet («Invocazione di un disperato»), pag. 30.
7
Ibid. pagg. 30-31.
8
Cfr. Deutsche Tagespost, del 31 dicembre 1982.
9
Cfr. K. Marx,
Spielmann («Il giocatore»), pagg. 57-58.
10
Cfr. K. Marx,
Oulanem, Atto 1, scena 1, pag. 60.
11
Ibid., Atto 1, scena 2, pag. 63.
12
Ibid., Atto 1, scena 3, pag. 68.
13
Cfr. K. Marx, Louis
Bonaparte («Il 18 Brumaio»), MEW VIII, pag. 119; K.
Marx, Oulanem,
Atto 1, scena 3, MEGA I, i (2), pag. 68.
14
Cfr. K. Marx,
Oulanem, Atto 1, scena 3, pag. 68.
15
Ibid.
16
Cfr. K. Marx, Hegel,
pagg. 41-42.
17
Cfr. Deutsche Tagespost, 31 dicembre 1982.
18
Cfr. K. Marx, Das
bleiche maedchen («La fanciulla pallida»).
19
Cfr. Muller-Schoenhausen,
La soluzione dell'enigma Adolf Hitler.
20
Cfr. K. Marx, Ueber die differenz der demokritischen und Epikurischen
Naturphilosophie, Vorrede («La differenza fra la filosofia naturale di
Democrito ed Epicuro», prefazione), pag. 10.
21
Cfr. J. Von Westphalen,
Mohr und General, Erinnerungen an Marx und
Engels («Il moro e il generale, ricordi di Marx ed Engels»), Berlino,
Dietz Verlag, 1964, pagg. 273-274.
22
Cfr. R. Payne, Marx, New York, Simon & Shuster, 1968,
pag. 317.
23
Ibid.
24
Cfr. K. Marx, «Il
Comunismo e il Giornale di Augsburg», in Die Rheinische Zeitung
(«Il Giornale renano»), MEGA I, i
(1), pag. 263.
25
Cfr. M. Hess,
Lettera del 2 settembre 1841 a Berthold Auerbach, MEGA I,
1 (2), pag. 261.
26
Cfr. K. Marx, Zur Kritik der Hegelschen Rechtsphilosophte, Einleitung («Critica della Filosofia hegeliana del diritto, introduzione»), MEGA I,
i (1) pag. 614.
27
Cfr. M. Bakunin, God and the State («Dio e lo Stato»),
Dover Publications, New York 1970, pag. 112.
28
Cfr. R. Guk, Dzerjinskij, Parigi 1936, (in russo),
pag.
81.
29
Cfr. H. Enzensberger,
op. cit., 407.
30
Cfr. P.-J. Proudhon,
Philosophie de la Misere, Union
Generale d'Editions, Parigi 1964, pagg. 200-201.
31
Cfr. P. Carus, History of the
Devil («Storia del diavolo»),
Bell Publications Co., pag. 435.
32
Cfr. C. Boyer, The Philosophy of Communism
(«La filosofia del comunismo»), pag. 10; I.
Giordani, L'ateismo politico
del comunismo, Fordham Univ. Press, New York 1952,
pag. 134.
33
Cfr. K. Marx, Spielmann, MEGA I, i (2),
pag. 50.
34
Cfr. J. Rubin, Do it, Simon & Schuster,
New York 1970, pag. 249.
35
Cfr. K. Marx, Menschenstolz («Orgoglio umano»), MEGA I, i (2),
pag. 50.
36
Cfr. A. Künzli, Karl Marx, Eine Psychographie, Europa Verlag,
Zurigo 1966.
37
Cfr. D. Ryazanov, Karl Marx, Man, Thinker and Revolutiomst («Karl Marx,
uomo, pensatore e rivoluzionario»), Intern. Publishers, New York 1927.
38
Cfr. F. Mehring, Karl Marx: Geschichte seines Lebens («Karl
Marx: storia
della sua vita»), Dietz, Berlino 1954, pagg. 99-100.
39
Ibid., pag. 100.
40
Cfr. B. Bauer,
Lettera del 6 dicembre 1841 ad Arnold Ruge, MEGA I, i (2) pag.
263.
41
Cfr. A. Melskij, Evangelist Nenavisti
(una vita di Karl Marx in russo), Za Pravdu
Ed., Berlino 1933.
42
Cfr. R. Heuer, Genie und Reichtum («Genio e
ricchezza»), Bertelsmann, Vienna 1971, pagg. 167-168.
43
Cfr. K. Marx, Lettera del 27 febbraio 1852 a Friedrich Engels, MEW
XXVIII, pag. 30.
44
Cfr. F. Engels, Lettera del 2 marzo 1852 a Karl Marx,
pag. 33.
45
Cfr. K. Marx, Lettera dell'8 marzo 1955 a Friedrich Engels,
pag. 438.
46
Cfr. K. Marx, Lettera del 2 dicembre 1863 a Friedrich Engels, MEW XXX,
pag. 376.
47
Cfr. O. Flechtsheim,
Il
Partito Comunista di Germania, nella repubblica di Weimar, Offenbach
1948.
48
Cfr. A. Künzli, op. cit.,
pag. 187.
49
Cfr. B. Wolfe, Marxism: One
Hundred Years in the Life of a Doctrine
(«Il marxismo: cento anni nella vita di una dottrina»), The Dial Press,
New York 1965, pag. 32.
50
Cfr. K. Marx-F. Engels,
The Russian Menace to Europe («La
minaccia russa all'Europa»), The Free Press, Glence 1952, pag. 63.
51
Cfr. B. Wolfe, op.
cit.
52
Cfr. F. Engels, M.E.W., volume VI, pag. 176.
53
Cfr. N. Weyl, Karl Marx
Racist («Karl Marx razzista»), Arlington House.
54
Cfr. K. Marx, M.E.W., volume XXXV, pag. 122.
55
Esattamente come fanno i satanisti; ricordiamo che a differenza
degli atei, essi non negano l'esistenza di Dio, se non pubblicamente
per ingannare gli altri; sanno della Sua esistenza, ma amano
descriverlo malvagio.
56
Cfr. C. Tsuruki, The Life of Eleanor Marx («La
vita di Eleanor Marx»),
Clarendon Press, Oxford 1957, pag. 85.
57
Cfr. E. Marx, Lettera del 31 marzo 1854 a Karl Marx, MEW II,
pag. 18.
58
Cfr. J. Marx,
Lettera datata dopo l’11 agosto 1844, a M. Marx, MEW,
Suppl., vol. I, pag. 652.
59
Cfr. F. Mehring,
op. cit., pag. 18.
60
Cfr. F. Mehring, Karl Marx: The Story of
his Life, Covici,
Friede, New York 1935, pag. 32.
61
Cfr. K. Marx, Lettera del 20 maggio 1882 a Friedrich Engels, MEW, XXXV,
pag. 65.
62
Cfr. W. Kaufmann, Hegel, Doubleday,
Garden City 1965, pag. 288.
63
Cfr. V. I. Lenin, Opere complete (in russo), Casa ed. di letteratura
politica, Mosca 1964, vol. XLV, pag. 86.
64
Ibid., vol. LIV, pagg. 86-87.
65
Cfr. G. Katkov, The Trial of Bukharin
(«Il processo di Bukharin»),
T. Batsford Ltd., Londra 1969, I, pag. 29.
66
Cfr. M. Gilas,
«Strani tempi», in Kontinent, nº 33, pag. 25.
67
Ibid.
68
Cfr. Avtorkhanov-Abdurakhman,
Criminds in Bolsbevism («Criminali nel
bolscevismo»), Possev Verlag (in russo), Francoforte, grani nn.
89-90, pagg. 324-325.
69
Cfr. Avtorkhanov-Abdurakhman,
The Provenience of Partocracy («La
provenienza della partitocrazia»), Possev Verlag, Francoforte 1973
(in russo), pagg. 198-201.
70
Cfr. The Wall Street
Journal di New York, del 10 giugno 1980.
71
Cfr. Expres di Parigi, del 6 ottobre 1979.
72
Cfr. Il Tempo di Roma, del 1 novembre 1979.
73
Cfr. P. Underwood, The Vampire's Bedside Companion,
Ed. Frewin.
74
Cfr. H. Knaust, The
Testament of Evil («Il testamento del male»).
75
Cfr. Znamia
Junosti, del 19 agosto 1979.
76
Cfr. Nauka I Religia, luglio 1979.
77
Cfr. A. I. Solzhenitsyn,
The Gulag Archipelago, Harper & Row, New York 1973, vol. I-II,
pag. 173.
78
Cfr. M. Zach, Mao Tse-Tung, Bechtle Esslingen 1969,
pag. 13.
79
Cfr. Kommunisma Uzvara («Vittoria del comunismo»), Riga, aprile 1974 (in
lituano).
80
Cfr. A. Levitin-Krasnov,
Bòse Jahre («Anni cattivi»), Rex Verlag, Lucerna 1977, pagg. 144-145.
81
Cfr. V. I. Lenin, op. cit.,
vol. IIL, pagg. 226-227.
82
Cfr. Prasvoslavnaia Rus («Russia ortodossa»), «Adoratori
satanisti», n° 20 del
1977 (in russo), San Francisco, pagg. 9-12.
83
Cfr. S. Alliluyeva, Twenty Letters to a Friend («Venti lettere ad un
amico»), Hutchinson, Londra 1977, pag. 64 e ss.
84
Cfr. D. Bacu, Pitesbti, Colectia Dacoromania,
Madrid 1963, 71, pag. 187 (in
rumeno).
85
Cfr. Cuvantul Romanesc, Canada, febbraio 1980.
86
Cfr. H. Hartfeld,
Irina.
87
Cfr. Catacombes, Francia, settembre 1980.
88
Cfr. A. Reghelson, The Tragedy of the
Russian Church («La tragedia della Chiesa russa»).
89
Cfr. Impact, Svizzera, febbraio 1981.
90
Cfr. Chronicle of the
Lituanian Catholic Church («Cronaca della Chiesa cattolica
lituana»), nº 44, 1981.
91
Cfr. Dutko, O nashem upovanti
(«Sulla nostra speranza»), YMCA
Press, Parigi 1975, pag. 51 (in russo).
92
Cfr. I. Shafarevitch,
La législation sur la religion en URSS («La ligislazione
sulla religione in Unione Sovietica»), Seuil, Parigi 1974, pagg. 67-71.
93
Cfr. S. Ostrander-L. Schroder,
Psychic Discoveries Behind the Iron
Curtain («Scoperte psichiche dietro la Cortina di Ferro»), Prentice Hall, Englewood Cliffs 1970.
94
Cfr. «La parapsicologia nell'Unione Sovietica», in Novie Russkoie Slovo («Nuova lingua russa»), 30 luglio
1975 (in russo). New York, pag. 2.
95
La cosa terribile è che Darwin è stato strumentalizzato: non era
stata affatto sua intenzione nuocere alla religione. Aveva scritto
infatti: «Vi è una grandiosità in questa visione della vita, con
i suoi numerosi poteri, inspirati originariamente in poche forme o
in una sola». Per dare maggior enfasi alla sua posizione, Darwin
inserì la frase «dal Creatore» dopo «ispirati» nella
seconda edizione. E vi rimase in tutte le edizioni successive che
egli pubblicò.
96
Cfr. M. Hyde, Stalin, Rupert Hart-Davis,
Londra, pagg. 28-29.
97
Cfr. D. Rjazanov,
Karl Marx ah Denker, Mensch und Revolutionaer («Karl Marx come
pensatore, uomo e rivoluzionario»), Verlag fuer Literatur und
Politik, Vienna 1928, pagg. 149-150.
98
Cfr. A. Künzli, op. cit.,
pag. 352.
99
Cfr. M. Glickson,
The Jewish Compless of Karl Marx (« Il complesso ebraico di Karl
Marx»), Herzl Press, opuscolo n° 20, New York 1961, pag. 40.
100 Cfr. A. Künzli, op. cit.,
pag. 361.
101 Ibid., pagg. 372-373.
102 Cfr. K. Marx,
Lettera del 16 gennaio 1961 a Lassalle, MEW XXX, pag. 578.
103 Cfr. R. Payne,
op. cit., pag. 306.
104 Cfr. Oxford
English Dictionary, Clarendon Press, Oxford 1933, vol. VIII, pag. 735.
105 Cfr. W. Shakspeare,
Complete Works («Opere complete»), Foreman, Glenview, Scott
1973; Midsummer Nights Dream, atto Il, scena I, 33-34, 189.
106 Cfr. Idea, del 3 giugno 1983.
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