dossier del centro culturale san giorgio

titolo l'europa, laboratorio del governo mondiale

di Yann Le Coz 1

 

postato: 29 gennaio 2021

 

 

 

Ognuno è europeo... a modo suo! C'è chi vuole «fare» L'Europa sul modello della propria ideologia o secondo la sua immaginazione, come quegli scienziati che costruiscono invenzioni inutili. Si tratta di instaurare un «sistema la cui complessità e mancanza di coerenza riducono la sua efficienza»! Altri, invece, sono fermamente convinti che l'uomo non può padroneggiare l'Universo se non tenendo conto di tutte le realtà che lo compongono, materiali, ma anche storiche, morali, intellettuali e spirituali. Due modi diversi di affrontare la questione «Europa».

 

«Verrà il giorno in cui vedremo questi due enormi blocchi, gli Stati Uniti d'America e gli Stati Uniti d'Europa, posti di fronte l'uno all'altro, tendersi la mano attraverso i mari, scambiarsi i loro prodotti, il loro commercio, la loro industria, le loro arti, i loro geni, dissodare il globo, colonizzare i deserti, migliorare la creazione, sotto lo sguardo del Creatore, e lavorare insieme, per ottenere il benessere di tutti; queste due forze infinite: la fratellanza degli uomini e la potenza di Dio! [...]. L'era delle rivoluzioni finisce e inizia l'era dei miglioramenti».

 

stati uniti d'europa

 

Fu con queste parole che lo scrittore Victor Hugo (1802-1885) 2 espresse il grande sogno dei futuri «Stati Uniti d'Europa» mettendo il suo lirismo magniloquente al servizio del federalismo europeo e internazionale, sotto la protezione divina, naturalmente! Subito dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, il premier britannico Winston Churchill (1874-1965) espresse in modo più sobrio lo stesso concetto: «Dobbiamo costruire una specie di Stati Uniti d'Europa» 3. Il 17 settembre 1997, Louise Weiss (1893-1983) in qualità di decano pronunciò il suo discorso inaugurale della prima assemblea del Parlamento Europeo:

 

«Le istituzioni comunitarie hanno prodotto barbabietole, burro, formaggi, vini, vitelli e suini europei. Non hanno fatto gli uomini europei. Questi uomini europei esistevano nel Medioevo, durante il Rinascimento, l'Illuminismo e persino nel XIX secolo. Bisogna rifarli».

 

hugo - churchill - weiss

 

Le Figaro, di venerdì 31 dicembre 2010, pubblicò un articolo intitolato «En 2011, parlez l'européen» («Nel 2011, si parla l'europeo»), in cui il romanziere Benoît Duteurtre ha definito l'Europa

 

«una miscela di deregolamentazione economica e di regolamentazione che invade la vita di tutti i giorni, che trasforma questo continente in una provincia d'America (anche nella sua valuta barrata con due linee, con i suoi parchi di divertimento, con le sue serie televisive e i suoi fast food). Senza rimorsi, essa svolge il suo ruolo di facile preda dell'economia mondiale, di prima vittima dell'immensa corsa al ribasso che condurrà la sua industria al crollo, all'aumento della disoccupazione, alla morte del suo stile di vita a vantaggio dei lavoratori asiatici e dei consumatori e dei mercati finanziari americani [...]. Debiti sovrani, piani di austerità, chiusura di fabbriche, declino dell'occupazione, aumento della disoccupazione, aumento della tassazione nazionale, burocrazia e tecnocrazia totalitaria [...]. Forse che negli anni, il sogno di Hugo si è trasformato in un incubo»?

 

benoît duteurtre

 

 

I

UN'EUROPA CHE NON FINISCE

MAI DI COSTRUIRSI

 

 

Una breve rassegna storica aiuterà a capire le origini dell'Europa attuale.

 

Fallimento del tentativo di un'Unione Europea all'interno della Società delle Nazioni

 

La creazione della Società delle Nazioni 4, nel 1919, sotto la guida di Woodrow Wilson (1856-1924), presidente degli Stati Uniti, durante il Trattato di Versailles, non fu ratificata dal Senato americano. Il 9 maggio 1929, su istigazione di Wilson e di Richard Coudenhove-Karlegi (1894-1972), ideatore della Paneuropa, Aristide Briand (1862-1932), allora presidente del Consiglio e Ministro degli Esteri francese, si rivolse all'Assemblea della Società delle Nazioni per promuovere un «collegamento federale» tra i Paesi europei che andasse ben oltre i legami economici.

 

wilson - kalergi - briand

 

Il 9 settembre 1929, Gustav Stresemann (1878-1939) seguì le orme di Briand proponendo un «disarmo doganale» e l'instaurazione di istituzioni politiche nell'ambito della Società delle Nazioni:

 

«Non si tratta solo di formare un raggruppamento europeo al di fuori della Società delle Nazioni, ma di armonizzare gli interessi europei nell'ambito del controllo e nello spirito della Società delle Nazioni».

 

gustav stresemann

 

I ventisette Stati della Società delle Nazioni affidarono alla Francia un progetto per la realizzazione dell'«organizzazione di un regime federale dell'Unione Europea». Per la prima volta venne utilizzato il termine «Unione Europea». Il funzionamento a ruota libera di funzionari incontrollati sembra aver ispirato quello del Consiglio d'Europa odierno, senza la pseudo-democrazia del Parlamento Europeo.

 

Il progetto era innanzitutto quello di un'organizzazione politica europea nel quadro di una «visione» più internazionale, per non dire corrispondente all'ideologia globalista, un'organizzazione che richiedeva da un punto di vista economico

 

«la formazione di sezioni europee in determinati uffici internazionali mondiali [...], la progressiva liberalizzazione e semplificazione della circolazione delle merci, dei capitali e delle persone».

 

globalismo

 

Il progetto fallì a causa delle resistenze nazionali - oggi alcuni direbbero per colpa dei populisti o dei sovranisti - in Francia come nel resto d'Europa, senza però contestare la necessità di accordi tra i Paesi. La crisi economica del 1929 mise temporaneamente fine a questo sogno.

 

Piccoli passi
 

A partire dal 1945, diverse strutture governative tra nazioni, organizzazioni e gruppi di pressione... iniziarono ad apparire gradualmente o si adattarono ai bisogni; così la Fabian Society 5, creata nel 1884, fu il motore intellettuale e finanziario di tutta la corrente mondialista. Le strutture internazionali si moltiplicarono anche all'interno dell'ONU: UNESCO, ILO, OMC, OCSE, OMS, FAO, UNIDO, FMI, ecc... Futuri ministeri di un Governo Mondiale?

 

fabian society

Sopra: due simboli della Fabian Society. Il lupo travestito da agnello

e la tartaruga con il motto «Quando colpisco, colpisco forte».

 

Il Trattato di Londra, fondatore dell'Europa (1949)

Questo Trattato, sottoscritto il 5 maggio 1949, diede vita:

  • Al Consiglio d'Europa, un'istituzione dotata di personalità giuridica, che si basava su due pilastri: la Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo e la Corte europea dei Diritti dell'Uomo. Esso decretò norme, regolamenti, documenti e convenzioni intesi a facilitare la cooperazione e la costruzione politica, economica e sociale;

  • All'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa, composta da parlamentari nominati dai parlamenti nazionali competenti con poteri di discussione e di informazione.

L'unione mediante le imprese e la finanza (9 maggio 1950)

Su pressione di Jean Monnet (1888-1979), Robert Schuman (1886-1963), allora Ministro degli Esteri francese, suggerì un'unione Francia-Germania per produrre carbone e acciaio, «il primo passo verso una federazione europea». Pascal Lamy, ex direttore generale dell'Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC), lo ha confermato:

 

«I padri fondatori volevano che l'Europa promuovesse la pace nel mondo e fosse il pilota della pace attraverso l'integrazione economica che avrebbe portato all'integrazione politica» 6.

 

monnet - schuman - lamy

 

Come diceva Montesquieu (1689-1755), «ovunque ci sia commercio, ci sono costumi rilassati»! 7. La creazione della Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio (CECA), creata il 28 aprile 1951, tra Belgio, Francia, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi e Repubblica Federale Tedesca, lanciò per cinquant'anni un mercato comune per tali materiali.

 

ceca

Il logo della Comunità Europea

del Carbone e dell'Acciaio (CECA).

 

Subito dopo che il trattato fu ratificato, il 3 ottobre 1952, Jean Monnet ringraziò il Generale statunitense della NATO William Joseph Donovan (1883-1959) 8 per l'aiuto fornito alla «grande impresa» e disse:

 

«Per la prima volta nella nostra storia, un'istituzione europea è in grado di prendere con autorità decisioni immediatamente applicabili sul territorio dei sei Paesi. Tale autorità non deve rendere conto a sei governi, ma ad un'assemblea europea [...]. Gli atti dell'autorità sono di competenza esclusiva della Corte di Giustizia Europea [...]. La Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio è l'inizio di una rivoluzione nella vita economica e politica dell'Europa [...]. I governi dei sei Paesi hanno riconosciuto che queste comunità, per essere efficaci, deve essere posto sotto un'autorità politica comune [...]. Il progetto di costituzione (per l'Europa) è atteso per essere sottoposto ai ministri e ai parlamenti dei sei il prossimo anno. In questo modo stiamo costruendo gli Stati Uniti d'Europa».

 

william joseph donovan

 

Il Trattato di Roma (1957), CEE e CEEA-EURATOM

Il Trattato di Roma (siglato il 25 marzo 1957) tra «i sei» respinse la caduta delle frontiere politiche ed economiche d'Europa. Lord Harold MacMillan (1894-1986), premier del Regno Unito, paragonò i Paesi d'Europa ad un blocco continentale, mentre Charles De Gaulle (1890-1970) si oppose all'ingresso della Francia nel sancta sanctorum, cui la Gran Bretagna aderì solo nel 1973. Il tentativo di creare una Comunità Europea di Difesa fallì a causa dell'autorità sovranazionale concessa in seguito al Comandante in capo della NATO, nominato dal Presidente degli Stati Uniti.

 

macmillan - de gaulle

 

euratom

 

Progressiva espropriazione degli Stati nazionali

A partire dagli anni '60, le autorità locali furono gradualmente abbandonate o confiscate a beneficio di organizzazioni e persone esterne: norme, regolamenti e strutture sono state messe in funzione da una tecno-burocrazia europea, che opera «trasferimenti di competenze», mentre il «club dei sei» ha assorbito nuovi Paesi:

  • 1962: primi regolamenti della Politica Agricola Comune (PAC);

  • 1968: eliminazione dei dazi doganali tra i sei Paesi membri;

  • 1973: dall'Europa dei sei all'Europa dei nove (si sono aggiunti Danimarca, Irlanda e Regno Unito);

  • 1979: essendo la burocrazia e la tecnocrazia ben consolidate, non esiste il rischio di eleggere il Parlamento Europeo a suffragio universale;

  • 1985: gli accordi di Schengen impegnano i firmatari a garantire la libera circolazione delle persone (accordo entrato in vigore il 26 marzo 1995);

  • 1992: il Trattato di Maastricht crea l'Unione Europea (UE) e stabilisce la cittadinanza europea, rafforza i poteri del Parlamento europeo e vara l'unione economica e monetaria;

  • 1999: creazione dell'Euro come moneta unica degli undici Stati membri, dopo la creazione della Banca Centrale Europea (BCE, 1998);

  • 2003: progetto del Trattato che istituisce una Costituzione per l'Europa. I capi di Stato e di governo firmano il Trattato nell'ottobre del 2004 a Roma. Ma la bocciatura tramite referendum degli elettori francesi e olandesi non consentono alla Costituzione Europea di vedere la luce;

banca centrale europea - francoforte

Sopra: la sede della Banca Centra Europea a Francoforte.

  • 2007: Trattato di Lisbona. A seguito di questo rifiuto, dopo un periodo di riflessione (rieducazione dei popoli), un «trattato di modifica», che in realtà ripropone la maggior parte del testo precedente, viene firmato dai ventisette capi di stato e di governo. Per non correre il rischio di nuovo rifiuto, esso è stato ratificato dal parlamento, tranne in L'Irlanda che l'ha rifiutato il 12 giugno 2008, ma ha finito per accettarlo il 2 ottobre 2009;

  • 2012: il Patto di stabilità, coordinamento e governance (TSCG) obbliga ogni Paese, sotto pena di sanzioni, a far sì che il deficit strutturale sia inferiore allo 0,5% del Prodotto Interno Lordo (PIL). È la consacrazione del trasferimento della sovranità a vantaggio dell'Unione Europea;

  • 2013: ingresso della Croazia (28º membro). L'Unione Europea rappresenta quindi un «mercato» di quasi 510 milioni di persone;

  • 2020: Brexit: la Gran Bretagna se ne torna sulla sua isola.

Supporti dell'ideologia europeista

 

Non mancano sostegni ideologici, di parte e finanziari. Louise Weiss, co-fondatrice de L'Europe Nouvelle, cita il primo numero di questa rivista 9:

 

«Una fiamma umanitaria ha chiarito i suoi propositi. Abbiamo annunciato il nostro desiderio di accogliere i pensatori e gli artisti della generazione del fuoco [...]. La nuova Europa si presenta non solo come un collegio di uomini in cerca di una pace basata sul diritto dei popoli liberi che prevale sul diritto di conquista, ma anche come un raduno di tecnici consapevoli delle difficoltà da risolvere per garantire una migliore esistenza alle masse».

 

L'europe nouvelle

 

The Royal Institute for International Affairs o Chatam House (RIIA)

Creato nel 1920 in Gran Bretagna sulla scia della Fabian Society 10, esso funziona come la sua controparte americana, il Council on Foreign Relations (CFR), fondato nel 1921, in totale discrezione a sostegno di qualsiasi azione mirata alla concentrazione dei poteri in vista, come dice il mondo della finanza, di una governance planetaria.

 

RIIA - CFR

 

La Fondazione Ford

La Fondazione Ford (creata nel 1936) è stata l'ideatrice dell'American Committee for United Europe (ACUE), che è rimasta in funzione dal 1948 al 1960 11, e ha finanziato il Comitato d'Azione per gli Stati Uniti d'Europa, creato da Jean Monnet nel 1955, e supportato dal Bilderberg Club e dalla Fondazione Rockefeller. Il 5 agosto 1960, Monnet scrisse a William Foster, presidente dell'American Committee for United Europe:

 

«Sono emerse tre comunità europee. La loro creazione ha portato in Europa una certa trasformazione di mentalità. Ma troviamo anche che questo processo è lungi dall'essere completato, che l'adattamento delle menti ha ottenuto risultati migliori in alcuni ambienti economici che in altri circoli sociali, che le conseguenze politiche non sono ancora intese come vorremmo [...]. Credo, infatti, che, entro un lasso di tempo difficile da stabilire, dovremo intensificare la nostra azione in favore dell'istituzione di una vera comunità politica che non abbiamo mai smesso di desiderare, e in favore dell'elezione dell'Assemblea parlamentare europea a suffragio universale diretto, che speriamo sia prossima».

 

usa - ue

 

Il Piano Marshall

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, la marcia in avanti venne accelerata, poiché gli Stati Uniti nutrivono un vivo interesse per l'Europa, che non doveva cadere sotto la sfera d'influenza sovietica. Tuttavia, c'era il pericolo che la ricostruzione, la povertà e la miseria favorissero il comunismo conquistatore. Inoltre, l'Europa rappresentava un mercato per i prodotti americani, la cui abbondanza era legata all'industria bellica.

 

I Paesi europei furono costretti a chiedere prestiti dalla Banca Mondiale, sotto il controllo del Fondo Monetario Internazionale (FMI), istituzioni create nel 1945 e in cui solo gli Stati Uniti avevano il diritto di veto... L'aiuto finanziario legò mani e piedi degli europeisti ai desiderata degli americani.

 

fondo monetario internazionale

 

Ciò consentì più tardi, nel marzo del 1965, a Dean Acheson (1893-1971), Segretario degli Esteri statunitense, di scrivere a Jean Monnet, consegnandogli un documento classificato come «segreto di Stato degli Stati Uniti»: «Gli Stati Uniti sono una potenza europea» («US is an European power»). Così egli ricordò al suo corrispondente che, senza l'intervento militare dell'America nella Seconda Guerra Mondiale, gli Stati europei non sarebbero più esistiti.

 

dean acheson

 

La French American Foundation

Fin dal 1976, tale Fondazione mirò a rafforzare i legami tra Francia e Stati Uniti. Una delle sue attività fu l'organizzazione di seminari per i giovani manager («Young Leaders», come Goulard, Kerdrel, Pigasse, Kosciuco-Morizet, Vallaud-Belkacem, Wauquiez, Montebourg... ma anche, Juppé, Macron, Pécresse, Ockrent, Holland, Dupont-Aignan). Essi hanno in comune - secondo i criteri del «pensiero corretto» - di essere «dotati di un certo potenziale di leadership e chiamati a svolgere un ruolo importante nel loro Paese e nelle relazioni franco-americane». Essa costituisce uno degli strumenti del soft power americano 12.

 

french american foundation

 

L'European Council on Foreign Relations (ECFR)

La stampa francese ha appena accennato alla creazione della «filiale» del Council on Foreign Relations in Europa. L'European Council on Foreign Relations - con l'aiuto, la collaborazione e il monitoraggio della casa madre a New York - mira a

 

«dotare di un forte impatto nazionale e regionale le sue analisi e ricerche, e a fornire un supporto stimolante al dibattito paneuropeo su questioni strategiche degli affari esteri europei».

 

european council on foreign relations

 

La presenza di questa filiale del Council on Foreign Relations in Europa fa pensare che gli affari europei non siano gestiti dagli europei, soprattutto se pensiamo a quanto affermato da Hillary Clinton, allora Segretario di Stato sotto la presidenza Obama, a proposito del ruolo del Council on Foreign Relations... nei confronti dei governanti statunitensi. Il 15 luglio 2009, durante l'inaugurazione di una filiale del Council on Foreign Relations a Washington, la Clinton ha dichiarato:

 

«Sono felicissima di essere qui in questo nuovo quartier generale. Mi sono recata spesso alla casa-madre di New York City, ma è un bene avere un avamposto anche nel Dipartimento di Stato [...]. Ricevo molti consigli dal Council, e quindi ciò significa che non dovrò più andare lontano per sentirmi dire cosa devo fare e come dovrò guardare al futuro».

 

hillary clinton

 

Non si può essere più chiari. Potremmo anche ricordare il Bilderberg Club, creato nel 1954, o la Commissione Trilaterale, creata nel 1973, hanno avuto il supporto di personalità come David Rockefeller (1915-2017), Henry Kissinger e Zbigniew Brzezinski (1928-2017). Questo viaggio storico dimostra l'inconsistenza dell'argomento secondo cui ci sarebbe bisogno di un'Europa forte per combattere il blocco americano, essendo gli Stati Uniti all'origine di questa Europa, che alla fine dovrà fondersi in un magma globale.

 

rockefeller - kissinger - brzezinski

commissione trilaterale

 

 

II

DAL REALE ALLO SPIRITO DI SISTEMA

 

L'Europa è una realtà storica

 

Louise Weiss, ideologa, sostenitrice e attivista femminista, disse, dopo aver parlato di un'Europa difficile e quasi impossibile da realizzare:

 

«Questi uomini europei esistevano nel Medioevo, durante il Rinascimento, l'Illuminismo e persino nel XIX secolo. Bisogna rifarli».

 

È un invito a tornare alla realtà.

 

Prima osservazione: l'Europa non è una nazione

Il continente europeo è composto da diverse nazioni. L'Europa unita esigerebbe il loro annientamento? Dovrebbero gli Stati, che ne sono i supporti, distruggere le particolarità di ogni nazione: lingua, cultura, arte, costumi...? Questa è la domanda centrale: ogni nazione è particolare, unica e dotata di sue caratteristiche, e può illuminare l'angolo del mondo che le è stato affidato, esprimere l'abilità e i talenti che possiede. L'Europa, a rimorchio degli Stati Uniti, seguirà le sagge affermazioni dell'ex presidente Donald Trump?

 

«Se volete la libertà, siate orgogliosi del vostro Paese. Se volete la democrazia, conservate la vostra sovranità. E se volete la pace, amate la vostra nazione. I leader saggi danno sempre la priorità al bene delle loro gente e del loro Paese. Il futuro non appartiene ai globalisti, ma ai patrioti. Il futuro appartiene alle nazioni sovrane e alle organizzazioni indipendenti che proteggono i loro cittadini, rispettano i loro vicini e le diversità che rendono speciale ed unico ogni Paese» 13.

 

donald trump

 

L'analisi della realtà, il buon senso e l'intelligenza conducono a questa osservazione: l'Europa non è una nazione. C'è una nazione cinese, una nazione indiana, una nazione nordamericana... con uno Stato che tiene tutto insieme. C'è un popolo cinese, un popolo indiano, un popolo nordamericano... Non c'è un popolo europeo. È nel tempo che si forma una nazione; gli ideologi apostoli della fratellanza universale, della pace o... del loro portafoglio, hanno ignorato questa realtà e continuano a farlo.

 

La forza di un organismo vivente si basa sulla forza di ciascuna sua funzione vitale e dei membri che lo compongono. La forza e il potere dell'Europa non possono poggiare che sulla forza e il potere delle nazioni che la compongono. Nei nostri tempi, giorno dopo giorno, assistiamo alla disintegrazione e alla neutralizzazione di questi organi a beneficio del tumore maligno di Bruxelles... per non dire del tumore mondiale!; questo stato di cose è purtroppo illustrato significativamente dalle linee-guida sull'educazione sessuale a partire dall'asilo-nido fornite dall'UNESCO e divenute direttive europee.

 

parlamento europeo

 

Non è uno Stato europeo che ha ottenuto alcuni rari successi - pensiamo all'Airbus! - ma gli accordi tra nazioni e Stati, padroni del loro destino. L'Europa non ha aspettato Bruxelles per brillare in tutto il mondo. Cosa ha fondato l'Europa storica e carnale? Un'identità? Una coscienza europea? No!

 

Seconda osservazione: le nazioni europee hanno un patrimonio comune

Il poeta e filosofo francese Paul Valéry (1871-1945) ha parlato in questi termini dello scorrere del tempo:

 

«Ovunque i nomi di Cesare, di Gaio, di Traiano e di Virgilio; ovunque i nomi di Mosè e di San Paolo; ovunque i nomi di Aristotele, di Platone e di Euclide, hanno avuto un significato e un'autorità simultanei, lì è l'Europa. Ogni razza e ogni terra che è stata successivamente romanizzata, cristianizzata e sottomessa, nello spirito, alla disciplina dei greci, è assolutamente europea» 14.

 

paul valéry

 

Questa eredità dimostra che l'Europa è esistita, anche se non è mai esistita una sua unità politica. Questa eredità viene costantemente rifiutata dai nostri politici e dai tecnocrati. L'eredità, essenzialmente cattolica, e più largamente cristiana, viene rifiutata in nome del... dogma laicista e della sétta più intollerante di tutte (la Massoneria).

 

Il capitale pazientemente rinnovato, viene rigettato, nonostante sia stato costantemente arricchito nel corso dei secoli e abbia dato agli europei il buon senso del «nous», che in greco è lo «spirito», malgrado le contese inevitabili di cui la Storia è punteggiata: mercati, fiere, scambi, Università... Gli europei non ha aspettato che arrivasse l'Erasmus! L'Europa era già viva.

 

le nostre radici

Non veniamo dal nulla. Abbiamo delle radici. Solo se conserveremo la nostra identità saremo nani sulle spalle dei giganti.

 

Tutto questo ha nutrito e plasmato le nazioni che oggi si ritrovano intrappolate nelle maglie della rete dell'Unione Europea. L'Europa, che è diventata un semplice ingranaggio di un meccanismo globale, non è più un faro per il mondo. L'Unione Europea assorbe, dissolve e ingerisce le energie umane, i costumi, le tradizioni e le finanze delle singole nazioni.

 

La tecnocrazia vuole un'Europa artificiale

 

Jacques Attali, un influente uomo d'affari israelita, ha dichiarato nel suo libro L'Europe 15:

 

«L'Europa ovviamente non esiste. Non è né un continente, né una cultura, né un popolo, né una storia. Non è né definita da un unico confine né da un destino o da un sogno comune».

 

jacques attali

 

Se dunque l'Europa non esiste, dobbiamo immaginarla, inventarla, costruirla. L'Europa promessa offrirà più affari, prosperità, pace, sicurezza, fratellanza, democrazia, diritti umani e meno disoccupazione, delinquenza, povertà... Tante parole magiche che altro non sono che concetti insensati.

 

Pace attraverso il commercio?

L'economia, il libero scambio, la soppressione delle frontiere sarebbero i mezzi per annientare tutti i nazionalismi fautori di guerre. È l'apparente approccio seguito dall'Europa in via di costruzione: prima la CECA, poi il Mercato Comune (MEC)... Ancora oggi si afferma la volontà di influenzare la scena internazionale svincolandosi da un gran numero di frontiere, e quindi di tasse doganali.

 

Negli ultimi anni, l'Unione Europea ha moltiplicato il libro scambio con Paesi terzi: Corea del Sud, Canada (CETA), Giappone (JEFTA)... e presto Vietnam, America Latina e Singapore. Per quanto riguarda il Transatlantic Trade and Investment Partnership (TTIP), o TransAtlantic Free Trade Agreement (TAFTA), sarebbe stato sospeso (cosa sta succedendo dietro le quinte?) a causa della protesta per la sua opacità e per la segretezza che circonda il suo contenuto. «Il protezionismo francese è barresiano 16 e colorato di xenofobia».

 

transatlantic trade and investment partnership - TTIP

 

Queste parole di Pascal Lamy, Direttore Generale dell'Organizzazione Mondiale del Commercio 17, sono indicative dell'incapacità dell'alta tecnocrazia di osservare e comprendere molteplici realtà, come quelle carnali, storiche, culturali e spirituali. Ciò che è buono per il Giappone non lo è per nazioni diverse come la Bulgaria e la Francia: l'Europa non è un popolo.

 

Visione tecnocratica

L'immagine più rappresentativa di ciò che l'Europa è agli occhi dell'élite senza radici che la dirige è data dalle banconote dell'Euro: esse rappresentano monumenti inesistenti al posto di luoghi o di persone reali; la materia sostituisce gli uomini, il virtuale sostituisce il reale. Si tratta di «costruire» l'Europa da zero. Così si è espresso Pascal Lamy, il 10 maggio 2009, affrontando la questione agricola:

 

«L'integrazione globale in agricoltura ci consente di considerare l'efficienza oltre i confini nazionali, spostando la produzione agricola verso luoghi più appropriati [...]. Dobbiamo ricordare che i confini e le nazionalità non sono state definite da nient'altro che da un lungo gioco storico di scale musicali».

 

tecnocrazia

 

Per queste persone l'Europa è solamente uno spazio geografico che produce e consuma, e in cui gli uomini contano meno dei capi del bestiame. «L'Europa esiste dove c'è la ragione, ma non dove c'è la passione» 18. Oggi l'Europa è un'élite che ragiona, ragionevole e moralizzatrice, tagliata fuori dalla realtà, dalle sue radici nazionali, un consorzio di multinazionali e una coalizione di speculatori finanziari.

 

Da qui il fatto che l'Unione Europea viene spesso attaccata per il suo «deficit democratico», o per dirla più chiaramente, per le sue pratiche dittatoriali, attraverso un legalismo e un interventismo che interferisce con le più piccole pieghe della vita sociale e personale. A Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione europea, è stata posta questa domanda: «Cosa dovrebbe fare l'Europa democratica se un Paese decidesse democraticamente di uscire dai ranghi»? Ed egli ha risposto: «Non ci possono essere scelte democratiche contro i trattati europei» 19.

 

jean-claude juncker

 

La Commissione presieduta da Junker ha portato davanti alla Corte di Giustizia Europea (CGE) Ungheria, Polonia e Repubblica Ceca per il fatto che questi Paesi non avevano rispettato la loro quota di migranti di ospitare! L'amministrazione europea non cessa, in qualità di rappresentante di un'entità sovranazionale, di creare tensioni e fare la guerra contro quei Paesi membri che non soddisfano la sua ideologia.

 

Istituzioni intergovernative, associazioni private, partenariati, organi transnazionali... fanno dell'Unione Europea un magma tecnocratico - un potere senza responsabilità - in cui l'élite governante conosce meglio di chiunque altro ciò che è bene per le persone. Il Transatlantic Policy Network (TPN), il cui motto è «Costruire oggi il partenariato di domani», si felicita e afferma sul proprio sito:

 

«Il Transatlantic Policy Network ha gradualmente formato un folto gruppo di politici statunitensi e dell'Unione Europea, di dirigenti, di gruppi di pensiero e di accademici, attraverso un costante dialogo informale e mantenendo regolarmente stretti rapporti interpersonali».

 

illuminati

 


III

UN'EUROPA... GLOBALIZZATA

 

 

Tutto quanto detto sopra dimostra ampiamente un fatto: non possiamo parlare dell'Europa senza inserirla in un contesto globale. La globalizzazione è un fatto legato alle conseguenze dell'introduzione di notevoli cambiamenti tecnologici rispetto al secolo scorso. Questa è la realtà che oggi devono affrontare le nazioni e gli Stati europei. Ma a rischio di non capire le difficoltà, dobbiamo sostituire la costruzione europea, non solo nell'ambito della globalizzazione, ma anche dell'ideologia mondialista.

 

Lo scioglimento delle sovranità nazionali serve a raggiungere l'unità politica per poter giungere ad un Governo Mondiale. La moltiplicazione delle organizzazioni transnazionali, attuata a poco a poco nel giro di un secolo, e ai nostri giorni la creazione di blocchi o regioni continentali, hanno preparato il terreno.

 

élite globalista

 

L'Europa come laboratorio di un Governo Mondiale

 

C'è grande interesse sulla costruzione del blocco «Europa», poiché ci sono voluti più di settant'anni per imporre questa idea alle diverse nazioni europee, nonostante le resistenze registrate alle urne. D'ora in poi, l'Unione Europea avrà una personalità giuridica che le conferisce il potere di firmare accordi internazionali senza possibili contestazioni da parte degli Stati membri. Il diritto europeo ha la precedenza sul diritto nazionale. L'Unione Europea è il prototipo della ristrutturazione globalista del pianeta.

 

Tutti gli altri blocchi sono stati costruiti sullo stesso modello. Questo è il significato delle parole di Pascal Lamy, pronunciate alla fine del 2009 durante le celebrazioni del 20° Anniversario della caduta del Muro di Berlino: «L'Unione Europea è il laboratorio del Governo Mondiale» 20. Il blocco europeo è composto da: suffragio universale, cittadinanza, Parlamento, consiglio, costituzione, valuta, tribunale... La visione globalista espressa da Jacques Chirac (1932-2019) dall'alto della tribuna dell'UNESCO il 7 dicembre 1998 ha preso forma:

 

«Per costruire il Nuovo Ordine Mondiale che garantirà la pace duratura, la sicurezza e il progresso economico e umano, il mondo ha bisogno di un'Europa forte in un rinnovato partenariato transatlantico. È responsabilità della comunità internazionale sviluppare le regole di questo Nuovo Ordine Mondiale e concordare una visione comune ispirata alla Carta delle Nazioni Unite».

 

jacques chirac

 

Modellata sull'architettura mondialista, nel 2004 l'Unione Europea ha incorporato gli Stati dell'Europa centrale, allargando così il blocco europeo e aumentando le difficoltà da risolvere: l'ideologia non regge la realtà delle ventotto nazioni europee il cui passato, i costumi e gli interessi sono molto spesso divergenti tra loro. Ma tutto ciò è solo temporaneo, giacché la standardizzazione, le norme e l'armonizzazione dovrebbero far quadrare tutto... e se dovessero sorgere dei problemi? Ci pensa Bruxelles!

 

Il ruolo del «soft power» 21

 

Un fatto significativo della concezione assai particolare della democrazia europea è stata la nomina del Presidente del Consiglio dell'Unione Europea nel 2009. Essa è stata occasione di un discorso al Parlamento di Bruxelles, pronunciato l'11 novembre di quell'anno da Mario Borghezio, europarlamentare italiano, e del quale i media francesi non hanno fatto menzione. Esso riguardava i tre candidati alla presidenza:

 

«Com'è possibile che nessuno si sia accorto che tutti e tre i candidati - Balkenende, Miliband e Van Rompuy - partecipano regolarmente alle riunioni del Bilderberg o della Trilaterale? [...]. Dobbiamo chiedere con chiarezza a queste persone se sono candidati del loro Paese o di forze politiche o gruppi occulti che si incontrano a porte chiuse e decidono della pelle e della testa del popolo...».

 

mario borghezio

 

Tre giorni dopo, il 14 novembre 2009, l'agenzia di stampa RTBF Info ha pubblicato questo comunicato:

 

«Van Rompuy si rivela di fronte al gruppo del Bilderberg. Il primo ministro Herman Van Rompuy, finora molto discreto a riguardo delle sue ambizioni europee, ha presentato giovedì sera, alla presenza di Henry Kissinger, la sua visione sull'Europa al Bilderberg Club, un gruppo che riunisce personalità dell'élite politica e imprenditoriale mondiale, durante una cena a Val-Duchesse [...]. Le conferenze discrete del Bilderberg riuniscono persone con grandi poteri decisionali e opinionisti occidentali per una sorta di Forum di Davos segreto in cui la stampa non può mettere piede. La prima riunione ebbe luogo nel 1954 nei Paesi Bassi, e precisamente nell'hotel Bilderberg, a Oosterbeek. Il nome dell'albergo è stato mantenuto anche per le successive riunioni».

 

club bilderberg

 

Quattro giorni dopo, Herman Van Rompuy è stato investito della presidenza dell'Unione Europea, e nel suo discorso di accettazione ha osservato: «Il 2009 è anche il primo anno della governance mondiale con l'istituzione del G20 nel bel mezzo mezzo della crisi finanziaria».

 

herman van rompuy

 

Regionalizzazione dell'Europa

 

Si tratta, all'interno dello stesso spazio europeo, di favorire lo sviluppo delle regioni secondo criteri etnici ed economici per poi sottrarli a poco a poco all'autorità degli Stati, e di promuovere la fusione tra le regioni esistenti per formare nuove entità territoriali, politiche, culturali ed economiche in collegamento diretto con l'autorità centrale europea con sede a Bruxelles.

 

Questa «regionalizzazione» lusinga le aspirazioni popolari «locali», riducendo tutto a misura d'uomo, promuovendo l'autosufficienza e il contatto diretto con l'autorità centrale: «Small is beautiful, ("Piccolo è bello"), una società a misura d'uomo», come ha affermato nel 1973 l'economista anglo-tedesco Ernst Friedrich Schumacher (1911-1977).

 

ernst friedrich schumacher

 

Quarantacinque anni fa, il 16 settembre 1974, l'Herald Tribune pubblicò una mappa di un'Europa occidentale regionalizzata in cui gli Stati erano scomparsi! Le regioni, ricostruite tecnocraticamente, trattano direttamente con il potere sovranazionale. Ciò è illustrato dalle osservazioni di Hillary Clinton davanti al Council on Foreign Relations nel luglio del 2009:

 

«...occorre difendere l'autonomia locale democratica, sostenere le comunità collettività territoriali e le associazioni nazionali e autonome [...]. Noi andremo avanti con i contatti con i governi, perché crediamo che le partnership con i popoli giocherà un ruolo cruciale nel modo di governare del XXI secolo».

 

Le parole di Hillary Clinton ci permettono di capire la ragione della moltiplicazione delle organizzazioni, dei partenariati, dei trattati e delle regionalizzazioni, che ha l'effetto dividere per regnare meglio («divide et impera») al di sopra delle nazioni sotto il manto della democrazia diretta.

 

divide et impera

 

Quindi, ogni organizzazione locale o piccola comunità si sente come se stesse diventando un attivo «cittadino del mondo», un «villaggio globale» guidato da un'élite che non desidera altro che il suo bene. Così valorizzati, le organizzazioni, le comunità e gli individui... diventano, a loro volta, attivisti della causa mondialista.

 

Tuttavia, la realtà è assai diversa. Ovviamente, le rosee prospettive annunciate sono contraddette da un impoverimento dovuto, tra l'altro, alla moneta unica e e all'ideologia del libero scambio che ha portato al crollo del mercato interno, alle delocalizzazioni, alla disoccupazione, ecc...

 

L'America, una potenza europea

 

Influenzati dal messianismo democratico nordamericano, i «padri fondatori» dell'Europa vengono evocati, come accade negli Stati Uniti con i padri pellegrini o George Washington; sull'esempio del presidente degli Stati Uniti davanti al Congresso, il presidente della Commissione Europea parla «sullo stato dell'Unione» davanti al Parlamento. L'Europa e la NATO sono figli degli Stati Uniti. Dean Achison, Segretario di Stato americano per gli esteri, ha ritenuto necessario

 

«sviluppare una comunità politicamente unita, forte in termini economico e militare, che potremmo e continueremo a sostenere come punto focale della nostra politica estera» 22.

 

NATO

 

Richard Holbrooke (1941-2010) 23, negli anni '90 vicesegretario di Stato aggiunto per i rapporti con l'Europa e il Canada, ha affermato il 1º marzo 1995, dopo la visita del presidente Bill Clinton in Europa:

 

«L'anno scorso, il presidente Clinton ha compiuto quattro viaggi in Europa. L'impegno del presidente, per i tempi e per l'attenzione presidenziale prestata, manifestano un fatto indiscutibile ma sottovalutato: gli Stati Uniti sono divenuti una potenza europea, in un senso che va ben oltre le solite affermazioni di "impegno per l'Europa". Nel XXI secolo, l'Europa avrà ancora bisogno del coinvolgimento attivo americano».

 

richard holbrooke

 

La «grande sostituzione»

 

Questa espressione suscitò una forte protesta in diversi ambienti. Un documento di prospettiva del Dipartimento degli affari economici e sociali delle Nazioni Unite sottolineò questa realtà:

 

«Le nuove sfide dovute al declino e all'invecchiamento della popolazione richiederanno rivalutazioni complete di molte politiche e programmi in corso, compresi quelli sulla migrazione internazionale. Concentrandosi su queste due tendenze della popolazione, di un certo rilievo e piuttosto critiche, il rapporto riguarda la migrazione sostitutiva per otto Paesi a bassa fertilità (Francia, Germania, Italia, Giappone, Corea del Sud, Russia, Regno Unito e Stati Uniti) e due regioni (Europa e Unione Europea.

 

 

Questo documento, pubblicato il 17 marzo 2000, vent'anni fa, dimostra che per gli ideologi globalisti i popoli e le nazioni sono solo pedine sulla scacchiera. Per cancellare le differenze nazionali, l'ideologia mondialista ricorre alla creazione di una società multiculturale.

 

società multiculturale

 

Si può ancora parlare di Europa? È solo un sogno, un'illusione e un diversivo. Uscire da questa Europa equivale ad operare il ritorno alla realtà. Il discorso lirico di Victor Hugo ha dato inizio a questo articolo. Lo vorrei concludere con una accenno alla fantascienza, un soggetto che forse susciterà tante domande! C'era una volta... Pubblicato nel 1914, The World Set Free («Il mondo liberato»), di Herbert George Wells (1866-1946), racconta come l'élite abbia sprofondato il mondo nel caos, a causa di guerre e crisi di ogni tipo.

 

hg wells - The World Set Free

Sopra: Herbert George Wells e il suo romanzo The World Set Free.

 

Le persone desidererebbero un cambiamento e un po' sicurezza, ma non sono in grado di reagire; figuriamoci di proporre! Politici e tecnocrati proclamano una repubblica planetaria e organizzata in blocchi o collegi elettorali. È nato un Nuovo Ordine Mondiale. Per la prima volta nella Storia viene pronunciata questa nuova designazione.

 

Wells, affiliato alla Fabian Society, un eugenista convinto, riteneva che i popoli, di per sé ignoranti, hanno bisogno di essere tenuti per mano. Supportato dalla Società delle Nazioni, il globalismo ha fatto da sfondo alle sue riflessioni. Nel 1940, egli pubblicò The New World Order («Il Nuovo Ordine Mondiale»). Queste opere hanno gradualmente abituato le menti ad accettare la standardizzazione e la schiavitù inavvertita.

 

«Sono stato abbastanza chiaro sul fatto che la Comunità Europea che noi creeremo non sarà fine a se stessa, ma sarà solo un passo verso forme di organizzazione mondiali di domani?

 

 

Questa osservazione dello stesso Monnet nelle sue Mémoires («Memorie»), secondo ciò che ci dice l'imprenditore francese Philippe de Villiers, è indicativa del vero obiettivo perseguito dai cosiddetti «padri fondatori» dell'Europa, una prospettiva distorta poiché irrispettosa dell'eredità ricevuta.

 

philippe de villiers

 

 

banner centro culturale san giorgio

 

Note

 

1 Traduzione dall'originale francese L'Europe, laboratoire de la gouvernance mondiale (Action Familiale et Scolaire, 1ª edizione, Parigi 2020), a cura di Paolo Baroni.

Sito web https://afs.ovh/

La frase che da il titolo a questo articolo è stata pronunciata da Pascal Lamy, ex direttore generale dell'OMC (Organizzazione Mondiale del Commercio).

2 Discorsi al Congresso della Pace, pronunciato a Parigi il 21 agosto 1849.

3 Discorsi di Zurigo, del 19 settembre 1946.

4 La Società delle Nazioni (SDN) divenne più tardi le Nazioni Unite (ONU).

5 Il fondatore della Fabian Society, Cecil Rhodes (1853-1902), durante il suo soggiorno a Oxford nel 1877 (quando aveva ventiquattro anni) fissò il suo principio guida: «Creare una società segreta con un obiettivo [...]: l'espansione dell'impero britannico per ricondurre tutte le persone incivili sotto il dominio britannico, in in vista di riprendere il controllo degli Stati Uniti e instaurare un impero di razza anglosassone».

6 https://legrandcontinent.eu/fr/2018/10/17/nous-avons rencontre-pascal-lamy

7 Cfr. Montesquieu, L'esprit des lois («Lo spirito delle leggi»), 1748.

8 Presidente dell'American Commettee for United Europe. Vedi gli archivi in P. de Villiers, J'ai tiré sur le fil du mensonge et tout est venu, Éd. Fayard, 2019.

9 Cfr. L. Weiss, Mémoires d'une européenne («Memorie di un'europea), vol. I.

10 Due degli emblemi della Fabian Society sono il lupo travestito da pecora e il tartaruga, accompagnati dal motto «Quando colpisco, colpisco forte».

11 Il suo sostegno finanziario è ampiamente illustrato dai documenti pubblicati nel succitato libro di P. de Villiers.

12 Soft power, ossia potere nascosto, capacità di influenzare.

13 Intervento di Donald Trump durante la 74ª sessione dell'AG delle Nazioni Unite (settembre 2019).

14 Cfr. P. Valéry, «La crise de l'esprit européen» («La crisi dello spirito europeo»); conferenza tenuta all'Università di Zurigo nel 1924.

15 Fayard, 1994.

16 Maurice Barrès (1862-1923) è stato uno scrittore e politico francese, figura di spicco del nazionalismo francese, rimasto famoso per le sue idee protezioniste.

17 Cfr. Le Point, del 19 gennaio 2012.

18 https://legrandcontinent.eu/fr/2018/10/17/nous-avons-rencontre-pascal-lamy/

19 Cfr. Le Figaro, del 28 gennaio 2015.

20 Cfr. Revue d’Études, ottobre 2010, pag. 20.

21 «Potere morbido»: capacità di influenzare e persuadere in maniera subdola.

22 Lettera a Jean Monnet, del 14 dicembre 1952.

23 https://www.foreignaffairs.com/articles/chechnya/1995-03-01/america-european-power

 

home page