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di Epiphanius 1
Ideatore del Bilderberg Group fu l'israelita Joseph Retinger (1887-1960). «Retinger [...], omosessuale, nel 1913 è introdotto nei circoli fabiani britannici. Dieci anni più tardi sedeva fra i più alti dignitari delle Logge polacche e svedesi e intratteneva rapporti con diverse eminenze dell'Ordine dei Gesuiti e con uno degli esperti del Vaticano (fautore di un avvicinamento fra Chiesa e Massoneria; N.d.R.), il rev. Padre Gruber» 2. Retinger era amico stretto, come affermava nei suoi scritti, di Sean MacBride (1904-1988), premio Nobel per la Pace e Premio Lenin per la Pace 3. Personaggio chiave della politica mondiale per quasi mezzo secolo, Retinger manteneva strette relazioni col «Colonnello» israelita Edward Mandell House (1858-1938), con la potentissima famiglia ebraica dei Warburg, col Pilgrims israelita Henry Morgenthau (1856-1946), appartenente all'entourage del 33º Grado Franklin Delano Roosevelt (1882-1945), col banchiere internazionale Herbert H. Lehman (1878-1963), membro del B'nai B'rith e della Pilgrims Society, e col banchiere correligionario Bernard Baruch (1870-1965), a sua volta membro di rilievo della Pilgrims Society e del Council on Foreign Relations.
Con simili sponsorizzazioni e l'appoggio determinante della famiglia Rockefeller, Retinger fonda dunque nel 1954 il Bilderberg Group, dal nome dell'hotel olandese di Oosterbeek in cui si tenne dal 29 al 31 maggio - ospite il principe Bernardo d'Olanda (1911-2004) - la prima conferenza, con la partecipazione di un centinaio di persone appartenenti alla crema delle élites e dell'Alta Finanza. Da quel momento il Bilderberg si poneva come «fase mondiale» del Council on Foreign Relations e del Royal Institute of International Affairs operante attraverso sessioni a cadenza annuale aventi per tema lo scambio di punti di vista e di informazioni dirette fra le due organizzazioni gemelle del Council on Foreign Relations (C.F.R.) e del Royal Institute of International Affairs (R.I.I.A.) onde addivenire a decisioni comuni. Una specie di «ponte» permanente fra i vari gruppi d'influenza d'Oltreatlantico e i loro omologhi europei, posto verosimilmente fra essi e la Round Table britannica, in vista di scopi comuni di ampio respiro quali, ad esempio, un'armonizzazione dei mercati con l'Europa dell'Est nel quadro della creazione di una base sovrannazionale per una cooperazione internazionale presieduta dalle Nazioni Unite. Il Bilderberg Club è più ristretto della Commissione Trilaterale, limitandosi ad un centinaio di personalità del mondo della Finanza e della politica, inclusi i direttori degli Istituti Affari Internazionali e generali delle varie armi. Ad esso sono delegati problemi più specifici di quelli affidati alla Trilaterale, come gli assetti territoriali, gli interventi militari, le linee politiche delle nazioni in quel momento emergenti o protagoniste. L'ordine del giorno degli argomenti discussi nel convegno del 1994 ad Helsinki, in Finlandia, dà una discreta idea delle tematiche poste sul tappeto:
Le discussioni hanno luogo sempre a porte chiuse in conferenze annuali che, al pari di quelle della citata Commissione Trilaterale, si svolgono ogni anno di solito in rinomati centri occidentali. Il Bilderberg, come la Trilaterale, è articolato su cerchi concentrici dove i veri iniziati stanno al centro, mentre il cerchio più esterno solitamente ospita figure come professori universitari o politici e capi di Stato in vista. Le decisioni del Bilderberg hanno efficacia anche dopo anni e vengono notificate a organismi come il G7 o vengono perfezionate in simposi tenuti dall'Aspen Institute, dal Club di Roma o dallo World Economie Forum di Davos, che dal 1971 riunisce principalmente ministri dell'economia, degli esteri, esponenti dell'Alta Finanza dei vari Paesi a Davos, in Svizzera, nella prima settimana di febbraio di ogni anno. Superfluo sottolineare che i membri del Bilderberg (e della Commissione Trilaterale) sono in prevalenza massoni e che, soprattutto nei cerchi interni, non esistono forme di alternanza democratica, una contraddizione in termini a livello di élites, dove la stabilità è d'obbligo, e sono sempre le stesse figure ad apparire, come ad esempio David Rockefeller, Gianni Agnelli (1921-2003), Lord Eric Roll of Ipsden (1907-2005), Lord Peter Carrington o Henry Kissinger. Giova ricordare che massoni presenti in Società Segrete, come appunto il Bilderberg Group, sono tuttavia divisi in due obbedienze: quelli del ramo angloamericano e quelli della Massoneria francofila-umanista, in continuità con la divisione «storica» della Massoneria, il palladismo d'oltreoceano fiancheggiato dalle alte Società Segrete britanniche, la via angloamericana alla Repubblica Universale, che si avvale delle ricchezze principalmente dei Rockefeller, in concorrenza con quella europea della Sinarchia, imperniata sull'asse franco-tedesco e appoggiata dai Rothschild. Le distinzioni - occorre averlo sempre ben chiaro - non sono tuttavia mai così nette, come testimonia la presenza ad un tempo di massoni di entrambe le estrazioni nei circoli mondialisti, a significare uno scopo comune da perseguire al di là di ogni opposizione interna.
Sembra tuttavia
che negli ultimi anni l'influenza del ramo europeo sulle decisioni
di politica mondiale stia piuttosto declinando rispetto a quella
delle Logge angloamericane: è agevole infatti constatare che ad
organismi ormai collaudati come il Bilderberg (e la
Trilaterale) si affianchino istituzioni di ispirazione
nettamente angloamericana, come la Banca Mondiale, il
Fondo Monetario Internazionale, la NATO,
il Tavistock Institute of Human Relations di Londra, dove
vengono messe a punto le tecniche di penetrazione e guerra
psicologica, ma soprattutto il
Le ultime conferenze del Bilderberg Group hanno avuto luogo:
«Sul lago il governo-ombra
del mondo», titolava con enfasi in prima pagina Il Giorno
di venerdì 24 aprile 1987 dando la notizia del convegno di
Cernobbio che vide centododici partecipanti e al quale seguì dal 27
al 29 aprile una riunione dell'Aspen Institute a Torino
11. L'Aspen Institute for Humanistic
Studies venne fondato nel 1949 in Colorado da Robert Maynard
Hutchins (1899-1977), Gran Commendatore dell'Ordine di San
Giovanni di Gerusalemme - una branca della Side Masonry,
l'alta Massoneria britannica - presidente dell'Università
Rockefeller di Chicago fra il 1929 e il 1950 (creatore assieme a
Giovanni A. Borgese nell'immediato dopoguerra del
movimento per il Governo mondiale), 12
direttore della programmazione della Fondazione Ford agli
inizi degli anni Cinquanta, in rapporto con Aldous Huxley
(1894-1963) per lo
Intenzioni assai prossime a quelle del
Bilderberg, ma probabilmente in rapporto di subordinazione a
quest'ultimo e con valenze più spiccatamente culturali, di
formazioni di quadri per l'establishment, ma anche
economiche, monetarie e commerciali. L'Istituto Aspen
organizza nelle varie nazioni uno o due «seminari» all'anno, a
seconda delle necessità, per fare il punto sulla situazione
economica, commerciale, finanziaria in rapporto a quella politica
del momento, con la partecipazione di personalità e quadri dei
governi europei, americani e giapponesi.
Per lungo tempo avvocato di
Gianni Agnelli, Gardner, ambasciatore U.S.A. in Italia dal 1977 al
1989, sarebbe stato a capo del servizio informazioni di
Inter-Alpha, gruppo bancario finanziario all'origine nel
dopoguerra della Loggia massonica P2 17,
e fra il 1957 e il 1966 professore alla Columbia University
di New York. Rhodes Scholar, Gardner è membro del gabinetto
giuridico Coudert Bros. - oggi controllato direttamente dalla
Fondazione Rockefeller - istituito nel 1895 da
Frederik
René Coudert (1832-1903), uno dei fondatori della branca
americana della Pilgrims Society. Direttore della Foreign
Policy Association, un satellite del pianeta Council on Foreign Relations,
membro dello stesso Council on Foreign Relations e della
Commissione Trilaterale, Gardner lo si ritrova anche alla
Pilgrims Society. Presente alla sessione dell'Aspen
italiano a Palazzo Vendramin-Kalergi (chi si rivede!) a Venezia nel
settembre 1988 e a quella della sezione francese a Canisy il 23
agosto 1988, subito dopo Gardner vola a Mosca per perfezionare con i
russi un progetto tendente «a rinforzare i poteri dell'O.N.U.»
18. I lavori delle novantotto personalità
partecipanti erano condotti sotto la direzione dell'israelita
Georgij A. Arbatov (1923-2010), della ristretta cerchia
dei consiglieri di
Vale la pena soffermarsi un momento su Lord Roll, il presidente del gruppo S. G. Warburg appartenente alla potente famiglia ebraica omonima. Nato il 1 dicembre 1907 in Austria da un banchiere israelita, Eric Roll fra il 1939 e il 1941 presta servizio, in qualità di special fellow, presso la Fondazione Rockefeller. Dal 1941 al 1966 è funzionario di stato britannico con incarichi presso la N.A.T.O. e la C.E.E.. Aderì pure al Political and Economical Planning («Pianificazione politica ed economica»), il P.E.P. britannico, organizzazione parallela, fondata nel 1931 da membri della Fabian Society a fini mondialisti, di quel Royal Institute of International Affairs dal quale sciamarono tutti gli altri Istituti Affari Internazionali. Lasciata nel 1967 l'amministrazione, Eric Roll entra nella banca di uno dei più famosi banchieri di Londra, Siegmund George Warburg (1902-1982), e nel 1968 accede al prestigioso incarico di direttore della Banca d'Inghilterra, cumulando la carica con quella di direttore esecutivo per l'Inghilterra del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale, membro della Pilgrims Society, della Commissione Trilaterale, dell'Istituto Atlantico, del Royal Institute of International Affairs, e, naturalmente, del Bilderberg Group. Divenuto Sir Eric Roll e poi il barone Lord Roll of Ipsden, sali ai massimi livelli della Banca Warburg che oggi presiede assieme al correligionario David Scholey, membro anch'egli del Bilderberg. Giova segnalare che il 10 maggio 1995 la Siegmund G. Warburg è stata rilevata dalla Swiss Bank Corporation, la maggiore banca svizzera guidata dal banchiere Georges Blum, «con l'obiettivo chiaro e dichiarato di diventare una delle dieci banche che domineranno entro la fine del secolo la finanza globale» 22. Alla guida della nuova Sbc-Warburg è stato nominato Marcel Ospel. La sessione del Bilderberg Group del 1996, tenuta in Canada sotto la direzione del mondialista plurititolato, il britannico Peter Carrington, ha visto la partecipazione, a fianco degli immancabili David Rockefeller, Gianni Agnelli, Henry Kissinger, sir Eric Roll of Ipsden, di personaggi «eccellenti» come: Franco Bernabè, direttore dell'E.N.I.;
William F. Buckley jr. (1925-2003), membro della Skull and Bones, del Council on Foreign Relations e della Mont Pelerin Society; Dwayne Andreas, alla testa della Archer-Daniels-Midland Co., una delle «cinque sorelle», le multinazionali del grano, e assai prossimo alla famiglia Bronfman; Jon S. Corzine, senior partner e direttore della potente banca d'affari Goldman Sachs & Co. di New York; Stanley Fischer, primo vice-direttore del Fondo Monetario Internazionale; Richard Holbrooke, l'israelita americano responsabile dell'attuale pax americana nell'ex Iugoslavia, membro della Trilaterale e del Council on Foreign Relations, uno dei direttori generali fra il 1985 e il 1993 della potente banca d'affari Lehman Brothers; l'economista della Bocconi Mario Monti, presente anche nella Commissione Trilaterale; Norman Podhoretz, membro del B'nai B'rith e del Council on Foreign Relations, editore della rivista «di destra» americana Commentary, pubblicazione ufficiale dell'American Jewish Committee; Renato Ruggiero, tecnocrate di Agnelli, presente anche nella Trilaterale e attualmente alla guida della World Trade Organisation (W.T.O.); Klaus Schwab fondatore e presidente delle discrete riunioni dello World Economie Forum, i Simposi annuali che dal 1971 riuniscono annualmente a Davos gli uomini del Big Business; lo svizzero Cornelio Sommaruga, presidente della Croce Rossa Internazionale; il grande speculatore internazionale George Soros; Peter D. Sutherland, al vertice della Goldman Sachs International e direttore generale della W.T.O.; il banchiere James D. Wolfensohn, presidente della Banca Mondiale. Fà la sua prima comparsa anche Walter Veltroni, del giornale comunista italiano L'Unità 23.
Sui veri contenuti dei colloqui Bilderberg poco è dato di sapere: sembra tuttavia che, ad esempio, la riunione di Innsbruck «sia stata decisiva per accelerare la fine degli accordi di simbiosi economica, e dunque politica, fra il COMECON e la CEE» 24: niente di più facile dal momento che questi incontri sembrano davvero precedere con preoccupante frequenza gli avvenimenti che da lì a breve seguono... Di certo si sa che «virtualmente ogni leader occidentale di spicco del dopoguerra è passato per il Bilderberg una volta o l'altra» 25.
Note
1 Estratto (pagg. 600-610) dall'opera Massoneria e Sètte Segrete: la faccia occulta della Storia, Editrice Ichthys, s.d. 2 Cfr. P. Faillant de Villemarest, La Lettre d'Information, nº 14/1986. 3 Mc Bride appartenne all'Ordo Templi Orientis, fu fondatore di Amnesty International, membro Comitato esecutivo dell'Unione Paneuropea del massone Coudenhove-Kalergi. 4 Cfr. The Spotlight, del 27 giugno 1994. 5 Cfr. J. Bordiot, Une main cachée dirige... («Una mano nascosta dirige...»), Ed. La Librairie Française, Parigi 1974, pag. 227. 6 Vedi l'opuscolo di R. Camman, Les véritables maîtres du monde («I veri padroni del mondo»), Villefranche-de-Lauragais 1985, pag. 4. 7 Ad esempio, nel convegno tenuto il 23-26 aprile 1987 a Villa d'Este sul Lago di Como, i giornali italiani hanno pubblicato soltanto settantuno nominativi dei circa centodieci presenti (cfr. Il Corriere della Sera, del 25 aprile 1987; Il Giornale, del 25 aprile 1987; Il Giorno, del 24 aprile 1987). 8 Cfr. Y. Moncomble, La Trilatérale et les secrets du mondialisme, pag. 70. David Rockefeller, in occasione della riunione di BadenBaden del 1991 del Bilderberg Club rivolgendosi ai giornalisti: «Siamo riconoscenti ai principali media e grandi pubblicazioni, i cui direttori sono presenti alle nostre riunioni, che abbiano rispettato quasi per quarant'anni il loro impegno di discrezione». 9 Cfr. Y. Moncomble, op. cit., pag. 207. 10 Ossia titolare di una delle borse di studio fondate da Cecil Rhodes per far passare dalle sue università dei giovani d'élite scelti nel mondo anglosassone e prepararli all'One World, sotto la guida britannica. 11 Cfr. Il Giornale, del 24 aprile 1987. 12 Cfr. Il Sole-24 Ore, del 21 aprile 1992. 13 Cfr. Kalimtgis-Steinberg-Goldman, Droga S.p.A., pagg. 61-61, 404; P. Blackwood, Netzwerke der Insider; Diagnosen Verlag, Leonberg 1986, pag. 196. 14 Cfr. Il Giornale, del 6 settembre 1986. 15 Ricordiamo la posizione dei sovietici nei riguardi dell'Alta Finanza, espressa dal portavoce sovietico nel corso dei colloqui dell'Aspen Institute di Berlino nel luglio 1987, e rivelatrice dei rapporti di subordinazione totale da parte dei Paesi dell'Est all'Alta Finanza: «Noi vi offriamo di cooperare con comprensione e buona volontà. L'URSS di domani sarà quella che voi vorrete...» (cfr. E. Mortimer, sul Financial Times, del 7 luglio 1987). 16 Cfr. La Repubblica - Affari e Finanza, del 15 aprile 1988. 17 Cfr. The Trilateral Conspiracy against U.S. Constitution: Fact or Fiction?, EIR Special Reort, Washington, 30 settembre 1985, pag. 128. 18 Cfr. P. Faillant de Villemarest, La Lettre d'Information, nº 10/1988. 19 Cfr. Y. Moncomble, Quand la presse est aux ordres de la finance («Quando la stampa è agli ordini della Finanza»), Ed. Yann Moncomble, Parigi 1986, pag. 190. 20 Cfr. P. Faillant de Villemarest, La Lettre d'Information, nº 5/1989. 21 Cfr. Il Giornale, 13 maggio 1995. L'influenza enorme sulla mentalità e i costumi della televisione, e prima, della cinematografia è fatto pacifico sotto gli occhi di chiunque: ma chi sono i formatori di opinione, questi titani che da un secolo propongono stili di vita, lanciano mode, slogan, creano gusti, abitudini, modelli? «L'alleanza fra televisione e industria del cinema è sempre stata stretta, l'una alimenta l'altra. Metro-Goldwyn Mayer, 20th Century Fox, Paramount Pictures, Columbia, Warner Bros, Universal e United Artists, queste società sono state tutte fondate, dirette e orientate da ebrei famosi come i Goldwyn, Fox, Laemmle, Schenk, Lasky, Zukor, Thalberg, Cohen, Mayer e Warner». (cfr. A. Lilienthal, The Zionist Connection II, North American Ed., New Brunswick 1978, pag. 222). 22 Cfr. Il Corriere della Sera, dell'11 maggio 1995. 23 Cfr. The Spotlight, Washington. del 17 giugno 1996. 24 Ibid. 25 Cfr. Review of International Studies, Londra 1986, nº 12, p. 221.
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