di John Ankerberg e John Weldon 1
Nella maggior parte delle pratiche orientali, comprese quelle dell'induismo, viene incoraggiato il raggiungimento di stati alterati di coscienza: al giorno d'oggi, milioni di persone cercano di ottenerli, convinti che susciteranno una condizione di «illuminazione» spirituale. Tali stati alterati possono includere varie e molteplici esperienze: tutto quanto vada dall'ipnosi ed altri stati di trance al risveglio yogico della kundalini 2 (una tecnica di «illuminazione»), sciamanesimo, sogno cosciente, doping, consapevolezza indotta dalla meditazione e dal bio-feedback 3, ecc... Ma la ricerca di queste condizioni può essere pericolosa perché gli stati alterati di coscienza tendono anche a dischiudere le porte alla possessione da parte di spiriti.
Sopra: il risveglio della kundalini.
Come abbiamo già osservato in un'altra opera,
Da una ponderosa ricerca sugli stati alterati di coscienza è risultato che dei quasi 500 gruppi sociali studiati, più del 90% ritenevano socialmente accettabile l'esperienza di stati di trance e di possessione spiritica 6. Ora, anche in America, l'ascendente esercitato da guru provenienti dall'India e dalle loro pratiche occulte sta facendo sì che gli stati di trance e di possessione vengano socialmente accettati. Oggi, in molti settori, ciò che una volta era chiamata «possessione spiritica» ora è semplicemente definita «coscienza alterata».
Considerate ad esempio la ricerca condotta da Tal Brooke (1945-2021), che fu il primo discepolo occidentale del santone indiano Sathya Sai Baba (1926-2011).
Brooke ci offre uno studio ed una critica efficaci delle filosofie orientali, riguardante anche gli stati alterati di coscienza, riscontrati nelle pratiche di meditazione di uno sterminato numero di guru. Gli stati alterati di coscienza sono descritti come modalità potenziali di accelerazione dei contatti e delle possessioni spiritiche 7.
Eppure, chi sperimenta la possessione spiritica la definisce spesso semplicemente come uno stato alterato di coscienza. Concludendo, quando i guru induisti affermano che le loro pratiche yogiche/meditative indurranno un «più elevato» livello di consapevolezza, il praticante dovrebbe fare attenzione. Come abbiamo documentato altrove, queste condizioni alterate indotte dalla meditazione possono facilmente sfociare in periodi di isolamento sociale, malattie mentali e perfino nell'azione demoniaca 8.
Altre pratiche tipiche dell'induismo comprendono le connesse discipline dello yoga e della meditazione. Per motivi di spazio ci limiteremo a parlare dello yoga, tenendo presente che la vera e propria pratica dello yoga comprende la meditazione 9. Nel corso degli anni, sempre più operatori sanitari hanno promosso lo yoga come pratica «sicura ed efficace» per la salute fisica e mentale. Al giorno d'oggi, in America, letteralmente milioni di persone seguono questa antica pratica induista. Lo yoga autentico ha un obiettivo ben definito: l'unione della persona con Brahma attraverso esperienze di consapevolezza mistica.
Sopra: ormai lo yoga viene insegnato anche ai bambini nelle scuole come una pratica rilassante per ritrovare il proprio equilibrio psicofisico.
Il soggetto deve rendersi conto di essere consustanziale a Dio, cioè allo stesso Brahma: «Lo scopo dello yoga, quindi, è di raggiungere la condizione di unione o identificazione con Dio, Brahma [ed altre] entità spirituali...» 10. Lo yogi Gopi Krishna (1903-1984), un'autorità nello yoga, rileva che «tutte le scuole di yoga [...] sono strutturate al fine di apportare al corpo questi cambiamenti psicosomatici, fondamentali per la metamorfosi della consapevolezza» 11 necessaria per «comprendere» Brahma. Ẻ questa la ragione per cui esperti di yoga ammettono che le posture yogiche e le pratiche di respirazione risveglino energie occulte e poteri psichici che possono provocare decisi mutamenti della coscienza, così intensi da trasformare molte persone per sempre 12.
Sebbene molti americani pratichino lo yoga come una sorta di ginnastica rilassante, in pochi hanno idea di dove tale abitudine li possa portare. Nella letteratura specializzata abbiamo visto molti resoconti di malattie mentali e di possessioni indotte anche da una pratica inconsapevole e ingenua dello yoga. Ma, incredibilmente, gli stati alterati causati dallo yoga - persino gli episodi di follia - ora vengono spesso intesi quali esperienze spirituali positive, in grado di condurre al «risveglio» spirituale 13. Non sorprende che la pratica yoga possa far collassare mente e corpo. Il vero obiettivo dello yoga è distruggere la persona (che è soltanto un sé ingannevole, un'illusione) in modo che possa essere sperimentato il Brahma impersonale (il presunto Vero Sé). Il teologo buddista Moti Lal Pandit osserva che:
Poiché lo yoga, in definitiva, è una pratica occulta (cioè ha la peculiarità di accrescere i poteri psichici), non sorprende che ci si possa imbattere nei pericoli tipici delle pratiche occulte: malattie fisiche, malattie mentali e possessione 15. Riteniamo che questi pericoli sopravvengano perché lo yoga è una pratica occulta e non perché forse esso non viene praticato correttamente. Molte persone (compresi molti medici) ritengono a torto che lo yoga sia innocuo. Ẻ raro che lo considerino di per sé come concausa di un qualsiasi malanno che riscontrino nei proprî pazienti. Noi invece siamo convinti che molte patologie dubbie, come anche certi decessi, siano collegati allo yoga. Per esempio, il filosofo induista Swami Prabhavananda (1893-1976) avvertiva dei pericoli degli esercizi di respirazione yogica:
Molti esperti di yoga ammettono apertamente i pericoli di tali pratiche. Come già detto, questi pericoli sono spesso attribuiti a metodologie «errate». Ma, nei fatti, nessuno ha mai oggettivamente identificato i meccanismi esatti dello yoga «corretto» o «sbagliato»; la pratica «sbagliata» in una scuola è spesso «corretta» in un'altra 17. Di seguito elenchiamo alcuni pericoli dello yoga, indicati da autorevoli suoi esponenti. Il «commento» di Shri Purohit Swami agli Yoga Sutra di Patanjali informa:
Il consigliere spirituale e spiritista delle Nazioni Unite 19 Sri Chinmoy (1931-2007), autore di Yoga and the Spiritual Life («Lo yoga e la vita spirituale») osservava:
Sopra: Sri Chinmoy e il suo libro Yoga and the Spiritual Life.
L'esperto di yoga Hans-Ulrich Rieker (1920-1979), in The Yoga of Light («Lo yoga della luce»), esortava: «Lo yoga non è roba da niente se solo consideriamo che qualsiasi equivoco nel corso della sua pratica può significare morte o malattia» e che, nello yoga kundalini, se il respiro o il prana viene «prematuramente trattenuto, sopravviene un immediato pericolo di morte per lo yogi» 21.
Sopra: Hans-Ulrich Rieker e il suo The Yoga of Light.
Anche Gopi Krishna, un altro che ben conosceva lo yoga, metteva in guardia sui possibili pericoli della pratica yogica, compresi «drastici effetti» sul sistema nervoso centrale con possibile morte 22. Il testo di riferimento dell'Hatha Yoga, The Hatha Yoga Pradipika (cap. II, versetto 15) mette in guardia:
Il maestro induista Sri Krishna Prem (1898-1965) avvertiva, in The Yoga of the Bhagavad Gita:
Sopra: Sri Krishna Prem e la sua opera The Yoga of the Bhagavad Gita.
Egli ammonisce: «Praticarlo, come molti fanno, per curiosità [...] è un errore pagato con l'inutilità, la nevrosi o, peggio ["persino la follia stessa"]» 25. Il libro Yoga and Mysticism, di Swami Prabhavananda, enumera danni cerebrali, malattie incurabili, follia tra i rischi potenziali di un'errata pratica dello yoga 26; Rieker parla di cancro alla gola, ogni tipo di disturbo, svenimenti, insoliti stati di trance o pazzia persino «per l'errore più lieve...» 27.
In The Seven Schools of Yoga («Le sette scuole dello yoga»), il teosofo Ernest Wood (1883-1965) avvertiva del «rischio incombente di disturbi fisici e malattie molto gravi e persino di pazzia» 28. Concludendo, se gli insegnanti di yoga fossero più sinceri circa i loro metodi, forse ascolteremmo meno la propaganda per la quale «lo yoga è del tutto sicuro».
Sopra: Ernest Wood e il suo libro The Seven Schools of Yoga.
Scopo dell'induismo è il raggiungimento dell'«illuminazione», ossia l'ipotetica realizzazione della divina natura interiore di una persona. Come già fatto presente, i classici mezzi per tale realizzazione attengono allo sviluppo di stati anomali di coscienza mediante la pratica dello yoga e della meditazione. Nei punti successivi spieghiamo perché, secondo noi, quella induista dell'illuminazione sia una pratica pericolosa che alla fine può portare alla malattia mentale e/o all'intervento demoniaco.
L'induismo è una religione occulta: essa iniziò da pratiche occulte e da rivelazioni paranormali provenienti dai rishis («saggi», «santi») o veggenti. Considerati i guru americani nel loro insieme, non sorprende che le pratiche occulte siano comunemente accettate. In genere, esse includono non soltanto svariate forme di spiritismo ma anche astrologia, magia, stregoneria, negromanzia, sviluppo di facoltà psichiche, pratiche sciamaniche, il trasferimento di poteri occulti durante l'iniziazione (shaktipat diksha), ecc... Come l'esperto ricercatore Brooks Alexander osserva su Osho Rajneesh (1931-1990), Swami Muktananda (1908-1982) e Sai Baba:
Ad esempio, Rajneesh asserisce che la stregoneria rappresenti «una delle più grandi opportunità di crescita umana» 30. Parte dell'obbedienza richiesta agli allievi nei confronti del guru è di seguirne il sadhana o cammino spirituale. Per definizione, ciò avvia una persona sul sentiero dell'occultismo: difatti, sono da attendersi poteri psichici 31 e spiritismo. Ad esempio, la comunicazione spiritica interviene frequentemente con ciò che si crede che siano varie divinità induiste, spiriti «della natura» o il guru stesso dopo la morte [o anche mentre è in vita, mediante la sua cosiddetta «figura spirituale»]. Muktananda ci dice che i suoi studenti si imbattono in svariati dèi induisti e in altri spiriti, oltreché nei morti 32.
L'autobiografia spirituale di Paramahansa Yogananda (1893-1952), Autobiography of a Yogi, è colma di esperienze occulte: proiezioni astrali, psicometria 33, astrologia, guarigione sensitiva, materializzazioni o dislocazioni spiritiche, amuleti ecc... 34. Per esempio, insegna Yogananda:
L'opera Sri Aurobindo and the Mother on Occultism («Sri Aurobindo e la Madre 36 parlano dell'occultismo») sostiene che il vero occultismo sia «spiritualità dinamica [...], uno strumento indispensabile lungo il cammino spirituale» 37. Quando i guru promuovono pratiche occulte come contattare gli spiriti, medianità, divinazione, astrologia e negromanzia (comunicazione con i morti), essi stanno espressamente violando gli insegnamenti di Dio che ci mettono in guardia da roba del genere:
Note
1 Traduzione di un estratto (pagg. 13-18) dall'originale inglese The Facts on Hinduism (Harvest House Publishers, Eugene 1991), a cura di Mario Tosi, che ringraziamo vivamente. 2 Kundalini, la «divinità dormiente» o energia spirituale latente degli esseri umani, solitamente raffigurata come un serpente avvolto alla base della spina dorsale. Si dice che, se «risvegliata», essa attraversi i chakra (punti energetico-psichici del corpo umano, dei quali sette sono considerati i principali) consentendo il controllo delle corrispondenti funzioni psichiche e fisiche e la conseguente possibilità di controllare e sviluppare pienamente la mente, che così si espanderebbe fino a raggiungere uno stato di completa realizzazione, piena espressione della pura Coscienza. (vedi, ad esempio, https://www.ananda-marga.info/Practical Tantra.html) 3 Processo che permette a un individuo di imparare come cambiare l'attività fisiologica allo scopo di migliorare la propria salute e le proprie prestazioni https://it.wikipedia.org/wiki/Biofeedback 4 I riferimenti primari sono forniti in J. Ankerberg-J. Weldon, Can You Trust Your Doctor? The Complete Guide to New Age Medicine and Its Threat to Your Family («Puoi fidarti del tuo medico? La guida completa alla medicina New Age e alla sua minaccia per la tua famiglia»), Wolgemuth & Hyatt, Brentwood 1991, pagg. 287-301. 5 Ibid., pagg. 146-147. 6 Cfr. E. Bourguignon, Religion, Altered States of Consciousness and Social Change («Religione, stati alterati di coscienza e cambiamento sociale»), Ohio State University Press, Columbus 1973, pagg. 16-17. 7 Cfr. T. Brooke-J. Weldon, Riders of the Cosmic Circuit («Cavalieri del circuito cosmico»), Lion Publishers, Batavia 1986, pagg. 39-50, 107-39, 165-208. 8 Vedi J. Ankerberg-J. Weldon, Meditation («Meditazione»), cap. X, intitolato «Trust» («Fiducia»). 9 Ibid. 10 Cfr. Gopi Krishna, «The True Aim of Yoga» («Il vero scopo dello yoga»), in Psychic, gennaio-febbraio 1973, pag. 14. 11 Ibid., pag. 15. 12 Vedi Cfr. T. Brooke-J. Weldon, op. cit. 13 Vedi S. Grof-C. Grof, Spiritual Emergency: When Personal Transformation Becomes a Crisis («Emergenza spirituale: quando la trasformazione personale diventa una crisi»), Jeremy P. Tarcher, Los Angeles 1989. 14 Cfr. Moti Lal Pandit, «Yoga As Methods of Liberation» («Lo yoga come metodi di liberazione»), in Update: A Quarterly Journal on New Religious Movements, The Dialogue Center, Aarhus, vol. IX, nº 4, dicembre 1985, pag. 41. 15 Cfr. J. Ankerberg-J. Weldon, The Facts on the Occult and The Facts on Spirit Guides («I fatti sull'occulto e i fatti sulle guide spirituali»), Harvest House Publishers, Eugene 1991. 16 Cfr. S. Prabhavananda, Yoga and Mysticism («Yoga e misticismo»), Vedanta Press, Hollywood 1972, pagg. 18-19. 17 Vedi, ad esempio, E. Wood, Seven Schools of Yoga: An Introduction («Sette scuole di yoga: un'introduzione»), Theosophical Publishing House, Wheaton 1973, pagg. 77, 79. 18 Cfr. Bhagwan Shri Patanjali, Aphorisms of Yoga («Aforismi dello yoga»), Faber & Faber, Londra 1972, pagg. 56-57. 19 Cfr. S. Chinmoy, Astrology, the Supernatural and the Beyond («L'Astrologia, il soprannaturale e l'aldilà»), Agni Press, Jamaica 1973, pagg. 53-68, 87-89; S. Chinmoy, Conversations with the Master («Conversazioni con il maestro»), Agni Press, Jamaica 1977, pagg. 9-20, 26-33. 20 Cfr. S. Chinmoy, Great Masters and the Cosmic Gods («Grandi maestri e dèi cosmici»), Agni Press, Jamaica 1977, pag. 8. 21 Cfr. H. Ulrich-Rieker, The Yoga of Light: Hatha Yoga Pradipika, Seabury Press, New York 1971, pagg. 9, 134. 22 Cfr. Gopi Krishna, art. cit., pag. 13. 23 Cfr. H. Ulrich-Rieker, op. cit., pag. 79. 24 Cfr. Sri Krishna Prem, The Yoga of the Bhagavat Gita, Penguin, Baltimora 1973, pag. xv. Nato Ronald Henry Nixon, Sri Krishna Prem era un aspirante spirituale britannico che andò in India all'inizio del XX secolo. 25 Ibid., pag. 47. 26 Cfr. S. Prabhavananda, op. cit., pagg. 18-19. 27 Cfr. H. Ulrich-Rieker, op. cit., pagg. 30, 79, 96, 111-112. 28 Cfr. E. Wood, op. cit., pag. 14. 29 Cfr. B. Alexander, «Book Review: Riders of the Cosmic Circuit» («Recensione libraria: i cavalieri del circuito cosmico»), in SCP Journal, vol. VII, nº 1, 1987, pag. 39. 30 Così Osho Rajneesh in S. Anand Yarti, The Sound of Running Water: A Photobiography of Bhagwan Sri Rajneesh and His Work 1974-1978 («Il suono dell'acqua corrente: una fotobiografia di Bhagwan Sri Rajneesh e del suo lavoro 1974-1978»), Poona Rajneesh Foundation, Poona 1980, pag. 364. 31 Cfr. D. Coleman, «The Buddha on Meditation and States of Consciousness» («Il Buddha sulla meditazione e sugli stati di coscienza»); cit. in C. Tart, Transpersonal Psychologies («Psicologie transpersonali»), Harper Colophon Books, New York 1977, pag. 218. 32 Cfr. S. Muktananda, Play of Consciousnes («Gioco della coscienza»), Harper & Row, New York 1978, pagg. xxiii, 155-161. 33 Da non confondersi coi metodi di indagine psicologica finalizzati a valutazioni quantitative del comportamento. Qui si tratta della «facoltà paranormale, attribuita ad alcuni sensitivi, di conoscere mediante il contatto» https://www.treccani.it/vocabolario/ricerca/psicometria 34 Cfr. P. Yogananda, Autobiography of a Yogi («Autobiografia di uno yogi»), Self-Realization Fellowship, Los Angeles 1972, pagg. 16, 55-57, 132, 137, 190, 475-479. 35 Cfr. P. Yogananda, «Where Are Our Departed Loved Ones»? («Dove sono i tuoi amati defunti»?) in Self-Realization Magazine, Primavera 1978, pagg. 6-7. 36 Mirra Alfassa (1878-1973), per i seguaci The Mother o La Mère (la Madre): guru indo-francese, occultista e insegnante di yoga, collaboratrice di Sri Aurobindo https://en.wikipedia.org/wiki/Mirra_Alfassa
37
Cfr. Sri Aurobindo and the Mother on Occultism, redatto da
Vijay, Sri Aurobindo Society, Pondicherry 1972, pag. 17.
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