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di Autori Vari 1
l Prefazione
Perché parlare di Kabbalah? Innanzi tutto per una ragione di attualità. In questi ultimi tempi, infatti, un certo numero di star hollywoodiane si è immerso nello studio e nella pratica del misticismo ebraico. Tra queste, la più famosa è certamente Luisa Veronica Ciccone, in arte «Madonna», che a partire dal 2004 è divenuta un'assidua frequentatrice del Kabbalah Learning Centre di New York, fondato dal rabbino Philip Shagra Berg (il cui vero nome è Feivel Gruberger), la guida spirituale del Centro. Questi, dal 1971, insieme alla moglie Karen Cohen, ha costruito un vero e proprio impero miliardario vendendo bottiglie di «acqua kabbalah» (da lui «benedetta» che, secondo Berg, avrebbe miracolose proprietà curative nei confronti del cancro, dell'AIDS e della SARS), braccialetti rossi contro il malocchio ed elargendo la sua sapienza a generosi personaggi dello spettacolo dietro cospicui compensi. Tra questi figurano nomi prestigiosi come Demi Moore, Ashton Kutcher (che si è sposato con la Moore davanti ad un rabbino con un rito cabalistico), Elizabeth Taylor (1932-2011), Britney Spears, Lindsay Lohan, Gwyneth Paltrow, Paris Hilton, Sharon Osbourne (figlia di Ozzy Osbourne), Winona Ryder, David e Victoria Beckham, Sarah Jessica Parker, Diane Keaton, Mick Jagger, Naomi Campbell e Courtney Love (moglie del suicida Kurt Cobain) 2.
Ma al di là di questi aspetti mondani - stile New Age - della Kabbalah, abbracciata in molti casi più per moda che per vera convinzione, il misticismo ebraico è degno di interesse come componente molto importante della cultura occultista in generale. Ma prima di affrontare questo aspetto, è bene dirimere una questione di fondo: cosa pensano gli studiosi cattolici della Kabbalah? Fondamentalmente, la riflessione cattolica sulla Kabbalah ha dato origine a due scuole di pensiero:
- Una prima corrente sostiene l'esistenza di una Kabbalah primitiva «buona». Secondo tale corrente, oltre alla Rivelazione scritta (la Bibbia) esisterebbe una rivelazione orale che avrebbe dovuto rimanere segreta fino alla venuta del Messia. Dio avrebbe realmente rivelato ad Adamo, a Noè, ad Abramo e a Mosè alcuni aspetti della Sua vita interiore, compresa la Trinità delle Persone nell'unità della natura e l'Incarnazione del Verbo. Ma col passare dei secoli, e soprattutto a causa della contaminazione causata dal contatto con le religioni pagane dei popoli circostanti (caldei, egizi, babilonesi, ecc...), tale rivelazione sarebbe stata inquinata da elementi esterni di natura magica e gnostica che l'avrebbero deturpata. Di questa opinione era il grande studioso dello gnosticismo ebraico Padre Julio Meinvielle (1905-1973), che la espone nel suo bellissimo libro De la Cábala al progresismo («Dalla Cabala al progressismo») 3.
- Una seconda scuola di pensiero sostiene invece che la Kabbalah sarebbe una produzione tardiva facente parte, insieme al Talmud, della letteratura rabbinica post-biblica e anticristiana - anche se spesso Talmud (giuridismo) e Kabbalah (misticismo) sono stati in opposizione - e che l'unica tradizione orale e scritta esistente prima della venuta di Gesù Cristo, e contenente in nuce misteri cristiani, sarebbe stata quella dei Profeti.
Chi delle due ha ragione? A mio modesto avviso la seconda. In effetti, sia Padre Meinvielle che gli altri autori cattolici che sostengono l'esistenza di una Kabbalah primordiale «buona» e una «cattiva» 4 più tardiva (spuria) - poggiano tutti unicamente sulle tesi alquanto bizzarre dell'ex rabbino convertito David-Paul Drach. Sebbene non si possa dubitare della sincerità della sua conversione al cattolicesimo 5 e sulla sua onestà e buona fede, nella sua opera in due volumi De l'Harmonie entre l'Église et la Synagogue (1844), Drach espone una tesi che non sta in piedi.
Nel tentativo ingenuo e stiracchiato di dimostrare una certa
continuità tra religione mosaica e religione cattolica, l'ex rabbino
giunge a paragonare il Tempio di Gerusalemme e il Sommo Sacerdote
alla Chiesa di Roma e al Papa. Anche la segretezza della presunta
Kabbalah «buona», che avrebbe dovuto cessare con la venuta del
Messia e rivelata a tempo debito al popolo dai suoi depositari (i
dottori della Legge), è in contrasto con lo spirito
vetero-testamentario, che non contempla alcun genere di rivelazioni
segrete, seppure temporanee. Appianato questo equivoco di fondo, che
ha tratto in inganno molti studiosi, è necessario ora capire come la
Kabbalah sia riuscita ad insinuarsi nella cristianità. Tale
penetrazione risale al Rinascimento e coincide con la
diffusione dell'Umanesimo. A differenza dell'uomo medievale,
il filosofo rinascimentale era tormentato dal bisogno di liberarsi
dalle ferree categorie tracciate dalla Scolastica di
San Tommaso
l Premessa
«Non si trovi in mezzo a te chi immola, facendoli passare per il fuoco, il suo figlio o la sua figlia, né chi esercita la divinazione o il sortilegio o l'augurio o la magia; né chi faccia incantesimi, né chi consulti gli spiriti o gli indovini, né chi interroghi i morti, perché chiunque fà queste cose è in abominio al Signore; a causa di questi abomini, il Signore tuo Dio sta per scacciare quelle nazioni davanti a te» (Dt 18, 10-12). In numerosi passi dell'Antico Testamento, possiamo constatare che gli israeliti non rispettarono la Legge divina e abbracciarono la stregoneria, la magia, il culto di Baal e ogni genere di idolatria. Tutto l'Antico Testamento è un continuo alternarsi tra l'obbedienza e la disubbidienza, tra il pentimento e la lotta continua per rimanere fedeli al Signore e alla Sua Legge. La loro tenacia e il loro desiderio di rispettare i comandi divini non possono essere messi in discussione. La vera questione consiste nel conoscere se queste pratiche trasgressive della Legge divina da parte degli ebrei erano - e sono tutt'oggi - insegnate nelle tradizioni orali che si evolsero nel Talmud e nella Kabbalah, e quali sono raccomandate da numerosi leader ebraici.
l Misticismo ebraico
La Kabbalah consiste in una
grande raccolta di speculazioni sulla natura della divinità, sulla
creazione, sull'origine e sul destino dell'anima, e sul ruolo degli
esseri umani. Generalmente, essa è suddivisa in quattro sezioni: la
meditativa, la devozionale, la mistica e la magica. Per questa
ragione, la Kabbalah è considerata una propaggine
esoterica del giudaismo. La Gnosi (dal greco gnôsis,
«Conoscenza») della Kabbalah è ben conosciuta dagli studiosi
ebrei. Un articolo citato in
The Jewish Encyclopedia
(«L'Enciclopedia ebraica»), illustra l'intima relazione tra lo
gnosticismo e la Kabbalah: «"The Jewish Encyclopedia" cita
l'opinione secondo cui "la dottrina centrale dello gnosticismo - un
movimento strettamente connesso con il misticismo ebraico - non
sarebbe stata nient'altro che il tentativo di liberare l'anima e
unirla a Dio"; ma che tale unione sarebbe stata apparentemente
raggiunta "attraverso l'impiego di misteri, di incantesimi,
dell'uso dei nomi degli angeli, ecc..."; appare a tutti evidente
come questa fase dello gnosticismo differisca dal cristianesimo e si
identifichi con la Kabbalah magica degli ebrei. In effetti, gli
Nell'articolo «The Sacred Books of the Jews» («I Libri Sacri degli ebrei»), Harry Gersh illustra le origini primordiali del misticismo ebraico: «Il misticismo ebraico iniziò nei giorni biblici, molto prima che il termine "Kabbalah" fosse inventato. A partire dal I secolo, esso divenne un argomento proprio dello studio accademico. Filone d'Alessandria (Philo Judæus; 20 a.C.-41 d.C.) speculò sull'idea platonica di "emanazioni" come intermediari tra Dio e il mondo fisico. Il filosofo romano Plotino (205-270) viaggiò in Oriente e ritornò combinando teorie mistiche indiane, persiane, greche ed ebraiche in un'unica struttura sistematica di queste emanazioni» 14. «H. Loewe, in un articolo sulla Kabbalah scritto per l'"Hastings' Encyclopoedia of Religion and Ethics", afferma: "Questo misticismo segreto non è stato uno sviluppo tardivo [...]. Possiamo essere abbastanza certi del fatto che le sue radici sono molto più antiche e che la Kabbalah medievale e geonica sono stati il culmine e non l'inizio del misticismo esoterico ebraico"» 15. La Kabbalah deriva dall'antica saggezza, come sostiene il già citato Jacob Prasch: «Evolvendosi, la Kabbalah condivise certe idee con gli altri antichi sistemi mistici, incluso quelli degli gnostici e dei pitagorici. La Kabbalah non si limitò unicamente all'istruzione su come conoscere Dio, ma incluse gli insegnamenti sulla cosmologia, sull'angelologia e sulla magia» 16. Nonostante i numerosi richiami di Dio, gli ebrei incorporarono il paganesimo nelle loro tradizioni. «Malgrado le molteplici condanne contro la magia contenute nella Legge di Mosè, gli ebrei trascurarono questi avvertimenti, ne furono contagiati e mescolarono la sacra tradizione che avevano ereditato, in parte con le idee magiche prese in prestito dagli altri popoli, e in parte con quelle da loro stessi concepite. Allo stesso tempo, il lato speculativo della Kabbalah ebraica attinse dalla filosofia dei Magi persiani, dai neo-platonici e dai neopitagorici. Ecco, dunque, alcune giustificazioni nella contesa anti-cabalistica: oggi noi sappiamo che la Kabbalah non è di origine totalmente ebraica» 17. Harry Gersh illustra la migrazione dei cabalisti mediorientali in tutta l'Europa: «Da Babilonia e dalla Palestina, il misticismo ebraico si spostò nelle comunità ebraiche d'Europa e ivi fiorì. Ogni comunità produsse la propria letteratura, credenza, e pratiche mistiche. C'erano Cabale caratteristiche spagnole, francesi, italiane e tedesche. Alcune erano principalmente "pratiche", e sfociavano nella magia; altre erano principalmente "speculative", ed enfatizzavano spiegazioni filosofiche; molti combinarono la Kabbalah pratica e speculativa in parti uguali» 18.
l Storia della Kabbalah
La Kabbalah FAQ di Colin Low indica che le origini della Kabbalah datano dall'antichità remota: «La Kabbalah è una tradizione mistica e magica nata quasi duemila anni fa, che è stata praticata nel tempo senza interruzione. Essa è stata praticata dagli ebrei e dai non-ebrei approssimativamente per cinquecento anni. Da parte ebraica si è trattato di una parte integrante ed influente del giudaismo. Per quel che riguarda invece la componente ermetica, la Kabbalah ha creato una ricca tradizione mistica e magica con una propria validità, una tradizione che è sopravvissuta nonostante i pregiudizi generati da una cultura fortemente cristiana» 19. Michael Sidlofsky, di Toronto, nell'articolo «Kabbalah and Jewish Renewal» («Kabbalah e rinnovamento ebraico»), afferma che Kabbalah «è il termine più comunemente usato per indicare la tradizione mistica ebraica, e in special modo quel filone che nacque nel XII secolo in Francia e si diffuse per tutta l'Europa, nel Medio Oriente e alla fine in tutto il mondo fino ai nostri giorni. Le due varietà principali di misticismo ebraico pre-cabalistico sono state chiamate "Maaseh Merkavah" e "Maaseh Bereshit" (più oltre ne parleremo in modo più approfondito), mentre il tipo particolare emerso nell'Europa Orientale e settecentesca, che è stato coltivato fra gli ebrei askenaziti fino ad oggi, è stato chiamato "hassidismo"» 20. La maggior parte degli studiosi è d'accordo sul fatto che queste tradizioni orali segrete furono messe per la prima volta per iscritto circa nel XIII secolo. Christian David Ginsburg (1831-1914) afferma nella sua opera The Kabbalah: «La prima data in cui lo Zohar è apparso in maniera definitiva coincide con la fine del XIII secolo, quando fu messo per iscritto da un ebreo spagnolo, Mosè de Leon» 21.
Lo studioso rinascimentale Giovanni Pico della Mirandola (1463-1494) - gnostico, ermetista e cabalista - è stato descritto dal visconte Léon de Montaigne de Poncins (1897-1976), nell'opera Judaism and the Vatican («Il giudaismo e il Vaticano») come un giudaizzante di cristiani: «Pico della Mirandola, che morì a Firenze, in Italia, nel 1494, era un giudaizzante che si dedicò allo studio della Cabala sotto la direzione di maestri ebrei come Jehuda Abravanel. Era nella casa principesca di Pico della Mirandola che gli studiosi ebrei erano soliti riunirsi [...]. La scoperta della Kabbalah ebraica, che egli insegnò ai vari cristiani "illuminati", ha contribuito - molto di più del ritorno alle fonti greche - a quella straordinaria fioritura spirituale che è nota come "Rinascimento". Circa mezzo secolo dopo, la riabilitazione del Talmud aprì la strada alla Riforma protestante [...]. Pico della Mirandola aveva capito che l'indispensabile purificazione del dogma cristiano avrebbe potuto essere effettuata solamente dopo un studio profondo della vera Kabbalah ebraica» 22. James Webb, autore del libro The Occult Underground («Il sottosuolo occulto»), scrive che Pico della Mirandola, uno studente di Marsilio Ficino, fondatore dell’Accademia neo-platonica di Firenze, «concepiva Ermete Trismegisto e Platone come altrettanti aiuti per persuadere quegli uomini di religione che non avrebbero accettato la sola Sacra Scrittura (come fonte della Rivelazione; N.d.T.). Sembra che alla fine questo ragionamento sia stato approvato dalla Chiesa nel caso di Pico della Mirandola, il quale congiunse il suo ermetismo ad una "Kabbalah cristiana", e preparò un sistema universale in cui le idee cabalistiche giocarono una parte considerevole. Anche se condannata da un tribunale ecclesiastico, nel 1493 la sintesi di Pico venne riabilitata da Papa Alessandro VI, il cui riconoscimento del cabalismo come figlio fedele della Chiesa sembrò dare autorità alla posizione di Pico. In tale contesto, dovrebbe essere ricordato che Papa Sisto IV aveva tradotto circa settanta libri cabalistici in latino, e che il concetto di "Kabbalah cristiana" non era peculiare del pensiero italiano. Reuchlin, il primo orientalista del tempo, e autore del primo testo di grammatica ebraica, giunse più vicino al successo nel tentativo di trasformare la Kabbalah nella filosofia cristiana, anche se il suo alunno Widmanstadt considerava la tradizione ebraica come "un cavallo di Troia nella Chiesa". Ma gli ermetisti e i cabalisti del Rinascimento si mantennero sempre nei limiti dell'ortodossia cattolica» 23. L'opera dell'ex rabbino convertito al cattolicesimo David-Paul Drach (1791-1865) intitolata De l'Harmonie entre l'Église et la Synagogue («Dell'armonia tra la Chiesa e la sinagoga») conferma che Pico della Mirandola venne istruito sulla Kabbalah. Questi era convinto di professare ancora la dottrina cattolica, e tuttavia incoraggiò Papa Sisto IV (1414-1471) a far tradurre la Kabbalah in latino per gli studenti in Teologia 24.
Un riferimento preso dagli articoli della Jewish Encyclopoedia sulla Kabbalah e su Johann Reuchlin (1455-1522), mostra la storia dell'afflusso del cabalismo nel cattolicesimo e nel cristianesimo in generale. «Nello stesso periodo, la Kabbalah venne presentata in Germania da Reuchlin, che aveva imparato l'ebraico dal rabbino Jacob Ben Jechiel Loans, medico di corte di Federico III, e nel 1494 pubblicò il trattato cabalistico "De Verbo Mirifico", in cui cercava di dimostrare che ogni saggezza e ogni vera filosofia provengono dagli ebrei. Tuttavia, l'espansione della letteratura rabbinica provocò un allarme considerevole, e nel 1509 un ebreo convertito al cattolicesimo, Johannes Pfefferkorn, convinse l'Imperatore Massimiliano I a far bruciare tutti i libri ebraici eccetto l'Antico Testamento. Consultato su tale questione, Reuchlin consigliò solamente la distruzione del "Toledot Yeshu" e del "Sepher Nizzachon", del rabbino Lipmann, perché queste opere "erano piene di bestemmie contro Cristo e contro la religione cristiana", ma esortò la conservazione del resto. In questa difesa della letteratura ebraica, egli fu sostenuto dal Duca di Baviera, che lo nominò professore ad Ingoldstadt, ma fu tenacemente condannato dai domenicani di Colonia. In risposta ai loro attacchi, Reuchlin scrisse in sua difesa "De Arte Cabalistica", un'opera che glorifica la Kabbalah, la cui "dottrina centrale è - secondo lui - rappresentata dalla messianologia", attorno alla quale tutte le altre dottrine sono raggruppate» 25. «Tutto il suo sistema filosofico - come egli stesso ammise - era infatti completamente cabalistico, e le sue vedute furono condivise dal suo contemporaneo Cornelio Agrippa di Nettesheim. Il risultato di questi insegnamenti fu una vera e propria mania per il cabalismo che si diffuse fra i prelati, fra gli uomini di Stato e fra gli uomini d'arme; un certo numero di pensatori cristiani approfondì lo studio delle dottrine della Kabbalah e tentò di adattarle al proprio sistema. Nel corso del XVII secolo, il gesuita Padre Athanasius Kircher s.j. e il Barone Knorr von Rosenroth, autore de "La Kabbala Denudata", cercarono di diffondere la Kabbalah fra i cristiani traducendo opere cabalistiche che essi consideravano la saggezza più antica. La "Jewish Encyclopoedia" osserva, non senza un pizzico di derisione, che "la maggior parte di essi, era convinta dell'assurda idea che la Kabbalah contenesse le prove della veridicità del cristianesimo [...]. Molto di ciò che (nella Kabbalah) appare cristiano non lo è affatto, ma è solamente lo sviluppo logico di certe antiche dottrine esoteriche» 26. L'introduzione a The Kabbalah Unveiled («Introduzione alla Kabbalah svelata») dell'occultista Samuel Liddell McGregor Mathers (1854-1918), non è che la traduzione inglese di Mathers della summenzionata opera del Barone von Rosenroth (1631-1689) Kabbala Denudata. Questo libro venne usato per propagare l'idea - ritenuta assurda dalla Jewish Encyclopoedia - di una Kabbalah cristiana.
Da
notare l'asserzione di McGregor Mathers secondo cui la Kabbalah
è la base del giudaismo: «Nel tempo presente, una potente
ondata di pensiero occultista si sta diffondendo nella società;
molti pensatori stanno iniziando ad accorgersi del fatto che "ci
sono più cose in cielo e in terra che non ne sogni la loro
filosofia"; e, per ultima ma, non meno importante, che probabilmente
la Bibbia sarebbe stata fraintesa più di ogni altro libro mai
scritto, che conterrebbe innumerevoli passi
l L'influenza della Kabbalah
Il misticismo ha incontrato diverse
reazioni all’interno della comunità ebraica. «Come per numerosi
altri oggetti della credenza ebraica, l'area del misticismo è
spalancata all'interpretazione personale. Alcuni ebrei tradizionali
prendono il misticismo molto seriamente. Ad esempio, il misticismo è
una parte integrante del giudaismo chassidico, e molti passi
provenienti da fonti cabalistiche vengono solitamente inclusi nei
tradizionali libri di preghiera» 29.
«Altri ebrei
tradizionali si accostano al misticismo "cum grano salis". Un noto
ebreo ortodosso, presentando un oratore che avrebbe parlato del
misticismo ebraico, disse
Il giornalista israeliano Hannah
Newman ha scritto l'opera Masters of the Blinding Light
(«I Maestri della Luce Accecante») per avvertire i credenti ebrei
dell'infiltrazione del misticismo New Age, per mezzo della Kabbalah,
nel giudaismo. La vendita casa per casa dello Zohar in tutto
Israele può dar luogo alla sostituzione della Toràh con la Kabbalah.
«Davanti ad un simile sviluppo dell'aspetto mistico del
giudaismo, i portavoce del New Age hanno applaudito quegli
insegnanti ebrei ortodossi che recentemente hanno liberato la Kabbalah
dall'accesso limitato imposto alle generazioni passate dai savi
ebrei, rendendo così i suoi
l Cos'è la Kabbalah?
«Le cose occulte appartengono al
Signore nostro Dio, ma le cose rivelate sono per noi e per i nostri
figli, sempre, perché pratichiamo tutte le parole di questa legge»
(Dt 29, 29). Secondo il sito web The Kabbalah
Unveiled, la Kabbalah è una dottrina esoterica:
«La Qabalah può essere definita come la dottrina esoterica giudaica.
In ebraico, essa è stata chiamata "QBLH", "Qabalah", che deriva
dalla radice "QBL", "Qibel", che significa "ricevere". Questo
appellativo si riferisce all'usanza di tramandare oralmente la
tradizione esoterica, ed è molto prossimo al significato di
"tradizione"» 37. Un altro sito
web, Kabbalah: The Misunderstood
l Tradizioni orali
Il termine Qabalah in ebraico significa «ricezione», ossia «una dottrina ricevuta oralmente» in cui sono presenti «le dottrine speculative, filosofiche e teosofiche d'Israele. Queste dottrine erano originariamente contenute in due libri: il Sepher Yetzirah e lo Zohar» 42. Il primo libro, il Sepher Yetzirah, si crede contenga le contemplazioni di Abramo. Ciò contraddice l'opinione secondo cui le tradizioni orali sarebbero state insegnate da Dio in un primo tempo agli angeli e quindi ad Adamo. «Lo Sepher Yetzirah, o "Libro della Creazione", è [...] un monologo da parte di Abramo in cui, partendo dalla contemplazione di tutto ciò che lo circonda, egli giunge infine alla conclusione dell'unità di Dio» 43. La seconda e principale opera della Kabbalah è stata chiamata Zohar. Secondo il filosofo Adolphe Franck (1809-1893) e altre fonti, inclusi i trattati sullo Zohar, esistono interpretazioni lievemente diverse su come lo Zohar venne concepito. «L'immensa compilazione nota come “Sepher-Ha-Zohar”, o "Libro della Luce", è [...] della massima importanza per lo studio della filosofia cabalistica. Secondo lo Zohar stesso, i "Misteri della Saggezza" vennero impartiti ad Adamo da Dio mentre era ancora nel Giardino dell'Eden, nel libro consegnato dall'angelo Razael. Da Adamo il libro passò a Seth, ad Enoch, a Noè, ad Abramo, e più tardi a Mosè, uno dei suoi principali esponenti. Altri autori ebrei sostengono [...] che Mosè lo ricevette [...] per la prima volta sul Monte Sinai, e che tale libro venne poi trasmesso ai Settanta Savi, a Davide, a Salomone, ad Ezra, a Nemiah e finalmente ai rabbini dei primi secoli dell'era cristiana» 44. L'autorità ebraica sul misticismo, Adolphe Franck, e l'ex rabbino Drach, riportano dai trattati del Talmud la strana maniera in cui gli insegnamenti orali segreti dello Zohar furono sviluppati e messi per iscritto: «Lo Zohar rimase una tradizione puramente orale [...] finché venne trascritto dai discepoli di Simon Jochai. Il Talmud riferisce che per dodici anni il rabbino Simon e suo figlio Eliezer si nascosero in una caverna, dove rimanendo nella sabbia fino al collo, meditarono sulla sacra legge e furono spesso visitati dal profeta Elia. In questo modo, continua la leggenda ebraica, il grande libro dello Zohar fu composto e messo per iscritto da Eliezer, figlio del rabbino, e dal suo segretario, il rabbino Abba» 45.
Secondo l'Introduction to The Kabbalah Unveiled, di McGregor Mathers - che fu il co-fondatore dell'Hermetic Order of the Golden Dawn («Ordine Ermetico dell'Alba Dorata») - nel 1888 si credeva che questa tradizione orale segreta dei Savi fosse stata insegnata da Dio agli angeli, che poi l'avrebbero insegnata alle creature umane. In questa opera, Abramo appare come un mistico che insegnò agli egizi alcune dottrine occulte. «La Qabalah venne inizialmente insegnata da Dio stesso ad un numero ristretto di angeli, che formarono una scuola teosofica in Paradiso. Dopo il peccato originale, questi angeli privilegiati comunicarono benevolmente la dottrina paradisiaca ai figli disobbedienti della Terra, fornendo loro i protoplasti e i mezzi per ritornare alla loro primigena nobiltà e felicità. Da Adamo, tale dottrina passò a Noè, e poi ad Abramo, l'amico di Dio, che emigrò con essa in Egitto, dove il patriarca permise che una parte di questa dottrina misteriosa venisse rivelata. Fu in questo modo che gli egizi ne ottennero una parziale conoscenza, e che le altre nazioni orientali poterono presentarla nei loro sistemi filosofici. Mosè, che venne a conoscenza dell'intera saggezza dell'Egitto, fu dapprima iniziato alla Qabalah nella terra della sua nascita, ma divenne molto abile in essa durante i suoi viaggi nelle regioni selvagge, quando non solo dedicò ad essa il tempo libero per interi quarant'anni, ma ricevette lezioni sulla Kabbalah da uno degli angeli. Grazie all'aiuto di questa scienza misteriosa, il liberatore d'Israele fu in grado di risolvere le difficoltà che sorsero durante la sua gestione degli israeliti, nonostante i pellegrinaggi, le guerre e le numerose sofferenze della nazione. Egli espose segretamente i principî di questa dottrina segreta nei primi quattro libri del Pentateuco, ma li escluse dal Deuteronomio. Mosè iniziò anche i settanta savi ai segreti della dottrina cabalistica, ed essi li trasmisero di padre in figlio» 46.
l Kabbalah speculativa e Kabbalah pratica
Fino alla sua morte avvenuta nel 1982,
Gershom Scholem è stato un rinomato professore di misticismo
ebraico all'Università Ebraica di Gerusalemme, e fu considerato il
pioniere dello studio moderno di tale misticismo. Le sue numerose
opere spiegano questi concetti presenti nel Talmud, nello
Zohar e nella Kabbalah.
Noi invece asseriamo che la Sacra Scrittura, diversamente dagli insegnamenti e dalle tradizioni orali segrete‚ non è affatto un'opera anonima‚ né contiene contraddizioni, miti, o fiabe popolari:
- «Tutta la Scrittura infatti è ispirata da Dio e utile per insegnare, convincere, correggere e formare alla giustizia, perché l'uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona» (2 Tm 3, 16); - «La verità è principio della tua parola, resta per sempre ogni sentenza della tua giustizia» (Sl 119, 160); - «Ogni parola di Dio è appurata; egli è uno scudo per chi ricorre a lui. Non aggiungere nulla alle sue parole, perché non ti riprenda e tu sia trovato bugiardo» (Pro 30, 5-6).
Gershom Scholem afferma che gli scritti della «Midrash Segreta» dello Zohar costituivano con ogni probabilità la parte più antica dell'opera. Il profilo che egli traccia del mistico ebreo che padroneggia la Kabbalah inizia con la sua istruzione nel Talmud: «Dietro l'apparenza c'è la personalità vivente di un mistico che, cominciando con l'istruzione filosofica e talmudica del suo tempo, si sente sempre più profondamente attratto dalle idee mistiche e gnostiche della Kabbalah, e alla fine rinuncia completamente al suo interesse filosofico, e sviluppa invece un genio veramente stupefacente per la predicazione mistica [...]. Tale è l'autore delle parti più importanti dello Zohar: non un redattore o un raccoglitore, ma un genio della predicazione. Era la Kabbalah, poiché essa era stata sviluppata prima del suo tempo, ed era divenuta la sua casa spirituale, che lui, con inatteso e impressionante potere, aveva costruito al di fuori del testo delle Sacre Scritture e degli antichi motivi haggadici della Midrash» 51.
l Fuori dall'abbondanza del cuore
I «motivi haggadici della Midrash», costruiti al di fuori dal testo delle Sacre Scritture, comprendono un volume esoterico intitolato Hebrew Myths: The Book of Genesis («Miti ebraici: il Libro della Genesi»), di Robert Graves e Raphael Patai. Graves ha scritto anche The Hebrew Goddess («La dea ebraica) e I, Claudius («Io, Claudio»). La prima delle due opere è spesso oggetto di studio da parte di chi è coinvolto nell’occulto e nella stregoneria. Raphael Patai ha scritto anche molti libri ed è stato Direttore di Ricerca del Theodor Herzl Institute di New York, e Direttore del Palestine Institute of Folklore and Ethnology. Inoltre, sull'opera Hebrew Myths: The Book of Genesis è scritto che è uno studioso della Bibbia. In una lettera privata, questo autore ha ricevuto la seguente descrizione della tesi secondo cui il Libro della Genesi non sarebbe nient'altro che una raccolta di miti haggadici: «La premessa del libro sembra essere che la Bibbia sarebbe una raccolta di miti, molto simili a quelli greci. E gli autori tentano di dimostrare come i miti ebraici e miti greci siano collegati. Mentre scrivono sul Libro della Genesi, essi citano estensivamente altre scritture, come il Talmud, Il Vangelo di San Tommaso, la Midrash, i libri apocrifi, i miti pagani, la Kabbalah e diverse opere cabalistiche, Il Libro dei Morti, La Caverna dei Tesori, lo Sepher, l’Enuma Elish, il Sephir Hadar Zeqenim ("Spiegazioni midrashiche della Bibbia"), l'Imre Noam, il Corano, la Mishnà, il Massekhet Soferim, la Megilla, la Mekhilta, la Midrash Alphabetot - attribuita al rabbino Akiba (II sec. d.C.), ma in realtà compilata molto più tardivamente - molti "Sepher", incluso lo Sepher Raziel, un'opera cabalistica sui segreti del Paradiso, sulla creazione, sugli angeli, sugli amuleti, ecc...; il Sode Raza, un libro cabalistico di Eleazar ben Judah di Vorms, il Targum, lo Zohar - che secondo gli autori è la "Bibbia dei cabalisti" - le opere del cabalista spagnolo Mosè de Leon, scritte in aramaico durante il XIII secolo. Essa è un commentario sulla Bibbia, pseudo-epigraficamente attribuito al rabbino Simeon ben Yohai, il famoso insegnante di Mishna. Stampato per la prima volta a Mantova negli anni 1558-1560 in tre volumi, e altri Zohar» 52.
Gli autori di Hebrew Myths: The Book
of Genesis suggeriscono anche che sono andati perduti molti
altri documenti sacri che contengono un racconto più accurato della
creazione di quello riportato nella Genesi: «Gli autori
del libro sostengono che tutti i documenti sacri pre-biblici in
ebraico sarebbero andati perduti o sarebbero stati intenzionalmente
soppressi [...]. I documenti sacri post-biblici sono
abbondanti. Nei mille anni successivi alla creazione del canone
della Bibbia, gli ebrei d'Europa, d'Asia e d'Africa scrissero in
maniera prolifica. Essi tentarono di fare luce sulla legge mosaica o
di commentare certi passi biblici di carattere storico, moralistico,
aneddotico e predicativo [...]. Mentre i libri canonici erano
considerati come scritti sotto ispirazione divina, e dunque la
minima macchia di politeismo doveva essere da essi esorcizzata,
verso i libri apocrifi fu usata molta più clemenza. A molti miti
soppressi fu permesso di riemergere nel contesto indiscutibilmente
ortodosso del midrashim post-biblico [...]. Lilith, la
precorritrice di Eva, era stata completamente esorcizzata dalle
Sacre Scritture, sebbene fosse stata ricordata da Isaia come colei
che abita tra le rovine desolate. Dai racconti midrashici sulla sua
promiscuità sessuale, sembra essere stata una dea
Inoltre, Peter A. Michas ci informa che Gesù avrebbe citato il Midrashim e il Talmud, apparentemente approvandoli: «Il Nuovo Testamento imita l'opera tradizionale ebraica della Toràh, della Mishnàh, dell'Haggadàh, dell'Halakàh, del Talmud e della Midrash, ma è inspirato da Dio stesso per le persone comuni. Questi libri ebraici, così come le Sacre Scritture ispirate, furono citati da Gesù e da tutti gli autori del Nuovo Testamento. Ma anche oggi, per comprenderle pienamente, dobbiamo leggere le Sacre Scritture nel tipico contesto giudaico [...]. Soprattutto gli scritti ebraici sono stati preservati per noi, e ora sono stati tradotti direttamente dall'ebraico in un inglese corretto» 57. Anche Avi ben Mordechai afferma che la legge orale, separata e distinta dalla Bibbia scritta, sarebbe stata insegnata da San Paolo e da Gesù: «Rabbi (Haham) Sha'ul era un dotto insegnante della Toràh, sia dei codici orali che di quelli scritti. Non solo egli improntò la sua vita su questi insegnamenti, ma li insegnò anche ad altri, sia ebrei che gentili. Poiché Sha'ul seguì il Messia Y'shua, che anch'egli insegnò la Toràh orale e scritta, credo (a questo punto della mia vita) che dovremmo seguire le orme dei grandi insegnanti del giudaismo della Legge di Dio […]. Riconosco anche che il nostro rabbino Y'shua aveva la sua Gemarà (la discussione e l'insegnamento) sulla Mishnah rabbinica e sul codice scritto del Sinai. Dunque, noi siamo i suoi "talmidim" o studiosi delle sue tradizioni orali, che sono la definizione corretta del termine "Vangelo". Stiamo seguendo la sua Mishnah e la sua Gemara, ossia il suo Talmud [...]. Gli antichi saggi erano ben più informati sulle tradizioni orali di quanto noi potremmo mai sperare di essere» 58. Nell'opera Hebrew Myths: The Book of Genesis, e in pagine provenienti dal Talmud e dalla Midrash vengono citati estratti riguardanti i rapporti sessuali di bestialità di Adamo, il mito di Lilith e altri insegnamenti estranei alla Bibbia:
- Capitolo X: «(b) Alcuni dicono
che nel sesto giorno Dio creò l'uomo e la donna a Sua immagine e
somiglianza, conferendo loro il dominio sul creato (come nella
Bibbia), ma che Eva non esisteva ancora. Ora, Dio aveva chiesto ad
Adamo di dare un nome ad ogni animale, uccello o essere vivente.
Quando essi passarono di - «(c) Quindi Dio formò Lilith, la prima donna, nel momento in cui aveva formato Adamo, ma al posto di polvere pura usò sudiciume e sedimento. Dall'unione di Adamo con questa donna-demone, e con un altro essere come lei di nome Naamàh - la sorella di Tubal Cain - nacquero Asmodeo e innumerevoli demoni che ancora oggi affliggono l'umanità. Molte generazioni dopo, Lilith e Naamah si presentarono davanti al trono di re Salomone, travestite da meretrici di Gerusalemme» 60. - «Poi Lilith abbandonò Adamo perché non voleva giacere sotto di lui durante l'atto sessuale perché era uguale a lui. Adamo si lamentò con Dio che inviò degli angeli a cercarla. Essi la trovarono accanto al Mar Rosso mentre aveva dei rapporti sessuali con dei demoni (più di cento al giorno). Gli angeli le dissero di ritornare da Adamo, altrimenti l'avrebbero affogata. Essa disputò con loro e disse che Dio le aveva ordinato di strangolare dei bambini. (Essa seduce anche gli uomini mentre sognano). Poi Dio diede ad Adamo un'altra compagna, ma Adamo rimase disgustato dalla vista della sua creazione. Dio capì che aveva fallito un'altra volta, e portò via la prima Eva (Dio fallisce?). Dio tentò una terza volta, e la creò con una costola di Adamo, intrecciando i suoi capelli e adornandola con ventiquattro pezzi di gioielleria prima che Adamo si svegliasse. Adamo approvò» 61. - «Alcuni dicono che Dio creò Eva con la parte finale di una coda che terminava con un pungiglione, che era stata parte del corpo di Adamo. Dio lo tagliò, e il moncherino - ora un coccige inutile - è ancora parte del corpo umano» 62. - «Altri dicono che il pensiero originale di Dio fosse di creare due esseri umani, maschio e femmina; ma che invece progettò un unico essere con un volto maschile che guarda in avanti, e un volto femminile che guarda indietro» 63. - «Altri ancora sostengono che Adamo venne originariamente creato come un androgino dotato di un corpo maschile e di uno femminile schiena contro schiena. Ciò rese difficile la deambulanzione e goffa la conversazione; così Dio divise l'androgino e diede ad ogni metà una nuova schiena. Egli mise questi esseri separati nell'Eden, proibendogli di accoppiarsi» 64.
Gli insegnanti giudaizzanti di Hebrew Roots of Christianity stanno realmente dicendo che questi scritti non contraddicono la Parola di Dio? Ma ecco che il Signore Gesù ci mette in guardia: «Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro son lupi rapaci. Dai loro frutti li riconoscerete. Si raccoglie forse uva dalle spine, o fichi dai rovi? Così ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi; un albero buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo produrre frutti buoni. Ogni albero che non produce frutti buoni viene tagliato e gettato nel fuoco. Dai loro frutti dunque li potrete riconoscere» (Mt 7, 15-20).
Note
1 Traduzione dall’originale inglese The Kabbalah refuted! («La Cabala confutata»!), a cura di Paolo Baroni. Scritto reperibile alla pagina web http://www.watch.pair.com/HRkabbalah.html 2 Per alcuni di questi VIP l'interessamento al misticismo ebraico non è casuale. La Paltrow, la Ryder e la Parker sono ebree, mentre la Love è di ascendenze ebraiche. 3 Cfr. P. J. Meinvielle, De la Cábala al progresismo, Ed. Calchaquí, Salta 1970, pagg. 463. Il libro è stato tradotto e pubblicato in Italia con il titolo L'influsso dello gnosticismo ebraico in ambiente cristiano (Sacra Fraternitas Aurugarum in Urbe, Roma 1995), a cura di don Ennio Innocenti. 4 Non bisogna dimenticare che l'idea di una Tradizione Primordiale è propria di certi esoteristi come René Guenon (1886-1951). 5 A causa della conversione a Cristo, Drach e i suoi figli subirono diversi attentati alla vita da parte dei loro ex correligionari. Non bisogna inoltre dimenticare l'influenza esercitata sul suo pensiero dall'errore del tradizionalismo, assai diffuso nell'Ottocento. 6 Non a caso l'arte di questo periodo è in buona ispirata ai temi classici della mitologia greco-romana. 7 Dottrina neoplatonica secondo la quale gli esseri non sono creati dal nulla da Dio, ma sono una diffusione o irradiazione continua della sua potenza. Dall'emanatismo all'immanentismo (negazione della trascendenza di Dio sul creato), al panteismo (tutto è Dio), e all'ateismo pratico il passo è breve. 8 Secondo la Kabbalah, «in conseguenza dell'emanazione si crearono dei vasi per contenere l'energia divina. I vasi superni, i più forti, resistettero bene alla pressione della luce, ma gli inferiori si ruppero e dispersero l'energia. I frammenti dei vasi rotti contengono ancora particelle di luce: queste sono le qelippót (scorze), «le forze del male» (cfr. http://www.esopedia.it/index.php?title=Cabala). Questa concezione blasfema di Dio autore del male è molto diffusa nella cultura giudaica, tanto che in diverse occasioni, come ha confermato il sopravvissuto all'Olocausto Elie Wiesel, consigli di rabbini hanno giudicato e condannato Dio, come sarebbe accaduto per il Suo presunto «silenzio» durante la Shoah. 9 Cfr. The Jewish Encyclopoedia, voce «Kabbalah»; cit. in N. H. Webster, Secret Societes and Subversive Movements («Società Segrete e movimenti sovversivi»), Omni Publications, 8ª Ed., 1964, pag. 29. 10 Cfr. M. Matter, Histoire du Gnosticisme, 1844, vol. I, pag. 44; cit. in N. H. Webster, op. cit., pag. 28. 11 Cfr. D. F. Ranking, Some Notes on Various Gnostic Sects and their Possible Influence in Freemasonry, Ars Quatuor Coronatorum (vol. XXIV, pag. 202, 1911); cit. in N. H. Webster, op. cit., pag. 32. 12 Cfr. N. H. Webster, op. cit., pag. 29. 13 Cfr. J. Prasch, Explaining the Midrash («Spiegando la Midrash»); www.cw.co.za/moriel/midrash.html 14 Cfr. H. Gersh, «The Sacred Books of the Jews»; http://marlowe.wimsey.com/rshand/streams/thera/canaan.html 15 Cfr. N. H. Webster, op. cit., pag. 10. 16 Cfr. «Ancient Wisdom and Secret Sects» («Antica saggezza e sètte segrete»); http://marlowe.wimsey.com/rshand/streams/thera/canaan.html 17 Cfr. N. H. Webster, op. cit., pag. 11. 18 Cfr. H. Gersh, art. cit.. 19 Cfr. C. Low, Kabbalah FAQ, 1996; www.digital-brilliance.com/kab/faq.htm 20 Cfr. M. Sidlofsky, Kabbalah: A Brief History («Kabbalah: una breve storia»); www.shamash.org/kavannah/kabbalah.html 21 Cfr. C. Ginsburg, The Kabbalah, pagg. 172,173; cit. in N. H. Webster, op. cit., pag. 9. 22 Cfr. J. Jehuda, L'antisemitisme, miroir du monde («L'antisemitismo, specchio del mondo»), pag. 164. 23 Cfr. J. Webb, The Occult Underground, Open Court Press, 1976, pag. 221. 24 Nella sua opera De l'Harmonie entre l'Èglise et la Synagogue (vol. II, pag. 30) Drach dice che Pico della Mirandola pagò ad un ebreo 7.000 ducati perché questi gli rivelasse i misteri della Kabbalah, a partire dalla quale egli elaborò la sua tesi (cfr. N. H. Webster, op. cit., pag. 85). 25 Cfr. Jewish Encyclopoedia, voci «Kabbalah» e «Reuchlin»; N. H. Webster, op. cit., pag. 86. 26 Cfr. Jewish Encyclopoedia, voce «Kabbalah»; N. H. Webster, op. cit., pag. 86. 27 Cfr. S. L. McGregor Mathers, Introduction To Kabbalah Unveiled; www.webvs.com/hogd/kabalah_unveiled.html 28 Ibid. 29 Cfr. Kabbalah: The Misunderstood Doctrine («Kabbalah: la dottrina fraintesa»); http://baptist1.com/judaism/kabbalah.htm 30 Ibid. 31 Cfr. T. Reinach, Historie des Israelites («Storia degli ebrei»), pag. 221; S. Reinach, Orpheus, pag. 299; cit. in N. H. Webster, op. cit., pag. 9. 32 Cfr. M. Sidlofsky, op. cit.; www.shamash.org/kavannah/kabbalah.html 33 Ibid. Sabbatai Zevi (1626-1676), un ebreo dell'attuale Smirne, in Turchia, si convinse, ma soprattutto convinse gli altri, di essere il nuovo Messia. Prima e dopo di lui ce ne sono stati parecchi, ma Sabbatai ebbe un successo sorprendente. Studioso di Kabbalah, Sabbatai godeva del titolo di hakham, «saggio». Ma dal 1648 cominciò ad avere strani comportamenti e soprattutto proclamò di essere il Messia; cacciato da Smirne, girovagò tra Grecia, Tracia, Palestina ed Egitto. Nel 1665, incontrò Nathan di Gaza, un personaggio carismatico che lo persuase di essere davvero il Messia. Evidentemente non convinse solo lui perché Sabbatai, che prese il nome di «1666» dall'anno in cui cominciò la sua predicazione (e a cui i cristiani davano un valore speciale), raccolse moltissimi seguaci, soprattutto in Palestina e tra gli ebrei della Diaspora. Dall'Inghilterra alla Persia, dal Marocco alla Polonia, fino allo Yemen furono moltissimi gli ebrei che si convinsero che Sabbatai fosse davvero l'incarnazione di Dio e non soltanto un profeta. Nello stesso anno, il predicatore tentò di sbarcare a Costantinopoli, ma fu catturato dalle autorità turche, piuttosto seccate dai suoi sermoni. Bastò magicamente la minaccia di metterlo a morte e Sabbatai si convertì all'islamismo. Verrebbe da pensare che sia stato abbandonato da tutti i suoi seguaci. Macché, venne addirittura fornita la versione che la falsa conversione di Sabbatai era una sorta di «compimento dei tempi». Ovvero Sabbatai realizzava la necessaria fusione tra tutte le religioni monoteistiche e la sua falsa conversione all'islàm costituiva il suo «sacrificio» pari a quello di Gesù di salire sulla Croce. Sfuggito al carcere, il predicatore ebbe stretti rapporti con i sufisti e morì in esilio nell'attuale Montenegro. Il suo movimento esiste tuttora. 34 È notevole il fatto che nessuna di queste pratiche possa essere avvallata da un solo passo - pashat o darash - della Toràh, mentre alcuni di essi vengono espressamente vietati; e tuttavia, oggi essi sono discutibilmente gli elementi più famosi della Kabbalah. Il fatto che siano accettati da così tanti ebrei, nonostante la loro attinenza equivoca alla Toràh, può dare un'idea del successo dei missionari del New Age. 35 Cfr. H. Newman, Masters of the Blinding Light; http://www.ovrlnd.com/Cults/exposeofthenewage.html 36 Cfr. Hastings' Encyclopoedia of Religion and Ethics; voce «Kabbalah», di H. Loewe; cit. in N. H. Webster, op. cit., pag. 374. 37 Cfr. The Kabbalah Unveiled; www.webvs.com/hogd/kabalah_unveiled.html 38 Cfr. Kabbalah: The Misunderstood Doctrine; http://baptist1.com/judaism/kabbalah.htm 39 Cfr. http://marlowe.wimsey.com/rshand/streams/thera/canaan.html 40 Cfr. G. Rose, The Venetian Takeover of England and Its Creation of Freemasonry; http://marlowe.wimsey.com/rshand/streams/thera/canaan.html 41 Cfr. The Authenticity of Kabbalah; http://marlowe.wimsey.com/rshand/streams/thera/canaan.html 42 Cfr. N. H. Webster, op. cit., pag. 7. 43 Ibid. 44 Cfr. Zohar, sez. Bereschith, fol. 55; sez. Lekh-Lekha, fol. 76; A. Franck, La Kabbale («La Cabala»), pag. 39; J. P. Stehelin, The Traditions of the Jews («Le tradizioni degli ebrei»), 1748, vol. I, pag. 145; cit. in N. H. Webster, op. cit., pag. 8. 45 Cfr. A. Franck, op. cit., pag. 68-69; trattato talmudico Sabbath, fol. 34; C. Ginsburg, The Kabbalah, pag. 85; D.-P. Drach, op. cit., vol. I, pag. 457; cit. in N. H. Webster, op. cit., pag. 8. 46 Cfr. S. L. McGregor Mathers, Introduction To Kabbalah Unveiled; www.webvs.com/hogd/kabalah_unveiled.html 47 Cfr. G. Scholem, Zohar, the Book of Splendor: Basic Readings from the Kabbalah, pag. vii. 48 Ibid., pag. xi. 49 Ibid., pag. xii. L'«Uomo Primitivo» in questione sarebbe l'Adam-Kadmon, l'uomo divinizzato dalla Kabbalah così caro ai massoni e agli occultisti. 50 Ibid., pag. xiii. 51 Ibid., pagg. xi-xvi. 52 Cfr. R. Graves-R. Patai, Hebrew Myths: The Book of Genesis, Doubleday and Co. Inc., 1964; il testo è stato estratto da un'e-mail privata del 2 febbraio 1999. 53 Cfr. E-mail privata del 2 febbraio 1999. 54 Cfr. J. Prasch, Explaining the Midrash; www.cw.co.za/moriel/midrash.html 55 Cfr. J. Prasch, Satan's Seduction of the "Hebrew Root Movement" («La seduzione satanica del "Movimento delle Radici Ebraiche"»). 56 Cfr. E-mail privata del 2 febbraio 1999. 57 Cfr. P. Michas; http://www.ez/com/~peterm/HB.GK.RF.HTML 58 Cfr. A. ben Mordechai, Halacha; www.millenium7000.com/halacha.htm 59 Cfr. Gen. Rab. 17-4; B. Yebamot 63a. 60 Cfr. Yalqut Reubeni ad. Gen. II 21; IV. 8. 61 Cfr. Gen. Rab. 161. 62 Cfr. Gen. Rab. 134; B. Erubin 18a. 63 Cfr. B. Erubin 18a. 64 Cfr. Gen. Rab. 55; Lev. Rab. 14.1, e altre fonti; R. Graves-R. Patai, op. cit..
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