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di André Frament 1

 

postato: 4 dicembre 2020

 

realtà virtuale

 

Prefazione

 

Il lettore ci perdonerà se torniamo ancora su questioni di principio, ma quello della verità è un tema che al cuore della crisi che sta colpendo la nostra epoca, e in particolare l'uomo occidentale e (un tempo) cristiano. Per intenderci meglio, partiremo con un semplicissimo esempio: per poter giocare una mano a briscola o a scopa è evidente che due o più persone devono obbligatoriamente condividere tutte le regole di questi giochi di carte, altrimenti non sarebbe possibile neppure iniziare.

 

Le regole (le leggi) sono indispensabili anche al vivere insieme, e se gli individui che compongono la società non accettano le norme che regolano la vita in comune, e soprattutto i principî universali e trascendenti che le reggono, il consorzio umano diventa immancabilmente un incubo. Ciò è accaduto dopo l'irruzione in campo filosofico nei secoli scorsi (XVI-XVII-XVIII) di concetti come il soggettivismo e il relativismo, e il conseguente rifiuto di ogni regola o realtà oggettive esterne all'uomo, fino a quel momento condivise da tutti. Come esito siamo caduti in una spirale di caos che sembra non avere fine.

 

Se non esiste una realtà naturale e soprannaturale conoscibile da tutti, si cade inevitabilmente nell'anarchia totale, e questo in tutti i campi. I mass media, gli araldi delle nuove «verità» del giorno, ci martellano incessantemente inondando la nostra mente con l'opinione dell'«esperto» di turno, che naturalmente non sono mai d'accordo nemmeno con i suoi colleghi, essendo pure loro figli del libero pensiero.

 

schiavi della TV

 

Eppure, come dimostra in modo elementare l'Autore di questo scritto, la realtà non va d'accordo col libero pensiero, perché l'uomo, pur nelle sue mille sfumature e varianti dettate dal tempo e dal contesto, necessita sempre delle stesse cose, prima fra tutte della verità, soprattutto quella con la «V» maiuscola, ossia quella che riguarda lo scopo della sua fragile esistenza in questa valle di lacrime, dove la felicità sembra un bene irraggiungibile.

 

lo scopo della vita

 

Dopo che l'uomo moderno si è liberato dell'odiosa tirannia del buon senso, così noioso e restrittivo, nel XX secolo, l'Occidente si è spaccato in diverse fazioni politiche o ideologiche di destra e di sinistra, tanto chimeriche quanto sanguinose, che pur promettendo la libertà hanno rinchiuso milioni di persone in campi di concentramento e versato fiumi di sangue. E d'altronde, se si rifiuta la realtà e la verità si cade inevitabilmente nell'errore e - quel che è peggio - tra le grinfie del più forte.

 

Ahimè, è la legge della giungla applicata ad una società dove le ricchezze e il denaro sono ben saldi nelle mani di un numero sempre più ristretto di uomini (i banchieri e i potenti) che possiedono il potere reale (l'oro e l'informazione). Ne consegue che se l'uomo non torna in sé, non ricomincia a usare il buon senso, e soprattutto non riprende in mano le tradizioni che i nostri padri ci hanno sapientemente tramandato, sradicati e senza un'identità, siamo candidati a divenire gli schiavi della peggiore dittatura che il mondo abbia mai visto (il Nuovo Ordine Mondiale) e che già si intravede all'orizzonte.

 

bankster

 

  Paolo Baroni

 

 

Premessa

 

Il buon senso e la filosofia cristiana definiscono la verità come la conformità tra il pensiero e la realtà («Adæquatio rei et intellectus», ossia l'adeguamento della cosa e dell'intelletto). Questa definizione presuppone l'esistenza distinta della persona (il soggetto) che pensa, e dell'oggetto del suo pensiero, vale a dire l'esistenza di una realtà esterna e indipendente dalla persona, una realtà che d'altronde non si limita unicamente al mondo materiale accessibile ai sensi.

 

creato
 


I

LA VERITà E IL

PRINCIPIO DI REALTà

 

 

Il problema della verità è legato a quello della realtà
 

Se esiste una realtà oggettiva esterna all'uomo, il suo pensiero deve tenerne conto nel momento in cui agisce. Tenerne conto significa rispettarlo. Il fine di un'azione volontaria è sempre, per chi agisce, un vero bene (o considerato come tale, a torto o a ragione). L'errore circa il giudizio della bontà dello scopo ricercato si traduce nell'infelicità del soggetto che si è ingannato perché non raggiunge lo scopo desiderato. Ecco un paio di esempi:

  • Si dice che il kaiser Guglielmo II (1859-1941), imperatore di Germania, in fuga dalla rivoluzione provocata dalla sconfitta del suo impero nel 1918 avrebbe esclamato: «Das habe ich nicht gewolte»! («Non volevo tutto questo»!);

  • Il guidatore di un'auto che ha sterzato troppo velocemente si ritrova nel fosso: egli ha sovrastimato la capacità di aderenza dei suoi pneumatici sull'asfalto. La vittima dell'incidente può a sua volta dire: «Non volevo tutto questo»!

kaiser guglielmo II

 

Questi due esempi dimostrano che le leggi della realtà impongono la loro esistenza indipendentemente da ciò che l'uomo che agisce (l'agente) pensa, immagina o desidera, e quindi indipendentemente dalla libertà di pensare. Ne deriva che incorriamo nel peggio se crediamo che ciò che pensiamo o diciamo sia valido anche senza un riferimento al reale. L'agente deve fare affidamento sulla realtà e sulle sue leggi. Conoscere le realtà del suo campo d'azione e delle leggi che le governano, consente al pensiero di guidare efficacemente l'azione, e quindi di esercitare la sua libertà. Ciò è vero in tutti i campi.

 

Nell'azione sulla materia

 

È perché conosce il valore reale della resistenza delle rocce di ancoraggio che l'ingegnere può erigere in un determinato punto la diga che recupererà l'energia elettrica dal flusso spontaneo dell'acqua. Che follia sarebbe voler creare una barriera del genere in nome della libertà di pensiero limitandosi al puro spessore della carta da lettere.

 

L'ingegnere che presentasse un simile progetto in nome della sua libertà di pensiero sarebbe sicuramente considerato pazzo. In questo caso, l'errore sarebbe così grave che verrebbe a galla non appena venisse proposto. Più pericoloso sarebbe l'errore meno apparente dovuto ad un'errata valutazione della resistenza delle rocce di ancoraggio. La diga, in seguito, potrebbe cedere causando un disastro. Ricordiamo il crollo della diga di Malpasset, che ha devastato la città di Fréjus il 12 febbraio 1959:

 

«Ci è voluto un mese per fare il bilancio della catastrofe e otto anni per definirne le cause: un torrente capriccioso che non consentiva le verifiche tradizionali; una roccia apparentemente di buona qualità, ma che nascondeva in profondità la sua mediocrità [...]. Poi delle trombe d'acqua; il primissimo riempimento, una fase critica nella vita di una diga; un raro e pericoloso fenomeno di "sottopressione", risultato della circolazione parassitaria nelle rocce della zona di ancoraggio della struttura; alcune crepe che si sono formate e milioni di metri cubi d'acqua che si sono incuneati all'interno [...]. La natura aveva preparato una vera e propria trappola» 2.

 

Sopra: la diga di Malpasset prima del suo

cedimento (che costò la vita a 423 persone).

 

Nell'azione sul corpo umano

 

Scriveva il Dr. Xavier Dor (1929-2020), embriologo:

 

«Ne ho parlato spesso con gli studenti, sezionando i cadaveri. Nell'uomo, l'opposizione del pollice alle altre dita della stessa mano è molto importante perché permette di afferrare gli oggetti con forza e precisione. Potremmo ignorare il nervo destinato a questa funzione? Saremmo "liberi" di farlo? Tutti concordavano sul fatto che sarebbero stati tanto più liberi come studenti - medici o chirurghi - se avessero conosciuto l'anatomia e la fisiologia della mano» 3.

 

xavier dor

 

La loro libertà, quindi, passava necessariamente attraverso la conoscenza della realtà e l'adesione della loro intelligenza ad essa. Allo stesso modo, è perché sappiamo come agiscono i β-bloccanti che possono essere utilizzati nel trattamento dell'ipertensione. Potremmo moltiplicare gli esempi tratti dalla medicina.

 

Nell'educazione dei figli

 

Molto spesso i genitori hanno la profonda preoccupazione di crescere bene i proprî figli. Essi vorrebbero conoscere quali sono le vere regole che dovrebbero guidare la loro azione. Se le rispetteranno, consapevolmente o meno, saranno ricompensati dalla fierezza per quegli uomini e donne adulte che hanno preparato per la vita. Ma il risultato potrebbe essere invertito se l'educazione è stata impartita ignorando la «verità» in questo settore.

 

Perché anche l'educazione è un'arte per la quale esistono delle regole. Dicendo questo non proponiamo un processo educativo rigido e identico per tutti. Già dal secondo figlio i genitori notano che ognuno di loro ha la propria personalità e richiede un adeguato comportamento. Sappiamo che le opere d'arte non sono identiche, anche quando seguono le stesse regole: il Partenone di Atene e Notre-Dame di Parigi sono stati entrambi costruiti tenendo conto della Sezione Aurea. Tuttavia, si tratta di due capolavori assai diversi tra loro.

 

sezione aurea

Sopra: la Sezione Aurea applicata

agli edifici e ai monumenti antichi.

 

Quando l'educazione impartita si rivela un fallimento, i genitori spesso non si interrogano. In quale altro modo potrebbero farlo? Hanno seguito alla lettera i consigli fallaci delle riviste basate su una «scienza dell'educazione» costruita sul rifiuto della Rivelazione divina. Questa falsa pedagogia ignora il peccato originale (e la tendenza al male nell'uomo che ne deriva), l'importanza del sacrificio, il bisogno della grazia santificante, ecc...

 

Così, pochi sono i genitori che dicono: «Abbiamo sbagliato l'educazione di nostro figlio». Preferiscono pensare che la brutta piega presa dalla vita della loro prole derivi dall'influenza perversa esercitata da certe letture, dalla televisione, dalla scuola, dalle cattive compagnie, ecc... Insomma, sarà colpa del mondo intero, ma sicuramente non loro. È interessante a questo proposito notare l'osservazione fatta da un anziano:

 

«L'ho constatato: quando i genitori non si preoccupano del rispetto della verità (ossia sono liberali, nel senso filosofico del termine), i figli conservano o riscoprono la fede. Al contrario, certi genitori cattolici praticanti, ma incuranti del rispetto per la verità, non sono stati in grado di trasmettere la fede ai propri figli».

 

educazione dei figli

 

Il rispetto per la verità è necessario per un'adeguata educazione dei figli.
 

Nell'azione politica

Nel suo libro Leçons à l'Impératrice («Lezioni all'imperatrice»), lo storico Numa Denis Fustel de Coulanges (1830-1889) spiega che il matrimonio monogamo stabile, in cui la donna è rispettata e svolge un ruolo simile e complementare a quello dell'uomo, è causa di superiorità dei popoli che ne riconoscono il valore e lo praticano.

 

fustel de coulanges - leçons à l'impératrice

Sopra: Numa Denis Fustel de Coulanges

e la sua opera Leçons à l'Impératrice.

 

Ciò significa che l'attuale fragilità del matrimonio, favorita e quasi incoraggiata dalle leggi attuali promulgate dai nostri politici, è causa di debolezza per la nostra nazione. D'altronde, siamo fortemente convinti che questo sia anche il motivo per cui il potere politico ha legiferato in questa direzione. Ma la sanzione di una politica perversa si manifesta ordinariamente diversi decenni dopo. Ecco alcuni esempi:

  • L'abolizione della primogenitura nel codice civile del 1804 (promulgato da Napoleone I) portò ad un importante calo demografico nelle campagne del Sud-Ovest: i proprietari si limitarono al figlio o alla figlia unica, in modo da non smembrare l'eredità;

  • Dopo il Trattato di Versailles del 1919, diverse personalità della politica, del giornalismo o dell'esercito (come il Generale Ferdinand Foch, ad esempio) si avvidero che questo Trattato di «Pace» avrebbe creato le condizioni per una guerra futura 4. All'epoca fu persino pubblicata una vignetta. Essa rappresentava i presidenti Woodrow Wilson (1856-1924) e Georges Clemenceau (1841-1929) che lasciano la Sala dei Trattati. Wilson dice: «Mi sembra di sentire un bambino che piange». Dietro la tenda che incorniciava la porta d'uscita della stanza, un bambino appoggiato al muro era rappresentato in lacrime. Sopra di lui un cartello spiegava: «Classe 1940». Gli uomini che hanno redatto e firmato il trattato sono i responsabili morali della guerra del 1940, e quindi dei criminali.

Sopra: la vignetta del 1920 che ritrae Wilson e Clemenceau e un

bambino nudo che piange (la Germania) con la scritta «classe 1940».

 

La verità nella Storia

 

Affrontando la politica ci siamo avvicinati al problema più delicato della verità storica. La verità esiste anche nella Storia. Ciò che è stato scritto a questo riguardo dovrebbe riflettere la realtà degli eventi passati. Certo, non possiamo dire tutto, ma dobbiamo solo riportare fatti realmente accaduti. E inoltre, devono essere forniti fatti significativi.

 

Ma la combinazione dei fatti, la loro luce diversa, può farne nuovi segni. Il valore dei fatti cambia a seconda della nostra concezione dell'uomo (la sua natura, il suo destino, ecc...) 5. Il che ha permesso all'antropologo israelita Claude Lévi-Strauss (1908-2009) di affermare che la Storia si costruisce come un mito 6. All'obiezione che la Storia si basa su fatti storici, molti dei quali sono verificabili, Lévi-Strauss ha risposto:

 

«Certamente non nego che la presa della Bastiglia abbia avuto luogo il 14 luglio 1789. Tuttavia, la Storia non consiste solo nell'allineare le date, ma nello spiegare gli eventi. E come spiegherà lo studioso la storia della Rivoluzione Francese? Cercherà di scoprire qual'era lo stato di coscienza di ciascuno dei venticinque milioni di individui che componevano la società francese nel 1789? Ma no, è impossibile. Quindi, lo storico farà una cernita eliminando certe cose e mantenendone altre per costruire una storia che sarà diversa da quella redatta dal collega, perché ognuno prende diversamente o interpreta in modo diverso ciò che ha appreso, e stilerà diversamente il suo lavoro. Agendo in questo modo, lo storico ha ricostruito la Storia sul modello di un mito, ed è obbligato a farlo altrimenti un giorno non sarebbe in grado di spiegare o interpretare certi fatti».

 

claude lévi-strauss

 

Ovviamente, possiamo selezionare i fatti secondo una tesi che vogliamo sostenere, ma:

  • Può essere che l'autore vuole dimostrare una tesi secondo un'ideologia aprioristica. In questo caso, egli identificherà solo i fatti che gli sembrano supportare la sua dimostrazione, rifiutando sistematicamente tutto ciò che la contraddice. Si tratta quindi di una menzogna per omissione. I nostri contemporanei diranno piuttosto che si tratta di una storia parziale, ossia di propaganda. Ẻ indottrinamento se ciò accade nei libri di scuola. C'è la possibilità che l'autore sia in malafede - ma allora non dovrebbe più definirsi «storico» ma «affabulatore» - e che l'indottrinamento che esercita possa essere ritenuto da alcuni una forma «libertà», ma i veri giuristi parlerebbero più correttamente di abuso di diritto o di pubblicità menzognera se l'uomo si presenta come uno storico. In questo caso, egli fa della libertà un velo con cui copre la sua malvagità (1 Pt 2, 16).

presa della bastiglia

Sopra: a proposito di miti, un dipinto che ritrae la famosa presa della Bastiglia, avvenuta il 14 luglio 1789. Questa fortezza rappresenta tutt'oggi la malvagità del monarca tiranno, Luigi XVI, dentro la quale languivano a migliaia i rivoltosi. In realtà, come scrive lo storico Pierre Gaxotte nel suo libro La Rivoluzione Francese (Biblioteca Universale Rizzoli, Milano 1949, pag. 117), nella prigione erano detenuti «quattro falsari, un giovane degenerato, chiuso su richiesta della famiglia, e due pazzi». Ecco uno dei tanti casi in cui, come insegna Lévi-Strauss, «lo storico ha ricostruito la Storia sul modello di un mito» (una menzogna!).

  • Oppure allo storico può venire alla mente una tesi fondata su una documentazione che ha accumulato nel tempo e il cui intelletto è illuminato da situazioni già studiate. Poi i fatti si incastrano naturalmente ed egli stabilisce la sua tesi. Gli storici che lavorano in questo modo possono anche scrivere storie diverse sullo stesso argomento. Ma il valore di ognuna di queste tesi si misura dalla capacità - data a chi la studia - di apprendere lezioni di politica, di diplomazia, di guerra, ecc...

E non saremo scioccati se due studi storici, condotti utilizzando questo metodo, fornissero lezioni aggiuntive per lo studio di un dato periodo. Il reale è inesauribile. Se invece gli insegnamenti tratti da questi racconti fossero contraddittori, sarebbe opportuno riprendere alla base il lavoro delle due tesi per rimuovere l'incertezza. La storia seriamente stabilita fornisce lezioni assai formative come testimonia, ad esempio, il Maresciallo de Belle-Isle (1684-1761) nella lettera a suo figlio, il conte de Gisors:

 

«Non vi parlerò affatto in questa sede dello studio della guerra; vi ho dimostrato la sua necessità e i suoi vantaggi in un libro di memorie che ha preceduto questa lettera, e vi ho indicato il piano che dovete seguire per imparare questa scienza. Mi limiterò a dirvi ancora una volta che la Storia è la fonte da cui attingere costantemente, non di leggere la Storia per imparare la Storia, ma di leggere per imparare la guerra, la morale e la politica. La Storia è stata oggetto del mio studio fin dalla mia infanzia ed è ad essa che devo tutto quello che so».

 

maresciallo de belle-isle

 

Le Leçons à l'Impératrice di Fustel de Coulanges sono un esempio di tutto ciò che la vera Storia scritta in modo intelligente può insegnare. Anche coloro che nascondono la storia del nostro Paese ai bambini delle scuole devono essere considerati nemici della loro formazione intellettuale.

 



II

Il rifiuto del

concetto di verità

 

 

Libertà e necessità, libertà e verità; non possiamo dissociare questi termini a due a due. Ci si potrebbe chiedere perché certuni non accettano un fatto evidente; alcuni rimangono addirittura «scandalizzati» dall'affermazione della verità. Quattro ragioni possono spiegare questo fenomeno:

  • La forza della propaganda esercitata dei media attuali;

  • Lo spirito di ribellione;

  • La complessità della realtà associata al bisogno intellettuale di semplificazione;

  • L'attaccamento alle proprie idee nonostante la realtà osservata.

Potrebbero essercene anche altre.

 

Il potere della propaganda

 

Alla gente di oggi, l'abilità tecnologica degli uomini di mestiere viene presentata in modo enfatico e inebriante. Questo li porta a pensare che l'uomo sia divenuto una specie di divinità capace di dominare la natura senza mai rispettarla. Un simile atteggiamento ha portato i sovietici, ad esempio, a disastri umani ed ecologici senza precedenti.

 

tecnologia uomo-dio

 

Lo spirito di ribellione
 

La mente umana si ribella ai limiti che l'ordine delle cose sembra imporle. Tuttavia, sono le condizioni imposte dalla logica della realtà che hanno permesso all'intelligenza umana di progredire nella conoscenza e quindi di dominare il mondo. Volendoci liberare da ogni costrizione, abbiamo tagliato il ramo su cui siamo seduti. Ecco alcuni esempi:

  • Come abbiamo visto, nella scienza applicata, la pena per un errore è il fallimento;

  • In campo politico, invece, non essendoci più verità universale, ognuno pensa ciò che vuole, e il più forte impone la sua legge. Questo tipo di liberalismo porta necessariamente al totalitarismo.

grande fratello

  • Nel dominio religioso, Leonardo Boff 7, grande sostenitore della Teologia della Liberazione, che ha fatto parlare molto di lui negli anni passati, ha affermato di rimproverare l'autorità ecclesiastica «per il modo in cui questa autorità è storicamente organizzata per reprimere ogni libertà di pensiero all'interno della Chiesa». Il problema, infatti, è sapere se ciò che limita la libertà di pensiero è l'autorità e il modo storico in cui è organizzata, o se è semplicemente la constatazione che non è concesso all'uomo di rendere la Rivelazione diversa da ciò che è realmente.

leonardo boff

 

Possiamo ovviamente rifiutare che il messaggio della Chiesa sia la Rivelazione, ma allora non siamo più cattolici. La missione del Magistero della Chiesa è di assicurare che il contenuto del messaggio che ha ricevuto da Dio non venga modificato. Lo spirito di ribellione contro la verità (vale a dire contro il riconoscimento del mondo creato) è una delle forme permanenti del «non serviam» di Lucifero: vale a dire del rifiuto satanico di obbedire alla volontà di Dio Creatore.

 

La complessità della realtà e la necessità di semplificare

 

Un altro motivo del rifiuto della realtà oggettiva deriva dal fatto che non è dato allo scienziato, e a fortiori all'uomo della strada, di conoscere appieno le leggi della realtà naturale. Sono molto al di là della sua comprensione, anche se può afferrarne una parte, il più delle volte insegnate, e deve accettare di ignorare il resto come un'infermità della sua natura.

 

Di fronte a questa limitazione, alcune menti affermano di ridurre la realtà a ciò che il loro pensiero vede. In questo modo, i «filosofi» sono arrivati ​​a negare la possibilità per il linguaggio di esprimere l'essere delle cose e persino a negare l'esistenza di ciò che non possono concepire.

 

L'attaccamento alle proprie idee nonostante la realtà

 

Questa tentazione non è affatto nuova ed è sempre più o meno esistita. La si può ritrovare in questioni ideologiche e persino in campo scientifico. Ciò accade in particolare quando le questioni in discussione sono percepite come se avessero un impatto sulla persona del ricercatore. Ecco alcuni esempi:

  • Abbiamo visto i turiferari dell'impero sovietico riscrivere la Storia e manomettere i fatti: avevano a lungo sostenuto, ad esempio, che il massacro di Katyn dovesse essere attribuito ai tedeschi. Oggi è stato stabilito che i responsabili di quell'eccidio furono i sovietici;

  • Abbiamo letto i dibattiti che hanno portato il microbiologo francese Louis Pasteur (1822-1895) ad entrare in conflitto con i medici anticristiani del suo tempo. Essi avevano postulato come un dogma che Dio non esisteva e che solo la generazione spontanea spiegava l'emergere della vita. Il lavoro di Pasteur ha totalmente smentito il concetto di generazione spontanea nell'ordine della vita. È nel tentativo di contrastare la dimostrazione scientifica di Pasteur che l'ipotesi evoluzionista ai nostri giorni viene difesa così ardentemente;

louis pasteur

  • Un medico coreano, sperando di ottenere il Premio Nobel per la medicina, ha pubblicato falsi risultati sulla clonazione; il caso è ormai noto. Si è completamente screditato da solo;

  • Anche nella religione è stato rivelato un fenomeno simile. Papa San Pio X (1835-1914) fu obbligato a scrivere la sua Enciclica Pascendi Dominici gregis (dell'8 settembre 1907) per denunciare la tattica degli eretici modernisti che non hanno mai esposto metodicamente e nel suo insieme la loro dottrina. Questi uomini sapevano che ciò che stavano insegnando non era la dottrina della Chiesa, ma cercavano insidiosamente di far passare le loro elucubrazioni come se ne facessero parte.

papa san pio X

 

Negli ultimi anni è avvenuto un cambiamento su questo punto: queste dottrine sono spesso espresse in modo più radicale, senza camuffamenti né scappatoie. Il «teologo» ultra-progressista Hans Küng, ad esempio, ha intitolato un manifesto: «Ẻ giunto il momento di scrivere quello che penso» 8. Gli articoli pubblicati su Le Devoir de Montréal forniscono una selezione di citazioni che illustrano questo fenomeno. Cosa rivelano queste citazioni?

  • Che il linguaggio non esprime più l'essenza delle cose (in altre parole, che tale essenza sfuggirebbe alla nostra comprensione);

  • Che non ci sono più certezze o verità senza tempo;

  • Che il significato dell'esistenza evolve con la Storia;

  • Che è necessario ammettere la discontinuità della dottrina e ricorrere ad una «nozione pluralista della verità cristiana». L'oggetto di quest'ultima espressione è quello di ottenere l'accettazione del «pluralismo» (una parola che oggi designa il liberalismo nell'ordine del pensiero), mentre il reale è unico e l'errore è multiplo.

Potremmo trovare divertente il fatto che le stesse persone che dicono che non ci sono certezze, ci presentano il loro punto di vista come... una certezza! Il concetto di verità è fondamentale nella dottrina cattolica («Io sono la via, la verità e la vita»; Gv 14, 6), ma ciò viene negato dai «liberali», tra cui vanno annoverati i sostenitori del «cattolicesimo liberale».

 

 

III

Conclusione

 

 

La verità ci rende liberi: essa è utile e buona
 

Le azioni sulla materia, basate sulla conoscenza delle leggi della materia, o quelle del medico o del chirurgo, basate sulla conoscenza dell'anatomia o della fisiologia, sono efficaci o meno a seconda che l'agente abbia tenuto conto di tutte le leggi interessate dalla sua azione. E la sanzione è relativamente rapida: la diga tiene o meno quando il bacino si riempie d'acqua; l'operazione chirurgica porta al miglioramento desiderato e la malattia o il disturbo fisiologico si attenuano o si curano se il chirurgo ha rispettato l'anatomia.

 

L'esito dell'azione viene alla luce in pochi giorni o in pochi mesi. Nell'educazione dei figli la sanzione è differita di diversi anni, più di dieci. Il figlio educato male diventa un delinquente intorno ai sedici anni, o si suicida a vent'anni, o addirittura conduce una vita infelice per il resto della sua esistenza. In politica, la sanzione è rinviata di diversi decenni: dopo il Trattato di Versailles del 1919, personalità predissero la Seconda Guerra Mondiale. Ma chi ne ha tenuto conto? Chi se ne è ricordato vent'anni dopo?

 

lubecca bombardata

Sopra: il duomo di Lubecca, in Germania, svetta tra le

rovine dopo un bombardamento alleato nel 1944.

 

Solo il servizio della verità - in tutti i suoi aspetti - può darci una reale efficacia, sia a breve che a lungo termine. Solo la piena conoscenza della verità può permetterci di esercitare la nostra libertà per ottenere i veri beni che abbiamo scelto volontariamente. Inoltre, l'esperienza mostra che coloro che cercano la verità con tutto il loro essere trovano Gesù Cristo e la Sua Chiesa.

 

E, molto spesso, abbiamo il presentimento che se accettiamo l'esistenza della verità e che dobbiamo cercarla, troveremo Cristo, e quindi la sua Chiesa. Ed è proprio per questo che alcuni lo rifiutano. Possa Dio liberarli da questa inibizione.

 

regina sacratissimi rosarii ora pro nobis

 

 

banner centro culturale san giorgio

 

Note

 

1 Traduzione dall'originale francese Vérité et principe de réalité (Action Familiale et Scolaire, 2ª ediz., Parigi 2018), a cura di Paolo Baroni.

Sito web https://afs.ovh/

2 www.ville-frejus.fr/hermes/patrimoine/malpasset.htm

3 Cfr. Action Familiale et Scolaire, nº 124.

4 Il Trattato prevedeva un pesante embargo per la Germania, che veniva privata dell'unico porto che aveva (Danzica) e delle risorse dell'acciaio e del carbone (la Ruhr e la Saar). Era prevedibile che una volta rialzatosi, il popolo tedesco avrebbe cercato di riscattarsi da una simile condizione (N.d.T.).

5 Cfr. L. Salleron, in Actes du Congrès de Lausanne, pag. 46; cit. in L'Information, aprile 1965.

6 Vedi l'intervista a Claude Lévi-Sauss apparsa su Réalités (gennaio 1965); cit. in L. Salleron, op. cit., pagg. 46-47.

7 Leonardo Boff era un frate francescano con idee prossime al marxismo. Nel 1992, a causa dei suoi dissidi con Roma, si è spretato e ha gettato la veste alle ortiche.

8 Manifesto pubblicato su Le Devoir de Montréal, del 7 ottobre 1985, e riprodotto su L'Homme nouveau, del 3 novembre dello stesso anno. Abbiamo il diritto di dedurre che quest'uomo in precedenza abbia nascosto il suo pensiero reale, e che quindi non era sincero nei suoi scritti. Inoltre, ora vuole scrivere quello che pensa. Sarebbe stato piuttosto interessante se ci avesse detto prima chi è o, almeno, cosa vuole.
 

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