titolo evoluzione: una teoria senza prove

di Arnaud de Lassus 1

 

postato: 27 marzo 2021

 

evoluzione dell'uomo

 

 

Prefazione

 

Ẻ un dato di fatto che ai nostri giorni la maggior parte delle persone, di ogni fascia di età, crede che la teoria evoluzionista sia un fatto scientifico accertato. Nella maggior parte dei casi, tale convinzione non è frutto di una conoscenza o di uno studio approfondito di questa materia, ma è il risultato di un martellamento ideologico che inizia dall'infanzia e prosegue per tutta la vita. I libri scolastici, i musei di storia naturale, i documentari sulla natura e sull'ambiente (pensiamo a Discovery Channel) e i media in generale non fanno che riproporre incessantemente questa teoria presentandola come un fatto acquisito.

 

Ogni tentativo di rimettere in discussione questa tesi, anche se proposto da scienziati seri, viene sistematicamente ignorato, e i detrattori dell'evoluzionismo vengono etichettati come retrogradi bigotti nemici del progresso. Nessun canale televisivo oserà mandare in onda un dibattito su questo argomento o un documentario di segno opposto.

 

Si tratta, come sottolinea l'Autore di questo articolo, di un dogma intoccabile, di una «verità» (smentita dalla stessa scienza) che il mondo moderno considera uno dei pilastri del pensiero laico. Eppure... fa acqua da tutte le parti e dev'essere continuamente puntellato per poter rimanere in piedi di fronte alle critiche fondate dovute alla sua incongruenza in materie come la genetica e la biologia.

 

scuola - evoluzione

Sopra: due pagine sull'evoluzione estratte da testi scolastici per le scuole elementari.

 

Prima di lasciarvi alla lettura dell'articolo vorrei concludere con un'osservazione che va oltre il fatto in sé dell'impostura evoluzionista e sulla quale è doveroso meditare. Se i media e il mondo della cultura e dell'informazione diffondono senza pudore da decenni quella che è a tutti gli effetti una grossa bugia, quali altre false verità (o gravi omissioni) vengono date in pasto alle masse? E questo non solo in campo scientifico, ma anche in altri ambiti (come quello storico)! Quante altre menzogne ci sono state propinate fin dall'età scolastica? Quante verità ci sono state nascoste perché ritenute «politicamente scorrette»?

 

  Paolo Baroni

 

 

Premessa

 

Il 22 ottobre 1996, Giovanni Paolo II (1920-2005) ha rivolto alla Pontificia Accademia delle Scienze un Messaggio sull'origine della vita e sull'evoluzione di cui riportiamo un estratto:

 

«Oggi [...], nuove conoscenze conducono a non considerare più la teoria dell'evoluzione una mera ipotesi. È degno di nota il fatto che questa teoria si sia progressivamente imposta all'attenzione dei ricercatori, a seguito di una serie di scoperte fatte nelle diverse discipline del sapere. La convergenza, non ricercata né provocata, dei risultati dei lavori condotti indipendentemente gli uni dagli altri, costituisce di per sé un argomento significativo a favore di questa teoria» 2.

 

giovanni paolo II

 

Questo messaggio è stato ampiamente commentato dalla stampa internazionale: «L'Église se rallie enfin à la théorie de Darwin» («La Chiesa si sta finalmente avvicinando alla teoria di Darwin»), intitolava il quotidiano francese Le Monde, del 29 novembre 1996. Visto che la controversia sull'evoluzione è tornata con forza alla ribalta, riteniamo utile rievocarne alcuni aspetti attraverso un recente libro sull'argomento: Création et rédemption («Creazione e redenzione»), del marianista Padre André Boulet.

 

padre andré boulet - création et rédemption

 

L'evoluzionismo, una teoria contestata

 

La teoria dell'evoluzione 3 gode di uno status speciale: essa è quasi ovunque considerata «scientificamente corretta», il che la dispensa dal dover presentare argomenti seri per provare la sua validità; tale teoria beneficia del supporto dei media; chi la critica difficilmente riesce a far sentire la propria voce; è comunemente insegnata, come verità scientifica, nelle scuole e nelle Università; in breve, essa costituisce un dogma apparentemente intangibile della nostra società moderna.

 

Eppure, dal momento in cui è stata resa popolare 4, tale teoria ha suscitato molte critiche da parte di scienziati, filosofi e teologi. A causa delle scoperte avvenute negli ultimi cento anni in diverse discipline (paleontologia, biologia molecolare, geologia, ecc...) sembra ancora più improbabile oggi che ai tempi di Charles Darwin (1809-1882). E la corrente di idee che la combatte continua a manifestarsi, soprattutto nei Paesi anglofoni, attraverso studi solidamente supportati.

 

charles darwin

 

Tra le opere di questa corrente pubblicate recentemente, citiamo:

  • A l'image de Dieu («Ad immagine di Dio»), di Dominique Tassot, éditions Saint-Albert, 1991;

  • Evolution: a Theory in Crisis («Evoluzione: una teoria in crisi»), di Michael Denton, Adler & Adler, 1985;

  • Science et création («Scienza e creazione»), di Claude Paulot, Téqui, 1992;

  • Darwin on Trial («Darwin sotto processo»), di Phillip E. Johnson, IVP Books, 1991;

  • Le singe descend de l'homme («La scimmia discende dall'uomo»), di Jean-François Peroteau, éditions Ulysse, 1995;

  • Il già citato Création et rédemption, del marianista Padre André Boulet, éditions CLD, 1995 5.

libri antidarwinisti

 

In questa sede, ci proponiamo di analizzare quest'ultimo libro e di presentare, in modo sintetico, gli argomenti principali che tratta.

 

Oggetto e piano del libro

 

Padre Boulet presenta con queste parole l'oggetto del suo libro:

 

«Dalla correttezza dell'insegnamento sulla creazione dipende la rettitudine della fede nella Redenzione operata da Gesù Cristo, mistero centrale della fede cristiana» 6.

 

Oggi, l'insegnamento sulla creazione è compromesso a causa di

 

uomo-scimmia«un'adesione generale e più o meno consapevole alla teoria evoluzionista, una teoria ampiamente diffusa da oltre un secolo. Nonostante la sua natura ipotetica, essa viene imposta come un paradigma onnipotente, che è difficile rimettere in discussione senza essere accusati di fondamentalismo. Inoltre, l'adesione di molti teologi a questa teoria li ha portati a piegare la dottrina cattolica della Creazione e della Redenzione con il rischio di distorcerla, segno che la teoria evoluzionista non è neutrale rispetto ad alcune affermazioni centrali della fede cattolica. Tuttavia, molte ricerche scientifiche condotte da circa venticinque anni a questa parte hanno fornito nuovi dati che ci invitano a riaprire questo fascicolo andando oltre la classica contrapposizione tra evoluzionismo e fissismo. La posta in gioco in questo dibattito non è affatto accademica: essa riguarda la relazione dell'uomo con Dio, la sua relazione con il mondo e la sua relazione con i suoi simili. La sua stessa felicità dipende da questo argomento» 7.

 

Il libro Création et rédemption contiene:

  • Due capitoli di richiami dottrinali (sulla creazione del mondo e dell'uomo, sul mistero del male e sul mistero della Redenzione);

  • Un capitolo sulle teorie scientifiche sull'origine dell'Universo e dell'uomo (contenente critiche alla teoria del big bang e a quella dell'evoluzione);

  • Un capitolo su «un nuovo discorso teologico ispirato a teorie evoluzioniste»;

  • Sei appendici, di cui una sul discusso Padre Teilhard de Chardin s.j. (1881-1955), e un'altra intitolata «Quale alternativa all'evoluzionismo»?

Evoluzione ed evoluzionismo

 

Padre Boulet distingue giustamente tra la teoria dell'evoluzione e le teorie evoluzioniste.

 

L'evoluzione, secondo la definizione già data in nota (nº 3), è la teoria secondo cui tutte le forme animali attualmente viventi, dall'ameba all'uomo, discenderebbero, per generazione, da un antenato comune. Essa postula «la comparsa, nel corso di ere geologiche successive, di esseri viventi sempre più complessi, dagli organismi unicellulari all'uomo» 8. L'evoluzione implica la possibilità del «passaggio graduale da un tipo di organismo ad un altro» 9. Secondo i sostenitori dell'evoluzione, questa non sarebbe una teoria, un'ipotesi, ma un «fatto».

 

dall'ameba all'uomo

Il cammino evolutivo dall'ameba all'uomo...

 

Le teorie evoluzioniste cercano di spiegare il processo attraverso il quale l'evoluzione avrebbe avuto luogo. Quella di Darwin si basava sull'eredità delle variazioni acquisite e sulla conservazione, mediante selezione naturale, delle vantaggiose variazioni acquisite 10. Dopo Darwin, furono sviluppate altre teorie, che spesso coinvolgevano, oltre alla selezione naturale, diversi tipi di mutazioni genetiche. Nessuna di queste teorie è riuscita a guadagnare terreno perché non concorda con i fatti. Prima di un ulteriore esame, possiamo quindi affermare che l'evoluzione è solo un'ipotesi e non un «fatto».

 

 

Richiami dottrinali sulla Creazione e sulla Redenzione

 

Questi richiami occupano gran parte del libro (ottanta pagine) e sono generalmente ben fatti. Ci rammarichiamo del fatto che il ricorso troppo esclusivo ai testi conciliari 11 e postconciliari abbia portato ad eclissare i riferimenti ai testi del Magistero anteriori al Concilio Vaticano II (1962-1965); si fa solo un riferimento all'Enciclica di Pio XII (1876-1958) Humani generis, del 12 agosto 1950. Importanti riserve vanno fatte su alcune affermazioni, come quella secondo cui «la Sacra Scrittura non rivela nulla a riguardo di come è avvenuta la creazione» 12.

 

Sì, invece, la Bibbia rivela molte cose, se non altro le fasi indicate (i sette giorni) e dalla ripetizione della formula «secondo la sua specie» dopo il racconto della creazione delle diverse categorie di esseri viventi. L'Enciclica Humani generis richiama chiaramente il carattere storico dei primi undici capitoli del Libro della Genesi 13, in un testo che lo stesso Padre Boulet cita nel suo libro 14.

 

 

dio crea in sette giorni - genesi


Presentazione e critica delle teorie evoluzioniste

 

Padre Boulet riassume (a volte anche troppo) l'esposizione e la critica delle «prove» dell'evoluzionismo. Egli esamina le diverse discipline in cui le scoperte fatte negli ultimi sessant'anni forniscono potenti argomenti agli oppositori di questa teoria. Ed ecco alcune delle sue conclusioni:

 

Datazioni

 

«La teoria evoluzionista è costruita su una sorta di postulato, che non viene quasi mai messo in discussione, ossia l'età attribuita ai vari fossili che compaiono nell'albero genealogico degli esseri viventi, nonché la scala temporale e la cronologia selezionata per le ere geologiche - primaria, secondaria, terziaria e quaternaria - e loro suddivisioni [...]. I metodi utilizzati per stabilire queste date [...] derivano principalmente da due discipline particolari: la stratigrafia (una branca della geologia che studia gli strati della crosta terrestre per stabilirne l'ordine di sovrapposizione e la loro età) e la radiocronologia (una disciplina che mira a datare le rocce e i fossili studiando i corpi radioattivi in essi trovati). Tuttavia, numerosi specialisti perfettamente qualificati in entrambe queste discipline esprimono i dubbi più seri non solo sui risultati, ma sulla validità dei principî e dei metodi coinvolti in queste discipline, e contestano l'accuratezza delle date proposte, considerando che sarebbero da rivedere da cima a fondo» 15.

 

stratigrafia

 

 

Questo è un punto essenziale. Se la scala temporale preistorica, inventata dal geologo inglese Charles Lyell (1797-1875) nel XIX secolo, venisse messa in discussione e sostituita da periodi di tempo molto più brevi, tutta la base delle teorie evolutive crollerebbe: infatti, l'evoluzione - intesa nel senso di macroevoluzione 16 - è concepibile solo a condizione di poter essere distribuita su spazi di tempo considerevoli.

 

sir charles lyell

 

Padre Boulet dedica alcune pagine 17 agli studi molto interessanti del sedimentologo Guy Berthaut. Questa è una linea di ricerca che finora non è stata esplorata. A questo proposito, condividiamo il giudizio di Dominique Viain nella sua recensione del libro Création et rédemption:

 

«Se l'esplosione del Monte St. Helens 18 e le ricerche di Guy Berthault dimostrano che un certo tipo di stratificazione può avvenire secondo uno schema e una cronologia diversi da quelli che normalmente accettiamo, non possiamo escludere l'universalità del fenomeno» 19.

 

monte st. helens

Sopra: l'esplosione del Monte St. Helens avvenuta il 18 maggio 1980.

 

Aggiungiamo che altri fenomeni indicano la possibilità di stratificazioni in tempi brevissimi; citiamo, ad esempio, il caso degli alberi polistrati, grandi alberi fossili che attraversano diversi strati geologici 20.

 

Biochimica e parentela delle specie

Padre Boulet cita l'australiano Michael Denton, specialista in biologia molecolare, direttore del Centre for Research in Human Genetics di Sydney, autore del già citato libro Evolution: a Theory in Crisis:

 

«È ormai ben stabilito che il modello di diversità a livello molecolare è conforme ad uno schema gerarchico altamente ordinato. Ogni classe è unica, isolata e non collegata alle altre da intermediari. Quindi, le molecole [...] non hanno fornito alla biologia evolutiva gli intermediari così a lungo ricercati [...]. La natura sembra conformarsi al modello circolare non evolutivo percepito in precedenza dalle grandi figure di anatomia comparata del secolo scorso» 21.

 

E conclude:

 

«La stessa esistenza di una filiazione tra esseri viventi appartenenti a vari gruppi noti è stata seriamente messa in discussione dalle scoperte della biologia molecolare, per non dire contraddetta senza possibile ulteriore discussione» 22.

 

michael denton - evolution: a theory in crisis

Sopra: Michael Denton e il suo libro Evolution: a Theory in Crisis.

 

Ruolo delle mutazioni aleatorie

Questo ruolo è stato studiato nel caso del fenomeno reale della microevoluzione.

 

«L'estrapolazione dalla microevoluzione alla macroevoluzione, implicita nella tesi evoluzionista, sembra un'ipotesi più che ardita, se non un frutto dell'immaginazione, che non regge all'esame critico. Anche concedendoci un tempo milioni di volte maggiore di quello che attualmente si propone per l'esistenza dell'Universo, la comparsa di un nuovo organo, per quanto modesto e incoerente possa essere, per il meccanismo delle mutazioni casuali e della selezione naturale, è un evento che non ha alcuna probabilità di accadere» 23.

 

pesce trasformista

Sopra: secondo il trasformismo evoluzionista, i pesci sarebbero

usciti dalle acque e le pinne si sarebbero trasformate in zampe.

 

Padre Boulet si appoggia, a sostegno delle sue affermazioni, al libro di Michael Denton e a quello di Georges Salet intitolato Hasard et certitude  («Caso e certezza») 24, scritto nel 1972 in risposta al libro dell'evoluzionista Jacques Monod (1910-1976) Le hasard et nécessité (Il caso e la necessità»).

 

 

Paleontologia

Il grande pubblico crede

 

«che si possa stabilire un albero genealogico di tutti gli esseri viventi, che mostri chiaramente un'evoluzione lenta e graduale, per discendenza, da antenati primitivi molto antichi. Questi alberi genealogici compaiono in molti libri che trattano dell'evoluzione. In realtà [...], gli spazi tra i diversi tipi di esseri viventi rimangono vuoti, non solo per pochi intervalli particolari, ma per la totalità degli intervalli. Inoltre, è sufficiente notare l'abbondanza di "linee tratteggiate" negli alberi genealogici che dovrebbero descrivere l'evoluzione dei viventi [...] per rendersi conto fino a che punto si tratta di una pura ipotesi» 25.

 

evoluzione dell'elefante

 

Michaël Denton conclude:

 

«Non c'è alcun dubbio che i reperti fossili così come appaiono oggi pongono una sfida formidabile alla nozione di evoluzione degli organismi. Poiché, per ridurre gli intervalli considerevoli che separano attualmente i gruppi conosciuti, sarebbe necessario ritrovare i resti di un gran numero di forme di transizione. Ora, queste forme non esistono nemmeno in piccolo numero» 26.

 

Sopra: il cavallo e i suoi supposti antenati. Fino ad oggi gli scavi non hanno riportato alla luce nessuno di questi stadi evolutivi (anelli mancanti). Lo stesso vale per l'elefante (vedi figura sopra).

 

Conclusioni generali

 

«La "teoria sintetica dell'evoluzione" è solo un'ipotesi. Nessuna delle "prove" presentate per giustificarla regge ad un esame critico rigoroso» 27.

 

«Dal 1859 ad oggi, non una sola scoperta empirica né un solo progresso scientifico hanno portato alla minima validazione dei due assiomi di base della teoria macroevoluzionista di Darwin: da un lato, il concetto di continuità della natura, cioè l'idea di un continuum funzionale di forme di vita che incatenano ogni specie fino a risalire alla cellula primordiale; e, dall'altra parte, l'idea che il progetto adattivo della vita sia interamente il risultato di un processo casuale cieco» 28.

 

Ma allora perché la maggior parte della gente crede ancora all'evoluzione? Senza dubbio per motivi extra scientifici, come suggeriscono le parole dell'evoluzionista Yves Delage (1854-1920) e dell'ex direttore del Museo Nazionale di Storia Naturale di Parigi Paul Lemoine (1878-1940):

 

«Sono assolutamente convinto che uno sia o non sia un trasformista, non per ragioni tratte dalla storia naturale, ma per le sue opinioni filosofiche» 29.

 

«L'evoluzione è una specie di dogma nel quale i suoi sacerdoti non credono più, ma che mantengono vivo per il popolo. Questo, dobbiamo avere il coraggio di dirlo, affinché gli uomini della futura generazione indirizzino la loro ricerca in un altra direzione» 30.

 

yves delage - paul lemoine

 

Evoluzionismo (o trasformismo) e fede cattolica 31

 

Dopo aver mostrato la non credibilità dell'evoluzione, Padre Boulet esamina la mentalità evoluzionista e le sue ripercussioni sulla fede.

 

«L'idea di evoluzione ha influenzato assai profondamente tutto il pensiero moderno, e possiamo dire che nessun'altra teoria recente ha contribuito così tanto a determinare la nostra visione del mondo e dell'uomo» 32.

 

La visione così indotta è caratterizzata da «un cambiamento perpetuo concepito come un miglioramento incessante» 33.

 

Trasformazione meccanicistica e fede cattolica

Dobbiamo distinguere tra trasformismo meccanicistico (l'anima verrebbe dalla materia) e trasformismo spiritualista (per cui Dio interverrebbe per creare e infondere l'anima).

 

«È facile evidenziare l'incompatibilità con la fede cristiana del trasformismo meccanicistico, quello che viene insegnato nelle scuole e nelle Università, e che viene diffuso con compiacenza dai media. Questo trasformismo, infatti, esclude qualsiasi intervento di una Causa trascendente nella comparsa e negli stadi successivi degli esseri viventi: esso afferma che le leggi della fisica, e il caso combinati con i meccanismi di selezione naturale, sono sufficienti per rendere conto dell'Universo e dell'uomo [...]. Quando l'uomo non comprende più se stesso a immagine di Dio, comprende se stesso a immagine di un animale» 34.

 

 «E Dio disse: "Facciamo l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza"» (Gn 1, 26).

 

Trasformazione spiritualista e fede cattolica

 

«Il trasformismo spiritualista [...] ammette un Dio che sarebbe il creatore della materia e delle sue leggi, un Dio che avrebbe voluto e programmato i meccanismi dell'evoluzione ancora poco conosciuti, e che si sarebbe servito di questo processo per la comparsa dei viventi nel tempo. L'evoluzione sarebbe il modo in cui Dio ha scelto di creare. Secondo questo meccanismo, l'uomo apparirebbe a partire da un primate superiore. Ma è Dio che, per il primo uomo, come per ogni uomo da allora in poi, ha creato un'anima umana, facendo in modo che questo primate diventasse un "animale ragionevole" dotato di una coscienza riflessa, cioè una persona umana» 35.

 

homo habilis

Sopra: l'homo habilis.

 

Padre Boulet dimostra che una simile teoria, comunemente accettata negli ambienti cattolici, «non sembra indifferente rispetto alla fede cristiana» 36.

 

Trasformismo spiritualista e filosofia

Poiché ammette che tutte le specie si trasformino l'una nell'altra, questo trasformismo elimina, nel campo delle scienze naturali, la nozione filosofica di forma specifica e tende a svalutarla in tal modo in altri campi. Tale questione, non affrontata da Padre Boulet, è così evocata da Louis Bounoure, docente di Biologia a Strasburgo, in un testo risalente al 1939, ma che risulta essere perfettamente conforme con i recenti sviluppi di questa branca della scienza:

 

«Supporre che i rapporti di somiglianza che uniscono le forme viventi si traducano in un'effettiva trasmissione di queste forme per filiazione, fare della loro parentela strutturale, puramente ideale, una vera parentela, significa immaginare la vita in un divenire morfologico perpetuo e, di conseguenza, il dissolversi nel corso del tempo di quella che è la vera realtà sostanziale dell'essere vivente, cioè la forma, fissa e indelebile, che ha ereditato dai suoi antenati e che trasmette ai suoi discendenti senza che questa legge, davanti ai nostri occhi, non sia mai in difetto. È proprio perché è, nell'essere vivente, la realtà più profonda, che la forma doveva riapparire un giorno, agli occhi dei biologi, con i suoi aspetti essenziali di costanza e autonomia [...]. I metodi della biometria e della genetica e lo studio della proprietà ereditarie hanno rivelato quanto sia illusoria la variazione che gli evoluzionisti credevano di osservare effettivamente nelle specie viventi» 37.

 

louis bounoure

 

Una teoria usata per giustificare il «mito del progresso»

 

«Il "mito del progresso" trova le sue origini nella filosofia dell'illuminismo, nel XVIII secolo» 38.

 

• «(Questo mito rende) il progresso una sorta di necessità storica o cosmica. Il tempo è visto non solo come una scala cronologica, ma anche come una scala di valori: esso migliora nella misura in cui genera progresso. Lo sforzo dell'uomo unito agli effetti del tempo porta ad uno sviluppo continuo in senso positivo: dal meno buono al migliore» 39.

 

Come giustificare l'ideologia del progresso? È qui che entra in gioco la teoria dell'evoluzione, che pretende di mostrare il progresso in azione nella natura, nella genesi degli esseri viventi che avviene attraverso il passaggio da forme viventi considerate imperfette a forme viventi che sarebbero molto più perfette:

 

«Nella teoria sintetica dell'evoluzione, il progresso [...] viene presentato  come la "complessità crescente degli esseri viventi, con il passare delle ere geologiche"» 40.

 

• «(In tal modo) la teoria sintetica dell'evoluzione [...] ha offerto al mito del progresso un fondamento naturale e un'illustrazione» 41.

 

sol dell'avvenire

Sopra: il «Sol dell'Avvenire», simbolo del mito del progresso.

 

Ma questo fondamento naturale non esiste; e il mito del progresso appare per quello che è: un'utopia basata su un errore nella nostra concezione del tempo:

 

«Nella concezione cristiana della Storia, al tempo non viene assegnato un valore positivo: il tempo del peccato e il tempo della grazia, il tempo della guerra spirituale, del confronto con le potenze delle tenebre, è ambivalente. Se acquista un valore positivo, questo carattere appartiene all'ordine della grazia, e possiamo solo parlare di vero progresso dell'umanità nell'ordine spirituale, senza che questo progresso sia un processo continuo e lineare, e senza che si realizzi necessariamente: è in ogni libertà umana che si gioca la storia della salvezza, e la speranza cristiana è di natura completamente diversa dall'ottimismo dell'utopia progressista» 42.

 

Una teoria poco compatibile con la storia della creazione fornita dal Libro della Genesi

 

«Nella prospettiva evoluzionista, ogni essere vivente diventa interamente relativo al progetto evolutivo, e così viene - per così dire - a dissolversi in un grandioso movimento complessivo che lo abbraccia, lo usa e lo supera. Ma allora, come continuare ad affermare, con l'autore ispirato del Libro della Genesi, che Dio ha voluto positivamente ogni essere, ogni pianta "secondo la sua specie", ogni animale "secondo la sua specie", che ha voluto ciascuno secondo la sua consistenza, la sua verità e la sua eccellenza, dal momento in cui ogni ognuno di essi è, nella migliore delle ipotesi, un intermediario in via di miglioramento o, nel peggiore dei casi, la sfortunata vittima di un trasferimento sfavorevole? Può il Creatore dirci ancora qualcosa della sua Bellezza, della sua Saggezza, del suo Potere, della sua Bontà, del suo Mistero, attraverso esseri inconsistenti, la maggior parte dei quali deve scomparire per far posto ad altri, in nome della legge implacabile dell'evoluzione? Il linguaggio della Bibbia è così ingannevole»? 43.

 

peccato originale

«Ma il serpente disse alla donna: "Non morirete affatto! Anzi, Dio sa che quando voi ne mangiaste, si aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio, conoscendo il bene e il male"» (Gn 3, 4-5).

 

Una teoria che non si adatta al monogenismo e alla perfezione originaria di Adamo ed Eva

Il trasformismo spiritualista ha grande difficoltà ad accettare il monogenismo 44 (che appare come un'incoerenza nel processo evolutivo) e la perfezione originaria dei nostri progenitori (che mal si adatta al passaggio graduale dall'animale all'uomo) 45. Esso tende ad orientare i suoi sostenitori verso il poligenismo 46 e la teoria di un lento emergere dell'intelligenza e della coscienza umana, e quindi anche della libertà umana, dai primi esseri umani all'uomo di oggi 47. Sappiamo che, nell'Enciclica Humani generis, Papa Pio XII (1876-1958) ha condannato il poligenismo perché tale teoria è incompatibile con il dogma del peccato originale. Padre Boulet evoca un altro punto:

 

«Infine, nella teoria evoluzionista, sembra che non ci sia posto né per l'armonia originaria della creazione né per il peccato originale» 48.

 

papa pio XII - humani generis

Sopra: S. S. Papa Pio XII e l'Encliclica Humani generis.

 

Nel suo libro, Padre Boulet dà per scontato il fatto che le specie animali fossero originariamente vegetariane e, come l'uomo, non fossero destinate alla morte. Come sottolinea Dominique Viain, nella sua interessantissima recensione, già citata, del libro Création et rédemption, si tratta di punti su cui l'Autore passa un po' velocemente e «sui quali preferiamo non esprimere un giudizio perché l'argomento è difficile e riservato ai teologi». In definitiva, anche se spiritualista, il trasformismo non sembra accordarsi meglio con la fede cattolica che con le varie discipline scientifiche, accordo che appare difficile o impossibile in particolare sui seguenti punti:

  • Il genere storico dei primi tre capitoli del Libro della Genesi;

  • L'armonia originaria della creazione;

  • Il monogenismo e il dogma del peccato originale;

  • Il senso cristiano della Storia.

Un nuovo discorso teologico ispirato alle teorie evoluzioniste

 

Tale questione venne affrontata dieci anni fa in un articolo già citato di Mons. Pier Carlo Landucci (1900-1986) intitolato «La contagion de la théologie par le darwinisme». Partendo da basi più recenti, Padre Boulet ha ripreso quello studio citando tre autori di questa materia (appartenenti alla corrente progressista): François Varone, Padre Gustave Martelet s.j. (1916-2014) e Jacques Bur.

 

«Il nostro scopo è quello di mostrare lo stretto legame che esiste tra l'adesione alle dottrine trasformiste e le nuove tesi sviluppate da questi autori il cui pensiero si discosta chiaramente dall'insegnamento solenne del Magistero della Chiesa su punti fondamentali per la comprensione della fede, come il peccato originale, la Redenzione e, in ultima analisi, la relazione con Dio» 49.

 

mons. landucci - padre martelet

 

Punti comuni ai fautori di questa teoria

Tra quelli forniti da Padre Boulet, ricordiamo:

 

«Un'adesione senza riserve alla teoria evoluzionista»;

«(Tale adesione) è solitamente presente nella corrente del pensiero di Teilhard de Chardin [...]. La sintesi visionaria del celebre gesuita esercita ancora oggi un richiamo ben visibile» 50.

 

«La convinzione della caducità di alcuni punti dell'insegnamento tradizionale della Chiesa».

 

Tra i punti in questione, c'è l'insegnamento tradizionale sul primo uomo (monogenismo, perfezione originaria, ecc...), sul peccato originale, sulle cause del male e della sofferenza.

 

«L'affermazione di un "lento emergere dell'intelligenza e della coscienza umana"»;

«L'adesione alla teoria sintetica dell'evoluzione implica l'affermazione di un "lento emergere dell'intelligenza e della coscienza umana", e quindi anche della libertà umana, dai primissimi esseri umani fino all'uomo di oggi. Questa evoluzione, che non è ancora giunta al termine, si sarebbe sviluppata nel corso di centinaia di migliaia di anni. Essa sarebbe il risultato della lenta progressione della materia primitiva verso organismi viventi sempre più complessi. I primi uomini, avendo solo un barlume di intelligenza e di coscienza, appena liberati dall'animalità, non potevano quindi essere in grado di compiere un'azione gravemente malvagia in totale libertà» 51.

 

adamo ed eva

 

Da qui il rifiuto della dottrina del peccato originale. Scrive il modernista François Varone:

 

«L'Adamo dell'evoluzione - se l'evoluzione fosse avvenuta attraverso la soglia di una singola coppia - non è più il superuomo della concezione fissista. È un essere che ha appena acquisito consapevolezza di sé e della propria libertà, ancora fortemente condizionato dall'animalità da cui è appena emerso. Ed è forse questo essere dalla mascella sporgente sceso a malapena da un baobab che Dio avrebbe investito, per decreto saggio e benevolo, del ruolo decisivo di portare felicità o infelicità a tutta l'umanità»? 52.

 

Sopra: l'Homo habilis, una specie di ominide estinta del genere Homo, apparsa - secondo gli evoluzionisti - nel Pleistocene e vissuta da circa 2,4 a 1,44 milioni di anni fa.

 

Bisogna riconoscere che teologi come quello appena citato traggono solo le conseguenze logiche dalla teoria del trasformismo spiritualista a cui hanno aderito.

 

Un nuovo concetto di Redenzione

 

«Cristo è redentore nel senso che viene a portare alla perfezione la creazione che è uscita imperfetta dalle mani di Dio. L'uomo, a malapena libero nelle sue origini, non poteva essere pienamente responsabile del male. E quindi non ha bisogno di essere perdonato né di essere liberato dalla presa di Satana, soprattutto perché il male è insito in una Creazione segnata dall'imperfezione. La redenzione è quindi intesa come l'azione di Cristo venuto per immergersi nella Creazione, lavorare all'interno di questa creazione incompiuta e imperfetta in sé per correggerla e portarla alla sua perfezione [...]. In definitiva, sembra che l'evoluzione, di cui Cristo è l'agente principale, sia essa stessa redentrice» 53.

 

Troviamo il concetto di evoluzione redentrice nel pensiero caratteristico del gesuita eretico Pierre Teilhard de Chardin 54.

 

pierre teilhard de chardin

 

MONITUM DEL SANT'UFFIZIO

Certe opere del P. Pietro Theilard de Chardin, comprese anche alcune postume, vengono pubblicate e incontrano un favore tutt'altro che piccolo (affatto disdicevole).

 

Indipendentemente dal dovuto giudizio in quanto attiene alle scienze positive, in materia di Filosofia e Teologia si vede chiaramente che le opere menzionate racchiudono tali ambiguità e anche errori tanto gravi, che offendono la dottrina cattolica.

 

Di conseguenza, gli Eccellentissimi e Reverendissimi Padri della Suprema Congregazione del Santo Ufficio esortano tutti gli Ordinari e i superiori di Istituti Religiosi, i Rettori di Seminari e i Direttori delle Università, a difendere gli spiriti, particolarmente dei giovani, dai pericoli delle opere di P. Theilard de Chardin e dei suoi discepoli.

 

Dato in Roma, nel Palazzo del Santo Uffizio, il 30 giugno 1962.

 

Sebastiano Masala, Notaio.

 

Conseguenze di questo nuovo discorso teologico

 

«Questa teologia di ispirazione evoluzionista conduce, attraverso un'opera progressiva di indebolimento, ad una falsa visione di Dio, ad una falsa visione del mondo e ad una falsa visione dell'uomo e della società umana» 55.

 

«Occorre riaffermare con forza che la concezione di Dio indotta dalla visione evoluzionista della Creazione è probabilmente una delle ragioni principali dell'ateismo contemporaneo: più o meno consapevolmente, l'uomo moderno, intriso di concetti evoluzionisti, rifiuta di adorare, con un amore che scaturisce dal profondo del cuore e senza la minima riserva, un Dio che sarebbe il primo responsabile delle disgrazie umane e dei mali che lo circondano» 56.

 

karl marx - das kapital

Sopra: nel 1873, dopo aver letto L'origine delle specie, Karl Marx inviò a Darwin una copia autografata de Il capitale. Finalmente, il materialismo ateo aveva trovato un puntello (pseudo)scientifico... 

 

Conclusione

 

L'importanza della questione fin qui discussa non deve essere sottovalutata. Come ha osservato Padre Boulet,

 

«l'idea di evoluzione ha influenzato molto profondamente tutto il pensiero moderno [...] nessun'altra teoria recente ha contribuito così tanto a determinare la nostra visione del mondo e dell'uomo».

 

L'influenza in questione è negativa: è infatti facile passare dalla teoria dell'evoluzione ad uno stato d'animo evoluzionista; una volta adottata questa mentalità, tendono a scomparire i fulcri dell'edificio cattolico, come i dogmi sulla perfezione originaria dei nostri primogenitori e sul peccato originale.

 

L'influenza in questione è diffusa: per decenni l'evoluzione è stata sostenuta da un'intensa propaganda volta a spacciarla per un «fatto» scientifico. Il grande pubblico ha finito per crederci.

 

E tuttavia è una teoria in crisi... e lo è da molto tempo. Cinquant'anni prima della pubblicazione del libro Création et Rédemption, che mostrava l'aspetto di tale crisi, Padre Pedro Descoqs s.j. (1877-1946) aveva pubblicato nel 1944 un opuscolo intitolato Autour de la crise du transformisme, fornendo lo stato della questione. Rileggendolo, vediamo che la crisi odierna non è che un prolungamento di quella di ieri.

 

padre pedro descoqs - autour de la crise du transformisme

 

In realtà, quella dell'evoluzione è una teoria pseudo-scientifica usata come macchina da guerra contro la fede: questa è la ragione del suo successo mediatico. Il fatto che sia una teoria in crisi - e in crisi permanente - costituisce un elemento favorevole di cui bisogna approfittare: abbiamo il diritto e il dovere di impedire all'impostura evoluzionista di avvelenare le menti dei nostri contemporanei.

 

In definitiva, con l'evoluzione, siamo in presenza di un sistema di pensiero che si avvicina ai temi gnostici della Manifestazione e dell'Emanazione 57..., e quindi del panteismo («tutto è Dio»). Papa Pio XII, nell'Enciclica Humani generis, rilevava quest'ultimo punto:

 

«Chiunque osservi il mondo odierno, che è fuori dell'ovile di Cristo, facilmente potrà vedere le principali vie per le quali i dotti si sono incamminati. Alcuni, senza prudenza né discernimento, ammettono e fanno valere per origine di tutte le cose il sistema evoluzionistico, pur non essendo esso indiscutibilmente provato nel campo stesso delle scienze naturali, e con temerarietà sostengono l'ipotesi monistica e panteistica dell'Universo soggetto a continua evoluzione. Di questa ipotesi volentieri si servono i fautori del comunismo per farsi difensori e propagandisti del loro materialismo dialettico e togliere dalle menti ogni nozione di Dio. Le false affermazioni di siffatto evoluzionismo, per cui viene ripudiato quanto vi è di assoluto, fermo ed immutabile».

 

Questa è, secondo Pio XII, la terribile conseguenza dello stato d'animo evoluzionista. Potremo rimanere indifferenti a questo riguardo o a riguardo delle imposture scientifiche che gli servono da supporto?

 

museo evoluzionismo

Sopra: nonostante sia una teoria in crisi, l'evoluzionismo continua ad essere

presentato nei musei di scienza naturale come un fatto scientificamente provato.

 


banner centro culturale san giorgio

 

Note

 

1 Cfr. Traduzione dall'originale francese évolution: une théorie sans preuves (Action Familiale et Scolaire, Parigi 1997), a cura di Paolo Baroni.

2 http://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/messages/pont_messages/1996/documents/hf_jp-ii_mes_19961022_evoluzione.html

Come in quasi tutti i documenti emanati dalla Santa Sede dopo il Concilio, anche questo messaggio è contrassegnato dall'ambiguità. Dopo poche righe in cui avvalora la teoria dell'evoluzione, Karol Wojtyla ne riafferma i limiti: «La teoria dimostra la sua validità nella misura in cui è suscettibile di verifica; è costantemente valutata a livello dei fatti; laddove non viene più dimostrata dai fatti, manifesta i suoi limiti e la sua inadeguatezza. Deve allora essere ripensata». Naturalmente, i media hanno sottolineato unicamente quelle parole di Giovanni Paolo II che manifestano un avvicinamento alla teoria darwinista (N.d.T.).   

3 Teoria secondo la quale tutte le forme animali attualmente viventi, dall'ameba all'uomo, discendono, per generazione, da un antenato comune.

4 Fu a partire dal libro di Charles Darwin On theOn the Origin of Species by Means of Natural Selection, or the Preservation of Favoured Races in the Struggle for Life (1859) e dagli studi del suo amico geologo Charles Lyell che la teoria fu lanciata nella seconda metà del XIX scorso.

5 Tra le opere in lingua inglese apparse più recentemente, oltre ai succitati libri di Michael Denton e di Phillip E. Johnson, menzioniamo:

- Creation Rediscovered («Creazione riscoperta»), di Gerard J. Keane, Credis Pty Ltd, Doncaster Vic 1991;

- Science Vs Evolution («Scienza contro evoluzione»), di Malcom Bowden, Sovereign Publications, Kent 1991.

6 Cfr. P. A. Boulet, Création et rédemption, quarta di copertina.

7 Ibid.

8 Ibid., pag. 90.

9 Cfr. P. E. Johnson, Darwin on Trial, pag. 50.

10 Cfr. P. A. Boulet, op. cit., pag. 92.

11 Il passo della Costituzione Pastorale Gaudium et spes (22,2), del 7 dicembre 1965, in cui si afferma che «con l'incarnazione il Figlio di Dio si è unito in certo modo ad ogni uomo», un testo almeno molto ambiguo e che serve da supporto alla teologia modernista, è citato per due volte (a pag. 157 e a pag. 163).

12 Cfr. P. A. Boulet, op. cit., pag. 73.

13 Si veda a questo riguardo il Decreto del 30 giugno 1909 della Pontificia Commissione Biblica sul carattere storico dei primi capitoli della Genesi (cfr. Denzinger, nn. 2121-2128):

- «Dubbio I: i vari sistemi di esegesi che sono inventati per escludere il significato storico letterale dei primi tre capitoli della Genesi e che sono giustificati sotto le spoglie della scienza, poggiano su solide basi?

- Risposta: no».

14 Cfr. P. A. Boulet, op. cit., pag. 47.

15 Ibid., pagg. 97-98.

16 Distinguiamo tra microevoluzione e macroevoluzione. «La microevoluzione si verifica all'interno di un gruppo zoologico, rimane interna a quel gruppo ed è limitata nei suoi effetti» (cfr. P. A. Boulet, op. cit., pag. 112). Essa risulta nella modifica dei caratteri secondari (ad esempio, nel colore dei capelli o delle piume ). La macroevoluzione è l'evoluzione che permetterebbe di passare da una specie ad un'altra.

17 Cfr. P. A. Boulet, op. cit., pagg. 249-252.

18 «Abbiamo visto la formazione, in pochi giorni, nello Stato di Washington, a seguito dell'eruzione di un vicino vulcano (l'esplosione del Monte Sant'Elena avvenuta il 18 maggio 1980), di un vero e proprio canyon, con gole alte 42 metri. Tale eruzione ha anche provocato, nel vicino lago (Spirit Lake), un deposito sedimentario di 180 metri di spessore, e alcuni strati di spessore superiore ad un metro si sono accumulati in pochi secondi. Vediamo che gli strati inferiori sono ovviamente, in questo caso, contemporanei agli strati superiori» (cfr. P. A. Boulet, op. cit., pag. 248).

19 Cfr. Le sel de la terre, n° 18, Autunno 1996, pag. 247.

20 Cfr. M. Bowden, Science Vs Evolution, pag. 6.

21 Cfr. M. Denton, Evolution: a Theory in Crisis, pag. 298.

22 Ibid., pag. 103.

23 Ibid., pag. 105. «Lo stesso Darwin disse che il solo pensiero dell'aspetto dell'occhio da parte del meccanismo evolutivo generava in lui una grandissima perplessità».

24 éditions Scientifiques Saint Edme.

25 Cfr. M. Denton, op. cit., pagg. 105-106.

26 Ibid., pagg. 107-108.

27 Ibid., pag. 111.

28 Ibid., pagg. 355-356.

29 Cfr. P. A. Boulet, op. cit., pag. 116.

30 Così Paul Lemoine, nella sua conclusione al vol. V de L'Encyclopédie Française, pubblicato sotto la direzione di A. de Monzie (1937); cit. in P. A. Boulet, op. cit., pag. 116. Vedi il testo più completo in P. Descoqs s.j., Autour de la crise du transformisme («A proposito della crisi del trasformismo»), pag. 1.

31 Nel libro Création et rédemption, le parole «evoluzionismo» e «trasformismo» vengono utilizzate dando loro lo stesso significato.

32 Cfr. P. A. Boulet, op. cit., pag. 119.

33 Ibid.

34 Ibid., pagg. 120-121.

35 Ibid., pag. 121.

36 Ibid., pag. 124.

37 Cfr. L. Bounoure, L'origine des cellules reproductrices («L'origine delle cellule riproduttive»), pag. 10; cit in P. Descoqs s. j., op. cit., pag. 22.

38 Cfr. P. A. Boulet, op. cit., pag. 124.

39 Ibid., pag. 125.

40 Ibid.

41 Ibid., pag. 126. «A questo proposito, va ricordato, come ha mostrato chiaramente Michael Denton, che la nozione di complessità crescente è abbastanza discutibile dal punto di vista scientifico: tale nozione non trova alcun supporto oggettivo nelle osservazioni scientifiche. In altre parole, la complessità biochimica di un microbo non è inferiore a quella di una pianta o di un animale».

42 Ibid., pag. 129.

43 Ibid., pag 128.

44 Dottrina secondo cui tutte le razze umane discendono dalla stessa coppia primitiva.

45 Vedi le osservazioni di Mons. Pier Carlo Landucci nel suo articolo «La contagion de la théologie par le darwinisme» («Il contagio della teologia per mezzo del darwinismo»), in La pensée catholique, luglio-agosto 1986: «La mentalità evoluzionista non può ammettere il monogenismo (Qualunque siano le ipotesi fatte sull'evoluzione biologica, è come se il Creatore non potesse insufflare l'anima, che caratterizza l'essere umano, ad una sola coppia!). Allo stesso modo, l'evoluzionismo non ammette, nel quadro della prospettiva evoluzionista, che va dal "meno" al "più", che la prima coppia, prima della caduta, si trovasse nel "più", cioè in uno stato privilegiato di natura "pura" arricchita da doni "soprannaturali" (niente passioni ribelli, stanchezza, dolore e morte), una natura che, per grazia, era già stata elevata allo stato "soprannaturale", e che questa coppia sia passata al "meno", a causa del peccato originale». Mons. Pier Carlo Landucci è autore di un opuscolo intitolato La verità sull'evoluzione e sulle origini dell'uomo (Editrice La Roccia, Roma).

46 Una teoria «i cui assertori insegnano che dopo Adamo sono esistiti qui sulla terra veri uomini che non hanno avuto origine, per generazione naturale, dal medesimo come da progenitore di tutti gli uomini, oppure che Adamo rappresenta l'insieme di molti progenitori» (cfr. Pio XII, Enciclica Humani generis, del 22 agosto 1950).

47 Cfr. P. A. Boulet, op. cit., pag. 178.

48 Ibid., pag. 134.

49 Ibid., pag. 176.

50 Ibid., pag. 177.

51 Ibid., pag. 178.

52 Cfr. F. Varone, Ce Dieu censé aimer la souffrance («Questo Dio che si pensa ami la sofferenza»), pag. 175; cit. in P. A. Boulet, op. cit., pag. 179.

53 Cfr. P. A. Boulet, op. cit., pagg. 186-187.

54 Vedi l'opera X.X.X. L'évolution rédemptrice du P. Teilhard de Chardin («L'evoluzione redentrice di Padre Teilhard de Chardin»), éditions du Cédre, 1950.

55 Cfr. P. A. Boulet, op. cit., pag. 201.

56 Ibid., pag. 203.

57 «Gli scrittori esoterici non danno all'Universo il nome di "creazione". Essi lo chiamano "la Manifestazione" facendo dell'Universo un'emanazione esistenziale del "Principio Supremo". Per essi, l'Universo non è stato creato nel senso che viene abitualmente attribuito a questo verbo; esso è la concretizzazione di una delle virtualità contenute nel "Principio Supremo". Questi autori precisano che nella "Manifestazione" ci sono diversi stadi che sono a loro volta le emanazioni gli uni degli altri». Ora, noi sappiamo che «l'Universo non è "emanato da Dio". Esso non è un flusso esterno della sostanza divina, poiché in questo caso sarebbe lui stesso divino, il che equivarrebbe ad ammettere il panteismo («tutto è Dio»). L'Universo è stato creato ex nihilo ("dal nulla"); più precisamente, Dio l'ha fatto apparire dove non c'era niente» (cfr. J. Vaquié, Occultisme et foi catholique, AFS, Parigi, pag. 12).

 

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