titolo la cremazione

di Don Nicolas Pinaud 1

 

postato: 8 settembre 2021

 

cremazione

 

 

Prefazione

 

Questo studio, pubblicato per la prima volta sul bollettino Le Donjon (nº 27, novembre 1998), fa il punto sulla questione della cremazione. L'Autore ha ricercato nella storia, nei documenti pontifici e nella teologia le numerose ragioni per cui la Chiesa si è sempre rifiutata di cremare le spoglie dei defunti. Si tratta di un problema di attualità.

 

L'empia pratica della cremazione, un tempo sostenuta solo dai liberi pensatori e dai massoni, oggi viene adottata da un numero crescente di battezzati, e le autorità ecclesiastiche sembrano averla accettata. Ecco dunque un ennesimo esempio di quella sovversione anticattolica e antinaturale che vuole sopraffare il vecchio mondo cristiano.

 

Introduzione

 

Nel mese di novembre, la Chiesa ricorda alla nostra pietà filiale il culto dei nostri morti. Non dimentichiamolo: tra la Chiesa militante e la Chiesa trionfante, c'è la Chiesa purgante che non chiede tanto l'offerta di fiori costosi, quanto piuttosto di pregare e fare penitenza, vale a dire di accumulare meriti per essa, il che per le anime purganti è decisamente impossibile. Il culto dei nostri defunti consiste nel pregare in suffragio delle loro anime che soffrono nel purgatorio perché non hanno fatto penitenza per i loro peccati mentre erano in vita: la Chiesa ce ne da l'esempio il 2 novembre.

 

anime del purgatorio

«De profùndis clamàvi ad te, Dòmine» (Sl 130).

«Dal profondo a te grido, o Signore».

 

Tale pratica consiste anche nel mantenere vivi i ricordi e le lezioni che abbiamo ricevuto da essi quando erano vivi. Ma uno degli atti capitali di questo culto è il rispetto che dobbiamo ai loro «resti mortali», che si esprime soprattutto nel rito delle esequie. La Chiesa ha sempre professato un grande rispetto per le salme poiché i corpi dei fedeli defunti sono stati i templi di Dio, redenti dal Sangue di Gesù Cristo e santificati dai sacramenti. Essa ha impedito per lungo tempo l'autopsia, ha vietato la cremazione e ha voluto che essi siano deposti in terra consacrata, dove si consumano naturalmente e aspettano la risurrezione della carne.

 

preghiere per i defunti

 

Un secolo fa, le Logge massoniche si battevano per introdurre la pratica di cremare i corpi dei defunti. La Chiesa si è sempre pronunciata con forza contro questa pratica sanzionandola con le condanne più severe. Di fronte alla fermezza della Chiesa, i sostenitori della cremazione hanno dovuto lavorare nell'ombra e attendere tempi migliori.

 

Nel 1963, in linea con l'aggiornamento voluto dal Concilio Vaticano II (1962-1965), i vertici della Chiesa cattolica, che si era sempre opposta alla cremazione, hanno attenuato la sua disciplina sotto la pressione di alcuni religiosi progressisti, come Padre Michel Riquet (1898-1993), gesuita e massone! A partire da quella data, la pratica di cremare le salme ha preso sempre più piede. I suoi sostenitori suggerivano che il rilassamento della disciplina ecclesiastica stava ad indicare un'approvazione di questo pratica.

 

padre michel riquet s.j.

 

Col passare del tempo, la confusione si è creata in più di una mente, per non parlare dei diversi giudizi erronei espressi su questo tema. Si legge in un libro di don Philippe Sulmont (1921-2010):

 

«La Chiesa è ostile alla cremazione dei morti solo se chi la sceglie vuole esprimere la negazione della resurrezione dei corpi. Infatti, la cremazione non è un ostacolo alla risurrezione. Altrimenti sarebbe necessario concludere che le persone che muoiono accidentalmente in un incendio sono punite da Dio e il loro corpo non verrà risuscitato! [...]. L'inumazione in terra conserva un valore simbolico; ciò che conta non è il modo in cui trattiamo il corpo del defunto, ma la fede nella risurrezione» 2.

 

don Philippe Sulmont

 

Il bollettino La Foi de toujuors ha risposto: «L'atto della cremazione è intrinsecamente malvagio» 3. Quando il sole tramonta scopriamo che la luce si spegne e l'oscurità pervade la terra... E la cremazione ? È ancora condannata? Oppure è consentita, ed entro quali limiti? Chiariamo prima il significato delle parole.

  • La cremazione è l'uso di bruciare corpi invece di seppellirli. Questo termine evoca l'immagine del crematorio dove viene gettato il cadavere, mentre il termine «incenerimento» (dal latino cinis, ossia «cenere») indica solo l'effetto: ridurre il corpo in cenere 4.

  • L'inumazione, secondo l'etimologia latina  (in humus, ossia «in terra»), è la deposizione sotto terra di un cadavere umano o, almeno, di una parte notevole di esso. Tale pratica viene spesso denominata «sepoltura». Va notato che la sepoltura richiesta dalla Chiesa non va presa in senso stretto. Il corpo può essere collocato in un'urna, in una cripta, in un sarcofago, anche al di sopra del livello del terreno 5.

inumazione

 

Alla termine «incenerimento» si preferisce quello di «cremazione», «per non confonderlo con il processo di distruzione dei rifiuti» 6. Questa distinzione presa in se stessa getta un fascio luce rivelatrice sulla questione.

 

 

I

Cosa ci insegna la storia dell'umanità

a riguardo della sepoltura dei corpi?

 

 

La pratica dei popoli antichi

 

Mons. Charles-Émile Freppel (1827-1891), Vescovo di Angers e deputato al Parlamento di Brest, intervenendo alla Camera il 30 marzo 1886 contro la cremazione delle salme, riassunse ciò che la storia ci insegna affermando:

 

«La sepoltura è stata la pratica più generale e coerente dei popoli, mentre la cremazione è apparsa nella storia solo come un'eccezione» 7.

 

mons. charles-émile freppel


La cremazione non era in uso presso gli ebrei, che seppellivano i loro morti e non bruciavano i loro resti. D'altronde, Dio stesso ha pronunciato questa frase riguardo di Adamo: «Tornerai alla terra, perché da essa sei stato tratto» (Gn 3,19). Seppellire i morti, anche i condannati e i nemici, era un sacro dovere presso gli ebrei. Tobia viene lodato per la pena che si prende seppellendo i morti di notte, a rischio della propria vita (Tb 12, 12).

 

tobia seppellisce i morti

Sopra: Tobia da sepoltura ai morti.

Quadro di Andrea de Lione (1610-1685).

 

La Sacra Scrittura non incoraggia mai la pratica della cremazione, e se ciò è accaduto è avvenuto accidentalmente, per motivi di grave necessità, in tempo di guerra e di epidemia (1 Re 31, 12; Am 6, 10). Possiamo anche aggiungere che alcuni reati erano puniti con il supplizio del fuoco (Lv 20, 14). Acan, ad esempio, perché aveva rubato alcuni oggetti del bottino dopo la cattura di Gerico, fu lapidato e il suo cadavere venne bruciato per ordine di Giosuè (Gs 7, 15 e ss.).

 

Sappiamo con quale cura gli egizi imbalsamavano i cadaveri, almeno quelli di grandi personaggi. Anche i persiani erano fedeli alla pratica della sepoltura. Tacito (55-120), nella sua Historiæ (V, 5), ci dice che i greci e i latini seppellivano i loro morti. Ne abbiamo un'altra prova nella testimonianza di Plinio (L. VII, cap. 44) che afferma:

 

«La pratica di bruciare i corpi non è molto antica in Roma. La sua origine risale alle guerre che abbiamo combattuto nelle regioni distanti; quando abbiamo riportato alla luce i resti dei nostri morti, abbiamo deciso di bruciarli» 8.

 

colombarium romano

Sopra: antico colombarium romano dove venivano

deposte le ceneri delle salme cremate.

 

Presso i romani, l'usanza di bruciare i morti non sorse che alla fine dei giorni della Repubblica, quando le credenze cominciarono a scomparire e i costumi a rilassarsi. Il primo, a Roma, che si è pronunciò contro la pratica tradizionale, il primo promotore della cremazione fu il dittatore Silla (138-78 a.C.), un uomo impregnato di corruzione e di scetticismo.

 

urna romana

Sopra: antica urna cineraria romana.

 

Egli temeva che i suoi resti mortali fossero oggetto di un trattamento oltraggioso che i suoi partigiani avevano riservato a quelli di Mario. Ecco perché ordinò di bruciare i corpi. Da allora in poi, l'usanza di bruciare i cadaveri predominò a Roma. Sembrerebbe che la cremazione fosse prevalente tra la maggior parte degli antichi popoli d'Oriente. Essa è ancora in uso tra gli induisti e tra i buddisti dell'Estremo Oriente, che non sono modelli di moralità! Possiamo quindi concludere:

 

«Storicamente parlando, le origini della cremazione non sono tali da rendere tale pratica raccomandabile; si tratta semplicemente di un ritorno al paganesimo in ciò che ha fatto di meno morale e inferiore, al paganesimo materialista [...]. Storicamente, la cremazione vista come una sorta di sepoltura, se è ancora permesso chiamarla così, costituisce una vera battuta d'arresto nel cammino della civiltà» 9.

 

cremazione_nell_antichita

 

Sia nella civiltà greca che in quella romana, la sepoltura precede la cremazione, che gli succede in tempi di decadenza. Sembra che questa sia la regola generale, e il nostro tempo è qui a dimostrarlo.

 

Ai tempi della Chiesa primitiva

 

A poco a poco, con l'avvento del cristianesimo, la cremazione diminuì fino a scomparire dall'impero romano intorno al V secolo. Quando apparve il cristianesimo, la cremazione era usata molto spesso. Lo straordinario numero di sepolcri in forma di urne cinerarie, di colombarium, l'infinita varietà di materiali utilizzati e le numerose forme indicano sia l'importanza di questo ramo del commercio che l'usanza generalizzata di bruciare i corpi.

 

Si calcola che a Roma, al momento dell'arrivo degli Apostoli, la proporzione tra i corpi sepolti e quelli bruciati fosse di uno a cinquanta. Tuttavia, fin dal primo momento, i cristiani ricorsero alla sepoltura e rifiutarono, a costo di grandi difficoltà, di bruciare i corpi:

  • Il pericolo di essere catturati dai persecutori era molto grande. Questo pericolo è attestato dalla lettera che il clero di Roma scrisse a quello di Cartagine, durante la fuga di San Cipriano (210-258);

  • C'era anche il pericolo che i cimiteri, una volta scoperti, venissero violati o confiscati, come sotto l'imperatore Valeriano (200-260), o addirittura riesumate le salme, come a Nicomedia per ordine dell'imperatore Diocleziano (244-313);

  • Pericolo per la religione stessa, perché i pagani approfittavano dell'usanza dei cristiani di seppellire i morti per ridicolizzarli e diffamarli;

  • È anche difficile stimare le difficoltà e gli enormi rischi che rappresentava il lavoro di scavo nei luoghi di sepoltura.

san cipriano - diocleziano

 

Perché tanta caparbietà da parte dei primi cristiani che rifiutavano categoricamente la cremazione a rischio di grandi pericoli?

 

 

II

LE CAUSE

 

 

Era una questione di fede?

Per comprendere meglio questo ostinato rifiuto, bisogna aggiungere che non era per nulla motivato dal fatto che la cremazione sarebbe contraria al dogma, e in particolare a quello della risurrezione della carne. La fede nella risurrezione dei corpi non patisce danno dalla cremazione: non è più difficile per il potere divino ricostituire un corpo vivente dalle ceneri o dalla polvere in cui i cadaveri finiscono dopo un periodo di sepoltura più o meno lungo. Il Cardinale Louis Billot (1846-1932) insegna a questo proposito:

 

«Dio potrebbe far risorgere un morto, non possedendo un solo atomo della materia di cui era fatto il suo corpo terreno» 10.

 

cardinale louis billot

 

Quindi, se la pratica della Chiesa di seppellire i cadaveri, cioè di affidarli alla terra abbandonandoli alla decomposizione naturale, è detta «più antica e migliore» 11 di quella della cremazione dal pagano Minucio Felice (che nel III secolo scriveva già che i cristiani «execrantur rogos, et damnunt ignium sepulturas»), o se Tertulliano (155-230) contrappone la «pietà» della pratica cristiana alla «crudeltà» della cremazione 12, non è assolutamente perché la risurrezione della carne è legata all'uso della sepoltura.

 

Di nuovo, perché i primi cristiani erano così attaccati a questa disciplina fino al punto di rischiare la vita? Rispondere correttamente a questa domanda è della massima importanza per noi oggi. L'aspetto massonico o antireligioso di questa contesa, anche se non irrilevante, non è la ragione di fondo, ma piuttosto il pretesto o la trappola... in cui sono caduti gli uomini di Chiesa, come appare evidente leggendo a tal proposito cosa afferma il nuovo Codice di Diritto Canonico del 1983.

 

marcus minucius felix - tertulliano

 

Un precetto apostolico

La pratica della sepoltura presentava tali difficoltà per i cristiani che essi vi avrebbero certamente rinunciato se non l'avessero vista come un precetto apostolico. Supponendo che la sepoltura fosse una cosa libera e indifferente, i primi cristiani, davanti alle più grandi difficoltà, che abbiamo elencate, non l'avrebbero conservata solo allo scopo di imitare i Santi fondatori della Chiesa.

 

Ci doveva essere un motivo più serio che comportava il rischio della vita. Ne vediamo solo uno: solamente un'ordinanza disciplinare emanata dagli Apostoli, che imponeva ai primi cristiani unicamente la sepoltura può spiegare questa pratica esclusiva della Chiesa primitiva. Scrive Padre Valentino Steccanella s.j.:

 

«Ci troviamo in presenza di una consuetudine di origine apostolica, di un usanza universale continuata senza interruzioni fino ai nostri giorni, e che è così investita di una tale autorità che dobbiamo annoverarla tra gli usi o gli ordini disciplinari di valore supremo nella Chiesa. Così Sant'Innocenzo I (401-417) non esitò a dichiarare che la violazione di tali provvedimenti disciplinari è uno degli scandali più gravi, e che non si può né abrogarli né rinunciarvi se non in caso di necessità. Opinione comune, fin dai primi tempi della Chiesa, che considerava queste ordinanze superiori a qualsiasi autorità privata, poiché la loro più forte garanzia era proprio nella Tradizione, cioè nella loro preservazione fin dagli Apostoli, attraverso tutti i secoli. Tertulliano, trattando del loro valore, scrisse che era necessario conformarsi a tali precetti inviolabilmente con la sola forza dell'argomento della Tradizione, con la sola forza della consuetudine e la sua costante osservanza» 13.

 

necropoli paleocristiana

Sopra: necropoli paleocristiana ad Agrigento.

 

Così, nei secoli, la Chiesa ha sempre continuato a praticare la sepoltura e l'ha imposta ai popoli barbari che successivamente si convertirono
nel tempo. Anzi, l'arrivo dei barbari, che, perennemente in movimento, bruciavano più spesso i loro morti, avrebbero potuto resuscitare l'uso della cremazione in Occidente.

 

Ma, nella misura in cui presero fissa dimora, essi adottarono la pratica della sepoltura, come evidenziato dai numerosi tumuli risalenti al VI e VII secolo. A volte, la legislazione del tempo lo imponeva ai recalcitranti. Un capitolare del 789 di Carlo Magno (742-814) proibì ai sassoni vinti «di bruciare cadaveri umani, secondo il rito dei pagani, pena la morte» 14. Gli scandinavi, i norvegesi, gli svedesi e i danesi adottarono questo rito nel 1205, e lo stesso fu per i prussiani nel 1245, quando furono sconfitti dai cavalieri teutonici.

 

carlo magno

Sopra: l'imperatore Carlo Magno.

 

 

III

LA CREMAZIONE: UN'ARMA

CONTRO LA CHIESA

 

 

Una pratica rivoluzionaria e massonica

 

Ci volle molto tempo per sentire nuovamente parlare di cremazione, e le origini di questa rinascita sono di per sé significative. Scrive il Dictionnaire de théologie catholique:

 

«Dobbiamo arrivare a tempi inaugurati dalla Rivoluzione Francese per assistere ad un nuovo tentativo da parte dei cultori della cremazione» 15.

 

È, infatti, fu tra i più acerrimi nemici della Chiesa che l'idea di la cremazione riemerse e si sviluppò. Il 21 Brumaio dell'anno V - ossia l'11 novembre 1796 - una relazione favorevole alla cremazione fu presentata dal Consiglio dei Cinquecento, che rimase senza eco. L'Institut de France offrì un premio di 1.500 franchi a chi avrebbe affrontato meglio la questione dal punto di vista scientifico.

 

Nel 1852, il fisiologo e politico olandese Jakob Moleschott (1822-1893) fece di nuovo questa offerta allettante e si vide emergere una folla di opuscoli su questo argomento. Tutti invocavano motivi di economia e di igiene e argomenti (moderni?), che non arrossivano di invocare la preistoria. Era la dottrina cattolica ad essere presa di mira, come avviene anche oggi.

 

jakob moleschott

 

Tuttavia, non è stato che alla fine del XIX secolo che l'idea di cremazione assunse una certa consistenza in Europa, ossia quando le società massoniche ottennero il riconoscimento ufficiale di questo rito dai governi. Fu in Italia che venne aperta questa campagna; la prima cremazione avvenne a Milano il 22 gennaio 1876.

 

In Francia, la Camera dei Deputati adottò nel marzo del 1886 un emendamento ad una Legge sulla libertà dei funerali, secondo la quale ogni maggiorenne o minorenne emancipato poteva scegliere liberamente tra inumazione e cremazione. Un forno al cimitero Père-Lachaise fu destinato a crematorio, riservato esclusivamente alla distruzione dei resti umani provenienti dagli ospedali, fino alla legge del 15 novembre 1887, che autorizzò formalmente i metodi di sepoltura diversi dall'inumazione.

 

Questa legge entrò in vigore con un decreto del 27 aprile 1889, che precisava le modalità della cremazione. L'autore cattolico François Marie Algoud (1920-2012) avrebbe potuto menzionare questa data nella sua  Histoire de la volonté de perversion de l'intelligence et des mœurs («Storia della volontà di perversione dell'intelligenza e della morale»), perché tale pratica può essere tranquillamente annoverata tra le perversioni dell'era moderna. Con l'intenzione sèttaria di sostituire il simbolismo spiritualista e cristiano della sepoltura con un simbolismo materialista e pagano, i presunti motivi o pretesti erano la preoccupazione per l'igiene, il sovraffollamento dei cimiteri nelle grandi città, la paura di essere sepolti vivi, ecc...

 

françois marie algoud - histoire de la volonté de perversion de l'intelligence et des mœurs

Sopra: François Marie Algoud e il suo libro Histoire de

la volonté de perversion de l'intelligence et des mœurs

 

Motivi ipocriti

 

Oggi questi falsi pretesti non sono cambiati. Per darvene un'idea, trascriverò alcune righe da un volantino dell'Association Crématiste de la Côte Basque, che alla domanda: «Perché scegliere la cremazione»?, così risponde:

 

crematorium«La cremazione dei corpi dei defunti è un rito funebre largamente praticato fin dalla preistoria 16. Nel XIX secolo, basandosi sugli argomenti degli igienisti, la pratica della cremazione ha avuto un nuovo boom in Europa. Al giorno d'oggi, essa è in costante aumento nel mondo (parallelamente al declino della fede; N.d.R.). I mezzi tecnici offrono alcuni vantaggi: igiene e sicurezza indiscutibilmente, a cui si aggiungono ovvie ragioni ecologiche 17 - niente inquinamento - e urbanistiche: il posto molto ridotto nei nostri spazi urbani 18. Negli ultimi anni, tuttavia, c'è stato un deciso sviluppo in Francia. Vengono costruiti nuovi crematori (settantanove nel 1996), e ci vorrebbe troppo tempo per elencare i personaggi famosi dello spettacolo, della politica e degli affari che optano sempre più spesso per questa pratica 19. La cremazione è una scelta individuale e la nostra associazione si batte per la libertà di funerale 20. Essa difende anche gli interessi  dei suoi membri e le loro famiglie (il costo di una cremazione è in linea di principio inferiore a quello di una sepoltura) indipendentemente dal loro carattere sociale, politico o religioso 21. Scegliere la cremazione significa preferire la purezza delle ceneri alla decomposizione del corpo. La vera tomba dei morti è il cuore dei vivi».

 

forno crematorio

«Scegliere la cremazione significa preferire la

purezza delle ceneri alla decomposizione del corpo».

 

L'obiezione igienica è un insulto a tutti i popoli più civili che hanno praticato o praticano ancora la sepoltura. Gli ordini monastici adottarono l'usanza di seppellire i proprî morti dentro loro chiostri, e non vi è alcuna indicazione che abbiano causato infezioni o pandemie. I chiostri dei figli di San Francesco un tempo fungevano da luogo di riposo per migliaia di defunti, e questi frati non hanno mai sofferto per l'acqua che attingevano nelle vicinanze, né dell'aria che respiravano...

 

Se oggi mancano le vocazioni religiose, è altrove che bisogna cercarne la causa! I fautori della cremazione vorrebbero farci credere di avere il cuore tenero. Quindi, insistono su un motivo che potremmo definire «psicologico». Questo argomento che, come i precedenti, non lo è, è ben sviluppato nel Dictionnaire d'Apologétique de Foi Catholique:

 

«La cremazione, dicono i suoi sostenitori, promuove la conservazione di un ricordo puro del defunto, un ricordo libero da orrende visioni di sepoltura» 22.

 

Spettacolo che Dom Henri Leclercq (1869-1945) riassume goffamente nel suo Dictionnaire d'Archéologie Chrétienne et de Liturgie:

 

«Ci siamo mai chiesti se i fedeli non hanno mai sperimentato la sensazione di invincibile orrore all'idea di decomposizione e dell'orribile e graduale annientamento di ciò che siamo noi stessi. Questo lungo dramma di distruzione pezzo per pezzo nel buio, con le sue nauseanti avventure, i suoi episodi fetidi, di cui moltitudini di larve senza nome sono sia attori che testimoni? Questo rivoltante realtà non pare loro dunque più orribile del rapido annientamento nel fuoco»? 23.

 

 

Secondo la logica, questo ragionamento è un errore perché si basa su di un sillogismo che si conclude in generale, a partire da due constatazioni molto particolari:

  • Quello relativo ad una pura memoria del defunto in caso di cremazione;

  • L'altro relativo ad uno spettacolo orribile nel caso della sepoltura.

Permettetemi di approfondire un po' la questione del «ricordo puro» della cremazione, rapida certamente, ma un po' calda e pungente: «Ci vogliono quindici anni sottoterra, contro settantacinque minuti di autocombustione in forno preriscaldato a 800 gradi», afferma il citato articolo di Southwest. Innanzi tutto, sono molto sorpreso dal fatto che la menzione del «forno» non infastidisca quei teneri cuoricini...

 

Lo stesso vale per gli 800 gradi: nessuna crema abbronzante può resistere... E se questo umorismo è inappropriato, sono d'accordo, ma lasciate che vi esponga la testimonianza dell'accademico Henri Lavedan (1859-1940) che ha assistito, al crematorio di Milano, ad una di queste distruzioni con il fuoco 24:

 

«Certamente è la sensazione di orrore più struggente che abbia mai provato, tanto che non proverò nemmeno a descriverla. ricordando solo quel corpo che si contorce, quel braccio che batte l'aria, implorando pietà, quelle dita serrate e... raggomitolate come trucioli, quelle gambe nere che scalciavano i piedi e ardevano come torce (per un attimo mi parve di sentirlo urlare...), mentre io tremante, avevo un sudore freddo sulla fronte e col senno di poi compatisco la tortura di questo morto sconosciuta la cui carne ho sentito gridare e protestare» 25.

 

henri lavedan

 

Violare il corpo del defunto bruciandolo è una profonda mancanza di rispetto. Quale figlio brucerebbe il corpo di sua madre? Quale padre lo farebbe con sua moglie o con i suoi figli? Nella cremazione, come nella sepoltura, si attua infatti la distruzione del corpo, ma come osservò nel 1886 Mons. Jean-Arthur Chollet (1862-1952), Arcivescovo di Cambrai:

 

«Questo lavoro è latente mediante la sepoltura, si compie impercettibilmente nelle viscere della terra, si attua mediante l'azione lenta e nascosta della natura, e non per mano di amici o mercenari indifferenti al dolore dei genitori o all'orrore di questo spettacolo» 26.

 

mons. jean-arthur chollet

 

Mons. Charles-Émile Freppel non ha esitato, dalla tribuna della Camera dei Deputati, a definire atto di ferocia questo operazione

 

«che mira a rimuovere il più rapidamente e completamente possibile possibile le spoglie mortali di coloro che ci sono più cari, e questo lo stesso giorno del funerale, in mezzo alle lacrime di tutta la famiglia» 27.

 

 

Insisto ancora: con la cremazione si fa tutto in un'ora. Ieri il defunto era un persona vivente e siamo consapevoli che dopo la morte è ancora intatto in quella bara. Poi lo vediamo scomparire in un forno, e vi viene restituita un'urna contenente qualche centinaio di grammi di polvere. L'urna funeraria implica l'idea dell'annientamento assoluto; immagino difficilmente me stesso, un padre o una moglie in lacrime o in preghiera davanti ad un contenitore in cui c'è una manciata di cenere...

 

ceneri cremazione

Sopra: il risultato della cremazione: un pugno di cenere.

 

La legge normale della psicologia umana è quella di elevarsi dal sensibile che tocca il corpo all'intelligibile o all'invisibile. Per questo i nostri cimiteri, che peraltro sono luoghi sacri, e la terra in cui giacciono i nostri morti è benedetta, mi sembrano essere un invito alla preghiera perché il culto dei morti è prima di tutto un costante richiamo l'aiuto spirituale che i nostri morti ci chiedono. Non c'è bisogno di sviluppare ulteriormente i motivi che sono destinati a favorire la cremazione e che, ipocritamente, sono solo degli attacchi al cristianesimo.

 

Sopra: Nostra Signora del Carmelo.

 

 

IV

Ma cosa ne pensa la Chiesa?

 

 

La legislazione ecclesiastica

 

In presenza delle manovre in cui erano impegnati alcuni uomini reclutati soprattutto tra i membri delle sètte massoniche per rimettere in auge le pratiche pagane della cremazione, arrivando persino a formare società a questo scopo particolare, la Chiesa reagì con grande vigore.

 

I primi interventi del Sant'Uffizio contro le «società di cremazione» risalgono al 12 gennaio 1870 e i suoi moniti o condanne continuarono fino al 19 giugno 1926. I decreti principali sono quelli del 19 maggio e del 15 dicembre 1886, del 27 luglio 1892 e del 3 maggio 1897, a cui va aggiunto il canone § 1203 del Codice di Diritto Canonico promulgato nel 1917 e l'Istruzione del Sant'Uffizio Cadaverum cremationis, del 19 giugno 1926. Possiamo riassumere questi diversi testi con le seguenti proposizioni:

  • La cremazione dei corpi è illecita;

  • I sacramenti non possono essere amministrati ai fedeli morenti che, sebbene che non facciano parte della Massoneria, hanno richiesto formalmente (per altri motivi) di essere cremati dopo la loro morte, e che, sebbene debitamente informati per ritrattare tale volontà, rifiutino. Inoltre, se sono affiliati alla Massoneria, incorrono nelle sanzioni a loro carico. Inoltre, è vietato, per il riposo dell'anima di queste persone, celebrare la Messa in forma pubblica, ma si può celebrare solo in forma privata;

  • La sepoltura sarà rifiutata alle stesse condizioni dei Sacramenti;

  • Se la cremazione è voluta non dal morente, ma da altri (poteri pubblico o di terzi), possono essere amministrati i sacramenti e concessa la sepoltura religiosa, purché lo scandalo venga rimosso. Il modo principale per prevenire o escludere lo scandalo sarà far sapere che la volontà del defunto è totalmente estranea al fatto della cremazione;

  • Lo stesso sarà fatto nei confronti dei fedeli che, in buona fede, hanno chiesto la cremazione, ritenendola lecita, e che, a torto o a ragione, non sono stati avvertiti dal confessore di dover ritrattare la propria volontà;

  • In ogni caso, anche quando il funerale religioso è stato concesso, il sacerdote, dopo il servizio funebre in chiesa, non può accompagnare la salma al luogo della cremazione. Tale disciplina è stata confermata dal canone § 1203 del Codice di Diritto Canonico del 1917:

I corpi dei fedeli defunti devono essere sepolti, essendo proibita la loro cremazione.

È vietato utilizzare il processo di cremazione dei cadaveri. Ogni volontà o stipulazione in tal senso non dev'essere eseguita dai successori del defunto. Se è inserita in un contratto, testamento o atto, non deve ritenersi scritta. [Quest'ultima precisazione dovrebbe rassicurare certe coscienze imbevute di feticismo pauroso di riverenza per la legalità civile...].

 

codice di diritto canonico del 1917

Sopra: il Codice di Diritto Canonico

promulgato nel 1917 da Papa Benedetto XV.

 

Il canone § 1241 ricorda che

 

«a coloro che sono stati privati ​​della sepoltura ecclesiastica dev'essere rifiutata anche la Messa funebre, lo stesso anniversario e tutte gli altri servizi funebri pubblici».

 

Ogni canone del Diritto Canonico del 1917 è l'espressione condensata di tutta la Tradizione della Chiesa sulla materia trattata e, per quanto riguarda la cremazione, la legge è espressione della disciplina costante della Chiesa. Questi decreti chiariscono che la Chiesa intende imporre una disciplina severa che vincola i fedeli sotto pena di peccato mortale.

 

vignetta antimassonica

Sopra: vignetta antimassonica che sottolinea l'odio

feroce che la sètta nutre per il cristianesimo.

 

Queste prescrizioni non vanno però interpretate in senso eccessivo o assoluto che suggerirebbe che la cremazione sia intrinsecamente cattiva; cioè, essa non dovrebbe mai essere praticata senza possibili eccezioni. Vi sono alcune circostanze straordinarie in cui la Chiesa, espressamente o implicitamente, ha autorizzato la cremazione per il bene pubblico: in alcuni casi di epidemie o in tempo di guerra 28. Le prescrizioni disciplinari sono chiare, ma non ci indicano le ragioni che le fondano.

 

Quali sono i motivi su cui si basa la Chiesa nel condannare la cremazione?

 

La prima ragione che giustifica la legislazione della Chiesa sulla cremazione sono le circostanze particolari che fanno della cremazione una professione pubblica di irreligione e di materialismo. Tuttavia, sarebbe infantile credere che la Chiesa abbia condannato la cremazione solo perché la Massoneria l'ha promossa. Se, domani, la Massoneria promuovesse la sepoltura, la Chiesa dovrebbe condannare la sepoltura?

 

Quindi, la condanna della cremazione va ben oltre la sètta massonica, ed è molto importante capire e ricordare per poter in seguito giudicare il cambiamento nell'atteggiamento dei vertici umani della Chiesa a partire dal 1963. La cremazione è un fattore di irreligione se viene eseguita per manifestare apertamente la negazione della risurrezione e quindi l'annientamento finale e senza ritorno del corpo. Ma la cremazione è empia in quanto distrugge nelle menti dei fedeli il mirabile simbolismo che la cerimonia funebre rappresenta in relazione alle nostre speranze (anche se il dogma della risurrezione rimane intatto anche con la cremazione).

 

resurrezione della carne

Sopra: particolare dell'affresco Resurrezione dei corpi nel

Duomo di Orvieto ad opera di Luca Signorelli (1441-1523).

 

Analizzare questo simbolismo ci aiuterà a capire la saggezza della Chiesa nel vietare la cremazione. Questo simbolismo sembra espresso meravigliosamente da queste parole di Nostro Signore:

 

«In verità, in verità vi dico: se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto» (Gv 12, 24).

 

se il chicco di grano non muore

 

Nella dottrina cristiana la morte è una punizione che oscura ogni vanità terrena e in cui la carne contaminata dal peccato ritorna dalla polvere da cui è stata tratta. Tuttavia, non è una distruzione assoluta e definitiva. Questo seme mortale che la Chiesa affida al camposanto deve germogliare nell'immortalità: «Così anche la risurrezione dei morti: si semina corruttibile e risorge incorruttibile» (1 Cor 15, 42) 29.

 

cristo risorto

Il famoso quadro di Caravaggio (1571-1610) L'incredulità di San Tommaso in cui l'Apostolo mette il dito nella piaga del costato di Gesù Cristo risorto. «Cristo è risuscitato dai morti, primizia di coloro che sono morti» (1 Cor 15, 20).

 

Il cimitero, come suggerisce il suo nome, è un «dormitorio» dove dormono i fedeli, riposando dalla loro giornata nell'attesa di svegliarsi: «Quelli che dormono; riposano dopo il lavoro» (1 Ts 4, 11; Ap 14, 13) 30. Infatti, il «luogo del riposo», il luogo in cui si dorme, ci ricorda che colui che vi riposa non è morto per sempre, ma che si risveglierà più tardi. Scrive infatti San Giovanni Crisostomo (344-407):

 

«Vedi come la morte viene chiamata continuamente "sonno"; è da ciò che deriva il nome "cimitero", ossia "dormitorio", dove sono sepolti i morti. Nome utile, nome saggio. Quando conduci in quel luogo un defunto, non rattristarti troppo; non lo conduci nel luogo della morte, ma nel luogo del sonno; possa questo nome lenire il tuo dolore. Quindi capisci dove lo conduci: lo conduci al cimitero. E quando ce lo porti? Dopo la morte di Cristo, cioè quando il braccio della morte è stato spezzato» 31.

 

san giovanni crisostomo

Sopra: San Giovanni Crisostomo.

 

La cremazione distrugge questa dolce e consolante idea di sonno; il nome «cimitero» non ha più senso. Non è più quel luogo «dove riposa la polvere dei nostri morti come una stirpe immortale sotto le ali di Dio», secondo la bella definizione del giornalista francese Louis Veuillot (1813-1883). Se bruciamo i corpi invece di seppellirli, tutte queste immagini e le verità che simboleggiano scompaiono. Così come il grano, se viene cotto, non è più adatto alla semina, così anche il corpo umano, se è ridotto in cenere, perde la sua figura di seme e non risponde più alla concezione divina espressa da San Paolo.

 

louis veuillot

 

Questo è il motivo per cui i primi cristiani non incidevano sulle loro sepolcri le espressioni pagane di «situs» («messo»), «positus» («posizionato») e «compositus» («disposto»). Ma nella fede che il corpo del loro caro defunto non fosse che un deposito affidato alla terra, essi usavano le espressioni «depositus» («depositato», «affidato») o «depositio» («deposto»). La Chiesa ha fatto prevalere queste idee in tutta la sua liturgia riguardo alla benedizione dei cimiteri e alla sepoltura dei morti. Santa Teresa d'Avila (1515-1582) ha detto nelle sue Memorie: «Darei la vita per la più piccola cerimonia nella Chiesa».

 

santa teresa d'avila

 

Ma la contraddittoria opposizione tra la cremazione e l'immagine tradizionale del corpo che è come un seme affidato alla terra, è solo il più piccolo dei rimproveri e delle condanne che la Chiesa formula contro la cremazione. I decreti citati più sopra ci forniscono motivi per una condanna molto più radicale quando affermano che la cremazione è «detestabilem abusum» («un detestabile abuso»; decreto del 19 maggio 1886).

 

La condanna solenne dell'Istruzione del 19 giugno 1926 è ancora più ricca. Essa si eleva contro questo «gravis abusus»grave abuso»), e dichiara ripugnante questa barbara usanza non solo alla pietà cristiana, ma anche alla pietà naturale 32. A parte i casi straordinari che legittimano l'uso della cremazione e che sono leciti solamente nei casi di estrema necessità, la Chiesa ricorda che voler fare della cremazione l'uso comune di trattare i morti, volendo emanare una norma ordinaria, è scandaloso e, di conseguenza, gravemente illecito 33.

 

Ora è impossibile affermare che la Chiesa vieti la cremazione per per puro motivo di attaccamento alla sua dottrina, il che non è privo di importanza perché, come diceva Sant'Ireneo di Lione (135-203), «per vederci chiaro bisogna interrogare la Tradizione degli Apostoli». È impossibile affermare che la Chiesa si rifiuti di bruciare i cadaveri solo per opporsi alla Massoneria. La Chiesa rifiuta la cremazione perché è un rito «barbaro», riservato ai selvaggi che hanno perso o non hanno mai avuto il senso della «pietà naturale verso il defunto».

 

sant'ireneo di lione

Sopra: Sant'Ireneo di Lione.

 

La Chiesa condanna la cremazione in nome del buon senso

 

Qualunque cosa dicano i suoi detrattori, in materia di civiltà, la Chiesa cattolica ha dimostrato di essere maestra in questo campo. Confidando in Lui, essa ha ricevuto luce da Dio per illuminare le nazioni e non ha nulla da aspettarsi da «coloro che acconsentono ad essere arrostiti come maiali»! 34.

 

I massoni non sono quindi condannati per mancanza di senso cristiano, ma soprattutto per mancanza di umanità, per l'assenza di virtù naturali. Ciò deve risultare assai sgradevole per i presunti specialisti della stessa «fratellanza». Ma non abbiamo nulla di cui essere sorpresi. Ditemi: chi conosce meglio l'uomo, chi lo vuole più buono e felice della Chiesa? In definitiva, la lotta per il riconoscimento della cremazione o, ancora per l'abolizione della sepoltura si unisce, in fondo alle Logge, alla lotta per il riconoscimento dell'aborto, dell'eutanasia, delle coppie omosessuali...

 

massoneria

 

Mi fermo; la punizione di Dio sarà terribile! E questi selvaggi hanno il coraggio di dirci che entrare in un'associazione per la cremazione significa entrare «nella catena di unione umanistica universale che si batte in difesa dei valori umani...». Questa catena è formata solo da anelli distruttivi: la vita nascente viene distrutta dall'aborto, la vita che si sta spegnendo viene distrutta dall'eutanasia, e il corpo, opera di Dio, viene distrutto dalla cremazione.

 

 

V

La nuova disciplina ecclesiastica

 

 

Logicamente, potremmo pensare che visto il Magistero perenne ecclesiastico la cremazione sia stata definitivamente «incenerita», ossia «sepolta»...; e che la Chiesa è e sarà sempre contraria alla cremazione dei corpi. La Chiesa sì, ma gli uomini che oggi indegnamente la rappresentano non lo sono... Le «due Città» sono sempre in presenza l'una dall'altra.

 

L'odio satanico di cui i nostri cimiteri sono spesso oggetto da qualche anno a questa parte lo sta a dimostrare. All'inizio del 1963, al Sant'Uffizio fu chiesto di riconsiderare la questione della cremazione «secondo le nuove situazioni» e per attenuare la disciplina rigida che abbiamo visto. I Cardinali del Sant'Uffizio si riunirono in sessione plenaria l'8 maggio 1963 e il 5 agosto dello stesso anno il testo redatto fu presentato dal Cardinale Alfredo Ottaviani (1890-1979) a Paolo VI (1897-1978) che lo approvò lo stesso giorno.

 

cardinale alfredo ottaviani - paolo VI

 

Curiosamente, questa istruzione non fu promulgata che quindici mesi dopo e fu inserita nel nº 13 degli Acta Apostolicæ Sedis recante la data del 24 ottobre 1964. Perché un tale ritardo? Questo lasso di tempo indica forse delle reazioni? In ogni caso, quando questo testo è apparso, molti hanno tratto la conclusione che d'ora in poi la Santa Sede «autorizzava» la cremazione.

 

Cosa dice questo testo?

 

Esso ricorda l'attaccamento della Chiesa alla sepoltura:

 

«La Chiesa ha sempre voluto incoraggiare la pia e costante consuetudine cristiana di seppellire i corpi, o circondando questo atto con riti destinati a mettere in risalto la significato simbolico e religioso, o pronunciando sanzioni canoniche contro coloro che si ribellavano contro una pratica così salutare, specialmente quando l'opposizione fu ispirata da uno spirito ostile ai costumi cristiani e alle tradizioni ecclesiastiche, suscitate da un sèttarismo che si proponeva di sostituire la cremazione funeraria come segno di violenta negazione dei dogmi cristiani [...]. Il miglioramento di detto stato d'animo, unito alla ripetizione sempre più frequente di circostanze chiare che oggi si oppongono alla sepoltura, spiega che molte richieste sono state rivolte alla Santa Sede per l'adempimento della cremazione, non per odio alla Chiesa o per protestare contro le usanze cristiane, ma solo per motivi di igiene, economia, o altro come l'ordine pubblico o privato [...]. La nostra santa madre, la Chiesa [...] ha deciso quanto segue:

 

I. - Si avrà cura di mantenere fedelmente l'usanza di seppellire il corpo dei fedeli defunti. Gli Ordinari, mediante istruzioni e avvertimenti a tempo opportuno, faranno sì che il popolo cristiano non incenerisca e non abbandoni, se non in casi di effettiva necessità, l'uso della sepoltura, a cui la Chiesa è sempre stata attaccata e ha consacrato con riti solenni.

II. - Tuttavia, per non aumentare più del necessario le difficoltà derivanti da circostanze attuali e per non aumentare il numero dei casi di esenzione dalle leggi vigenti, è sembrato opportuno attenuare le prescrizioni di legge canonico sula cremazione. D'ora in poi, le prescrizioni di canoni 1203 § 2 (divieto di eseguire un mandato di cremazione) e 1240 § 1 (rifiuto sepoltura a colui che ha chiesto la cremazione), non sarà più osservata in tutto casi, ma solo quando si scopre che la cremazione è desiderata come a negazione dei dogmi cristiani, per spirito sèttario o per odio della religione cattolica o della Chiesa.

III. - I sacramenti e le preghiere pubbliche seguono lo stesso addolcimento.

IV. - Per non indebolire l'attaccamento del popolo cristiano alla tradizione ecclesiastiche e per manifestare l'avversione della Chiesa alla cremazione, i riti della la sepoltura ecclesiastica e i successivi suffragi non possono mai essere celebrate nel luogo in cui avviene la cremazione. Non si dovrà nemmeno accompagnare il corpo in quel luogo».

 

Questo è il succo di questo testo, che è un tipico esempio di ambiguità modernista. Innanzitutto, un richiamo alla verità: la consuetudine costante della Chiesa, i lati positivi della sepoltura, l'avversione ispirata dalla Chiesa verso la cremazione, il desiderio della Chiesa che i fedeli siano sepolti.

 

Poi vengono concesse strutture per praticare la cremazione, per ragioni capziose in quanto si tratta di «igiene, economia o altro» 35. Ma il § 1 ricorda tuttavia che si tratta unicamente di casi di «effettiva necessità». Questo atteggiamento contraddittorio è stato codificato nei canoni del nuovo Codice di Diritto Canonico promulgato nel 1983 da Giovanni Paolo II (1920-2005):

 

«La Chiesa raccomanda vivamente che si conservi la pia consuetudine di seppellire i corpi dei defunti; tuttavia non proibisce la cremazione, a meno che questa non sia stata scelta per ragioni contrarie alla dottrina cristiana» (Can. 1176 § 3).

 

«Devono essere privati delle esequie ecclesiastiche: coloro che scelsero la cremazione del proprio corpo per ragioni contrarie alla fede cristiana» (Can. 1184 § 2).

 

karol wojtyla - codice di diritto canonico 1983

Sopra: Giovanni Paolo II e il nuovo Codice di

Diritto Canonico da lui promulgato nel 1983.

 

Il nuovo Codice di Diritto Canonico del 1983 facilita la cremazione ancora più ampiamente dell'Istruzione di 5 luglio 1963, poiché non richiede più nemmeno l'«effettiva necessità». La grande innovazione introdotta nel 1963 e rafforzata nel 1983 è che la cremazione, di per sé, non è più considerata un peccato, salvo per i sèttari che lo scelgono come manifestazione della loro incredulità o del loro odio per la religione cattolica.

 

UN ACCORDO TRA UN CARDINALE E UN MASSONE...

Sappiamo con certezza che il barone Yves Marsaudon (1899-1985), 33º Grado della Massoneria, membro del Supremo Consiglio del Rito Scozzese Antico e Accettato, collegato alla Gran Loggia Nazionale Francese, negli anni '50 divenne amico dell'allora Nunzio Apostolico a Parigi, il Cardinale Angelo Roncalli (1881-1963). La loro amicizia è testimoniata da numerosi documenti, e Roncalli continuò a frequentare Marsaudon anche dopo essere divenuto Giovanni XXIII, colui che indisse il Concilio Vaticano II per attuare l'«aggiornamento» della Chiesa... Nel suo libro L’Œecuménisme vu par un Franc-Maçon de Tradition (éditions Vitiano, Parigi 1964), scrive Marsaudon (pag. 121):

 

«Essi (i cattolici) non dovranno dimenticare che ogni strada (ossia ogni religione) conduce a Dio e mantenersi in questa coraggiosa nozione di libertà di pensiero, che - a tale proposito si può veramente parlare di rivoluzione partita dalle nostre Logge massoniche - si è estesa magnificamente sotto il Duomo di San Pietro».

insegne massoniche

«In una lettera, Mons. Bruno B. Heim, collaboratore a suo tempo del Nunzio Mons. Angelo Giuseppe Roncalli (futuro Giovanni XXIII) alla nunziatura di Parigi, scrive che il barone Yves Marsaudon, amico di Mons. Roncalli, "venne (a trovarlo) per proporre la soppressione del divieto della cremazione; a suo dire ciò non aveva più nulla a che vedere con l'ideologia massonica"».

 

(in Controrivoluzione, nn. 67-68, 2000, pag. 28).

 

https://www.gloria.tv/post/6pjRxgZ9vcwm3ReJ82Ce2hyHS

 

catholic morality

«L'8 dicembre 1869, il Congresso Internazionale dei Liberi Muratori ha imposto a tutti i suoi membri il dovere di fare tutto ciò che è in loro potere per cancellare il cattolicesimo dalla faccia della terra. La cremazione è stata proposta come un mezzo idoneo a questo fine, poiché è stata voluta per minare gradualmente la fede del popolo nella risurrezione della carne e nella vita eterna».

 

- (P. J. Laux m.A., Catholic Morality, 1932 pag. 106).

 

Tuttavia, questo nuovo atteggiamento mostra una grande ingenuità da parte del uomini di Chiesa, che possono essere corretti, a meno che non si tratti di voler compiacere i nemici della Chiesa. La cremazione, si dice, non è diretta contro la vera religione, ma si oppone solo alla sua contraffazioni; ecco una musica che si suona ogni volta o tutte le volte in cui si vuole creare un rinnovato anticattolicesimo.

 

Se è vero che non tutti coloro che scelgono la cremazione lo fanno in primo luogo per ragioni anticristiane, non si dovrebbe essere così ingenui da ignorare che quelli che gestiscono le associazioni per la cremazione e chi diffonde questa pratica sono persone ispirate da idee anticristiane e per lo più massoniche.

 

messa massonica

Sopra: «messa» (sic!) celebrata il 20 agosto 2012 da don Geraldo Magela Silva, parroco di Bom Jardim, nello Stato di Pernambuco, in Brasile, alla presenza di diversi massoni, i quali si sono pure comunicati. Queste foto danno un'idea di quanti uomini di Chiesa si siano stoltamente avvicinati alla sètta massonica nel tentativo ecumenico di compiacere i nemici infernali di Nostro Signore Gesù Cristo.

 

Non dobbiamo dimenticare che il già citato gesuita Padre Riquet, che i circoli per la cremazione onorano per aver operato in loro favore, era massone. L'Istruzione del 5 luglio 1963, anche se concede facilitazioni per la cremazione ammorbidendo la disciplina precedente, è tuttavia ben lungi dall'essere un riconoscimento di questa pratica verso la quale la Chiesa non può che provare «avversione» poiché è un «rito barbaro» praticato da quei selvaggi che ignorano la «pietà naturale».

 

«La pietà filiale, l'amore coniugale, l'amore fraterno, e anche l'amicizia non vanno molto d'accordo con questa frettolosa e brutale distruzione di un corpo che, durante la sua vita, è stato circondato da tanto affetto e considerazione» 36.

 

 

Conclusione

 

 

È quindi ovvio per noi che resta moralmente illecito per qualsiasi cristiano di fare il selvaggio chiedendo di essere cremato, e che nessuno è tenuto a rispettare la volontà depravata di un defunto che ha chiesto di essere cremato. A meno che non vi sia un vero caso di necessità, continueremo ad applicare le leggi del Diritto Canonico del 1917, espressione della costante disciplina della Chiesa cattolica fin dai tempi apostolici:

  • I corpi dei fedeli defunti devono essere sepolti, essendo la loro cremazione proibita;

  • Saranno privati ​​della sepoltura ecclesiastica coloro che hanno ordinato che i loro corpi di vengano cremati.

Non manchiamo, soprattutto nel mese di novembre, di attenerci a tutti i nostri doveri verso coloro che non ci sono più, senza dimenticare che «seppellire i morti» è, come ricorda San Tommaso d'Aquino (1225-1274) 37, la settima ed ultima opera di misericordia corporale.

 

seppellire i morti


banner centro culturale san giorgio

 

Note

 

1 Traduzione dall'originale francese Incinération. Ce qu'en pense l'église. Quelle conduit tenir? (Le Sel 2007), a cura di Paolo Baroni.

2 Cfr. P. P. Sulmont, Curé à Domqueur, pag. 90.

3 Cfr. La Foi de toujours, nº 42, novembre-dicembre 1992. Bollettino della FSSPX delle Antille.

4 Cfr. Dictionnaire Catholicisme, vol. III, col. 294.

5 Cfr. Dictionnaire Catholicisme, vol. V, col. 1636.

6 Informazione estratta da un articolo pubblicato sulla rivista Sud-Ouest, consacrato all'Association Crématiste de la Côte Basque.

7 Cfr. Mons. C.-é. Freppel, Œuvres polémiques, vol. VIII, pag. 536 e ss.

8 Vedi Dictionnaire de Théologie Catholique, voce «Crémation», di E. Valton, col. 2316; Dictionnaire de la Bible, vol. II, col. 110, voce «Crémation», di F. Vigouroux.

9 Cfr. Mons. C.-é. Freppel, op,. cit., pagg. 535, 538.

10 Cfr. Card. L. Billot, De Novissimis, pag. 136.

11 Cfr. M. M. Felix, PL III, col. 347, Octavius, cap. XXIV.

12 Cfr. Tertulliano, PL II, col. 737 e 795; De anima, II; De resurrectione carnis, I.

13 Cfr. P. V. Steccanella s.j., La Guerre aux morts («La guerra ai morti»), pag. 152.

14 Cfr. S. Baluze, Capitularia regum Francorum, vol. I, col. 252; L'Ami du clergé, 1965, pag. 220.

15 Cfr. Dictionnaire de théologie catholique, voce «Cremazione», col. 2319.

16 Dichiarazione completamente gratuita senza alcun riferimento verificabile. L'incenerimento, come abbiamo visto, avvenne solo nei periodi di declino. Parlare della preistoria è un modo facile per impressionare gli ignoranti, ma anche un modo pericoloso, perché è riferirsi alla fin troppo famosa evoluzione dell'uomo! In realtà, la cremazione è una grave battuta d'arresto per la civiltà.

17 Non così ovviamente. Alcuni si interrogano sui fastidi che potrebbe provocare fumo dai forni crematori... perché alla fine niente si crea e niente si distrugge, ma tutto si trasforma (N.d. R.).

18 «Vediamo che il posto riservato ai morti si estende, mentre i viventi vivono in aree sempre più ristrette». Questa osservazione è in parte falsa: in molti cimiteri i morti sono «ammassati»; ma bisogna aggiungere che i cimiteri non sono in alcun modo responsabili del sovraffollamento umano nelle città e dell'inquinamento dello strato di ozono o delle falde acquifere… Ovviamente gli ambientalisti hanno ancora molte cose più preoccupanti dei nostri cimiteri!

19 Purtroppo non abbiamo gli stessi modelli! E temo che queste persone provengano da quel mondo per cui Nostro Signore non ha nemmeno voluto pregare! Non ho mai sentito di un solo Santo che sia stato cremato...

20 Dal 1889, i funerali sono gratuiti, quindi la lotta è per qualcos'altro: la scomparsa di ogni traccia di cristianesimo!

21 Per chiarire, basta leggere sullo stesso foglietto: «Aderire all'Associazione per la Cremazione significa entrare a far parte della catena d'unione umanistica universale in difesa dei valori umani». Questa è la definizione stessa, o almeno in parte, della Massoneria.

22 Cfr. Dictionnaire d'Apologétique de Foi Catholique, voce «Cremazione», col. 630 e ss.

23 Cfr. Dictionnaire d'Archéologie Chrétienne et de Liturgie, voce «Cremazione», 1927, vol. VIII, col. 505.

24 Lo spettacolo della cremazione, in contrapposizione all'«orribile visione della sepoltura», era un tempo visibile; peccato che oggi le famiglie dei defunti non possono assistere a questa scena.

25 Cfr. Questions actuelles, vol. LXXII, pag. 290.

26 Cfr. Revue des sciences ecclésiastiques, 1886, vol. LIV, pag. 500.

27 Ibid., pag. 549.

28 «Quamvis igitur cadaverum crematio, quippe non absolute mala…»; Istruzione del Sant'Uffizio, del 19 giugno 1926.

29 «Seminatur in corruzione, surget in incorrupione».

30 «Eos qui dormierunt; requiescant a laboribus».

31 Cfr. San Giovanni Crisostomo, «Omelia sulla parola Cimitero e sulla croce», in Œuvres complètes traduites en français, éd. Jeanin, vol. III, pag. 210.

32 «Barbarum hunc morem, necdum christianæ sed e naturalis erga defunctorum corpora pietatis» (in Atti di Pio XI, Ed. BP, vol. III, pag. 305).

33 «Communiter tamen ac veluti ex regula ordinaria eidem operam vel favorem præstare, impium et scandalosum ideoque graviter illicitum esse nemo non videt».

34 Cfr. Dictionnaire pratique des connaissances religieuses, vol. II, col. 585.

35 Sarebbe stato interessante specificare questi «altri» motivi, anche se le «circostanze» che li giustificano sono «manifeste».

36 Cfr. Dictionnaire de théologie catholique, voce «Cremazione», col. 2322.

37 Cfr. Somma Teologica, II-II, q. 32, a. 2.

 

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