titolo esistono due vere religioni?

di Arnaud de Lassus 1

 

postato: 21 settembre 2020

 

jorge mario bergoglio - riccardo di segni

Sopra: il 17 gennaio 2016, Francesco I, sulle orme dei suoi predecessori Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, si è recato in visita alla sinagoga di Roma, accolto dal rabbino-capo Riccardo Di Segni.

 

Premessa

 

Nell'articolo immediatamente precedente a quello che stiamo per presentare si è cercato di capire se esiste una vera religione analizzando brevemente la storia e la dottrina delle principali religioni mondiali. Abbiamo ritenuto necessario pubblicarlo per fare chiarezza in questo periodo di grande confusione in cui, dopo il Concilio Vaticano II (1962-1965), l'uomo della strada è ormai convinto che tutte le religioni siano uguali e abbiano come autore il medesimo Dio.

 

Al contempo, sta prendendo sempre più piede un'altra convinzione erronea dovuta a diversi documenti ufficiali o a dichiarazioni provenienti dai vertici della Chiesa cattolica: secondo un'interpretazione basata... sul nulla, l'Antico Patto tra il popolo eletto d'Israele e Dio sarebbe ancora in vigore.

 

Già nella Dichiarazione conciliare Nostra Ætate (del 28 ottobre 1965), interpretando arbitrariamente un'affermazione di San Paolo (Rm 11, 28), si trova questa un accenno a questa idea: «Tuttavia secondo l'Apostolo, gli ebrei, in grazia dei padri, rimangono ancora carissimi a Dio, i cui doni e la cui vocazione sono senza pentimento». Anche nella Costituzione Dogmatica Lumen gentium (del 21 novembre 1964) si dice al § 16:

 

«Infine, quanto a quelli che non hanno ancora ricevuto il Vangelo, anch'essi in vari modi sono ordinati al popolo di Dio. In primo luogo quel popolo al quale furono dati i testamenti e le promesse, e dal quale Cristo è nato secondo la carne (Rm 9, 4-5), popolo molto amato in ragione della elezione, a causa dei padri, perché i doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili (Rm 11, 28-29)».

 

Sopra: i Padri conciliari durante una sessione.

 

Ma a rendere popolare questa opinione fu Giovanni Paolo II (1920-2005), che il 17 novembre 1980, incontrando i rappresentati della comunità ebraica di Magonza (in Germania), affermò:

 

«La profondità e la ricchezza nella nostra comune eredità ci si aprono in maniera particolare nel dialogo amichevole nella collaborazione fiduciosa [...]. La prima dimensione di questo dialogo, cioè l'incontro tra il popolo di Dio del Vecchio Testamento, da Dio mai revocato (Rm 11, 29), e quello del Nuovo Testamento, è allo stesso tempo un dialogo all'interno della nostra Chiesa, per così dire tra la prima e la seconda parte della sua Bibbia».

 

yaakov dov bleich - giovanni paolo II

Sopra: rav Yaakov Dov Bleich, rabbino-capo dell'Ucraina,

incontra Giovanni Paolo II nel corso di una sua visita nel 2001.

 

Ma se l'Antica Alleanza non è mai stata abolita ne consegue necessariamente che esistono in parallelo due vere religioni, entrambi salvifiche, anche se una adora Cristo e l'altra lo rifiuta ostinatamente. Ma se l'Antica Legge è ancora in vigore, gli ebrei non avrebbero bisogno del Battesimo per salvarsi, né di accettare la fede in Cristo.

 

Non voglio tediare oltre il lettore e mi limito a far notare che Cristo ha predicato il Vangelo solo nella terra d'Israele. Alla donna pagana che chiedeva la guarigione della figlia, Gesù rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d'Israele» (Mt 15-24). Ma forse la parabola dei vignaioli perfidi è ancora più illuminante:

 

«Gesù si mise a parlare loro in parabole: "Un uomo piantò una vigna, vi pose attorno una siepe, scavò un torchio, costruì una torre, poi la diede in affitto a dei vignaioli e se ne andò lontano. A suo tempo inviò un servo a ritirare da quei vignaioli i frutti della vigna. Ma essi, afferratolo, lo bastonarono e lo rimandarono a mani vuote. Inviò loro di nuovo un altro servo: anche quello lo picchiarono sulla testa e lo coprirono di insulti. Ne inviò ancora un altro, e questo lo uccisero; e di molti altri, che egli ancora mandò, alcuni li bastonarono, altri li uccisero. Aveva ancora uno, il figlio prediletto: lo inviò loro per ultimo, dicendo: "Avranno rispetto per mio figlio"! Ma quei vignaioli dissero tra di loro: "Questi è l'erede; su, uccidiamolo e l'eredità sarà nostra". E afferratolo, lo uccisero e lo gettarono fuori della vigna. Che cosa farà dunque il padrone della vigna? Verrà e sterminerà quei vignaioli e darà la vigna ad altri» (Mc 12, 1-9).

 

vignaioli perfidi

«Ma quei vignaioli dissero tra di loro: "Questi è l'erede; su, uccidiamolo e l'eredità

sarà nostra". E afferratolo, lo uccisero e lo gettarono fuori della vigna».

 

Tutto ciò si è verificato. I vignaioli (gli ebrei) hanno ucciso il figlio (Gesù Cristo) del padrone della vigna (Dio Padre). Nel 70 d. C. Gerusalemme fu saccheggiata e il Tempio venne distrutto. La vigna (ossia l'elezione) venne data ad altri (i pagani). E infine ricordiamo che ai Suoi Apostoli Cristo ha comandato: «Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato» (Mc 16, 15). Ad ogni creatura... nessuno escluso.

 

«Gesù allora disse: "Io sono venuto in questo mondo per giudicare, perché coloro che non vedono vedano e quelli che vedono diventino ciechi". Alcuni dei farisei che erano con lui udirono queste parole e gli dissero: "Siamo forse ciechi anche noi "? Gesù rispose loro: "Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: "Noi vediamo", il vostro peccato rimane"» (Gv 9, 39-41).

 

 

 

 

Introduzione

 

Un nuovo apprezzamento della religione ebraica, apparso dopo il Concilio Vaticano II, più o meno esplicitamente, nei testi della gerarchia cattolica, è stato esposto con una certa forza in due documenti degli anni 2000:

  • La Dichiarazione Riflessioni sull'Alleanza e la Missione, dell'8 dicembre 2002, preparata dal Consiglio nazionale delle sinagoghe e dal Comitato Episcopale degli affari ecumenici ed interreligiosi;

  • Il libro La promesse, del Cardinale Jean-Marie Lustiger (1926-2007), Arcivescovo di Parigi, pubblicato nel novembre 2002 (éd. Parole et silence).

lustiger - la promesse

Sopra: il libro del Cardinal Jean-Marie Lustiger

La Promesse (ed. in lingua inglese ).

 

Questi documenti hanno ricevuto una certa risonanza sui media, sia da quelli cattolici che da quelli laici. Entrambi sviluppano più o meno la stessa tesi secondo la quale:

  • Gli ebrei di oggi beneficiano ancora dell'antica alleanza con Dio, che per loro è salvifica;

  • Essi hanno una missione specifica nei confronti di tutta l'umanità;

  • I cattolici non dovrebbero cercare di convertirli.

Dopo aver richiamato i punti della dottrina tradizionale rimessi in discussione, ci proponiamo di esaminare la validità di questa tesi.

 

 

I

PUNTI PRINCIPALI DELLA

DOTTRINA TRADIZIONALE

 

La vera religione dopo Noè

 

La vera religione ha attraversato tre fasi:

  • La religione dei Patriarchi, con il sacerdozio primitivo;

  • La religione instaurata da Mosè, con il sacerdozio di Aronne;

  • La religione stabilita da Nostro Signore Gesù Cristo, con il sacerdozio cattolico.

Queste tre fasi sono simboleggiate nella parabola del Buon Samaritano (Lc 10, 25-37). L'uomo caduto nelle mani dei ladri (che simboleggiano Satana e i suoi angeli) e lasciato mezzo morto sul ciglio della strada è l'immagine dell'umanità ferita e impotente dopo il peccato originale:

 

buon samaritano«Un sacerdote si avvicina e lo guarda. È il sacerdozio primitivo, quello dei patriarchi: un sacerdozio santo, certamente, ma che non è in grado di rialzare la nostra natura decaduta, perché, sebbene possieda la fede e trasmetta il principio della salvezza con la sostanza della vera religione, non ha né la missione, né la virtù per portare a termine l'opera [...]. Così avviene anche per il sacerdozio di Aronne, rappresentato da questo levita che giunge sul posto, dopo il primo sacerdote, e incontra come lui lo sfortunato viandante. Questa istituzione mosaica è divina; essa contiene il deposito della verità e della vita; ma, come insegna così felicemente San Paolo nella sua bella "Lettera ai Romani", essa constata la malattia senza poterla guarire! Tale sacerdozio annuncia il medico che curerà tutto; lo annuncia e gli prepara la strada; ma non è in grado di guarire il ferito. Ne consegue che preso in se stesso, per quanto benefico possa essere, esso resta decisamente insufficiente. Il levita, quindi, passa come l'altro sacerdote, e il ferito giace sempre lì, sul ciglio della strada» 2.

 

 

Terzo personaggio della parabola: il Samaritano, che rappresenta Cristo, l'unico che può guarire efficacemente le ferite versandovi olio e vino (simbolo dei Sacramenti) e conducendolo alla locanda (simbolo della Chiesa). La religione dei patriarchi, l'ebraismo mosaico e il cattolicesimo costituiscono quindi tre fasi della stessa religione per quanto riguarda la fede,

 

«...poiché il Nuovo Testamento, nel suo insieme, tende a presentare la fede d'Israele 3 come se fosse sempre stata una fede implicita in Cristo Gesù. Rifiutare di credere in Cristo Gesù, quando è già venuto, implica una negazione oggettiva del contenuto della fede dell'Antico Testamento» 4.

 

profeta isaia

Sopra: il profeta Isaia, che è vissuto nell'VIII secolo a. C., ha predetto che la Vergine avrebbe concepito miracolosamente il Messia, che la Sua venuta sarebbe stata preceduta dalla predicazione del Battista, che il Messia avrebbe sofferto salvare gli uomini facendosi carico dei loro peccati e che sarebbe risorto. 

 

Ma ciò che è passato è passato:

 

«L'ebraismo mosaico non è nient'altro che una sopravvivenza, certamente ricca, saggia, carica di una pesante eredità, ma solo una sopravvivenza. Quella di una religione che, a parte l'atto di adorazione interiore di un cuore sincero, non ha più alcun oggetto. Il suo oggetto era l'attesa del Messia. Egli è venuto. Ora c'è un solo culto del vero Dio: il culto dovuto alla Santissima Trinità e all'Inviato di Dio, suo Figlio Gesù Cristo, da parte della Chiesa che Egli stesso ha istituito, vivificato dallo Spirito Santo, dispensatore di grazie divine» 5.

 

Sopra: nell'anno 70 d. C., come profetizzato da Cristo (Mc 13, 2) una quarantina di anni prima, il Tempio di Gerusalemme viene distrutto da un incendio attizzato dalle armate di Tito e Vespasiano. Senza tempio, né leviti, né sacrifici, la religione mosaica non può più essere praticata e non ha più ragion d'essere. Il Messia atteso è già venuto.

 

L'Antica Alleanza e l'elezione del popolo ebraico

 

A causa dell'Alleanza - noto come Antico Testamento - concluso tra Dio e il popolo ebraico, quest'ultimo aveva lo status di popolo eletto; ad esso fu affidata una missione: quella di preparare la venuta del Messia. Una volta compiuta la missione, il popolo ebraico non beneficiò più di una missione particolare che sarebbe stata prolungata, né di un'elezione esclusiva, né di un'Alleanza a sé riservata. Scrisse a suo tempo il Cardinale Jean Daniélou (1905-1974):

 

mosè«Il popolo ebraico è stato il popolo eletto per due millenni per via di una missione che doveva compiere. Ma questa elezione era provvisoria, nel senso che non era chiamato a tenerla gelosamente per sé per sempre, come un privilegio esclusivo, ma a condividerla con tutti gli altri popoli. Questa è l'essenza stessa del mistero nascosto che San Paolo annuncia nella sua "Lettera agli Efesini". Ora le nazioni sono chiamate proprio come gli ebrei. Questo è ciò che alcuni ebrei capirono e salutarono con gioia, come quelli che seguirono Gesù. Ma ecco ciò che altri hanno rifiutato. Il fratello maggiore non ha voluto condividere la sua elezione con il figliol prodigo. La buona novella del Nuovo Testamento è, ci dice San Paolo, che "non c'è qui né giudeo né greco; non c’è né schiavo né libero; non c'è né maschio né femmina; poiché voi tutti siete uno in Cristo Gesù" (Gal 3, 28). E va detto infatti che se l'elezione di un determinato popolo fosse qualcosa di diverso da un'economia provvisoria, in vista di una chiamata universale alla quale sono invitati tutti i popoli, se apparisse estesa a tutta la storia sarebbe intollerabile. L'intera umanità era originariamente chiamata da Dio: oggi tutti i popoli sono riuniti nella Chiesa. È sbagliato parlare anche oggi di una particolare elezione del popolo ebraico. Ed è il modo migliore per resuscitare l'antisemitismo» 6.

 

 

Ormai il ruolo del popolo eletto è attribuito alla Chiesa e a lei sola:

 

«Il culto del Tempio è stato abolito per sempre, segno lampante del cambiamento del rapporto tra Dio e il popolo che un tempo aveva scelto. Come l'elezione di Israele, fatta da Dio in vista dell'avvento del Messia, è passata alla Chiesa, così è successo al sacerdozio» 7.

 

E quindi, il nuovo Israele è la Chiesa:

 

«Dopo la venuta del Messia, la natura stessa del popolo di Dio viene trasformata. Gesù istituisce il nuovo popolo di Dio, tratto dal vecchio, ma con l'aggiunta dei pagani che saranno innestati nell'antico Israele. Il nuovo Israele è la Chiesa, e l'infedele Israele non ne fa parte 8. La promessa di Dio al primo popolo eletto era stata di ordine temporale: un paese da abitare, con la certezza di prosperità e di indipendenza; ma era solo la figura della vera promessa che era di un altro ordine: la liberazione spirituale dell'umanità. Questa promessa ha ricevuto il suo adempimento in Cristo e il popolo di Dio è divenuto una realtà spirituale e universale» 9.

 

«Io sono il buon pastore. Il buon pastore offre la vita per le pecore [...]. E ho altre pecore che non sono di quest'ovile; anche queste io devo condurre; ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge e un solo pastore» (Gv 10, 11-16).

 

Antica Alleanza e Nuova alleanza

 

Imperfezione dell'antica alleanza

 

«È scritto che Abramo ebbe due figli, uno dalla schiava (l'egizia Agar) e uno dalla donna libera (la moglie Sara). Ma quello della schiava era il figlio della carne, mentre quello della donna libera era il figlio della promessa. Tutto ciò è allegorico, perché queste due donne rappresentano le due alleanze: una, quella del monte Sinai, figlia della schiavitù, è Agar. Ora, Agar è il monte Sinai in Arabia; essa corrisponde alla Gerusalemme odierna, che è realmente una schiava come lo sono i suoi figli. Dall'altra parte, c'è la Gerusalemme che è libera, ed è la nostra madre, perché è scritto: "Rallègrati, sterile, che non partorisci, grida nell'allegria tu che non conosci i dolori del parto, perché molti sono i figli dell'abbandonata, più di quelli della donna che ha marito" (Gal 4, 27)».

 

abramo - agar - ismaele

Sopra: Abramo caccia Agar e il figlio Ismaele dall'accampamento, poiché quest'ultimo perseguita Isacco. Per San Paolo, Ismaele (figlio della schiava egizia Agar) rappresenta la sinagoga, mentre Isacco (figlio di Sara, moglie di Abramo) rappresenta la Chiesa (Gal 4, 22-27).

 

Sostituire l'Antica Alleanza con la Nuova

La cosa è chiaramente stabilita da San Paolo nella Lettera agli Ebrei:

 

«Ora invece egli (Cristo) ha ottenuto un ministero tanto più eccellente quanto migliore è l'alleanza di cui è mediatore, essendo questa fondata su migliori promesse. Se la prima infatti fosse stata perfetta, non sarebbe stato il caso di stabilirne un'altra. Dio infatti, biasimando il suo popolo, dice: "Ecco vengono giorni, dice il Signore, quando io stipulerò con la casa d'Israele e con la casa di Giuda un'alleanza nuova; non come l'alleanza che feci con i loro padri, nel giorno in cui li presi per mano per farli uscire dalla terra d'Egitto; poiché essi non sono rimasti fedeli alla mia alleanza, anch'io non ebbi più cura di loro, dice il Signore [...]. Dicendo però "alleanza nuova", Dio ha dichiarato antiquata la prima; ora, ciò che diventa antico e invecchia, è prossimo a sparire» (Eb 8, 8-13).

 

Non si riesce a comprendere come il Catechismo della Chiesa Cattolica, promulgato da Giovanni Paolo II nel 1997, possa affermare (§ 121): «L'Antica Alleanza non è mai stata revocata». La sostituzione di un'Alleanza con un'altra corrisponde alla sostituzione del culto del Tempio con un nuovo culto. La distruzione del Tempio avvenuta nel 70 d. C. ha segnato in modo visibile il passaggio da un'economia all'altra.

 

nuovo catechismo

 

Se solo il sacrificio di Cristo è valido davanti a Dio, lo stesso vale per il sacerdozio. Inoltre, «(Cristo) abolisce il primo sacrificio per stabilirne uno nuovo» (Eb 10, 9) 10. Queste verità sono splendidamente espresse da San Tommaso d'Aquino (1225-1274) nella sequenza Lauda Sion e nell'inno eucaristico Pange Lingua che si cantano nel giorno del Corpus Domini:

 

Lauda Sion

Lauda Sion

Lauda Sion Salvatorem [...]

In hac mensa novi Regis

Novum Pascha novæ legis

Phase vetus terminat.

Loda o Sion il Salvatore [...]

In questa mensa del nuovo Re,
la nuova Pasqua della nuova legge
pone fine al vecchio tempo.

Pange Lingua Pange Lingua

Et anticum documentum

Novo cedat ritui.

E l'antica legge

ceda al nuovo rito.

 

san tommaso d'aquino

Sopra: San Tommaso d'Aquino.

 

L'accettazione della Nuova Alleanza da parte di Israele

Israele (inteso in senso carnale, ossia i discendenti di Giacobbe) accettò la nuova alleanza mediante i suoi rappresentanti più eminenti: il vecchio Simeone (di cui parleremo più avanti), la profetessa Anna, San Giovanni Battista, la Vergine Maria, San Giuseppe, gli Apostoli, i discepoli, ecc... Ma la primissima, nel tempo e nell'ordine della perfezione, è la Vergine Maria:

 

«Ciò che il Nuovo Testamento ci insegna è che la venuta del Messia ha diviso Israele in due parti: una ha riconosciuto il Messia e ha accettato di seguire il Suo insegnamento; l'altra - la maggioranza del popolo ebraico - lo ha rifiutato. Quindi, è sbagliato dire che tutto Israele ha rifiutato il Messia. Al contrario - e questo punto non ci sembra sufficientemente evidenziato - il "fiat" della Beata Vergine è l'accoglienza di Israele. In Maria, figlia di Israele, il popolo di Dio, giunto per grazia al vertice della perfezione umana, disse "sì"» 11.

 

annunciazione

«Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto» (Lc 1, 38).

 

Ogni ebreo è chiamato a questa Nuova Alleanza

 

«Ogni ebreo è quindi chiamato a questa Alleanza, a questa salvezza, e in un modo molto particolare, diverso dal modo in cui viene chiamato un gentile (un non ebreo), poiché è chiamato non solo come individuo, ma anche nella sua qualità nazionale, poiché è alla sua nazione che la prima parte del "Libro dell'Apocalisse" è stata specificamente indirizzata» 12.

 

Per gli ebrei, la sostituzione dell'Antica Alleanza con la nuova, infinitamente superiore, non contraddice la formula scritturale «i doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili» (Rm 11, 29). Ed è del tutto sbagliato che questa formula sia usata da coloro che oggi vogliono a tutti i costi che l'Antica Alleanza sia mantenuta parallelamente alla Nuova Alleanza, e che le attribuiscono un carattere salvifico.

 

Ad un dono di Dio irrevocabile di Dio deve corrispondere una risposta. Non è quello che ha fatto la maggior parte degli israeliti. È sempre possibile ed è sempre atteso da Dio, come insegna San Paolo. Ma l'eredità è passata ai «pagani», l'elezione è stata estesa a tutti gli uomini di buona volontà.

 

gesù cristo - caifa

«Allora il sommo sacerdote gli disse: "Ti scongiuro, per il Dio vivente, perché ci dica se tu sei il Cristo, il Figlio di Dio". "Tu l'hai detto", gli rispose Gesù, "anzi io vi dico: d'ora innanzi vedrete il Figlio dell'uomo seduto alla destra di Dio, e venire sulle nubi del cielo"» (Mt 26, 63-64).

 

La suprema consacrazione dell'Antica alleanza: il vecchio Simeone

Il quarto mistero gaudioso del Rosario ci fa riflettere su questo punto:

 

«Simeone, che lo Spirito di Dio conduce al Tempio per incontrarvi il Dio-Bambino, è la figura vivente e la rappresentazione personale dell'Antica Legge, o meglio di tutta quella santa antichità di cui la vita dei patriarchi è l'esordio. Egli è l'ultimo ramo di questo albero vecchio di quaranta secoli la cui radice è Adamo; egli è come la vetta e l'incoronazione gloriosa; contiene la sua linfa; è il segno e il frutto della sua maturità. Era necessario che arrivasse tutto questo grande movimento di vita naturale e soprannaturale, di vita religiosa e sociale che, a partire dalla creazione, che aveva avuto luogo nel paradiso terrestre, arrivasse al termine che la Saggezza divina gli aveva assegnato. Tutto doveva arrivare a Cristo, abbracciare Cristo, essere incorporato a Cristo, per essere collegato tramite Lui a Dio. Tutte le cose erano state indirizzate al Messia promesso; tutto ciò che sulla terra si era veramente mosso si era incamminato venuto verso di Lui. Non appena Egli è apparso nel mondo, doveva avvenire l'"incontro" 13 e realizzarsi la congiunzione. Ma ciò era particolarmente vero per quel capo dell'umanità costituito dal popolo eletto, la famiglia di Abramo, la nazione ebraica.

 

vecchio simeone

«Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace secondo

la tua parola; perché i miei occhi han visto la tua salvezza».

 

"Finis legis Christus" ("Il fine della legge è Cristo; Rm 10, 4"): il suo fine, nel senso che era il suo scopo, il suo successo, il suo compimento; anche la sua fine, nel senso che stava per abolire la sua forma transitoria, per far fiorire e portare frutto, in un nuovo clima e in una forma molto più perfetta, questa sostanza di luce e vita divina che era la sua base e che Dio stesso vi aveva deposto. Ne consegue che Gesù, tra le braccia di San Simeone, è l'unione di due Testamenti; e se non ancora il passaggio dall'Antico al Nuovo, almeno la suprema consacrazione dell'Antico. Tutte le promesse sono state mantenute, tutti gli impegni sono stati completati; la Legge e i profeti rendono testimonianza a Cristo e Cristo, da parte Sua, rende testimonianza alla Legge e ai profeti. È ormai evidente che esiste una sola religione. Essa ha avuto diverse fasi e si è successivamente manifestata in modi differenti; ma resta unica, sempre vera, sempre santa, sempre gloriosa per Dio e benefica per gli uomini. Essa ha un solo fine che è l'adorabile Trinità, e un unico fondamento che è Cristo, il Verbo di Dio incarnato. Tutto è chiarito, tutto è in ordine, tutto è compiuto; il passato è indissolubilmente legato al futuro; l'antichità ha detto la sua parola e ha fatto il suo lavoro; inizia l'era moderna; ecco, canta il poeta latino, ecco che "inizia la grande era dei secoli" 14. È quindi comprensibile che questo "incontro" sia di capitale importanza» 15.

 

Riassumendo:

  • La Nuova Alleanza ha sostituito l'Antica 16. Quest'ultima non esiste più e non può avere un carattere salvifico;

  • Il popolo ebraico, in quanto tale, non ha più una particolare elezione, una particolare missione di salvezza, un'alleanza a parte con Dio: «Non c'è qui né giudeo né greco [...], poiché voi tutti siete uno in Cristo Gesù» (Gal 3, 28);

  • La Chiesa è il nuovo Israele.

vecchio sacrificio - nuovo sacrificio

«Non mi compiaccio di voi, dice il Signore degli eserciti, non accetto l'offerta delle vostre mani! Poiché dall'oriente all'occidente grande è il mio nome fra le genti e in ogni luogo è offerto incenso al mio nome e un'oblazione pura» (Ml 1, 10-11).

 

E conserviamo l'immagine del vecchio Simeone (che rappresenta l'Antica Alleanza) che tiene tra le braccia il Bambino Gesù prima di pronunciare il suo Nunc dimmitis:
 

«Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace secondo la tua parola; perché i miei occhi han visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli, luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele» (Lc 2, 29).

 

Dopo aver richiamato questi punti della dottrina tradizionale, esamineremo se le tesi sviluppate nei documenti ufficiali, come la Dichiarazione Riflessioni sull'Alleanza e la Missione, e il libro di Mons. Lustiger La Promesse siano conformi o meno ad essi.

 

 

II

LA DICHIARAZIONE RIFLESSIONI

SULL'ALLEANZA E LA MISSIONE 17

 

 

Il 12 agosto 2002, la Conferenza Episcopale degli Stati Uniti per gli affari ecumenici e interreligiosi e il Consiglio Nazionale delle sinagoghe hanno rilasciato una Dichiarazione congiunta dal titolo Riflessioni sull'alleanza e la missione, i cui principali redattori sono stati il Cardinale William Keeler (1931-2017) 18 e il rabbino Gilbert Rosenthal.

 

keeler - rosenthal

 

Il testo della Dichiarazione

 

Questo testo è composto da tre parti: una prefazione e due capitoli: Riflessioni cattoliche romane e Riflessioni ebraiche. Diamo di seguito un estratto dalle prime due riflessioni (di parte cattolica):

 

wojtyla - toaff«Le riflessioni cattoliche romane descrivono il crescente rispetto per la tradizione ebraica sviluppatosi dopo il Concilio Vaticano II. Si sostiene che l'approfondimento dell'apprezzamento cattolico dell'eterna alleanza tra Dio ed il popolo ebraico, insieme al riconoscimento della missione assegnata da Dio agli ebrei di testimoniare il Suo amore fedele, portano alla conclusione che eventuali campagne mirate a convertire al cristianesimo gli ebrei non sono più teologicamente accettabili nella Chiesa cattolica [...]. La Chiesa crede che l'ebraismo, cioè la risposta fedele del popolo ebraico all'irrevocabile alleanza di Dio, è per essi salvifica, in quanto Dio è fedele alle sue promesse [...]. Così, la Chiesa cattolica, nel considerare l'azione di salvezza del Cristo il cuore del processo della salvezza umana per tutti, riconosce che gli ebrei già sono collocati in una alleanza salvifica con Dio [...]. Ma ora essa riconosce che anche gli ebrei sono chiamati da Dio a preparare il mondo al Suo Regno. La loro testimonianza del regno, che non trae la sua origine dall'esperienza che la Chiesa ha del Cristo crocifisso e risorto, non deve essere interrotta dalla ricerca della conversione del popolo ebraico al cristianesimo».

 

Sopra: il 17 gennaio 2010, Giorno della Memoria, Benedetto XVI incontra

il rabbino-capo Riccardo Di Segni nella sinagoga di Roma.

 

 

 

Commenti

 

Secondo questa dichiarazione:

  • L'Antica Alleanza (tra Dio e il popolo ebraico) sarebbe ancora in vigore;

  • La religione ebraica, rispondendo a questa alleanza, sarebbe salvifica per gli ebrei;

  • Gli ebrei di oggi (che non riconoscono né Cristo né la Chiesa) avrebbero una missione particolare data loro da Dio: testimoniare l'amore fedele di Dio.

Sui tre punti menzionati, la Dichiarazione si oppone alla dottrina tradizionale sopra ricordata. Questo testo comporta due conseguenze:

 

Un'opera comune

 

«Attenti allo stesso Dio che ha parlato, fondati sulla stessa parola, dobbiamo rendere testimonianza di una stessa memoria e di una comune speranza in Colui che è il maestro della storia. Bisognerebbe anche che ci assumessimo la nostra responsabilità di preparare il mondo alla venuta del Messia operando insieme per la giustizia sociale, il rispetto dei diritti della persona umana e delle nazioni per la riconciliazione sociale e internazionale».

 

mosiach

Sopra: «We want Mosiach now», ossia «Vogliamo il Messia adesso».

Molti ebrei pensano che l'avvento del Messia sia imminente.

 

La coesistenza di due vere religioni: una che riconosce Cristo, l'altra che lo rifiuta

Due alleanze contemporaneamente in vigore... quindi due vere religioni: l'ebraismo per gli ebrei e il cattolicesimo per i non ebrei. Ritroviamo qui un'idea tipicamente ebraica secondo la quale, accanto al giudaismo, una religione riservata agli ebrei considerato come il popolo sacerdotale, apparirebbe una religione più sommaria chiamata «religione noachide» e destinata ai non ebrei.

 

Quest'ultima insiste sul monoteismo (che, da un punto di vista ebraico, significa il rifiuto dei misteri della Santissima Trinità e dell'Incarnazione) 19. Segnaliamo un'altra anomalia di questa Dichiarazione ebraico-cattolica: nella sezione Riflessioni ebraiche figura un'apologia del Talmud! Ora, il Talmud è una raccolta di commenti alla Legge (e commenti ai commenti) espresi da farisei e rabbini tra il II e il V secolo d. C. Da notare che esso contiene passi violentemente anticattolici e blasfemi.

 

talmud

Sopra: frontespizio del Talmud.

 

 

III

IL LIBRO LA PROMESSE

DEL CARDINALE LUSTIGER

 

 

Questo libro, pubblicato nel novembre del 2002, ha suscitato numerose recensioni da parte delle maggiori testate giornalistiche francesi (Le Figaro, L'Express, Le Nouvel Observateur) e sulla stampa cattolica. Esso, tra l'altro, contiene, posizioni accusatorie e sprezzanti per le nazioni cristiane e per quelle che l'autore definisce «pagane-cristiane». Ci limiteremo qui all'esame dei passi del libro collegati ai punti dottrinali precedentemente richiamati.

 

Alcune citazioni

 

La chiamata e la missione

 

- «Sarebbe utopistico immaginare che un dialogo positivo e benevolo tra cristiani, in quanto cristiani, ed ebrei, in quanto ebrei, inciti gli uni e gli altri a far scaturire, nella fedeltà alla loro chiamata, una crescita spirituale della quale non è possibile prevedere in anticipo i frutti»? 20.

- «L'incontro di ebrei e cristiani non consentirebbe loro di assumere meglio la propria missione nei confronti dell'umanità? 21.

- «Il fratello maggiore (l'ebreo) e il fratello minore (il cristiano) devono rispondere, ciascuno per la propria parte, alla missione assegnatagli» 22.

 

lustiger - meir lau

Sopra: il Cardinale Lustiger con il rabbino-capo degli ebrei askenaziti Meir Lau.

 

L'elezione

 

«Gli ebrei sono quello che sono solamente nella misura in cui sono prima di tutto i testimoni dell'Elezione. Il loro rifiuto è, da parte dei cristiani, che lo vogliano o no, un'appropriazione abusiva o blasfema dell'Elezione» 23.

 

Due vocazioni distinte al servizio della stessa Rivelazione

 

«L'incontro tra ebrei e cristiani è necessario affinché ciascuno comprenda ciò che forse Dio gli chiede» 24.

 

the jewish cardinal

Nel 2013, è uscito nelle sale cinematografiche il film The Jewish Cardinal

(«Il Cardinale ebreo»), in memoria di Aaron Jean-Marie Lustiger.

 

Commento

 

Secondo il Cardinale, il popolo ebraico resta il popolo eletto oggi come lo era ieri; ad esso è rivolta una chiamata specifica, ha una sua missione, una sua vocazione. È ancora l'idea (ma non formulata in modo diverso) che l'Antica Alleanza sarebbe ancora in vigore. In nessun punto del libro si parla di convertire gli ebrei. Dovremmo cercare di convertirli, in altre parole di fare proselitismo? Il Cardinale ha risposto negativamente in un testo precedente a La Promesse, che risale al 1981:

 

«Proselitismo no, perché non ha senso, sarebbe un'infedeltà. Sia la fede ebraica che la fede cristiana sono una chiamata di Dio» 25.

 

Alphonse Ratisbonne (1814-1884) era un ebreo di Strasburgo, appartenente ad una famiglia di ricchi banchieri. Il 20 gennaio 1842, mentre visitava la Chiesa di Sant'Andrea delle Fratte, a Roma, gli apparve la Vergine SS.ma e lo convertì all'istante. Successivamente, egli si fece sacerdote e fondò la Congregazione di Nostra Signora di Sion, un Ordine religioso il cui intento era di condurre gli ebrei alla fede cattolica. Evidentemente, la Madre di Dio pensa che il proselitismo non sia un'infedeltà...

 

 

Tutto sommato, sui punti esaminati, le posizioni del Cardinale Lustiger sono più o meno le stesse, ma meno esplicite, di quelle della Dichiarazione Riflessioni sull'alleanza e la missione del 12 agostoo 2002. Esso conducono allo stesso punto d'approdo: l'esistenza in parallelo di due religioni che sono entrambe vere (sebbene abbiano dottrine diverse): l'ebraismo (che rifiuta Cristo) e il cattolicesimo (che lo adora).

 

 

IV

CONCLUSIONE

 

 

Le tesi difese dal Cardinale Keeler nella Dichiarazione Riflessioni sull'Alleanza e sulla Missione e dal Cardinale Lustiger nel suo libro La Promesse non sono nuove. Elementi dello stesso genere possono essere trovati in testi come la Nota della Commissione per i rapporti religiosi con l'ebraismo 26, del 24 giugno 1985, intitolata Catholiques et juifs: un nouveau regard («Cattolici ed ebrei: un nuovo sguardo ).

 

Questi documenti trovano un certo sostegno nella Dichiarazione conciliare Nostra Ætate, e nel Catechismo della Chiesa Cattolica (§ 121), nella nuova liturgia (soppressione delle preghiere per la conversione degli ebrei del Venerdì Santo). Queste dichiarazioni sono alla base dell'esistenza parallela di due vere religioni.

 

Una strana aberrazione che  per certi versi è collegata alla già citata tesi ebraica sulla religione noachide 27. L'altra conseguenza è che la verità cattolica non è destinata agli ebrei e non deve essere loro presentata. Tuttavia, come osserva l'ebrea convertita al cattolicesimo Judith Cabaud: «Il vero antisemitismo consiste nel non dire loro questa verità».

 

judith chabaud

 

menorah«Nessun media francese ha riportato la notizia dell'importante viaggio compiuto a New York a fine febbraio (2003) da una dozzina di sacerdoti e teologi guidati dal Arcivescovo di Parigi Jean-Marie Lustiger, su invito - tutte le spese pagate - del Congresso Ebraico Mondiale, allo scopo di rafforzare le relazioni ebraico-cristiane stabilendo legami diretti tra leader cattolici ed ebrei. Tutti i partecipanti, compreso Patrick Desbois, capo della Commissione Episcopale per i rapporti con il l'ebraismo, hanno dovuto parlare correntemente l'ebraico. In particolare, sono stati ricevuti alla Yeshiva University di New York, all'Istituto Ebraico di Religione, al Congresso Ebraico Mondiale, in varie sinagoghe, nonché dai principali funzionari di Lubavitch e Satmar. Nel suo discorso principale, il Cardinale Lustiger ha fatto lunghe allusioni elogiative agli scritti di Maimonide e alle lezioni che i cattolici possono imparare dalla Kabbalah» 28.

 


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Note

 

1 Traduzione dall'originale francese Y aurait-il aujourd'hui deux vraies religions? (Action Familiale et Scolaire, 2ª ediz., Parigi 2018), a cura di Paolo Baroni.

2 Cfr. Mons. C. L. Gay, Élévations sur la vie et la doctrine de NSJC («Elevazioni sulla vita e la dottrina di Nostro Signore Gesù Cristo»), 31ª elevazione.

3 Ricordiamo che Israele (nel senso carnale qui usato) designa i discendenti di Giacobbe, in altre parole il popolo ebraico.

4 Cfr. A. Santogrossi, L'Évangile prêché à Israël («Il Vangelo predicato a Israele»), pag. 8.

5 Cfr. J. D. Granville, Le mystère d'Israël et la tentative de judaïsation du catholicisme («Il mistero d'Israele e il tentativo di giudaizzazione del cattolicesimo»), Action Familiale et Scolaire, n° E097, 1ª éd., pag. 29.

6 Cfr. J. Daniélou, L'Église devant le judaïsme («La Chiesa di fronte all'ebraismo»), in Le Figaro, del 28-29 aprile 1973.

7 Cfr. D. Judant, Judaïsme et christianisme («Ebraismo e cristianesimo»), pag. 104.

8 Cfr. D. Judant, Les deux Israël («I due Israele»), pag. 89.

9 Ibid., pag. 110. Quando designiamo la Chiesa con l'espressione «nuovo Israele», usiamo la parola Israele in senso spirituale e non più carnale.

10 Cfr. D. Judant, Jalons pour une théologie chrétienne d'Israël («Basi per una teologia cristiana d'Israele»), pag. 64.

11 Cfr. D. Judant, Les deux Israël, pag. 76.

12 Cfr. M. Beaumont, Dialogue judéo-chrétien contre foi catholique («Il dialogo ebraico-cristiano contro la fede cattolica»), in Fideliter, n° 151, gennaio-febbraio 2003, pag. 9.

13 Sappiamo che la parola «incontro» è il termine con cui i greci celebrano questa festa (nota del Mons. Gay).

14 «Magnus... sæclorum nascitur ordo (Virgilio. Eglog. IV).

15 Cfr. Mons. C. L. Gay, Élévations sur la vie et la doctrine de NSJC, 20ª elevazione.

16 Questa verità è spesso chiamata «teologia della sostituzione» da coloro che la contestano.

17 Vedi l'articolo di Michael Chapman intitolato «The US Bischops Committee's "Informal Heresy"» («L'eresia non ufficiale della Conferenza Episcopale degli Stati Uniti»), in The Remnant, del 31 ottobre 2002.

18 Il Cardinale Keeler era a quel tempo membro del gruppo direttivo della United Religious Initiative (URI), che è una sorta di associazione planetaria per un unico pensiero religioso, sotto l'egida delle Nazioni Unite.

19 Nel suo libro Le judaïsme et le Vatican, une tentative de subversion spirituelle («L'ebraismo e il Vaticano, un tentativo di sovversione spirituale»), edito dalle Éditions Saint Rémi, Léon de Poncins attinge a più riprese al libro Israël et l'humanité del rabbino Elia Benamozegh (1823-1900). La religione noachide e la legge che contiene sono esposte in questo libro. Esse vengono presentate come costituenti lo statuto generale dell'umanità, insieme al giudaismo, uno statuto specifico per gli ebrei. Come spiega chiaramente il suddetto rabbino: «Se il cristianesimo acconsente a riformarsi sull'ideale ebraico, sarà sempre la vera religione dei pagani» (pag. 18).

20 Cfr. Card. J.-M. Lustiger, La promesse («La promessa»), éd. Parole et silence, pag. 202.

21 Ibid., pagg. 204, 207.

22 Ibid., pag. 216.

23 Ibid., pag. 162.

24 Ibid., pag. 213.

25 Intervista a Mons. Lustiger dell'Agence télégraphique juive, bollettino n° 2640, del 4 febbraio 1981; cit. in Documentation catholique, n° 1803.

26 Trattasi di una Commissione alle dipendenze della Conferenza Episcopale francese.

27 Cfr. L'Homme nouveau, del 2 febbraio 2003. Al contrario, si veda questa osservazione di Padre Michel Remand nel suo commento alla già citata nota Catholiques et juifs: un nouveau regard (pag. 34): «L'antisemitismo cristiano consiste nel designare l'ebreo come colui che ha bisogno di convertirsi».

28 Cfr. Faits et Documents, del 15 marzo 2003. Maimonide (1135-1204) è stato un importante rabbino spagnolo i cui insegnamenti talmudici sono impregnati di anticristianesimo (N.d.T.).

 

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