titolo che cos'è la rivoluzione?

di don Jean-Luc Lafitte 1

 

postato: 13 maggio 2013

 

fasi della rivoluzione

 

Il termine «Rivoluzione» viene usato in questo articolo non per identificare un particolare episodio storico, ma viene caricato in senso metafisico (con la «R» maiuscola) per indicare un processo che si snoda attraverso la storia umana manifestandosi mediante tappe ben precise. Tale processo ha avuto inizio all'alba dei tempi con la rivolta di Lucifero, l'angelo ribelle, ma ha iniziato a rendersi visibile all'interno della cristianità alla fine dell'alto Medioevo con il Rinascimento, per giungere fino al satanismo esplicito dei nostri giorni. In questo articolo, l'Autore ce ne dà una descrizione sintetica e sommaria, che naturalmente implica un approfondimento ulteriore da parte del lettore di un argomento vastissimo, ma che è indispensabile conoscere almeno a grandi linee.

 

Definizione

 

Come insegna l'insigne teologo Mons. Jean-Joseph Gaume (1802-1879), «la Rivoluzione è l'odio formale per ogni ordine in cui l'uomo non è riconosciuto come re e come dio». Essa è l'instaurazione di un sistema politico, economico e morale, incentrato sull'uomo che si è messo al posto di Dio. La Rivoluzione è la cloaca di tutte le eresie, e al tempo stesso:

  • Naturalismo: negando il peccato originale e le sue conseguenze; l'uomo è buono per natura, e non ha bisogno del Nostro Signore Gesù Cristo, della Sua grazia e della Sua Chiesa;

  • Umanesimo: mettendo l'uomo al posto di Dio e al centro del mondo;

  • Soggettivismo: pretendendo che l'uomo si costruisca la sua verità, determinando da sé ciò che è bene e ciò che è male;

  • Liberalismo: attribuendo gli stessi diritti alla verità e all'errore.

Bisogna annotare accuratamente i tre seguenti punti:

  • La Rivoluzione non è un fatto transitorio, ma uno stato perpetuo di movimento: è la «Rivoluzione permanente»;

  • La Rivoluzione è negli spiriti prima di essere nei fatti: un spirito rivoluzionario teorico conduce sempre ad una rivoluzione pratica nei fatti;

  • La Rivoluzione è nella sua essenza contro Dio e contro la Chiesa cattolica.

processo rivoluzionario

 

decalogo dei diritti di dio e dell'uomo

A sinistra: le tavole dei Dieci Comandamenti. A destra: il cosiddetto «Decalogo Repubblicano» dei Diritti dell'Uomo. Nella stampa appaiono diversi simboli massonici (Occhio onniveggente, Uroboro, Fascio littorio, Squadra e filo a piombo, ecc...).

Le sue cause

 

Per definire propriamente la Rivoluzione, bisogna rispondere a quattro domande:

  • Chi vuole la Rivoluzione? È la ricerca della causa efficiente;

  • Perché si fà la Rivoluzione? È la ricerca della causa finale;

  • Come si forma la Rivoluzione? È la ricerca della causa formale;

  • A partire da cosa opera la Rivoluzione? È la ricerca della causa materiale.

- La causa efficiente della Rivoluzione è il demonio (causa efficiente principale) che utilizza quegli strumenti che sono i cattolici liberali, i comunisti, i massoni, le false religioni, ecc... (causa efficiente strumentale).

 

- La causa finale della Rivoluzione è la dannazione eterna delle anime.

- La causa formale della Rivoluzione è il principio democratico di libertà, uguaglianza e fratellanza, ossia la legge del numero, della maggioranza, del suffragio universale, legge che è stata utilizzata per distruggere l'altare (annientare la Chiesa cattolica), il trono (estirpare le monarchie cattoliche), e cancellare il principio di autorità (poiché ogni autorità viene di Dio).

 

È evidente che esiste una vera libertà che conduce alla virtù di ubbidienza (il potere di scegliere i migliori mezzi per raggiungere il proprio fine), una vera uguaglianza che conduce alla virtù di giustizia. Tutti gli uomini sono uguali, nel senso che tutto sono dotati della stessa natura umana, e che tutti saranno giudicati dallo stesso Dio, ma sono diversi per i vari doni che hanno ricevuto da questo stesso Dio. Una vera fratellanza conduce alla virtù di carità, dato che abbiamo un Padre comune che è Dio, che dobbiamo lodare, onorare e servire.

 

- La causa materiale della Rivoluzione sta nell'orgoglio, nell'ignoranza e nell'amore per le novità.

 

La sua storia

 

La storia della Rivoluzione non è nient'altro che la storia della «de-cattolicizzazione» del mondo. Se la causa efficiente principale della Rivoluzione è il demonio stesso, va da sé che dobbiamo cercarne le radici nella rivolta di Lucifero, col suo grido di guerra contro Dio: «Non serviam tibi»! Non ti servirò»!). Con la loro caduta, Adamo ed Eva hanno introdotto nei nostri cuori le ferite del peccato originale, che sono l'ignoranza, la debolezza, la malizia e la concupiscenza.

 

Dopo la morte e risurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo, la Chiesa cattolica ha diffuso ovunque il messaggio del Vangelo, e il più alto grado di civiltà è stato raggiunto a metà del XIII secolo, il tempo dei grandi predicatori come San Francesco d'Assisi (1182-1226), San Domenico di Guzmàn (1170-1221) e San Bonaventura (1217-1274); dei grandi filosofi come Sant'Alberto Magno (1206-1280)  e San Tommaso d'Aquino (1225-1274); dei grandi re come San Ferdinando re di Castiglia (1199-1252), San Luigi IX di Francia (1214-1270) e Sant'Enrico imperatore di Germania (973-1024). Il Medioevo fu un'epoca interamente teocentrica, ossia tutta incentrata in Dio; fu il regno sociale di Nostro Signore Gesù Cristo!

 

san francesco d'assisi san domenico di guzmàn san bonaventura
San Francesco San Domenico San Bonaventura
san ferdinando III re di castiglia san luigi IX re di francia sant'enrico imperatore
San Ferdinando III San Luigi IX Sant'Enrico

 

Scrive Papa Leone XIII (1810-1903) nella sua Enciclica anti-liberale Immortale Dei (del 1º novemmbre 1885): «Vi fu un tempo in cui la filosofia del Vangelo governava gli Stati». Il XIII secolo ne è un magnifico esempio: la legge dei Dieci Comandamenti era la legge degli Stati. L'indifferentismo religioso e la libertà di coscienza era condannata al tempo stesso dalla Chiesa e dagli Stati. Ma a partire dalla morte del San Tommaso d'Aquino (1274), la civiltà cattolica iniziò a regredire lentamente, seguendo lo scivolamento degli Stati e degli spiriti cattolici. Tappa per tappa, è possibile distinguere:

  • La Rivoluzione umanistica o Rinascimento (XIV-XV secolo). Sotto l'influenza di Erasmo da Rotterdam (1466-1536), l'uomo diventa il centro della società (antropocentrismo): è la fine della società «teocentrica» del Medioevo. La vita soprannaturale si indebolisce nelle anime, mentre la corte di re Francesco I di Francia (1494-1547) cerca i piaceri del mondo; è il Rinascimento, un'epoca pervasa dai principî umanistici e naturalisti.

  • La Rivoluzione protestante (XVI-XVII secolo). Il monaco dissoluto e apostata Martin Lutero (1483-1546) tende ad eliminare l'influenza della Chiesa sulle anime distruggendo il Santo sacrificio della Messa, la maggior parte dei Sacramenti e la grazia.

  • La Rivoluzione liberale, detta anche Rivoluzione Francese (XVIII secolo). Dopo il lavorio sotterraneo di preparazione operato dalla Massoneria - fondata nel 1717 da John Theophilus Desaguliers (1683-1744) e dal filosofo tedesco Immanuel Kant (1724-1804) - lo spirito di libertà, di uguaglianza e di fratellanza esplode prima nella Rivoluzione americana (1776), e in seguito nella Rivoluzione Francese (1789).

erasmo da rotterdam martin lutero john theophilus desaguliers
Erasmo da Rotterdam Martin Lutero John T. Desaguliers
  • La Rivoluzione comunista (1917). Preparata da Il Manifesto del Partito Comunista (1848), dell'ebreo Karl Marx (1818-1883), scritto in collaborazione col filosofo tedesco Friedrich Engels (1820-1895), la Rivoluzione russa esplode nel 1917. Ė il comunismo. Con Engels, scompare la nozione stessa di verità: la tesi (il vero) si mescola all'antitesi (il falso) per produrre la sintesi (la nuova verità). Questa nuova verità si mescola con una nuova antitesi per produrre una nuova sintesi... Questo processo diabolico (la dialettica hegeliana applicata alla Storia) si perpetua continuamente: ecco il principio di Rivoluzione permanente. La verità è in costante mutamento. E dunque, non esiste più una verità oggettiva: essa non esiste più o non esiste che soggettivamente nel cervello di ogni individuo. Ciascuno è libero di creare la propria «verità».

  • La Rivoluzione modernista (sviluppatasi dopo la morte di Papa Pio XII, nel 1958). Ai nostri tempi il demonio può lavorare in totale impunità anche all'interno della Chiesa. Condannato già nel 1907 da Papa San Pio X (1835-1914), il modernismo riesplode con virulenza dopo il Concilio Vaticano II (1962-1965) sotto forma di tre bombe a scoppio ritardato: la libertà religiosa (la libertà rivoluzionaria), la collegialità (l'uguaglianza rivoluzionaria) e l'ecumenismo (la fratellanza del 1789).

  • La Rivoluzione satanica. Oggi la si vede ovunque: è il rifiuto della legge naturale. Saturati dai vizi «secondo natura», ora gli uomini ricercano i vizi «contro natura» (omosessualità, rock satanico, pornografia, eutanasia, ecc...). Da «teocentrica» (la società medievale incentrato su Dio), la società è divenuta «antropocentrica» (incentrata sull'uomo), per poi divenire «demonocentrica» (il diavolo diventa il centro e il dio della nuova società): è la Nuova Era.

satanismo odierno

 

Come combatterla?

 

Essendo la Rivoluzione per sua natura spirituale (è la lotta del demonio contro Dio), i mezzi per combatterla saranno necessariamente soprannaturali. Senza una solida fede cattolica, lo stato di grazia costante nell'anima, e una profonda vita spirituale (basata, ad esempio, sugli Esercizi Spirituali di Sant'Ignazio frequentati ogni anno), non è possibile sottrarsi agli effetti di questa calamità. La Rivoluzione è un fenomeno contro natura, violento e drastico. Solo adottando misure drastiche è possibile sbaragliarla nella nostra anima. Tentiamo di tracciare alcune regole:

 

- Se non vivete come credete e pensate, un giorno finirete per credere e pensare come vivete

Se avete la fede cattolica, dovete vivere secondo i suoi dettami; se vivete secondo i principî rivoluzionari, non potete pretendere di essere cattolici.

 

- Dovete essere cattolici in ogni cosa, non solo nel modo di pensare, ma anche nel modo di agire e di vivere

Una giovane donna che si veste in maniera indecente, un padre di famiglia che non controlla cosa guardano i figli alla televisione, o che li manda alla scuola pubblica senza curarsi del veleno che assorbono durante le lezioni (evoluzionismo, menzogne storiche, ecc...), non possono pretendere essere realmente cattolici perché, consapevolmente o meno, fanno il gioco della Rivoluzione. Nessuno può servire al tempo stesso due padroni. I capifamiglia hanno in questo campo un'enorme responsabilità!

 

- Per lottare contro la Rivoluzione, occorre innanzi tutto imparare a pensare nel modo giusto e ad utilizzare correttamente l'intelligenza

Un cattolico ha il dovere di studiare il Magistero perenne della Chiesa a riguardo di un certo numero di argomenti, ossia le grandi Encicliche pontificie contro:

  • Il liberalismo: Leone XIII (Libertas); San Pio X (Notre Charge Apostolique).

  • Il modernismo: San Pio X (Lamentabili e Pascendi Dominici Gregis); Pio XII (Humani Generis).

  • L'indifferentismo religioso: Gregorio XVI (Mirari Vos); Pio IX (Quanta Cura e Sillabo); Pio XI (Mortalium Animos).

  • La Massoneria: Leone XIII (Humanum Genus).

  • Il comunismo: Pio XI (Divini Redemptoris).

- Ė oltre modo utile, anzi indispensabile, leggere buoni libri di dottrina cattolica, scritti da autori riconosciuti e lodati dalla Chiesa.

 

- La Rivoluzione assomiglia ad un complesso ingranaggio che può essere fermato da un semplice sassolino che si incastra tra due ruote dentate

Un cattolico può fare molto. San Pio X diceva: «Datemi un piccolo esercito che reciti la corona del rosario ogni giorno, e possiamo riconquistare il mondo»! Quando Nostro Signore Gesù Cristo disse: «Senza di me non potete far nulla» (Gv 15, 8), voleva dirci che in effetti con Lui tutto è possibile.

 

Conclusione

 

armatura di dioL'unico modo per diventare autentici cattolici consiste nel fare tutto, con la grazia di Dio, per diventare santi! Forse, un cambiamento nei nostri costumi e nelle nostre abitudini è necessario per vivere secondo la nostra fede. Se la Rivoluzione ha potuto così facilmente operare all'interno di così tante famiglie cattoliche, è prima di tutto a causa della nostra mancanza di convinzioni! Cerchiamo sempre di trovare un compromesso con il mondo, perché vogliamo sentirci buoni, e per una malintesa forma di carità, vogliamo che il nostro prossimo si senta bene quando è con noi. Ma Nostro Signore Gesù Cristo non dev'essersi sentito molto bene stando sulla Croce! Per molti tra noi, il primo atto per rimettersi in carreggiata potrebbe consistere semplicemente nel farsi in pubblico il segno di croce in un ristorante, nello spegnere la televisione, nel distruggere i CD rock o nel seguire le regole della modestia cristiana! «Che giova all'uomo guadagnare il mondo intero, se poi si perde o rovina sé stesso? Chi si vergognerà di me e delle mie parole, di lui si vergognerà il Figlio dell'uomo, quando verrà nella gloria sua e del Padre e degli angeli santi» (Lc 9, 25­ 26). «Conosco le tue opere: tu non sei né freddo né caldo. Magari tu fossi freddo o caldo! Ma poiché sei tiepido, non sei cioè né freddo né caldo, sto per vomitarti dalla mia bocca» (Ap 3, 15-16). «Abbiamo bisogno di un San Francesco d'Assisi nel nostro Paese. Quale gioia sarebbe avere un grande santo a piedi nudi per aiutarci ad estirpare le catene del materialismo che ci legano alla considerazione delle cose terrestri. Ma abbiamo tanto bisogno anche di un San Domenico. Ci vorrebbe qualcuno che gridasse ad alta voce ciò che noi osiamo appena sussurrare a riguardo dei nostri «folli padroni», che non sanno nemmeno quale sia lo scopo della vita. Abbiamo bisogno di qualcuno che ci dia il coraggio di ignorare l'ultimo esperto mondano per preferirgli l'Esperto divino. Poi potremo cadere in ginocchio, e la luce ci sarà data» (Carole Robinson). Che i milioni di martiri, che sono morti perché rifiutavano ogni compromesso col mondo, ci guidino verso Colui che è «la Via, la Verità e la Vita».


banner centro culturale san giorgio

 

Note

 

1 Traduzione dall'originale francese La Revolution («La Rivoluzione»), a cura di Paolo Baroni. Articolo reperibile alla pagina web

http://notredamedesdons.net/671/les-differentes-causes-de-la-revolution/

 

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