a cura di TheVigilantCitizen 1
Nel thriller del 2026 Mother Mary («Madre Maria»), Anne Hathaway interpreta una popstar alla ricerca di un ritorno sulle scene dopo un crollo nervoso di grande risonanza mediatica. Sfruttando scene altamente simboliche, il film descrive il lato ritualistico e demoniaco dell'industria musicale e quale sia il vero prezzo del successo. Diamo un'occhiata al significato nascosto di questo film.
Durante gli anni dedicati all'analisi della cultura pop, su questo sito è stato più volte messo in risalto un tema ricorrente: il celebre vestito rosso. Non parlo di un vestito che si dà il caso che sia rosso, ma del colore rosso che si dà il caso che sia un vestito. Così, violentemente ed eccessivamente rosso. Nei codici cromatici dell'élite occulta il rosso è il colore dell'iniziazione e del sacrificio. Quando appare in uno spettacolo o in un video musicale dai riferimenti occulti, esso finisce per simboleggiare un profondo cambiamento mediante un percorso rituale.
Qualora pensiate che uno potrebbe «andare a caccia» di un valore simbolico degli abiti di colore rosso, beh, Hollywood ha dedicato proprio a questo un intero film, in modo da rendere evidente che essi implicano un profondo significato spirituale, radicato nelle oscure pratiche occulte. Mother Mary racconta di una navigata popstar che cerca di tornare alla ribalta dopo un evento traumatico. Secondo lo sceneggiatore e regista David Lowery, Mother Mary - la popstar interpretata da Anne Hathaway - è stata ispirata da «Beyoncé e Taylor Swift tra quindici anni».
O forse da una Madonna più giovane: infatti, i nomi Mother Mary e Madonna si riferiscono direttamente alla Vergine Maria in modo assai irriverente. E, proprio come Madonna, Mother Mary è una veterana dell'industria musicale che mostra sistematicamente fedeltà all'élite occulta pur di rimanere una celebrità. Le musiche del film sono state composte da Charli XCX, FKA Twigs e Jack Antonoff (che ha scritto canzoni per Taylor Swift, Lana Del Rey, Sabrina Carpenter e molti altri). In altre parole, questo film sulla parte oscura dell’industria musicale è stato realizzato con l'aiuto di persone che ne sono pienamente coinvolte. Ecco una panoramica sul significato simbolico del film.
Non sta cantando alcunché di sacro. La canzone si intitola Burial («Sepoltura») e il ritornello anticipa ciò che accadrà alla fine del film:
Sopra: sullo schermo compare la scritta: «Tappatevi le orecchie - questa canzone è maledetta».
Questo è davvero un buon suggerimento per gran parte della musica pop degli ultimi anni. La stessa Lady Gaga ha dichiarato che la sua canzone Abracadabra conteneva un incantesimo. Nonostante gli applausi dei fans all'esibizione di Mother Mary, non è tutto come sembra. Infatti, dietro le quinte, la popstar sta cadendo a pezzi dalle... fondamenta.
Sopra: Mary è profondamente instabile e traumatizzata. Ha qualcosa dentro che la sta facendo impazzire.
Sopra: intanto, a Londra, una stilista di nome Sam avverte una connessione spirituale con Mother Mary.
Durante il prologo del film, Sam dice di «sentire che Mother Mary stesse venendo da lei». Ẻ proprio ciò che accade.
Sopra: Sam vive in uno di quei palazzi in mano all’èlite europea, quei posti dove hanno luogo pratiche occulte 3.
Mother Mary ha bisogno che Sam le confezioni un vestito per il suo grande ritorno sul palco 4. Tuttavia, Sam è arrabbiata perché Mary l'ha abbandonata come collaboratrice (forse anche come amante) anni prima. Fin dall'inizio Sam si mostra esigente e autoritaria. Prima di accettare di creare un vestito per Mary, le chiede:
Soltanto dopo la certezza dell'assoluta obbedienza di Mary, Sam accetta di farle un vestito.
Mentre il film scorre ci accorgiamo che c'è qualcosa di strano ed inquietante nella coppia formata da Sam e Hilda, interpretate da Michaela Coel and Hunter Schafer.
Mentre inizia a lavorare all’abito di Mary, Sam spiega che cosa le è successo negli ultimi anni. Era così sconvolta dall'abbandono di Mary che ha letteralmente evocato uno spirito maligno.
Sopra: Sam spiega come un «fantasma rosso» sia emerso a causa del suo dolore per la separazione da Mary.
Dopo aver ascoltato il racconto di Sam, Mary si rende conto che quella stessa entità rossa è dentro di lei ed inizia a raccontare a Sam la storia della sua possessione.
Sopra: Mary spiega come l'entità l'abbia «trovata» durante una seduta spiritica organizzata da lei con alcuni amici.
Sopra: la seduta è condotta da una donna di nome Imogen 5, che comunica con lo spirito e lo mette in contatto con Mary.
Imogen è impersonata dalla cantante-attrice FKA Twigs. Curiosità: nel 2025 ha recitato nella pellicola The Carpenter's Son («Il figlio del falegname»), un film dai connotati demoniaci in cui interpreta il ruolo della Vergine Maria. E ora eccola in un altro film demoniaco che prende il nome proprio dalla Vergine Maria. Dopo il contatto con lo spirito rosso, vita e carriera di Mary sono cambiati in modo inquietante.
Sopra: la sua aureola è parzialmente distrutta, a rappresentare il tributo spirituale della possessione.
Parlando con Sam, Mary descrive i suoi anni da popstar come un periodo di «possessione» da parte di questo spirito rosso.
Sopra: prima degli show, Mary si sottopone ad analisi del sangue: è una questione di controllo fisico e spirituale insieme.
Mentre ciò accade, Mary canta Holy Spirit 2, un brano che parla del rifiuto di Dio e dell'accoglimento dello spirito che si è impossessato di lei. Ecco il testo.
In molti articoli precedenti ho sottolineato che spesso le popstar vengono indotte a cantare la loro schiavitù e la loro tenebra spirituale. È ciò che succede qui. La canzone parla del «tempo sprecato» con il Signore e di lei che implora di essere penetrata (spiritualmente e sessualmente) dallo spirito. Dopo che lei ha cantato queste parole maledette, sopraggiunge un «incidente» orribile e assai mediatizzato.
Dopo l'episodio la gente ha pensato che Mary avesse tentato il suicidio dopo un crollo nervoso, ma questo mostruoso rituale sottintendeva una dimensione spirituale.
Sopra: mentre Mary si trova appesa per il collo, una scena ci mostra che cosa stia accadendo a livello spirituale: lo spirito rosso la penetra e la violenta.
Mary ha cercato di liberarsi di Sam (che rappresenta l'élite occulta) e di andare per la propria strada. Come punizione, un'entità demoniaca l'ha trovata, si è impossessata di lei e l'ha spinta a distruggersi. Da allora, Mary è rimasta del tutto frastornata. Sam le dice che può aiutarla a scacciare quello spirito, e tutto quanto assume uno sfondo davvero simbolico.
Sopra: Sam e Mary eseguono un rituale per evocare lo spirito e fargli abbandonare Mary 7.
Tracciando una linea tra le candele in alto si ottiene un Pentagramma. E un indizio sulla vera identità di Sam 8.
Il Sigillo qui sopra porta il nome Samael, il re dei demoni.
Sopra: il nome completo di Sam, Sam Anselm, contiene tutte le lettere che anagrammate compongono il nome Samael. Ẻ un caso?
Samael è anche marito dell'infernale Lilith, la demonessa primordiale 9. Contemporaneamente, tra Sam e Mary si instaura una dinamica «marito/moglie».
Sopra: nel corso del loro rituale, Mary si trafigge il petto con un paio di forbici, poi Sam introduce una mano dentro di lei ed estrae il tessuto rosso 10.
E ora che cosa accadrà? Sì. Sam usa quel tessuto rosso per realizzare il nuovo mitico vestito per il ritorno di Mary sul palco.
Sopra: in una scena altamente simbolica, Mary fluttua davanti a Sam con l’abito rosso. Mary sta indossando proprio il simbolo della sua possessione spirituale.
Per la maggior parte degli spettatori: il film ha un lieto fine. Mary viene liberata da quello spirito e lo usa come ispirazione per un gran ritorno in scena. Tuttavia, una volta compreso il simbolismo sotteso al film, il finale assume il significato opposto: lei è più controllata che mai. Nei titoli di coda Mary «canta le lodi» di coloro che la controllano, in un contesto simbolico.
Fateci caso: tutti sono vestiti di nero. In questo modo il film si attiene agli stessi codici cromatici evidenziati innumerevoli volte su questo sito.
L'abito bianco di Mary, con un'aureola dorata, simboleggia purezza e devozione. Il rosso raffigura il sacrificio e la trasformazione spirituale, mentre il nero rappresenta l'accettazione totale del «lato oscuro». Anche la sua aureola è nera. Mary non è libera. Ha completato il percorso che l'ha trasformata in una schiava dell'industria, completamente controllata.
Anche se il film porta a credere che lei sia stata «liberata» da quello spirito, in realtà ne è controllata ancor di più. L'abito nero che appare durante i titoli di coda conferma che Mary è completamente «trasformata». Questo film, benché teoricamente sia una finzione, contiene verità che vengono spiegate da anni su questo sito. A modo suo, Mother Mary attesta la dimensione rituale della cultura pop e il costo spirituale dell'essere schiavi dell'industria musicale. Lo stesso film è un rituale: racconta della sottomissione di Mother Mary a Samael.
Appendice Poche idee... ma confuse a cura di Mario Tosi
Dal punto di vista interpretativo c'è poco da aggiungere a quanto osservato e descritto in questo articolo di TheVigilantCitizen ma, paradossalmente, proprio questo spinge a scrivere qualche rigo in più. Quelle «alla Mother Mary» sono trame e sceneggiature (anzi, sceneggiate) piatte, prevedibili, mortifere e ripetitive alla ricerca di espedienti sempre più eclatanti, grotteschi e ridicoli pur di «alzare l’asticella». Detto questo, detto tutto. Mother Mary è un film noiosissimo e banale, immerso nella nevrosi e nella confusione come molti suoi «pari» della linea anticattolica (ed anticristiana), più o meno una raccolta indifferenziata di dischi rotti.
Consapevoli di perder tempo al solo nominarli, ricordiamo i recenti The Carpenter's Son e Longlegs (col solito, perennemente stravolto Nicolas Cage), Confessions II con Madonna (ovviamente quella mortale), video e concerti dei vari Sabrina Carpenter, Charli XNC, LilNasX, Megan Thee Stallion, Lady Gaga e... compagnia cantante. Nel grigiore diffuso e malato dell'ambientazione e della mancanza di trama e di idee, Mother Mary alterna situazioni e personaggi stralunati e succubi, i soliti stravolgimenti del Credo cattolico, battute di una miseria sorprendente oltre a... (è il caso di dirlo)..., colpi di coda che lasciano il tempo che trovano. Ecco qualche spezzone del film:
(Ecco la bellezza simulata e soltanto esteriore, il concetto di trascendenza limitato al vestito o al trucco o all'inganno; che tutto sia «visibile», anche se dentro c'è solo tristezza: è questo che viene offerto - aggiungiamo: dal panorama musicale mainstream - alla gente).
(Il pensiero che un personaggio del genere possa rappresentare qualcuno o anche soltanto qualcosa di buono nel millennio a venire, oltre ad offendere indirettamente la Madonna, dimostra quale sia la «speranza di futuro» del genere umano che serpeggia – è il caso di dire - nel film).
(Non avevamo dubbi... dai, continua così!).
(Finalmente una verità. Nella stragrande maggioranza dei casi è l'essere umano ad aprire la porta al demonio, coscientemente e volontariamente, salvo cercare di attribuire la colpa, quando le cose vanno maluccio, a tutto tranne che a se stesso).
(Altra battutona la cui stupidità rimbomba ancora fra le tempie di chi l'ha ideata).
(Beh, sì: quelle «piccole menti» si trastullano con l'andirivieni del nulla verso il nulla. E il tempo passa).
Sam «detta le regole» allo spirito femminile evocato (quella che gli spiriti obbediscano agli esseri umani è un'altra panzana ripetuta da secoli per attirare i creduloni), poi declama i «passi», i pioli della scala che conduce alla porta, il percorso che lo spirito dovrà fare per manifestarsi:
● «Magnificat. Mother Mary, che ha svergognato il diavolo, poverino. Tagliami fuori».
● «I più grandi successi dai tempi di Nostro Signore, dal 2003 al 2015».
●Una Terza Maria (viso femminile su tronco maschile, zona intorno al cuore evidenziata di rosso con intreccio simile a vasi sanguigni – evidente provocazione riferita alla devozione del Cuore immacolato di Maria.
● «Oltre a ciò c'è la porta... passata la quale è tutto più bello che mai».
(Chiamare
delirante tutta questa sequenza è una sintesi, ma sono in agguato
altri colpi di genio).
(Che lei non fosse «normale» si era già capito... tanto che lei afferma che lo spirito «forse ha bisogno di altro» (valli a capire, questi lenzuoli...).
(Tutto qui? Quanto ci manca la motosega...).
(Davvero «un'anima in pena», forse in cerca di uno smacchiatore).
Note
1 Traduzione dall'originale inglese «"Mother Mary": What the Film Reveals About the Occult Elite’s Agenda in Pop Music», a cura di Mario Tosi, che ringraziamo vivamente. Articolo reperibile alla pagina web Il grassetto è nostro. 2 Vedi https://vigilantcitizen.com/musicbusiness/the-2009-vmas-the-occult-mega-ritual/ 3 In uno dei primi colloqui, Sam, parlando del vestito da creare, dice a Mary: «La transustanziazione del sentimento... Ẻ ciò che facciamo qui». Facciamo notare che il termine «transustanziazione» è usato unicamente dalla teologia cattolica per indicare il cambiamento della sostanza del pane del vino nella sostanza del Corpo e del Sangue di Cristo che avviene durante la Messa quando il sacerdote celebrante consacra le specie eucaristiche (N.d.R.). 4 A 30'-33' volendo mostrare a Sam i movimenti di riferimento per la creazione del vestito, Mary effettua una danza che simula uno stato di possessione o di frenesia incontrollabile (N.d.T.). 5 Nome di origine celtica che significa «figlia» o «figlia del capo». Probabilmente deriva dal nome celtico Innogen («bianca» o «pura»). Shakespeare lo usò per una delle sue opere più famose, Cimbelino, e da allora è rimasto un nome molto popolare (N.d.T.). 6 Il testo continua con frasi come «Dovrei credere in qualcosa?/ Mi taglierò per fare un po' di spazio/ E liberarmi di tutto ciò che non riguardava te» (N.d.T.). 7 E mettendole un vestito le dice anche: «Questa è una catena per legarci a chiunque incontreremo e questo è l'olio col quale ci ungeremo in attesa della nostra Pentecoste» (N.d.T.). 8 Si noti l'acconciatura di Sam, tipo «Medusa», una delle tre Gorgoni, figlie di divinità marine primordiali della mitologia greca, l'unica mortale, una delle sacerdotesse di Atena. Nelle Metamorfosi di Ovidio, Poseidone la violentò nel tempio di Atena la quale, oltraggiosamente, per la profanazione non punì Poseidone - che era un dio e intoccabile - ma lei, trasformandole i capelli in serpenti e dandole uno sguardo capace di tramutare in pietra chiunque lo incontrasse e la esiliò ai confini del mondo. Secondo una leggenda minore, Atena la punì considerandola una rivale in bellezza. Fu uccisa da Perseo, che le tagliò la testa mentre dormiva (N.d.T.) https://mitologiedelmondo.it/medusa-nella-mitologia 9 Secondo alcune versioni del Talmud (il libro sacro degli ebrei) e della tradizione ebraica post-biblica, ad Adamo Eva non piaceva, e quindi si sarebbe accoppiato con questa demonessa che mise al mondo una frotta di spiriti impuri. Solo più tardi Dio sarebbe riuscito (?!) a creare un'Eva secondo i gusti di Adamo (N.d.R.). 10 Alla fine del rituale (1h,37',57") le due vengono interrotte dalle collaboratrici di Sam che irrompono nella stanza e le guardano sconcertate, tanto che una di loro... bestemmia. Ẻ vero che quella espressione inglese può non essere intesa necessariamente come tale, ma la traduzione letterale lo è (N.d.T.).
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