a cura di TheVigilantCitizen 1
Benché venga presentato come un film di fantascienza, Disclosure Day («Il giorno della rivelazione») di Steven Spielberg tratta degli UFO, ma ancor più dell'avvento di un messia alieno controllato mentalmente. Ecco una panoramica sull'intenso simbolismo del film.
Se fossi un alieno che cerca di venire accolto dagli esseri umani come una divinità, ingaggerei Steven Spielberg (il top dei registi umani) per realizzare Disclosure Day. Ci metterei Emily Blunt (gli umani la adorano) nella parte di un messia alieno, accessibile, ma al tempo stesso onnipotente. Il film non convertirebbe il mondo da un giorno all'altro, ma pianterebbe un seme che crescerebbe lentamente, portando frutti in preparazione di un vero e proprio... giorno della rivelazione. La scelta di Spielberg è ovvia: è un veterano dei film sugli alieni. Da Incontri ravvicinati del Terzo tipo (1977), E.T. l'extraterrestre (1982), La guerra dei mondi (2005) e persino in Indiana Jones e il Regno dei teschio di cristallo (2008), Spielberg ha reso gli alieni sia adorabili amici che nemici spaventosi.
Ma Disclosure Day è diverso. Gli alieni non sono amici o nemici, ma salvatori che si manifestano agli umani proprio mentre questi stanno per autodistruggersi. E l'accoglienza di questi alieni reca con sé un notevole aspetto spirituale. Ovviamente, trattandosi di un'importante pellicola di Hollywood del 2026, essa porta dappertutto l'impronta dell'élite occulta.
Se sapessimo che gli alieni esistono, qualcuno forse definirebbe Disclosure Day «propaganda pro-alieni» perché in qualche modo esso va oltre l'«intrattenimento». Sembra quasi che il film stia preparando il mondo a qualcosa, non soltanto all'esistenza degli alieni, ma alla svolta religiosa che ne seguirebbe. Con uno strano mix di religione, tecnologia e una dose massiccia di controllo mentale, il film funge da perfetto strumento di «programmazione predittiva» sponsorizzato dall'élite occulta. Ecco una sintesi dei principali argomenti del film.
Il contenuto della borsa di Daniel è potenzialmente sconvolgente: dimostra che il Dipartimento di Giustizia, insieme con una società chiamata Wardex, «abbia raccolto ed eliminato casi noti di visite sul nostro pianeta da parte di extraterrestri». Wardex ha inoltre «sequestrato, decodificato e riprodotto tecnologia da frammenti recuperati». A peggiorare le cose, Kellner ha le prove che il Governo «sia responsabile di interrogatori e maltrattamenti degli ospiti non- umani».
Daniel e un gruppo di altri ex dipendenti della Wardex hanno sottratto all'azienda queste informazioni altamente riservate e intendono rivelarle al mondo. Fino ad allora, Daniel deve nascondersi dagli agenti della Wardex insieme con la sua ragazza, Jane. Qui la faccenda si ammanta di religione, perché Jane (interpretata da Eve Hewson, la figlia di Bono degli U2) è una ex suora che prima viveva in un monastero. Ed è molto confusa.
Mentre fuggono dagli agenti della Wardex, Jane propone a Daniel di rifugiarsi nel monastero dove viveva da suora. Tutto questo è fortemente simbolico.
Sopra: Jane conduce Daniel presso un monastero chiamato St. Clare of the Dawn (Santa Chiara dell’Aurora).
Questa casa religiosa non esiste; è un nome inventato, forse ispirato a Santa Chiara d'Assisi. Ẻ una delle tante «licenze» che il film si prende rispetto al cristianesimo. Perché i produttori non hanno utilizzato il vero nome? E perché proprio St. Clare of the Dawn? Per cominciare, nella Bibbia, Lucifero è chiamato «Figlio dell'aurora» 2 e questo, a dire il vero, è uno strano riferimento; in più, «chiara» significa «luminosa» 3 e Lucifero significa «portatore di luce». Come vedremo, l'idea degli alieni che portano luce all'umanità è di fondamentale importanza.
Sopra: statua di Lucifero, il genio del male (1848), custodita nella Cattedrale di Liegi.
In altre parole, questa subdola variazione del nome di una santa prefigura la «transizione» del cristianesimo verso una nuova forma religiosa, provvista di un nuovo «salvatore». Ciò è riflesso nel personaggio di Jane: un tempo era pienamente devota a Dio, ma, come dice lei stessa, «ha perduto la sua vocazione». Più avanti lei afferma di aver lasciato la Chiesa non perché ha smesso di credere, ma perché «non poteva più affermare con certezza la divinità di Dio». Affermazione, questa, davvero difficile da comprendere. Se Dio non è divino, che cosa ne rimane? Proseguendo sulla stessa linea, Jane sostiene che rivelare l'esistenza degli alieni distruggerebbe la fede degli uomini in Dio. Dice a Daniel:
Ricorrendo disinvoltamente al termine «essere supremo» nel descrivere gli alieni, Jane li tratta alla stregua di divinità, un filone che si ripete in tutto il film.
Gli agenti della Wardex vedono in Jane il «punto debole» per rintracciare Daniel: a tal fine impiegano una tecnologia aliena per controllarne mente e corpo.
Sopra: nonostante la sua mancanza di fede, Jane si aggrappa ad un crocifisso nel tentativo di opporsi al controllo della sua mente.
Questa scena è uno scontro finale «alieni contro Gesù» per il controllo della già confusa mente di Jane. Chi vincerà? Indovinate un po'...
Più tardi, Jane discute con una delle sue amiche suore del significato di Dio nell'ambito dell'esistenza degli alieni. Chiede:
Questo scambio implica che la Bibbia lasci aperta la possibilità della creazione, da parte di Dio, di esseri superiori al di fuori della Terra, come ad esempio su altri pianeti. Per molti spettatori, tale frase è stata una rivelazione sconvolgente che ha stravolto il loro intero sistema di credenze. Ancora una volta, però, niente di ciò si trova nel Libro della Genesi né nella Bibbia. Si tratta piuttosto di un'altra «libertà» dei produttori del film, per creare un escamotage che consenta anche agli alieni di essere considerati «creature superiori». Come scopriremo più tardi nel film, quelli che intendono rivelare all'umanità l'esistenza degli alieni non lo fanno per semplice simpatia nei loro confronti: li vedono come divinità «più vicine a Dio» degli esseri umani. Ad un certo punto, il principale sostenitore degli alieni dice:
Detto ciò, perché mai Steven Spielberg (che è ebreo) dovrebbe realizzare un film incentrato espressamente sul declino del cristianesimo nel contesto della rivelazione della forma di vita extraterrestre? Un evento di tale portata non dovrebbe ripercuotersi su tutte le religioni? Potrebbe entrarci il fatto che la protagonista del film è sostanzialmente un Gesù «al femminile». Ma anche l’esatto contrario di Gesù.
In Disclosure Day il contesto sociopolitico è disastroso: il mondo è sull'orlo di un conflitto nucleare e la gente sta perdendo il controllo.
Sopra: gente in preda al panico fa incetta delle scorte disponibili nei negozi e fa il pieno di carburante alle auto.
In questo contesto angosciante, dove l'umanità si avvicina all’autodistruzione, gli «esseri superiori» alieni decidono di rivelarsi. A tal fine «attivano» i loro due messaggeri, Daniel e Margaret. Fin dalla prima sequenza che riguarda Margaret, un'evidente simbologia indica che lei sia stata sottoposta ad una forte dose di programmazione Monarch.
Sopra: la prima volta che vediamo Margaret, l'obiettivo inquadra un occhio inscritto in un anello luminoso.
Quell'inquadratura simbolica non soltanto crea un segno dell'Occhio onniveggente, ma allude anche a ciò che accadde durante la sua originaria programmazione, come vedremo subito.
Ovviamente, delle farfalle su carta da parati possono avere semplicemente uno scopo decorativo e niente a che fare con il controllo mentale: tuttavia, il film lascia evidenti indizi affinché lo spettatore avveduto capisca che il motivo della carta da parati non sia affatto casuale.
Controllo mentale Monarch.
In questa scena, la giovane Margaret canta Someday My Prince Will Come («Un giorno il mio Principe verrà»), dal film Biancaneve e i sette nani. Le parole che canta preludono a ciò che sta per accadere, in modo piuttosto inquietante.
Poi, come dice la canzone, andarono «al suo castello».
Ricordando questo fatto, Margaret racconta di essere stata portata alla casa di Hansel e Gretel. Strana citazione, perché Hansel e Gretel è una favola che parla di una ragazza e di un ragazzo che vivono con una strega che se li vuole divorare.
Sopra: appena lei entra nel «castello», capiamo che in realtà è stata condotta in una struttura di programmazione aliena.
Sopra: la sua programmazione include un anello di luce che circonda un occhio, come già anticipato.
Dopo questa scena-flashback sulla programmazione di Margaret, il film passa a Margaret da adulta, in un'ambientazione altamente simbolica.
Dopo aver ri-vissuto la storia della sua programmazione, Margaret era pronta a portare al mondo la «buona novella» dell'alieno.
Una volta attivata, Margaret si è subito trasformata in un essere divino. I suoi poteri «empatici» le consentono di conoscere i dettagli personali di chiunque anche soltanto guardandolo. Così, ogni volta che qualcuno cerca di ostacolare la sua missione di svelare gli aspetti della vita aliena, lei gli riferisce particolari riservati della sua vita, disarmandolo del tutto.
Sopra: appena incontra Margaret, questa donna si fa il segno della croce, pensando di assistere alla seconda venuta di Cristo.
Dapprima, Margaret è confusa e incerta circa il suo ruolo di messia alieno, ma alla fine lo accetta. Ẻ il messaggero prescelto dagli alieni e, in definitiva, fa quel che si attende da lei: andare in TV e rivelare l'esistenza degli alieni. Ma, prima di questo, fa ciò che qualsiasi buon messia farebbe: compie un «miracolo».
Dopo aver trasmesso nel mondo le prove video dell'esistenza degli alieni sulla terra, il gruppo dei sostenitori degli alieni prepara un'altra grande sorpresa.
Sopra: l'alieno quindi sussurra un messaggio a Daniel perché lo comunichi al mondo intero.
Sopra: visibilmente sconvolta dall'enormità del messaggio ricevuto, Margaret va in onda e lo riferisce al mondo.
Il film finisce mentre Margaret dice «Ascoltate», lasciando avvolto dal mistero quell'importantissimo messaggio. Forse esso rivelava che gli esseri umani sono in realtà degli ibridi tra alieni e animali? Che gli alieni sono i veri dèi creatori della terra? Che i Mondiali della FIFA fossero truccati? Un gran mistero senza risposta. Ma ciò non importa molto. Il film ha raggiunto il suo obiettivo primario: rappresentare gli alieni come esseri divini.
Disclosure Day non è certamente il primo film sugli alieni, ma è diverso dalla maggior parte di essi. Ad esempio, in Independence Day, il mondo (specialmente gli Stati Uniti) si compatta per opporsi agli invasori alieni e rispedirli da dove sono venuti. In Disclosure Day, contesto e messaggio sono del tutto differenti. Il mondo è irrecuperabile e gli esseri umani stanno per autodistruggersi. Gli alieni non sono dei nemici, ma esseri molto evoluti, quasi divini, che si relazionano con gli umani in modo altamente spirituale.
Per farsi conoscere, gli alieni hanno addestrato e programmato un uomo e una donna che facciano da collegamento fra loro e gli esseri umani, così come Gesù fu il collegamento tra Dio e gli esseri umani. In breve, Disclosure Day va ben oltre l’intrattenimento: è di per sé un «giorno della rivelazione». Tuttavia, non si occupa tanto di rivelare la verità, quanto invece di convertire il mondo alla loro religione luciferina.
Note
1 Traduzione dall'originale inglese «"Disclosure Day": A Movie About Aliens, Mind Control and a New World Religion», a cura di Mario Tosi, che ringraziamo vivamente. Articolo reperibile alla pagina web https://vigilantcitizen.com/moviesandtv/disclosure-day-a-movie-about-the-coming-of-an-alien-messiah/ 2 «Come mai sei caduto dal cielo, Lucifero, figlio dell'aurora»? (Is 14, 12-15) (N.d.T.). 3 Dal latino clarus, «splendente», «brillante», «luminoso» (N.d.T.). 4 Il fatto che gli alieni vengano considerati esseri «superiori» alla specie umana implica inevitabilmente un'evoluzione più avanzata (sul modello darwinista) della razza aliena rispetto agli umani. Essendo più evoluti gli extraterrestri vengono presentati al pubblico come esseri superiori quasi-divini che ci dovrebbero salvare dall'autodistruzione (N.d.R.). 5 Azienda radiotelevisiva statunitense con sede principale a New York (N.d.T.).
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