di Russ Winter 1
Adolf Hitler (1889-1945) si immaginava come una figura messianica scelta da poteri divini per cambiare il mondo. Ho letto alcuni brani del Mein Kampf («La mia battaglia»; 1926), e questo mi ha permesso di comprendere la natura bellicosa e aggressiva di Hitler già nel 1924. La sua successiva megalomania e le sue manie di grandezza erano evidenti fin da subito.
Nei suoi Tischgespräche im Führerhauptquartier («Discorsi a tavola»), raccolti dal 1941 al 1944, Hitler parlava della necessità di combattere guerre ogni 15-20 anni per rinvigorire una nazione. Sembrava non rendersi conto di come le guerre possano sfuggire completamente al controllo, nonostante avesse combattuto nelle trincee della Prima Guerra Mondiale. Con noncuranza e grossolanamente valutò erroneamente gli elementi geopolitici e il modo in cui le forze si sarebbero allineate e mobilitate contro di lui, sottovalutando enormemente gli Stati Uniti e l'Unione Sovietica, e sopravvalutando le risorse dell'Asse e la scarsità di petrolio.
Come vedremo, fu anche influenzato e ingannato da agenti infiltrati. Pertanto, Hitler fu una catastrofe annunciata... o forse no? È importante sottolineare che individui così guerrafondai sono stati costantemente promossi al potere negli ultimi cento anni e oltre, e anche prima. Pertanto, Hitler era la figura perfetta da sostenere, aizzare, ricattare e manipolare da sinistri banchieri del Nuovo Ordine Mondiale (sotterraneo), che non agivano nell'ombra, ma apertamente. Riteniamo inoltre che fosse in atto un'operazione di compromesso e di ricatto contro Hitler, e importanti politici tedeschi, come Hermann Göring (1893-1946).
Aggiungiamo a questa lista personaggi sinistri come Franklin Delano Roosevelt (1882-1945) e Winston Churchill (1874-1965). Questo si combina con il modo in cui vediamo funzionare il mondo oggi. Di conseguenza, Hitler fu promosso e fatto avanzare in momenti cruciali della sua carriera politica. Una volta insediatosi, fu attirato e messo in condizione di inciampare nel cataclisma demografico della Seconda Guerra Mondiale, che aprì la strada alla distruzione della civiltà occidentale, allora come oggi. Ogni figura di spicco della Seconda Guerra Mondiale, come Winston Churchill e Iosif Stalin (1878-1953), fu scelta appositamente per essere distrutta.
Franklin Delano Roosevelt era un burattino della City di Londra e di Wall Street, a New York. Prenderò spunto da alcuni passaggi di The Secrets of the Federal Reserve («I segreti della Federal Reserve», scritto nel 1983) da Eustace Mullins (1923-2010) per sostenere la mia tesi sulla vera storia nascosta.
Sopra: Eustace Mullins e il suo libro The Secrets of the Federal Reserve.
Inoltre, ho realizzato due podcast e un articolo fondamentale sul libro Red Symphony («Sinfonia Rossa», che offrono al lettore una comprensione e una visione di questi intrighi dietro le quinte 2.
Ci furono due momenti cruciali nell'ascesa al potere di Hitler in cui un sostegno finanziario consistente e tempestivo fu fondamentale per la sopravvivenza e il successo politico finale del movimento National-sozialistische deutsche Arbeiterpartei (NSDAP) (nel luglio del 1929 e nel gennaio 1933). Christian Rakovsky, noto anche come Rachower (1873-1941), era un agente dei Rothschild-Warburg e un alleato di Leon Trotsky (1879-1940).
Rakovsky, durante l'interrogatorio condotto nel 1938 nell'ambito delle purghe staliniane, rivelò che le cricche di Wall Street e dei banchieri della City di Londra avevano segnalato e fornito un sostegno finanziario personale ad Adolf Hitler in un momento cruciale del luglio 1929, con la motivazione dichiarata di ristabilire l'equilibrio di potere contro la Francia e rilanciare l'economia tedesca, o almeno questo è ciò che dissero a Hitler. A quest'ultimo non fu rivelato che dietro a questo sostegno si celava il banchiere ebreo Paul Warburg (1868-1932), tramite il prestanome Hjalmar Schacht (18777-1970), né Hitler lo chiese. Egli accettò semplicemente la considerevole generosità che permise al suo partito di raggiungere la vittoria. Ecco un estratto delle sue ammissioni:
Questo fu estremamente importante nel pieno della Grande Depressione, perché i nazisti fornirono cibo e alloggio a molti dei loro sostenitori che vivevano per strada. Chi conduceva l'interrogatorio chiese a Rakovsky: «E Hitler ci credette»? Rispose Rakovsky:
Il banchiere tedesco Hjalmar Schacht era un massone e uno stretto collaboratore del governatore della Banca d'Inghilterra, Montagu Norman (1871-1950).
Entrambi appartenevano all'Anglo-German Fellowship, un'organizzazione che finanziava la Gran Bretagna. Norman era così legato alla famiglia Schacht da essere il padrino di uno dei nipoti di quest'ultimo. I genitori di Schacht erano fermamente filoamericani e avevano vissuto negli Stati Uniti.
Sopra: due spille anteguerra che testimoniano l'amicizia tra la Germania nazista e il Regno Unito.
Dopo le elezioni del luglio 1932, in cui il Partito Nazionalsocialista ottenne più di un terzo dei seggi, Schacht e Wilhelm Keppler (1882-1960) organizzarono una petizione tra i leader industriali chiedendo al presidente Paul von Hindenburg (1847-1934) di nominare Hitler cancelliere. Dopo l'ascesa al potere di Hitler nel gennaio 1933, Schacht fu riconfermato presidente della Reichsbank il 17 marzo. Curiosamente, nonostante Schacht avesse svolto un ruolo cruciale e tempestivo nell'ascesa al potere del Partito Nazionalsocialista e di Hitler, fu assolto al processo di Norimberga.
Questa assoluzione fu accolta favorevolmente soprattutto dai giudici britannici. Nel dicembre del 1932, a molti osservatori della scena tedesca sembrò che anche Hitler fosse sull'orlo del baratro. Nonostante i buoni risultati ottenuti nelle campagne nazionali, aveva speso tutti i fondi provenienti dalle sue solite fonti e ora si trovava ad affrontare pesanti debiti. Nel suo libro del 1934 Aggression (pag. 44), l'attivista pacifista Otto Lehmann-Russbeldt (1873-1964) racconta:
Sopra: Otto Lehmann-Russbeldt e il suo libro Aggression.
Alla riunione del 4 gennaio erano presenti i fratelli Dulles: John Foster Dulles (1888-1959) e Allen W. Dulles (1893-1969), dello studio legale newyorkese Sullivan & Cromwell, che rappresentava la Schroder Bank. Allen Dulles divenne in seguito membro del consiglio di amministrazione della J. Henry Schroder Company. I fratelli Dulles si presentavano spesso agli incontri importanti. Avevano rappresentato gli Stati Uniti alla Conferenza di Pace di Parigi del 1919 (il fiasco del Trattato di Versailles) 3.
Sopra: da sinistra, John Foster e Allen Dulles.
John Foster Dulles fu Segretario di Stato sotto il presidente Dwight D. Eisenhower (1890-1969), mentre Allen Dulles diresse la Central Intelligence Agency (CIA) per molti anni. I loro apologeti hanno raramente tentato di difendere la presenza dei fratelli Dulles alla riunione che portò Hitler alla carica di Cancelliere della Germania, preferendo fingere che non sia mai avvenuta. Un biografo, Leonard Mosley (1913-1992), nel libro Dulles tralascia questo aspetto quando afferma:
Sopra: Leonard Mosley e il suo libro Dulles.
Il New York Times riportava l'11 ottobre 1944:
La Grande Enciclopedia Sovietica afferma:
Il comunista americano Victor Perlo (1912-1999) scrive nel libro del 1957 The Empire of High Finance («L'impero dell'alta finanza»):
Sopra: Victor Perlo e il suo libro The Empire of High Finance.
La J. Henry Schroder Banking Company è al secondo posto per capitalizzazione nella City di Londra nella lista delle diciassette banche d'affari che compongono l'esclusivo Accepting Houses Committee di Londra. Sebbene sia quasi sconosciuta negli Stati Uniti, questa banca ha svolto un ruolo importante nella nostra storia. Come le altre presenti in questa lista, dovette prima ottenere l'approvazione della Banca d'Inghilterra. E, come la famiglia Warburg, i von Schroder iniziarono la loro attività bancaria ad Amburgo, in Germania. All'inizio del secolo, nel 1900, il barone Bruno von Schroder fondò la filiale londinese della società.
A lui si unì presto, nel 1902, Frank Cyril Tiarks (citato sopra nel famigerato incontro del 1934 con Montague Norman, alleato di Schacht). Tiarks fu membro del consiglio di amministrazione della Banca d'Inghilterra dal 1912 al 1945. Nel 1938, la Schroder Bank di Londra divenne l'agente finanziario tedesco in Gran Bretagna. La filiale newyorkese della Schroder si era fusa nel 1936 con quella dei Rockefeller, dando vita alla Schroder, Rockefeller, Inc. al numero 48 di Wall Street. Carlton P. Fuller (1898-1984), della Schroder, era il presidente di questa società e Avery Rockefeller (1903-1986) il vicepresidente. Rockefeller era stato per anni un socio occulto di John Henry Schroder (1899-1943). Era tutto un unico grande club.
Hitler era un dichiarato ammiratore della Gran Bretagna. Dopo essere stato finanziato e promosso da banchieri britannici, aveva dato per scontato, e spesso affermato, di poter creare un accordo di condivisione del potere con loro. Ladislas Farago (1906-1980), nel suo libro The Game of the Foxes («Il gioco delle volpi»), riporta che il barone William de Ropp (1886-1973), una doppia spia, si era infiltrato ai più alti livelli del potere londinese prima della Seconda Guerra Mondiale, e Hitler si affidava a de Ropp come suo consulente di fiducia per gli affari britannici.
Fu il consiglio di de Ropp che Hitler seguì quando si rifiutò di invadere l'Inghilterra e probabilmente anche quando commise l'errore di lasciare fuggire l'esercito britannico a Dunkerque. Da un articolo di Henry Makow 5:
Sopra: da sinistra, Alfred Rosemberg, Adolf Hitler e William de Ropp durante il putsch di Monaco del 1923.
Secondo Ladislas Farago, William de Ropp fu «uno degli agenti clandestini più misteriosi e influenti» dell'epoca. Nato in Lituania nel 1877, de Ropp studiò in Germania e si trasferì in Inghilterra nel 1910. Dopo aver prestato servizio nell'esercito britannico durante la Prima Guerra Mondiale, si trasferì a Berlino e contattò il suo connazionale baltico, il teorico nazista Alfred Rosenberg (1892-1946), che lo presentò a Hitler. De Ropp collaborò a stretto contatto con Rosenberg, a capo del Ministero degli Esteri del Partito Nazionalsocialista.
I nazisti lo consideravano un loro agente in Inghilterra, dove organizzò il sostegno alla causa nazista presso una potente frangia dell'élite britannica nota come Cliveden Set. Egli organizzò visite di alti funzionari e scambi di informazioni. In questa atmosfera favorevole, la Luftwaffe, ingenuamente, rivelò i suoi segreti agli inglesi. Questo faceva parte di un più ampio piano degli Illuminati («Appeasement», ossia «pacificazione») per far credere a Hitler che l'Inghilterra avrebbe appoggiato la sua conquista della Russia comunista. Scrive Farago:
Negli anni '30, in Inghilterra, i due schieramenti politici contrapposti erano il Partito della Guerra, guidato da Winston Churchill, che chiedeva a gran voce l'intervento dell'Inghilterra in guerra contro la Germania, e il Partito dell'Appeasement, guidato da Neville Chamberlain (1869-1940), primo ministro britannico fino all'inizio della guerra. Durante gli anni '30, fino allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, la famiglia Schröder finanziò l'Anglo-German Fellowship, convincendo Hitler di poter contare su una solida quinta colonna filo-tedesca in Inghilterra, composta da numerosi politici e finanzieri di spicco.
Dopo la Conferenza di Monaco alla fine del 1938, Hitler riteneva che il gruppo di Chamberlain fosse il partito dominante in Inghilterra, mentre Churchill era considerato un semplice agitatore. Poiché i suoi finanziatori, gli Schröder, sostenevano il Partito dell'Appeasement, Hitler era convinto che non ci sarebbe stata alcuna guerra. Non sospettava che i sostenitori del Partito dell'Appeasement - ora che Chamberlain aveva assolto al suo scopo ingannando Hitler - lo avrebbero messo da parte e avrebbero nominato Churchill primo ministro. Non solo Chamberlain, ma anche Hitler, uscì da Monaco convinto che ci sarebbe stata «pace ai nostri tempi».
Il successo degli Schröder e della loro cricca di banchieri internazionali nell'ingannare Hitler e convincerlo di questa tesi spiega molti dei più enigmatici interrogativi della Seconda Guerra Mondiale. Perché Hitler permise all'esercito britannico (400.000 soldati!) di ritirarsi da Dunkerque e tornare in patria, quando avrebbe potuto annientarlo? Contro il consiglio disperato dei suoi Generali, che desideravano dare il colpo di grazia all'esercito inglese, Hitler si trattenne, perché non voleva alienarsi il suo presunto vasto seguito in Inghilterra.
Per la stessa ragione, si rifiutò di invadere l'Inghilterra in un periodo in cui godeva di superiorità militare, credendo che non sarebbe stato necessario, poiché il gruppo anglo-tedesco era pronto a fare la pace con lui. Persino nel 1941, Rudolf Hess (1894-1987) 6 non aveva ancora compreso appieno la gravità della situazione, quando nel maggio dello stesso anno si precipitò in Scozia per cercare di scongiurare un disastro totale prima dell'inizio dell'Operazione Barbarossa (l'invasione dell'Unione Sovietica).
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