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Da Helena Petrovna Blavatsky ad Adolf Hitler
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Un'opera universitaria Nel 1985, è apparso in Gran Bretagna uno studio di Nicholas Goodrick-Clarke intitolato The Occult Roots of Nazism («Le radici occulte del nazismo») 2. Si trattava di una tesi di dottorato sostenuto all'università di Oxford la cui traduzione francese è stata pubblicata nel 1989 dalle Edizioni Pardès 3. L'Autore, un germanista laureato in Scienze Politiche ed Economiche, esamina da storico le affermazioni di certi libri di successo 4, secondo cui il nazionalsocialismo sarebbe stato creato da alcune Società Segrete infeudate ad un potere occulto controllato da Adolf Hitler (1883-1945). Per condurre la sua inchiesta, questo ricercatore ha consultato diverse centinaia di articoli e di opere di prima mano. Ne risulta un'esposizione ben scritta, ben costruita, globalmente affidabile, e di cui raccomandiamo caldamente la lettura, anche se questo specialista, universitario «convinto», non trae sempre tutte le conclusioni dai fatti che mette in luce. Per smontare il meccanismo che ha partorito questo sistema mostruoso, Nicholas Goodrick-Clarke si sforza di seguire l'ordine logico e cronologico degli avvenimenti e dei fatti.
- La prima parte (pagg. 11-43) è dedicata al background ideologico tedesco degli anni 1880-1910; - La seconda parte (pagg. 47-174), presenta i principali autori e divulgatori della dottrina esoterica all'origine del nazismo; - La terza parte (pagg. 177-284), la più importante, è dedicata all'applicazione politica che ha comportato due aspetti: la creazione di Società Segrete e delle loro propaggini (i partiti nazionalisti), e l'intervento di uomini-chiave, soprattutto Hitler e Heinrich Himmler (1900-1945). Alcune appendici, ricche di illustrazioni, e un'abbondante bibliografia completano questo libro troppo poco conosciuto di cui l'analisi che segue non ne esaurirà la ricchezza.
IDEOLOGICO A questo punto, occorre esaminare due elementi: il pangermanesimo e la passione per l'occultismo nei Paesi di lingua tedesca alla fine del XIX secolo.
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Il pangermanesimo Ideologia che mira, come indica il suo nome, a raggruppare in un unico Stato tutti i popoli di origine tedesca, il pangermanesimo era diffuso particolarmente in Austria. Nel 1910, dieci milioni di tedeschi rappresentavano solamente il 35% della popolazione dell'impero austroungarico, essendo il resto costituito da ungheresi, da polacchi, di ruteni, di cechi, di rumeni, di sloveni, di italiani, di croati e di serbi. Il pangermanesimo ebbe inizio con Georg von Schönerer (1842-1921) che, in occasione di decreti linguistici favorevoli al ceco, seppe sfruttare il malcontento latente. Da molto, del resto, egli era in guerra contro la Chiesa cattolica, che considerava un corpo estraneo alla civiltà germanica.
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Reviviscenza occultista nei Paesi di lingua
tedesca (1880-1910) L'occultismo, ed in questo caso più precisamente il teosofismo, era al tempo stesso una corrente di pensiero e un movimento formatosi sulla scia degli scritti di una russa, Helena Petrovna Blavatsky (1831-1891). Appassionata di spiritismo, la Blavatsky fondò nel 1875 a New York la Società Teosofica. Essa soggiornò in India dove trasferì la sede di detta Società. Fece sapere che aveva ricevuto da alcuni iniziati indiani diverse rivelazioni che riguardavano il passato e l'avvenire dell'umanità. Fu a Madras, nel 1888, che scrisse La Dottrina Segreta, un'opera in che dava al suo sistema una formulazione più rigorosa di quanto fosse prima e da cui deriva, in ultima analisi, il nazionalsocialismo: «Secondo Madame Blavatsky, il nostro pianeta attraversava il quarto ciclo cosmico e l'umanità attuale rappresentava la quinta razza-madre di un "periodo mondiale"; dunque, essa inaugurava un processo di restaurazione spirituale. La quinta razza-madre era chiamata "razza ariana", ed era stata preceduta dagli atlantidei, la quarta razza-madre che era quasi interamente perita nel diluvio che aveva sommerso il loro continente situato nel mezzo dell'atlantico» 5. A partire da 1892, alcuni testi sacri indiani e i suoi scritti apparvero sulla rivista Lothusblüther («Fiori di loto»), che diffuse le idee del movimento. Fu la prima pubblicazione in lingua tedesca ad ostentare lo svastica teosofica sulla sua copertina.
II ORIGINI DELLA DOTTRINA: GLI OCCULTISTI AUSTRIACI
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Guido von List
- il wotanismo; - l'Armanenschaft; - il millennium.
l Il wotanismo
List pretendeva che gli antichi germani
rendessero un culto esoterico al dio Wotan, un culto che avrebbe
comportato alcune iniziazioni ai misteri della natura. In un articolo
apparso nel 1899, egli suggeriva che «la svastica fosse un simbolo
ariano sacro perché rappresentava il "Feuerquirl" ("turbine di
fuoco"), grazie al quale Mundelföri ("il dio delle origini")
aveva trasformato il caos nel cosmo» 6.
Negli anni che seguirono, List aderì più risolutamente al teosofismo di
Madame Blavatsky identificando il germano con la quinta
razza-madre del suo sistema.
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L'Armanenschaft
è
interpretando in modo erroneo un passo di
Tacito (55-117) nel
libro Germania 7 che List giunse ad
affermare che i tre popoli menzionati dallo storico romano
corrispondevano alle tre caste della nazione «ario-germanica». Per lui,
gli ingaevones, gli hermiones e gli istaevones -
nozioni, in realtà, puramente geografiche - rappresentavano
rispettivamente gli agricoltori, gli intellettuali e i guerrieri. La
casta degli intellettuali - secondo List i «re-sacerdoti» - infiammò
l'immaginazione di List. «Egli trasformò il parola "hermiones" in "armanen",
termine che significava nei suoi spirito "eredi del sole-re", e questo
clero antico ricevette il nome collettivo di “Armanenschaft"»
8. Tale casta, che avrebbe goduto di privilegi e
posseduto uno statuto sacro, sarebbe stata distrutta dalla Chiesa di
Roma. Ma prima di scomparire, «i sacerdoti-re delle origini
avrebbero affidato le loro conoscenze ai rabbini di Colonia,
durante l'VIII secolo, affinché potessero sopravvivere alle persecuzioni
cristiane. I rabbini avrebbero poi trascritto questi segreti nei
libri cabalistici che, inoltre, si credeva rappresentassero la
tradizione mistica ebraica» 9. Condotto
dalla sua intrepida logica , List giunse a riferirsi costantemente a
coloro che considerava gli eredi dell'Armanenschaft, e cioè:
- i cabalisti; - i Templari; - i Rosacroce; - gli alchimisti; - i massoni;
- e i maghi del Rinascimento, al
primo posto dai quali figurava il cabalista tedesco Johann Reuchlin
(1455-1522), di cui pretendeva di essere la reincarnazione. Di più: descrivendo il sistema élitario della società ariana originale (concezione che venne poi ripresa dalle SS), egli affermava che essa poggiava «sull'Albero della Vita cabalistico. Questo sistema, composto da dieci Gradi iniziatici, doveva servire da base all'ordine nuovo» 10.
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Il millennium tedesco List proclamava che per il popolo tedesco si avvicinava un'era di prosperità di mille anni. Egli ripeteva che la situazione sfavorevole in cui si trovava era opera dei poteri malefici, essenzialmente quelli dei cristiani e degli ebrei. Citava spesso un passo del Völuspa (un canto profetico dell'Edda), annunciando l'arrivo di un «Starker von oben» (un uomo potente venuto dall'alto), un vero messia germanico che avrebbe inaugurato una nuova Epoca d'Oro. Nicholas Goodrick-Clarke nota a questo proposito: «Basandosi su alcuni suoi calcoli sulle "leggi cosmiche e astrologiche", List dedusse che gli anni 1914, 1923 e 1932 erano picchetti particolarmente importanti sulla via del millennium armanico. Egli dava un'attenzione tutta speciale al 1932, perché sarebbe stato in quell'anno, pensava, che una forza divina si sarebbe impossessata dell'inconscio collettivo del popolo tedesco» 11. Non era poi così lontano dalla realtà visto che fu nel 1933 che Hitler diventò cancelliere del Reich. Quanto al 1914, un'altra "profezia" annunciava l'Anschluss, che si presentava come una delle conseguenze dell'Epoca d'Oro: la Germania e l'Austria si sarebbero congiunte «in un regno teocratico pangermanico in cui gli interessi non germanici non avrebbero avuto alcun posto» 12.
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Jörg Lanz von Liebenfels
l Altri gruppi ariosofi 14
Tra le innumerevoli società di pensiero e gruppi esoterici nazionalisti, due sono segnalati come particolarmente importanti:
- la «Società dell'Edda», creata nel 1925 da Rudolf John Gorsleben (1883-1930), alla quale era associata una religione misterica; - Il «Circolo Svastica» di Herbert Reichstein, un gruppo berlinese di occultisti formatosi intorno al 1920. Nel 1924, si affiliò a questa società Gregor Schwartz-Bostunitsch, un emigrato russo molto attivo la cui esperienza diretta della Rivoluzione del 1917 lo aveva condotto ad un antibolscevismo virulento, unito ad una credenza risoluta in una cospirazione mondiale ebraica 15.
III LA MESSA IN PRATICA POLITICA
L'Autore mostra lo stretto legame che esisteva tra le Società Segrete e i partiti politici che servivano loro da vetrina. In particolare, tre organizzazioni segrete hanno attratto la sua attenzione:
- l'Ordine del Nuovo Tempio; - il Germanenorden; - la Società Thule.
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L'ordine del Nuovo Tempio (Ordo
Novi Templi) L'Ordo Novi Templi fu fondato da Lanz von Liebenfels che, influenzato dai romanzi sul Graal, si era appassionato per i Templari. Il suo rituale era ricalcato sulla liturgia cattolica. Nel 1932, venne creato il Lumenclub, un club politico dal nome trasparente. Esso ebbe «un suo bollettino, organizzò conferenze e divenne un rifugio e un vivaio per il Partito Nazionalsocialista, illegale in Austria, negli anni che precedettero la caduta della Repubblica e l'Anschluss nel marzo del 1938» 16. L'Ordo Novi Templi e il suo braccio politico furono soppressi dalla Gestapo nel 1942 in applicazione di un editto del Partito riguardante numerose sètte.
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Il Germanenorden
La storia del
Germanenorden è
complessa. Dal punto di vista ideologico, l'organizzazione era vicino
alle concezioni di List. Fu intorno al 1910 che certi nazionalisti
ebbero l'idea di creare un'organizzazione segreta sul modello delle
Logge massoniche. Persuasi che l'influenza degli ebrei sulla società
tedesca fosse il risultato di
l Rudolf von Sebottendorf e la Società Thule
La Società Thule ha giocato un ruolo capitale nella nascita del nazismo. Colui che si faceva chiamare «Barone Rudolf von Sebottendorf» era nato il 9 novembre 1875 a Hoyerswerda, a Nord-Est di Dresda. Suo padre, Ernst Rudolf Glauer, era un conducente di locomotive. Sebottendorf ebbe una vita da avventuriero. Arrivato ad Alessandria d'Egitto nel luglio 1900, già in ottobre faceva il sorvegliante dei campi anatolici di Hussein Pacha, un ricco proprietario turco al servizio del Khédive o viceré d'Egitto. In Turchia, «a Brousse, fece la conoscenza della famiglia Termudi, degli ebrei greci di Salonicco. Il padre si era ritirato dagli affari per dedicarsi allo studio della Cabala e alla raccolta di testi alchemici e rosicruciani, mentre suo figlio maggiore Abramo dirigeva la loro banca a Brousse, e un altro fratello cadetto si occupava di una succursale a Salonicco […]. I Termudi erano massoni e appartenevano ad una Loggia, forse affiliata al Rito francese di Memphis, che aveva sciamato in Oriente e in Medio Oriente. Glauer venne iniziato nella Loggia dal vecchio Termudi e in seguito ereditò tutta la sua biblioteca occultista. In uno di questi libri, Glauer scoprì una nota di Hussein Pasha, che descriveva gli esercizi mistici segreti degli alchimisti islamici» 20, argomento su cui scrisse un libro più tardi 21. Egli lasciò provvisoriamente la Turchia per la Germania dove la sua presenza fu segnalata nel 1902 e nel 1903. Attratto dalla rivoluzione Giovane Turco, si recò a Costantinopoli verso la fine del 1908. Il suo secondo soggiorno durò quattro anni. Sembra che abbia fatto alcune conferenze sull'esoterismo a Pera, dove abitava, e che successivamente abbia fondato una Loggia mistica nel dicembre del 1910. Nel 1911, a suo dire, avrebbe preso la nazionalità turca e si sarebbe fatto adottare da un barone espatriato, Heinrich von Sebottendorf. Egli prese parte alla seconda guerra balcanica (ottobre-dicembre 1912, durante la quale fu ferito nei ranghi dell'esercito turco). All'inizio del 1913, si installò a Berlino. Si sa ben poco sulle sue attività durante la prima metà della Grande Guerra. Ciò che è certo, è che in Baviera, nel 1916, scoprì il Germanenorden. Aderì al ramo scismatico fondato da Herman Pohl e venne eletto Maestro della Provincia.
Molto risoluto, Sebottendorf organizzò fino al mese di luglio del 1918 alcune riunioni
nel suo appartamento di Monaco. Egli aveva scelto per l'Ordine il nome
di «Società Thule» per deviare i sospetti dei partiti di
sinistra. Il termine designava la terra più settentrionale che aveva
scoperto l'esploratore greco Pitea (380-310 a. C.) verso il 300.
Gli ariosofi la identificavano con l'Islanda. L'organizzazione giocò una
ruolo-chiave negli avvenimenti che seguirono. In un libro dal titolo
audace pubblicato nel 1933 - Bevor Hitler kam: Urkundlich aus der
Frühzeit der Nationalsozialistischen Bewegung («Prima che Hitler arrivasse: documenti dei primi giorni del Movimento Nazionalsocialista») - Sebottendorf fornisce alcuni dettagli sulle sue attività in quell'epoca:
«I membri del "Società Thule" furono le prime persone a
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I politici
Nicholas Goordick-Clarke minimizza
l'influenza dei circoli esoterici nello sviluppo del nazismo: «Eckart
e Rosenberg non furono nient'altro che ospiti della "Società
IV A CONTI FATTI, UN LIBRO DA LEGGERE
La presente analisi porterà forse i nostri lettori a prendere conoscenza di quest'opera che svela l'azione della Gnosi nella storia contemporanea. Ma la nostra recensione sarebbe incompleta se non segnalassimo i difetti della tesi di Nicholas Goodrick-Clarke. Per quanto brillante, essa dev'essere oggetto di alcune riserve.
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Una tesi incompleta
Sul piano scientifico, essa è lacunosa.
Trattando di un'ideologia che rivendicava l'eredità degli «ariani»,
omette un secolo di ricerche nel campo degli studi indoeuropei. Ora,
questi ultimi confermano la tripartizione della società preistorica
postulata dagli ariosofi. Piramidale, essa comportava - salvo eccezioni
«regionali» - tre classi: i sacerdoti, i guerrieri e i produttori. Ma,
in modo inaspettato, questi stessi studi indoeuropei confutano le
pretese dei teorici del nazismo dimostrando che i popoli di lingua
tedesca non possono, con gli slavi, rivendicare l'esistenza, presso i
loro lontani antenati, di una classe come l'Armanenschaft. Scrive
uno
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Un certo partito preso ideologico Anche sul piano ideologico, si impongono alcune riserve. Nicholas Goodrick-Clarke non è tra quelli che considerano il comunismo come «intrinsecamente perverso» (come disse Pio XI). Per lui, il male assoluto è il nazismo. Quanto al comunismo, egli si accontenta di denunciarne gli eccessi. Seguendo la stessa logica, non condanna nemmeno in blocco le Società Segrete e distingue tra «i cattivi» (le Logge pangermaniche) e gli altri (quelle della Massoneria ufficiale), che considera con una certa simpatia mescolata talvolta ad un certo fastidio. Allo stesso modo, non dice una parola sul ruolo determinante delle Società Segrete nello scoppio della Rivoluzione russa. Ecco un riflesso tipico dell'intellettuale di sinistra.
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Risposte alla problematico della tesi Fatte queste riserve fatte, la dimostrazione è impareggiabile. Davanti alla testimonianza dei testi, non ci si può che inchinare e ammettere le conclusioni dell'Autore. Riportate all'essenziale, esse possono essere riassunte nei due seguenti punti:
- L'ideologia nazista non è nient'altro che la trasposizione sul piano politico della dottrina delle Società Segrete, le quali si ispiravano alla Massoneria e alla Cabala; - Contrariamente a ciò che affermano certi storici dilettanti, bene lungi dall'essere controllato dalle Logge nazionaliste che avevano facilitato la sua ascensione, Hitler prese le misure necessarie per neutralizzarle in un primo tempo, per poi scioglierle definitivamente.
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Il libro di Nicholas Goodrick-Clarke va contro certe idee diffuse e apre alcune appassionanti prospettive alla ricerca storica. Ad essa ora il compito di determinare la natura del legame che esiste tra la Cabala e i tipi di società totalitaria che il comunismo e il nazismo si sforzarono, ciascuno a loro modo, di realizzare. Un punto di partenza illuminante potrebbe essere tutta l'opera di Tommaso Campanella, e in special modo la sua Città del Sole (1623). In essa, questo monaco eretico traccia i piani di una società collettivistica conquistatrice, totalitaria e poggiante sull'eugenetica. Le origini del suo pensiero sono rivelatrici: «Fu forse a Nicastro - scrive Léon Blanchet 32 - e certamente a Cosenza che Campanella fece conoscenza con l'astrologo […] Abramo, indovino, spiritista e negromante, grande nemico della scolastica, la cui l'influenza sul destino del nostro Autore fu probabilmente decisiva». Si intravede da dove proviene il motto che doveva scegliere questo precursore di Marx: «Propter Sion non tacebo» («A causa di Sion, non starò zitto»). Da Campanella, bisognerebbe poi risalire alle origini gnostiche e neo-platoniche della tradizione segreta ebraica. Forse allora si comprenderebbe come il tema dell'utopia comunista sia potuta passare dell'eredità greco-latina al pensiero cabalistico.
Note
1 Traduzione dall'originale francese Nazismo et occultisme: la thèse de Goodrick-Clarke, a cura di Paolo Baroni. Scritto reperibile alla pagina web http://www.viveleroy.fr/article75.html?artpage=1-5 2 Cfr. N. Goodrick-Clarke, Le radici occulte del nazismo, SugarCo, Milano 1996, pagg. 406. 3 Trattasi di una casa editrice di orientamento occultista. 4 Cfr. L. Pauwels-J. Bergier, Le matin des magiciens («Il mattino dei maghi»), 1960; E. Antebi, Ave Lucifer, 1970; J. H. Brennan, Occult Reich, 1974. 5 Cfr. Cfr. N. Goodrick-Clarke, Le racines occultes du nazisme, éditions Pardès, 1989, pag. 29. 6 Ibid., pag. 73. 7 Cfr. Publio Cornelio Tacito, Germania, II. 8 Cfr. Cfr. N. Goodrick-Clarke, op. cit., pag. 80. 9 Ibid., pag. 88. 10 Ibid., pag. 90. 11 Ibid., pag. 126. 12 Ibid., pag. 93. 13 Ibid., pagg. 275-277. 14 Come il lettore avrà compreso, questo termine rinvia alle organizzazioni occultiste che rivendicano l'eredità mitica del «popolo ariano». 15 Cfr. N. Goodrick-Clarke, op. cit., pag. 238. 16 Ibid., pag. 170. 17 Ibid., pag. 182. 18 Ibid., pag. 183. 19 Ibid., pag. 186. 20 Ibid., pag. 197. 21 Cfr. R. von Sebottendorf, Die Praxis der alten türkischen Freimaurerei, Der Schlüssel zum Verständnis der Alchimie («La pratica dell'antica Massoneria turca, la chiave per la comprensione dell'alchimia»), Leipzig, 1924. 22 Ibid., pag. 3 e ss.; cit. in N. Goodrick-Clarke, op. cit., pagg. 207-208. 23 Cfr. N. Goodrick-Clarke, op. cit., pag. 208. 24 Ibid., pag. 305. 25 Ibid., pag. 281. 26 Ibid., pagg. 272-273. 27 Ibid., pag. 278. 28 Ibid., pag. 267. 29 Cfr. J. Ries, Pensée religieuse indoeuropéenne et religion des Germains et des Scandinaves («Pensiero religioso indoeuropeo e religione dei germanie degli scandinavi»), Louvain 1980, pagg. 75-76; G. Dumézil, Mythes («Miti»), 1939, pag. 5. Dumézil si pose questa domanda: a cos'è dovuta l'assenza di un corpo sacerdotale ben costituito presso i germani? Al momento, non c'è alcuna risposta chiara. 30 Cfr. Gaio Giulio Solino, Polyhistor, Appendice XVII; cit. in Holder, Altceltischer Sprachschatz («Antico lessico celtico»), vol. II, voce «Thule». 31 Cfr. Diodoro Siciliano, Bibliothèque historique («Biblioteca storica»), tradotta da F. Hoefer, 2ª Ed., Parigi 1865, vol. I, libro II, pagg. 179-182.
32
Cfr. L. Blanchet,
Campanella, (tesi de dottorato), Parigi 1919, pag. 21. |
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