titolo il 2023 berlin fashion show e l'anticristianesimo

a cura di VigilantCitizen 1

 

postato: 16 AGOSTO 2023

 

Sopra: la copertina della rivista di

moda francese Factice (nº 14).

 

 

Prefazione

 

Spesso, quando si pensa di avere toccato il fondo, che oltre un certo limite non si può andare, ci si accorge di essere in errore. I capi d'abbigliamento messi in mostra durante una sfilata del brand Namilia nel 2023 ne sono la prova sconcertante. Credevamo che le immagini apertamente pedofile, violente e sataniche utilizzate per scopi pubblicitari da altri atelier come Gorsad Kyiv e Balenciaga fossero il peggio del peggio, e invece, com'era prevedibile, è stata alzata l'asticella e si è andati oltre.

 

D'altronde, come dice il famoso aforisma, al male non c'è limite. In questo articolo, in cui le immagini parlano da sé, emerge ancora una volta quanto nel nostro sito andiamo dicendo ormai da diversi anni: laddove Cristo è messo da parte appare inevitabilmente sulla scena il suo nemico: Satana. E questo lo vediamo ormai in tutti i campi, incluso il settore dell'intrattenimento (in particolare nella musica e nei film hollywoodiani), nella moda, ovunque....

 

  Paolo Baroni

 

 

 

Attenzione: questo articolo contiene immagini e concetti non adatti ad un pubblico minorile.

 

Premessa

 

Durante la Berlin Fashion Week 2023, il brand Namilia ha presentato la sua collezione intitolata «In Loving Memory of My Sugar Daddy» («In amorevole memoria del mio dolce babbino»). Si è trattato di una sfilata trash e blasfema con tutti i tipi di messaggi che possono essere etichettati solo come degenerati. Naturalmente, questa cosiddetta sfilata «ribelle» è perfettamente in linea con l'agenda malata dell'élite occulta.

 

Un brand ribelle e impenitente

 

Namilia è un marchio di moda con sede a Berlino, in Germania. Descritto come «ribelle» e «impenitente», Namilia ha attirato l'attenzione con i suoi «dickinis» e le «vulva sleeves», due capi che sembrano tanto stupidi quanto il loro nome.

 

namilia logo

 

Attraverso creazioni provocatorie, i fondatori del marchio Nan Li ed Emilia Pfohl affermano di utilizzare la moda per proclamare le proprie convinzioni:

 

«Per noi, l'abbigliamento non è solo uno strumento estetico, ma una piattaforma visiva per proclamare le nostre convinzioni, conflitti e sogni».

 

nan li - emilia pfohl

Sopra: Nan Li ed Emilia Pfohl.

 

Come vedremo presto, le loro «convinzioni» ruotano apparentemente attorno alla derisione del cristianesimo, che sembra essere un punto fermo del satanismo. Tuttavia, come tutti i satanisti, non ammetteranno mai di essere tali al grande pubblico. Invece, infarciscono tutto il loro lavoro con parole d'ordine come «femminismo». Tuttavia, come vedremo, il femminismo di Namilia è in realtà degradante per le donne, altamente tossico e incline a cancellare la mascolinità.

 

In breve, tutto ciò che riguarda Namilia è in perfetto accordo con i programmi dell'élite occulta. Essi vogliono che siamo prostitute infedeli, disumanizzate e che odiano se stesse. Probabilmente per questo motivo, il marchio ha vissuto una rapida ascesa al successo sin dal suo inizio nel 2015. In pochi anni, Namilia è diventata presente nelle principali sfilate di moda, è lodata da importanti punti vendita come la rivista Vogue ed è indossata da celebrità del calibro di Rihanna e Cardi B.

 

namilia - twitter

Sopra: gli «influencer» indossano Namilia alla presentazione del film Barbie. Dai commenti apparsi su Twitter è emerso che la maggior parte delle persone non si riconosce e afferma di non appartenere a tutto questo. Ma Namilia e Barbie fanno entrambe parte della stessa agenda globalista. Quindi, in realtà, le appartengono.

 

Mentre le passate creazioni di Namilia erano certamente provocatorie, la sfilata della Primavera 2024 ha portato le cose ad un altro livello prendendosi gioco del cristianesimo nel modo più trash possibile.

 

«In amorevole memoria del mio dolce babbino»

 

Nella terza notte della settimana della moda di Berlino, la sfilata di Namilia ha destato un certo scalpore con la sua nuova collezione intitolata «In Loving Memory of My Sugar Daddy». Il nome si riferisce a giovani donne che hanno relazioni sessuali con uomini anziani in cambio di denaro... finche essi muoiono (probabilmente perché sono molto vecchi).

 

Tecnicamente non si tratta di prostituzione, ma fa parte dello stesso regno. Questo è il tipo di «femminismo» sostenuto da Namilia. Ma non è nemmeno questo il vero problema. Tutto questo contesto sessuale è mescolato a riferimenti al cristianesimo. Gesù è il «dolce papino»? Diamo solo un'occhiata a questa robaccia.

 

Sesso e bestemmie

 

Sopra: sul top indossato da questa modella è scritto: «You can't enter heaven unless Jesus enters you» («Non puoi entrare in paradiso se Gesù non entra in te»). Un'allusione sessuale malata e blasfema...

 

namilia blasfema

Sopra: ecco ciò che appare sul retro del medesimo vestito. Sul fondoschiena c'è un crocifisso. Un'altra allusione sessuale blasfema.

 

namilia blasfema

Sopra: sulla felpa indossata da questa modella è scritto: «I love Jesus»; amano davvero Gesù? O lo stanno prendendo in giro come rivela la parte inferiore dell'abito?

 

namilia blasfema

Sopra: sulla felpa indossata da questa modella c'è scritto «Jesus cums first». Anziché scrivere «Jesus comes first» («Gesù viene per primo») hanno sostituito la parola «viene» con un termine slang che sta per «eiaculazione».

 

Sopra: sulla felpa indossata da questa modella c'è la dicitura «VIP». Sotto c'è scritto «Very Important Pussy» («Vagina veramente importante»). Ora queste frasi sono di classe...

 

 

namilia blasfema

Sopra: a proposito di classe, ecco questo vestito. Sulla parte superiore del corpo di questa modella sono stampati due crocifissi usati per nascondere in parte i seni. Sono presenti anche le lettere «VIP» che, come visto sopra, non stanno per «Very Important Person». Infine, unghie demoniache (la mano che fa le corna) e perizoma completano questo meraviglioso outfit che può essere indossato al lavoro o in palestra...

 

namilia blasfema

Sopra: la combinazione di immagini cristiane con cinghie sadomasochistiche (a forma di croce) altamente sessualizzate è un tema ricorrente in questa sfilata di moda. È anche un tema satanico.

 

namilia blasfema

Sopra: crocifisso con punte in

stile sadomaso. Ancora blasfemia.

 

Femministe o donne degradate?

 

Mentre si dice che Namilia sia «femminista», le parole stampate sui loro indumenti non sono esattamente edificanti. In realtà, sono degradanti per chi li indossa e puzzano di zolfo.

 

namilia sporcizia

Sopra: sul top indossato da questa modella è scritto «Boner Garage» («Garage per erezioni»). È una dicitura piuttosto spinta. Perché non scrivere addirittura la parola «putt...na» già che ci siamo?

 

namilia sporcizia

Sopra: in questo caso sul top hanno

semplicemente scritto «slut» («sgualdrina»).

 

namilia sporcizia

Sopra: in tedesco la parola «schwein» significa «maiale». Dunque, Namilia paragona le femministe ai maiali? Questo termine ricorda anche la recente canzone di Demi Lovato intitolata Swine, in cui la celebre popstar si equipara ad un... porco.

 

demi lovato - swine

Dice infatti il testo di questo brano: «My life, my voice/ My rights, my choice/ It's mine, or I'm just swine» («La mia vita, la mia voce/ I miei diritti, la mia scelta/ È cosa mia, o sono solo un maiale»).

 

namilia sporcizia

Sopra: questa modella sembra imbarazzata mentre cammina con questo vestito. Voglio dire, indossa un crocifisso deformato con le parole «Cunting Season» («stagione delle schifose») stampate sulle parti intime.

 

namilia sporcizia

Sopra: sul reggiseno indossato da questa modella ci sono un sacco di crocifissi, mentre sui pantaloncini c'è scritto «trash» («spazzatura»).

 

Se siete come me, in questo momento la parola «degenerato» sta probabilmente risuonando nella vostra mente. Inoltre, probabilmente ne avete avuto abbastanza. Tuttavia, devo sottolineare un altro aspetto di questo spettacolo che è al 100% alla pari con l'agenda contorta dell'élite: ogni singolo modello maschile nello spettacolo era vestito con abiti femminili. In abiti da sgualdrina.

 

namilia sporcizia

Fratello, cosa stai

facendo della tua vita?

 

namilia spazzatura

Se c'è una cosa che l'élite odia più

del cristianesimo è la virilità.

 

Conclusione

 

Si dice che il brand di moda Namilia sia «ribelle», ma in realtà non c'è nulla di eversivo in ciò che produce. Al contrario, la sfilata vista poc'anzi segue nel modo più rigoroso possibile il dogma oppressivo che l'élite occulta sta imponendo con la forza al mondo intero. È la cultura globale che vuole che tutti noi abbracciamo. Riviste specializzate come Vogue sono solite salutare queste creazioni come opere d'arte.

 

vogue - occulto

Sopra: due scatti del famoso fotografo trasgressivo Terry Richardson per la rivista di moda francese Vogue. Ancora la stessa minestra: sesso e occultismo. Tra l'altro, Richardson è attualmente accusato di molestie sessuali da molte star dello spettacolo che ha fotografato.

 

Tuttavia, come affermato dagli stessi creatori del marchio, la moda è solo un altro strumento di propaganda. Attraverso l'abbigliamento essi celebrano la loro vera religione: il satanismo. Inoltre, sono in missione per disumanizzare le donne, femminilizzare gli uomini e glorificare tutto ciò che è malato, contorto, degradante e innaturale. Su scala più ampia, si tratta di creare una generazione che odia se stessa e che non ha assolutamente rispetto di sé o autostima.

 

Stampando parole come «sgualdrina» o «maiale» sulle sue magliette, Namilia non è divertente o provocatoria, ma sta semplicemente riflettendo come l'élite percepisce le masse. Non solo, chi ci comanda vuole che le persone credano davvero di essere sgualdrine o maiali. Detto questo, c'è un'altra parola presente sull'abbigliamento Namilia che in realtà lo definisce perfettamente: trashspazzatura»).

 

 

banner centro culturale san giorgio

 

Note

 

1 Traduzione dall’originale inglese This 2023 Berlin Fashion Show Was All About Mocking Christianity in the Trashiest Way Possible, a cura di Paolo Baroni. Articolo reperibile alla pagina web

https://vigilantcitizen.com/latestnews/this-2023-berlin-fashion-show-was-all-about-mocking-christianity-in-the-trashiest-way-possible/

 

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