SECONDA PARTE: LE TEMATICHE ESOTERICHE

NEI LAVORI DEI KING CRIMSON

 

III

IN THE COURT OF THE CRIMSON KING

 

 

Abbiamo visto che in più di un'occasione Robert Fripp e Peter Sinfield hanno ammesso il loro coinvolgimento nell'esoterismo. Ci si potrebbe chiedere se questa passione abbia avuto una qualche influenza anche nei lavori dei King Crimson. La risposta è affermativa. Non c'è da sorprendersi, nessuno nasce dal nulla: è naturale che le proprie passioni musicali, i libri preferiti, le filosofie e le idee religiose a cui ci si sente più vicini finiscano per influenzare la propria opera.

 

Premessa

 

imperatore federico II di sveviaPrima di proseguire sono però doverose alcune precisazioni. Lo scopo della nostra indagine non è la spiegazione di tutti i testi e delle copertine degli album dei King Crimson (cosa che richiederebbe troppo spazio), bensì gettare qua e là un po' di luce per evidenziare alcuni aspetti che provengono da dottrine esoteriche, nonché i punti in cui viene preso di mira il cristianesimo. Perciò rimandiamo ad altri siti chi volesse un'analisi più dettagliata, anche se a dire il vero non sono molti coloro che si sono avventurati in un'interpretazione approfondita dell'opera crimsoniana, data la sua complessità. Tra le nostre fonti merita una menzione Jon Green, con il suo monumentale sito http://www.songsouponsea.com/, dedicato all'opera di Peter Sinfield e dal quale abbiamo tratto diversi spunti, quasi sempre espressamente indicati (anche se in alcuni casi abbiamo preferito non appesantire troppo l'articolo di note). Va però detto che, nonostante la splendida grafica e la vastissima erudizione esibita da Green in ambito storico, psicologico, astrologico, esoterico, religioso, nutriamo però qualche dubbio che Sinfield, non ancora ventiseienne all'uscita del primo LP, possa aver concepito la propria opera avendo in mente tutto quello che Green illustra. Ad esempio, Jon Green sostiene che il Re Cremisi altri non sarebbe che Federico II di Svevia (1090-1147), e porta una gran mole di citazioni e di notizie storiche a comprova di questa sua tesi. È vero che in effetti alcuni brani si potrebbero interpretare con episodi della vita di Federico II (le coincidenze sono a volte sorprendenti). E non va dimenticato che Federico II fu spesso in aperto contrasto con il papato, sia per motivi inerenti la politica, sia riguardanti la religione, tanto che venne scomunicato per ben due volte.

 

Lo stesso Sinfield però ammette con onestà che la sua conoscenza di Federico II è stata sicuramente sovrastimata da Green 19. Quindi, a nostro avviso le vicende di Federico II possono essere sicuramente prese come spunto, ma senza che questo esaurisca la gamma delle possibilità interpretative dei singoli brani. Del resto, Green stesso, in differenti sezioni del sito, a volte dà spiegazioni diverse di uno stesso verso, a seconda dell'argomento trattato. Precisiamo inoltre che abbiamo volutamente tralasciato le implicazioni inerenti le teorie psicologiche in quanto esulano dal nostro campo di ricerca.

 

Chiariamoci: il punto di vista di Jon Green è molto vicino a quello di Sinfield (e quindi del tutto opposto al nostro), per cui nel suo saggio si guarda con favore alle dottrine esoteriche, mentre non mancano pesanti critiche al cristianesimo. Facciamo quindi notare fin d'ora che le sue interpretazioni, che citeremo più avanti, non sono sicuramente quelle di qualche paranoico fondamentalista cattolico. Del resto, anche gran parte delle altre informazioni interpretative qui riportate provengono da biografie, interviste pubblicate su riviste musicali, libri sul gruppo, cioè fonti oggettive e quindi «non sospette», ciascuna verificabile seguendo i rimandi delle rispettive note.

 

In the Court of the Crimson King

 

in the court of the crimson king

 

In the Court of the Crimson King, il primo LP del gruppo, uscì il 10 ottobre 1969 con il sottotitolo An Observation by King Crimson. Secondo Jon Green, i primi quattro album dei King Crimson, quelli che vedono la collaborazione di Peter Sinfield per la stesura dei testi, hanno chi più chi meno una certa attinenza con le varie tappe del processo alchemico. Contrariamente a quanto molti credono, l'alchimia non va considerata una semplice antenata della chimica.

 

In realtà, si tratta di una disciplina esoterica, nella quale, specie in passato, veniva usato un linguaggio simbolico (pietra filosofale, nozze alchemiche, ecc...) per preservarne la segretezza degli insegnamenti. Lo scopo era quello di portare l'adepto a livelli più elevati di consapevolezza, dopo un complesso lavoro di trasformazione interiore che avveniva in più fasi. Tale processo avveniva anche grazie all'intervento di forze soprannaturali.

 

Cominciamo dal testo del brano che diede il titolo al long-playing e ispirò il nome della band. Sinfield lo scrisse ancora prima del suo arrivo nei King Crimson. Come abbiamo visto, nella particolare etimologia preferita da Sinfield e Fripp, il Re Cremisi è Belzebù, «l'uomo con uno scopo».

 

In the Court of the Crimson King

(McDonald- Sinfield)

 

including

The return of the fire witch and

The dance of the puppets

Nella Corte del Re Cremisi

(McDonald- Sinfield)

 

inclusi

Il ritorno della strega del fuoco e

La danza delle marionette

The rusted chains of prison moons
Are shattered by the sun.
I walk a road, horizons change
The tournament's begun.
The purple piper plays his tune
The choir softly sing;
Three lullabies in an ancient tongue
For the court of the crimson king
.

The keeper of the city keys
Put shutters on the dreams
.
I wait outside the pilgrim's door
With insufficient schemes
.
The black queen chants
the funeral march,
The cracked brass bells will ring;
To summon back the fire witch
To the court of the crimson king.

The gardener plants an evergreen
Whilst trampling on a flower.
I chase the wind of a prism ship
 

To taste the sweet and sour.
The pattern juggler lifts his hand;
The orchestra begin.
As slowly turns the grinding wheel
In the court of the crimson king.

On soft gray mornings widows cry.
The wise men share a joke;
I run to grasp divining signs
To satisfy the hoax
.
The yellow jester does not play
But gentle pulls the strings
 

And smiles as the puppets dance
In the court of the crimson king.

Le catene arrugginite di lune prigioni

Vengono distrutte dal sole.

Cammino per una strada, gli orizzonti cambiano

Il torneo è iniziato.

Il pifferaio viola suona il suo motivo

Il coro canta dolcemente;

Tre ninnananne in un'antica lingua

Per la corte del re cremisi.

 

Il custode delle chiavi della città

Ha imposto le saracinesche sui sogni

Io attendo fuori dalla porta del pellegrino

Con schemi inadeguati.

La regina nera canta

La marcia funebre,

Le campane d'ottone incrinate suoneranno;

Per richiamare la strega del fuoco

Alla corte del re cremisi.

 

Il giardiniere pianta un sempreverde

Mentre calpesta un fiore.

Inseguo il vento di una nave a forma di prisma

Per conoscere il dolce e l'aspro.

Il giocoliere ideale leva la sua mano

L'orchestra inizia

Mentre lentamente gira la macina

Nella corte del re cremisi.

 

Nelle mattine grigio tenue le vedove piangono.

I saggi si raccontano una storiella;

Io mi affretto a cogliere presagi

Per assecondare l'imbroglio.

Il giallo giullare non suona

Ma pizzica gentilmente le corde [=tira le fila da dietro le quinte]

 

E sorride non appena le marionette danzano

Nella corte del re cremisi.

 

Secondo Jon Green, il «pifferaio viola» altri non è che Pan, la divinità pagana metà uomo e metà caprone, in seguito identificata col diavolo, solita a suonare un flauto a più canne (detto appunto, flauto di Pan). Pur essendo spesso rappresentato in mezzo al  bosco, possiamo anche pensare che nella corte di Belzebù, in fin dei conti Pan si senta a casa propria! Sempre secondo Jon Green, «three lullabies in an ancient tongue» («tre ninnananne in un'antica lingua») sarebbe un riferimento a De tribus impostoribus («Trattato dei tre impostori»), un testo stampato per la prima volta in Germania verso la metà del Settecento, ma scritto in epoca precedente, di incerta attribuzione (sempre però riferita a personaggi «eretici» come Federico II, Rabelais, Machiavelli, Giordano Bruno, ecc…).

 

Il libro  denuncia le tre grandi religioni monoteiste come imposture (e i rispettivi fondatori, Mosè, Cristo, Maometto sarebbero appunto gli impostori del titolo) 20. Un altro riferimento potrebbe essere il Libro del pagano e dei tre savi (1277), dello scrittore, teologo e filosofo catalano Ramon Llull - più noto come Raimondo Lullo (1232-1316) - da cui il gioco di parole Llull-abies. I tre savi di questo libro sono un ebreo, un cristiano e un musulmano che cercano di convincere un non credente dell'esistenza di Dio. Il discorso si collegherebbe così anche al verso «the wise men share a joke» («I saggi si raccontano una storiella») 21.

 

pan de tribus impostoribus raimondo lullo
Il dio Pan De Tribus... Raimondo Lullo

 

 La seconda strofa è particolarmente importante per capire le idee di Sinfield. «The keeper of the city keys/ Put shutters on the dreams» («Il custode delle chiavi della città/ Ha imposto le saracinesche sui sogni»). Questo è un chiaro riferimento ad un passo del Vangelo secondo San Matteo (Mt 16, 13-19), che persino molti cattolici (anche consacrati) spesso dimenticano:

 

«Essendo giunto Gesù nella regione di Cesarèa di Filippo, chiese ai suoi discepoli: "La gente chi dice che sia il Figlio dell'uomo"? Risposero: "Alcuni Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti". Disse loro: "Voi chi dite che io sia"? Rispose Simon Pietro: "Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente". E Gesù: "Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l'hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli. E io ti dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».

 

a te darò le chiavi del regno dei cieli

La Consegna delle chiavi (1481-1482), Pietro Perugino e aiuti, affresco, Cappella Sistina, Roma.

 

a te darò le chiavi del regno dei cieliIl «custode delle chiavi della città» altri non è che il Papa, e la città la Roma capitale della cristianità o meglio ancora la Chiesa. Sinfield qui si contrappone alla visione della dottrina cristiana, vedendo nel Sommo Pontefice una sorta di oppressore della libertà («ha posto saracinesche sui sogni»). Questa interpretazione è condivisa da Green. Sono molti oggi coloro che la pensano più o meno alla stessa maniera; ci sono persone che, senza per questo essere satanisti, accettano l'idea di un qualche Dio creatore e magari la stessa esistenza di Gesù Cristo, ma non sopportano l'idea di sottostare ai dogmi della Chiesa.  Ebbene, occorre fugare ogni dubbio: la Chiesa, pur con tutte le sue debolezze e i suoi difetti, è stata voluta dallo stesso Gesù Cristo, come si evince dal passo in questione. Cristo, il Figlio di Dio, ha dato le chiavi del regno dei cieli a Pietro e le decisioni che egli prenderà sulla terra sotto la guida dello Spirito Santo, verranno «ratificate» in cielo. Ovviamente, qui si intendono le verità di fede, non le decisioni politiche ed amministrative, che possono essere invece fallibili. Da qui discende il ruolo del Papa come Vicario di Cristo sulla Terra. Quindi, credere in Gesù e rifiutare la Chiesa, vuol dire cadere in una palese contraddizione e affidarsi ad una convinzione che non ha fondamenti logici. Se poi pensiamo alla dichiarata passione di Sinfield per l'occultismo, possiamo comprendere come questa avversione nei confronti della Chiesa non sia proprio mossa da alti ideali…

 

Va infine ricordato che, nonostante quello che può credere Sinfield, la promessa di Cristo è chiara: «Le porte degli inferi non prevarranno contro di essa». Ecco che allora si comprendono meglio anche i versi successivi: «I wait outside the pilgrim's door/ With insufficient schemes» («Io attendo fuori dalla porta del pellegrino/ Con schemi inadeguati»). Gli «schemi interpretativi», cioè la visione cristiana, sarebbe inadatta a comprendere i misteri dell'esistenza. Di conseguenza, le campane servono per richiamare «the fire witch» («la strega del fuoco»), cioè l'alchimista, ossia colui che sceglie una strada diversa dalla religione organizzata tradizionale. Eccone un esempio: «I chase the wind of a prism ship/ To taste the sweet and sour» («Inseguo il vento di una nave a forma di prisma/ Per conoscere il dolce e l'aspro»).

 

Questo  sarebbe un riferimento alla Kabbalah ebraica, precisamente all'Albero della Vita, la cui forma ricorda un prisma. Per Sinfield anche seguendo la Kabbalah si può arrivare ad avere esperienza dell'equilibrio degli opposti (il dolce e l'aspro, ma anche maschile e femminile, ecc...), e raggiungere così l'illuminazione. Inoltre, la luce che passa attraverso il prisma subisce una trasformazione, quindi anche la propria prospettivagli schemi») deve cambiare (il viaggio della nave è un viaggio spirituale). E nell'ultima strofa si ribadisce il concetto di falsità della religione cristiana, vista come un inganno: «I run to grasp divining signs/ To satisfy the hoax» Io mi affretto a cogliere presagi/ Per assecondare l'imbroglio»).

 

albero della vita - kabbalah

Sopra: l'Albero della vita della Kabbalah.

 

Una considerazione va fatta anche sulla celebre copertina, disegnata da Barry Godber, un programmatore di computer amico di Sinfield, morto nel 1970 all'età di ventiquattro anni. Secondo alcuni potrebbe essere un'immagine dell'uomo contemporaneo che ha perso ogni equilibrio, e a cui fa riferimento il brano di apertura, 21st Century Schizoid Man, il pezzo più noto dei King Crimson. È però molto più interessante vedere anche la figura presente all'interno. Si tratta di una faccia tonda, quasi lunare, dallo sguardo malinconico, ma con un sorriso inquietante, che mostra canini degni di Dracula e con una mano benedicente.

 

mano benedicente

 

Lo stesso gesto lo possiamo ritrovare anche nell'immagine del «Cristo Pantocratore» (dal greco «sovrano di tutte le cose»), che in molte raffigurazioni dell'arte bizantina viene rappresentato nell'atto di benedire secondo l'uso ortodosso, anche se è più frequente una diversa disposizione delle dita, cioè con anche il mignolo unito al pollice. Ovvio che la faccia presente nel disco, con i denti da vampiro, sembra alludervi in maniera assai negativa e si ricollega a quanto detto in precedenza riguardo alla Chiesa 22.

 

Che poi Belzebù sia qui considerato solo in chiave simbolica per designare l'uomo che si rivolta contro il Dio dei cristiani, oppure venga inteso realmente nella sua entità, poco importa per la comprensione del testo. Alla fin fine, il probabile significato del pezzo è che lo scopo di Belzebù è di far intraprendere all'uomo un percorso iniziatico che permetta di liberarsi dei dettami della vecchia religione cattolica, attraverso gli insegnamenti dell'alchimia e della Kabbalah, fino ad arrivare all'illuminazione.

 

Per concludere le osservazioni su quest'album è utile un'ultima considerazione. Il pezzo che apre il lato B dell'LP si intitola Moonchild. Qualcuno ha ipotizzato che fosse un riferimento all'omonimo romanzo dell'occultista Aleister Crowley, ma lo stesso Sinfield ha smentito che vi fosse una qualche influenza diretta o perlomeno consapevole 23.

 

La «Fata Buona» dei concerti 

 

Rimanendo ancora nel periodo iniziale dei King Crimson, è particolarmente interessante andare a rileggere alcune affermazioni dei membri della band riguardanti i loro concerti dal vivo.

 

- Robert Fripp: «C'era qualcosa di "completamente altro" che circondava questo gruppo. Io non credo che saremmo passati da una disonorevole incapacità al successo musicale commerciale e globale in nove mesi, senza che qualcosa al di fuori della band ci desse un aiuto. Noi qualche volta la chiamavamo la "Fata Buona" e avevamo l'impressione che per una volta non potessimo sbagliare, che qualcosa di speciale stesse per accadere. E accadeva. Durante alcuni concerti ebbi esperienze extra-sensoriali: (riguardanti) il pubblico, quello che ci stava per succedere, chi era entrato nel locale, chi stava ascoltando, (esperienze) cioè che fino ad allora non avevo mai avuto» 24 [...]. Sinfield disse che era come se la band avesse avuto "una Fata Buona". Non avremmo potuto fare nulla di sbagliato». Di nuovo, Fripp si espresse in questa maniera: «Sarebbero accadute cose sorprendenti intendo telepatia, energia, cose di cui prima con la musica non avevo mai avuto esperienza. La mia sensazione riguardo a questo era che la musica giungesse da un'altra parte e "suonasse" questo gruppo di quattro giovani preoccupati e che non sapevano realmente cosa stessero facendo» 25.

 

- Michael Giles (il batterista del gruppo) conferma la stessa esperienza: «[...] Sentivo, e penso che Robert (Fripp) sarebbe d'accordo, che la musica "ci stava suonando", che eravamo entrati in un'area di coscienza dove noi eravamo stati usati come strumenti e tutto quello che dovevamo fare era di affidarci al processo di ricezione e di trasmissione» 26.

 

 

king crimson

 

Puntualizziamo che Fripp ha più volte orgogliosamente dichiarato di non fare uso di droghe (cosa che forse non si può dire di altri membri della band). Ovviamente, alla nostra età non crediamo più alle fate buone. Non abbiamo mai sentito che Fripp e compagni, dopo aver suonato, fuggissero dal locale prima dello scoccare della mezzanotte per paura che la propria carrozza ridiventasse una zucca trainata da topolini. E non ci risulta nemmeno il nostro chitarrista nella foga abbia perso una scarpetta di cristallo come Cenerentola... Come interpretare allora queste affermazioni? Cosa vuol dire avere «la sensazione che la musica ci stesse suonando»? Ricapitoliamo i vari indizi:

  • Alcuni membri della band (Fripp e Sinfield sicuramente, gli altri non sappiamo) si dedicano all'occultismo, quindi è assai probabile che prima o poi abbiano praticato qualche rituale magico (di sicuro non si saranno messi a recitare il rosario);

  • Durante i concerti sentono questa «presenza», e in più accadono fenomeni paranormali (telepatia, preveggenza, ecc...);

  • Si può fare dell'ironia, ma quando Fripp e Giles hanno affermato di «essere stati suonati», intendevano in senso letterale di «essere stati usati come strumenti», non di essere un po' pazzi.

Andando per esclusione, non ci resta quindi che un'altra supposizione, ben comprendendo che ai giorni nostri possa non essere facilmente accettata da tutti. La «presenza» era molto probabilmente quella di un qualche spirito maligno (o anche di più spiriti), e il fenomeno in questione era un tipico caso di possessione. Non si pensi solamente ai casi più eclatanti di indemoniati che urlano e si scatenano come nel celebre film L'esorcista di William Friedkin.

 

Esempi di possessione sono anche quelli dove un medium entra in contatto con uno spirito che si spaccia per un defunto durante una seduta spiritica. Racconti di esperienze simili a quelle dei King Crimson in effetti non sono rari nel mondo della musica rock. Ovvio che uno possa crederci o meno, ma se si ammette l'esistenza del diavolo, occorre anche ritenere possibili certi eventi. Non si tratta di voler vedere il demonio dappertutto, ma almeno di riconoscerlo dove probabilmente c'è sul serio.

 

fata buona o pan?

 

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Note

 

19 Cfr. P. Sinfield, On Songwriting, parte II, King Crimson, Enclosures of the word kind; vedi pagina web

http://www.songsouponsea.com/q&a1.html

20 Vedi http://www.treccani.it/enciclopedia/de-tribus-impostoribus/

21 Si veda http://www.songsouponsea.com/Promenade/CourtF.html#WiseMen

22 Jon Green, oltre a questo, propone anche un altro parallelismo con un gesto buddista, ma preferiamo tralasciarlo in quanto le dita sono unite in un altro ordine.

23 Cfr. P. Sinfield, On Songwriting, parte II, King Crimson, Enclosures of the word kind,  Moonchild; vedi pagina web

http://www.songsouponsea.com/q&a1.html#Moonchild

24 Tratto dal libretto presente nel cofanetto Epitaph, uscito nel 1997 e relativo a materiale registrato durante esibizioni live alla BBC e durante alcuni concerti americani del 1969, più precisamente a pag. 16, The Good Fairy.

25 Cfr. E. Tamm, Robert Fripp: From Crimson King to Crafty Master, 1991, cap. IV.

26 Tratto da Epitaph, pag. 29 (vedi sopra nota nº 24).

 

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