titolo ted bundy e la pornografia

postato: 24 giugno 2013

 

ted bundy

 

Ai nostri giorni si fà un gran parlare di «femminicidio» e di violenza gratuita sulle donne. Molti «esperti» cercano di dare una spiegazione a questo fenomeno, ma nessuno, che si sappia, ha mai tirato in ballo l'effetto malsano che può causare su certi individui l'esposizione massiccia alla pornografia. E qui non ci riferiamo solamente all'esaltazione del sadomasochismo in tutte le sue forme, ma alla presenza in rete di numerosi siti (alcuni a pagamento, ma anche tanti gratuiti) contenenti intere gallerie di immagini o filmati che illustrano generi come il rapestupro»), il rough sexsesso rude»), l'humiliationumiliazione»), il brutal sexsesso brutale»), ecc... In questi siti, la donna è presentata come un oggetto senza lacuna dignità da torturare o da abusare a proprio piacimento. La testimonianza di questo serial-killer, autore di almeno 30-35 omicidi di giovani donne negli Stati Uniti tra il 1974 e l'inizio del 1978, quando la pornografia era molto meno a portata di mano rispetto ai nostri tempi, dovrebbe suonare come un campanello di allarme per chi si interroga sulle ragioni di questa ondata di violenza. 

 

Theodore Robert Bundy è stato condannato a morte ed è stato giustiziato all'età di quarantatre anni il 24 gennaio 1989, in Florida, negli Stati Uniti. Aveva commesso numerosi delitti spinto da un'inclinazione non dominata - e in seguito progressivamente esacerbata - alla pornografia. Diciassette ore prima della sua esecuzione, Bundy ha accettato di rispondere alle domande del Dr. James Dobson, presidente dell'associazione Focus on the family. Il seguente estratto dell'intervista è apparso sul numero di marzo del 1989 della rivista americana Focus on the family citizen 1.

 

- James Dobson: «Per riassumere, lei è accusato di avere ucciso numerose donne e ragazze».

 

- Ted Bundy: Sì, sì.

 

vittime di ted bundy

Sopra: i volti di alcune delle sfortunate vittime di Ted Bundy.

 

- James Dobson: «Ted, come è potuto accadere? Lei è stato cresciuto in ciò che pensa sia stata una famiglia sana. Non è stato maltrattato fisicamente, né sessualmente, né affettivamente. Quali sono stati gli elementi del suo comportamento che hanno provocato tanto dolore in così tante persone»?
 

- Ted Bundy: Sono cresciuto in una famiglia meravigliosa con due genitori cristiani premurosi e amorevoli. Andavamo regolarmente in chiesa e in casa non c'erano né gioco, né tabacco, né alcol, né litigi. Ma all'età di dodici o tredici anni ho incontrato la pornografia softcore, fuori casa, sugli scaffali di un negozio locale di generi alimentari e di un supermercato. Ogni tanto, prendevo coscienza, sfogliando qualche rivista pornografica trovata nella pattumiera, dell'esistenza di materiale sempre più hard, più descrittivo, più esplicito. Il tipo più pericoloso di pornografia implica la violenza sessuale. Il matrimonio di queste due forze, che conosco fin troppo bene, porta ad una condotta che è veramente troppo orribile da descrivere.

 

- James Dobson: «Mi parli ora di questo processo. Che cosa è successo nel vostro spirito a quell'epoca»?

 

- Ted Bundy: Tutto è venuto per tappe, gradatamente. Una volta preso dalla pornografia - che considero come una specie di schiavitù (dipendenza), cercavo tipi di materiale sempre più violento, più esplicito, più descrittivo. Come per la droga, si ottiene un'eccitazione insaziabile finché si raggiunge il punto in cui la pornografia non può spingersi oltre. Si raggiunge quel punto in cui si cambia registro quando ti chiedi se il fatto di passare all'atto ti darà più piacere del solo leggere o guardare.

 

ted bundy - james dobson

Ted Bundy a colloquio con James Dobson

il giorno precedente la sua esecuzione.

 

- James Dobson: «Quanto tempo è rimasto a questo stadio»?

 

- Ted Bundy: Direi per alcuni anni. Lottavo contro un comportamento criminale e violento grazie alle forti inibizioni dalle quali ero stato condizionato nel mio ambiente familiare, nella mia parrocchia e nella mia scuola. Le barriere erano costantemente messe alla prova ed erano assalite da una vita bizzarra abbondantemente alimentata dalla pornografia.

 

- James Dobson: «Si ricorda ciò che l'ha spinta a superare queste barriere? Si rammenta della decisione di farlo»?

 

- Ted Bundy: Non voglio pretendere di essere una vittima indifesa. Stiamo parlando di un anello indispensabile nella concatenazione di un comportamento che mi ha condotto a commettere degli omicidi. É stato come se qualcosa si fosse rotto di netto, che non avrei più potuto controllare per molto tempo, che quelle barriere che avevo appreso quando ero bambino non bastavano più a trattenermi.

 

- James Dobson: «E dopo avere commesso il suo primo omicidio, qual'è stato l'effetto emozionale su di lei»?

 

- Ted Bundy: Ho avuto l'impressione di uscire da una orribile trance, o da un sogno. Non voglio drammatizzare troppo, ma mi svegliai alla mattina, e, con spirito limpido e tutto il mio fondo morale e la mia sensibilità etica intatta, in quel momento rimasi inorridito di essere stato capace di fare una cosa simile.

 

- James Dobson: «Prima di allora non aveva mai provato qualcosa di simile»?

 

- Ted Bundy: In fondo, ero una persona normale. Avevo dei buoni amici. Vivevo una vita normale, eccetto questa parte, ridotta, ma molto potente, molto distruttrice e che tenevo assai segreta. Occorre che le persone si rendano conto che non ero un bruto, né un ubriacone. Le persone del mio genere non sono una specie di «mostri nati». Siamo i vostri figli, i vostri mariti, e siamo cresciuti in famiglie normali. Ai nostri giorni, la pornografia può raggiungere e afferrare bruscamente un bambino in tutte le famiglie, non importa quale. Per quanto i miei genitori siano stati attenti, essa mi ha strappato alla mia famiglia trent'anni fa.

 

pornografia - dvd violenti

Sopra: alcuni esempi di copertine di DVD pornografici (sia in vendita che scaricabili dalla rete) dedicati ai vari generi di violenza sulla donna.

 

- James Dobson: «Crede veramente che la pornografia hardcore - cui si arriva passando per la pornografia softcore - possa causare ad altri dei danni di cui non si parla e che comportano lo stupro e l'omicidio di altre donne tramite il processo che ha descritto»?
 

- Ted Bundy: Non sono un esperto in scienze sociali e non ho fatto studi sull'argomento, ma ho vissuto molto tempo in prigione e ho incontrato un parecchi uomini che si sono sentiti spinti come me a commettere esattamente le stesse violenze. E, salvo qualche eccezione, ciascuno di essi era stato profondamente influenzato e condizionato da un'assuefazione alla pornografia. Non c'è dubbio su questo punto. Uno studio condotto dall'FBI sui serial-killer ha dimostrato che l'interesse più comune a questi uomini è la pornografia.

 

- James Dobson: «Lei pensa di meritare la punizione che lo Stato sta per infliggerle»?

 

- Ted Bundy: Non ho intenzione di mentirle. Non voglio morire. Ma merito certamente la più grande punizione di cui la società dispone, e la società merita di essere protetta da me e dai miei simili. Allo stesso tempo, però, certe persone benpensanti e perbene che hanno condannato la condotta di un Ted Bundy, passeggiano davanti a degli scaffali pieni di riviste identiche a quelle che instradano tanti ragazzini sulla via seguita da Ted Bundy. Ciò che mi fà paura e persino mi spaventa, Dr. Dobson, è ciò che vedo alla televisione. Certe oscenità che oggi entrano nelle famiglie, vent'anni fa non sarebbero state mostrate nemmeno negli spettacoli per adulti.

 

- James Dobson: Ted, lei sa che esiste un terribile cinismo a suo riguardo, e per una buona ragione. Non sono sicuro che quello che sta dicendomi sia credibile per le persone. E tuttavia, mi ha detto di avere accettato il perdono di Gesù Cristo.

 

- Ted Bundy: Sì, ma non posso dire di essermi abituato a vivere all'ombra della morte. Non posso dire che nulla mi tormenta. Senta, non è divertente. Ciò mi rende solo e tuttavia ricordo a me stesso che ciascuno di noi un giorno dovrà andarsene in un modo o nell'altro.

 

Anche la pubblicità ha la sua parte di responsabilità.

Sopra: questa réclame di Dolce & Gabbana sembra

esaltare lo stupro di gruppo.


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Note

 

1 Estratto dalla rivista Action familiale et scolaire, nº 50, agosto 1990, pagg. 50-53. Traduzione dal francese a cura di Paolo Baroni.

 

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