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l Prefazione
I simboli e i rituali convogliano potenti «Forze» spirituali dal Mondo Invisibile e ciò è risaputo sin dall'antichità. Del resto, anche la Santa Messa è un rituale che permette agli uomini di accostarsi al Santo Sacrificio e di congiungersi alla Comunione dei Santi a beneficio dei vivi, dei defunti, e per il bene sovrannaturale di tutti. Come esiste la Chiesa, a Sua immagine speculare, sappiamo dell'esistenza di una Contro-chiesa; esisteranno di converso simboli e riti instauranti una «catena» iniziatica («comunione dei dannati») che permetteranno l'accesso a Potenze Telluriche per il beneficio degli Iniziati (a danno delle comunità). Il merito dell'Autore è di indagare con competenza, sui personaggi e sull'ambiente in cui questa simbologia di «potenza» è nata. Tutto ciò porta ad individuare la «catena» ininterrotta che grazie alla forma simbolica congiunge gli antichi gnostici agli attuali dirigenti mondialisti. Queste tesi, mi rendo conto, possono muovere numerose obiezioni. Gli Stati Uniti, ad esempio, con o senza Sigillo di Mammona, sarebbero comunque divenuti una grande potenza. Invito a riflettere che l'America del 1776, anno della fondazione, allo scoppio della Prima Guerra Mondiale era un nano politico ai margini della storia mondiale. L'aumento di potenza politica ed economica iniziò sul finire dell'Ottocento in coincidenza con l'entrata nel «Piano» dei teosofi Blavatsky e Olcott. Il primo atto imperialista della nascente potenza mondiale fu la guerra ispano-americana (1898) con cui si attaccava una potenza cattolica per «liberare» Cuba. Il Piano dei Servitori del Mondo era stabilito: esso «irraggiava» dai «Maestri» attraverso la Blavatsky a Roerich, a Wallace, sino agli attuali vertici mondialisti in una catena ininterrotta. Come disse Pierre-Joseph Proudhon (1809-1865), «a parlare di politica si finisce inevitabilmente col trattare di teologia». Ben attuale risuona l'ammonimento evangelico: «Badate che nessuno vi inganni». Dobbiamo amare la Verità, studiarla, parteciparla per non naufragare sulle rocce appuntite dell'idolatria e dell'errore. L'apostasia dell'Occidente è il culto di Mammona, del liberismo economico più sfrenato e senza regole, distruttore della morale, del bene comune e di un ordinato vivere civile fondato sulla Legge divina. Coraggio: la verità ci renderà liberi e Gesù Cristo ci libererà dalle Potenze dell'aria che solo in termini umani dirigono il mondo.
l Introduzione
La crisi del dollaro di alcuni anni fa ci diede lo spunto per un breve saggio intitolato Simbologia giudeo-massonica del dollaro che pubblicammo come inserto ad Introduzione alla questione Medio-orientale, di Ugo Di Nicola, a cura del Circolo «Ezra Pound» di Perugia. Ciò che, per averci stupito, ci indusse a scriverlo fu il fatto che sul verso del biglietto da un dollaro fosse riprodotto il Sigillo di Stato americano (The Great Seal, ossia «il Gran Sigillo»), il disegno del quale è completamente colmo di esoterismo e contiene innumerevoli riferimenti alla Cabala ebraica. Intuimmo, allora, ciò che esso significasse ed ora, alla luce di nuove documentazioni e sulla base di nuove pubblicazioni francesi e statunitensi, riproponiamo il nostro saggio, naturalmente aggiornato e completato delle parti necessarie ed essenziali. Il nostro scopo è quello di dimostrare come siano stretti e reali i nessi fra Rivoluzione, giudaismo e Massoneria 1, attraverso le allegorie riassunte dal disegno del Sigillo; questo, riprodotto sul taglio da un dollaro 2, ha tutta l'aria di innocente ornamento ma, ad un più attento esame, rivela la propria vera e sconvolgente natura. Un'osservazione attenta permetterà di capire come tutto il retro del dollaro esalti la negazione di Dio, e come il «Gran Sigillo», attraverso il tronco di Piramide, l’Occhio Onniveggente, le frasi, l’Aquila e le Stelle, esprima la secolare lotta fra Bene e Male. Apparirà chiaro anche che chi ha voluto il Sigillo riprodotto sul dollaro era un servo di Satana.
l Due personaggi
Prima di addentrarci nell'esame del biglietto da un dollaro, è opportuno, per comodità del nostro lettore, ricordare brevemente i protagonisti principali della storia della banconota. Henry Agard Wallace (1888-1965), 33° Vice-Presidente degli U.S.A., da repubblicano, nel 1928 divenne democratico. Dal 1933 al 1940 fu incaricato dal Presidente Franklin Delano Roosevelt (1882-1945) del Ministero per l'Agricoltura e contribuì enormemente a formulare la legislazione del New Deal, tanto che venne considerato uno dei massimi esponenti della filosofia di quest'ultimo. Roosevelt lo scelse quale Vice-Presidente per il mandato 1941-1945 e gli conferì anche gli incarichi di ambasciatore in America Latina e in Oriente. Divenne Ministro per il Commercio e resse questo dicastero anche sotto la presidenza di Harry Spencer Truman (1884-1972). Fu favorevole all'amicizia e alla collaborazione con l'U.R.S.S. e perciò si dimise dalla carica per opposizione alla politica di diffidenza degli U.S.A. verso l'Unione Sovietica. Il legame con i comunisti, e con agenti dello spionaggio sovietico (come Owen Lattimore), lo portò alla fondazione del Partito Progressista (un vero e proprio Partito Comunista) e alla partecipazione alle Presidenziali del 1948 subendo, però, una catastrofe elettorale: Truman (Partito Democratico) ottenne 303 voti elettorali; Dewey (Repubblicano) 189 voti; Thurmond (Destra) 39 voti; Wallace, con 1.157.172 preferenze, non ottenne alcun voto elettorale. Dopo la sonora sconfitta, rientrò nel Partito Democratico 3. Particolarmente significativo è il ritratto di Wallace dato dallo storico Arthur Meier Schlesinger (1907-2007), pubblicato nel 1958 nel volume The Coming of the New Deal (pag. 31 e ss.): «L'occulto lo affascinava. Egli vide uno speciale significato racchiuso nel Gran Sigillo degli U.S.A. attraverso la sua frase “E Pluribus Unum” (concetto di unità nella diversità) del Sigillo con la Piramide incompleta dai tredici gradini in pietra e nel vertice staccato in forma di Occhio onniveggente, circondato dai motti “Annuit Coeptis” e “Novus Ordo Seclorum”» 4. Affascinato dai significati che riusciva a scoprire nel Sigillo, Wallace si adoperò affinché «il Segretario al Tesoro inserisse la Grande Piramide nella nuova moneta da un dollaro nel 1935. Egli convinse il Segretario Morgenthau dicendogli che “Novus Ordo” in latino significava “New Deal” e, per anni, Morgenthau fu assediato da gente che credeva che la figura della Piramide sulla moneta significasse un legame con una società esoterica» 5.
Nella vita di Wallace era da tempo entrato un altro personaggio, tale Nikolai Rerikh, meglio conosciuto come Nicholas Roerich (1874-1949), un ebreo di origine russa 6, seguace della fondatrice della Società Teosofica Madame Blavatsky (1831-1891); il Roerich, pittore e associato del Teatro dell'Arte di Mosca e del Diaghilev Ballett, era amico di Igor Stravinsky (1882-1971), di Maksim Gorki (1868-1936) e (del massone) Rabindranath Tagore (1861-1941). Wallace «ogni tanto lo andava a trovare al “Roerich Museum”, in Riverside Drive a New York, e l'amicizia continuò anche quando Wallace si trasferì a Washington. Le sue lettere al Roerich, al quale si indirizzava chiamandolo “Caro Guru” 7, contenevano riferimenti cabalistici a “The Flaming One” (“un tale fiammeggiante”) o “the Wavering One” (“un tale esitante”) o “the Mediocre One” (“un tale mediocre”; forse F. D. Roosevelt), a “the Sour One” (“un tale inacidito”; Cordell Hull), a “the Dark Ones” (“quei tali tenebrosi”) o “the Tigers” (“le tigri”: l'Unione Sovietica) e allusioni mistiche al calice sovrastato da una fiamma e alla discesa dell'America nelle profondità dei fuochi purificanti» 8. Il suo profondo interesse per il simbolo personale di Roerich, tre cerchi in una sfera, il Wallace lo attestò nel suo libro New Frontiers (New York, pagg. 11-17 e 269) 9.
l La nuova età del mondo nel Sigillo e nel dollaro
Presentati due fra i principali personaggi
della storia del dollaro, possiamo passare alla precisazione della
giustificazione culturale della simbologia in esso contenuta, ricordando
che il Sigillo di Stato americano ha gli stessi disegni. Descrivere
perciò il Sigillo usato per gli atti ufficiali equivale a descrivere il
dollaro. Le due facce del Great Seal sono riportate (dal 1935) ai
due lati del biglietto di banca, separate dalla scritta In «God we
trust», cioè «Noi crediamo, abbiamo fiducia in Dio». A sinistra, c'è
un tronco di Piramide, sormontato da un Triangolo contenente un
Occhio
Vigile (o meglio onniveggente) e circondato da due motti e dalla scritta
«The Great Seal», «il Gran Sigillo»; a destra, un'Aquila
sormontata da varie stelle recante nel becco una fascia con la scritta
«E Pluribus Unum». Il triangolo con
L'abbattimento dello zarismo 18,
dell'impero austro-ungarico e, poi, del fascismo con le Guerre Mondiali
e la fondazione (20 gennaio 1920) della Società delle Nazioni, poi
O.N.U. 19, rappresentano
altrettante pietre miliari lungo la strada delle conquiste ottenute
dagli ebrei per la realizzazione del Nuovo Ordine. Ecco chiaro il perché
di quei fregi al Memorial Americano del Calvados: quei morti sono
il prezzo che i goym (i non ebrei; N.d.R.) hanno pagato per
l'onore e la gloria del popolo
l Storia del Gran Sigillo
1776, 1782, 1841, 1885, 1935: queste sono le cinque date principali della storia del Sigillo; la prima è quella della proposta di realizzarlo, l'ultima quella della sua riproduzione sul biglietto di Stato da un dollaro. L'idea del Gran Sigillo che rappresentasse le 13 nazioni americane unite, e non il Governo centrale, nacque il 4 luglio 1776 e, per prepararlo, il Congresso prescelse 27 i famosi Thomas Jefferson (1743-1826), John Adams (1735-1826) e Benjamin Franklin 28 (1706-1790). All'uopo venne assunto Eugène Pierre du Simitière (1736-1784), un pittore d'origine francese che in seguito ritrasse la testa di Washington (riprodotta sulla moneta del 1791). Il pittore, nel suo primo abbozzo, inserì l'«Occhio che tutto vede» quale Occhio della Provvidenza, simbolo antichissimo. Franklin avrebbe voluto inserire un'illustrazione di Mosè sul Mar Rosso e la scritta, attribuita ad Oliver Cromwell (1599-1658), «Rebellion to tyrants is obedience to God» («Ribellarsi ai tiranni è obbedire a Dio»). Il progetto si arenò e fu ripreso solo nel 1782 (l'anno del Congresso Massonico di Wilhelmsbad; vedi nota n° 23), allorché Franklin assunse come disegnatore William Barton di Philadelphia 29, figlio del reverendo Thomas, Rettore della St. James Episcopal Church, e della sorella del noto David Rittenhouse (1732-1796), le memorie del quale furono pubblicate nel 1813 dallo stesso William. Cominciava già a configurarsi l'attuale aspetto del Sigillo: Barton inserì infatti un'Aquila con le ali aperte su una colonna dorica, l'Occhio e le Stelle a cerchio su fondo blu. Il suo progetto però subì alcune variazioni 30 ad opera di Charles Thomson e di Jefferson. Fu quest'ultimo, infatti, a voler piazzare il triangolo attorno all'Occhio e ad aggiungere la data 1776 e le scritte «E pluribus unum» ed «Annuit coeptis». Thomson fece aggiungere il ramo d'ulivo e una «cresta» di stelle sull'Aquila. Questa non poggiò più sulla colonna, ma fu portata più in alto e il suo posto venne preso da una Fenice emergente dalle fiamme. L'Aquila doveva simbolizzare il Potere Supremo e l'Autorità (il Congresso); la colonna fu definita «geroglifico» della Fermezza e della Costanza, e il suo stile esempio «di bella composizione di forza, compattezza e utilità»: cioè un governo da un ben progettato programma. Le Stelle sono simbolo dell'eternità delle 13 nazioni unite giacché l'anello è proprio simbolo dell'Eterno.
«L'estinta libertà britannica ravvivata dai suoi discendenti in America» era simboleggiata dalla Fenice. Lo stemma fu approvato dal Congresso il 20 giugno 1782, ma il suo rovescio non venne mai stampato. Con l'uso il diritto del Sigillo si logorò e così, nel 1841, venne deciso di farne una nuova incisione che, contrariamente alle regole araldiche, fu variata nuovamente. Disegnato da R. P. Lampler, il nuovo Sigillo fu stampato da Edward Stabler (1794-1833), del Maryland, e fu chiamato «Websterian Great Seal» in onore di Daniel Webster (1782-1852) allora Segretario di Stato e committente. Il «Websterian Great Seal», che venne usato fino al 1885, presentava solo 6 frecce, poche olive, 6 bande verticali sullo scudo e fu criticato notevolmente. Charles Adelle Lewis Totten (1851-1908) 31 lo chiamò «mostruosità evidente, illegale e aborto». Arriviamo così al 1885, allorché il Segretario di Stato Frederick Theodore Frelinghuysen (1817-1885) commissionò la terza incisione 32 dopo la decisa opposizione di Totten. Fu formata una commissione con a capo Theodore Dwight (1801-1889; responsabile dell'ufficio «of Rolls and Library» del Dipartimento di Stato) e composta da Justin Winsor (1831-1897), storico, Charles Eliot-Norton (1827-1908; dell'Università di Harvard), William Whitmore, esperto in araldica, John Denison Chaplin Jr., editore associato dell'American Cyclopedia, e James Whitehouse, disegnatore della Tiffany di New york. Fu stabilito che il retro del Sigillo non fosse inciso. Norton scrisse: «Ci si rammarica che lo stemma sia di carattere così elaborato e allegorico, e il rovescio difficilmente potrà sembrare diverso da un insignificante emblema di congrega massonica» 33. Winsor descrisse il retro come «non intelligente e luogo comune. Se può essere nascosto, perché non continuare a tenervelo»? Il Dwight, all'unisono con il Winsor: «Alcuni mesi in più d'ombra - affermò - non gli avrebbero fatto danno». Chaplin jr., oltre a criticare l'ornamento di Stelle dal punto di vista araldico, notò che la legge del 1782 non considerava assolutamente le 13 serie di pietre della Piramide posta sul rovescio. Si arrivò così al 1935, anno della nuova e ultima incisione del «Great Seal» che viene stampato ancora oggi sul dollaro.
Il ripetersi di certi numeri, le frasi dai
dubbi significati, l'intervento nella storia del Sigillo di personaggi
legati all'esoterismo, avranno già stupito il nostro lettore al quale
non sarà sfuggito il fatto che, appunto, dietro a tutto ciò ci sia un
significato. Il significato esoterico del Sigillo (e quindi del dollaro)
è immenso e stupefacente, ed esso trova un riscontro preciso oltre che
nella mentalità giudeo-massonica, anche nella strategia di dominazione
mondiale. La prova più evidente di quanto andiamo asserendo è fornita
proprio da persone non sospettabili di antisemitismo. Vogliamo ripetere
ancora una volta quanto scrisse l'ebrea Cecilia Root-Lang: «Il
rovescio (del Sigillo) dev'essere stato disegnato da un mistico,
uno portato per il simbolismo [...]. Tutti i veri teosofi
dovrebbero saper scorgere la connessione tra la Teosofia e il rovescio».
Poiché quindi, il Sigillo è riprodotto sul biglietto da un dollaro, per
ammissione degli stessi tecnici di Teosofia, c'è
La giustificazione di questa mentalità è
nella Cabala ed è riassunta dal concetto ebraico dell'Adam-Kadmon,
uomo-dio, il dio in terra. Dal testo cabalistico Zohar
39 si apprende come la Shechinah, una
delle dieci Sephirot (cioè i segni della manifestazione di Dio
secondo la tradizione ebraica), indichi la manifestazione di Dio
nell'esistenza dell'uomo: tutte le Sephirot vengono
rappresentate, unite, nella forma dell'Adam-Kadmon. L'uomo,
perciò, epitome del Cosmo, è copia dell'Adam-
- nel suo significato; - nel numero delle lettere che sono 13.
Anche i piani della Piramide sono 13. L'altra divisa, «Novus Ordo Seclorum», se avesse avuto il dittongo «æ» (di «sæclorum») avrebbe avuto 18 lettere (18 è il numero della perfezione celeste nella simbologia dell'Apocalisse, perciò avrebbe potuto significare una nuova età cattolica); tolto il dittongo e così ridotto a 17 lettere, il motto è la privazione della perfezione celeste: il Regno cesaro-papista dei Rosacroce 49. Inoltre, esso indica che la società, come abbiamo scritto più sopra, sarà realizzata (ed è già in via di realizzazione) secondo lo schema della strategia di marca ebraica. Più in basso, sul bordo della cornice del fregio, è scritto «The Great Seal», doppio riferimento e alla costruzione piramidale giudeo-massonica, e alla simbologia espressa nel fregio di destra.
l Mistica e Cabala nel fregio di destra
La prima cosa che colpisce in questa faccia del Sigillo 50 è il fatto che una disposizione accorta abbia fatto sì che 13 stelle a 5 punte, i Pentalfa massonici 51, abbiano formato una chioma all'Aquila nella forma, inaspettata, di una Stella a 6 punte 52: insomma, una Stella di Davide vera e propria. Intorno alle 13 Stelle, cioè al Sigillo di Salomone, sono disposti un cerchio (simbolo di Eternità) di nuvole, e una corona di Luce (la Gloria) 53 a simboleggiare, in un primo tempo, la presenza di Dio. Ma nessun raggio di luce fende le nuvole e così il Signore viene fatto prigioniero del cerchio che è simbolo anche del Serpente: non è infatti Yahwéh prigioniero dei cabalisti 54? Non rappresentare la presenza e la potenza di Dio obbediva, quindi, a delle regole ben precise 55.
L'uso delle Stelle a 5 punte, che formano una Stella a 6 punte, non fu dovuta al caso 56 poiché la Stella di Davide (o Sigillo di Salomone) ha, nella sua complessità, molteplici significati, fra i quali ricordiamo la teoria della doppia verità, simbolizzata dai due triangoli, positivo e negativo, intersecantesi: teismo e ateismo, le due espressioni, cioè della religione ebraica, rappresentata dai farisei e dai sadducei, i quali, pur partendo da premesse diverse 57, coincidono nel Tempio e nella concezione della doppia verità, come i sofisti che asserivano che ogni individuo possiede una sua verità personale, contro la Chiesa cattolica che ne ammette una sola. Naturalmente, questa teoria della doppia verità (teismo-ateismo), viene strumentalizzata a seconda dei fini politici da raggiungere. Sotto la cresta è disegnata l'Aquila, e lo scudo posto su di essa ha (torna il solito numero) 13 bande verticali 58; il rapace stesso ha nel becco una fascia con il motto sinarchico «E pluribus unum» di 13 lettere, stringe fra gli artigli della zampa destra un ramo d'olivo con 13 foglie e 13 frutti e, con la zampa sinistra, impugna 13 frecce. Com'è semplice notare, il numero 13 nel fregio a destra è ripetuto per ben 6 volte, cioè per tante volte quanto è il numero dell'empietà 59: 13x6=78. Riducendo cabalisticamente, 7+8=15; e ancora 1+5=6, cioè ancora il numero del nome della Bestia, dell'empietà; empio è Satana che si presentò come Serpente; il ramo d'olivo retto dall'Aquila, ricalca, nella forma, il Caduceo, emblema di Anubi (fratello dì Osiride), cioè il Serpente 60. Totten notò anche questo 61 e rilevò anche che il 13 ricorre per ben due volte in YHWH (Yahwéh), una delle formule del Tetragrammaton (i 72 modi di nominare Dio); YHWH è formato, cabalisticamente, da 10 (J), 5 (H), 6 (V), 5 (H): 10+5+6+5=26=13x2.
l Conclusione
Il dollaro, con il suo immenso simbolismo
esoterico, è la prova più lampante di una lotta secolare contro l'Ordine
e la Tradizione cattolica, condotta dagli ebrei, dalla Massoneria e dai
Magi servitori del giudaismo 62.
Principalmente, però, essa è una lotta contro Dio, Nostro Padre,
condotta attraverso l'avversione e la sovversione del cattolicesimo e la
corruzione dottrinale. Fine ultimo il Regno Cesaro-papista dove il posto
di Dio dovrebbe esser preso da Lucifero 63.
Sul dollaro è scritto «In God we trust», e il nostro lettore ha
capito bene che Dio e denaro per il vertice ebraico sono la stessa cosa:
dio denaro, quindi, e questo significa che i vertici
APPENDICE I
13 Stelle sono disegnate sulle bandiere della Georgia, del Mississipi, del North Dakota, del Rhode Island e dell’Illinois. 18 sono in quella dell’Indiana, 13 esterne e 5 interne (13+5=18, che ridotto cabalisticamente è 1+8=9 (cioè il numero della generazione, del Serpente, cioè del diavolo); 17 sono in quella dell'Ohio; Pentalfa sono pure in quelle dell'Alaska (7+1, l’Orsa), dell'Arkansas, della California, del Nevada, del Texas, del Missouri (ben 24), del Tennesee, dell'Arizona, del Maine e del distretto federale della Columbia. La Stella, o Pentalfa massonico, è presente anche nei simboli militari e civili dalla nostra nazione. Il suo uso, come scriveva il paolino Padre Rosario Esposito, venne stabilito, in sostituzione della croce di Savoia dal massone Cesare Ricotti Magnani (1822-1917), Ministro della Guerra. La Stella, della quale riparleremo più oltre, è detta anche Stella di Venere, cioè Lucifero, la Stella del mattino; fiammeggiante fu adottata, sulle schede elettorali, nel 1924 - dai liberali di Ivanoe Bonomi (1873-1951).
In essa (punta verso l'alto) è inscrivibile un Uomo; se capovolta (punta verso il basso), invece è inscrivibile la testa di un Becco: si ripete il doppio significato della Stella a 6 punte: Spirito-Materia, Iniziazione-Istinto, Magia-Animalità. Nella Stella a 5 punte è presente anche la «religiosità fallica» dei massoni. Nella Stella fiammeggiante, infatti, campeggia nel mezzo una «G» (la «G» è visibile anche nell'Occhio che tutto vede, come accade nel G\O\ di Francia), ossia Geometria e Generazione, cioè l'atto sessuale.
Un esempio, per tutti, sulla religiosità fallica è il simbolismo del 1° e 2° Grado del Rito Scozzese:
- Parole sacre: «Bohaz» - «Jakin» (Fuoco e Aria), Sono le due colonne dell'entrata nel Tempio di Salomone, costruite a forma di fallo. Simboleggiano l'Uomo e la Donna: il Fuoco che genera e l'Aria che tutto circonda e riceve nel suo seno. Rispettivamente sono «Agni» e «Soma» del culto vedico. - Significato: attività, Virtus; passività, Patientia. È l'accoppiamento che dà la vita: «Vita, in egizio “Ankh”; in ebraico “Eve”; la madre dei Viventi (cioè degli iniziati) è lo stesso di Maria, in ebraico Myriam e Venere, non Dea dell'Amore, ma [...] la Forma o Utero, soprannominata “Mirionima”; sono le stesse cose» 67. - Corrispondenza cabalistica: «jodh»-«beth». Dal libro di Padre Floriano Giantulli s.j. traggo: «Ci viene detto da Roberto Ascarelli, ebreo, e quindi competente nella lingua ebraica, Presidente della Gran Loggia d'Italia di Rito Simbolico: “Il mondo ha bisogno di procreare. Lo “jodh” ebraico, che corrisponde grosso modo all'"I" di “jachin”; è il simbolo del sesso maschile; il “beth”; che corrisponde grosso modo al “B” di “booz”; corrisponde al simbolo femminile perché “beth” significa “casa”; da cui l'idea di utero [...]. Ben sapendo che in ebraico non si scrivono le vocali e scriviamo “jachin” con un “caph” e un “nun” e li leggiamo a rovescio, troviamo che il “nun” e il “caph” sono il segno scritto del coito e della copula, mentre scrivendo “beth” (b) e il “zain” (z) e li leggiamo a rovescio abbiamo il segno scritto dell’organo fecondatore, il fallo» (pag. 70). Leggendo «booz» e «jachin» da destra a sinistra («zoob» e «nika») si ottengono in maltese (lingua araba) due parole... turpi.
- Corrispondenza fallica: «fallòs»-«cteis». «Il “cteis” è la casa del “fallus”», dice il mago Eliphas Levi Zahed (1810-1875) in Dogme et rituel de la Haute Magie («Dogma e Rituale dell'Alta Magia»; pag. 125). Questo luridume, presente sia nella simbologia massonica quanto in quella ebraica, è presente anche nei significati attribuiti dai servi del diavolo alla Croce (qui li taceremo). Rimandiamo più oltre il lettore che potrà controllare come «linga», «priapo», «fallo» e «phtà» siano tutt'uno, come ammise lo stesso Albert Pike (1809-1891) a Charleston, il 20 marzo 1876, attribuendo loro le qualità del Principio Creatore o Principio Generatore. O si adora il Dio Creatore o si adora il dio Sesso. «Tertium non datur» («Non esiste una terza via»). E i massoni (ma solo loro?) hanno scelto il secondo. La bibliografia essenziale a questa nota è data dal testo di Padre Giantulli intitolato L'essenza della Massoneria italiana: il Naturalismo, con l'Imprimatur delle autorità ecclesiastiche.
APPENDICE II «TRADIZIONE» ESOTERICA
Ogni punta di questa Stella simbolizza una delle qualità che, secondo la religione egizia, reggono il Mondo. Questi cinque distinti principî sono: Fuoco, Acqua, Aria, Terra ed Etere. Seguendo le esaurienti spiegazioni di Jean-Barthélemy Le Couteulx de Canteleu (1749-1818), politico francese fondatore della Banque de France, il modo di svilupparsi dei cinque principî è il seguente:
- La Causa, padre, principio attivo, maschio e creatore; rappresentato dal Sole (Fuoco) è Osiride, padre di Luce simbolizzato dal «ptàh» egizio, Triangolo e Piramide. - La Materia dominata, madre, materia, femmina, natura passiva (Acqua); è la natura adorata sotto varie forme: Luna, Cibele, Venere, Cerere e Iside.
- L'Intermediario, il seme, lo
sperma, il fluido vitale; rappresentato dal mezzo della riproduzione, il
fallo («fallus», «fallòs») è l'Aria, lo spirito di vita,
il fluido magnetico del Sole identificato dagli egizi nel dio Thoth e
dagli altri pagani in Eros, Bacco ed Hermes. L'Effetto, la
fertilizzazione; è identificata nella Terra, madre di - Il Risultato, la creazione di una nuova vita destinata a conservare la specie; questo è il quinto elemento, l'Etere, l'Horus egizio che ha generato la Stella Fiammeggiante dei massoni, il Pentagramma, l'Adepto Deificato 68.
Ritroviamo i 5 elementi nell'esoterismo indù: la Terra (il «tattva» del «chakra» alla base della spina dorsale), l'Acqua (la milza), il Fuoco (l'ombelico o plesso solare), l'Aria (il cuore) e l'Etere (la gola) 69. L'esoterismo indù venne ripreso da Madame Blavatsky (la famosa occultista), la dottrina della quale annoverava gli stessi cinque «chakra» (o centri di forza); il primo, posto alla base della colonna spinale, è sede del Serpente di Fuoco, forza Universale del Logos che porta il divino nel fisico («prana» o vitalità). È la divinizzazione del sesso 70. Lo stesso concetto è nella Gnosi ove troviamo il Serpente come «animale pneumatico», che passa nel seno dell'iniziato affinché attraverso il suo Pneuma la divinità entri nell'uomo 71. La Stella a 5 punte è simbolo dell'Uomo in via di rigenerazione; nelle raffigurazioni massoniche si trova spesso l'Uomo inscritto nella Stella (la testa nella punta superiore, le braccia nelle punte laterali e le gambe nelle punte inferiori). Il Pentagramma (o Sigillo dell'Uomo), perciò, è il simbolo dell'umanesimo pagano e, soprattutto, dell'umanesimo iniziatico 72. Per un approfondimento dell'argomento, consigliamo gli ottimi volumi citati nella presente nota.
APPENDICE III
La Stella a 6 punte è il più importante segno occultista che, per gli ebrei, è un talismano di notevole importanza (vedi nota n° 50); detta anche Sigillo di Salomone ed Esagramma, è formata da due triangoli, ma nella Cabala è arricchita di altri elementi che nascondono significati esoterici.
Note
1 Così il rabbino Isaac Wise in The Israelite, del 3 e del 17 agosto 1855: «La Massoneria è un'istituzione ebraica; di essa la storia, le regole, i doveri, le consegne e le esplicazioni sono ebraici dall'inizio alla fine, eccetto qualche regola secondaria e qualche parola» (cfr. J. Meinvielle, Les Juifs dans le mystère de l'histoire, Ed. Documents-Paternité, n° 107-108, gennaio-febbraio 1965, pag. 75). 2 Il motivo per cui questa simbologia è presente solo sul biglietto da un dollaro, e non sugli altri tagli della moneta americana, va ricercato nella concezione religiosa del popolo ebraico. Il «popolo eletto», infatti, concepisce vita e cosmo numerologicamente e, numericamente parlando, «Dio è l’Uno, origine e fine di tutte le cose. L'Uno genera il tutto, l'Uno genera il Cosmo e la sua emanazione avviene attraverso dei “Sephirot”, cioè dei segni, e l'uomo religioso accede alla comprensione del creato con la meditazione dei segni che sono gli strumenti dell’emanazione divina» (cfr. P. Sella di Monteluce in «La rivolta del popolo», del 3 dicembre 1966, pag. 2). Da questa concezione hanno origine la Cabala e l'idea della coincidenza di Dio con Mammona. 3 Cfr. Enciclopedia Rizzoli-Larousse, vol. XV, pag. 678; vedi anche Encyclopædia Britannica, vol. 23, pag. 165. 4 Cfr. A. H. Schlesinger Jr., The Coming of the New Deal («La venuta del New Deal»); R. K. Spenser, The Cult of the All-Seeing Eye («Il culto dell'Occhio Onniveggente»), Monte Cristo Press, New York, pag. 22 e ss. 5 Cfr. R. K. Spenser, op. cit., pag. 22 e ss.; vedi anche P. Virion, Le nouvel ordre du monde («Il nuovo ordine mondiale»), Ed. Téquì, 1974, pag. 16. 6 Il suo vero nome era Sergej Makronowsky. 7 La corrispondenza con il «Dear Guru» («Caro Maestro») fu registrata dal Westbrook Pegler nel marzo-aprile del 1948 (cfr. R. K. Spenser, op. cit., pag. 23-24). 8 Cfr. R. K. Spenser, op. cit., pag. 24. 9 Ibid., pagg. 23-24. 10 Cfr. P. Virion, El Gobierno Mundial y la Contra Iglesia («Il Governo Mondiale e la Contro-chiesa»), Ed. Cruz y Fierro, Buenos Aires, pag. 83 e ss.. 11 Cfr. J. Bordiot, Une maine cachée dirige («Una mano nascosta dirige»), Ed. Documents et Témoignages, Parigi 1974, pag. 262. 12 Il 13, numero cabalistico, sta a significare le tredici tappe dell'evoluzione dell'energia, la via iniziatica verso l'infinito spirituale (cfr. P. Virion, El Gobierno Mundial y la Contra Iglesia, pagg. 80-81). 13 Cfr. Virgilio, Egloghe, IV, v. 5; Eneide, IX v. 625. 14 Cfr. P. Virion, Le nouvel ordre du monde, pag. 14. La Root-Lang era editrice e divulgatrice di Divine Life («Vita Divina»), una rivista dell'Independent Theosophical Society of America. 15 Anch'egli fu membro di società esoteriche. Collaborò con Melantone (Filippo Schwarzerd), membro della Fratellanza di San Giovanni e poi capo del protestantesimo. 16 Cfr. P. Virion, Le nouvel ordre du monde, pagg. 12-13; Bientót un super-gouvernement mondial («Presto un super-governo mondiale»), Ed. Saint-Michel, 4a ed., 1967, pagg. 173-230. 17 Fascismo, zarismo, giustizialismo e i movimenti di tipo «fascista» in genere hanno spesso servito gli interessi del giudaismo; infatti, nella loro genesi e specialmente nel loro sviluppo, l'ebraismo ha influito direttamente o attraverso i suoi sottoprodotti (liberalismo, socialismo, comunismo, laicismo, Massoneria, ecc...). Il grado di giudaizzazione di questi movimenti è inversamente proporzionale al grado di essi. 18 L'uccisione della famiglia imperiale russa fu un vero e proprio sacrificio rituale. Vedi sull'argomento l'esauriente testo di L. Fry intitolato Waters Flowing Eastward («Le acque scorrono verso Est»), Britons Publiahing, 5ª ed., 1965, pagg. 191-194. 19 Società manovrata da ebrei. Justin Godard, il 4 agosto 1926, disse al Congresso Universale della Gioventù Ebraica che i giudei sono il più forte sostegno della Società delle Nazioni, che deve loro la propria esistenza (cfr. M. Fara, La Masoneria en descubierto, Ed. La Hoja de Roble, Buenos Aires, 1960, pag. 111). 20 Cfr. M. Fara, op. cit., pag. 110. 21 Cfr. Archives Israelites, anno 1864, pag. 335. 22 Cfr. G. Scantamburlo, «Riflessioni del Teismo e dell'Ateismo sui giudizi di valore», in L'occulta strategia della gurra senza confini, Ed. Centro Studi Politici e Costituzionali, 1972, pagg. 162-163.
23
Infatti, la stampa della data 1776 alla base della Piramide è
antecedente, seppur di pochi mesi, all'Indipendenza americana. La
Piramide tronca (recante la data citata) fu adottata, quale simbolo
dell'Ordine degli Illuminati, da Adam Weißhaupt quando fondò
l'Ordine il 1° maggio 1776. La data alla base della Piramide ricorda
quell'evento; la Piramide assunse un significato massonico dopo la
fusione della Massoneria con l'Ordine degli Illuminati, al Congresso
di Wilhelmsbad del 1782. Fra i fondatori degli Illuminati ci sono
cinque ebrei: Wessely, i Moses Mendelssohn e i tre banchieri Itzig,
Friedlander e Meyer (cfr. «La vieille France», 31 marzo-6
aprile 1921, in Inquire Within, «The Trail of the Serpent»,
Ed. Christian 24 Rimandiamo per questa nota all'Appendice I. 25 Nel nostro precedente scritto (vedi introduzione), errammo nell'affermare che il ramoscello fosse d'Acacia, anch'essa pianta sacra alla Massoneria. 26 Nel capitolo che segue, la fonte bibliografica principale è costituita da R. K. Spenser, op. cit., pag. 24 e ss., salvo contraria indicazione. 27 Cfr. Journal of Congress, vol. I, pagg. 248 e 397, anno 1776. 28 Thomas Jefferson e John Adams erano entrambi ardenti massoni. Jefferson, studioso di Weißhaupt, appoggiò quest'ultimo quando il governo bavarese scoprì la sua sètta segreta. Jefferson, inoltre, favorì l'infiltrazione di Illuminati nelle Logge di Rito Scozzese del New England; quest'infiltrazione, denunciata già da John Robinson e David Pappen, fu confermata da J. Q. Adams, che era organizzatore delle Logge massoniche del New England; egli scrisse tre lettere al Colonnello W. L. Stone spiegando come Jefferson avesse utilizzato le Logge massoniche per fini sovversivi. Le lettere sono nella Rittenburg Square Library, in Philadelphia. (cfr. W. G. Carr, Pawns in the Game, St. George Press, U.S.A., 1970, pagg. 160-153). 29 Scriveva l'ebrea Root-Lang nel 1917: «In W. Barton noi vediamo solo la facciata dello strumento; se egli personalmente non era un mistico o un veggente, allora un Maestro stava dietro di lui». Per la Root-Lang, forse, il Maestro era Thomas Paine, deista e rivoluzionario (cfr. R. K. Spenser, op. cit., pag. 24 e ss.). 30 L'Occhio, ad esempio, fu messo sul retro del Sigillo. 31 Autore di Our Inheritanee in the Great Seal of the U.S. and Its Significations into “The Great People” thus Sealed («La nostra eredità nel Gran Sigillo degli Stati Uniti e i suoi significati alle “grandi persone” così sigillate»), Our Race Pub. Co., marzo 1857. 32 Furono compiute anche altre due incisioni per mano di John Hay (1902) e di Mas Zeiter, Bailey, Banks e Biddle di Philadelphia. Questi due stampi non furono considerati illegali giacché gli autori rispettarono la Legge del 1782. 33 Cfr. R. K. Spenser, op. cit., pag. 26 e ss. 34 Cfr. B. Bellomo, La Massoneria Universale dalle origini ai nostri giorni, Ed. Ciarrocca, Milano 1960, pag. 322. 35 Cfr. J. Meinvielle, op. cit., pag. 10. 36 Cfr. B. Lazare, L'antisémitisme, Ed. Documents et Témoignages, 1969, pag. 14. 37 Cfr. Révue de Paris, del 1º giugno 1928, Anno XXXV, n° 11, pag. 574. Ecco ciò che dice il Talmud esattamente: «Ai giudei lo scettro del mondo, così che tutti i popoli e tutti i reami saranno loro sottomessi. Allora ogni ebreo avrà 2.800 servitori...» (cfr. Jaigut, fol. 56; Bachai, fol. 168; vedi J. Meinvielle, op. cit., pag. 71). 38 Cfr. I. Loeb, La litérature des pauvres dans la Bible («La letteratura dei poveri nella Bibbia»), Parigi 1892, pag. 218. 39 Cfr. Mosè (Ben Shem Tob) de Leon, trattato Zohar; cit. in I. Epstein, Il giudaismo, Ed. Feltrinelli 1967, pagg. 203-208. 40 «La Vergine profetica, i Regni Saturnini ora tornano. Una nuova progenie cade dall'alto dei cieli. Casta Lucina, favorisci il giovinetto che presto nascerà e con il quale l'età del ferro finirà e quella dell'oro sorgerà novella su tutta la terra». 41 Cfr. P. Virion, Le nouvel ordre du monde, pag. 14. 42 Ibid., pag. 13. 43 Cfr. R. K. Spenser, op. cit., pag. 27 e ss. 44 Ibid., pag. 27. 45 Nella conclusione spiegheremo come ebrei e massoni abbiano rifiutato l'idea di Dio. 46 Dt 22, 4: «Egli è la roccia. Perfetto è il suo operare...»; Sl 91, 1: «Tu che stai in tutela dell'Eccelso e all'ombra delle sue ali dimori...»; Is 26, 4: «Il Signore è la roccia eterna».
47
Cfr. R. K. Spenser,
op. cit., pag. 33 e ss. Anche in Estremo Oriente esiste il culto
dell'Occhio Onniveggente ed è quello del Cao Dai,
spettacolare parodia del cattolicesimo; ha il suo tempio principale
fra il Sud Vietnam e la Cambogia, pratica l'occultismo e desidera
una super-religione. Sul trono del suo Sommo Sacerdote, con il quale
collaborano vari Cardinali, sono riprodotti serpenti. Sotto forma di
Serpente si presentò Lucifero, e perciò il Serpente è simbolo del
male e del nemico di Cristo, e il suo numero è anche il 9. Il culto
del Serpente 48 Sul biglietto di banca, le 72 pietre non sono ben visibili, al contrario delle riproduzioni del Sigillo, quali quello affrescato nella Stanza della Meditazione dell'O.N.U., nella Stanza della Preghiera del Campidoglio degli U.S.A. e nel Tempio della Comprensione («Understanding»). Non è strano tutto ciò? 49 Leggiamo in R. K. Spenser, op. cit., pagg. 29 e 30: «Le stelle (quelle della corona dell'Aquila sul diritto del Sigillo; vi torneremo sopra nel prossimo capitolo) sono disposte irregolarmente; le nuvole che circondano il gruppo rotolano indietro e si rompono in forma circolare. Così, il simbolo dell'Eternità, il cerchio, non limita in nessun modo il gruppo. La sua disposizione implica la futura crescita della “nuova costellazione” poiché, roteando all'indietro, le nuvole permetteranno ad altre stelle di crescere finché ne risulterà una distribuzione stellare che non possiamo nemmeno lontanamente pensare». 50 Sigillo di Stato, non Sigillo di Salomone o Stella di Davide; vogliamo qui ricordare che il Sigillo è per gli ebrei un talismano che dà loro potenza, forza e capacità per dominare il pensiero e le azioni degli altri uomini e delle nazioni (cfr. Inquire Within, op. cit., pag. 117). 51 Rimandiamo per questa nota all'Appendice II. 52 Rimandiamo per questa nota all'Appendice III. 53 1 Re, 8, 10 e ss: «La nube riempì il Tempio del Signore, tanto che i Sacerdoti, a causa della nube, non poterono rimanervi per compiere i loro uffici, avendo la Gloria del Signore riempito il suo Tempio». 54 Cfr. R. K. Spenser, op. cit., pag. 28. 55 Ne riparleremo nella conclusione. La Massoneria si adeguò a questa regola, come vedremo; occorre rilevare che negli stemmi dei Consolati e delle Ambasciate U.S.A. il simbolo della presenza di Dio venne tolto e mai più rappresentato. Lo era nei precedenti stemmi. 56 Nella prima versione del Sigillo di Stato, tutte le Stelle erano a 6 punte. Totten, comunque, al posto della Stella a 6 punte, formata dalle 13 stelle a 5 punte, gradiva una utilizzazione simile alla Croce del Sud, costellazione almeno realmente esistente, al contrario di quella di Salomone, fantastica e legata a tradizioni esoteriche ed ebraiche. (cfr. R. K. Spenser, op. cit., pagg. 31-32). 57 I sadducei non credevano, al contrario dei farisei, alla vita ultraterrena (vedi anche note nº 60 e 65). 58 7 strisce scure e 6 chiare (i 13 Stati della Rivoluzione). Nella bandiera degli U.S.A., 7 strisce sono rosse e 6 bianche. 59 Ap 13, 18.
60
Il serpente che si morde la coda (cioè il cerchio) simbolizza il
Regno di Saturno. Il Caduceo, la verga alata con due serpenti
simmetricamente incrociati, è un simbolo esoterico antichissimo. Tra
gli officianti dei Misteri di Eleusi c'era lo Hieroceryx (il
sacro araldo) che portava il Caduceo simbolizzante Mercurio. Lo
stesso Caduceo era piazzato nella parte inferiore del panteistico
Baphomet del culto templare che rappresentava le forze della
generazione dell'uomo come mezzo di deificazione (erano cristiani i
Templari, oppure servi sciocchi di Satana? «Quod superius
macroprosopus sicut quod inferius microprosopus»). Il Serpente,
sotto varie forme, è presente nella maggior parte dei pensieri
gnostici, i quali lo hanno ereditato dagli antichi misteri egizi,
pitici, eleusini. Il Serpente (in ebraico «Naash», «Nun-heth-scin»)
o Leviatano, rappresenta Saturno, la costellazione del Dragone e,
sempre per gli gnostici, regna sul Paradiso Terrestre. Rappresentato
circolarmente, nell'atto cioè di mordersi la coda, Naash
simbolizza l'Uno che si sviluppa nel Tutto e il Tutto che ritorna
all'Uno (cfr. G. Ventura,
op. cit., pagg. 24-31). Esoterismo egizio, esoterismo indù,
martinismo, Cabala, sinarchia e culto templare: tutti con lo
stesso fine di rivoluzionare lo spirito del sacrificio della Croce
(cfr. Inquire Within, op. cit., pagg. 8, 41, 237-238).
Un sacrificio compiuto da Colui anche per salvare chi (i massonidi),
come i manichei neognostici, lo chiamano Adonai e lo contrappongono
a Lucifero, ma per essi «Lucifero è dio della Luce e dio del Bene
che lotta per l'umanità contro Adonai, Dio delle Tenebre e Dio del
Male» (cfr. D. Margiotta,
Ricordi di un Trentatre, 61 Cfr. R. K. Spenser, op. cit., nota n° 18. 62 Ci permettiamo, a tal proposito, di consigliare ai nostri lettori per la comprensione del misterium iniquitatis, l'esauriente e documentatissimo volume di Pierre Virion, Mystère d'iniquité («Mistero d'iniquità»), Ed. Saint-Michel, 1967. 63 I tempi messianici non sono poi cosi lontani come sembra. Il XXI secolo è stato chiamato il secolo della nuova chiesa luciferina, e da vari occultisti è detto che il secolo venturo sorgerà sotto la costellazione del Serpente. Sull'Età del Serpente (o Età di Saturno), vedi anche la nota n° 60. 64 Cfr. R. K. Spenser, op. cit., pag. 27. 65 La nuova Età del Mondo, l'Età di Lucifero, viene attualmente particolarmente preparata dai F\ M\ di Rito Palladico o Luciferico. Citiamo una fonte interessante, di un autorevolissimo F\ M\ tornato alla fede cattolica: «Religione del Palladismo è il neognosticismo dei manichei, i quali insegnano che la divinità è doppia e che Lucifero è uguale ad Adonai (nome dato al Dio dei cattolici); ma Lucifero è dio della Luce e dio del Bene (!) che lotta per l'Umanità contro Adonai, Dio delle Tenebre e Dio del Male. Posto questo principio alla base del culto segreto dei Triangoli (Logge Palladiche), Albert Pike non aveva fatto altro che precisare e togliere l'ultimo velo al dogma degli Alti Gradi di tutte le Alte Massonerie, di qualunque rito si parli» (cfr. D. Margiotta, op. cit., pag. 124 e ss.; cit. in B. Bellomo, op. cit., pag. 275). 66 Ogni riferimento massonico alla deità non può essere riportato a Dio perché sarebbe in contrasto con la stessa Massoneria, alla quale aderiscono atei, buddisti, ebrei, valdesi (il Gran Maestro Giordano Gamberini lo era) ecc... Ogni suo atto è infatti ufficialmente condotto nel nome del G\A\D\U\ (Grande Architetto dell'Universo) deità indistinta, astratta, ideale. Il nome G\A\D\U\ venne soppresso dal Grand'Oriente di Francia il 14 settembre 1876. Il G\O\, inoltre, nel 1884 modificò il 1° articolo del suo Statuto come segue: «La Massoneria, considerando le concezioni metafisiche dominio dell'esperienza personale, rinuncia ad ogni affermazione dogmatica» (cfr. M. Fara, op. cit., pagg. 45-48). 67 Cfr. A. Reghini, Le parole sacre e di passo dei primi tre Gradi..., Ed. Atanor, Roma 1922, pag. 102; cit. in F. Giantulli, L'essenza della Massoneria italiana: il naturalismo, Ed. Pucci Cipriani, Firenze 1973, pagg. 67-68). Il massone Reghini fu il maestro del filosofo Julius Evola. 68 Cfr. Inquire Within, op. cit., pag. 13 e ss. 69 Ibid. 70 Cfr. P. Virion, Mystère d’iniquité, Ed. Saint-Michel, 4ª ed., 1967, pag. 183. 71 Cfr. G. Ventura, Cosmogonie Gnostiche, Ed. Atanor 1975, Roma, pag. 24. 72 Cfr. P. Virion, Mystère d’iniquité, pag. 167. 73 Ibid., pagg. 164-167.
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