TOP

di Don Curzio Nitoglia 1

 

postato: 31 maggio 2023

 

pio edgardo mortara

 

 

Premessa

 

Basandosi sul libro scritto nel 1997 dall'antropologo e storico ebreo David Israel Kertzer intitolato The Kidnapping of Edgardo Mortara (pubblicato in Italia nel 1996 da Rizzoli con il titolo Prigioniero del Papa Re), il rinomato regista americano (anche lui ebreo) Steven Spielberg avrebbe voluto girare un film dal titolo The Kidnapping of Edgardo Mortara. Le riprese avrebbero dovuto iniziare a Bologna, ma il 21 febbraio 2017 il regista cambiò idea, scartando il capoluogo emiliano.

 

david israel kertzer - prigioniero del papa re

Sopra: David Israel Kertzer e il suo

libro del 1996 Prigioniero del Papa Re.

 

steven spielberg

 

Dopo aver appreso dell'abbandono del progetto da parte di Spielberg, non in grado di trovare un attore adatto al ruolo di Edgardo bambino, nel 2020 il regista italiano Marco Bellocchio iniziò ad interessarsi al progetto.

 

marco bellocchio

 

Basandosi liberamente sul libro del 1996 Il caso Mortara di Daniele Scalise, ha realizzato il film Rapito, presentato in anteprima al Festival di Cannes 2023, e distribuito nei cinema italiani a partire dal 25 maggio.

 

daniele scalise - il caso mortara

Sopra: Daniele Scalise e

il suo libro Il caso Mortara.

 

Dunque, pur essendo stato redatto nel 2002, lo scritto che presentiamo è ancora di grande attualità. Il film, come d'altronde buona parte dei libri o degli articoli scritti sull'argomento da campioni dell'anticlericalismo, ripropone la solita tesi del plagio e della violenza psicologica esercitata su un bambino di sette anni, vittima dell'orrore, della prepotenza e dell'ingiustizia del potere temporale della Chiesa.

 

rapito - marco bellocchio

Sopra: la locandina del film diretto da Bellocchio Rapito, distribuito in Italia da 01 Distribution.

 

Bellocchio, naturalmente, si guarda bene dal riportare la testimonianza autobiografica dello stesso bambino che diventato adulto volle divenire sacerdote cattolico per poi morire novantenne in odore di santità. In realtà, il regista, che ha definito il suo ateismo come «un rifiuto della dimensione metafisica», non fa che riproporre le solite accuse anticattoliche del passato consapevole anche del fatto che, a differenza dei tempi in cui la Chiesa non si lasciava diffamare, oggi dall'altra parte del Tevere (in Vaticano) non si leverà alcuna voce per difendere la memoria dell'ultimo Papa-Re e l'onore della Chiesa.

 

Sopra: un'inquadratura del film Rapito che ritrae il piccolo Edgardo Mortara in braccio a Papa Pio IX.

 

Non dimentichiamo, d'altronde, che nel 2000, quando Pio IX venne beatificato, la comunità ebraica mondiale, memore del «caso» Mortara,  levò un grido di sdegno per quel gesto e minacciò di interrompere il dialogo ecumenico con Roma.

 

  Paolo Baroni

 

 

 

Prologo

 

Verso la fine del XIX secolo scoppiava il «caso Mortara». Nel presente articolo non mi dilungherò tanto sul «caso» 2, quanto sulla conversione miracolosa del bambino ebreo così come ci è stata raccontata da lui stesso 3.

 

Il caso

 

Il neonato venne battezzato mentre si trovava in pericolo di morte dalla bàlia cristiana, ma poi sopravvisse inaspettatamente; la Chiesa non lo restituì ai genitori. Il giovane divenne in seguito sacerdote e morì in odore di santità. La patria potestà del genitore ebreo non venne violata, poiché in caso di conflitto tra i diritti della Chiesa (di ordine soprannaturale) e quelli pretesi dei genitori (di ordine naturale), prevalgono quelli superiori.

 

È una verità di fede che il battesimo conferito validamente rende il neonato soggetto alla Chiesa. Se la Chiesa rinunciasse a questo solo articolo di fede rinuncerebbe a tutta quanta la fede; essa è indivisibile, e se violata anche su un solo articolo, è completamente persa.

 

santo battesimo

 

La Chiesa proibisce di battezzare i figli dei non cattolici contro la volontà dei genitori, ma una volta che il Battesimo è stato conferito, essa pur punendo il trasgressore degli ordini (tranne il caso in cui il neonato fosse in pericolo di vita, come accadde al Mortara), non può negare la realtà e la verità di fede: che il bimbo battezzato è un cristiano! Il Codice di Diritto canonico del 1917, al comma 750, paragrafo 1° insegna che:

 

«Se prudentemente si prevede che il bambino morirà prima di raggiungere l'età di ragione, si può lecitamente battezzare il bambino, anche contro la volontà dei genitori. Se la morte è certa, lo si deve battezzare, purché lo si possa fare senza grave danno alla Religione. Se la morte è solo probabile è lecito battezzarlo».

 

codice di diritto canonico 1917

Sopra: il Codice di Diritto Canonico

promulgato da Papa Benedetto XV nel 1917.

 

Perciò la proibizione di battezzare vale solo per i neonati di genitori acattolici che non vogliono il Battesimo, e per quelli che non si trovano in pericolo certo o anche soltanto probabile di morte. Il battesimo del piccolo Mortara fu non soltanto valido, ma anche lecito, anzi dovuto, data la gravità della sua malattia che non lasciava più speranze.

 

La vita

 

Secondo quanto dichiarò lo stesso don Pio Edgardo Mortara (1851-1940), Canonico Regolare Lateranense, al processo per la beatificazione di Pio IX (1792-1878) 4, attorno al 1912:

 

«Nato da genitori israeliti (a Bologna il 21 agosto 1851; N.d.A.), all'età di circa 17 mesi fui sorpreso da una grave malattia, neurite, che mi ridusse all'estremo [...]. Accortasi del pericolo, la fantesca, Anna Morisi, cristiana ed ottima giovane di 16-18 anni (abitante in Persiceto; N.d.R.) che i miei genitori, malgrado le leggi allora vigenti nello Stato Pontificio ritenevano al loro servizio 5, prese la determinazione di amministrarmi il Santo Battesimo. Colto il momento in cui mia madre mi aveva lasciato solo nella culla, si avvicinò [...] e mi battezzò [...].

 

Il fatto fu mantenuto nel più assoluto segreto dalla Morisi, sorpresa della mia pronta guarigione. Sei anni dopo, un mio fratellino di nome Aristide, cadde gravemente ammalato. Sollecitata [...] la Morisi da una sua amica, a battezzare il bambino in extremis, essa si ricusò di farlo (il bimbo poi morirà; N.d.A.) allegando per ragione la mia sopravvivenza al Battesimo, e così fu rivelato il segreto. Giunta in tal modo la notizia del mio Battesimo a conoscenza dell'autorità ecclesiastica ordinaria, questa giudicando che il caso era troppo grave per essere della sua competenza, ne riferì direttamente alla Curia Romana [...].

 

edgardo mortara

Sopra: il piccolo Edgardo

all'età di sette anni.

 

Il Santo Padre per mezzo di una Congregazione Romana, incaricò il Feletti (Padre domenicano e inquisitore in Bologna; N.d.A.) della mia separazione dalla famiglia, la quale ebbe luogo, "cum auxilio brachii secularis", cioè intervenendo i gendarmi dell'Inquisizione (i gendarmi ovviamente non erano della Santa Inquisizione, ma della Legione Gendarmi Pontifici di Bologna; N.d.A.) [...] il 24 giu­gno 1858. Fui condotto dai gendarmi a Roma (a Fossombrone il fanciullo desiderò, miracolosamente, seguire i carabinieri alla Messa; N.d.A.) e presentato a Sua Santità Pio IX, il quale mi accolse con la più grande bontà, e si dichiarò mio padre adottivo, come di fatto lo fu, finché visse incaricandosi della mia carriera e assicurando il mio avvenire [...].

 

Sopra: il piccolo Edgardo viene prelevato

dai gendarmi dello Stato pontificio.

 

Pochi giorni dopo il mio arrivo a Roma, ricevuta l'istruzione religiosa, mi furono supplite le cerimonie del Battesimo dal Cardinal Ferretti [...]. Otto giorni dopo si presentarono i miei genitori all'Istituto dei Neofiti per iniziare le pratiche onde riavermi in famiglia. Essendo stata data loro piena facoltà di vedermi e trattenersi con me, prolungarono la loro residenza in Roma per un mese venendo tutti i giorni a visitarmi [...]. Adoperarono tutti i mezzi per riavermi [...].

 

papa pio IX

 

Ad onta di tutto ciò io non mostrai mai la più lieve velleità di ritornare in famiglia, del che io stesso non so rendermi ragione, se non mirando alla forza soprannaturale della Grazia. A questo proposito citerò un aneddoto, nel quale si rivela questa potenza della Grazia. Avendo io servito la Messa in Alatri [...] tornando in sacrestia col Sacerdote, repentinamente si presentarono i miei genitori sulla porta. Io invece di gettarmi nelle loro braccia, come sarebbe stato ben naturale, mi ritrassi sorpreso rifugiandomi sotto la pianeta del Sacerdote [...].

 

san paolo

Sopra: Nostro Signore appare all'ebreo Saulo sulla via di Damasco rendendolo cieco. Una volta ricevuto il Santo Battesimo, la Grazia lo trasformerà da persecutore dei cristiani a San Paolo, l'Apostolo delle genti.

 

Il Sommo Pontefice [...] aveva l'intenzione di affidarmi ai Padri Gesuiti [...], ma riflettendovi meglio, per non porgere pretesti alle polemiche [...] mi collocò nel Collegio di San Pietro in Vincoli [...] diretto dai Canonici Regolari Lateranensi. (Il Papa) mi prodigava sempre le più paterne dimostrazioni d'affetto, e [...] ripeteva spesso che gli ero costato molte pene e lacrime. Incontrandomi a passeggio mi chiamava e come buon papà si divertiva con me nascondendomi sotto il suo mantello rosso [...]. Intanto nella stampa [...] di tutto il mondo si manteneva gran chiasso sul ratto del fanciullo Mortara» 6.

 

Accese polemiche sul caso Mortara

 

Infatti dopo l'allontanamento del fanciullo da Bologna, la prima reazione la si ebbe in ambiente liberale, poi del caso si impadronì la stampa. Il punto di vista cattolico fu difeso da La Civiltà Cattolica, in una serie di articoli dovuti alla penna del Padre Carlo Maria Curci s.j. (1810-1891) 7. Anche il giornalista e scrittore Louis Veuillot (183-1883) e dom Prosper Guéranger (1805-1875), abate benedettino di Solesmes, si schierarono a battaglia per difendere Pio IX. Per sei mesi questa polemica divampò nel mondo intero.

 

padre carlo maria curci s.j. - louis veuillot - dom prosper guéranger

 

Le Comunità Israelitiche piemontesi avevano interessato frattanto i Concistori di Francia ed Inghilterra. Quest'ultima, cui Roma rimproverava l'educazione coatta in asili anglicani degli orfani dei caduti cattolici irlandesi in Crimea, aveva chiesto la chiusura dei collegio ove era stato posto il Mortara. Pio IX capì che occorreva dare una risposta categorica e autorevole, basata sul principio che lo spirituale deve preferirsi al temporale e che la Chiesa deve curare la salvezza dell'anima di un fanciullo diventato cristiano anche senza il suo diretto intervento.

 

E i genitori Mortara devono imputare questo fatto spiacevole e straziante a se stessi, in quanto avevano preso a loro servizio una domestica cristiana, violando così le leggi dello Stato Pontificio, in cui abitavano, quando successe il «caso». Il Papa chiedeva soltanto che nel suo Stato si osservasse esattamente quello che egli stesso avrebbe osservato in tutti gli altri e asseriva:

 

«Si perda ogni cosa piuttosto che togliere a Cristo un'anima che Egli ha comprato col suo Sangue».

 

santo battesimo

 

Il Papa essendosi persuaso, dopo opportune ricerche fatte fare, della validità del Battesimo, non poteva permettere che un cristiano venisse educato nella religione giudaica, nonostante il caso fosse umanamente straziante! La questione si riaprì in Bologna nel 1859, con la costituzione del Governo Provvisorio che avrebbe preparato i plebisciti e l'annessione del marzo 1860. Pio IX era irremovibile sulla decisione di non restituire il fanciullo a chicchessia.

 

Il 14 novembre 1859 venne abolito in Romagna il Tribunale della Santa Inquisizione, i ministri di culto vennero assoggettati alla legge sarda e venne abolito il Foro ecclesiastico. Padre Pier Gaetano Feletti o.p. (1797-1881) fu la prima vittima di queste disposizioni; egli non si era mosso da Bologna, dal suo Convento di San Domenico, benché prevedesse quanto stava per succedergli.

 

padre pier gaetano feletti o.p.

 

Il suo atteggiamento semper idem fu improntato a grande dignità, mai giunse a compromesso, ripetendo sempre d'aver agito in modo conforme a quanto la carica che ricopriva esigeva da lui. Nella notte tra il 2 e il 3 gennaio 1860 il Direttore Generale di Polizia Piemontese, cav. Curletti, arrestò il Padre Feletti. Il domenicano fu condotto alle carceri del Torrone e dopo due mesi di detenzione ebbe inizio il processo. Fin dal suo primo interrogatorio rispose che

 

«i giudizi della Chiesa non vanno soggetti a nessun'altra autorità a lei inferiore [...] non essendo lecito a nessuno farsi giudice delle decisioni emanate dalla Sede Apostolica nella materia di fede e di costumi [...]. La coscienza mi vieta assolutamente di dare alcuna risposta» 8.

 

Fu anche preso di mira l'Arcivescovo di Bologna, il Cardinale Michele Viale-Prelà (1798-1860).

 

cardinale michele viale-prelà

 

Il Padre Feletti fu assolto il 16 aprile 1860; sul giovane Mortara aveva dichiarato:

 

«Io non posso fare a meno di manifestare quello che concerne la misericordia di Dio verso questo fanciullo, e i prodigi della sua Grazia per mantenerlo buon cristiano. Fin dai primi momenti che [...] venne annunziato al padre [...] e allo stesso Edgardo che questi essendo stato battezzato doveva consegnarsi alla Chiesa cattolica e quindi separarsi dalla famiglia, il suddetto fanciullo rimase, come impassibile e nel mentre che gli altri suoi fratelli e sorelle piangevano [...] quieto e tranquillo egli rimaneva [...].

 

Il Sommo Pontefice ebbe la benignità di far chiamare in Roma il padre e la madre del fanciullo [...] affinché si accertassero della volontà del loro figlio Edgardo di rimanere nella Religione Cristiana [...]. I genitori [...] ebbero il permesso di parlare col figlio assieme col rabbino di Roma, i quali si adoperarono [...] di persuadere il ragazzo di ritornare tra loro. Ma egli solo, creatura di nove anni circa, seppe schermirsi dalle tentazioni del padre, della madre e del rabbino rispondendo loro che egli era cristiano, e voleva vivere e morire da cristiano, che anzi avrebbe pregato Iddio per la loro conversione» 9.

 

Ma la polemica non si calmò. Camillo Benso, conte di Cavour (1810-1861), nell'ottobre 1860 assicurava L'Alliance Israelite Universelle che il governo sabaudo avrebbe fatto il possibile affinché il bimbo fosse reso alla sua famiglia. Intervennero anche i Rothschild:

 

«I Mortara [...] attendevano ansiosamente che la famiglia Rothschild intercedesse per loro» 10.

 

rothschild

Sopra: il logo dei Rothschild.

 

Circa tre settimane dopo il prelievo di Edgardo, nel luglio 1858, James Mayer de Rothschild (1792-1868) scrisse da Parigi al Segretario dì Stato Cardinale Giacomo Antonelli (1806-1876), per sollecitare il rilascio di Edgardo. Un mese dopo, nell'agosto del 1858, fu la volta del ramo inglese della famiglia; Lionel de Rothischild (1808-1879), il primo ebreo entrato nel Parlamento britannico, scrisse anche lui al Cardinale Antonelli. Il Cardinale rispose, con prudenza e pacatezza, che «se la voce della natura è potente, lo sono ancor più i doveri di religione».

 

james mayer de rothschild - cardinale giacomo antonelli - lionel de rothschild

 

Frattanto,

 

«comitati ebraici in tutto l'Occidente organizzavano proteste e raccoglievano fondi, e un sempre crescente numero di governi stranieri esprimevano la loro disapprovazione, il Papa non cedeva. Per Pio IX era una questione di principio» 11.

 

Agli occhi dì Papa Mastai ciò che gli si chiedeva era l'anima di un bambino battezzato e lui non poteva concederla. Anche la Comunità israelitica di Roma cercò di far pressioni sul Papa: Sabatino Scazzocchio, segretario dell'Università israelitica romana assieme ad alcuni rappresentanti della Comunità, si recarono il 2 febbraio 1859 da Pio IX, ma il Papa era assai fermo e pronto a non cedere, anzi a passare all'attacco, infatti, scrive il Kertzer,

 

«il Papa si stava scaldando e la sua collera esplose contro Scazzocchio, che rappresentava ai suoi occhi il culmine dell'irriverenza, l'ebreo che cercava di costringere il Papa ad agire secondo i suoi desideri [...]. Giacobbe Tagliacozzo, uno dei capi dell'Università israelitica [...] si rivolse al Papa [...] trascinato dalla foga [...] alzò il tono della voce. Il Papa lo interruppe: "Abbassate la voce, dimenticate davanti a chi state"? L'altro chiese subito perdono» 12.

 

Sopra: S. S. Papa Pio IX

l'ultimo Papa Re.

 

Là ove avevano fallito gli ebrei romani, cercò di riuscire Sir Moses Montefiore (1784-1885), un ebreo britannico di origine livornese, che in Inghilterra era stato creato baronetto.

 

«All'epoca della cattura di Edgardo, Sir Moses aveva oramai maturato la fama di essere l'ultima risorsa alla quale potevano ricorrere gli ebrei perseguitati di tutto il mondo [...]. Ebreo osservante [...] Montefiore faceva parte dell'élite della [...] comunità ebraica britannica, una rete di famiglie legate da vincoli di matrimonio che controllavano importanti banche e imprese commerciali. La sorella di sua moglie, ad esempio, aveva sposato Nathan Mayer Rothschild e Lionel de Rothschild era suo nipote.

 

sir moses montefiore

 

Con la sua ricchezza, le sue aderenze, le sue capacità, i suoi legami di parentela, egli rappresentava un esempio di spicco dell'ascesa degli ebrei nei palazzi del potere [...]. L'evento che diede inizio ai viaggi filantropici di Montefiore [...] avvenne nel 1840 [...] il 5 febbraio di quell'anno, fra' Tommaso, un cappuccino di origini italiane, scomparve [in Damasco] insieme al suo servo [...].

 

Quando fra' Tommaso scomparve, i suoi confratelli diffusero la voce secondo cui lui e il suo servo erano stati rapiti dagli ebrei, che volevano cavare loro il sangue da usare per preparare la "matzah", il pane della Pasqua [...]. Le case degli ebrei vennero messe a soqquadro per trovare prove [...] finché in una fogna del quartiere ebraico, si trovarono ossa sospette. Le ossa furono considerate i resti dello sventurato frate [...]. Alla fine di aprile (1840), dieci (ebrei) erano stati giudicati colpevoli di omicidio e attendevano l'esecuzione [...].

 

Sopra: il frate cappuccino Tomaso da Sardegna e il suo servitore Ibrahim Amarath, uccisi ritualmente da ebrei nel 1840. A fianco, la lapide tombale.

 

Sir Moses [...] partì il 7 luglio [...]. Montefiore chiese che gli fosse accordato il permesso di andare a Damasco per iniziare un'inchiesta e reclamò il rilascio immediato degli ebrei detenuti nella prigione siriana. Tre settimane dopo [...] fu raggiunto un accordo. Gli ebrei sarebbero stati scarcerati [...] e il pascià avrebbe condannato i falsi racconti sugli omicidi rituali perpetrati dagli ebrei [...]. Per Montefiore fu una grande vittoria e per gli ebrei in Europa e negli Stati Uniti [...] quel successo segnò l'atto di nascita di un nuovo campione della loro causa, il baronetto ebreo» 13.

 

Nel 1858, Moses Montefiore ricevette la richiesta di aiuto da parte degli ebrei piemontesi per ottenere il rilascio di Edgardo Mortara. Sir Montefiore giunse a Roma il 5 aprile 1859. Incontrò il Cardinale Antonelli il quale gli disse che le leggi della Chiesa impedivano di restituire un bambino battezzato a dei genitori infedeli, però, raggiunta la maggiore età, verso i diciotto anni, Edgardo sarebbe stato libero di fare come preferiva.

 

«Avvilito, Montefiore tornò al suo alloggio e spedì a Londra un telegramma che riferiva le scoraggianti notizie» 14.

 

La vita del Mortara nella sua autobiografia

 

«La Comunità Israelitica di Alessandria in Piemonte, fece appello a tutte le sinagoghe del mondo e organizzò una vera campagna contro il Papa e contro la Chiesa [...], interpellando le potenze e supplicandole di intervenire e protestare diplomaticamente. Di fatto furono inviate proteste; insomma per quasi sei mesi durò questa polemica violenta [...] nella quale si davano convegno tutti i nemici del Papato e della Chiesa romana [...]. Pio IX, come diceva egli stesso in mezzo a quella furiosa tempesta, ad esempio del Divin Redentore tranquillamente dormiva: "ipse vero dormiebat".

 

ipse vero dormiebat

Gesù dorme durante la tempesta (Mt 8, 24).

 

L'11 marzo 1868 [...], trovandomi a San Gregorio in Monte Celio [...] si annunziò la visita di Sua Santità. Mi prostrai [...] sulla soglia della Basilica, e al passaggio del Santo Padre, volendo baciare il piede, con giovanile precipitazione con la fronte detti di cozzo nel suo ginocchio con tal forza, che il Sa Padre perdette l'equilibrio, e fu sul punto di cadere [...]. Sul momento il Papa si contentò di fissare l'occhio su di me. Arrivato poi nel cosiddetto triclinio, [...] mi interpellò soavemente: "Ma che hai fatto oggi? Sarebbe bella che si andasse in giro dicendo che Mortara ha voluto ammazzare il Papa"...».

 

La paterna sollecitudine del Santo Padre si palesò soprattutto ad occasione degli sconvolgimenti politici del 1870.

 

«Dopo l'entrata delle truppe piemontesi in Roma, in quei giorni d'anarchia [...] la ciurmaglia che la polizia era incapace di raffrenare, dopo aver strappato a viva forza dal Collegio degli Scolopi il neofito Cohen (l'Ermanno Cohen volle poi rientrare in Convento dai Padri Carmelitani, dove nel 1887 si fece sacerdote e morì nel 1939, un anno prima del Mortara; N.d.A.) 15, si dirigeva a San Pietro in Vincoli per rapire anche me [...].

 

padre ermanno cohen

 

Pio IX informato della mia evasione, disse queste preci­se parole: "Ringraziamo il Signore che il Mortara è partito". La benedizione di Pio IX mi accompagnò dappertutto. Anzitutto mi ottenne la forza [...] per non cedere alle ingiunzioni e minacce delle autorità liberali che volevano costringermi [...] a tornare in famiglia. (Dopo aver lascia­to Roma: N.d.A.) proseguii fino a Bressanone (Tirolo Austriaco), ove trovai la più calorosa ospitalità presso i confratelli della Canonica di Nova Cella.

 

Si vorrà sapere quali furono i miei rapporti con i miei genitori dopo la loro partenza da Alatri. Io non ebbi più notizie di loro. Scrissi più volte delle lettere parenetiche, trattando di religione e adoperandomi di convincerli della verità della fede cattolica [...]. Tali lettere restavano senza risposta. La paterna affezione di Pio IX a mio riguardo fu inalterabile fino alla morte. Egli dopo la soppressione delle Case Religiose, mi raccomandò al santo Vescovo di Poitiers, Mons. Pie [...] (che più tardi divenne Cardinale; N.d.R.).

 

cardinale pie

 

Soffrendo di debolezza di nervi a motivo di un eccesso di lavoro, fui costretto di smettere ogni sorta di applicazione e di dedicarmi ad esercizi manuali. Nel fausto giorno della mia prima Messa mi onorò di una lettera firmata da lui [...]. Io non rividi più Pio IX. Dal 1870, più volte nel ritornare nell'eterna Città mi sono recato nel Campo Verano e profondamente commosso mi sono prostrato sulla sua tomba [...]. Egli, nel suo epitaffio, invitava i fedeli a pregare per lui: "Orate pro eo". Io confesso che, quante volte ho letto quelle parole, altrettanto dissi nel mio cuore: "Sante Pie, ora pro me"» 16.

 

In seguito, il Mortara rimase per due anni a Nova Cella presso Bressanone, dai Canonici Regolari Lateranensi, sotto il falso nome di Pie Pillon; il 2 agosto 1872 passò in Francia nella nuova fondazione di Beauchesne ove ricevette gli ordini religiosi: suddiaconato il 1° settembre, diaconato il 28 ottobre 1873, sacerdozio il 20 dicembre.

 

edgardo mortara

Sopra: Edgardo Mortara,

sacerdote cattolico.

 

La deposizione del Mortara termina con il 1878 (anno della morte di Pio IX); ma da vari altri suoi scritti è possibile ricostruire il seguito della sua vita:

 

«Da sacerdote egli si distinse non soltanto per zelo, pietà e coerenza di vita, ma altresì per le eccezionali doti di predicatore poliglotta e per la cultura biblica. Capace di predicare in nove lingue, don Pio Mortara tenne il suo primo discorso, il 25 novembre 1874 nella Cattedrale di Poitiers per il giubileo episcopale di Mons. Pie [...]. Nel frattempo essendogli morto il padre, don Pio rivide sua madre a Perpignan e poi a Parigi, pregandola perché si convertisse e ritirasse in un convento [...] (ma invano; N.d.A.).

 

edgardo mortara e madre

Sopra: don Edgardo Mortara

incontra la madre.

 

Altri dolori lo avevano colpito in quegli anni: la morte di Pio IX e del Cardinal Pie [...]. Infine una nuova malattia che lo portò a due passi dalla morte, dalla quale uscì, egli afferma, miracolosamente guarito, dopo la visita di don Bosco e un'invocazione a Pio IX. Il 19 agosto 1878, partiva per l'Italia, da dove raggiunse la Spagna fino al 1888 [...]. Nel 1894 sbarcò in America [...]. Nel 1899 è a Cracovia, quindi in Oriente [...]. Il 13 novembre 1906 aveva fissato la sua residenza all'Abbazia di Bouhay (da cui si recò due volte in Italia nel 1908 e 1912), dove celebrò il 50° e 60° anniversario della sua ordinazione sacerdotale.

 

Sopra: una delle ultime fotografie

di don Pio Edgardo Mortara.

 

In tale circostanza ricevette la benedizione di Pio XI. Non poté esaudirsi il suo ultimo desiderio, quello di morire in Italia [...]. La guerra impedì la realizzazione del progetto e, quasi novantenne, don Pio Mortara cristianamente spirava l'11 marzo 1940 nell'Abbazia di Bouhay in Belgio (l'Abbazia è stata venduta recentemente e il corpo del Mortara riposa nel cimitero di Bressaux Liege, nella tomba dei Canonici Regolari Lateranensi; N.d.A.)» 17.

 

 


banner centro culturale san giorgio

 

Note

 

1 Estratto (pagg. 1-8) dall'opera Dalla Sinagoga alla Chiesa (Centro Librario Sodalitium, Verrua Savoia, 2002). Il grassetto è nostro.

2 Cfr. Deutch, Mortara case («Il caso Mortara»), in The Jewish Encyclopedia, vol. IX, New York-Londra, Funk and Wagnalls Comp., 1905, pagg. 35-36; Shmidt, Mortara, in Lexicon für Theologie and Kirche, VII, Freiburg in Breisgau, 1935, pag. 33; A. Navarotto, L'affare Mortara nell'incubazione della guerra austro-franco-italiana, Vita e Pensiero, n. s. XXVI (1940), pag. 269-273; S. Furlani, voce «Mortara», in Enciclopedia Cattolica, vol. VIII, pag. 1427.

3 Cfr. P. M. Mortara C.R.L., Une page de ma vie dédiée aux personnes pieuses («Una pagina della mia vita dedicata alle persone pie»), Strasburgo, 1893; G. L. Masetti Zannini, «Nuovi documenti sul "caso Mortara"», in Rivista di storia della Chiesa in Italia, 1959, pagg. 239-259; Don P. E. Mortara, El niño Mortara y Pio nono. Narraciòn autografa, sine loco et data («Il piccolo Mortara e Pio IX. Narrazione autografa, senza luogo e data»); V. Messori, Le cose della vita, San Paolo, Milano 1995, pagg. 322-326.

4 Cfr. S. R. C. Summaries super introductionem Causæ Beatificationis et Canonizationis Servus Dei Pii IX Summi Pontificis, Roma, 1954, pagg. 511-523.

5 Cfr. N. L. Ferraris, Bibliotheca canonica juridica moralis theologica, nº 69, tomo IV, Venetiis 1772, pag. 294: «Inquisitores libere procedere possunt contra judeos si nutrices christianas retinuerint» (Nicola IV).

6 Cfr. Deposizione di don Pio Edgardo Mortara C.R.L. al processo per la beatificazione e canonizzazione del S. D. Pio IX, Roma 1954, pagg. 511-516.

7 Vedi, ad esempio, «Il piccolo neofito Edgardo Mortara», in La Civiltà Cattolica, IX, serie III, vol. XII, 1858, pag. 387.

8 Cfr. Atti Processo... foglio 22, in F. Jussi, Studi e ricordi del foro criminale, Bologna, 1884, pagg. 282.

9 Cfr. Archivio di Stato di Bologna, Atti del processo... fogli 36-41.

10 Cfr. D. I. Kertzer, Prigioniero del Papa Re, Rizzoli, Milano 1996, pag. 133.

11 Ibid., pagg., 134-135.

12 Ibid., pagg. 233-234.

13 Ibid., pagg. 242-243.

14 Ibid., pag. 249.

15 Cfr. F. Ceccarelli, «1870: la riconsegna del giovinetto Coen alla famiglia», in L'Urbe, XII, 1949, n° 5.

16 Cfr. Deposizione di don Pio Edgardo Mortara C.R.L. al processo per la beatificazione e canonizzazione del S. D. Pio IX, pagg. 516-523.

17 Cfr. G. L. Masetti Zannini, op. cit., pagg. 258-259.

 

home page