Nella foto sopra, i piedi minuscoli,
ma perfettamente formati, di un
bambino alla decima settimana di
gestazione.
«Oggi, il luogo più
pericoloso al mondo è l'utero».
«Il fatto che l'aborto e l'infanticidio diano luogo alla
distruzione di esseri umani innocenti non è,
in sé stessa, una ragione per considerare tali azioni come
sbagliate».
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Ai nostri giorni, molte persone
pensano erroneamente che l'aborto sia un problema eminentemente «politico» o
«religioso». In realtà, non è così. Prima ancora, esso è un problema
scientifico e, specificamente, un problema biologico.
L'autorità scientifica che può dirci con certezza quando ha inizio
la vita umana è la biologia. Ma spesso, le ultime persone consultate
quando si cerca una risposta a questo riguardo sono proprio i
biologi. Questa branca della scienza moderna è giunta ad una
conclusione chiara, cristallina: la vita umana comincia al
momento del concepimento. Si tratta di un fatto scientifico,
non di una filosofia, di una speculazione, di un'opinione, di una
congettura o di una teoria. Oggi, l'evidenza che la vita umana
inizia fin dal concepimento è un fatto così ben documentato che
nessuno scienziato intellettualmente onesto e informato o un medico
possono negarlo. Nel 1973, la Corte Suprema concluse, nella sua
sentenza al termine del famoso processo Roe v. Wade, che non
era possibile dare
una risposta certa al «difficile quesito» di quando ha inizio la vita. Perché mai? In sostanza, la Corte Suprema affermò: «è
impossibile dire con certezza quando inizia la vita umana»
4. Così facendo, la Corte Suprema fuorviò il
pubblico, e altri continuano a farlo oggi. Chiunque ha una certa
familiarità con la storia recente della Corte Suprema sa che due
anni prima di Roe v. Wade, nell'ottobre del 1971, un gruppo
composto da 220 medici, scienziati e stimati professori sottoposero
un fascicolo amicus curiæ 5 alla Corte Suprema.
Essi dimostrarono alla Corte come
la scienza moderna aveva già stabilito da tempo che la vita della creatura umana
è
un continuum, e che il bambino non nato, fin dal momento del concepimento, dev'essere considerato una persona come
la madre 6. Il documento serviva a
comprovare «come in modo chiaro e
conclusivo la scienza moderna - l'embriologia, la fetologia, la genetica,
la perinatologia e tutta la biologia - conferma l'umanità del
bambino non nato» 7. Ad esempio,
«nella settima settimana di gestazione, (il bambino non nato)
ha già tutte le
caratteristiche esterne familiari e tutti gli organi interni
dell'adulto [...]. Il cervello in configurazione è già come
quello di un adulto, ed emette gli impulsi che normalmente coordinano la funzione
degli altri organi. Il cuore batte vigorosamente. Lo stomaco produce
gli acidi digestivi. Il fegato produce le cellule sanguigne e i reni
iniziano a funzionare estraendo acido urico dal sangue del bambino
[...]. I muscoli delle braccia e del corpo sono già in grado di
funzionare. Dopo l'ottava settimana [...], è già presente tutto
ciò che ci sarà nel bambino giunto al termine dell'epoca
gestazionale» 8.
Questo breve documento provò scientificamente oltre ogni dubbio che
la vita
di un essere umano comincia fin dal concepimento e che «il non
nato è una persona all'interno del significato espresso dal Quinto e
dal Quattordicesimo
Emendamento della Costituzione» 9.
Infatti, prima di Roe v. Wade, quasi tutti i manuali
medici e biologici ammettevano e insegnavano che la vita della creatura umana
inizia al momento del concepimento. Che la vita dell'essere umano cominci
fin dal concepimento era un fatto medico accettato, ma non
necessariamente un fatto medico discusso. Ecco perché molti
manuali non approfondirono questo problema. Ma molti
altri lo fecero. Ad esempio, nel 1975, Patrick A. Trueman
preparò un fascicolo sul nascituro da presentare alla Corte Suprema
dell'Illinois. In esso, egli scrisse: «Presentiamo un affidavit
di un professore di medicina che
elenca diciannove manuali riguardanti l'embriologia usati
universalmente nelle odierne Università mediche, i quali concordano
sul fatto
che la vita umana inizi al momento del concepimento [...].
Questi manuali sono
concordi sul momento in cui comincia la vita umana. Questa Corte
non può non tenerne conto, perché ogni legge necessita di una base
logico-biologica» 10. Dunque,
nonostante la Corte Suprema fosse stata ampiamente informata circa
l'evidenza scientifica, i suoi membri decisero di argomentare che
tale evidenza (che il bambino non nato è completamente umano) era
insufficiente. In realtà, la loro decisione rifletteva unicamente
un'opinione e non un fatto scientifico. Anche durante l'acceso
dibattito sull'aborto del 1970, i redattori della rivista
scientifica California Medicine notarono «la curiosa
elusione del fatto scientifico di cui tutti siamo a conoscenza,
ossia che la vita dell'essere umano comincia al concepimento e che è
un continuum sia dentro che fuori dall'utero materno fino alla
morte» 11. Anche venticinque anni
dopo la rivoluzione dell'aborto che politicizzò un'opinione
scientifica, spesso, gli attuali testi medici affermano che la
vita umana ha inizio con il concepimento. Ad esempio, Keith L.
Moore è professore e presidente del Dipartimento di Anatomia
all'Università di Toronto, Facoltà di Medicina. Il suo testo,
The
Developing Human: Clinically Oriented Embryology («La creatura
umana in sviluppo: embriologia clinicamente orientata»), è
ampiamente utilizzato durante i corsi intensivi di embriologia
medica. Questo testo asserisce: «I processi mediante i quali
un bambino si sviluppa da una sola cellula sono miracolosi
[...]. Lo sviluppo umano è un processo continuo che inizia quando
un ovulo viene fecondato da uno spermatozoo. La crescita e la
differenziazione trasformano lo zigote, un'unica cellula [...],
in un essere umano adulto multicellulare» 12.
Il riferimento a «processi miracolosi» in un testo scolastico
non è affatto sorprendente. Anche un solo filamento di
DNA di una cellula umana
contiene informazioni equivalenti ad una biblioteca di circa 1.000 volumi.
Secondo il Dr. Hymie Gordon, genetista capo alla Mayo
Clinic, la complessità dello stesso zigote «è così grande che
va oltre la nostra comprensione» 13.
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Da sinistra:
Patrick A. Trueman, Keith L.
Moore e Hymie Gordon. |
Nel breve tempo di nove mesi, l'ovulo fecondato cresce e si trasforma in un
essere vivente, in una persona che respira formata da 6.000.000.000
(6 miliardi) di cellule. Va anche detto che tutti i dizionari
e le enciclopedie mediche affermano che
l'embrione è umano. Fra i tanti che potremmo citare c'è il
Dorland's
Illustrated Medical Dictionary, il
Taber's Cyclopedic Medical
Dictionary,
e l'Encyclopedia and Dictionary of Medicine, Nursing and Allied
Health, che definiscono l'embrione «una giovane creatura umana
dal momento della fertilizzazione dell'ovulo fino all'inizio del
terzo mese» 14.
Nel 1981, il Congresso degli Stati Uniti condusse alcune udienze per
rispondere alla domanda: «Quando comincia la vita umana»? Un gruppo
di scienziati noti a livello internazionale sono apparsi davanti ad
un sottocomitato giudiziario del Senato 15.
Davanti al Congresso, la Dr.ssa Micheline Matthews-Roth,
docente alla Harvard University Medical School, ha affermato:
«In biologia e in medicina, è un fatto
accettato che la vita di ogni organismo individuale che si riproduce
mediante riproduzione sessuale inizi al concepimento»
16.
Il Dr. Watson A. Bowes Jr., della University of
Colorado Medical School, ha dichiarato che «l'inizio di ogni singola vita umana
è, da un
punto di vista biologico, una questione semplice e schietta: esso ha
inizio al momento del concepimento. Questo fatto biologico non
dovrebbe essere distorto per raggiungere obiettivi sociologici,
politici o
economici» 17.
Il Dr. Alfred Bongiovanni, della University of
Pennsylvania Medical School, ha scritto: «I testi medici
standard hanno insegnato per lungo tempo che la vita dell'essere
umano ha inizio al concepimento» 18.
Ed ha aggiunto: «Dire che queste fasi
iniziali rappresentano un essere umano incompleto equivale ad
affermare che prima dei complicati effetti della pubertà, il
bambino... non è un essere umano. Si tratta della stessa e identica
vita umana ad ogni stadio, benché incompleta fino alla tarda
adolescenza» 19.
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Da sinistra: Micheline Matthews-Roth, Watson A. Bowes Jr. e Alfred Bongiovanni. |
Il Dr. McCarthy De Mere, che è medico praticante e docente di
Legge all'Università del Tennessee, ha dichiarato: «Il
momento esatto dell'inizio dell'individualità e del corpo umano è il concepimento»
20. Il Dr. Jerome Lejeune
(1926-1994), genetista famoso in tutto il mondo, nonché docente
di Genetica Fondamentale all'Università Descarte di Parigi,
ha affermato: «Ogni individuo ha un unico vero inizio: il momento
del
suo concepimento» 21. Il Dr. Lejeune
ha aggiunto: «La natura umana dell'uomo
dal concepimento alla maturità non è un'opinione metafisica, ma è
chiaramente l'evidenza sperimentale» 22.
Il succitato presidente del Dipartimento di Genetica Medica alla Mayo
Clinic,
il Professor Hymie Gordon, ha a sua volta testimoniato:
«Secondo tutti i criteri della biologia molecolare moderna, la vita
è presente fin dal momento del
concepimento» 23. Ed ha aggiunto:
«Ora possiamo dire, in maniera inequivocabile,
che la questione dell'inizio della vita è un fatto scientifico
stabilito. è un fatto
certo che ogni vita, inclusa la vita umana, cominci al momento del concepimento»
24. A quel tempo, il Senato degli Stati
Uniti propose il progetto di legge nº 158, chiamato «Progetto Vita Umana».
Le udienze, che durarono otto giorni e inclusero cinquantasette testimoni, furono condotte dal Senatore
John Porter East (1931-1986). Questo
rapporto del Senato concluse: «Medici, biologi, e altri
scienziati sono d'accordo sul fatto che il
concepimento segni l'inizio della vita di un essere umano, un essere che
è vivo ed è membro della specie umana. C'è un
accordo schiacciante su questo punto negli innumerevoli scritti di medici,
di biologici e
di scienziati» 25. Nel 1981, un
solo scienziato non fu d'accordo con la conclusione della
maggioranza, più per ragioni filosofiche che per motivi scientifici. Infatti,
i sostenitori dell'aborto, anche quando invitati a farlo, non
riescono a produrre un solo consulente tecnico che
sia disposto a testimoniare che la vita abbia inizio in un momento diverso dal concepimento
26.
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Da sinistra:
il Dr. McCarthy, Jerome Lejeune e John Porter East. |
Molti altri biologi e scienziati sono d'accordo sul fatto che la vita
umana inizi al concepimento. Tutti sono concordi sul fatto che non
c'è un momento o un intervallo di tempo tra il concepimento e la nascita
in cui il non nato
non sia un essere umano. La Dr.ssa Roth, dell'Harvard University Medical School, ha
affermato: «è
errato dire che i dati biologici non possono
essere decisivi [...].
è scientificamente
corretto affermare che la vita umana individuale inizia al concepimento, quando l'ovulo e
lo spermatozoo si uniscono formando
lo zigote, e che questa creatura umana in sviluppo è un membro della
nostra
specie in tutti gli stadi della sua vita» 27.
In conclusione, siamo d'accordo con il ricercatore medico
pionieristico
Landrum Brewer Shettles (1909-2003), secondo
cui «c'è un fatto
che nessuno può negare: la vita dell'essere umano ha inizio al
momento del concepimento» 28.
Ancora una volta, ricordiamo che non è una questione di politica o di
religione, ma di scienza. Gli scienziati di ogni
credo religioso,
atei o agnostici, asseriscono tutti indistintamente che la vita
inizia al concepimento. Questo spiega perché, ad esempio, il
Codice Internazionale della Morale Medica afferma: «Un
medico deve
tenere presente l'importanza di preservare la vita umana dal momento
del concepimento fino alla morte» 29.
Ed è la stessa ragione per cui la Dichiarazione di Ginevra
impone ai medici il seguente giuramento: «Manterrò il massimo rispetto per la vita umana
fin dal momento del concepimento; e anche se sottoposto a minaccia, non userò
mai le mie conoscenze mediche contro le leggi dell'umanità»
30. Nel 1970, l'Associazione Medica Mondiale
ha confermato la validità della Dichiarazione di Ginevra
31. Che differenza fà se la vita inizia al concepimento? La differenza
è la seguente: se la vita umana inizia al concepimento, l'aborto
è un omicidio.
Negare questo fatto è scientificamente e moralmente impossibile
32.
I recenti sviluppi della tecnologia
medica, come l'ecografia e la fetoscopia, ci
hanno permesso di osservare ciò che accade nell'utero e di studiare lo sviluppo fetale
fin dal momento della fecondazione. In termini di conoscenze, la differenza è come se prima fossimo in grado di
osservare l'immagine di una persona riflessa in un stagno e ora
possiamo guardare la sua immagine riflessa in
uno specchio. La moderna fetologia ci ha permesso di seguire passo
passo lo stupendo e
incredibile sviluppo del piccolo individuo nel grembo materno
33.
Il Dr. Bernard Nathanson conferma come gli enormi progressi
raggiunti dalla tecnologia
moderna abbiano radicalmente ribaltato le sue convinzioni
pro-aborto. La persona un tempo conosciuta come «il re dell'aborto»,
a causa della sua autorità in questo campo e dei 60.000 aborti da
lui presieduti 34, oggi è un fiero oppositore dell'aborto
in quanto le recenti scoperte
scientifiche in campo fetologico lo hanno costretto ad accettare il fatto che il
feto è realmente un essere umano vivente: «La tecnologia ultrasonica
ci ha consentito di aprire una
finestra nell'utero. Per la prima volta, abbiamo realmente potuto vedere il bambino.
Prima di allora ciò era impossibile. Voglio dire, i raggi X danno
un'immagine statica. Non si possono usare i raggi X per provare o
per confutare qualsiasi cosa relativa al
feto. Ma gli ultrasuoni ci forniscono immagini molto chiare,
precise, che ci permettono di stimolare il bambino, di vedere come respira,
come si muove, come ingoia, come urina e tutto il resto.
Recentemente è stato fatto un ulteriore passo in avanti nel campo della tecnologia
ultrasonica che è noto come
sonografia transvaginale.
è veramente
sorprendente. Le immagini fornite da un normale ecografo sono
grandi, e non possono essere assolutamente paragonate a queste nuove
immagini, che permettono di osservare la gravidanza già nei
primissimi stadi. Ora, grazie alla sonografia transvaginale,
possiamo osservare la sacca gestazionale, il piccolo involucro della gravidanza
che si forma nelle prime due settimane successive alla fertilizzazione.
Possiamo vedere il cuore che
comincia a palpitare intorno alla 3ª settimana. Ciò ci ha permesso
di rivedere e di aggiornare molti dei dati relativi al bambino non nato.
E non ho alcun dubbio sul fatto che le nostre ricerche godranno
presto dell'ausilio di nuove tecnologie che sono in arrivo; ad esempio,
gli ultrasuoni a colori forniranno immagini molto più chiare, più vivide
e aumenteranno le nostre conoscenze sul paziente non nato»
35.
La ragione per cui la scienza moderna è giunta alla conclusione che la
vita umana ha inizio al concepimento, è dovuta in buona parte alla rappresentazione di
immagini e di suoni e alla moderna fetologia moderna, dati
scientifici che conducono inevitabilmente ad ammettere questa verità
36. Ogni legge scientifica conosciuta (ad
esempio, la biogenesi, secondo cui la vita proviene unicamente dalla vita), e ogni fatto scientifico
(ad esempio, al momento del concepimento, inizia ad esistere un individuo umano,
unico nel suo genere e geneticamente irripetibile) portano a questa conclusione.
Ecco perché l'origine della vita umana non può
essere fissata in un altro punto che al momento del concepimento.
«Anche se ogni olocausto perpetrato
è sempre
un evento senza precedenti, questo non dovrebbe farci dimenticare
ciò che ha in comune con tutti gli
altri olocausti [...]: la distruzione sistematica e molto estesa di milioni
di persone considerate una massa indiscriminata di subumani
sacrificabili.
L'ambiente culturale in cui può verificarsi un olocausto umano si
presenta ogni qualvolta
una società viene fuorviata e definisce certi
individui come meno umani, e quindi privi di valore e di rispetto»
37.
Biologicamente, è un fatto scientifico che durante la gravidanza ci sono due
corpi diversi. Primariamente, c'è il corpo della donna. In secondo
luogo, c'è un
altro corpo: quello del bambino. L'evidenza che ci sono due corpi separati può essere
dedotta dal fatto
che molte donne hanno figli il cui gruppo sanguigno differisce
dal loro. Da un punto di vista medico, è impossibile che un solo individuo
abbia due gruppi sanguigni completamente diversi. Un'altra
prova sta nel fatto che una donna può avere in grembo un
figlio maschio. Chiaramente si tratta di un altro corpo.
Inoltre, il corpo della madre riconosce il feto come un
corpo estraneo. Questo figlio verrebbe immediatamente rifiutato dal corpo della
madre come «tessuto estraneo» se non fosse
protetto dalla placenta. I medici ci dicono che la placenta non
esiste fino a che, mediante il suo sviluppo, il bambino non
nato provoca
la sua crescita e può sopravvivere grazie alla sua protezione. Infatti, lo zigote
inizia a formare la placenta settantadue ore dopo il suo impianto
nell'utero. Il Dr. A. W. Liley, professore di ricerca
in fisiologia fetale ad Auckland, in Nuova Zelanda, è noto come il
«padre della fetologia». Egli ha affermato: «Il feto non è passivo, dipendente, snervato
o
un fragile vegetale,
come molti pensano, ma un giovane essere umano, dinamico,
plastico, forte e in larga misura responsabile del suo
ambiente e del proprio destino [...].
In definitiva, il feto organizza la madre [...] in modo che i
le sostanze nutrienti vengano deviate per le necessità fetali [...].
Durante tutta gravidanza è la madre, e non il feto,
ad essere passiva e dipendente» 38.
E continua: «è l'embrione che
blocca le mestruazioni della madre e rende il suo utero
abitabile sviluppando una placenta e una capsula protettiva ripiena di
fluido. è lui che regola il
volume del liquido amniotico,
e anche se le donne parlano della rottura delle "loro" acque, le
membrane sono strutture appartenenti al feto. E
infine, è il feto, e non la madre, che decide quando è giunto il
momento del parto» 39. Inoltre,
egli ha affermato: «Biologicamente, in nessuno stadio possiamo sottoscrivere
l'opinione secondo cui il feto è una semplice appendice della madre. Geneticamente, madre e
figlio sono due individui separati fin dal concepimento. Fisiologicamente,
dobbiamo accettare il fatto che il concepito è, in larga misura, il
responsabile della gravidanza» 40.
Inoltre, è un fatto scientifico che il piccolo essere umano nell'utero
ha impronte digitali, mani, piedi, pelle, occhi, orecchi e genitali
che non sono quelli materni. Egli ha i suoi polmoni, uno proprio respiro,
un proprio sangue,
un proprio cuore, e una propria circolazione sanguigna che non sono
quelli della madre. Egli ha una
bocca propria, uno stomaco e una digestione che non sono quelli
della madre. Dunque, il feto non è affatto una parte del corpo della
donna,
«non più di quanto un
bambino che allatta è parte del seno della madre o un bambino
concepito in provetta è parte di una capsula di Petri. L'embrione è
così distinto dall'utero materno che se un ovulo
fecondato da una coppia di colore venisse impiantato in una madre bianca,
essa partorirebbe un bimbo nero» 41.
Alla luce di questi innegabili fatti scientifici, possiamo
passare ad analizzare parola per parola il principale slogan ripetuto fino alla nausea dai
sostenitori dell'aborto. Questi ultimi affermano che «ogni donna ha
diritto di gestire il proprio corpo» («l'utero
è mio e lo gestisco io», gridavano le femministe negli anni
'70). Ogni donna ha diritto ad avere il dominio sul proprio corpo, ma non
ha il diritto di decidere il destino di un altro essere
umano, anche se cresce nel suo utero. Esaminiamo ora le parole usate
in questo slogan 42:

• Ogni donna - Almeno il 50% dei bambini
uccisi mediante aborto sono femmine. Evidentemente, questo slogan
non vale per tutte queste donne abortite. Se sono
parte di ciò che viene definito «ogni donna», indubbiamente non gli
stato conferito il diritto di gestire il proprio corpo.
Infatti, questo slogan promuove l'élitarismo del potente
sul debole piuttosto che l'uguaglianza di tutte le donne. Se tutte
le donne abortite potessero ritornare in vita, pensate che sarebbero d'accordo
sul fatto che l'aborto sia una pratica che assicura i diritti e l'uguaglianza di tutte le donne?
• ha il diritto - Legalmente parlando,
nessuno può reclamare diritti assoluti su altre
persone. La vita umana è strutturata in modo tale che molti diritti
individuali vengono necessariamente limitati per il bene comune
della società. Ad esempio, nessuno ha sul proprio corpo il diritto assoluto
di mutilarlo, di distruggerlo mediante l'uso di droga,
di commettere suicidio o di mettere in pericolo la vita degli altri. Lo
stesso vale per la vita umana all'interno dell'utero. Nessuno ha
il diritto di distruggerla. • di gestire - la «gestione»
implica la responsabilità personale. E infatti, ci sono
comportamenti sessuali fortemente irresponsabili (ad esempio, la promiscuità)
che possono condurre a più
gravidanze. L'aborto è così divenuto il mezzo più sbrigativo per
poter continuare a condurre uno stile di vita immorale, fondato sull'irresponsabilità nel controllo delle nascite o
per fuggire dalle proprie responsabilità personali (il dovere di crescere un
figlio). • il proprio corpo -
è stato ampiamente dimostrato
che il feto non è una parte del corpo della madre. Egli è una persona indipendente,
dotata di un proprio corpo. Ecco perché
Daniel Callahan, direttore dell'Institute
of Society, Ethics and the Life Sciences ha affermato: «Da un
punto di vista genetico e ormonale, e in tutti gli aspetti organici, salvo
che per la fonte del
suo nutrimento, un feto - e anche un embrione - è separato dalla
madre» 43.
Gli abortisti affermano che il feto umano
che vive nell'utero non è una
persona a pieno titolo, ma unicamente una persona potenziale. In
questo modo, esso non gode della tutela costituzionale come ogni
altro essere umano e può
essere «terminato» mediante l'aborto. Durante il processo Roe v. Wade, la Corte Suprema
insinuò arbitrariamente che l'individualità viene ad esistere quando il feto
non ancora nato ha «presumibilmente una capacità di vita
significativa fuori dall'utero materno» 44.
Tale Corte ha stabilito che «la parola "persona", così come viene usata nel
Quattordicesimo
Emendamento, non include il bambino non nato»
45. Perché la Corte Suprema ha sbagliato affermando che il feto
è una
persona solamente se può esistere fuori dall'utero materno in un modo
«significativo»? L'errore sta nel fatto che in nessuna delle pagine
di questa sentenza viene definito ciò che si intende per «significativo». La vita
«non significativa» può
essere negata ad una persona da qualcun altro? Chi è che può
giudicare? Come ha scritto
Richard Exley, «se basiamo la nostra decisione sulla
prevalente retorica abortista, il bambino non nato non è una persona a meno
che sia desiderato dalla madre, sia perfettamente sano e
privo di
alcuna deformità o anormalità.
Il problema che si incontra con questo modo di ragionare è che esso è basato
sull'opinione soggettiva di un una fazione prevenuta, vale a dire la
madre e/o l'abortista. Non solo questo approccio nega al non
nato i suoi diritti costituzionali, ma apre anche una scatola di
Pandora piena di potenziali abusi» 46.
Dunque, perché dobbiamo presumere che l'individualità inizi al
concepimento? Primariamente, perché è un fatto scientifico che la vita umana
inizi alla fecondazione. Secondariamente, perché ogni singolo «indicatore» di
individualità non è universalmente applicabile, come la capacità di
comunicazione e il livello di coscienza o di abilità. Questi possono
essere carenti nel non nato, ma anche in molte altre persone
afflitte da handicap o da malattie. In terzo luogo, perché la vita umana e
l'individualità non possono essere separate 47. Come definiscono
i dizionari la parola «persona»? L'Oxford American Dictionary definisce
la persona come «un essere umano individuale». Il
Webster’s Third International Dictionary of the English Language
definisce la persona come «un essere umano individuale». In altre
parole, una volta che è stato stabilito (come abbiamo visto) che lo zigote
(l'ovulo fecondato) è «un essere umano individuale», è stato
anche decretato che è una persona. La definizione obiettiva di
individualità è la definizione fornita dai dizionari, ma è anche una definizione biologica:
«un essere umano individuale». Quindi, «attraverso criteri obiettivi
e scientifici, l'individuo è una persona durante tutto il
suo sviluppo biologico» 48. Ma
allora perché oggi c'è così tanta confusione a riguardo del problema se
il feto sia o meno una persona? In gran parte, ciò è dovuto al fatto
che molte persone hanno confuso il termine «personalità» con «persona». La personalità dev'essere distinta dall'individualità
giacché non sono equivalenti:
• La personalità è un concetto psicologico;
• L'individualità è una
categoria ontologica (la proprietà e la coscienza di essere).
La personalità è
una proprietà, mentre l'individualità è la sostanza dell'essere
umano. La personalità viene formata dalle condizioni ambientali,
mentre l'individualità è creata direttamente
da Dio. La personalità si sviluppa gradatamente, mentre
l'individualità viene creata al momento del
concepimento 49. Dunque, affermare che un essere umano non
è necessariamente una persona
è falso. La distinzione tra «essere umano» e «persona» è arbitraria.
Non c'è alcuna differenza essenziale tra «essere umano» e «persona»
50. Così, quando la vita umana è presente,
anche l'individualità è presente, e deve godere dei diritti umani.
Tali diritti non dovrebbero mai essere negati da coloro che
elaborano definizioni arbitrarie a riguardo dell'individualità.
L'individualità e l'umanità non sono soggette a sviluppi; sono
inerenti. Esse non sono un qualcosa che viene acquisito; sono innate. Nessun essere umano
è
più umano di un altro. Queste asserzioni indicano che lo zigote-feto non
è una persona
potenziale in quanto:
•
è vivo (e non
potenzialmente vivo);
• Ha
una natura umana (e non una potenziale natura umana);
• In ogni stadio di sviluppo esso
viene sempre più accuratamente
descritto come una persona già dotata di un grande potenziale.
A partire dallo zigote, geneticamente e fisicamente,
esiste un individuo unico nel suo genere: «Una
volta vivo, ci troviamo di fronte a questo particolare essere
umano, anche se ancora parzialmente
sviluppato. Non si tratta di un organismo potenzialmente
vivente» 51. Lo zigote è già una persona
in quanto non può evolvere in qualcosa di diverso;
l'essenza della sua individualità esiste già. Nessun essere vivente individuale può divenire una persona a meno
che non lo sia già. Nessun essere vivente può divenire
qualcosa di diverso da quello che è già essenzialmente.
Solamente le cose costruite, come gli orologi o le navi spaziali,
iniziano ad esistere pezzo dopo pezzo. Gli esseri viventi iniziano
ad esistere immediatamente e
poi gradatamente svelano a sè stessi e al mondo ciò che sono già,
anche se solo incipientemente. Alcuni evoluzionisti usano l'analogia
del progetto su carta nel caratterizzare lo zigote. Ma un progetto non diviene mai parte di una casa,
a meno che lo si usi per tappezzarne le pareti 52.
Dunque, cosa significa tutto questo? Significa che l'aborto
procurato uccide un essere umano vivente, una persona, e che
quindi nessuno può ignorare o fingere di non conoscere questo problema.

1
Traduzione dell'originale inglese What Does Science Reveal about
When Life Begins? («Che cosa rivela la scienza sull'inizio
della vita»?), a cura di
Paolo Baroni. Articolo reperibile alla pagina web
2
Cfr. J. Warwick Montgomery,
«The Rights of the Unborn Children» («I diritti dei bambini
non-nati»), in The Simon Greenleaf Law Review, vol. V,
1985-1986, pag. 25
3
Cfr. M. Tooley,
Abortion and Infanticide («Aborto ed infanticidio»), Calendon
Press, Oxford 1983, pag. 419.
4
Cfr. Lawyer Cooperative, U.S. Supreme Court Reports,
vol. XXXV, 1974, Roe v. Wade, 410 US 113, pag. 181; 410 US
113 at 159; H. O. J. Brown,
Death Before Birth («La morte prima della nascita»), Thomas
Nelson, Nashville 1977, pagg. 81, 73-96; J.
Warwick Montgomery,
art. cit., pag. 64.
5
L'amicus curiæ è parere espresso ad una corte su una
questione legale.
6
Cfr. Motion filed in the Supreme Court of the United States,
del 15 ottobre 1971 (nº 70-18 e nº 70-40), intitolata Motion and
Brief Amicus Curiæ of Certain Physicians, Professionals and Fellows
of the American College of Obstetrics and Gynecology in Support of
Appellees, Dennis J. Horan e altri, United States District Court
1971, pagg. 19, 29-30.
9
Ibid., pagg. 64, 19-20, 58-64.
10
Trascrizione del programma televisivo «Abortion", Chattanooga,
The John Ankerberg Evangelistic Association, 1982, pag. 2.
11
Cfr. California Medicine, vol. 113, nº 3, settembre 1970,
pag. 67.
12
Cfr. K. L. Moore,
The Developing Human: Clinically Oriented Embryology W.B. Sanders,
Philadelphia 1982, pag. 1.
13
Cfr. T. W. Hilgers-D.
J. Horan, Abortion
and Social Justice («Aborto e giustizia sociale»), Sun Life,
Thaxton 1980, pag. 5.
14
Cfr. Encyclopedia and Dictionary of Medicine, Nursing and Allied
Health, W.B. Sanders Co., Philadelphia 1978, 2ª ed., pag.
335.
15
Cfr. The Subcommittee on Separation of Powers, Report to Senate
Judiciary Committee, S-158, 97º Congresso, Prima Sessione, 1981.
16
Ibid.; R. Exley,
Abortion: Pro-life by Conviction, Pro-choice by Default
(«Aborto: per la vita per convinzione, per l'aborto per errore»),
Honor Books, Tulsa 1989, pag. 18; N. L.
Geisler, Christian
Ethics: Options and Issues («Etica cristiana: opzioni e
conclusioni»), Baker, Grand Rapids 1989, pag. 149.
17
Cfr. L. B. Shettles,
Rites of Life: The Scientific Evidence for Life Before Birth
(«I riti della vita: l'evidenza scientifica della vita prima della
nascita»), Zondervan, Grand Rapids 1983, pag. 114.
21
Cfr.
The Subcommittee on Separation of Powers, Report to Senate
Judiciary Committee, S-158, 97º Congresso, Prima Sessione, 1981.;
R. Exley, op. cit.,
pag. 18.
22
Ibid.; N. L.
Geisler, op. cit.,
pag. 149.
23
Ibid., Rapporto al Senato.
24
Ibid.; R. Exley,
op. cit., pag. 18.
25
Cfr. J. C. Willke,
Handbook on Abortion and Abortion Questions and Answers
(«Manuale sull'aborto e domande e risposte sull'aborto»),
Hayes Publishing Co., 1985, pag. 40.
26
Cfr. L. B. Shettles,
op. cit., pag. 113. Nota: una piccola minoranza sostiene che
la vita abbia inizio al momento dell'impianto nell'utero. Tuttavia,
per quanto importante, l'impianto non definisce in alcun modo la
vita.
27
Cfr. The Subcommittee on Separation of Powers, Report to
Senate; R. Exley,
op. cit., pag. 18; N. L.
Geisler, op. cit.,
pag. 149.
28
Cfr. L. B. Shettles in
Abortion: Opposing Viewpoints («Aborto: punti di vista
opposti»), Greenhaven Press, New York 1986, pag. 16.
29
Cfr. T. W. Hilgers-D.
J. Horan, op. cit.,
pag. 16.
30
Ibid. Queste asserzioni sono reperibili nel World Medical
Association Bulletin, aprile 1949 (vol. I, pag. 22); e gennaio
1950 (vol. II, pag. 5).
32
Ma accettare questo fatto e sostenere che sopprimere la vita umana
non è moralmente sbagliato è incredibile. Pur sembrando reminescenze
della Germania nazista, oggi tali argomenti vengono accettati in
modo crescente (vedi J. M.
Humber-R. F. Almeder, Biomedical Ethics and the Law,
pag. 16, nota nº 3).
33
Cfr. J. C. Fletcher-M.
I. Evans, «Maternal
Bonding in Early Fetal Ultrasound Examinations» («Il vincolo
materno negli esami ultrasonici di feti ai primi stadi»), in
New England Journal of Medicine, del 17 febbraio 1983.
34
Cfr. B. N. Nathanson,
«Deeper into Abortion» («Più profondamente nell'aborto»), in
New England Journal of Medicine, del 28 novembre 1974, pag.
1189.
35
Trascrizione del programma televisivo Is Abortion Justifiable?,
The Ankerberg Theological Research Institute, gennaio 1990, pag. 7.
36
Cfr. N. L.
Geisler, op. cit.,
pag. 140.
37
Cfr. W. Brennan,
Medical Holocausts: Exterminative Medicine in Nazi Germany and
Contemporary America («Olocausti medici: la medicina
sterminazionista nella Germania nazista e nell'America
contemporanea»), Nordland Pub. International Inc., Boston 1980, vol.
I, pag. 98.
38
Cfr. T. W. Hilgers-D.
J. Horan, op. cit.,
pagg. 27, 32-33.
39
Cfr. J. S. Garton,
Who Broke the Baby? («Chi spezza il bambino»?), Bethany,
Minneapolis 1979, pag. 41.
40
Ibid.; L. B. Shettles,
op. cit., pag. 19.
41
Cfr. N. L.
Geisler, op. cit.,
pag. 140.
42
Cfr. J. S. Garton,
op. cit., pagg. 21-26.
43
Cfr. L. B. Shettles,
op. cit., pag. 19.
44
Cfr. Lawyer Cooperative, US. Supreme Court Reports,
pag. 183; 410 US 113 a 163.
45
Ibid., pagg. 180, 182; 410 US 113 a 158, 162.
46
Cfr. R. Exley,
op. cit., pag. 30.
47
Cfr. P. Fowler,
Abortion: Toward an Evangelical Consensus (Aborto: verso un
consenso evangelico»), Multnomah Press, Portland 1987, pag. 52.
48
Cfr. Scientists for Life Inc.-E
C. Freiling, The
Position of Modern Science on the Beginning of Human Life («La
posizione della scienza moderna sull'inizio della vita umana»), pag.
40.
49
Cfr. N. L.
Geisler, op. cit.,
pagg. 146-147.
51
Cfr. Hilgers-Horan-Mall,
pagg. 349-350.
52
Ibid., pagg. 351, 354.
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