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Mentre alcuni hanno evitato di usare il termine «dipendenza» nel contesto di certe compulsioni naturali come la sessualità incontrollata, l'eccessiva assunzione di cibo o il gioco d'azzardo, prenderemo in considerazione le evidenze scientifiche attuali per quanto riguarda il cervello e la dipendenza da pornografia. In questo articolo si cercherà di rispondere a due domande:
l La storia della falena zingara
Iniziamo con un'apparente digressione. Nel 1869, la falena zingara (Lymantria dispar) è stata importata in America con l'intenzione di dare vita all'industria della seta. Raramente si sono viste buone intenzioni andate a finire così male a causa dell'imprevisto appetito della falena per alberi come le querce, gli aceri, gli olmi fino a devastare le foreste per centocinquant'anni. Numerosi tentativi sono stati fatti per distruggere questa peste, ma un importante passo in avanti giunse nel 1960, quando gli scienziati hanno osservato che la falena zingara maschio seguiva la femmina tramite il suo odore per accoppiarsi. Questo profumo è chiamato feromone, ed è estremamente attraente per il maschio. Nel 1971, è stato pubblicato un articolo dalla rivista Nature in cui era descritto come i feromoni sono stati utilizzati per evitare che le tarme si accoppiassero. Gli scienziati hanno prodotto feromone in grandi quantità e ne hanno permeato l'ambiente in cui vivevano le falene. Questo profumo innaturalmente forte ha sopraffatto la naturale capacità delle femmine di attrarre i maschi, e i maschi, confusi, non sono riusciti a trovare le femmine. Un documento supplementare ha descritto come il controllo della popolazione delle falene sia stato raggiunto «impedendo alle falene zingare maschio di trovare le loro compagne». La falena zingara è stato il primo insetto ad essere controllato mediante l'uso di feromoni, i quali operano in due modi. Uno è chiamato «metodo della confusione». Un aereo sparge un numero insignificante, dal punto di vista dell'ambiente, di palline di plastica imbevute di essenza di feromone. Così Anna Salleh, una giornalista scientifica, ha descritto il fenomeno: «Il maschio rimane stordito e non sa in quale direzione cercare la femmina, oppure diventa insensibile ai naturali livelli di feromone prodotti dalla femmina e non ha alcun incentivo ad accoppiarsi con essa». L'altro stratagemma è detto il «metodo della cattura»: vengono preparate trappole di feromone dalle quali le falene non possono sfuggire; a quel punto, la falena maschio va in cerca della femmina, ma trova solo un sostituto fatale.
Cosa ha a che fare tutto ciò con la pornografia? Quest'ultimo è un feromone visivo, una potente droga cerebrale da cento miliardi di dollari l'anno, che sta cambiando la sessualità umana «inibendo l'orientamento» (riferito al succitato esempio del feromone) e «interrompendo la comunicazione pre-accoppiamento tra i sessi», soprattutto attraverso internet. Credo che attualmente stiamo combattendo una guerra contro la pornografia perché molte persone continuano a credere a due errori fondamentali:
Come illustrazione dell'errore n° 1 si consideri la seguente
dichiarazione di un
dirigente di Wall Street i cui principali profitti derivano
dal commercio di materiale
pornografico: «Non sono uno "tipo strano" o un pervertito, non è
il mio caso. Anch'io ho figli
e una famiglia. Ma se posso far soldi sfruttando gente che è strana,
ehi, i
dollari
sono dollari! Non sto vendendo droga.
è Wall Street»
2.
Ora consideriamo
In primo luogo, vorrei condividere un'esperienza della nostra
famiglia di qualche
anno fa nel corso di un safari in Africa. Durante una corsa lungo il
fiume Zambesi, il
nostro ranger ci parlò dell'adrenaline grass, un'erba che cresce lungo le
rive del fiume. Gli chiesi perché avesse usato la parola «adrenalina», e
lui iniziò a
guidare
lentamente attraverso l'erba. Improvvisamente fermò il veicolo e
disse: «Ecco! Lo vedi»? «Vedere cosa?», gli chiesi. Si
avvicinò, e da quella posizione cambiò anche l'angolo di esposizione
della luce. Poi capii. Un leone stava nascosto tra l'erba a scrutare
il fiume, forse in attesa di qualche preda, oppure di bere
dell'acqua. Eravamo seduti su di una Land Rover decappottabile senza porte ne
finestrini. Appena ho sentito battermi forte il cuore, ho
capito perché questa vegetazione viene chiamata «erba adrenalina». La
mia corteccia cerebrale ha visto e definito il pericolo, e lo ha
registrato nella
parte autonoma, o automatica, del mio sistema nervoso. Il
cervello, che è un
laboratorio farmaceutico molto efficiente, ha prodotto chimicamente
l'adrenalina, inducendo il mio cuore a battere e a correre in
preparazione della
sopravvivenza. Ero pronto a correre, se necessario (non che avessi
buone
probabilità con il leone).
Ci è stato detto che se fossimo rimasti immobili ai nostri posti, il
leone avrebbe guardato la Land Rover nel suo insieme non vedendoci come
individui. Fortunatamente questo è stato il nostro caso.
Rivediamo alcuni dei più importanti componenti del sistema di ricompensa del cervello. All'esterno vi è la corteccia cerebrale, uno strato di cellule nervose in cui risiede la coscienza, il pensiero volitivo. Nella parte anteriore, sopra gli occhi, vi sono i lobi frontali. Queste aree sono importanti per il giudizio, e se il cervello fosse una macchina, i lobi frontali sarebbero i freni. Questi lobi hanno importanti collegamenti con le vie del piacere, in modo da poterlo controllare. Al centro del cervello vi è il nucleus accumbens. Questa zona a forma di mandorla è la chiave del sistema piacere-ricompensa, e quando viene attivato dalla dopamina e da altri neurotrasmettitori, ci fà valutare e desiderare il piacere della ricompensa. La dopamina è essenziale per gli esseri umani per desiderare e valutare un piacere appropriato per la loro vita. Senza di essa, non saremmo così incentivati a procreare, a mangiare o anche cercare di vincere una partita. è l'uso eccessivo del sistema di ricompensa della dopamina che provoca dipendenza. Quando queste vie vengono usate in modo compulsivo, si verifica una retrocessione che riduce in modo effettivo la quantità di dopamina nelle aree di piacere disponibili per l'uso, e le stesse cellule dopaminergiche iniziano ad atrofizzarsi e a ridursi. Le cellule ricompensa nel nucleus accumbens sono affamate di dopamina e vivono in uno stato di desiderio; allo stesso tempo, si verifica un declassamento dei recettori della dopamina sulle cellule del piacere. Il ripristino del «termostato del piacere» produce una «nuova normalità». In questo stato di cose, la persona deve agire secondo la dipendenza, ossia aumentando la dose di dopamina fino a livelli sufficienti per sentirsi normale. Poiché avviene una desensibilizzazione dei circuiti di ricompensa, stimoli più forti e ancora più forti sono necessari per aumentare le dosi di dopamina. Nel caso di dipendenza da stupefacenti, la persona dipendente deve aumentare la quantità del farmaco per ottenere il medesimo picco. Nella dipendenza da pornografia, immagini sempre più scioccanti sono necessarie per stimolare la persona.
Come una sorta di feedback, anche i lobi frontali possono atrofizzarsi o ridursi. Pensate all'esempio dell'usura delle pastiglie dei freni. Questo declino fisico e funzionale del centro del giudizio del cervello causa nella persona una compromissione della sua capacità di elaborare le mosse per poter uscire dalla dipendenza. Gli scienziati che studiano le dipendenze hanno chiamato questa condizione «ipofrontalità», e hanno notato una certa somiglianza tra il comportamento delle persone dipendenti e il comportamento dei pazienti con danno cerebrale frontale. I neurochirurghi hanno spesso trattato pazienti con danni al lobo frontale. In un incidente automobilistico, ad esempio, il cervello del conducente spesso decelera nel retro della sua fronte all'interno del cranio, danneggiando i lobi frontali. I pazienti con danno del lobo frontale mostrano una quantità di comportamenti che noi chiamiamo «sindrome del lobo frontale». In primo luogo, questi pazienti sono impulsivi, in quanto si impegnano sconsideratamente in attività senza badare alle conseguenze. In secondo luogo, essi sono compulsivi; si fissano o si concentrano nei riguardi di determinati oggetti o comportamenti, e devono averli per forza, non importa a quale prezzo. In terzo luogo, questi soggetti diventano emotivamente labili, e hanno sbalzi d'umore improvvisi e imprevedibili. In quarto luogo, essi dimostrano scarsa capacità di giudizio. In questo modo l'ipofrontalità corticale, o il restringimento dei lobi frontali, causa di questi quattro comportamenti, può derivare da un incidente automobilistico o da una dipendenza. Uno studio sulla dipendenza da cocaina, pubblicato nel 2002, mostra una perdita di volume o restringimento in diverse aree del cervello, in particolare delle aree di controllo frontale. Un studio del 2004 mostra risultati molto simili per la metamfetamina. Ma siamo di fronte a droghe che possono danneggiare il cervello, per cui in realtà questi studi non ci sorprendono. Si consideri, tuttavia, una dipendenza naturale, come l'eccesso di cibo che porta all'obesità.
Potreste essere molto sorpresi nell'apprendere che uno
studio pubblicato nel 2006 ha mostrato il restringimento dei lobi frontali
in una condizione di obesità molto simile a quella trovata negli studi
sulla cocaina e sulla metamfetamina. E uno studio pubblicato nel 2007 in persone
che mostravano una forte dipendenza sessuale ha prodotto risultati quasi identici alla
metamfetamina, alla cocaina e agli studi sugli obesi
3. Così abbiamo quattro studi, due sui
farmaci e due sulla dipendenza naturale, effettuati in differenti istituti
accademici da gruppi di
ricerca diversi, e pubblicato in un lasso di tempo di cinque anni in quattro diverse
riviste scientifiche. E tutti e quattro gli studi dimostrano che la
dipendenza fisica influenza i lobi frontali del cervello.
I due studiosi Robert Malenka e Julie Kauer, in un articolo di riferimento pubblicato su Nature del 2007 sui meccanismi che regolano i cambiamenti fisici e chimici che avvengono nelle cellule del cervello nelle persone tossicodipendenti, hanno affermato: «La dipendenza rappresenta una forma patologica di apprendimento e di memoria». Oggi, questi cambiamenti nelle cellule cerebrali vengono definiti «potenziamento a lungo termine» e «depressione a lungo termine», e si parla di plasticità del cervello o del soggetto che cambia o si ricollega. Il Dr. Norman Doidge, neurologo presso la Columbia University, nel sul libro The Brain That Changes Itself («Il cervello che modifica sè stesso»), descrive come la pornografia «resetti» i circuiti neurali. Egli ha osservato in uno studio su alcuni uomini che consumano pornografia su internet che i soggetti sembravano «inquietanti» come i topi che spingevano le leve per ricevere la cocaina nelle scatole da sperimentazione di Skinner. Come quei i topi tossicodipendenti, gli uomini erano alla disperata ricerca della prossima dose, cliccando con il mouse proprio come i topi spingevano le leve. La dipendenza da pornografia è un apprendimento frenetico, ed è forse per questo che molti di coloro che hanno lottato con più dipendenze riportano che questa è stata la più difficile da superare. La tossicodipendenza, seppur potente, è più passiva in una sorta di «pensiero di passaggio», mentre la pornografia visiva, specialmente quella su internet, è un processo neurologico molto più attivo. La costante ricerca e valutazione di ogni immagine o videoclip, grazie alla sua potenza e al suo effetto, è un esercizio di apprendimento neuronale limitato soltanto dal cervello progressivamente gratificato. La curiosità è quindi fusa nella compulsione, e la necessità di un flusso più ampio di dopamina può guidare la persona dal softcore all'hardcore, alla pedo-pornografia o peggio. Un articolo pubblicato sul Journal of Family Violence, nel 2009, ha rivelato che l'85% degli uomini arrestati per pornografia infantile ha anche abusato fisicamente di minori.
Oltre all'ipofrontalità corticale e al declassamento dei sistemi dopaminergico e mesolimbico, un terzo elemento sembra essere importante per la
pornografia e la dipendenza sessuale. L'ossitocina e la vasopressina sono importanti
ormoni nel cervello in riferimento alla sessualità. Gli studi dimostrano che l'ossitocina
è anche importante nell'aumentare la fiducia negli esseri umani, nel
legame emotivo tra partner sessuali, e nel legame con i genitori. Ci sono segni per
legare l'oggetto della nostra sessualità.
è una buona cosa quando questo legame si verifica
all'interno di un rapporto matrimoniale, ma c'è anche un lato oscuro. Quando la gratificazione
sessuale si verifica nel contesto dell'uso della pornografia, può portare ad una
sorta di «amante virtuale». Il Dr. Victor Cline, nel suo saggio
Pornography's Effects on Adult and Child («Gli
effetti della
«L'impotenza
da porno» nella quale l'uomo sperimenta sessualmente la preferenza
del porno piuttosto che di una donna è un fenomeno
reale e in crescita. Quando la pulsione sessuale dell'uomo viene
deviata in questa direzione, rispetto alla preferenza della sua partner, il
Dr. Cline scrive
che la moglie «può sentirsi molto sola e rifiutata». Un
articolo pubblicato sul
Journal of Sex and Marital Therapy, ha descritto
uno studio che mostra come molte donne vedano le attività pornografiche del loro
partner come «una forma di infedeltà»: il tema che attraversa le loro lettere è
che l'uomo ha preso l'aspetto più intimo della relazione, la sessualità, che
dovrebbe esprimere il legame d'amore tra la coppia ed essere limitata esclusivamente
alla relazione, condividendolo invece con innumerevoli donne di fantasia.
La stragrande maggioranza delle donne in questo studio ha utilizzato
parole come «tradimento», «inganno» e «relazione» per descrivere ciò
che il loro
partner provava nei confronti della
pornografia.
Perché è così essenziale comprendere la natura della pornografia come
qualcosa che può dare dipendenza? Perché se la consideriamo semplicemente come una
cattiva abitudine, e non troviamo il pieno supporto necessario per superare
ogni vera dipendenza, continueremo ad essere delusi, sia come individui che
come società. La pornografia è il tessuto utilizzato per tessere un
arazzo di permissivismo sessuale, che mina le fondamenta stesse della società. Biologicamente
parlando, essa distrugge la capacità di una popolazione di sostenersi. Si tratta di una catastrofe demografica.
Lo scrittore
Tom Wolfe ha detto: «Più la pornografia diventa
grande, minore è il tasso di natalità». Questa affermazione ha
una una validità? Nel 1950, ogni Paese
dell'attuale Unione Europea aveva un tasso di fecondità superiore al 2.1, necessario a
sostenere una popolazione. Ai nostri giorni, nessuno di questi Paesi
arriva a questo tasso, e molti di essi sono in prossimità
dell'1.3, definito «il più basso tasso di fertilità», dal quale è
virtualmente impossibile risollevarsi.
è stato alla fine degli anni
'60 e ai primi
'70 che questo declino è l La pornografia come un lanciafiamme
Unwin ha anche descritto ciò che può essere chiamato la «distrazione dopaminergica», nella quale domina la ricerca del piacere e la produttività viene diminuita. Will Durant (1885-1981), in The Lessons of History («Le lezioni di Storia»), ha scritto che «il sesso è un fiume di fuoco che dev'essere deviato e raffreddato da un centinaio di restrizioni, altrimenti porta al caos sia l'individuo che il gruppo». Se «il sesso è un fiume di fuoco», la dopamina e le altre droghe sono il carburante del cervello. Come gli astronauti dell'Apollo 11, siamo in gradi di cavalcare questa energia fino ai cieli, oppure esserne consumati fino all'esaurimento, a seconda che siamo sopra i motori nel modulo di comando o sotto di essi, essendo esposti al calore. Il Dr. Henry A. Bowman ha affermato: «Nessuna persona davvero intelligente brucerà una cattedrale per friggere un uovo, anche solo per soddisfare un appetito vorace». Eppure, oggi il lanciafiamme della pornografia sta incendiando molte cattedrali d'amore coniugale e familiare. Plaudo gli sforzi in corso per rafforzare le leggi, ma nel nostro ambiente giuridico e sociale non possiamo dipendere dal governo della moderazione. Dobbiamo affrontare la realtà secondo cui in un modo o nell'altra la pornografia finirà per colpire praticamente ogni famiglia. Il Dr. Jason Carroll e i suoi colleghi hanno pubblicato un documento ampiamente citato nel Journal of Adolescent Research che mette in luce la portata di questo problema. Secondo questo documento, che ha esaminato i dati provenienti da cinque Università, l'87% dei maschi e il 31% delle femmine consuma pornografia. Questo dato supera tutte le barriere religiose, educative e sociali. Per la maggior parte della nuova generazione, la pornografia è diventata il punto di riferimento per l'educazione sessuale, come un negozio di caramelle in internet, che insegna che il sesso è fisicamente ed emotivamente innocuo, privo di conseguenze negative. Uomini e donne sono soltanto droghe visive da utilizzare e gettare, e il sesso solo un piacere personale. La verità, naturalmente, è che coloro che effettivamente recitano nella pornografia vengono spremuti e buttati dagli stessi pornografi, sono la «gente usa e getta», come li ha definiti il Dr. Charles Everett Koop.
La descrizione del Dr. John Mark Chaney riguardante la dipendenza da
pornografia degli adolescenti è altrettanto adeguata per gli adulti:
«A volte, i professionisti non riescono a capire il potere della compulsione che la gioventù si trova a dover affrontare, e non è raro che la scuola, la religione o
i professionisti del settore privato sostengano un
semplice piano di trattamento basato sulla forza di volontà o di carattere morale.
Dal momento che la pornografia può essere una dipendenza, certi approcci come "basta dire
no" rischiano di creare soltanto più frustrazione e una
controproducente immaginazione [...]. Le modalità di
intervento e il trattamento devono riconoscere il problema come una
dipendenza completa, e trattarlo con le stesse considerazioni
riservate alle sostanze chimiche oppure all'alcool». Per
La pornografia è una droga che produce una trappola neurochimica di dipendenza: Così William Shakespeare (1564-1616) descrive la lussuria nel Sonetto 129: «Sciupio dello spirito nello sperpero della vergogna è la lussuria in atto, e nel suo attuarsi essa è spergiura, assassina, spregevole, sanguinaria, selvaggia, sfrenata, brutale, impietosa, infida. Non appena sazia essa è disprezzata: è perseguita irrazionalmente e, non appena avuta, è irrazionalmente odiata, come esca ficcata nella strozza per far impazzire il malcapitato. Insana nella ricerca e nel possesso, sfrenata nel suo prima-durante-dopo: una beatitudine nel goderla e, goduta, una dannazione; prima una gioia offerta, poi solo un sogno. Tutto ciò sa bene il mondo, ma nessuno sa bene come scansare il paradiso che porta a tale inferno». Come abbiamo visto, il gelato e la sessualità possono diventare pericolosi come il crack o la cocaina. Anche se dobbiamo continuare a combattere la buona battaglia legale e sociale, non possiamo pensare che queste misure possano essere l'unica nostra difesa. La pornografia vuole te, vuole tuo marito o tua moglie, vuole tuo figlio e tua figlia, vuole i tuoi nipoti. Si tratta di un padrone crudele sempre in cerca di nuovi schiavi. Quando Abraham Lincoln (1809-1865) ha dovuto affrontare la guerra per la libertà, ha detto: «Se ora non ci uniamo tutti per salvare la buona vecchia nave dell'Unione in questo viaggio, nessuno avrà la probabilità di pilotarla in un'altro». Tutti in coperta. La battaglia è per la nostra salute mentale, per la nostra serenità, per la pace e la prosperità di oggi, e per il nostro futuro.
Note
1 Traduzione dall'originale inglese Slave Master: How Pornography Drugs & Changes Your Brain («Il padrone dello schiavo: Come la pornografia droga e altera il tuo cervello»), a cura di Paul. L'articolo originale è stato pubblicato sulla rivista Salvo (nº 13, Estate 2010), ed è reperibile alla pagina web http://www.salvomag.com/new/articles/salvo13/13hilton.php 2 Cfr. B. I. Koerner, «A Lust for Profits» («Una lussuria per guadagnare»), in U.S. News & World Report, del 27 marzo 2000, pag. 44. 3 è incoraggiante il fatto che due studi, uno sulle tossicodipendenze (metamfetamina) e uno sulla dipendenza naturale (obesità), abbiano dimostrato anche un ritorno alla normalità del volume del lobo frontale dopo un periodo di recupero.
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In effetti, l'attuale crollo delle nascite è dovuto a diverse cause
(aborto, contraccezione, ecc...), e in particolare alla propaganda
malthusiana ed edonistica che a partire dagli anni '60 ha martellato
le menti del''Occidente grazie alla complicità dei media e
all'impegno delle forze politiche più progressiste (N.d.R.).
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