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di Joseph P. Gudel 1
l Prefazione
Quando nel 1788 venne promulgata la
Costituzione degli Stati Uniti, il mondo civilizzato si trovò di
fronte ad una novità assoluta: per la prima volta nella storia
dell'era cristiana, un Paese occidentale abitato da battezzati sancì
la netta separazione tra Stato e Chiesa. Tale separazione stabilì
che la Chiesa cattolica (e
Ma a questa guerra senza esclusione di colpi contro la famiglia si è andato ad aggiungere un importante tassello. Se nessuna norma - anche naturale - è assoluta e certa, se tutto è relativo e opinabile (relativismo), se si possono sopprimere gli infanti, gli anziani e (in un futuro non lontano) anche gli handicappati, perché si deve continuare a credere che esista una sessualità sana e una deviata? Il passo è breve. A partire dal Sessantotto, sull'onda della cosiddetta «Rivoluzione Sessuale», preparata oltre Oceano dalla famigerata Scuola di Francoforte 6, si è progressivamente fatta strada l'idea che anche gli omosessuali - presentati abilmente da una propaganda ben orchestrata come una minoranza soggetta ad intollerabili discriminazioni - debbano godere degli stessi diritti delle coppie eterosessuali sposate. In questo difficile processo di «rieducazione» delle masse finalizzato a rimuovere i tabù impressi nella mente dell'uomo comune dall'odiosa predicazione cattolica, la Rivoluzione ha potuto avvalersi, rispetto al passato, di un grande strumento: i mass media. In Italia, certi conduttori televisivi - come, ad esempio, Maurizio Costanzo (il cui nome figura nelle liste della Loggia P2) o il gay dichiarato Alessandro Cecchi Paone - si sono auto-investiti della «missione» di predicare alle folle il verbo degli invertiti. Non c'è ormai un solo talk show o un varietà che non abbia come ospite fisso un omosessuale. Personaggi come Platinette, Cristiano Malgioglio (quello di Banane al cioccolato...), Fabio Canino e Aldo Busi sono ormai ospiti fissi di certe trasmissioni (presentate per lo più da Maria De Filippi, moglie di Costanzo). All'estero le cose non vanno certamente meglio. Rockstar bisessuali come Madonna e Christina Aguilera, o apertamente omosessuali come Elton John, Boy George, George Michael, e tanti altri hanno fatto della propria «diversità» una bandiera da sventolare ai quattro venti. Il mondo effimero della moda sembra addirittura divenuto il luogo di ritrovo di questi moderni sodomiti: stilisti come Gianni Versace (1946-1997) e Dolce e Gabbana hanno messo al servizio della loro squallida «causa» gli enormi proventi derivanti dalla loro professione. Sdoganati dai media, sempre più politicamente corretti e buonisti, i gay hanno potuto uscire allo scoperto e portare avanti la loro vergognosa «battaglia» anche nel mondo della politica. Basti pensare al parlamentare transgender Vladimiro Guadagno (in arte «Luxuria»), a Franco Grillini, ex presidente dell'Arcigay, o a Nichi Vendola, presidente della Regione Puglia. E la lista potrebbe continuare all'infinito... Chi non si allinea con le idee strombazzate dalla propaganda imperante ed esprime opinioni «politicamente scorrette» sia messo al bando come un retrogrado, come un pericoloso omofobo (ora i malati non sono più i gay, ma gli eterosessuali...).
Come ebbe a scrivere il grande romanziere russo Fëdor Dostoevskij (1821-1881) ne I demoni (1872), «se Dio non esiste, tutto è lecito». Questa è la conclusione logica che conduce a quella negazione pratica del dominio di Dio sulle collettività che è lo Stato laico. Ma questa impresa prometeica di ribellione sistematica dell'uomo nei confronti di Dio è destinata a fallire miseramente. L'inversione dei valori, di cui siamo testimoni, è stata condannata fin dagli albori dell'umanità. Già parecchi secoli prima dell'avvento di Gesù Cristo, così ammoniva il profeta Isaia il popolo d'Israele: «Guai a coloro che chiamano bene il male e male il bene, che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre, che cambiano l’amaro in dolce e il dolce in amaro» (Is 5, 20) 7. La nuova umanità agognata dai sovvertitori, che si vorrebbe costruire sulle macerie della civiltà cristiana, al suo nascere emana già un fetore intollerabile. Questa società post-cristiana, che non sopporta più nemmeno la vista del crocifisso nelle aule scolastiche o negli ospedali, e che vorrebbe dare cittadinanza al vizio e alla turpitudine in nome della tolleranza e del rispetto per i gusti sessuali altrui (a quando, dunque, l'apertura alla pedofilia?), è appena nata ed è già gravemente ammalata. Il diritto alla «ricerca della felicità da parte dell'uomo» sancito dalla Costituzione statunitense (il cosiddetto «sogno americano») si è rivelato totalmente fallimentare. Siamo più ricchi e più tecnologicizzati, ma non certamente più felici. Anzi, nella misura in cui l'uomo si è allontanato dal suo Creatore e dalle Sue leggi, l'infelicità si è fatta strada nel cuore dell'uomo. La natura non si lascia manipolare. Sta all'uomo decidere se continuare su questa strada rovinosa o ritornare quanto prima al rispetto delle leggi di natura e al giogo soave dei precetti evangelici.
l Introduzione
Se l'omosessualità non è uno stile di vita né normale, né sano - come credo che dimostri questo articolo - la cosa più caritatevole che possiamo fare è aiutare gli omosessuali a rendersi conto di questa verità e offrire loro il nostro aiuto e incoraggiamento. Ma, nella nostra società, milioni di persone credono che l'omosessualità sia un modo di vivere alternativo sano e accettabile. Il dibattito sull'accettazione dell'omosessualità nella nostra cultura è stato uno dei più offuscati da numerosi travisamenti e imprecisioni. Tali distorsioni includono:
È compito del cristiano indicare a queste persone che, poiché l'omosessualità è peccato, siamo tutti peccatori e ci sono perdono e liberazione per tutti quelli che si rivolgono a Gesù Cristo. «Le persone dovrebbero vivere e dovrebbero lasciar vivere»!; «A ciascuno il suo. Lasciateli vivere come desiderano»; «Lasciate che i gay godano della loro libertà»; «Qualunque cosa ti rende felice, vivi con essa» 8. Commenti come questi si sentono comunemente quando il tema dell'omosessualità diventa oggetto di discussione. In questi ultimi vent'anni, il dibattito sul questa tendenza sessuale e sui diritti degli omosessuali è cresciuto costantemente, e non potrà che continuare a farlo. Tuttavia, nel corso di questa disputa, numerose imprecisioni, mezze verità, errori e aperta propaganda sono stati dati in pasto al pubblico come verità incontestate. Lo scopo di questo opuscolo è di esaminare queste affermazione e separare i fatti dalla finzione. Prima che ognuno di noi possa dare delle risposte intelligenti e compassionevoli, le domande devono essere chiarificate e messe a fuoco. Credo che quando questo sarà stato fatto, il lettore imparziale potrà essere d'accordo con l'analogia avanzata dal Dr. James D. Mallory, psichiatra e direttore dell'Atlanta Counseling Center: «Un medico sarebbe colpevole di negligenza se non avvertisse un diabetico della sua condizione unicamente perché non vuole offendere i suoi sentimenti. Lasciando che la persona continui a mangiare eccessivi carboidrati senza un trattamento corretto, la condanna ad un peggioramento della condizione fisica. L'atto più premuroso che un medico può fare è indicare che esiste un'anormalità e offrire aiuto. Questo dev'essere fatto - non con spirito di condanna - anche con l'omosessualità» 9.
l Omofobia?
L'opera Kinsey Institute New Report on Sex definisce l'omofobia come «la paura, l'antipatia o l'odio per gli omosessuali» 10. Il termine «fobia» deriva da una parola greca che denota una «paura irrazionale». Il vocabolo «omo», significa letteralmente «uguale», ma la parola viene speso usata come una forma accorciata di «omosessuale», ossia una persona che è sessualmente attratta da un individuo del suo stesso sesso. Così, propriamente parlando, l'omofobia denota la paura irrazionale o l'odio per gli omosessuali. Nondimeno, il Movimento per i Diritti dei gay (e, in maniera diffusa, i media) appiccicano questa etichetta a chiunque si oppone alle méte e agli obiettivi di detto Movimento, e specificamente, a chiunque si oppone alla piena accettazione dello stile di vita omosessuale come sano e «normale». Tuttavia, anche se esistono veramente molte persone che odiano o hanno una paura irrazionale degli omosessuali, dire che chiunque si contrappone al modo di vivere omosessuale o non è d'accordo con il programma politico dei diritti dei gay è un omofobo, non è per nulla esatto. Chiaramente, questa tattica è finalizzata a deviare l'attenzione dall'argomento all'individuo. Come vedremo più avanti, ci sono molte persone che si oppongono all'omosessualità per motivi psicologici, sociologici, medici e morali.
l Il 10% della popolazione?
Uno studio ancora più recente, condotto all'Università di Chicago nel 1989 - i cui risultati sono stati resi pubblici nel 1990 nel corso di una riunione dell'American Association for the Advancement of Science («Associazione Americana per il Progresso della Scienza») - ha fornito un dato secondo cui «meno dell'1% è esclusivamente omosessuale» 20. Questi risultati sono significativi? Lo sono nella misura in cui correggono, almeno parzialmente, la portata reale e i parametri del dibattito. Tra l'1-2% del Dr. Forman e il 10% del Rapporto Kinsey c'è una grossa differenza. Evidentemente, la percentuale più elevata di presunti omosessuali è quella che esercita la maggiore influenza, ed è anche quella che il Movimento per i Diritti degli Omosessuali può impugnare.
l L'omosessualità è una malattia o uno stile di vita «normale»?
Una questione ancora più importante è
sapere se l'omosessualità è o meno un comportamento patologico. È
una malattia? I gruppi per i diritti degli omosessuali asseriscono
continuamente che i gay sono «normali» come gli
eterosessuali, che l'omosessualità non è una malattia o un disturbo
psicologico. Ad esempio, Peri Jude Radecic, un membro della
National Gay and Lesbian Task Force («Unità Operativa
Nazionale degli Omosessuali e delle Lesbiche; NGLTF), nel
corso di
Si può discutere se l'omosessualità sia o meno un disturbo patologico, ma è chiaro che la decisione presa nel 1973 dall'American Psychiatric Association non può essere citata come un consenso medico secondo cui l'omosessualità sarebbe una condizione «normale». Più avanti, esaminerò nel dettaglio l'asserzione secondo cui l'omosessualità costituirebbe uno stile di vita salutare.
l Nato gay?
Forse, il mito più pericoloso diffuso ai nostri giorni dal Movimento per i Diritti degli Omosessuali è che la scienza moderna avrebbe provato che l'omosessualità sarebbe innata e immutabile. Ovvero, che gli omosessuali sarebbero nati gay, esattamente come si può nascere mancini o con gli occhi azzurri. La conseguenza, chiaramente, è che se si nasce così, l'omosessualità non può essere considerata immorale o innaturale; l'omosessuale starebbe unicamente seguendo i suoi geni. Tuttavia, come membro del Congresso, William Dennemeyer ha dichiarato: «Se l'omosessualità è una perversione di qualcosa che è naturale, i gay devono considerare la loro condotta sotto una luce completamente diversa e devono giustificarla in termini meno gratificanti» 28. Raccogliere tutte le scoperte riguardanti la genesi dell'omosessualità supera i limiti di questo scritto. Ciò nonostante, le evidenze scientifiche sulle sue origini vengono abitualmente classificate sia in termini di cause biologiche (vale a dire di cause genetiche/ormonali) che di fattori ambientali (ovvero di ragioni psicologiche, volitive e così via).
- Cause biologiche La più recente ricerca che suggerisce che l'omosessualità potrebbe essere causata da fattori biologici è uscita allo scoperto nel 1991, con la pubblicazione di alcune scoperte preliminari del Dr. Simon LeVay, un neuro-scienziato del Salk Institute for Biological Studies di San Diego. La sua ricerca è consistita nello studio del cervello di quarantun cadaveri, inclusi quelli di diciannove maschi omosessuali. Egli ha notato che «una piccola area ritenuta responsabile del controllo dell'attività sessuale (l'ipotalamo) era meno della metà negli uomini gay che in quelli eterosessuali» 29. Questo studio venne accolto da molti come «un'evidenza inconfutabile» che proverebbe che gli omosessuali sarebbero nati tali, affermazione che la comunità omosessuale proclama da molti anni. Nondimeno, un articolo intitolato «Instead of Resolving the Debate» («Invece di risolvere il dibattito»), apparso sulla rivista Newsweek, suggerisce che «questi studi anziché dare una risposta definitiva hanno intensificato le polemiche. Alcuni scienziati hanno confessato di non essere per nulla sorpresi per il fatto che LeVay ha riscontrato alcune differenze a livello cerebrale. "Chiaramente, esso (l'orientamento sessuale) ha sede nel cervello", ha affermato lo psicologo John William Money, della John Hopkins University, detto anche il "preside" dei sessuologi americani. "La vera domanda è: quando c'è arrivato? In età prenatale, neonatale, durante l'infanzia o nella pubertà? Non lo sappiamo"» 30. Altri problemi inerenti le scoperte di Simon LeVay includono:
- Fattori ambientali
Probabilmente, ci sono altrettanti -
se non di più - psichiatri e psicologi che credono che
l'omosessualità sia causata da vari fattori ambientali. La maggior
parte di essi indica che le cause poste alla radice
dell'omosessualità siano psicologiche, e non biologiche. Ma queste
persone, a differenza dei loro colleghi di opinione contraria, non
vengono quasi mai citate dai media. Si tratta forse di una
deviazione a favore degli omosessuali operata dai mezzi di
comunicazione? Inoltre, essi non vengono mai virtualmente ammessi
dalla comunità omosessuale, perché la maggior parte dei gay vuole
credere che è nata già così, senza alcuna alternativa (consapevole o
subliminale). In ogni caso, molti dei più noti e rispettati
ricercatori e terapeuti del mondo negano che l'omosessualità sia
determinata da fattori
l Cambiare è impossibile?
La questione se qualcuno dovrebbe
desiderare di cambiare il proprio orientamento sessuale verrà
trattata in modo stringato. Ma prima di considerare l'eventuale
volontà di mutare, dobbiamo accertarci se questo cambiamento è
possibile. Dico che è importante indagare perché un gran numero di
individui che si è occupato dei problemi degli omosessuali nega che
esista questa possibilità. I membri del Movimento dei Diritti degli
Omosessuali, così come numerosi ricercatori,
Il lettore interessato troverà in questa opera otto storie di casi autentici di persone che hanno cercato di liberarsi dalla schiavitù dell'omosessualità e si sono convertite all'eterosessualità 40. Un altro settore in cui vediamo i frutti delle vite cambiate è quello dell'apostolato cristiano, che si è esteso a quegli omosessuali che desiderano essere aiutati. I limiti di spazio non mi permettono di entrare nei particolari. Coloro che sono interessati ad approfondire queste tematiche possono trovare le referenze nelle note a piè pagina. Ma è vero che certe vite sono realmente cambiate?
- C'è il caso di Darlene Bogle, una donna che «ha lottato contro il lesbismo» per diciassette anni 41. Essa fu cresciuta in un ambiente in cui subì abusi sessuali da parte di diversi uomini e ragazzi (la prima volta all'età di tre anni). I suoi genitori divorziarono quando essa aveva solamente cinque anni. Il suo nuovo patrigno abusò di lei, verbalmente e spesso anche fisicamente. Secondo le sue stesse parole, essa è cresciuta in «una casa in cui mancava qualsiasi cura o educazione, priva di modelli di comportamento positivi e di amore» 42. Oggi, attraverso la grazia e la misericordia di Dio, essa si è completamente liberata dal suo precedente stile di vita, e attualmente è consigliere al Paraklete Ministries di Hayward, in California.
- C'è il caso di Frank Worthen, un uomo che ha praticato l'omosessualità per venticinque anni. Nel 1973, egli è ritornato a Gesù Cristo, che lo affrancato da quel modo di vivere. Da allora, egli è rimasto libero, senza mai più ricadere nel suo vecchio comportamento. Oggi, Frank e sua moglie Anita sono missionari nelle Filippine con Exodus International 43.
- C'è il caso di Andrew Comiskey, un ex omosessuale che oggi è felicemente sposato con Annette ed è il direttore di Desert Stream Ministries 44.
- C'è il caso di Joanne Highley, una donna schiava del lesbismo dai tredici ai ventitré anni, che ora è libera da quello stile di vita da oltre trentacinque. Essa si è sposata e vive tutt'ora con il marito; è madre e nonna, e con suo marito è co-direttore di L.I.F.E. Ministries, a New York 45.
Sono realmente cambiate le vite di queste persone che erano esclusivamente omosessuali e sono diventate eterosessuali? Sì. Ci sono state persone che sono ricadute nel loro stile di vita precedente? Anche in questo caso, la risposta è sì, e bisogna aspettarselo. Come per chi si avvicina agli Alcolisti Anonimi, la strada raramente è facile e comporta un impegno tremendo da parte dell'individuo che cerca il ricupero o la guarigione. A volta essi inciampano e non si rialzano più. Qualche volta inciampano, si rialzano e continuano nel processo di ricupero. Occasionalmente, alcuni soggetti sono guariti immediatamente e non sono mai più tornati sui loro passi. Resta il fatto che ci sono molti ex omosessuali ed ex lesbiche che sono stati trasformato dalla grazia di Gesù Cristo.
l Un modo di vivere sano?
Come abbiamo detto, i membri del Movimento per i Diritti degli Omosessuali asseriscono continuamente di essere individui normali e sani. Abbiamo già discusso circa la «normalità» dell'omosessualità. La questione se questo sia o meno uno stile di vita sano verrà trattata in due punti: la promiscuità e le pratiche sessuali.
- La promiscuità Se si è d’accordo con chi pensa che la promiscuità sessuale non sia salutare, da un punto di vista emotivo o fisico, l'omosessualità - così come viene abitualmente praticata - dev'essere definita estremamente poco salubre. Homosexualities, una pubblicazione ufficiale dell'Institute for Sex Research, fondato da Alfred Kinsey, Alan Bell (1932-2002), e Martin Weinberg, ha riportato che solo il 10% degli omosessuali maschi potrebbero essere definito «relativamente monogamo» o «relativamente meno promiscuo». Ulteriori scoperte hanno dimostrato che il 60% degli omosessuali maschi ha, nel corso della sua vita, più duecentocinquanta partner sessuali, e il 28% degli omosessuali maschi ha, durante la sua esistenza, oltre mille partner sessuali. Un altro fatto sorprendente è che il 79% di essi ha ammesso che più della metà dei loro partner sessuali sono stati degli estranei 46. Solamente alcuni anni dopo la pubblicazione di questo rapporto, il Dr. William H. Foege, direttore dei Centers for Disease Control («Centri di Controllo della Malattia») ha affermato: «La vittima media dell'AIDS ha avuto negli ultimi dodici mesi sessanta partner sessuali diversi» 47. Al contrario, «il maschio eterosessuale medio ha - in tutta la sua vita - da cinque a nove partner sessuali diversi» 48. Che dire delle relazioni lesbiche? Le donne omosessuali sono meno promiscue dei gay? Premesso che sono state effettuate meno ricerche sulle lesbiche, i dati dimostrano che esse sono molto più monogame degli uomini omosessuali. Tuttavia, le loro relazioni non sono molto stabili. Yvonne Zipter, una lesbica che scrive sulla rivista gay di Chicago Windy City Times, in un articolo intitolato «The Disposable Lesbian Relationship» («La relazione lesbica usa e getta»), ha scritto che «la relazione lesbica durevole è un'entità immaginaria» 49.
- Pratiche sessuali
Un secondo punto che non può essere
evitato in una discussione sugli aspetti igienici dell'omosessualità
è quello delle pratiche sessuali dei gay. Sono salutari?
L'enorme preponderanza dell'evidenza medica è ancora una volta
clamorosamente negativa. Numerose fonti mediche documentano l'aberrazione
fisica delle pratiche sessuali dei gay. Le seguenti
informazioni provengono da un articolo intitolato «Medical
Perspective of the Homosexual Issue» («Prospettiva medica del
problema omosessuale»). Esso è stato scritto dal Dr. Bernard J.
Klamecki, proctologo (uno specialista dei problemi al retto) da
oltre trent'anni. In questo articolo, il Dr. Klamecki afferma che
quando iniziò la sua pratica medica nel 1960, solamente l'1% dei
suoi pazienti era omosessuale. Nel 1988, il numero dei pazienti
omosessuali era aumentato fino al 25%, la maggior parte dei quali
proveniva da una clinica gay gratuita locale. Le informazioni
che seguono provengono
l Il compito del cristiano
Prima di concludere, vorrei chiarire che se da una parte credo che l'omosessualità sia anatomicamente aberrante, psicologicamente deviante, e moralmente inaccettabile, dall'altra va anche detto che siamo tutti peccatori. La fede ci insegna che noi tutti abbiamo voltato le spalle a Dio e abbiamo fatto a modo nostro. Se non fosse per la grazia e la misericordia di Dio, ognuno di noi vivrebbe ancora nel proprio piccolo mondo di peccato, solo e indifeso. La buona novella, tuttavia, è che Dio ci è venuto incontro, si è incarnato sposando la nostra umanità, è morto ed è risuscitato per noi, affinché possiamo essere liberi dalla schiavitù del peccato. Per chiunque lotta contro la schiavitù dell'omosessualità o vuole liberarsi dal giogo di qualsiasi altro peccato, la libertà è disponibile sulla croce del Calvario. Il nostro compito come cristiani è di portare amorosamente a tutte le persone il Vangelo di Gesù Cristo.
APPENDICE
Ha scritto Gilbert Keith Chesterton
(1874-1936): «Gli uomini non
differiscono molto sulle cose che chiamano "mali"; essi differiscono
enormemente sui mali che definiscono "scusabili"». Un esame della
società attuale sembra avvallare la saggia osservazione di questo
critico sociale. Un recente sondaggio condotto nel
Note
1 Traduzione dall'originale inglese Homosexuality: Fact and Fiction («Omosessualità: realtà e finzione»), a cura di Paolo Baroni. Articolo apparso sulla rivista Christian Research Journal (Estate 1992, pag. 30 e ss.). Scritto reperibile alla pagina web http://www.inplainsite.org/html/homosexuality_fact_and_fiction.html 2 La dottrina della Regalità Sociale di Gesù Cristo, sempre professata e creduta dalla Chiesa cattolica, è stata solennemente riaffermata da Papa Pio XI (1857-1939) nell'Enciclica Quas primas, dell'11 dicembre 1925. In questo documento, il Sommo Pontefice denuncia i pericoli derivanti dalla «peste del laicismo» e ribadisce il diritto di Gesù Cristo di regnare anche nelle leggi degli Stati. Il Concilio Vaticano II (1962-1965), ha accantonato tale insegnamento con la Dichiarazione Dignitatis humanæ (del 7 dicembre 1965), che sancisce il diritto della persona umana alla libertà religiosa. E così, i massoni e i perfidi nemici della Chiesa l'hanno - per ora - avuta vinta: per la società laica (e purtroppo anche per molti cattolici), Gesù Cristo non è più Re dei re e Signore dei signori (Ap 19, 16). 3 Ad esempio, alla fine dell'Ottocento, durante il «glorioso» Risorgimento, i vari governi liberali e massonici, allo scopo di strappare alla Chiesa cattolica l'educazione dei giovani, hanno condotto una guerra brutale contro gli ordini religiosi incaricati di tale compito. 4 L'indissolubilità del matrimonio è un requisito indispensabile per la stabilità della famiglia e per l'educazione della prole. La cronaca quotidiana dimostra quanto devastanti siano gli effetti sulla psiche e sulla personalità dei figli determinati dal divorzio dei genitori. 5 Paradossalmente, la nostra società, che si vuole democratica e anti-fascista, si sta macchiando degli stessi orribili delitti per cui certi gerarchi nazisti furono condannati al Processo di Norimberga per crimini contro l'umanità (aborto eugenetico e soppressione dei disabili e dei malati mentali). 6 Scuola di pensiero voluta da Stalin (1879-1953) e fondata nel 1923 nella città tedesca. Di essa fecero parte i vari «profeti» e preparatori del Sessantotto, tra cui Herbert Marcuse (1898-1979). Parlando dei fini di tale Scuola, ebbe a dire Willy Munzenberg, uno dei suoi portavoce: «Corromperemo così tanto l’Occidente che puzzerà» (cfr. R. De Toledano, L'école de Francfort, pag. 26). 7 Sia l'Antico che il Nuovo Testamento contengono esplicite condanne dell'omosessualità: «Non avrai con un uomo relazioni carnali come si hanno con una donna: è cosa abominevole [...]. Se uno ha con un uomo relazioni sessuali come si hanno con una donna, tutti e due hanno commesso una cosa abominevole; dovranno essere messi a morte; il loro sangue ricadrà su di loro» (Lv 18, 22; 20,13). 8 Affermazioni di alcuni spettatori durante una puntata del Geraldo Show, intitolata Can Gays and Lesbians Go Straight? («I gay e le lesbiche possono vivere normalmente»?), mandata in onda l'11 giugno 1991. 9 Cfr. J. D. Mallory, «Homosexuality: Part III. A Psychiatrist’s View» («Omosessualità: Parte III. Una visione psichiatrica»), in Christian Life, ottobre 1977, pag. 28. 10 Cfr. J. M. Reinisch, The Kinsey Institute New Report on Sex («Il nuovo rapporto sul sesso dell'Istituto Kinsey»), St. Martin's Press, New York 1990, pag. 147. L'Autore è direttore del Kinsey Institute. 11 Cfr. Family Research Report, del 6 febbraio 1989, Family Research, Institute, Washington D.C., pag. 1. 12 Trasmissione mandata in onda dall'emittente Wisconsin Public Television, il 19 maggio 1992. 13 Cfr. A. C. Kinsey, Sexual Behavior in the Human Male («Il comportamento sessuale nel maschio umano»), Saunders Company, Philadelphia 1948. 14 Vedi A. Maslow-J. M. Sakoda, «Volunteer Error in the Kinsey Study» («Errore volontario nello studio di Kinsey»), in Journal of Abnormal and Social Psychology, nº 47, aprile 1952, pagg. 259-262. Le cifre gonfiate sono state utilizzate anche dai sostenitori dell'aborto per convincere l'opinione pubblica circa la necessità di introdurre una legge permissiva. 15 Cfr. «The Ten Percent Solution, Part II» («La soluzione del 10%, parte 2ª»), in Peninsula, ottobre-novembre 1991, nº 3, pag. 7; vedi anche J. A. Reisman-E. W. Eichol, Kinsey, Sex and Fraud («Kinsey, il sesso e la truffa»), Huntington House Publishers, Lafayette 1990, pag. 23. 16 Cfr. A. C. Kinsey, op. cit., pag. 216. 17 Cfr. A. Maslow-J. M. Sakoda, art. cit., pagg. 259-262. 18 Cfr. J. M. Reinisch, op. cit., pag. 140. 19 Cfr. J. A. Reisman-E. W. Eichol, op. cit., pag. 194. 20 Ibid., pag. 195. 21 Cfr. Nightline, ABC News, del 30 agosto 1991. 22 Per coloro che sono interessati alla storia che portò alla rimozione nel 1973 da parte dell'American Psychiatric Association dell'omosessualità dal loro Diagnostic and Statistical Manual of Psychiatric Disorders («Manuale diagnostico e statistico dei disturbi psichiatrici»), rimandiamo a R. Bayer, Homosexuality and American Psychiatry: The Politics of Diagnosis («Omosessualità e psichiatria americana: le politiche della diagnosi»), Basic Books, New York 1981, pagg. 101-154; W. Dannemeyer, Shadow in the Land («Ombra sulla terra»), Ignatius Press, San Francisco 1989, pagg. 24-39. 23 Cfr. R. Bayer, op. cit., pagg. 105-106. 24 Cfr. C. W. Socarides, Beyond Sexual Freedom («Dietro la libertà sessuale»), Quadrangle Books, New York 1977, pag. 87. Prima del voto del 1973, il Dr. Socarides guidò un'équipe dell'American Psychiatric Association che studiava l'omosessualità e che pubblicò un rapporto in cui si dichiarava all'unanimità che l'omosessualità è un disturbo a carico dello sviluppo psicosessuale. Questo rapporto, considerato politicamente scorretto, venne archiviato, per essere poi pubblicato nel 1974 unicamente come il rapporto di un «gruppo di studio». 25 Cfr. C. W. Socarides-R. Kronenmeyer, Overcoming Homosexuality («Omosessualità vincente»), Macmillan Publishing Co., New York 1980, pag. 5. 26 Cfr. «Sick Again? Psychiatrists Vote on Gays», in Time, del 20 febbraio 1978, pag. 102. 27 Cfr. S. L. Jones, Homosexuality According to Science («L'omosessualità secondo la scienza»); cit. in I. Yamamoto, The Crisis of Homosexuality («La crisi dell’omosessualità»), Victor Books, Wheaton 1990, pag. 10. 28 Cfr. W. Dannemeyer, op. cit., pagg. 40-41. 29 Cfr. C. Crabb, «Are Some Men Born to Be Homosexual»? («Certi uomini sono nati per essere omosessuali»?), in U.S. News & World Report, nº 9 settembre 1991, pag. 58. 30 Cfr. D. Gelman, «Born or Bred»? («Nato o cresciuto»?), in Newsweek, del 24 febbraio 1992, pag. 48. 31 Ammissione del Dr. Simon LeVay nel corso del Phil Donahue Show, nella puntata che aveva per tema «Genetically Gay: Born Gay or Become Gay»? («Geneticalmente gay: nato gay o diventato gay»?), mandato in onda il 3 gennaio 1992. 32 Cfr. W. H. Masters-V. E. Brown-R. Kolodny, Human Sexuality, Little, Brown and Company, Boston 1982, pag. 319. 33 Cfr. C. W. Socarides-R. Kronenmeyer, op. cit., pag. 7. 34 Cfr. K. Painter, «A Biological Theory for Sexual Preference» («Una teoria biologica per le preferenza sessuale»), in USA Today, del 1º gennaio 1989, pag. 4D. Vedi anche A. P. Bell, Sexual Preference («Preferenza sessuale»), University Press, Bloomington 1981), pag. 221. Questi Autori non credono che la biologia possa determinare una preferenza sessuale, e non ritengono nemmeno che i genitori possano in qualche modo provocarla. Invece, essi sono convinti del fatto che ci sia una relazione causale in quei bambini che hanno problemi precoci di «identità sessuale» e diventano omosessuali. 35 Così Rick Notch durante il Geraldo Show, andato in onda l'11 giugno 1991. 36 Così Richard Isay nel corso della trasmissione 20/20, mandata in onda dall'ABC News, il 24 aprile 1992. 37 Cfr. W. H. Masters-V. E. Johnson, Homosexuality in Perspective, Brown and Company, Boston 1979, pag. 333. Dopo un studio durato dieci anni sull'omosessualità, gli Autori hanno scoperto che quelli che desideravano la «conversione» all'eterosessualità hanno avuto una percentuale di fallimento solamente del 21% (pag. 396). Tuttavia, anche rettificando la percentuale di fallimento di conversione, si giunge ad un 45%. 38 Cfr. J. M. Reinisch, op. cit., pag. 143. 39 Cfr. 20/20, ABC News, del 24 aprile 1992. 40 Cfr. CC. W. Socarides-R. Kronenmeyer, op. cit., pagg. 141-167. 41 Cfr. D. Bogle, «Healing from Lesbianism» («Guarire dal lesbismo»); cit. in I. Yamamoto, op. cit., pag. 15. 42 lbid., pag. 17. 43 Cfr. B. Davies, «The Exodus Story: The Growth of Ex-gay Ministry» («La storia dell’esodo: la crescita del ministero di un ex gay»), cit. in I. Yamamoto, op. cit., pagg. 47-59. Vedi anche K. Philpott, The Gay Theology («La teologia gay»), Logos International, Plainfield 1977, pagg. 20-37. 44 Cfr. A. Comiskey, Pursuing Sexual Wholeness: How Jesus Heals the Homosexual («Alla ricerca dell’integrità sessuale: come Gesù guarisce l'omosessuale»), Creation House, Lake Mary 1989. 45 J. Highley, L.I.F.E. Ministries, P.O. Box 353, New York, NY 10185. 46 Cfr. A. P. Bell-M. S. Weinberg, Homosexualities («Le omosessualità»), Simon and Schuster, New York 1978, pag. 308. 47 Cfr. W. Isaacson, «Hunting for the Hidden Killers» («La caccia agli assassini nascosti»), in Time, del 4 luglio 1983, pag. 51. 48 Cfr. C. W. Socarides-R. Kronenmeyer, op. cit., pag. 32. 49 Cfr. Y. Zipter, «The Disposable Lesbian Relationship», in Windy City Times, del 25 dicembre 1986, pag. 18. 50 Cfr. B. J. Klamecki, «Medical Perspective of the Homosexual Issue», cit. in I. Yamamoto, op. cit., pagg. 116-117. Oltre a ciò, l'assiduità nei rapporti anali provoca nei gay incontinenza fecale. 51 La cifra più ricorrente è che il 70% degli americani colpiti dall'AIDS è composto da maschi omosessuali o bisessuali. 52 Ibid., pagg. 123, 119. 53 Cfr. P. Cameron-W. L. Playfair-S. Wellum, «The Homosexual Lifespan» («La durata media della vita omosessuale»), in Family Research Institute, del 14 febbraio 1992. 54 Articolo di Kelly Boggs, reperibile alla pagina web http://www.inplainsite.org/html/homosexual_rights_.html
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