
di
don Curzio
Nitoglia
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postato: 13 dicembre 2016
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Introduzione
Qualche mese fa, il Gran Maestro della
Massoneria italiana, recentemente dimissionario, Giuliano Di
Bernardo, dichiarava a La Stampa di Torino: «Si
comincia coi massoni e si finisce cogli ebrei»
2.

E l'ex Gran Maestro, Armando Corona (1921-2009),
aggiungeva: «Le persecuzioni dei massoni e degli ebrei vanno
sempre appaiate».

Anche nella recensione al libro Israele
e l'umanità, comparsa sulla rivista del Grand'Oriente
d'Italia Hiram 3, si può leggere
la seguente frase del rabbino cabalista Elia Benamozegh
(1823-1900): «Quel che è certo è che la teologia massonica
corrisponde abbastanza bene a quella della Càbala»
4. Il ripetersi di queste affermazioni
variamente evidenziate ha motivato l'interesse per l'argomento e
suscitato la curiosità di approfondire i rapporti esistenti tra
giudaismo e Massoneria; da questo studio è nato il presente
articolo.

L'origine della Massoneria (argomenti di autorità
ebraiche, massoniche e cattoliche)
Bernard Lazare (1865-1903),
noto scrittore ebreo, afferma: «È certo [...]
che vi furono degli ebrei alla culla della Massoneria, degli
ebrei cabalisti, come lo provano alcuni riti conservati»
5.

L'ebreo convertito Joseph Lémann
(1836-1915) scrive:
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«Che vi sia nel
giudaismo una predisposizione alla Massoneria: è
incontestabile. Questa predisposizione gli viene dal suo odio
contro Cristo [...]. È [...] noto storicamente che
[...] l'antagonismo ebraico, in cerca di una rivincita, lungi dal
respingere il concorso delle società segrete, le ha sempre
utilizzate [...] secondo i proprî interessi contro Gesù
Cristo e la sua Chiesa» 6. |

Henri-Charles Puech
(1902-1986), il grande storico (massone) delle religioni, scrive:
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«Spesso
antisemitismo ed odio antimassonico sono andati assieme [...].
La maggior parte dei nomi sacri e delle parole d'ordine dei diversi
Gradi massonici sono ebraici. Da sottolineare l'esoterismo
cabalistico delle due Colonne, dei tre Pilastri, della stessa
disposizione degli Ufficiali nel Tempio [...]. Occorre
mostrare come le diverse forme della Tradizione occidentale
esoterica (Càbala giudaica, ermetismo cristico dei Templari, ecc...)
siano integrati, avviluppati nella piramide massonica»
7. |

Il gran rabbino
di Francia
Joseph Haïm
Sitruk
(1944-2016)
ha recentemente affermato:
«Il giudaismo impregna tutto il mondo moderno, specialmente con la
Rivoluzione Francese e la Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo»
8. Il giornale israelitico The Jewish
Tribune ha scritto: «La Massoneria è basata sul giudaismo»
9. S. McGowan: «La Massoneria è fondata
sull'antica Legge d'Israele» 10,
che è quella talmudica e non mosaica.

Rudolf Klein: «Il
nostro rituale è ebraico dall'inizio alla fine»
11. Anche l'autorevole rivista dei gesuiti
La Civiltà Cattolica riprendeva tale tesi scrivendo:
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«Il giudaismo non
tardò [...] ad intromettersi (nella Massoneria) e [...]
ad informarla col suo spirito, ad indirizzarla ai suoi intendimenti,
ad incorporarsela [...]. Per tentare l'abbattimento della
religione cristiana [...] occorreva agli ebrei lavorare
sott'acqua, e dissimulatamente mandare avanti altri, e dietro loro
nascondersi [...]: insomma, bisognava dare l'assalto con soldatesche
non proprie [...].
E a questa impresa han posto mano,
mettendosi a capo del mondo occulto, per mezzo della Massoneria che
si son assoggettata [...]. Si tiene per certo che tutta
intera la compagine della Massoneria è regolata da un sinedrio
ebraico [...]. Nell'atto pratico, giudaismo e Massoneria
si confondono e si immedesimano, come il ferro colla mano
dell'assassino che lo vibra [...]. Il fine ultimo al quale
il giudaismo mira [...] per mezzo del massonismo
[...] è il dominio universale, l'impero del
mondo» 12. |
Gli autori finora citati, ebrei o
massoni, dicono chiaramente che tra Massoneria e giudaismo vi è un
rapporto assai stretto: ma qual'è la natura di questo rapporto?
Nella seconda edizione delle Costituzioni di
Anderson-Desaguliers (Londra 1738), troviamo questo passaggio: il
Massone è tenuto «ad osservare la legge morale come vero
noachide» 13. Cosa significa
ciò?
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«Dal punto di vista
del giudaismo, il noachismo è la sola religione ancora in
vigore per l'umanità non ebraica, esercitando i giudei la
funzione di sacerdoti dell'umanità ed essendo sottomessi
[...] alla legge di Mosè» 14. |

Ancor meglio spiega un grande
specialista, il rabbino di Livorno Benamozegh:
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«L'ebraismo ammette
un duplice culto: il culto laico, noachide, dell'umanità, e il culto
sacerdotale di Israele [...]. Il legame che nell'ebraismo
riuniva i due culti [...] è l'organizzazione del genere umano
in sacerdoti (gli israeliti; N.d.R.) e laici (i
non-israeliti; N.d.R.) [...]. Il compimento della legge noachide
è [...] quel minimo di religione e di moralità a cui nessuna
società al mondo può rinunciare se non vuole estinguersi
irrimediabilmente [...].
Il noachide è uno straniero non
sottomesso alla religione mosaica. Si tratta dei "proseliti della
porta (non del tutto convertiti all'ebraismo; N.d.R.), i
quali sono concittadini senza essere correligionari; si
differenziano dai "proseliti di giustizia", del tutto convertiti
all'ebraismo [...]. Il noachide (o proselito della porta) non
era sottomesso alla circoncisione [...]: è il gentile che ha
accettato i sette precetti di Noè e non si è né circonciso né
battezzato» 15. |
Il massone, dovendo sottomettersi alla
legge noachide, non è perciò nient'altro che il fedele
laico del prete ebreo che è sottomesso alla legge mosaica o
meglio ancora talmudica. Infatti, è noto che il massone vuol
ricostruire il Tempio di Salomone, ma qual'è il senso vero e
nascosto di tale asserto? «Quando Salomone procedette al
censimento, degli stranieri o noachidi (i massoni di oggi;
N.d.R.) [...], essi vennero scelti per lavorare all'edificazione
del Tempio» 16.
Dunque,
il massone, odierno noachide, per sua libera scelta,
deve costruire il Tempio d'Israele sotto le dipendenze del
giudeo, suo sacerdote e maestro. Ma cosa significa
esattamente ricostruire il Tempio? Ecco cosa risponde Benamozegh:
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«La casa di Dio
(il Tempio; N.d.R.) [...] era un'immagine e come un riassunto
dell'intero Universo. L’attento esame della sua architettura
[...] rivela il suo carattere eminentemente simbolico [...].
In tal modo era simboleggiata la separazione esistente tra il genere
umano e il popolo sacerdotale [...]. Così, il luogo santo,
ossia il recinto di mezzo, non rappresentava l'uomo in generale, ma
in special modo l'Israelita; il sagrato tutto il resto della
famiglia di Adamo, e l'insieme dell'edificio, tutto il nostro
Universo [...].
I rabbini posteriori al Talmud [...]
confermarono tutti la concezione di religione universale che si
rivela [...] nella forma del Tempio [...]. Vediamo ora
che parte abbiano avuto i gentili nell'edificazione del santuario
[...]. È Hiram, che su richiesta di Salomone, fornisce i
materiali e gli artisti necessari alla costruzione del Tempio
[...]. Hiram, che la Scrittura ha cura d'indicare come figlio di
madre ebrea e di padre originario di Tiro, come se nella sua persona
Israele e la Gentilità si associassero per l'opera divina»
17. |
Costruire il tempio significa
dunque fondare la religione universale in cui il giudeo è il
sacerdote e il massone il semplice fedele. Infatti:
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«Quali sono
le condizioni proclamate essenziali perché la preghiera dei gentili
sia ascoltata da Dio? La loro adorazione deve essere in primo luogo
conforme a quella degli israeliti [...]. Devono poi
riconoscere la missione sacerdotale degli ebrei»
18. |
Pertanto, commenta U. Fidele, «un
buon massone non sarebbe nient'altro che un "laico"
d'Israele». In altre parole: la Massoneria era,
fin dalle sue origini, un'organizzazione destinata a
giudaizzare i goym (i non-ebrei) 19.
Benamozegh conferma a sua volta: «La religione universale, non
consiste in una pura e semplice conversione dei gentili al mosaismo,
ma nel dovuto riconoscimento da parte dell'umanità della verità
della dottrina d'Israele» 20.

In
breve, il massone deve aiutare, da buon laico fedele, il
suo maestro e sacerdote ebreo a convincere tutti i pagani che l'unica
vera religione è quella talmudica, della quale i pagani
entreranno a far parte non a titolo pieno, ma come noachidi.
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«L'edizione
del 1738 (delle Costituzioni di Anderson) va oltre, travalica
i limiti del cristianesimo - scrive il professor Vannoni - in
quanto dichiara che la religione su cui tutti gli uomini convengono
è rappresentata dai principî del noachismo. Cristo è superato in una
regressione temporale fino al patriarca antidiluviano Noè, "Noah" in
ebraico [...]. Occorre notare [...] che il Vecchio
Testamento narra di Noè, ma non fa parola dei principî
noachici, per i quali si deve ricorrere al Talmud.
Dunque, con la seconda edizione delle Costituzioni di Anderson la
Massoneria compie un passo più lungo [...] andando ad
attingere nel Talmud i proprî fondamenti ideologici ufficiali»
21. |

Sopra: le Costituzioni
di James Anderson.
È lecito perciò concludere già fin
d'ora che la Massoneria è una società d'origine talmudica!
La Verité Israélite, una rivista ebraica di Parigi, nel 1861,
riassumeva molto bene i rapporti che esistono tra giudaismo e
Massoneria:
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«Questi
rapporti sono più intimi di quanto non si pensi. Il giudaismo deve
mantenere per la Massoneria in genere, una viva e profonda simpatia
[...]. Lo spirito della Massoneria è lo spirito del giudaismo
nei suoi dogmi fondamentali, è il suo ideale, è il suo
linguaggio, è quasi la sua organizzazione [...]. Il Tempio
che bisogna costruire, da quando il santuario di Gerusalemme è stato
distrutto [...] è il santuario morale, il divino asilo in cui si
riuniranno un giorno [...] tutti gli uomini riconciliati»
22. |
Commenta Leon de Poncins
(1897-1975): «L'unità del genere umano
alla quale ebrei e massoni lavorano è l'unificazione del
mondo sotto la legge ebraica» 23.

Alcuni autori pensano che il giudaismo sia l'origine e la causa
della Massoneria, per esempio Mons. Ernest Jouin
(1844-1932):
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«I massoni
sono tra le mani dei giudei che imprimono una direzione unica
alle Logge sparse e moltiplicate da essi in tutto l'Universo. Queste
Logge massoniche, d'altronde, saranno o soppresse coll'avvento del
Supergoverno d'Israele (il Nuovo Ordine Mondiale; N.d.R.) [...].
I massoni sono, con i giudei, i fedeli della Contro-Chiesa:
subiscono l'unica direzione di un anti-papismo mondiale [...].
I massoni compongono il terz'ordine mendicante degli ebrei.
Al contrario, a sentire certi massoni, non esiste né parentela né
fraternità tra Loggia e ghetto [...].
In Ungheria, invece, in
cui la dissoluzione delle Logge (1920) ha dato luogo alla
divulgazione di più documenti [...] si ha la prova che vi è
una questione ebraica e una questione massonica, e che l'una e
l'altra sono indissolubilmente connesse [...]. La questione
massonica dipende da quella ebraica [...]. Bisogna dunque
affermare che la Massoneria è figlia del giudaismo? Non
sarebbe un errore, ma si mancherebbe di precisione: il
giudaismo è il nonno della Massoneria che ha come padre il
Rinascimento, l'Illuminismo e la Riforma protestante.
Ma le influenze del giudaismo sono assai forti nell'Umanesimo,
nell'Illuminismo e nel protestantesimo»
24. |

Un altro autorevole autore, Édouard
Drumont (1844-1917), scrive:
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«La lotta contro la fede (dei
cristiani) [...] è la persecuzione di tre religioni che
vogliono opprimerne un'altra. Se gli ebrei, assieme ai
massoni, si sono distinti per un odio speciale contro Colui che
hanno crocifisso, se furono il capo del movimento (rivoluzionario)
[...] essi furono poi aiutati dai protestanti (che
odiavano la Chiesa e il Vicario di Cristo) [...]. La
Massoneria è un ordine religioso in rivolta [...]. L'origine
ebraica della Massoneria è manifesta [...].
Aprite
qualsiasi rituale e tutto vi parla di giudaismo. "Kadosh", 30°
Grado, vuol dire "santo" in ebraico [...]. Simpatia e
tenerezza per Gerusalemme e i suoi rappresentanti; odio per
Cristo e per i cristiani: tutta la massoneria è qui
[...]. La Massoneria fu una sorta di giudaismo aperto (ai
gentili) [...], un ufficio di pubblicità in cui gli ebrei
fraternizzavano con degli uomini che non avrebbero potuto incontrare
a casa loro. Nascosto e riparato dietro questa macchina di guerra
che lo nascondeva, l'ebreo poté compiere il male, senza esserne il
responsabile» 25. |

Gli ebrei nella preparazione della
Massoneria
È anche molto interessante la testimonianza
del celebre autore ebreo James Darmesteter (1849-1894):
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«L'ebreo cerca i punti più vulnerabili
della Chiesa, ed egli ha al suo servizio - per
poterli scoprire - oltre la conoscenza dei Libri
santi, la sagacia dell'oppresso. Egli è il dottore
dell'incredulo, tutti i rivoltosi spirituali si rivolgono
a lui, nell'ombra o in piena luce.
Egli lavora nell'immenso laboratorio della
bestemmia [...]. É lui che forgia tutto quell'arsenale
assassino di ragionamenti e d'ironia
che armerà gli scettici del Rinascimento e i
libertini; e quel certo sarcasmo di Voltaire
non è che l'ultima eco di una parola mormorata [...] sei secoli prima, nell'ombra del ghetto,
o meglio ancora ai tempi di Celso e
di Origene, alla culla stessa della religione di Cristo»
26. |

Da tutte queste correnti anticristiane è
infine nata la Massoneria, figlia del paganesimo
rinascimentale, dell'Illuminismo e
del libero esame protestante, nipote
dell'odio giudaico contro Nostro Signore
Gesù Cristo e pronipote di Lucifero.
|
«La
Massoneria moderna [...] si ricollega non solo
alla Massoneria operativa ove si sono infiltrati
dei membri onorari che l'hanno trasformata
in Massoneria speculativa, ma anche
alle sétte, alle società segrete, occultiste e cabaliste,
che le sono anteriori, e nelle quali si
ritrova l'elemento ebraico» 27. |

Gli ebrei all'origine della Massoneria
|
«Le Logge martiniste furono mistiche,
mentre gli altri ordini della Massoneria erano
piuttosto razionalisti; ciò ci permette di
affermare che le società segrete rappresentano
i due aspetti dello spirito ebraico: il razionalismo
pratico e il panteismo [...] che sfocia
nella magia cabalistica [...]. Gli ebrei sono riusciti
ad essere i buoni agenti delle società segrete, poiché le dottrine
di queste società si accordavano con le loro»
28. |

Ordine Martinista.
Una rivista massonica degli Stati Uniti scriveva:
|
«L'autore
(dell'articolo: N.d.R.) ha spesso notato come un ebreo, educato
nell'ortodossia giudaica riceva la luce massonica [...].
Alcuni fratelli ebrei che vengono dall'Europa, ove la razza giudaica
è perseguitata, trovano la luce e la libertà massoniche così
confortanti, che credono ritrovarvi il giudaismo più puro [...].
Ma la vera ragione per la quale l'ebreo istruito nelle Scritture e
nel Rituale della sua religione è famigliare coi dettagli che la più
antica Massoneria gli offre, è che le cerimonie ebraiche riproducono
attualmente tutti i segni massonici, la maggior parte dei nostri
simboli e una gran parte della fraseologia dei Gradi massonici»
29. |
Anche il gesuita Padre Giovanni
Caprile scrive:
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«Nella
Massoneria andarono a confluire una quantità di idee e di elementi
proprî di correnti [...] cabalistiche [...]
attinti all'ebraismo [...]. L'anno
massonico si ottiene aggiungendo 4000 all'anno
corrente [...]. Il Rito Scozzese segue l'anno
ebraico computato aggiungendo a quello in corso la cifra 3760»
30. |

Sopra: candidato al
momento dell'iniziazione.
E ancora, se il dottor Isaac Mayer
Wise (1819-1900) dice: «La Massoneria è un'istituzione
ebraica, la cui storia, i regolamenti, i doveri,
le parole d'ordine e le spiegazioni sono ebraiche dall'inizio
alla fine» 31, Mons. Jouin può
concludere: «La Massoneria è un'istituzione marchiata
fina dalla sua nascita con un impronta ebraica, col suo
duplice carattere deicida e satanico» 32.
Notevole interesse riveste l'affermazione a tale proposito del
giornalista Bernard Lazare:
|
«Era inevitabile
che l'ebreo avesse un ruolo nelle rivoluzioni: e lo ha
avuto [...]. I talmudisti furono ad un dato momento dei
filosofi razionalisti [...]. Questi razionalisti [...]
(dal X al XV secolo, fino al Rinascimento) furono gli ausiliari di
ciò che potrebbe essere chiamata la rivoluzione generale
nell'umanità. Aiutarono l'uomo [...] a sbarazzarsi dei
vincoli religiosi [...]. Nel tempo in cui il cattolicesimo e
la fede cristiana erano il fondamento degli Stati, combatterli o
fornire delle armi a coloro che li attaccavano, significava fare
opera rivoluzionaria [...]. Gli ebrei appoggiarono il
materialismo arabo, che scosse così fortemente la fede
cristiana e sparse l'incredulità, a tal punto che si
affermò l'esistenza di una società segreta che aveva giurato
la distruzione del cristianesimo [...].
Gli ebrei
furono assai numerosi nelle società segrete che formarono l'armata
combattente rivoluzionaria, nei gruppi della Carboneria,
nell'Alta Vendita romana, dappertutto, in Francia, in Germania, in
Svizzera, in Austria, in Italia [...]. Essi sono stati tra i
fondatori del capitalismo industriale e finanziario, e hanno
protestato con veemenza contro il capitale [...]. Furono tra
coloro che prepararono la rivoluzione col pensiero e tra coloro che
la tradussero in atto [...].
Marx, discendente da una
famiglia di rabbini [...], ereditò tutta la forza logica dei
suoi avi, fu un talmudista lucido e chiaro [...] che fece
della sociologia e applicò le sue qualità native di esegeta alla
critica dell'economia politica. Fu animato da quel vecchio
materialismo ebraico che sognò sempre un paradiso realizzato sulla
terra [...], ma non fu solo un logico, fu anche un rivoltoso,
un agitatore, un aspro polemista e prese questo dono del sarcasmo e
dell'invettiva [...] alle fonti ebraiche»
33. |

Direzione ebraica della
Massoneria
Oggi più che mai, la Massoneria è la
padrona del mondo, in quanto è la «mobilitazione delle forze del
male che attaccano la società e la religione»
34. L'ideale massonico è quindi
|
«la
supremazia della ragione sulla fede, la proclamazione dei Diritti
dell'Uomo [...]. È il libero esame, la morale libera e
indipendente, la libertà di coscienza [...] che sfocia nella
laicizzazione della società, in breve è il ritorno al paganesimo»
35. «L'ideale
massonico - ideale rivoluzionario e pagano - è opposto
a quello cattolico, di qui il vero fine internazionale della
Massoneria: la distruzione del cattolicesimo [...].
La parola d'ordine della Massoneria è stata ben riassunta da
Piccolo Tigre: "Noi cospiriamo solo contro Roma"
[...]. In Francia, la rivista (massonica) "L'Acacia" chiama
continuamente la Massoneria: "la Contro-Chiesa, la
Chiesa dell'eresia, cioè dell'opinione; la Chiesa del libero
pensiero e del libero esame» 36. |

Sopra: i Diritti di
Dio sostituiti dai Diritti dell'Uomo. Notare la simbologia
massonica.
Proprio in relazione all'ispirazione
ebraica della Massoneria e del suo asservimento ai fini di dominio
mondiale degli ebrei, riveste particolare interesse l'affermazione
del massone Albert J. G.
Findel
(1836-1905): «Un dì, sono intervenuto con calore per
gli ebrei, poiché mi sembravano degli oppressi. Ora ho capito che
sono i nostri oppressori» 37. Gli
ebrei usano i massoni per scatenare la Rivoluzione in tutte le
nazioni.
Antagonismo di fini e di identità di lavoro
tra Massoneria e giudaismo
|
«La Repubblica
Universale, frutto della rivoluzione sociale, è soltanto il
penultimo atto del dramma massonico. Quale sarà l'ultimo? Il
Supergoverno ebraico. La rovina è compiuta, perciò la
Massoneria, che è soltanto opera di distruzione, deve scomparire
[...]. Infatti, l'antagonismo della Massoneria e dell'ebraismo è
irriducibile. I massoni vogliono la Repubblica Universale come
fine ultimo, la fratellanza, l'umanitarismo, il regno del popolo
[...].
Gli ebrei vedono nella Repubblica Universale
soltanto il trampolino per dominare le nazioni decadute [...]
e stabilire il super-governo di Israele, basato su una
dittatura, un'autocrazia, una tirannia sconosciute [...] nel
passato. Il lavoro giudaico-massonico è lo stesso; il fine e
l'ideale degli ebrei e dei massoni è opposto "per diametrum". Così,
il vero nemico è l'ebreo [...]. Nella Storia ci
si trova davanti a due città: quella di Dio e quella di Satana. Da
venti secoli la città di Dio è la Chiesa cattolica e la città del
male è il popolo ebraico, popolo internazionale, sparso su tutta la
terra [...]. Qui la lotta eterna del bene e del male, di
Cristo e di Satana, si gioca tra il popolo cattolico e il popolo
ebraico» 38. |
Che fare?
Dopo tutto quello che si è detto quali
rimedi si possono approntare? Non certo i pogrom. Né il
ghetto (è ormai lontana la cristianità medievale in cui, come diceva
Leone XIII «la filosofia del Vangelo governava gli Stati»);
anche la conversione degli ebrei è un mistero della fede la cui
realizzazione non dipende da noi. Solo un rimedio ci è dato: la
nostra conversione: infatti, il giudaismo imperante è il
castigo del cattolico tiepido. Il giudaismo penetra nella
società nella misura in cui essa rigetta il Regno sociale di Nostro
Signore Gesù Cristo.
|
«Più rigetterete la
povertà di Gesù Cristo per adorare il vitello d'oro, più l’ebreo
monopolizzerà la fortuna pubblica e cambierà in banche i nostri
palazzi più belli. Più rigetterete la purezza di Gesù Cristo, più
l'ebreo seminerà la corruzione dei costumi [...]. Più
rigetterete l'umiltà di Gesù Cristo, più esalterete l'uomo [...]
per farne un "dio", più tali vane adulazioni del pensiero umano
lo circonderanno d'ignoranza e di tenebre [...].
La
conversione è l'unico rimedio. Fate rientrare Gesù Cristo
e l'ebreo indietreggerà, i mercanti del Tempio vedranno le loro
tavole rovesciate [...]. In una parola cessiamo di
giudaizzarci. Allora l'ebreo ridiverrà l'ebreo errante e si
rinchiuderà nei ghetti, aspettando la sua conversione sincera, il
giorno in cui noi ridiverremo sinceramente cattolici»
39. |
La teologia della Massoneria è quella della Càbala
Il rabbino di Livorno Elia Benamozegh
ammette l'identità tra le due teologie; analizziamo ora più in
profondità, in cosa essa consista.
|
«I dogmi della
Massoneria sono quelli della Càbala, e in particolare quelli del
libro "Zohar". Questo fatto non è palese in nessun documento
massonico. È questo uno dei grandi segreti che gli ebrei hanno
saputo serbare per se stessi [...]. L'insegnamento della
dottrina massonica è velato [...] sotto tre "decorazioni" ed
"emblemi", che sono derivati dall'invisibile autorità suprema della
Massoneria, come i tre "Sefiroth" superiori e i sette inferiori
emanano dall'inscrutabile "En soph" della Càbala [...].
Secondo la Massoneria cabalistica, il Triangolo equilatero è un
emblema della Trinità infinita [...], di cui l'uomo è
un'emanazione finita [...].
I tre punti (.˙.)
rappresentano una forma limitata [...] dell'Essere infinito
che è rappresentato dal Triangolo in linee (Δ). I punti che i
massoni aggiungono al loro nome sono una professione di fede, essi
esprimono con ciò la loro credenza al dogma fondamentale [...]
del loro Ordine, che l'uomo è un'emanazione
individuale della divinità e quindi divino lui stesso [...].
Essi si rendono colpevoli di un'audace deificazione dell'uomo»
40. |
Per i cabalisti, l'En soph (l'infinito: en=senza;
soph=limite), o Ain soph, è piuttosto l'indeterminato che l'infinito, la
pura potenza o materia prima (la «materia matrix», come la
chiamerà Teilhard de Chardin), che l'Atto puro. Da esso emana
necessariamente l'individuo che è dunque della sua stessa sostanza
«divina». Come si vede, tale concezione è il panteismo che è
la negazione della differenza essenziale tra Dio e l'Universo, è la
deificazione della creatura, è l'antica tentazione demoniaca
che ripete all'uomo: «Voi sarete come Dio» (Gn 3, 5).
|
«L'idea di Dio è la
pienezza infinita di tutte le perfezioni possibili. L'idea dell'"En
soph" cabalistico è il vuoto assoluto [...], uno zero
perfetto, il Nulla infinito [...]. Dio è l'Essere
supremo; l'"En soph" è un'astrazione puramente mentale, un idolo
immaginario, scioccamente adorato dagli ebrei cabalisti e dai
massoni come causa prima» 41. |

Sopra:
l'Albero cabalistico
sovrastato dall'Ain Soph, il Nulla infinito.
Se Dio è emanato dal Nulla,
ecco aperte le porte all'ateismo.
I Diritti dell'Uomo sostituiscono
quelli di Dio
Il creato è perciò un'emanazione
dell'indeterminato; tale dottrina la si può chiamare deificazione o
culto dell'uomo, oppure antropomorfismo di Dio.
|
«Mettere i Diritti
dell’'Uomo al posto della legge divina, stabilire il regno
dell'umanità al posto di quello del Creatore, è questo il fine
supremo delle società segrete [...]. Le sétte per realizzare
questo fine si accaniscono contro la Chiesa cattolica [...].
Ciò che vogliono colpire è la Sede Romana, che fa sì che la Chiesa
cattolica non si abbasserà mai a diventare una chiesa nazionale come
quella ortodossa o anglicana, ma resterà sempre universale [...].
Corrompere la Chiesa, trasformare il cattolicesimo
[...] è il sogno delle sétte [...].
"Ciò di cui abbiamo
bisogno è di un papa secondo i nostri pensieri", scriveva il
capo dell'Alta Vendita 42, [...].
Se un simile disegno potesse realizzarsi (e purtroppo con il
Vaticano II si è realizzato: N.d.R.), la Rivoluzione sarebbe
veramente padrona del mondo e il Regno di Satana sostituirebbe
quello di Cristo (ma "le porte dell'inferno non prevarranno"
definitivamente; N.d.R.)» 43. |

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Sopra:
15 maggio 2009;
Benedetto XVI, Benjamin Netanyahu e Shimon Peres all'aeroporto di Tel Aviv
in occasione della visita di Joseph Ratzinger in Terra Santa.
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Scopo della Càbala e della Massoneria
Scrive Padre Caprile: «Molti non lo
crederebbero, eppure come scopo ultimo della sua attività [...]
la Massoneria si propone il dominio del mondo e della società,
eliminando e - se fosse possibile - distruggendo la Chiesa e la
religione cattolica» 44. Lo scopo
della Massoneria è la Repubblica universale e la Massoneria è
un'istituzione ebraica. Si chiede Mons. Leo Meurin
(1825-1895):
|
«Imbevuta
della filosofia cabalistica, la Massoneria non è forse stabilita per
essere lo strumento del popolo ebraico?
[...]. L'uomo archetipo, l'uomo per
eccellenza, il modello di tutti gli uomini, è l’ebreo! [...].
Carlile, un'autorità massonica, dà la definizione seguente del nome
di ebreo: "Il senso originale del nome [...] di ebreo era
quello di un uomo savio e perfetto [...]. La parola ha lo
stesso significato di Yahwéh: letteralmente è il Dio dell'uomo"
45. [...]. L'uomo
perfetto è dunque l'ebreo»
46. |

Il massone perciò quando parla di
perfezionamento etico dell'uomo, parla di giudaizzazione dell'umanità.
Da parte ebraica, il giudaismo religione non ha compreso il senso
spirituale della sua vocazione e ha creduto che il Regno del Messia
sarebbe stato un regno temporale e materiale nel quale l'ebreo
sarebbe il gran maestro supremo di tutto l'Universo (dei noachidi,
come spiega Benamozegh).
Per l'ebreo, quindi,
la religione è l'aspirazione al dominio universale. Nella
Massoneria i profani sono giudaizzati (diventano noachidi o «fedeli
della porta») e divengono i fedeli del sommo sacerdote dell'umanità:
l’ebreo. La Càbala ha tentato fin dal nascere della Chiesa di
giudaizzarla mediante lo
gnosticismo,
|
«che era la Càbala
ebraica adattata ad un fine speciale, quello di infiltrarsi nel
cristianesimo nascente per distruggerlo. Opprimere l'infame eresia
del Nazareno è stato sempre il più vivo e odioso desiderio dei
giudei decaduti [...]. Come i loro padri avevano straziato il
Corpo di Cristo coi flagelli, così i giudei dei primi secoli hanno
tentato per mezzo della Gnosi, di fare a pezzi la sua Persona e la
sua Natura divina [...].
Non essendo riusciti di primo colpo
in quell'opera diabolica, nonostante l'alleanza della loro Sinagoga
coll'eresia, perseverarono con una tenacia inaudita ad assalire il
dogma cristiano creando sempre nuove sétte, figlie della Càbala, e
finirono coll'associare al veleno dissolvente della loro dottrina
cabalistica, l'astuzia e la violenza delle passioni umane: i
giudei crearono la Massoneria, l'alleanza della
Sinagoga decaduta con l'ordine decaduto della cavalleria
religiosa. All'odio di Satana e dell'ebreo si
aggiunse quello dell'apostata. L'inferno,
la Sinagoga e l'apostasia, legate assieme contro il
Signore e il Suo Cristo: ecco la storia del mondo da secoli e
secoli» 47. |
Se consideriamo che la Massoneria ha
come genitori prossimi il paganesimo del Rinascimento e il libero
esame della Riforma protestante, oltre al filosofismo illuminista, è
naturale e logico concludere che
|
«nessuno
aveva interesse a ravvivare l'antico paganesimo; il cristianesimo lo
aveva sostituito in una maniera molto vantaggiosa. Non vi erano più
pagani che tenessero alle credenze dei loro antenati. I soli ebrei
avevano interesse ad opporsi alla consolidazione e al libero
svolgimento della civiltà cristiana»
48. |
Gli ebrei maestri della Massoneria
|
«Hiram [...], il grande eroe della
favola
massonica, era nato da un matrimonio misto
tra un cainita ed una adimita. Suo padre era
Tiziano, della stirpe di Cam, di Caino, e quindi
secondo la favola [...] dei massoni un discendente
di Eblis [...] che sotto forma di serpente
aveva sedotto Eva. Sua madre era della tribù
di Neftali, e quindi discendente di Sem, di
Seth e di Adamo [...]. Questo matrimonio
misto da cui è venuto l'eroe della Massoneria
è il simbolo dell'alleanza tra l'ebreo e Satana,
da cui è nata la società segreta [...]. Esaminiamo le
dottrine della Massoneria e troveremo dappertutto l'ebreo
[...]. Le decorazioni e gli insegnamenti
della Loggia provano che la Càbala ebraica è la dottrina, l'anima,
la base e la forza occulta della Massoneria»
49. |

Sappiamo
che i cabalisti hanno trasformato l'Uomo-Dio, il Verbo incarnato, in un'emanazione
dell'En soph, e al contrario hanno fatto
dell'ebreo Iddio stesso; quindi, aggiungiamo
al deicidio il peccato luciferino di farsi "dio",
e comprenderemo la rabbia e l'odio abissale
dell'ebreo cabalista contro Nostro Signore
Gesù Cristo e la sua Chiesa, e di conseguenza
l'attività febbrile che egli mette nel distruggere
tutto ciò che si oppone alla sua ambizione
e nel rifabbricare il Tempio di Salomone,
simbolo del suo super-governo mondiale.
L'ebreo si serve del massone come di un fedele
laico in questa duplice opera di «solvere et coagulare». Gli
ebrei sono l'anima della Massoneria e i rivoluzionari «cristiani»
non sono che dei burattini nelle loro mani.
|
«L'inferno ha
scatenato [...] gli errori funesti del paganesimo vinto un
tempo; ha chiamato sotto il suo vessillo l'odio antico della
Sinagoga decaduta e l'audacia esasperata del popolo deicida
[...], ha arruolato nel suo esercito tutte le violente passioni
dell'umanità viziata [...]. Tutte queste forze l'inferno le
ha organizzate e le dirige contro la Chiesa di Cristo [...].
Il paganesimo, il giudaismo, l'apostasia, i vizi e le passioni,
sotto la suprema direzione di Lucifero, montano assieme l'assalto
alla Chiesa [...]. La sposa del Salvatore è assuefatta a
vincere colla sofferenza. La Massoneria, nuova Sinagoga di Satana,
sarà - come l'antica Sinagoga - vinta dalla Croce [...].
Il
popolo d'Israele, quanto è grande e maestoso finché comunica col
Signore, ma quanto è terribile e orrendo nel suo odio contro il
Messia disconosciuto e ucciso sulla Croce! Se egli volesse solamente
elevarsi dal senso materiale dei suoi Libri santi al senso
spirituale sarebbe salvo [...]. Ma non lo vuole. Il suo
accecamento è volontario [...], l'orgoglio ne è la
spiegazione [...]. L'orgoglio di una grande intelligenza
preferisce mille volte soffrire che abbassarsi e riconoscere il
proprio errore. Appena si umilia davanti a Dio, l'ebreo vede "cadere
dai suoi occhi delle scaglie" (At 9, 18) [...]. Perché dunque
gli ebrei non vedono la verità?
Perché - orgogliosamente - la
cercano in una Càbala profondamente antirazionale e apertamente
satanica? Non sperate, o ebrei, di poter fuggire alla sventura che
vi minaccia ancora una volta! La vostra nazione deicida è in questo
momento arrivata ad uno di quegli apogei di potere [...] che
deve finire, come sempre, in una grande sventura nazionale. Il
giorno che vi opprimerà sarà la vigilia di un'espansione vitale
della Chiesa, vostra vittima, tale che la Storia non ha mai veduta.
I vostri profeti lo hanno ad essa promesso»!
50. |
Giudaismo e Massoneria (argomenti di
ragione)
Con la distruzione di Gerusalemme e la
loro dispersione (135 d. C.), gli ebrei hanno voluto portare con sé
la loro patria, i dispersi non si sono separati gli uni dagli altri,
non hanno cercato di fondersi con la nazione che li ospitava, non
hanno voluto perdere il loro carattere di stranieri. Si sono
raggruppati pertanto, ovunque andavano, in piccoli agglomerati che
costituivano delle vere nazioni nella nazione.
Da questa situazione
anormale nasceva inevitabilmente una diffidenza reciproca tra ospite
e ospitante. L'ostilità, generata da interessi opposti, seguì ben
presto tale diffidenza. Scrive l'ex massone Paul Copin-Albancelli
(1851-1939) cui attingerò liberamente in questa parte dell'articolo:
|
«Dovette
stabilirsi tra invasi e invasori [...] un regime di lotta
analogo [...] a quello che esiste tra un insetto parassita e
l'animale sul corpo del quale si installa. Questo si difende come
può o vuole cacciare l'intruso. Il parassita, al contrario, non
vuole essere scacciato [...]. Piuttosto che andarsene, si
nasconde» 51. |

L'opera La conjuration juive
contre le monde chrétien
dell'ex massone Paul
Copin-Albancelli.
Inoltre, leggiamo negli Atti degli
Apostoli che, dopo la morte di Nostro Signore Gesù Cristo,
l'ebraismo religione ha perseverato nel suo rifiuto e nel suo odio
di Cristo. È un dato di fatto evidente e innegabile, poiché la
religione ebraica post-cristiana ha mantenuto le sue idee religiose
di un messianismo terreno e materiale che sono in opposizione totale
con la religione cristiana.
D'altra parte, l'ebreo deve ammettere
l'espansione universale della Chiesa di Cristo. La religione
cattolica ha generato una civiltà, ed è contro tale civiltà e tale
religione che il giudaismo lotta. Anzi, più la religione cristiana
si espande più aumenta l'odio degli ebrei che hanno crocifisso il
Fondatore di questa religione. È questa situazione che fa
sviluppare, nel popolo ebraico, che non si arrende, un odio così
implacabile contro la Chiesa e la società cristiana, uguale a quello
che ritroviamo nella Massoneria.
La situazione conflittuale delle
colonie ebraiche all'interno di altre nazioni fu quindi
particolarmente viva nei Paesi cristiani. Il Magistero pontificio da
parte sua, consigliava la prudenza nei rapporti con gli ebrei e
condannava fermamente l'odio razziale; mentre gli ebrei, come
abbiamo visto sopra, constatando il trionfo della religione fondata
da Gesù Cristo, loro vittima, si alimentavano di un odio sempre più
profondo.
Costituzione delle colonie ebraiche in
società segrete e la loro evoluzione da difensive in offensive
Le società segrete, quelle cioè la cui
appartenenza viene tenuta segreta agli estranei, estranei, nascono
di norma quando un gruppo di persone trovandosi a vivere in uno
Stato ostile, avverte la necessità di riunirsi nascostamente a scopo
difensivo e di tenere segrete le proprie deliberazioni.
In una
situazione analoga si vengono a trovare a partire dalla Diaspora le
colonie ebraiche, specialmente tra le popolazioni cristiane:
non accettano il diritto comune dei popoli ospitanti e per evitare
sia l'espulsione sia l'integrazione, danno vita a società segrete
«difensive». Però, tale necessità non la subiscono ab extrinseco;
è invece l'effetto della libera scelta di restare una nazione
(ebraica) all'interno della nazione ospitante. Si chiede
Copin-Albancelli:
|
«Ma non è la legge
della vita che le cose che iniziano siano imperfette? E dal momento
che tali società segrete difensive esistevano in embrione, non è per
un "iter" naturale e quasi necessario che dovessero diventare i
germi di altre società segrete più perfide? [...]. Società
segrete puramente difensive e puramente ebraiche: ecco dunque il
punto di partenza della futura Massoneria» 52. |

Con l'affermarsi e l'espandersi del
cristianesimo, era necessario per l'ebraismo - sotto pena di gettare
la spugna e dichiararsi sconfitto da Gesù Cristo - attaccare la
religione cristiana, non apertamente, ma nel segreto, mediante
l'astuzia, la menzogna e la frode; era fatale per un popolo che,
disarmato e disperso in mezzo ad altri popoli, pretendeva di restare
del tutto indipendente.
Gli ebrei, per poter acquisire uno stato di
superiorità, furono obbligati ad osservare e studiare i difetti, le
passioni e i vizi dei cristiani, anche mediante lo spionaggio e il
ricatto: riuscirono così a trar vantaggio e ad imporre le loro
condizioni. «Si ritrova tale attitudine non solo tra la maggior
parte degli ebrei, ma anche nella Massoneria che è assai abile ad
impiegare e a servirsi dei difetti degli avversari, specialmente
della loro vanità» 53 (attenzione agli adulatori!
N.d.R.).
Mistero d'iniquità, che si perpetua nella
storia, dal «non serviam» al bacio di Giuda,
che l'ebraismo-religione doveva ridare incessantemente
alla cristianità, in tutte le ere.
La nazione ebraica
Esistono soltanto una razza e una religione
ebraica, oppure vi è anche una nazione
ebraica? Se una nazione fornisce alla razza una
comunità di interessi ed un ideale particolare,
allora si può affermare che gli uomini appartenenti
alla razza ebraica e al giudaismo-religione
costituiscono una nazione.
È pur vero che dal 1948 gli ebrei hanno
uno Stato territoriale, ma è anche vero che si
può correttamente parlare di nazione ebraica,
perché gli ebrei, da sempre, considerano loro
patria il mondo intero del quale, secondo la
religione talmudica, si ritengono i signori 54.

Sopra: frontespizio
del Talmud.
Il governo nazionale ebraico
Si obietta che non vi può essere governo
nazionale ebraico: infatti, una nazione esiste
solo quando vi è un governo che unisce gli
interessi di coloro che abitano un dato territorio,
mentre si constata che non vi è un governo
unico per gli ebrei sparsi in tutto il
mondo. Si può facilmente rispondere con l'esempio
della Storia, che la visibilità non è un
requisito fondamentale e che l'apparente assenza
di un governo non significa necessariamente
che non esista.
È ormai noto che la
Massoneria ha fatto il Risorgimento e ha
governato l'Italia dal 1870 55: apparentemente,
il governo massonico non si vedeva,
ma non per questo non esisteva; anzi, come
affermava il primo ministro inglese Benjamin
Disraeli (1804-1881), massone ed ebreo: «Il mondo
è governato da tutt'altri personaggi che neppure immaginano
coloro il cui occhio non giunge dietro le quinte»
56. Se si esamina la storia del popolo
ebraico si deve constatare che, malgrado venti secoli di
dispersione, è l'unico al mondo ad aver conservato il proprio culto,
il proprio ideale religioso e nazionale, la stessa comunanza di
interessi: se ne deve dedurre che esiste un governo nazionale
ebraico - cioè un'autorità - che mantiene da duemila anni l'unità
degli ebrei sparsi in tutto il mondo 57.

Ora, a dispetto delle apparenze, dobbiamo convenire che esiste un
governo ebraico: e questo perché esiste un popolo, l'ebraico, che ha
una comunanza di ideali e di interessi («sine causa nullo effectu»).
Anche la Massoneria non ha altra patria che il mondo, e tuttavia
sarebbe sciocco dire che non ha un governo; esso è speciale, in
quanto è occulto, ma è sempre un governo.
|
«Non si dà corpo
senza testa, società senza governo, esercito senza generale, popolo
senza pubblico potere. L'assioma romano "Tolle unum est turba, adde
unum est populus" ha qui la sua piena giustificazione: senza potere
direzionale la Massoneria sarebbe una massa più o meno smarrita in
qualche idea sovversiva, ma che si decomporrebbe da sé invece di
essere la dominatrice del mondo» 58. |
Il governo nazionale ebraico è un governo
occulto come quello della Massoneria
Se il governo della nazione giudaica
(ossia il mondo) non si vede ma esiste, perché altrimenti non se ne
spiegherebbe l'unità di intenti e di interessi da duemila anni,
significa che è occulto, esattamente come quello della Massoneria.
Già si è detto come le colonie ebraiche, per le speciali condizioni
in cui si erano trovate, si organizzarono in società segrete
difensive e offensive e come il l'ebraismo «ex natura rerum»
ha fatto del segreto la sua seconda natura, per cui ha dovuto
governarsi segretamente.
Ci si pone a questo punto un quesito
apparentemente insolubile: come una società segreta ebraica ha
potuto governare la massa della nazione ebraica sparsa in tutto il
mondo senza lasciarsi scorgere? In realtà, vi è riuscita perché
esiste ancora il giudaismo che, dopo la Diaspora, poteva solo o
governarsi segretamente per sopravvivere come razza, nazione e
religione, oppure scomparire 59.

Sopra: interno della
Loggia massonica
Hajnal di Budapest.
Tracce storiche del governo nazionale ebraico
I -
Dal 130 d. C. all'XI secolo
a) Il Gran Sinedrio
Al momento della Diaspora (135 d. C.),
il popolo ebraico si trovava in condizioni normali: aveva cioè un
governo visibile come tutti gli altri popoli. Fu soltanto quando fu
disperso tra i pagani che fu costretto a realizzare una forma di
governo atta ad una situazione straordinaria di dispersione, per
poter mantenere l'unità di intenti e di ideali. Il governo ebraico
al momento della caduta di Gerusalemme (70 d. C.) era esercitato dal
Gran Sinedrio.
|
«Non vi è nulla di
più grande nell'antica repubblica degli ebrei che il Sinedrio. Esso
formava il Consiglio Supremo della nazione [...]. Vera
assemblea sovrana, il Sinedrio aveva, negli ultimi tempi della
nazionalità ebraica, sostituito la monarchia: così, la sua autorità
era considerevole, era assieme dottrinale, giudiziaria e
amministrativa. Interpretava la Legge. Giudicava le cause maggiori
[...]. Era composto di settantuno membri, presidente compreso»
60. |

b) I Patriarchi della Giudea
Dopo la dispersione ci si immaginò che
il popolo ebraico, sparso nel mondo, cessasse di esistere come
popolo non avendo più patria né governo. Invece abbiamo visto che il
popolo ebraico non è scomparso, ma ha mantenuto la sua unità di
ideali politico-religiosi, ha una patria e quindi un governo. Il
Sinedrio è quindi sopravvissuto anch'esso in un modo qualsiasi,
oppure si è trasformato in qualcosa d'altro? Con la rovina di
Gerusalemme sotto Tito (70 d. C.) cominciò la prima grande
dispersione degli ebrei nel mondo.
La seconda si ebbe sotto
Adriano (135 d. C.). A partire da quest'epoca, gli ebrei furono
definitivamente scacciati da Gerusalemme e dalla Palestina; quelli
che non furono uccisi dai soldati di Tito, si rifugiarono in diverse
regioni dell'Europa e dell'Asia. Alcuni gruppi si stanziarono in
Egitto, Italia e Spagna (ebrei d'Occidente). Secondo alcuni
studiosi, il loro capo risiedeva in Palestina a Safné o a Tiberiade,
ed era chiamato il Patriarca della Giudea
61.
Egli agiva segretamente o anche allo scoperto, a
seconda delle disposizioni degli imperatori romani verso gli ebrei.
Da quando nel 429 l'imperatore Teodosio il giovane proibì al
Patriarca della Giudea di riscuotere le imposte dei suoi
connazionali (il che significava che l'imperatore non riconosceva la
sua autorità e il suo governo), non vi è più traccia dei «Patriarchi
della Giudea» nella storia. Perciò, questo governo dei Patriarchi fu
costretto a trasformarsi poco a poco in governo completamente
occulto, sotto pena di scomparire.

Sopra: particolare
dell'Arco di Tito, a Roma, costruito per
celebrare la vittoria delle legioni romane sui ribelli ebrei.
c) I Prìncipi della cattività o
dell'esilio
Ma ci fu un'altra porzione del popolo
ebraico, uscito dalla Palestina dopo la distruzione di Gerusalemme,
che si recò nei Paesi del Nord e dell'Est: Siria, Armenia, Georgia,
Babilonia e Persia. Secondo i rabbini, fu questa l'élite
della nazione chiamata «gli ebrei d'Oriente», e si ritiene che il
«Patriarca della Palestina» fosse un potere secondario sottomesso a
questa élite, i cui capi erano chiamati «Prìncipi della
cattività o dell'esilio».
Secondo gli storici ebrei, i «Patriarchi
della Giudea» erano i luogotenenti dei «Prìncipi dell'Esilio», che
avevano l'autorità di capi assoluti su tutta la Diaspora e la cui
dimora abituale si dice fosse Babilonia. Essi esercitavano la loro
giurisdizione sugli ebrei d'Occidente tramite i «Patriarchi della
Giudea», mentre sugli ebrei d'Oriente la esercitarono direttamente e
pubblicamente, dal III all'XI secolo. San Girolamo (347-420)
stesso, che nel IV secolo abitava in Giudea, ci dice che in quel
tempo non vi erano quasi più dottori in Palestina e che il potere
supremo del giudaismo aveva la sua sede in Babilonia.
Secondo il
rabbino convertito David-Paul Drach (1791-1865), dalla
Diaspora fino all'XI secolo i sommi capi della nazione ebraica erano
scelti tra i dottori della Legge. Su questa successione ininterrotta
di dottori, i talmudisti odierni si basano per affermare che Israele
ha sempre avuto veri dottori della Legge e non ha cessato di avere
alla sua guida un vero potere spirituale legittimo...
|
«Secondo gli autori della Ghemarà
di Babilonia, i "Principi dell'Esilio" erano i legittimi successori
del sommo potere concentrato precedentemente nella tribù di Giuda
[...]. Quindi, vi erano nel VI secolo d. C. a Babilonia,
presso i "Principi dell'Esilio", dei veri dottori della Legge, come
nel passato a Gerusalemme, presso il Sommo Sacerdote [...].
Il potere si era trasferito da Gerusalemme a Babilonia»
62. |

Sopra: l'ex rabbino
David-Paul Drach e la
sua opera maggiore:
De l'h
armonie
entre l'église et la
synagogue.
Esistono quindi delle tracce storiche
dell'esistenza del governo al quale obbediva la nazione ebraica
sparsa in tutto il mondo, e queste dimostrano che tra il governo
visibile e quello occulto ve ne fu uno di transizione.
II
- Dall'XI
secolo ai giorni nostri
Dall'XI secolo, i califfi orientali
impauriti dalla potenza dei «Prìncipi dell'Esilio», divennero nemici
degli ebrei e misero a morte il loro capo Ezechia (1005 d.
C.). Gli ebrei lasciarono Babilonia e alcuni si rifugiarono in
Arabia; gli altri, in maggior numero, vennero in Occidente, fino in
Francia e in Spagna. A partire dall'XI secolo, la Storia non ci
parla più dei «Prìncipi dell'Esilio»; forse che questo fatto indica
che scomparvero realmente e che gli ebrei rimasero senza governo?
Se
si guarda solo la Storia «esteriore» si dovrebbe rispondere di sì,
ma noi sappiamo che il giudaismo si era strutturato in forma di
società segreta e quindi ha potuto benissimo continuare ad essere
governato segretamente dall'XI secolo fino ai nostri giorni. Nel
lasciare Babilonia per l'Occidente si può notare una sorta di
avvicinamento del potere occulto ebraico a Roma, dove risiedeva il
Vicario del nemico mortale dell'ebraismo-religione, Gesù Cristo.
Necessariamente, i profughi si unirono agli ebrei delle colonie
ebraiche preesistenti e il giudaismo, per evitare l'assorbimento, si
organizzò con un governo ancora più occulto e definitivamente
strutturato in società segreta.

Sopra: Gran Sinedrio
nell'Ottocento.
L'azione giudaico-massonica nei confronti del
cristianesimo
Il Cardinale José María Caro
Rodríguez (1866-1958), Arcivescovo di Santiago e Primate del
Cile, afferma:
|
«È fuor di dubbio
che l'azione della Massoneria contro la santa Chiesa cattolica non è
altro che la continuazione della guerra a Cristo praticata
dall'ebraismo da millenovecento anni ad oggi. Una lotta tremenda, in
quanto basata sul segreto, l'inganno e l'ipocrisia [...].
Non dimentichiamoci che il giudaismo è il più implacabile [...]
nemico del cristianesimo [...].
L'odio al cristianesimo e
alla Persona di Cristo ha una storia remota e non può essere
guardato e giustificato come risultato di una persecuzione; forma
invece un tutt’uno con la tradizione rabbinica, che ha le sue
origini in epoca molto anteriore a quella in cui eventualmente si
verificò una qualsiasi persecuzione di ebrei da parte dei cristiani»
63. |

Maurice Pinay dal canto suo
aggiunge:
|
«La secolare lotta
intrapresa dalla nostra santa Madre Chiesa cattolica contro
l'aberrazione ebraica [...] non è stata originata [...]
dall'intolleranza cattolica. È stata invece l'incommensurabile
malvagità dei giudei che ha imposto l'adozione di misure difensive,
vista la mortale minaccia per la cristianità rappresentata da una
religione siffatta [...]. Gli ebrei pretendono di imporre ai
cattolici questa tesi: combattere l'ebraismo è illecito. È chiaro
che [...] combatterlo non è soltanto giusto ma doveroso»
64. |

|
Sopra:
Complotto
contro la Chiesa, un saggio scritto nel 1962, usando lo pseudonimo Maurice
Pinay, da alcuni cattolici messicani tra cui il teologo Padre
Joaquín Sáenz Arriaga s.j..
|
Il giudaismo-religione è una sètta
segreta
|
«Il problema della
moderna religione ebraica è che si tratta di una
religione segreta [...]. Gli ebrei, infatti, dopo la
crocifissione del Signore occultarono durante i secoli le loro
dottrine e i loro riti. Perché? Il motivo è chiaro: perché le loro
dottrine e i loro riti rappresentavano una minaccia per gli altri
uomini. Da ciò la necessità di mantenere il segreto [...]. Un
testo talmudico reca: "Partecipare qualcosa della nostra Legge ad un
gentile equivale alla morte di tutti gli ebrei, perché se i goym
venissero a conoscere ciò che noi insegniamo nei loro riguardi,
senza dubbio ci sterminerebbero" 65.
La bugia è sempre stata l'arma principale di quella
che Nostro Signore Gesù Cristo chiamò, sin da allora,
la Sinagoga di Satana» 66. |

Sopra: 2 dicembre 2013, Città
del Vaticano; Francesco I riceve in dono
un tipico candelabro ebraico
dal premier israeliano Benjamin Netanyahu.
L'Illuminismo, il giudaismo e
la Massoneria
Dal XVIII secolo, secondo l'ebreo
convertito Joseph Lémann, si assiste alla glorificazione
dell'ebraismo:
|
«Con quale
fine (l'inferno) cercherà di pervertire i resti indistruttibili di
Israele, di renderli inadatti ai disegni di Dio (che vuole la
conversione e non la morte del peccatore; N.d.R.) mediante la
corruzione: così da rendere impossibile la loro conversione
[...]. Due grandi correnti di pensiero [...] saranno i
mezzi di esecuzione di tale piano: il protestantesimo e
l'Illuminismo [...]. Il Filosofismo illuminista cercherà di
disorganizzare la società cristiana [...] di modo che il
cristiano diventi se non proprio lo schiavo, almeno l'inferiore, e
l'ebreo il maestro [...]. Il fine del Filosofismo era la
formazione di una società nuova (scristianizzata) e universale
[...].
Vi arriverà con l'aiuto di due massime [...]. La
prima: "Tutte le religioni sono buone" [...]. Allora
non più dispute tra religioni, poiché sono tutte buone, diamoci la
mano. Questo è l'accomodamento che propone nel XVIII secolo il
Filosofismo e con la sua bonomia soggioga e inganna [...]. È
facile capire come un tal sistema favorisse l'ebraismo. Una voce -
la stessa che parlò ad Eva nel Paradiso terrestre [...] gli
dirà: "Non avete sentito? Tutte le religioni sono buone! Ma
allora non vi è più motivo di tenervi separati, a causa della vostra
religione, che è buona come le altre. Riprendi coraggio Israele, il
Filosofismo è il tuo emancipatore come Mosè" [...]. La
seconda massima è questa: "Gli ebrei sono uomini come gli altri".
Anche qui è facile capire quanto la nuova morale sociale favorisse
gli ebrei.
La stessa voce (del Serpente) dirà loro: "Siccome siete
uomini come gli altri, entrate in lizza. A voi [...] tutte le
carriere, a voi gli onori e il potere...". Per riassumere, quale è
il risultato che vuole ottenere il Filosofismo? Questo [...]
spingere tutti gli uomini a formare un nuovo ordine sociale in cui
tutti saranno uguali e liberi, senza che sia tenuto in alcun conto -
nell'avvenire - la dignità del cristiano. La dignità dell'uomo,
unicamente la dignità dell'uomo, sarà la condizione d'entrata
nella nuova società [...]. Ai miei occhi non vi è più
dignità del cristiano o indegnità del giudaismo [...]. Un
simile piano non poteva uscire che dall'inferno [...].
I fautori di una nuova società esclusivamente umanitaria (la
nuova cristianità di Maritain e di Dignitatis Humanæ; N.d.R.)
[...] devono essere distribuiti in due categorie: la massa dei
cristiani degenerati [...] e una piccola truppa di ebrei
avanzati. La massa dei cristiani degenerati: ecco i primi
fautori di questa società società umanitaria in cui si prepareranno
assieme la decadenza dei popoli cristiani e la preponderanza della
razza ebraica [...]. A capo di tale moltitudine [...]
bisogna mettere la scuola volterriana. Ma parlare così non significa
forse commettere un errore storico?
Non è Voltaire presentato come
il nemico scatenato degli ebrei? Sì, senza dubbio [...],
nella sua rabbia li avrebbe sterminati tutti, se avesse potuto.
Tuttavia, il volterianesimo era molto utile agli ebrei. Loro stessi
lo dicono: "Se Voltaire ci è stato funesto, il
voltairianesimo ci è stato eminentemente utile"
67 [...].
Scelta per arrivare sino alla fine del mondo, la razza ebraica
[...] è paziente. Sa attendere, e riduce a suo profitto anche i
suoi nemici. Gli oltraggi non la scuotono: colui che la oltraggia
passa, essa no! [...]. Voltaire ha oltraggiato gli ebrei, ma
ha oltraggiato ancor di più la divina figura del Cristo.

Punizione: il voltairianesimo è diventato profittevole per
gli ebrei. E come? Indebolendo tra i popoli divenuti
voltairiani (neopagani; N.d.R.) lo spirito di fede e
la dignità dei costumi antichi, di modo che, non essendo più
protetti da ciò che li rendeva superiori - questi popoli viziati,
degenerati, in una parola voltairriani - diverranno più
facilmente [...] le prede degli ebrei negli affari privati e
poi negli affari pubblici [...]. Riassumendo: con il loro
spirito scettico, libertino e "frondeur", e con il loro ritorno alla
natura, i salotti francesi del XVIII secolo prepararono,
nella vita pratica, la sostituzione della società umanitaria
alla società cristiana; e col bisogno dell'oro per i loro
divertimenti [...] prepararono lo scettro all'oro degli
ebrei»! 68. |
La Massoneria collettore di tutte queste
forze anticristiane
Nonostante tutte queste forze
dissolutrici (paganesimo umanista e rinascimentale, Riforma
protestante e Illuminismo) il cristianesimo era ancora una grande
potenza pubblica che impediva alla nuova società umanitaria (la
Repubblica Universale) di imporsi completamente nella vita civile.
Ecco la necessità di ricorrere alle società segrete per combattere
la cristianità non a cielo aperto, ma
nell'ombra e nel segreto, mediante l'ipocrisia,
la menzogna e la mancanza di franchezza! Tali
società segrete, malgrado certe divergenze apparenti
e accidentali, perseguono tutte lo
stesso fine: sopprimere Cristo Re delle nazioni,
e rimpiazzarlo con il culto dell'uomo. Continua
Joseph Lémann:
|
«Queste diverse
società segrete perdono le loro denominazioni
particolari (manichei, albigesi, templari, sociniani, martinisti, Illuminati)
verso la fine del XVIII secolo, e sono denominate
sinteticamente «Massoneria». La Massoneria è il vasto abisso che
riceve, con i tradimenti del XVIII secolo, i miasmi e
le pestilenze dei secoli precedenti [...]. Ma la
Massoneria come i voltairiani e tutti gli altri
traditori (dei quali Giuda è il prototipo; N.d.R.) gioverà agli ebrei, in quanto essa è il
collettore e il confluente di tutti i tradimenti.
Verrà un tempo in cui questo grido d'allarme
si farà sentire: "L'ebraismo governa il mondo, e
bisogna necessariamente concludere o che la Massoneria si è ebraica,
o che il giudaismo si è fatto massone» 69. |
Recentemente, Louis Pauwels
(1920-1997), massone
convertitosi al cristianesimo, ha dichiarato a Vittorio Messori
(1941-2026):
|
«C'è un complotto mondiale
di forze anticristiane che mirano ad indebolire
(e se possibile a dissolvere in un umanesimo di belle parole,
ma impotente) la fede dei
cattolici» 70. |

Lucifero e la Massoneria
Scrive Pierre Virion
(1899-1988):
|
«Come Cristo,
Capo invisibile della Chiesa cattolica, è rappresentato
visibilmente quaggiù dal Papa, così Satana, capo
invisibile dell'esercito del male, comanda ai suoi
soldati per mezzo di uomini [...], sempre liberi di
sottrarsi ai suoi ordini ed alle sue ispirazioni»
71. |

Mons. Meurin da parte sua scrive:
|
«L'opinione
di quasi tutti gli autori che trattarono
della magia diabolica, è che tutti i rami e le pratiche della
stregoneria devono la loro origine alla Càbala ebraica
72. L'adorazione
della Stella fiammeggiante, del
Baphomet e le formule scritte in caratteri geroglifici per
l'evocazione dei demoni [...] sono indizi sufficienti che
la Massoneria, in certi Gradi delle sue retro-Logge,
si dà apertamente alle pratiche della Magia diabolica [...].
Il complesso della Massoneria cabalistica, soprattutto la sua guerra
accanita contro la Rivelazione divina, il soprannaturale e il
cristianesimo, sono altrettante prove che la Massoneria è una
sètta veramente satanica» 73. |
Mons. Antonino Romeo
(1902-1979), celebre esegeta, precisa a sua volta:
|
«Il satanismo
più profondo e capillare è l'apoteosi dell'uomo, con la
riduzione della religione e della morale a cosa libera [...].
Il culto di Satana si concentra nelle "messe nere", nefande orge
miste a profanazioni eucaristiche, presiedute possibilmente da
sacerdoti traviati, derivazioni dell'antico "sabbato", con pratiche
grottesche che ricordano formule e riti massonici [...].
Covo segreto del satanismo è certamente la Massoneria, la quale
eredita fede e costumi dallo gnosticismo cainìta [...].
La
Massoneria, unica nello spirito e nelle leggi fondamentali, è
l'anti-Chiesa internazionale [...]. Dal "papato-massonico"
[...], invisibile, ignoto agli stessi iniziati comuni, dipendono
i destini dei popoli [...]. Lo spiritismo-occultismo
e la Teosofia [...] sono la religione e la
filosofia naturista promossa dalla Massoneria. Il satanismo
massonico si manifesta principalmente nella profanazione di ostie
consacrate. A Friburgo in Svizzera (Rue Grand' Fontaine, 41)
chiunque può vedere, in una vasta grotta, oggi cappella d'adorazione
riparatrice, gli arnesi che servivano ai satanici riti»
74. |

Anche secondo l'eminentissimo Cardinal
Caro Rodriguéz, «in certe Logge si rende culto a Lucifero o a
Satana» 75. Infine, La
Civiltà Cattolica medesima si esprime così:
|
«Il satanismo,
onde la Massoneria è invasata contro quanto sa di cattolico, da
nulla è così scaltramente alimentato, come dalla penna, dai
maneggi, dalle suggestioni e dall'oro degli israeliti»
76. |
Conclusione
Penso che per concludere questo
articolo non vi sia nulla di meglio che riassumere l'Enciclica di
Leone XIII (1810-1903) Humanum genus (1884) sulla
Massoneria. Il Papa ricorda che vi sono due razze, due città, due
stendardi: quello di Lucifero e quello di Nostro Signore Gesù
Cristo, il mondo e la Chiesa; essi sono sempre in lotta tra loro.
«Ma ai tempi nostri i partigiani della città del male, ispirati e
aiutati da quella società che [...] piglia il nome di società
Massonica, pare che tutti cospirino assieme e tentino le ultime
prove. Poiché [...] insorgono [...] contro la
sovranità di Dio; lavorano [...] alla rovina della santa
Chiesa».
È dovere del Papa - quindi - denunciare la sétta; la
Massoneria è funesta allo Stato e alla Chiesa dato il suo scopo e la
sua natura; nel giro di mezzo secolo la Massoneria si è propagata in
tutto il mondo fino a «sembrar quasi padrona degli Stati». Le
sétte sono varie «che sebbene diverse di nome [...] pur sono
strettamente legate tra loro per affinità di scopi e convengono in
sostanza con la Massoneria». Sono segreti i loro ultimi e veri
intendimenti, i capi supremi più influenti, influenti, «il candidato deve promettere di non rivelare
[...]
gli affiliati [...], le dottrine della sétta».

Gli
iscritti devono promettere obbedienza cieca
e assoluta ai maestri ed ove manchino devono
essere pronti anche a subire la morte. Il fine della Massoneria è:
«Distruggere da capo a fondo tutto l'ordine religioso e
sociale quale fu creato dal cristianesimo,
e pigliando fondamenti e norme dal naturalismo, rifarlo di sana pianta. Questo
che abbiamo detto [...] va inteso della sètta massonica in
se stessa [...], non già dei singoli massoni, nel numero dei quali
possono esservene non pochi che, sebbene
colpevoli di essersi impigliati in congreghe di
questa sorta, tuttavia non piglino direttamente
parte alle male opere di essa e ne ignorino altresì
lo scopo finale».
Il principio del naturalismo
è la superiorità della natura sulla
Grazia, della ragione sulla Rivelazione, e siccome
la Chiesa romana è la dispensatrice della
Grazia e la depositaria della Rivelazione, «somma contro di Lei è la rabbia e l'accanimento
dei nemici». La Massoneria sostiene la separazione tra Chiesa e Stato, di modo che il
Magistero e l'autorità della Chiesa non abbiano
nessuna influenza sulla società. «Ma contro la Sede Apostolica
e il Romano Pontefice arde più accesa la guerra».
Prima fu
attaccato il suo potere temporale per poter
poi togliere di mezzo quello spirituale e distruggere
il Papato.
|
«È veramente scopo supremo dei massoni perseguitare
con odio implacabile il cristianesimo, ed essi non si daranno
mai pace fino a che non vedano a terra tutte le istituzioni
religiose fondate dai Papi.
Che se la sétta non impone agli affiliati di rinnegare
espressamente la fede cattolica, codesta
tolleranza, invece di guastare i disegni
massonici li aiuta. Poiché in primo luogo è
questo un modo di ingannare facilmente i
semplici e gli incauti [...].
Poi con aprire le porta a
persone di qualsiasi religione si ottiene il vantaggio di persuadere
col fatto il grande errore moderno dell'indifferentismo
religioso e la parità di tutti i culti: via opportunissima per
annientare le religioni tutte e soprattutto la religione cattolica
che, unica vera, non può senza enorme ingiustizia
essere messa in un fascio con le altre». |

|
Sopra:
Il
27 ottobre 1986, fu convocata da Giovanni Paolo II (1920-2005) una
Giornata mondiale di preghiera
per la pace, ad
Assisi, a cui presero parte i rappresentanti di tutte le grandi
religioni mondiali.
|
Siccome le anime
viziose sono fiacche e servili, la sétta cerca di «tirare le masse a satollarsi di licenza: così da
averle poi come docile strumento ad ogni più
audace disegno». La sétta vuole altresì dopo
diciotto secoli risuscitare i costumi e le istituzioni del
paganesimo «per distruggere la religione fondata da Dio
stesso».
L'unico vero rimedio contro la
giudeo-Massoneria
Continua Leone XIII: «Nella
virtù della religione divina [...] consiste la
migliore e più salda speranza di rimedio efficace, a
questa virtù è necessario prima di ogni cosa
ricorrere contro il comune nemico». Il Papa
scende poi da questo principio universale ai
dettagli pratici:
1°) Togliere la maschera (di società puramente
filantropica o di beneficenza) alla
Massoneria; bisogna insegnare agli uomini,
per iscritto e a viva voce, quale sia la natura,
l'origine e il vero scopo della Massoneria.
2°) Infondere nel popolo l'amore
per l'istruzione religiosa senza la quale
non si può amare Dio e praticare le virtù, e
di conseguenza non si riuscirà mai a combattere
efficacemente la giudeo-Massoneria.
3°) Vigilare specialmente
sulla gioventù, sui suoi buoni costumi e spiegare
ai giovani la perversità delle società segrete.
4°) Infine, il Papa conclude:
|
«Le
nostre fatiche umane non sarebbero sufficienti a svellere questa perniciosa
zizzania dal campo del Signore se il Celeste Padrone della vigna non
ci darà il suo aiuto in maniera copiosa.
Bisogna quindi pregare Iddio che ci aiuti [...]. Tutti
i buoni devono riunirsi in una vastissima società di azione e di
preghiera».
|
Leone XIII si raccomanda quindi alla
Madonna debellatrice di tutte le eresie, Colei
che dovrà schiacciare il capo del Serpente infernale («Ipsa
conteret»); a San Michele
che fu il primo ad abbattere l'orgoglio di
Lucifero («Quis ut Deus»), a San Giuseppe
patrono universale della Chiesa e agli
Apostoli Pietro e Paolo sui quali la Chiesa
romana è fermissimamente arroccata. «Non prævalebunt»!


|
Il sito del
Grand'Oriente d'Italia ha ospitato per un certo periodo di
tempo il video di una
conferenza il cui oratore è stato il rabbino-capo della
Comunità ebraica di Roma Riccardo Di Segni. Presente
era anche l'allora Gran Maestro Gustavo Raffi.
Nonostante ci siano ignoti la data e luogo dell'evento,
questo filmato (di 33:15) è di grande aiuto per capire le
affinità che legano la società massonica alla Sinagoga.
N.B.: Il
filmato (61,2 MB) non è di buona qualità, ma l'audio è accettabile;
cliccare sull'immagine sottostante per visionarlo. |
|
 |


Note
1
Articolo estratto dalla rivista Sodalitium (Anno IX, nº 34,
Giugno-Luglio 1993, pagg. 18-34).
2
Cfr. La Stampa, del 3 novembre 1992.
3
Cfr. Hiram, novembre 1992.
4
Cfr. E. Benamozegh,
Israele e l'umanità, Marietti, Torino 1990, pag. 49.
5
Cfr. B. Lazare, L'antisemitisme
(«L'antisemitismo»), Documents et Témoignages, Vienna 1969, pag.
167.
6
Cfr. J. Lémann, L'entrée
des Israelites dans la société française («L'ingresso degli
israeliti nella società francese»), Avallon, Parigi 1886 (1987),
pag. 234.
7
Cfr. H. C. Puech,
Storia delle religioni. Esoterismo, spiritismo, Massoneria,
Universali Laterza, Bari 1981, pagg. 160, 163, 178.
8
Cfr. France-Inter, del 21 dicembre 1988.
9
Cfr. The Jewish Tribune, New York, del 28 ottobre 1927.
10
Cfr. Freemason, del 2 aprile 1930.
11
Cfr. La Logia, nn. 7-8, 1928.
12
Cfr. La Civiltà Cattolica, serie XIV, vol. VIII, 1890; cit.
in R. Piperno, L'antisemitismo moderno, Universale Cappelli, Rocca
San Casciano 1964, pagg. 124-129).
13
Cf. R. Esposito, Le
grandi concordanze tra Chiesa e Massoneria, Nardini, Firenze
1987, pag. 136; vedi anche G.
Vannoni, Le Società segrete, Sansoni, Firenze 1985,
pag. 45.
14
Cfr. U. Fidele, Le
décalogue de Satan («Il decalogo di Satana»), ciclostilato in
proprio, sine loco et data, pag. 36.
15
Cfr. E. Benamozegh,
op. cit., pagg. 198-213.
16
Ibid., pagg. 213-214.
17
Ibid., pagg. 263-268.
18
Ibid., pagg. 269-270.
19
Cfr. U. Fidele, op.
cit., pag. 36.
20
Cfr. E. Benamozegh,
op. cit., pag. 271.
21
Cfr. G. Vannoni,
op. cit., pagg. 45-46.
22
Cfr. Vérité Israélite, vol. V, 1861, pag. 74.
23
Cfr. L. de Poncins,
Christianisme et franc-maçonnerie («Cristianesimo e
Massoneria»), D.P.F., Chiré-en Montreuil 1975, pag. 112.
24
Cfr. Mons. E. Jouin,
Le péril judéomaçonnique («Il pericolo giudaico-massonico»),
in Revue internationale des Societés Secrètes, vol. II,
Parigi 1921, pagg. 1-7.
25
Cfr. E. Drumont, La
France Juive («La Francia ebraica»), Parigi 1885, Marpon et
Flammarion, pagg. 310-329. Sarà anche utile leggere su questo
soggetto:
R. Gougenot des Mousseaux,
Le juif, le judaîsme et la judaîsation des peuples chrétiens
(«L'ebreo, il giudaismo e la giudaizzazione dei popoli cristiani»),
Plon, Parigi 1869, pagg. 263-272; J.
Boyer, Los peores
enemigos de nuestros pueblos («I peggiori nemici dei nostri
popoli»), Ediciones Libertad, Bogota 1979, pagg. 113-140; J. A.
Cervera, La red del
poder («La rete del potere»), Ediciones Dyrsa, Madrid 1948,
pagg. 87-147; L. Ferraro,
El ultimo protocolo («L'ultimo protocollo»), Arca de la
Alianza cultural, Madrid 1986, pagg. 79-115; E.
Couvert, La gnose
contre la foi («La gnosi contro la fede»), DPF, 1989, pagg.
100-102; De la gnose à l'œcumenisme («Dalla gnosi
all'ecumenismo»), DPF, Chiré 1983, pagg. 32-36. A.
De Lassus,
Connaissance élémentaire de la Franc-maçonnerie («Conoscenza
elementare della Massoneria»), Action Familiale et Scolaire, Parigi
1991.
26
Cfr. J. Darmesteter,
Coup d'oeil
sur l'histoire du peuple juif («Sguardo sulla storia del popolo
ebraico»), Parigi 1881.
27
Cfr. Mons. E. Jouin, op. cit., pag. 7;
vedi anche Mons. H.
Delassus, La Conjuration antichrétienne («La congiura
anticristiana»), Desclée,
Lille 1910, vol. II, pagg. 420-428;
564-577; 613-628; 675-688).
28
Cfr. B. Lazare, op.
cit., pag. 167.
29
Cfr. Square and Compasses, Nouvelle-Orléans, febbraio 1921,
pag. 13.
30
Cfr. P. G. Caprile s.j.,
Massoni e Massoneria, La Civiltà cattolica, Roma 1958, pagg.
8-9.
31
Cfr. The Israelite, del 3 e 17 agosto 1855.
32
Cfr. Mons. E. Jouin,
op. cit., pag. 14.
33
Cfr. B. Lazare, op.
cit., pagg. 162-170.
34
Cfr. Mons. E. Jouin,
op. cit., pagg. 85-87.
35
Ibid.
36
Cfr. Mons. E. Jouin,
op. cit., pagg. 85-90.
37
Cfr. A. J. G. Findel,
Vermischte Schriften («Scritti misti»), Leipzig 1902, vol. II,
pag. 92.
38
Cfr. Mons. E. Jouin,
op. cit., pagg. 100-116.
39
Ibid., pagg. 118-119.
40
Cfr. Mons. L. Meurin,
La Frammassoneria Sinagoga di Satana, Ufficio della
Biblioteca del Clero, Siena 1895, pagg. 17-18.
41
Ibid., pag. 44.
42
Cfr. J. Crétineau-Joly,
L'église Romaine
en face de la Révolution («La Chiesa di Roma di fronte alla
Rivoluzione»), vol. II, pagg. 85-88.
43
Cfr. Mons. N. Deschamps,
Les sociétés secrètes et la société («Le società segrete e la
società»), Seguin, Avignone 1881, vol. I, pagg. CI-CVII.
44
Cfr. P. G. Caprile s.j.,
op. cit., pag. 15.
45
Cfr. R.
Carlile, Manual of Freemasonry
(«Manuale della Massoneria», pag. 177.
46
Cfr. Mons. L. Meurin,
op. cit., pagg. 84-86.
47
Ibid., pagg. 113-114.
48
Ibid., pag. 142.
49
Cfr. Mons. L. Meurin,
op. cit., pagg. 173-174.
50
Ibid., pagg. 414-415.
51
Cfr. P. Copin-Albancelli,
La conjuration juive contre le monde chrétien («La congiura
ebraica contro il mondo cristiano»), Parigi 1909, La Renaissance
Française, pag. 302.
52
Ibid., pagg. 310-311.
53
Ibid., pag. 315.
54
«Bisogna anche sapere che «il giudaismo come religione ha una
dimensione nazionale, come il popolo ebraico come nazione ha una
dimensione religiosa [...]. Per capire le radici religiose ed
il fondamento spirituale della nazionalità ebraica [...].
Bisogna capire perché presso un ebreo l'impegno spirituale è così
intimamente legato all'appartenenza al popolo ebraico» (cfr.
«Appel de la Fraternité œcumenique de recherche théologique en
Israël», 30 novembre 1975, in Les
églises devant le
judaisme, éd. du
Cerf, Parigi 1980, pagg. 186-187). Il dr. Gerhart Riegner,
segretario generale del Congresso Mondiale Ebraico, ha affermato che
«popolo e terra hanno un posto essenziale nella fede ebraica»
(ibid., pag. 368, 10 gennaio 1975). Perciò religione, popolo,
nazione nel giudaismo fanno un tutt'uno.
55
«Ebreo era il segretario di Cavour, Isacco Artom [...].
Ebreo era Giacomo Malvano, che fu direttore degli affari politici,
segretario generale del ministero degli Esteri dal 1879 al 1907
[...]. Ebreo era il generale Giuseppe Ottolenghi, che divenne
ministro della guerra nel 1902 [...]. Di padre ebreo era
Sidney Sonnino, che fu due volte presidente del Consiglio (1906 e
1909) [...]. Ebreo era Luigi Luzzati che [...] fu
presidente del Consiglio nel 1910. Ebreo era Alessandro Fortis
[...], presidente del Consiglio [...] tra il 1905 e il
1906. Ebreo fu infine Ernesto Nathan, amico di Mazzini e sindaco di
Roma dal 1870 al 1913» (cfr. S.
Romano, I falsi
protocolli, Il Corbaccio, Milano 1993, pag. 81.
56
Cfr. B. Disraeli,
Coningsby, Parigi 1884, pag. 184.
57
Possiamo facilmente essere tratti in errore su questo tema, poiché
siamo abituati a vedere un governo solo ove vi è unità territoriale.
58
Cfr. P. Virion,
Bientôt un gouvernement mondial? («Ben presto un governo
mondiale»?), Téqui, Parigi 1967, pag. 218.
59
Cf. M. Pinay,
Complotto contro la Chiesa, Roma 1962, pagg. 95-110.
60
Cfr. J. Lémann,
Napoleon Ier et les Israelites («Napoleone I e gli
israeliti»), Avallon, 1988.
61
Cfr. E.
Chabauty,
Les juifs nos maîtres («Gli ebrei nostri padroni»), 1882.
62
Cfr. P. Copin-Albancelli,
op. cit., pag. 350. 6) Anche lo storico ebreo Paul Johnson
conferma che «gli ebrei più fortunati, nei secoli bui, erano
quelli che vivevano in Babilonia, sotto gli Esiliarchi (i "Prìncipi
dell'Esilio"; N.d.R.). Questi Prìncipi più potenti e secolari dei
Nasi ("Presidente del Sinedrio") palestinesi ("Principi
della Palestina"; N.d.R.), vantavano la diretta discendenza
davidica dai re di Giuda e vivevano con una certa pompa nei loro
palazzi [...]. L'ebraismo babilonese si era sempre
considerato come il custode della più rigida tradizione ebraica e
quello di sangue più puro. Il Talmud babilonese asseriva: "Tutte le
nazioni sono come pasta paragonate al lievito della Terra d'Israele,
e Israele è pasta paragonato a Babilonia" (Kiddushin, 71 a)
[...]. Tuttavia, Babilonia non era sicura per gli ebrei»
(cfr. P. Johnson,
Storia degli ebrei, Longanesi, Milano 1987, pagg. 182-183. Nella
Piccola Enciclopedia dell'Ebraismo si legge: «L'età doro
delle accademie babilonesi durò fino alla metà dell'XI secolo circa,
in corrispondenza della fioritura dei califfati arabi» (cfr. J.
Maier-P.
Schafer, Piccola
Enciclopedia dell'Ebraismo, Marietti, Casale 1985, pag. 77).
63
Cfr. J. M. Caro Rodriguéz,
El misterio de la Masoneria («Il mistero della Massoneria»),
Editorial Difusion, Buenos Aires 1954, pagg. 267-268.
64
Cfr. M. Pinay, op.
cit., pagg. 151-152.
65
Cfr. Divre en Dav, fol. 37.
66
Cfr. M. Pinay, op.
cit., pagg. 155-156.
67
Cfr. Archives Israélites, giugno 1878, pag. 324.
68
Cfr. J. Lémann, L'entrée
des Israelites dans la société française, pagg. 205-227.
69
Cfr. Revue des questions historiques,
62ème livraison, 1º aprile 1882; cit. in J.
Lémann, op. cit., pagg. 213-228.
70
Cfr. V. Messori, Inchiesta sul cristianesimo,
SEI, Torino 1987, pag. 152. Sarà utile consultare
Epiphanius,
Massoneria e sétte segrete: la faccia occulta della Storia,
Trento, sine data.
71
Cfr. P. Virion, op.
cit., pag. 217.
72
«La Càbala pratica si occupa di teurgia (operazione magica in
cui si stabiliscono contatti con le forze demoniache; N.d.R.) e
[...] di magia; è là che si trovano principalmente i misteri e i
segreti della Càbala: procedimenti bizzarri, giuramenti terribili,
simboli sinistri, presi in prestito non solo al giudaismo infedele,
ma alla Persia, all'India, all'Egitto, alla Caldea. Con somma
perfidia, la Càbala pratica ammette anche formule e operazioni
odiose contro la religione cattolica e i cristiani [...]. La
Càbala nella sua parte pratica è infernale» (cfr. J.
Lémann, op. cit.,
pag. 235).
73
Cfr. Mons. L. Meurin,
op. cit., pagg. 199-200.
74
Cfr. Mons. A. Romeo,
voce «Satanismo», in
Enciclopedia Cattolica, Città del Vaticano 1953, vol. X, coll.
1954, 1958-1959.
75
Cfr. J. M. Caro Rodriguéz,
op. cit., pag. 130.
76
Cfr. La Civiltà Cattolica, serie XIV, vol. VIII, 1890, pag.
142.