titolo la grande promessa del sacro cuore di gesù

postato: 23 maggio 2013

ultima modifica: 14 ottobre 2014

 

cor jesu sacratissimum

Con approvazione ecclesiastica
Sac. Vincenzo Muzzatti - Pordenone.

 

Angosciosa incertezza
 

Mi salverò?... è questo il doloroso sospiro di ogni anima veramente cristiana, che sente il peso dell'incertezza in cui tutti si vive riguardo alla propria salvezza eterna. Il ricordo dei peccati commessi, sebbene già pianti, il pensiero della severità dei divini giudizi e, più ancora, il sentimento della propria incostanza nel bene, riempie di un salutare timore, per poco che vi si rifletta. In mezzo, però, a tanta perplessità ognuno può confortarsi e aprire il cuore alla gioia più viva, perché vi è modo di assicurarsi il Paradiso; ed è l'ineffabile bontà del Cuore misericordiosissimo di Gesù che ci volle prodigare questo nuovo supremo conforto mediante la «Grande Promessa».
 

Che cos'è la Grande Promessa
 

È una specialissima promessa del Sacro Cuore di Gesù con la quale Egli, promettendo la grazia della penitenza finale, assicura il Paradiso a chiunque farà in suo onore nove Comunioni nel primo venerdì di nove mesi consecutivi. Ecco le precise parole che il 13 ottobre del 1687 Gesù rivolse a Santa Margherita Maria Alacoque (1647-1690):

 

sacro cuore di gesù - santa margheria maria alacoque

«Io ti prometto, nell'eccesso della misericordia del mio Cuore, che il mio amore onnipotente concederà a tutti quelli che si comunicheranno il primo venerdì del mese, per nove mesi consecutivi, la grazia della penitenza finale; essi non morranno nella mia disgrazia, né senza ricevere i loro sacramenti, facendosi il mio Cuore loro asilo sicuro in quell'ultimo momento».

 

Tante altre e consolanti promesse fece il Cuore di Gesù a favore dei suoi devoti; ma questa tanto le supera, che può dirsi di tutte il compendio e la corona, meritando d'essere chiamata per eccellenza la «Grande Promessa». Della sua autenticità non è lecito dubitare. Infatti, fin dal processo di beatificazione e poi anche per quello di canonizzazione dell'Alacoque, la Grande Promessa fu sottoposta al giudizio dei teologi romani, e tale giudizio, dopo maturo esame, fu così favorevole che Papa Benedetto XV (1854-1922) volle dare egli stesso la più bella e autorevole testimonianza alla veridicità della Grande Promessa facendone inserire il testo nella Bolla di canonizzazione della Santa, in data 13 maggio 1920. Chi non comprende la grande importanza della sua riproduzione in un documento di tale valore? Non è forse questa la prova più eloquente dell’autenticità della Grande Promessa?
 

Un po' di spiegazione

 

Vediamo ora di capire bene questa Grande Promessa, per poter procurarci il prezioso frutto che essa è destinata a recarci. Considerando le parole con cui fu fatta, si possono distinguere tre parti: preambolo, promessa e condizione.

 

I - Preambolo. «Io ti prometto, nell'eccesso della misericordia del mio Cuore, che il mio amore onnipotente…». Quanto sono espressive queste prime parole! Gesù volle con esse destare la nostra attenzione e farci attendere qualche grazia straordinaria, frutto non già di meriti nostri, esistenti o possibili, ma solo di una eccessiva misericordia e d'un amore onnipotente. Nessuna meraviglia, quindi, se ad un'opera di pietà e di religione tanto facile, quali sono le nove Comunioni, il divin Salvatore volle concedere una grazia tanto preziosa, qual'è la penitenza finale. E se tra la condizione richiesta e la promessa vi scorgeremo un abisso, il preambolo ci ricorda che è l'amore onnipotente di Gesù in un eccesso di misericordia del suo Cuore che ha da salvarci.

 

sacro cuore II Promessa. «Concederò la grazia della penitenza finale; non morranno nella mia disgrazia, né senza ricevere i loro Sacramenti, facendosi il mio Cuore loro asilo sicuro in quell'ultimo momento». La nostra eterna salvezza dipende dall'ultimo istante di nostra vita, perché non basta incominciar bene, ma è inoltre necessario finir bene, cioè in grazia di Dio. E Gesù, con la Grande Promessa ci assicura precisamente questo, poiché la grazia della penitenza finale consiste nel morire sinceramente pentiti delle proprie colpe e quindi senza alcun peccato mortale nell'anima. Gesù lo spiega aggiungendo: «Non morranno nella mia disgrazia…». Siccome però il mezzo ordinario per cancellare il peccato mortale e così riacquistare l'amicizia con Dio, sono i Sacramenti, Gesù nella sua Promessa continua: «Né senza ricevere i loro Sacramenti». Queste ultime parole sono forse una sicurezza contro la morte repentina? Cioè, chi avrà fatto bene i nove venerdì sarà certo di non morire senza prima confessarsi, e senza aver prima ricevuto il santo Viatico e l'Estrema Unzione? Questo non è promesso in forma assoluta, rispondono gravissimi commentatori, perché il ricevere i santi Sacramenti prima di morire ha solo ragione di mezzo, rispetto al morire in grazia di Dio; e a questo mezzo Dio può supplire con grazie interiori e ispirazioni, che inducano il moribondo a fare atti di dolore perfetto, così da cancellare anche il peccato mortale, se vi fosse. Questo, ben inteso, in caso eccezionale, quando, cioè, il moribondo, per cause indipendenti dalla sua volontà, non potesse ricevere i santi Sacramenti. Quello invece che il Cuore di Gesù promette in modo assoluto e senza restrizioni è che nessuno di quelli che avranno fatto bene i nove primi venerdì morrà in peccato mortale, ottenendo la perseveranza nello stato di grazia, se giusto; il perdono di ogni peccato mortale, se peccatore; e ciò, di regola ordinaria, per mezzo dei santi Sacramenti; in via eccezionale per mezzo di una contrizione perfetta. Tanto basta perché il paradiso si possa dire veramente assicurato; tanto basta perché la Grande Promessa sia veramente grande e degna dell’infinita bontà del Cuore di Gesù, che volle così impegnarsi ad essere davvero per noi «asilo sicuro in quell'ultimo momento».
 

III Condizione. Tale grazia è promessa «…a tutti quelli che si comunicheranno il primo venerdì del mese per nove mesi consecutivi…».

 

Chi fa una promessa è libero di apporvi le condizioni che crede; e Gesù nel fare la Grande Promessa si contentò di legarla all'unica condizione di nove Comunioni in nove primi venerdì di mesi consecutivi. Bisogna però compierla fedelmente questa condizione; quindi:

  • Le Comunioni devono essere nove e non basteranno né sette, né otto;

  • Devono essere fatte in primi venerdì, perciò non ci assicurerà la Grande Promessa la Comunione fatta i primi nove sabati, o domeniche del mese, quantunque ogni Comunione ben fatta sia sempre cosa ottima e graditissima al Cuore di Gesù in qualunque giorno si faccia;

  • Di mesi consecutivi, in modo che chi incominciasse le nove Comunioni per esempio il primo venerdì di gennaio, dovrà poi continuare nel primo venerdì di febbraio, marzo, ecc..., così da terminare nel primo venerdì di settembre, senza l'interruzione di alcun venerdì intermedio. Quando il primo venerdì di aprile cadesse in Venerdì Santo, parrebbe che possa dirsi che in questo caso non vi sia vera interruzione perché in tal giorno Gesù stesso, per mezzo della Chiesa, proibisce ai fedeli di comunicarsi, fatta eccezione del sacerdote che compie le sacre funzioni e dei moribondi che dovessero ricevere il Santo Viatico. In questo caso, la novena di Comunioni resterebbe compiuta in dieci mesi.

Giova notare che per ben adempiere la condizione apposta alla Grande Promessa, le Comunioni devono essere fatte non solo in grazia di Dio e senza alcuna viziosa intenzione, il che è evidente, ma di più coll'intenzione di ottenere con le nove Comunioni il frutto della Grande Promessa, cioè la penitenza finale, o grazia della buona morte. Per comodità chi compie questa pia pratica, alla fine di questa pagina è riportata una preghiera, nella quale è espressa la sopraddetta intenzione, e che sarà bene recitare prima di ciascuna delle nove Comunioni.

 

  Risposta consolante

 

Che cosa si dovrà dire di chi, dopo aver fatte bene le nove Comunioni con buona volontà, coll'andar del tempo diventasse cattivo e vivesse da perverso? La risposta è molto consolante. Gesù nel fare la sua Grande Promessa non eccettuò nessuno di quelli che avranno compiuta la condizione delle nove Comunioni fatte bene. Anzi, è molto da notare la circostanza, che Gesù nel rivelare questa Grande Promessa, non disse che essa è un tratto della sua misericordia ordinaria, ma dichiarò espressamente che è un eccesso della misericordia del suo Cuore, cioè una misericordia straordinaria, che compirà coll'onnipotenza del suo amore.

 

Queste espressioni così energiche e solenni ci fanno capire chiaramente e ci confermano nella sicura speranza che il suo Cuore amorosissimo concederà anche a questi poveri traviati il dono ineffabile della salvezza dell'anima. E se per convertirli fosse anche necessario di operare miracoli straordinari di grazia, Egli compirà questi eccessi di misericordia, coll'onnipotenza dell'amore del suo Cuore e muoverà queste povere anime a contrizione dei peccati, e concedendo loro il perdono le salverà, mantenendo la Grande Promessa da esse tanto demeritata. Ah! Se potessimo intendere la misericordia e l'amore infinito del Cuore di Gesù per i poveri peccatori, specialmente al punto di morte!

 

Concludendo

 

Ci sta a cuore la salvezza dell'anima nostra? Incominciamo senz'altro, se ancora non l'abbiamo compiuta, la pia pratica dei primi nove venerdì del mese, per avere così diritto alla Grande Promessa del Cuore di Gesù. Ci sta a cuore la salvezza del nostro prossimo, dei nostri cari, delle persone affidate alle nostre cure e alla nostra responsabilità? Diffondiamo quanto più ci è possibile la conoscenza di una pratica così facile e consolante.

 

Con l'esempio, con la parola, con la diffusione di questa pratica foglietto o di altri simili, eccitiamo quanti più ci sarà possibile a compierla nel dovuto modo. Procureremo così un gran bene a noi e alle anime; daremo una grande consolazione al Cuore di Gesù, che tanto desidera la salvezza di tutti gli uomini. Nell'universale naufragio in cui si dibatte la povera umanità, per aver abbandonato il suo Dio, è prezioso conforto poter contribuire alla salvezza di qualche anima. Lanciamo, dunque, con santo ardire attorno a noi l'ancora della misericordia della Grande Promessa.

 

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Avvertenze

 

La pia pratica delle nove Comunioni nei primi venerdì di mesi consecutivi si può cominciare in qualsiasi mese dell'anno. La confessione non è richiesta ogni volta, purché si sia in grazia di Dio. Chi per dimenticanza, per impossibilità o per altro motivo avesse tralasciato la Comunione in un primo venerdì (eccetto il Venerdì Santo), dovrebbe ricominciare la serie delle nove Comunioni, affinché siano fatte nei primi venerdì di mesi consecutivi, senza interruzione, come Gesù stesso ha specificato.
 

Invocazione della Grande Promessa
 

Benignissimo Gesù, che nella vostra infinita bontà avete promesso la grazia della penitenza finale a quelli che si comunicassero in onore del vostro Sacro Cuore il primo venerdì del mese per nove mesi consecutivi, io ora intendo accostarmi a ricevervi nella Santa Comunione per ottenere questa grande grazia e per riparare l'ingratitudine e gli oltraggi con cui è corrisposto il vostro amore in questo augustissimo Sacramento. Aiutatemi, o Signore, a vivere sempre conforme alla vostra santa legge e a morire detestando ogni mio peccato e confidando nella vostra ineffabile misericordia. Amen.

 

LA GRANDE PROMESSA

 

viva cristo re!

 

«lo ti prometto, nell'eccessiva misericordia del mio Cuore, che il mio amore onnipotente concederà a tutti quelli che si comunicheranno il Primo Venerdì del mese per nove mesi consecutivi, la grazia della penitenza finale. Essi non moriranno in mia disgrazia, né senza ricevere i Sacramenti, e il mio Cuore sarà loro rifugio sicuro in quell'ora estrema.

  1. 1. Darò loro tutte le grazie necessarie al loro stato.

  2. 2. Metterò la pace nelle loro famiglie.

  3. 3. Li consolerò in tutte le loro pene.

    4. Sarò loro rifugio sicuro durante la vita e soprattutto in punto di morte.

    5. Spargerò abbondanti benedizioni su tutte le loro imprese.

    6. I peccatori troveranno nel mio Cuore la fonte e l'oceano infinito della misericordia.

    7. Le anime tiepide diventeranno ferventi.

    8. Le anime ferventi si eleveranno a grande perfezione.

    9. Benedirò le case dove l'immagine del mio Sacro Cuore sarà esposta e onorata.

    10. Darò ai sacerdoti il dono di toccare i cuori più induriti.

    11. Le persone che propagheranno questa devozione avranno il loro nome scritto nel mio Cuore, dove non sarà mai cancellato».

(Gesù a Santa Margherita Maria Alacoque).

 

maria ss.ma e il sacro cuore

 

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